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APPROFONDIMENTI

Lazio-Venezia in numeri: Crespo scatenato nell’ultimo precedente romano

NUMERI A CONFRONTO

Lazio-Venezia è ormai alle porte. La squadra di Sarri è a caccia della seconda vittoria consecutiva per raccogliere concretamente i frutti del momento positivo, sotto l’aspetto del gioco. Ciro Immobile scalda i motori: ha segnato 43 volte in 46 partite contro squadre neopromosse. All’andata non c’era, lo sostituiva Felipe Anderson. Ciro, inoltre, è diventato il 3° giocatore in tutta la storia della competizione a segnare almeno 20 reti in sei diverse stagioni, dopo Gunnar Nordahl e Giuseppe Meazza. Lazio-Venezia è anche la sfida fra chi ha segnato più reti nell’ultima mezz’ora di gioco in questa stagione: la Lazio, 22, stessa cifra per il Venezia, la seconda formazione che ne ha subiti di più nella stessa porzione di gara. Biancocelesti imbattuti in Serie A contro i veneti, otto vittorie e due pareggi.

L’ULTIMO FACCIA A FACCIA


L’ultima volta che la Lazio ha ospitato i lagunari, era nel 2002. Peruzzi, Colonnese, Nesta, Fernando Couto, Pancaro, Poborsky, Giannichedda, Fiore, Stankovic, Crespo, S.Inzaghi. In panchina c’era Zaccheroni, la Lazio vinse 4-2. Decise il match la tripletta di Crespo e il gol di Pancaro.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la potenza dell’attacco: è il migliore del 2022

Difesa sistemata, attacco sempre efficace. La nuova Lazio del 2022 è tutta qua: appena 3 gol nelle ultime sette giornate di campionato e gol a raffica per Immobile e compagni. L’attacco funzionava già nei primi mesi dell’era Sarri: secondo miglior reparto (57 reti) dietro solo all’Inter quando si chiudeva il 2021. Ma nel 2022 nessuna altra squadra ha segnato quanto la Lazio: 18 gol in 9 partite, con una media precisa di una marcatura ogni 90 minuti in campionato. Tra le big sono i biancocelesti a comandare. La Roma e la Juve hanno realizzato 15 gol, il Milan e il Napoli 14, l’Atalanta e la Fiorentina 12 (con una partita in meno) e l’Inter appena 11. Conta tanto Immobile, è vero, ma anche Milinkovic, Luis Alberto, Felipe Anderson e Zaccagni. E un dato sorprende: i biancocelesti hanno segnato cinque volte su nove 3 gol, vincendo con uno scarto altrettanto ampio in quattro occasioni. Il divertimento alla base del gioco. La mano di Sarri, soprattutto in attacco, si vede eccome. Corriere dello Sport

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FORMELLO

FORMELLO – Ripresa senza Lazzari, Cataldi e Radu: il romeno non preoccupa. Per il Venezia ballottaggio a tre per l’attacco

FORMELLO – Doppio riposo consumato, la settimana di lavoro che porterà la Lazio al monday-night con il Venezia è iniziata questo pomeriggio. Al termine di una prima fase di riscaldamento, i biancocelesti hanno svolto delle esercitazioni tecniche a cui hanno fatto seguito delle prove tattiche alle quali non hanno partecipato Radu, Cataldi (problema muscolare) e Manuel Lazzari.

Pochi terzini a disposizione, Hysaj verso il rilancio

L’ex esterno della Spal, reduce da una lesione di secondo grado, è in attesa del via libera clinico per tornare a lavorare in campo. Nella giornata di ogi erano attesi ulteriori controlli, la sua speranza è quella di tornare tra i convocati già per la prossima gara, ma la sensazione è che non saranno corsi rischi in ottica derby. Contro i veneti mancherà lo squalificato Marusic: al suo posto, probabili il rilancio di Hysaj, mentre a sinistra viaggia verso la meritata conferma Radu. Oggi il romeno non si è visto in campo: nessun allarme, solo la necessità di gestire un fastidio al piede che non dovrebbe precludere la sua disponibilità.

Abbondanza in attacco, chi parte dalla panchina con il Venezia?

La penuria di terzini ha costretto oggi Sarri a utilizzare fuori ruolo i giovani Romero e Moro. Con il rientro definitivo di Pedro c’è abbondanza di attaccanti esterni: si annuncia un ballottaggio a tre per il Venezia che coinvolgerà anche Zaccagni e Felipe. Magari Sarri ragionerà anche in ottica derby: l’azzurro e lo spagnolo sono diffidati, Anderson ha ritrovato pieno smalto.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Abbiamo riscoperto la famiglia della Lazio e Ciro è degno di quella fascia rossa ” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’


LA FAMIGLIA DELLA LAZIO


“Il dramma è quando ti manca la telefonata, il contatto con la persona casa che ti ha lasciato. Siamo ancora sotto shock, penso a Giancarlo, per lui Pino faceva veramente parte della famiglia. Avvertiremo sempre di più questo distacco, com’è successo con Giorgio e Felice, ma non possiamo dimenticare nessuno. La cosa bella è che ieri nella tristezza s’è vista la vera famiglia della Lazio. Tifosi e amici che abbiamo conosciuto nel corso degli anni. E’ stato bello ritrovarsi, nonostante tutto, perché di loro continueremo a parlarne per sempre”.


IMMOBILE E LA FASCIA ROSSA

E’ il degno rappresentante della Lazio; perché è sempre discreto, ha sposato la Lazio a vita rifiutando destinazioni più ricche. Sembra un giocatore d’altri tempi, un uomo, d’altri tempi. Ha tutto per rappresentare al meglio questa società“.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile, la fascia del “baronetto” per chiudere il cerchio delle vittime: manca solo il Venezia dei club ora in A

All’andata non giocò, aveva il Covid: una delle 5partite che ha saltato in questo campionato, già un record negativo eguagliato per lui che con la Lazio ne ha sempre disputate almeno 33Immobile lunedì prossimo potrebbe sfidare il Venezia per la prima volta in carriera, al braccio la fascia rossa di capitano come quella che portava Wilson. Fra serie A e B ha giocato contro 50 squadre diverse, ma il Venezia era sempre in una serie inferiore; e non se l’è mai trovato di fronte nemmeno in Coppa Italia. Una rete nel posticipo di lunedì, oltre a regalare a Ciro l’ennesimo sorpasso su Piola (appena raggiunto a quota 143 in A), gli permetterebbe di completare la sua collana di vittime nell’attuale campionato, perché a tutte le altre 18 avversarie ha già segnato: 12 reti alla Sampdoria, 10 al Cagliari8 a GenoaTorinoUdinese e Verona, e poi giù fino alle 3 contro EmpoliInterJuventus e Salernitana, tutti numeri, questi, realizzati in campionato in biancoceleste. E visto che con la maglia del Torino aveva segnato anche alla Lazio, fulminando Berisha in un 3-3all’Olimpico del 2014, ecco che resta da colpire solo il Venezia tra le 20 squadre della serie A 2021-22. Appuntamento a lunedì 14, nell’ultima partita prima del derbyCorriereDellaSera

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RADIOSEI SOCIETA'

Lazio, i funerali di Pino Wilson. Immobile: “Lui la storia di questo club” (VIDEO)

La Lazio saluta Pino Wilson, indimenticabile capitano del primo scudetto datato 1974. Insieme al tecnico Maestrelli e al bomber Chinaglia erano i volti di quella squadra entrata nella storia. Riposeranno insieme nella Cappella della famiglia Maestrelli al cimitero di Prima Porta. Prima della sepoltura, alle ore 11 alla chiesta del Cristo Re in viale Mazzini, i funerali per il dare l’ultimo saluto a Pino. Se ne è andato all’improvviso, lasciando un incredibile vuoto in ogni laziale. Ieri la dirigenza di Formello è sfilata alla camera ardente aperta alle 10 in Campidoglio. Tare era accompagnato da Manzini, Rao e De Martino.

I funerali di Pino Wilson e le parole di Immobile

Tanta gente alla chiesa già prima delle 11, orario d’inizio della messa. Per la Lazio presenti Ciro Immobile, Danilo Cataldi e Manuel Lazzari. Poi Igli Tare, il segretario Armando Calveri e i team manager Manzini e Derkum. Immobile, ai cronisti presenti, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Sono contento che la Lega abbia accettato la proposta della Lazio sulla fascia da capitano rossa e ne vado orgoglioso. Pino è la storia della Lazio, storia della società di cui facciamo parte. Un grande capitano della squadra campione d’Italia. La sua scomparsa così all’improvviso è un grande dolore, ci ha lasciato tutti molto tristi. A lui abbiamo dedicato la vittoria a Cagliari anche se è avvenuta prima, vediamo di regalargli alla famiglia quella con il Venezia e di fare qualcosa per lui. La Lazio del 1974? Noi prendiamo sempre dalla storia che ci insegna molte cose. Pino ci ha insegnato a lottare a vincere, cerchiamo sempre di prendere dai migliori e lui era uno di quelli”.

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NEWS

Scarpa d’oro: Lewandowski irraggiungibile, ma Immobile sale

Nonostante l’attaccante polacco sia rimasto nuovamente a secco, rimane al comando con largo margine della classifica per la Scarpa d’oro 2022.

Alle sue spalle si muovono Omoijuanfo al secondo posto e Immobile al terzo posto assieme a Benzema e Vlahovic.

Ecco la classifica aggiornata:

1. Robert Lewandowski (Bayern) 56 punti
2. Ohi Omoijuanfo (Molde/Stella Rossa) 46,5
3. Patrik Schick (Bayer Leverkusen) 40
3. Ciro Immobile (Lazio) 40
3. Karim Benzema (Real Madrid) 40
6. Dusan Vlahovic (Juventus/Fiorentina) 40
7. Thomas Lehne Olsen (Lillestrom/Al Shabab) 39
8. Mohamed Salah (Liverpool) 38
9. Veton Berisha (Viking Stavanger) 33
9. Marko Livaja (Hajduk) 33
9. Michael Frey 33 (Anversa)
12. Erling Haaland (Borussia Dortmund) 32

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Da Pino a Ciro: contro il Venezia Immobile con la fascia rossa

“Mi fa piacere, sono contento che la Lega abbia accettato la proposta della Lazio e ne vado orgoglioso”. Da Capitano a Capitano; con queste parole – ai funerali del Pino Wilson – Ciro Immobile ha di fatto confermato che per Lazio-Venezia, vestirà la fascia rossa in memoria di Wilson. In attesa di un comunicato ufficiale, tutto fa pensare che non ci saranno ostacoli.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile, solo una contusione: ok per il Venezia

AGGIORNAMENTO – Sospiro di sollievo in casa Lazio sulle condizioni di Ciro Immobile dopo la vittoria di sabato a Cagliari. Oltre ad aver raggiunto Silvio Piola a quota 143 gol, diventando così il miglior marcatore della storia della Lazio in Serie A, l’attaccante della Nazionale si è anche infortunato proprio nei minuti finali (93′) dopo aver ricevuto una gomitata al costato da Lovato: Immobile è rimasto a terra qualche minuto prima di rialzarsi e concludere la partita. Nella giornata odierna il bomber si è sottoposto alle lastre di controllo che non hanno evidenziato gravi infortuni: solo una contusione al costato.

Ieri la squadra ha svolto lavoro di scarico, Immobile dopo la botta al costato rimediata nel finale di partita oggi verrà sottoposto a controlli, ma dovrebbe esserci senza problemi contro il Venezia. Anche Cataldi e Lazzariverranno controllati, si spera che almeno uno dei due possa essere convocato. Io Tempo

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SERIE A

Lazio Sarriball: così si gioca solo in Paradiso, Cagliari al tappeto ed Europa più vicina

Una Lazio spettacolare schianta il Cagliari all’Unipol Domus, con un 3-0 che lascia poco da dire alla squadra di Mazzarri. Una vera e propria sinfonia quella della squadra di Sarri, che si esprime ad altissimi livelli, con fraseggi, dialoghi e personalità tali da rievocare il famoso Sarrismo. Dopo un gran primo tempo, il Cagliari tenta la reazione nella ripresa, ma la rete di Felipe Anderson chiude le marcature, permettendo ai biancocelesti di volare a -1 dall’Atalanta e dalla Roma, in piena corsa Champions.

Sinfonia Lazio, dirige Luis Alberto
Il primo tempo è un concerto della squadra di Maurizio Sarri, con il direttore d’orchestra Luis Alberto padrone del palco. I biancocelesti approcciano subito bene alla gara, con grande aggressività, sfiorando il gol in più occasioni. Ci prova prima Immobile, poi tocca a Felipe Anderson e Luis Alberto, ma a sbloccare la gara è proprio il capitano della Lazio, che alla duecentesima in A con il club biancoceleste trova la rete numero 143 nel massimo campionato, agganciando il capocannoniere all time Silvio Piola, grazie ad un rigore perfetto guadagnato da Luis Alberto, concesso da Maresca dopo una review al VAR. Lo 0-1 è però solo il primo segnale che la Lazio manda al Cagliari di Mazzarri, la cui risposta però tarda ad arrivare: i biancocelesti continuano a macinare gioco e nel finale di prima frazione trovano il raddoppio con uno scatenato Luis Alberto, che prima dà il “La” al contropiede della Lazio con una super giocata a centrocampo, e poi conclude su suggerimento di Felipe Anderson, mandano i biancocelesti a +2 all’intervallo, con tanto di dedica all’amico Alberto Moreno, infortunatosi al ginocchio.

Puro Sarri-Ball, Felipe Anderson si unisce alla festa
Nella ripresa il Cagliari approccia in maniera più aggressiva, provando a scaldare i guantoni di Strakosha, fin lì spettatore non pagante. Prima ci prova Marin, poi tocca a Dalbert calciare da fuori, ma il pericolo più grande lo crea ancora la Lazio, che non sfrutta con Immobile un contropiede quattro contro uno, solo grazie ad un grande Cragno in respinta. Mazzarri ricorre ai cambi e inserisce Pavoletti e Carboni per uno spento Deiola e Altare ma nonostante un atteggiamento diverso dei sardi la Lazio cala il tris. Milinkovic-Savic verticalizza, Felipe Anderson mette a sedere mezza difesa, entra in area e appoggia alle spalle di un incolpevole Cragno. È da poco passata l’ora di gioco e la gara è di fatto già terminata: il Cagliari ci prova con qualche moto d’orgoglio, sfiorando anche il gol della bandiera prima con Marin e poi con Dalbert, che trova Felipe Anderson a pochi metri dalla linea di porta a respingere. La squadra di Mazzarri ci prova ancora, con Lovato e Bellanova, ma non c’è niente da fare. La sfida finisce 3-0, con la Lazio che spreca anche una grande occasione tre contro uno, con un tiro di Felipe Anderson respinto da Lovato, chiudendo anche in dieci uomini per un ingenuo doppio giallo mostrato a Marusic proprio a pochi istanti dal novantesimo.

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