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‘NMM’ – Gregucci: “Lazio matura, con forte identità e bella da vedere come l’Atalanta. Ma deve restare spensierata” (AUDIO)

ANGELO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

Ieri ho visto una squadra matura, in una partita molto complicata, spianata dall’espulsione. La Lazio conserva principi che danno fastidio a tutti. Soprattutto le squadre che vanno uomo su uomo, i due centrocampisti centrali si allargano e permettono al difensore di salire molto. E’ una soluzione che non permette all’avversario di capire come la Lazio costruisce il gioco. E’ la squadra più vicina all’Atalanta per come gioca? Sono diverse nel loro modo di concepire lo sviluppo, ma sono due squadre belle da vedere, ci spendi i soldi per andarle a vedere giocare a differenza di Milan o Juventus. In questo scorcio di campionato la Lazio è fortemente identitaria. La gara con il Bologna era difficile, i biancocelesti l’hanno portata a casa per spirito, intraprendenza e tatticamente. Ha molta presenza in area di rigore e spensieratezza: l’unico errore che può commettere ora questa squadra è porsi degli obiettivi, dobbiamo rimanere puri e non pensare di alzare l’asticella. In Europa siamo primi, in campionato siamo a un punto dalla prima: la palla non deve pesare, deve avere la spensieratezza dei grandi e divertirsi“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Gregucci: “Noslin ha margini di crescita. Greenwood? Il problema rimane…” (AUDIO)

Angelo Adamo Gregucci a “NMM”

Angelo Adamo Gregucci a Radiosei: “L’inizio abbordabile non è sempre sinonimo di un percorso semplice. Quando incontri una neopromossa hai tutto da perdere.

Il sistema Italia è un sistema in difficoltà. Gli azzurri nel 2021 avevano già fatica contro la Spagna. Calafiori sicuramente nota positiva.

Noi siamo stati sempre quelli bravi a difendere e veloci a ripartire. In Italia non viene fatta una seduta di allenamento mirata a puntare l’uomo.

Il sistema non riesce a formare i nostri ragazzi, il salto in prima squadra sembra un muro invalicabile.

Non si è mai riformato nulla nel calcio italiano. Le riforme poi non metterebbero d’accordo nessuno.

Spalletti è da sempre un “allenatore”. Ha avuto poco tempo. Se pensate al suo Napoli che ha mostrato un calcio meraviglioso non aveva molti interpreti italiani.

Qualche errore nelle scelte c’è stato. Zaccagni avrebbe dovuto giocare di più. L’Italia è un ibrido vorrebbe fare delle cose ma sono cose che non ci appartengono.

Anche le cose che storicamente sapevamo fare non siamo riusciti a farle con qualità. I nostri giovani sono forti, lo dimostrano i risultati.

Il sistema però non ha il coraggio di investirci. Ad un ragazzo di 18 anni consiglierei di andare all’estero oggi.

Gasperini ha dimostrato di essere al passo con i tempi.

Mercato Lazio? Aspetterei prima di giudicare. Questo è un mercato strutturale. Bisogna ricostruire l’identità, è cambiata la spina dorsale.

Mercato non solo qualitativo ma anche di ringiovanimento.

Noslin è un profilo buono, richiesta esplicta di Baroni che di calcio ne sa e ne vede i margini di crescita.

Tchaouna pur avendo trovato una situazione negativa a Salerno ha qualità. Sono due giocatori che hanno delle qualità, sono due buoni acquisiti.

Greenwood non si discute. Il problema è che la Lazio dovrà trattare con un club che non ha bisogno di cedere. Sicuramente è un calciatore che salta l’uomo con facilità.”

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‘NMM’ – Gregucci: “Sarri non ha più riconosciuto la sua squadra, con Tudor si parla una lingua diversa. Dopo l’esultanza di Mancini capirà subito il derby” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’!

E’ un momento di pura transizione non voluto da nessuno e che nessuno si aspettava, il mio amico Maurizio Sarri si è fatto una domanda vedendo la squadra dall’alto contro l’Udinese e non riconoscendo il suo lavoro ha salutato e lasciato lì i soldi. Mi dispiace abbia abbandonato questa esperienza per la caratura dell’uomo e del professionista, ha accelerato questo processo di cambiamento. Tudor vede il calcio in maniera totalmente diversa, ora si parla una lingua totalmente diversa e serve tempo per capirla fino in fondo. Ora viviamo questo trapasso inaspettato.

I giocatori, ovviamente, non ne escono benissimo, è chiaro. Il problema della Lazio è nato in estate quando Sarri fece riferimento ai giocatori che lui ha chiesto e non sono arrivati. Quello fu il primo campanello d’allarme. Lui è un testardo, magari avrebbe potuto modellare qualcosa, anche se nel calcio quello può rappresentare un pregio. Sono dispiaciuto, ma ora serve equilibrio. L’unica cosa che questi due mesi ci possono consegnare è un’accelerazione di un processo che nella prossima stagione sarà importante. Il calcio di Tudor, essendo di riferimento e pressione, è più semplice da assimilare rispetto a quello di Sarri. Sarebbe stato peggio il percorso inverso. Da difensore dico che per loro non è semplice, ognuno ha le proprie caratteristiche ed abitudini.

Le dichiarazioni di Tudor ricordano quelle di Sarri circa i difetti della squadra? Lui riprende il calcio di Gasperini, i concetti sono chiari. Chi perde l’uno contro uno non gioca, ma anche quel tipo di calcio si può disinnescare e Pioli l’ha dimostrato nel tempo.

A Tudor non mi permetto di dare nessun consiglio, quando ho letto quella frase pre-derby ho pensato che questa gara è una cosa seria in questa città e che serve il tempo per rendersene conto. Ci può stare, poi uno del suo carattere è normale che imparerà subito, ancor di più dopo quanto accaduto nei festeggiamenti della vittoria da parte di Mancini”.

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‘NMM’ – Gregucci “Lazio, hai forza identitaria e dignità? La Fiorentina ti ha asfaltato” (AUDIO)

La bandiera biancoceleste Angelo Adamo Gregucci interviene a ‘NMM’ per parlare del momento della Lazio dopo la sconfitta con la Fiorentina per 2-1.

“Non sanno neanche loro quale sia il problema, non hanno una forza type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identitaria. Sei alla vigilia di partite fondamentali dove trovi avversari talmente forti da darti motivazioni, ma essere asfaltati dalla Fiorentina significa non avere dignità. Ai giocatori dico che oltre al logo davanti, sul retro c’è anche il proprio cognome, quindi bisogna dare tutto. Bisogna rappresentarsi meglio, tirare fuori i coglioni in queste prestazioni altrimenti è la fine. La Fiorentina sembrava il Real Madrid, ci hanno letteralmente asfaltati.

Siamo carenti a livello strutturale, ma queste mancanze non giustificano il tipo di prestazione fatta. La Fiorentina pressa, ma sicuramente è un elemento che Sarri e il suo staff avranno affrontato, la giocata per andare in porta l’abbiamo fatta. Ma dopo il gol non è cambiato niente, nemmeno a livello di entusiasmo: a inizio secondo tempo avevo la consapevolezza che non fosse cambiato nulla. Penso che la Lazio abbia una struttura, ma ha una debolezza sull’identità del gruppo e sulla forza d’insieme. Lo scorso anno Romagnoli e Casale li volevamo in nazionale a furor di popolo, e ora non riescono a giocare contro la Fiorentina? Non ci credo. C’è una debolezza a livello di empatia del gruppo, bisogna guardarsi in faccia e superare le difficoltà tutti insieme. Ora come ora nessuno ha le chiavi per portarci fuori da questa situazione.

Sarri parla di cilindrata e tenuta mentale, ma la forza di una squadra di fare quadrato e costruire un muro non l’ho vista nella Lazio. E’ un aspetto preoccupante per dei giocatori che sono arrivati secondi. Può darsi che a questo livello ogni tre giorni non è ‘giocare’ quanto più ‘rappresentarsi al meglio’. In questo abbiamo problema, non siamo Maldini e Baresi che sono sempre al 100%. Manca la componente fondamentale, che è la Mentalità. Questa squadra non può avere più impegni settimanali contemporaneamente, ci sono giocatori che si fermano spesso, non c’è equilibrio perchè non è solida quando scende in campo. Non penso che aver rinnovato il contratto a Luis Alberto sia un errore, ricordiamoci il giocatore dell’anno scorso.

Bisogna avere gli attributi di essere squadra ogni tre giorni. Non esiste un allenatore che non sbaglia, ma riappropriamoci di una squadra che deve combattere: gli uomini si vedono nel momento di difficoltà. La Fiorentina ha fatto un tiro a segno. Mi rifiuto di pensare che una squadra si faccia prendere a pallonate, se si guardano in faccia non importa chi gioca: è quando le cose vanno male che si vedono i grandi giocatori. La Fiorentina è tatticamente facile da leggere, a patto che tu in campo abbia 10 persone lucide.”

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‘NMM’ – Gregucci: “Prima pressione e gioco fra le linee, scacco matto dell’Inter. Dobbiamo imparare la lezione…” (AUDIO)

Angelo Adamo Gregucci a Radiosei. L’ex difensore della Lazio analizza la sconfitta in Supercoppa Italiana contro l’Inter

Angelo, non c’è stata partita.

“Questa Supercoppa è di una tristezza incommensurabile, ma quando arrivi a giocarti un trofeo, te lo devi giocare al massimo. I ragazzi arrivati questa estate, non possono essere già giudicati, hanno bisogno di tempo. Non possono essere fenomeni una partita e scarsi quella dopo. Bisogna avere la stessa pazienza che abbiamo avuto nell’aspettare giocatori come Luis Alberto e Milinkovic. Sulla partita di ieri, non credo ci sia questa differenza sul campo fra le due squadre. L’Inter ha una grande gestione del pallone, si conoscono a memoria. Hanno sempre linee di passaggio libere. Ci sono tanti eventi che determinano una stagione e in questa, la Lazio ha avuto parecchi problemi. Ad esempio: Casale, che fine ha fatto? Lui e Romagnoli sono stati fondamentali la scorsa stagione. Rovella sta crescendo, Kamada ha problemi. Noi la scorsa stagione, in partita secca, potevamo vincere con tutti. L’Inter sta evolvendo ed è diventata una squadra matura. Sono una delle squadre più importanti d’Europa”.

La sintesi e i pericoli che incombono

“Bisogna riconoscere i grandi meriti dell’Inter, che ormai non posiamo circoscrivere solo al modulo o all’approccio. La Lazio ha tanti giocatori non al meglio, non in condizione e anche questo va messo nel conto finale. La Lazio ha sbagliato la prima pressione e l’Inter è riuscita a giocarci fra le linee, facendoci girare la testa. Bisogna imparare la lezione, anche in vista della gara contro il Bayern. A volte bisogna guardarsi in faccia e attendere con compattezza, che passi la bufera”.

Dario Cadeddu

22/01/2024

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‘NMM’ – Gregucci: “Milinkovic me lo porto a scadenza. Questo campionato concede una grande opportunità…” (AUDIO)

Angelo Adamo Gregucci a ‘NMM’ “Milinkovic me lo porto a scadenza. Più importante averlo in campo che monetizzare…”

“Milinkovic me lo porto a scadenza. Più importante averlo in campo che monetizzare…”. Angelo Adamo Gregucci a Radiosei: “La situazione che va risolta quanto prima è Milinkovic. Con la cessione possiamo fare del mercato e abbiamo del tempo, se dovesse avvenire a breve. Ci sono strategie a vendere, ma anche a comprare. E’ determinante avere certezze su questo capitolo. Oltretutto, l’eventuale ricavato potrebbe essere importante per un nuovo investimento. In Champions la Lazio deve ben figurare, è una grande opportunità. Berardi? Sì, ma la bottega è cara e sa vendere bene. Il giocatore non ha mai fatto pressioni per andare, non le fa neanche adesso che è all’ultima chiamata per fare il salto di qualità. E’ un po’ il D’Amico del Sassuolo, estremizzando. Ricordiamoci che il Sassuolo, oltretutto, non ha bisogno di vendere. Senza la pressione del giocatore è ancora più difficile. Torreira anche è un ‘sì’. Ripeto: bisogna chiarire la situazione Milinkovic, è questo lo snodo fondamentale di questa estate. Rovella e Pellegrini? Non rinuncerei mai a Milinkovic. Me lo porto a scadenza al limite. Mi tengo il giocatore perché il progetto tecnico con lui, può aiutare la Lazio a raggiungere i suoi obiettivi”.

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‘NMM’ – Gregucci su Paredes e Torreira: “Leandro grande professionista, ma tanti alti e bassi. Torreira invece…” (AUDIO)

Angelo Gregucci a Radiosei: “Leandro Paredes è un bravo ragazzo e una persona altamente professionale. Ce l’ho avuto allo Zenit, vincere il Mondiale è sempre stato il suo sogno. Questa stagione è stata da montagne russe. Ala Juventus ha perso un’opportunità grandissima, veniva da un altro grande club come il PSG. Di ‘Garra’ ne ha da vendere, è un argentino. E’ passato da Empoli nella sua carriera, lì dove le tracce di Sarri sono ancora profonde. E’ chiaro che è un tipo di giocatore che ha bisogno che la squadra giochi un certo tipo di calcio. Torreira invece, ricordo che deve una fetta della sua carriera a Massimo Oddo, quando era a Pescara. E’ un giocatore che va più sul corto, è molto diverso da Leandro. Jorginho sarebbe perfetto, perché è fra i migliori giocatori al mondo quando si tratta di riconoscere la superiorità numerica”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Sarri personaggio perfetto per noi. Lazio-Juve? Non per fare il pompiere, ma…” (AUDIO)

Angelo Adamo Gregucci a ‘NMM’

Gregucci: “Non voglio fare il pompiere, ma la partita più importante della stagione è venerdì con lo Spezia. E’ ‘facile’ preparare una partita contro la Juventus, ma la prossima io la considero veramente decisiva. Loro sono impegnati per il discorso retrocessione, hanno una discreta pressione addosso. Tornando a sabato, l’atteggiamento della Juventus ha fatto il gioco della Lazio. Bassi, in attesa. La Lazio ha tenuto botta a metà campo e contenuto gli attaccanti. La squadra di Sarri ha realmente sofferto solo gli ultimi 15′, con tutta la potenza offensiva avversaria in campo. Non bisogna esaltarsi troppo, perché sappiamo com’è il calcio. Ricordo un grande Lazio-Empoli pochi mesi fa, dominato e poi buttato via”.

“Sarri è un allenatore che ha bisogno di tempo, un fattore che nel calcio di oggi sembra non essere più contemplato. Ha bisogno di lavorare sui giocatori, da Felipe a Casale, è quello il suo pane, il suo divertimento massimo. Ho stima per Sarri, quando è arrivato alla Lazio mi sono permesso di raccontargli un po’ il DNA biancoceleste. Lui ha visto piazze importanti, ma era moderatamente soddisfatto per le avventure a Torino e con il Chelsea. Lui qui a Roma intravede la possibilità di incidere davvero. Lui è contento quando sta in campo e vede la sua filosofia applicata dai giocatori. E’ contento quando riesce a ottenere tutto questo, è il personaggio perfetto per noi. E’ un po’ sulla falsa riga di un certo Fascetti…”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Derby senza appello, un trionfo dentro e fuori dal campo. Monza? Occhio…” (AUDIO)

Derby senza appello per Angelo Adamo Gregucci, intervenuto a ‘NMM’

Angelo Adamo Gregucci: “Mi è piaciuta l’intelligenza dei giocatori della Lazio nel gestire i momenti del derby. Spesso cerchiamo di fare la partita, l’intelligenza si è vista nel saper leggere il momento propizio e nel non cadere nelle provocazioni nervose. Bravi anche a gestire i piazzati: è stato un trionfo, dentro e fuori dal campo. La scenografia è stata un opera d’arte. Prima, durante e dopo: un derby senza appello“.

Verso il prossimo turno

Monza porta insidie terrificanti. Attenzione ai numeri dei brianzoli. La filosofia di gioco è la stessa. Se la Lazio va lì senza lo spirito giusto, rischia grosso. Abbiamo visto grandissime prestazioni in questa stagione e qualche punto buttato alle ortiche”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Deluso da alcune riserve. Derby tatticamente complicato, guai a…” (AUDIO)

Angelo Adamo Gregucci ai microfoni di Radiosei

Gregucci: “C’è un pizzico di delusione, per come abbiamo affrontato queste due gare. Entrambe s’erano messe bene, non abbiamo mostrato la voglia agonistica di mantenere il risultato. Gli altri hanno avuto reazioni veementi ed hanno meritato di ribaltare entrambe le partite. Quando hai un’opportunità, anche se nella coppa meno nobile, le riserve dovrebbero sfruttarla diversamente. Da Basic e Cancellieri (ed altri) mi aspettavo una fame diversa. La dovevano interpretare come la finale della Coppa del Mondo. Romero idem. AZ più forte della Lazio? Il campo ha detto questo. Pellegrini ha buona gamba e buon piede, ma faceva fatica a rientrare dopo le iniziative offensive. Ora abbiamo capito perché Sarri lo ha tenuto fuori finora. Siamo usciti dalla Conference scarichi, senza energie agonistiche. Il Derby porterà un’attenzione diversa, un agonismo diverso. Milinkovic? Per me resta un fattore. Scelte di Sarri? Ogni allenatore pensa ad una ripartizione del minutaggio, specialmente nelle condizioni della Lazio”.

Sul derby alle porte

“Per il derby di domenica guardo più alla classifica che all’aspetto emotivo dei tifosi. Due giorni di recupero per la Lazio, l’unico modo per rimettere un po’ di energie nelle gambe e nella testa. La Roma è una squadra che da il meglio di sé in campo aperto, difendendo bassa. Difensivamente strutturati. Quando li porti fuori fanno fatica. Penso ad una gara tatticamente complicata. Serve attenzione, non vorrei vedere giocate forzate in costruzione. Belotti e Abraham sono uomini di fatica, poi c’è Dybala che col suo sinistro può determinare un risultato. Spinazzola è un altro fattore. In fascia può fare 1 contro 1 e andare sul fondo, ma anche venire dentro al campo. E’ in buone condizioni fisiche, è vicino al top. Occhio ovviamente anche ai calci piazzati”.