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CALCIOMERCATO

L’Inter su Isaksen? Parla Marotta: “Buon giocatore, ma…”

Ai microfoni di Radio 1 ha parlato il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni su alcuni temi tra cui in particolare l’interesse dei nerazzurri per Isaksen della Lazio. Ecco come si è espresso a riguardo. “E’ un buon giocatore, ma ogni giorno ci accostano a questo o quel calciatore. Di sicuro con Lautaro e Thuram abbiamo una coppia d’attacco di livello europeo, ma terremo conto di quello che il mercato offre. Faremo il nostro programma più avanti con Ausilio e Baccin e terremo conto di tante valutazioni sempre nell’ottica di essere competitivi».

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, luce Isaksen: il Tottenham prepara l’offerta?

Una luce nel buio più totale, un lampo che porta speranza in casa biancoceleste. Le prestazioni di Gustav Isaksen stanno rallegrando il club, che anche nei momenti di difficoltà del danese ha sempre creduto in lui. Come riportato dal quotidiano ‘La Repubblica’, le prestazioni di Isaksen non sono passate inosservate. Il Tottenham sta monitorando le sue prestazioni, così come anche l’Inter in Italia. Isaksen si è messo in luce anche pochi giorni fa nella sfida contro il Portogallo in nazionale fornendo una prestazione da 9 in pagella. La Lazio aspetta la fine della stagione per prendere una decisione ma se il Tottenham, come si dice, dovesse presentarsi con un’offerta da 40 milioni di euro a quel punto trattenere il calciatore a Roma sarà impossibile.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Peggio il ko di Bologna che quello con l’Inter. Dia involuzione preoccupante. E su Rovella…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“A Bologna gara brutta, senza appellarsi a sfortuna e arbitro. Ko peggio di quello rimediato con l’Inter, perché nella prima occasione avevamo pensato tutti fosse un incidente di percorso.

Per la prima volta ho visto Rovella fuori fase; se anche un giocatore come lui si aggira in campo senza collezionare 5-6 palloni degli di nota c’è un problema.

Il Bologna sembrava la Lazio di inizio stagione. Ora dobbiamo sperare sull’Europa League, io la formazione migliore la schiererei in Europa. Anche perché in Europa al massimo ci aspettano 5 partite.

Tra l’andata e il ritorno con il Bodo e il derby, non è la mia preoccupazione principale la stracittadina

Lazzari in queste condizioni non è in grado di giocare. Ha fatto un campionato e mezzo buono con Sarri ma ora non va. Capisco anche io che a Bologna non puoi scattare sulla fascia e lasciare solo Isaksen. Dia ha avuto un’involuzione preoccupante, così come Noslin, e sono gare che giochiamo senza il centravanti.

Se firmo per il sesto posto? Sì, ma vorrei l’Europa League”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Isaksen nuova risorsa per l’attacco: il dato che fa impressione

Ha infilato il sinistro sotto la traversa e i blocchi mentali nel cestino. La svolta di Isaksen parte dal gol-siluro contro il Napoli. Prodezza simile al timbro dell’andata, ancora più bella quella all’Olimpico. Non segnava proprio dalla sfida al Maradona, decisa dal suo mancino all’incrocio. Gustav ci ha preso gusto, in Coppa Italia si è dimostrato di nuovo il più pericoloso della Lazio. Che la crescita sia solo un punto di partenza: i numeri evidenziano il cambio di passo, ha messo da parte la timidezza ed estratto il coraggio, la personalità che troppo spesso era mancata nel primo anno e mezzo a Roma. Martedì contro l’Inter ha tirato in porta più di ogni altro giocatore in campo, è diventata una costante: 4 tentativi nello specchio sui 6 complessivi della squadra di Baroni, ha provato a incidere fino al momento della sostituzione con Ibrahimovic, dentro al suo posto per l’esordio assoluto in biancoceleste. I tiri di Milano rientrano nella crescita che ha fatto registrare nelle ultime tre partite (Napoli, Venezia e Inter), due di campionato e una di Coppa Italia. In tutto, in 270 minuti, Isaksen ha tirato 9 volte in porta, più di tutti i suoi compagni, più dei centravanti che sono stati scelti. Taty col Napoli aveva giocato meno di mezzora, Noslin e Tchaouna si sono alternati dopo. La top 5 dei tiratori delle ultime tre gare è Isaksen 9 tiri, Tavares 5, Dia 4, Zaccagni 3, Pellegrini 3. Baroni ha chiesto al danese di cercare di più la porta visto che centralmente gli assalti non riescono. Isaksen col Napoli addirittura si era trovato sulla trequarti, centralmente, e aveva mirato sotto l’incrocio. Sta garantendo movimenti simili a quelli di Zaccagni a sinistra. 

Isaksen è stato la nota positiva anche dell’ultima partita. Il discorso non va limitato alle conclusioni, nella sua prestazione spiccano anche i 5 recuperi, gli stessi di Gila, meno soltanto di Rovella (7), per indole e ruolo riconquistatore di possessi. Il danese ha confermato i progressi nella trasferta di Milano, sono la conseguenza di una spensieratezza maggiore. Con la rete al Napoli si è liberato delle pressioni, gli pesavano sulle spalle, lo rallentavano nelle gambe e nella creazione di idee. Non gioca più con il freno a mano tirato, anche a Venezia è stato il più intraprendente, al netto dell’apatia offensiva che ha caratterizzato la gara al Penzo. Per lui 3 tiri totali di cui 2 in porta, pure in questo caso record del confronto (il secondo Dia con 2).  

Gli è mancato il cinismo, più che altro. È lo step successivo da compiere, mica un dettaglio da qui alla fine della stagione. Le responsabilità sono distribuite soprattutto con Castellanos ai box: servono più gol dagli esterni, non solo dagli attaccanti puri o presunti tali. Isaksen ha segnato 3 reti in campionato, decisamente poche viste le 20 partite su 26 disputate da titolare. Sta trovando piena fiducia, l’addio di Felipe Anderson gli ha liberato la strada sulla fascia destra. Adesso vanno aggiunte le marcature al rendimento. L’Udinese finora è stata l’unica avversaria colpita (seconda giornata del 24 agosto) oltre al Napoli, punito all’andata e al ritorno a distanza di 10 turni.  Corriere dello Sport

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ARBITRI RASSEGNA STAMPA

“Arbitri e Var, se la toppa è peggio del buco”

“Quando la spiegazione è più grave dell’errore”, così il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, apre il suo editoriale dedicato ai fatti arbitrali di Milano. “Ieri – continua – l’Aia ha giudicato corretta la decisione di Fabbri in Inter-Lazio. L’associazione, zia di Open Var, ha confermato che il gol di Arnautovic (1-0) non era da annullare, nonostante De Vrij fosse in fuorigioco sulla linea di visione, detta Lov. Each Time You Fall in Lov, canta Gianluca Rocchi da Firenze.

Ma sentite perché: secondo gli assolti Fabbri e Chiffi, la posizione dell’olandese non ha impedito a Mandas di compiere l’intervento. «Il centrale dell’Inter – questa la precisazione – è lontano dal portiere e la palla non transita dalle sue parti… Siamo inoltre di fronte a un tiro difficilmente parabile».

Questo è un nuovo capitolo della fantasy protocollare: si è infatti passati dall’interpretazione alla supposizione arbitrale. Fabbri ha supposto che Mandas non potesse riuscire – per incapacità manifesta? – a impedire il gol di Arna Letale.

E allora domando ad arbitri, derivati e succedanei: quando il portiere della Lazio, coperto da De Vrij (che è in posizione irregolare) sporge il capino sulla destra – l’immagine è chiarissima – per escludere dal campo visivo l’ostacolo che gli impedisce una piena visuale dell’azione, lo fa per farsi vedere meglio dalla mamma che sta seguendo la partita dal Pireo – «sono qui, mamà, ci sono anch’io!» oppure per capire da dove parta la conclusione dell’avversario?

La sottolineatura sulla traiettoria è spettacolare dal momento che Mandas si muove in netto ritardo proprio perché non può vedere la partenza del tiro e quindi tentare una parata difficile, ma non impossibile.

Visto che qualcuno ha portato l’esempio del gol di De Sciglio in Juve-Empoli con Cacace davanti a Di Gregorio, ricordo che anche in quell’occasione il punto venne convalidato: al momento del tiro, tuttavia, il portiere della Juventus aveva la visione completa dell’azione”, conclude.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Liverani: “Tchaouna non può fare la prima punta. Dipendenza da Castellanos, delusione Pellegrini” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NMM’

“Purtroppo queste sfide si decidono con questi episodi qui, Arnautovic ha fatto un eurogol. La Lazio ha disputato una buona partita ma sicuramente senza Castellanos sono due gare in cui non c’è stata grande pericolosità davanti. Il Taty manca tanto, servirà trovare soluzioni, a partire dall’impegno importante di domenica in casa del Milan.

Sfumata la Coppa Italia, serve rimanere attaccati al treno Champions e pensare all’Europa League.

Dia non è una prima punta, è più pericoloso quando si muove, non dà riferimenti e sfrutta gli spazi creati dagli altri. Noslin male a Venezia, Tchaouna peggio a San Siro. Tchaouna non è in grado di fare la prima punta, soprattutto a Milano, in una partita importante.

Le soluzioni sono due: avanzare Dia con Pedro dietro oppure rimettere Noslin. Catellanos mancherà per un po’, le partite ora sono importanti, occorre trovare velocemente una soluzione. La sensazione è che la Lazio si stia scoprendo un po’ dipendente dalle sue caratteristiche. Lui permette anche agli altri di arrivare in zona gol. La Lazio punta sul suo gioco e la sua identità e su questi meccanismi, non su la giocata del singolo.

Corsa Champions? Il prima ti serve per il rush finale, in queste settimane si deciderà tutto; raggiungere il quarto posto significherebbe aver fatto un campionato incredibile, sopra alle aspettative.

Pellegrini? Fino a novembre credo abbia fatto il suo. La scorsa stagione non mi aveva entusiasmato, con la gestione Baroni è migliorato; l’ho visto centrato, dentro al gruppo, mi sembrava avesse fatto lo step di maturazione. A seguire c’è stato il blackout. La sua prestazione di ieri è stata deludente, ha dato la percezione di essere un giocatore che non ha la giusta concentrazione, che non ha la fame necessaria e l’attenzione. Io lo conosco e mi dispiace perché i primi mesi pensavo avesse fatto un passo avanti ma ieri non ha cambiato le gerarchie. Gli consiglierei di fare uno step: deve fare uno o due campionati da protagonista”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Errori arbitri e Var, Lazio vai nelle sedi opportune. Noslin e Tchaouna ora non pronti” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“La somma fa il totale: nelle decisioni Var siamo ultimi, mentre nelle valutazioni contro, primi. Il Var ieri doveva intervenire e non lo ha fatto: posso giustificare l’arbitro perché dalla sua visuale non poteva vedere quando partiva il colpo di Arnautovic, ma coloro che sono al Var dovevano intervenire. Si deve andare nelle sedi opportune e perorare questa causa, ci sta penalizzando. Aggiungo poi che l’arbitro non può ammonire Isaksen davanti ai suoi occhi.

Ci stiamo appiattendo? Non credo, i numeri della gara dicono altro. Arnautovic con quel gol pesca il jolly, anche se di solito primo palo e copertura dell’area devono essere sistemati.

Quando Castellanos pulisce la palla, Dia è meraviglioso nell’attaccare gli spazi. Taty per queste partite decisive che il mese di marzo ci metterà davanti non ci sarà, serve una soluzione.

Tuttavia, ogni piccola difficoltà non deve portarci a sfaldare tutto. Ora l’obiettivo più prestigioso e alla portata è l’Europa League. Pregherei tutto l’ambiente Lazio a non polemizzare e a non sfaldarsi, ce la caviamo solo se restiamo uniti. La squadra forse ha fatto vedere prestazioni sopra al suo livello, adesso o siamo nella nostra dimensione o abbiamo un momento di difficoltà, ma non dobbiamo rovinare tutto.

Chi metterei adesso? Romagnoli, Gila, Gigot, Tavares e Marusic, Rovella e Guendouzi e davanti Zaccagni, Dia e Pedro.

Noslin e Tchaouna al momento non sono pronti, il tecnico gli ha dato due opportunità e non hanno messo in campo prove soddisfacenti. Zaccagni, Dia e Pedro hanno qualità ed esperienza”.

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COPPA ITALIA

Inter-Lazio, De Vrij in fuorigioco sul gol di Arnautovic? La posizione dell’AIA

La Lazio esce dalla Coppa Italia dopo la sconfitta per 2-0 in casa dell’Inter nei quarti. A far discutere in queste ore è la posizione di de Vrij in occasione del primo gol dei nerazzurri, quello di Arnautovic: stando alle immagini Mandas aveva la visuale ostruita dal difensore che era in fuorigioco.

Secondo quanto riportato da SkySport, anche senza comunicati ufficiali, comincia a filtrare l’opinione del designatore Rocchi, secondo cui la posizione di De Vrij non era punibile e quindi è stato corretto convalidare il gol.

I motivi? Mandas non sarebbe mai potuto arrivare a parare il tiro, neanche se lo avesse visto partire, in più la posizione di De Vrij è stata valutata “troppo lontana” dal portiere e anche dal pallone.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Disgusto arbitrale anti-Lazio, se la società si rassegna è un brutto segnale. Lotito come fai?” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono completamente disgustato dalla direzione di gara di ieri in Lazio-Inter. Certamente non ci si può rassegnare e se lo fa il club è un brutto segnale. E’ la società che indirizza la linea strategica. Quello che è successo ieri in occasione del fuorigioco non segnalato di De Vrij è grave. Il ragionamento di arbitro e VAR è stato quello che Mandas non sarebbe potuto arrivare sul tiro di Arnautovic. Come dire che il gol non sia stato annullato poiché troppo bello. Un’interpretazione assurda, l’ennesima contro la Lazio in questa stagione. Ci fosse stato Sarri in panchina avrebbero dovuto frenarlo per la rabbia. E’ vero che la Lazio non protesta, ma ieri non vale questo appunto. E’ la vivisezione dell’episodio del VAR che deve intervenire, non un giocatore della squadra che aggredisca il direttore di gara.

Qui ci sono in ballo tanti soldi, se Lotito tiene tanto all’aspetto economico, mi chiedo come sia possibile possa accettare tutto questo senza protestare, intervenire.

In questo contesto è complicato parlare di questioni tecniche, di quanto pesa l’assenza di Castellanos sull’attacco della Lazio, di quanto abbia fatto male Tchaouna o altro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Tchaouna e Noslin impresentabili. Arbitri? Lazio, se non ti fai sentire…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento A ‘QUELLI CHE…’

L’Inter ha fatto gol al primo tiro in porta, quest’anno gira tutto storto, la Lazio continua a prendere gol incredibili. Gli avversari pescano sempre il jolly contro i biancocelesti. Senza Castellanos la squadra è spuntata, Tchaouna e Noslin sono impresentabili per palcoscenici come questi. È arrivato il momento di passare ad un 4-3-3.

Fossi il capo della comunicazione della Lazio chiamerei il presidente, il Ds, l’allenatore e il capitano, convocando una conferenza stampa e presentando un dossier con tutti i torti subiti. Altrimenti continuerai ad essere bastonato, come da due anni a questa parte. Domenica c’è Milan-Lazio, i rossoneri si giocano la stagione contro di noi. Ricordo quando il presidente disse che si sarebbe rivolto alle sedi opportune, probabilmente ha trovato chiuso”.