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COPPA ITALIA

Troppa Inter per la Lazio: decima nerazzurra, biancocelesti ancora senza Europa (FT)

L’Inter si aggiudica la Coppa Italia: all’Olimpico finisce 2-0 con l’autogol di Marusic (14′) e la rete di Lautaro Martinez (35’).

PRIMO TEMPO

Sarri scegli Patric. L’11 iniziale quindi è con Motta tra i pali; dietro Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares; in mezzo al campo lo spagnolo tra Basic e Taylor col tridente composto da Isaksen, Noslin e Zaccagni. La Lazio non parte male e costringe Bisseck a rimediare il primo giallo dopo 6’ di gioco, ma è l’Inter a creare più pericoli fino al vantaggio arrivato al 14’: dagli sviluppi di un corner colpisce di testa Thuram ma la devia Marusic. Col passare dei minuti lo spartito non cambia e al 35’ raddoppiano i n nerazzurri con Lautaro Martinez. Si va all’intervallo sul risultato di 0-2.


SECONDO TEMPO

All’intervallo un cambio per Sarri: Rovella prende il posto di Patric. La Lazio riparte meglio, ci provano prima Noslin e poi Taylor ma le conclusioni terminano fuori. Al 66’ la seconda sostituzione: esce Isaksen per Cancellieri. Pochi minuti dopo in campo anche Dia e Lazzari per Zaccagni e Marusic. L’occasione migliore arriva sui piedi di Dia che però colpisce in pieno Martinez. L’ultimo cambio di Sarri è Pedro, esce Basic. Poche emozioni nei minuti finali: la Lazio si arrende all’Inter, Coppa Italia ai nerazzurri.

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COPPA ITALIA

Lazio-Inter, formazioni ufficiali: Sarri sceglie Patric, Thuram c’è

Le formazioni ufficiali di Lazio-Inter, finale di Coppa Italia 2025-2026, in programma alle 21,00 allo stadio Olimpico di Roma:

LAZIO (4-3-3): 40 Motta; 77 Marusic, 34 Gila, 13 Romagnoli, 17 Tavares; 26 Basic, 4 Patric, 24 Taylor; 18 Isaksen, 14 Noslin, 10 Zaccagni. A disposizione: 55 Furlanetto, 99 Giacomone, 3 Pellegrini, 6 Rovella, 7 Dele-Bashiru, 9 Pedro, 19 Dia, 20 Ratkov, 21 Belahyane, 22 Cancellieri, 23 Hysaj, 25 Provstgaard, 27 Maldini, 29 Lazzari, 32 Cataldi. Allenatore: Marco Ianni.

INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro. A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 36 Darmian, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

Arbitro: Guida Assistenti: Alassio – Baccini IV ufficiale: Zufferli VAR: Mazzoleni AVAR: Di Paolo AA RIS.: Preti

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Finale Lazio-Inter, Cardone: “l tifosi, Tavares, Taylor e Zaccagni le armi in più di Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarà una gara diversa da quella di sabato. Per quanto riguarda la formazione, ieri Cataldi si è allenato ma non è al meglio. Davanti credo che sia favorito Isaksen su Cancellieri. Sono molto colpito dalla frasi di Sarri di ieri ‘abbiamo provato qualcosa di diverso’. Può darsi abbia fatto riferimento a qualche accortezza tattica. Non c’è stata assolutamente pressione sabato, la Lazio è stata passiva quindi magari Sarri può aver pensato di andarli a prendere più alti.

La Lazio stasera ha quattro armi in più rispetto alla sfida contro l’Inter di qualche giorno fa: il pubblico, Tavares, Taylor e Zaccagni. Sono giocatori importanti e Sarri punterà molto su di loro.

L’Inter lo spazio lo concede, lo abbiamo visto col Como, è lì che la Lazio dovrà essere implacabile. Se ti capita un’occasione e sei molle o non aggredisci la porta avversaria, non puoi pensare di portare a casa la partita”.

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COPPA ITALIA

Lazio-Inter, le probabili formazioni della finale

azio e Inter si affrontano nella finale di Coppa Italia, l’ultimo atto che assegna il trofeo: le scelte di formazione di Maurizio Sarri e Cristian Chivu per la gara di mercoledì 13 maggio.

Lazio e Inter si affrontano nella finale di Coppa Italia 2025/2026. L’ultimo atto mette di fronte i biancocelesti di Maurizio Sarri e i nerazzurri di Cristian Chivu nel match in programma allo Stadio Olimpico di Roma.

L’Inter di Cristian Chivu parte favorita dopo aver già conquistato matematicamente lo Scudetto, mentre la Lazio vede nella coppa l’occasione per salvare una stagione complicata e tornare in Europa.

Probabili formazioni:

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All. Sarri

INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic, Dimarco; Thuram, Lautaro. All. Chivu

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila tra presente e possibile futuro. Imprescindibile per Sarri, contro l’Inter serve una prova top

Tutti gli occhi addosso, di chi lo vorrebbe trattenere e di chi lo vorrebbe ingaggiare.

Sarri si affida a Gila in coppia con Romagnoli contro l’Inter che lo osserva da vicino, tra qualche mese – a un anno dalla scadenza contrattuale – potrebbe aprirsi un derby di mercato con il Milan. Il presente, biancoceleste, racconta, sottolinea il Corriere dello Sport, di un piano studia to a tavolino per preservarlo e portarlo alla finale di Coppa Italia nel miglior stato di forma possibile. È stato precario nell’ultimo periodo, prima per colpa di un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, poi per il trauma contusivo-distorsivo di “lieve entità” alla caviglia rime diato nella semifinale di ritorno a Bergamo.


Imprescindibile per Sarri, determinante per tutti. Forse anche per il risultato di oggi. Crolla ogni chance di trionfo senza una sua super prestazione. Serve una prova top per fermare l’attacco nerazzurro, implacabile nell’antipasto di campionato. Una finale, conclude il quotidiano, che vale una stagione intera e quindi anche la rinuncia agli ultimi mesi di Gila. Schierato solo in Coppa Italia, centellinando le energie in Serie A, vista la classifica utilizzata soltanto come opportunità di rodaggio. Due partite saltate (Cagliari e Torino), poi l’andata con l’Atalanta. Altre due ai box (Parma e Fiorentina) prima di Napoli e del ritorno a Bergamo. Infine fuori contro Udinese e Cremonese per non forzare in vista del doppio scontro con l’Inter. Una programmazione totale delle sue condizioni per non rischiare controindicazioni fisiche.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Finale Lazio-Inter, Rambaudi: “Servirà la gara perfetta. Le parole di Lotito? Da buon politico…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Le parole di Lotito? Da buon politico, vuole far vedere altro, vuole far sembrare che vada tutto bene: le cose non vanno, poi la Lazio va in finale e vuole smentire i pessimisti. Qui il problema non sono i pessimisti, c’è da capire cosa si vuole fare da grandi. Non c’è da dimostrare chi fa la ‘voce più grossa’, non si possono far passare gli altri per sciocchi, quindi ripeto che non è questione di pessimismo. Ha raggiunto dei risultati, è vero ed è stato bravo, ma poi non c’è mai stato il cambio di passo.

L’assenza di Sarri in panchina un po’ può incidere, anche se poi la gara la prepari in settimana e magari con lo stadio pieno neanche c’è troppa comunicazione in campo. Però si può sopperire a questa cosa, c’è l’esperienza giusta.

Nel discorso pre partita immagino Sarri ne abbia di cose da dire, anche se queste sfide come diceva lui portano motivazioni da sole. Ripercorrendo le varie fasi della stagione, ne ha di cose da ricordare e sottolineare.

La probabile formazione dell’Inter? Anche se cambiano qualcosa, la qualità c’è. Devi cercare di fare la partita perfetta contro queste squadre, sfruttando i loro limiti. Squadra forte ma battibile. Non giocheremo contro gli extraterrestri”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Gara importante per smentire le considerazioni negative. Qui gente che non molla mai. E sui tifosi e il derby…”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, durante la cena di gala alla vigilia della finale di Coppa Italia, ha parlato ai microfoni dei cronisti:

“La gara è molto importante, se non altro per smentire le considerazioni negative che sono state fatte a inizio anno e che ci vedevano salvi per caso. È stata una stagione particolare, con tanti fattori imponderabili che ne hanno condizionato i risultati, con una miriade di infortuni non prevedibili che non ci hanno aiutato. La Lazio è composta da persone con spirito pugnandi, cioè che non mollano mai e sentono la responsabilità di essere eredi di valori morali, non a caso il club è anche ente morale. Ci sono tutte le condizioni per combattere in forza di questi valori, come ha detto Mattarella: serve un calcio basato sulla passione, per far innamorare di nuovo i giovani che si sentono disillusi dal calcio e che non hanno visto l’Italia agli ultimi tre Mondiali.

Non facciamo sgambetti a nessuno, giochiamo le partite per asseverare le nostre potenzialità e qualità. A volte ci riesce e a volte no. L’anno scorso, alla penultima giornata contro l’Inter, la nostra gara ha condizionato la vittoria del campionato. In questa stagione abbiamo avuto tante situazioni complicate che ci hanno penalizzato nel raggiungimento degli obiettivi. Tifosi? Penso che siano il dodicesimo uomo in campo, ti danno una spinta in più, anche perché chi gioca sa che ci sono tante persone che ti spingono e sono portati a dare il 300%.

Derby? Mi attengo a quello che ha detto Sarri. Fare un derby con la finale degli Internazionali, che sono molto seguiti, è un rischio maggiore a livello di sicurezza soprattutto per il grande pubblico. Il Prefetto avrà fatto una scelta a ragion veduta, visto che lavorava in polizia e conosce benissimo Roma e i suoi problemi. Credo che avrà pensato a ogni possibili rischio nella credibilità nel nostro calcio, per me è una scelta oculata e responsabile. Pensate a cosa succederebbe se qualcuno facesse un gesto inconsulto proprio in quel momento. Ora poi Sinner è in forma smagliante, ne parla tutto il mondo”.

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COPPA ITALIA DICHIARAZIONI

Finale Coppa Italia, Sarri: “Attraversato il deserto senz’acqua. Ora crediamoci alla follia”

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro l’Inter:

Come sta Cataldi? Il dubbio maggiore è in regia?

Danilo ha fatto il primo allenamento stamattina, le condizioni mediche sono un conto, l’efficienza fisica è un’altra. Nell’ultimo mese non si è mai allenato. Di dubbi, dopo la partita di sabato, ne ho 8 o 9. Abbiamo fatto talmente male a livello collettivo che non è nemmeno il caso di guardare le prestazioni individuali. Non abbiamo aggredito, è stata una prestazione del cazzo. 

Le indicazioni di questi ultimi giorni la confortano?

Quando si gioca così spesso non si può fare una tipologia di allenamenti che dà tante indicazioni. La squadra a dir la verità aveva fatto bene in allenamento anche la settimana scorsa, poi però si è sciolta in partita. Quella di sabato spero sia frutto solo di qualcosa di mentale, domani spero che sia diversa sotto tutti i punti di vista.

Quanto è orgoglioso a livello personale di essere arrivato in finale?

Sono orgoglioso della stagione, soprattutto dell’atteggiamento della squadra. Che ha sbagliato qualche partita, vero, ma non ha mai mollato. Mi ha fatto divertire negli allenamenti, per me la gara di domani ha come motivazione in più la vittoria per i calciatori, loro se lo meritano. Abbiamo fatto fuori squadre di grandissimo livello, la squadra ha attraversato il deserto senza acqua. È un motivo di soddisfazione. Siamo diversi da inizio stagione, siamo migliori. Poi può darsi che siamo scarsi come tecnico e come calciatori, ma come uomini siamo contenti di ciò che abbiamo fatto.

Che orgoglio sarebbe vincere un trofeo alla Lazio? Cosa rappresenterebbe per la sua carriera?

Io ne ho già perse due a livello nazionale di coppe, in Italia e soprattutto in Inghilterra al settimo rigore, contro il Manchester City. Avevamo fatto qualcosa in più in quella gara, quello è un grande rimpianto. Questo è un trofeo, deve essere per i giocatori e per il pubblico, vogliamo dare una soddisfazione. Anche per loro non venire allo stadio è stato faticoso. Penso di avere una carriera lunga alle spalle, non mi cambia la vita. Ma sarebbe bello dare una soddisfazione ai ragazzi e ai tifosi. 

Queste partite sono diverse dalle altre: come si affrontano? 

Dopo pranzo mi ero messo a preparare la riunione di stasera, ero in difficoltà a trovare le parole giuste. Qualsiasi cosa dica è retorica, è chiaro che sia importante, è chiaro che sia difficile. Bisogna dimenticarsi della gara di sabato, ogni parola poi diventa superflua. C’è bisogno di queste cose. Bisogna crederci fino alla follia. 

Ha un messaggio per la tifoseria e per Pedro?

Pedro è stato acciaccato fino a stamattina, oggi ha lavorato, per domani penso si metta a disposizione. Lui di solito è uno specialista di queste partite. Ha segnato nell’80% delle finale che ha fatto, riesce a tirare fuori tutto, speriamo lo faccia anche domani, pure se è uscito un po’ acciaccato da sabato. 

Su Chivu? 

Ha avuto un approccio con una bella personalità. Ha una squadra forte, l’ha sfruttata nella maniera giusta. L’Inter è la squadra nettamente più forte. 

Domani cosa dovrà fare la Lazio? 

Se l’atteggiamento mentale è quello di sabato la tattica non conta niente. Se abbiamo mentalità ma non attacchiamo gli spazi non ci fai nulla. Abbiamo preparato qualcosa di diverso. 

I tifosi potranno aiutare la squadra a non sbagliare l’approccio mentale e a essere più cattiva?

Sicuramente andare a fare il riscaldamento negli ultimi tempi è stato deprimente, il ritorno dei tifosi potrà aiutare la squadra da questo punto di vista. Io non so quanti punti ci è costato non avere tifosi allo stadio, ma sicuramente qualcosa ci è costato. Quindi sì, i tifosi da questo punto di vista ci potranno aiutare.

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Finale Coppa Italia, Zaccagni: “Per la coppa rinuncerei a un dito. Serata che vale la stagione”

La conferenza stampa del capitano della Lazio, Mattia Zaccagni, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro l’Inter:

Come stai? Che percorso è stato quello in Coppa Italia?

“Mi sento bene, ho recuperato dal colpo preso. È stato un bellissimo percorso, abbiamo buttato fuori le due finaliste, siamo andati a Bergamo con personalità. Domani sera ci giochiamo questa bellissima partita che ci meritiamo e vogliamo portarci la Coppa a casa”.

Vi meritate questa finale? Dedichereste la vittoria a Sarri?

“Noi ce la meritiamo eccome per tutto quello che è stato quest’anno. Come dice Sarri abbiamo attraversato il deserto senz’acqua, è vero. Siamo contenti del percorso fatto e ci meritiamo la partita di domani sera”.

Quanto è importante questa partita?

“È fondamentale, sia personalmente che a livello di squadra. Abbiamo passato una stagione difficile, mai come quest’anno ci meritiamo la finale. Scenderemo in campo con l’atteggiamento giusto e ce la giocheremo alla grande”.

Che aria c’è all’interno dello spogliatoio?

“C’è grande positività per domani, c’è voglia. Non sappiamo il risultato, ma sappiamo che metteremo in campo quello che serve per ottenere la vittoria”.

Che emozioni provi a pensare all’Olimpico pieno?

“Me lo immagino da un po’, da quando tornavamo da Bergamo. Quando i tifosi sono venuti a salutarci ci hanno promesso che sarebbero tornati allo stadio, domani ce li dobbiamo godere perché sarà una bellissima serata”.

A cosa rinunceresti per una vittoria?

“A un dito, qualcosa (ride, ndr.). Sicuramente qualcosa di importante. Sarri? Sicuramente non rinuncerebbe alle sigarette”.

Che stagione è stata per te? Pedro?

“È il primo anno che vivo così. Mi sono buttato anche un po’ giù mentalmente, ma il mio procuratore mi ripete che ci sono certe annate che in un solo giorno le puoi risolvere, e domani sera può essere quella giusta. Su Pedro, sappiamo tutti l’esperienza che ha di queste partite, quello che ci può trasmettere sia mentalmente che in campo. Pochi giocatori hanno vinto come lui, sicuramente cercheremo di vincere anche per lui perché saranno le ultime partite qui. Qualcosa ha vinto (ride, ndr.), ma dobbiamo farlo per noi stessi”.

Dirai qualcosa alla squadra?

“Dirà qualcosa il mister Ianni, poi qualcosa io. Ma non mi sono preparato niente. Non lo faccio niente, dico quello che penso come quando vengo qui. Sicuramente ai ragazzi dirò qualcosa”.

Che è successo sabato?

“Apposta sicuramente no. Può esserci che un po’ di testa e di cuore fosse alla partita di domani. Lo lasciamo alle spalle e siamo concentrati per la finale”.

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COPPA ITALIA

Finale Coppa Italia, l’arrivo di Lazio ed Inter in Quirinale da Mattatella (FT)

Alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma mercoledì sera all’Olimpico, Lazio e Inter incontrano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Discorso del Capo dello Stato ai giocatori, allenatori, dirigenti e staff tecnici. Le due squadre sono arrivate al Quirinale. Dopo l’incontro con Mattarella, si terranno le conferenze di Sarri Chivu. L’allenatore della Lazio parlerà alle 18.15, quello dell’Inter alle 19 

 Le immagini dell’arrivo dei pullman delle due squadre: