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DICHIARAZIONI

Caso Acerbi, Lotito: “Ognuno faccia i conti con la propria coscienza. Napoli? Comprendo l’amarezza…”

Caso Acerbi, Lotito: “Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza. Io non conosco la vicenda se non a livello mediatico, come voi quindi non voglio esprimere giudizi. Di sicuro le azioni razziste vanno debellate perché significa minare il rispetto dell’essere umano”. Così il presidente della Lazio, ai microfoni di Canale 21.

“Sul tema del razzismo io non voglio aggiungere nulla perché quello che conterà sempre di più saranno i fatti. Non vorrei – prosegue Lotito – solo rincorrere la cronaca, ma vorrei anticiparla. E dire che siamo contro il razzismo lo ritengo a questo punto non scontato. Mi auguro che chi ha giudicato abbia avuto tutte le informazioni utili per farlo e che Acerbi sia in pace con la sua coscienza”.

“Il Napoli non sarà nella campagna contro il razzismo in Serie A? Comprendo l’amarezza, partendo dal rispetto nei confronti di Juan Jesus, però ritengo che bisogna fare uno sforzo per rimanere tutti insieme a contrastare un fenomeno che non si può contrastare disarticolati”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, la trequarti del futuro: piace Carboni dell’Inter (in prestito al Monza)

Sabato partirà l’era Igor Tudor alla Lazio. Oltre il finale di stagione, ci sarà da programmare il prossimo campionato, in attesa di capire se – e quale, eventualmente – la Lazio farà le coppe. I biancocelesti dovranno sistemare varie situazioni, su tutte quelle di Anderson, Kamada (in scadenza entrambi) e Zaccagni (scadenza 2025)

Se il brasiliano sembra sempre più vicino all’addio, col cambio di tecnico potrebbe cambiare il destino del giapponese, che ha un’opzione biennale nel contratto da far scattare. I biancocelesti sembrano comunque orientati a fare almeno un trequartista nella prossima finestra di mercato

Come riporta Repubblica, Gudmundsson costa troppo. Il Genoa lo valuta tra i 30 e i 35 milioni e sull’islandese si sono già mossi l’Inter e alcuni club inglesi. Proprio dall’Inter potrebbe arrivare l’assist alla Lazio. I biancocelesti starebbero monitorando Valentin Carboni, classe 2005 in prestito al Monza che Ausilio e Marotta potrebbero decidere di vendere per fare cassa e su cui i biancocelesti approfondirebbero ben volentieri i discorsi

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GIUDICE SPORTIVO

Acerbi assolto per il caso Juan Jesus: la decisione del Giudice Sportivo

Dopo le accuse di razzismo da parte di Juan Jesus (per un episodio avvenuto durante Inter-Napoli) e l’indagine effettuata dalla Procura Figc Francesco Acerbi è stato assolto e non salterà neanche una giornata. 

Acerbi assolto: la motivazione  

“Il Giudice Sportivo,

Vista la decisione interlocutoria di cui al C.U. n. 192 del 19 marzo 2024, con cui, letto il referto del Direttore di gara, sono stati disposti approfondimenti istruttori, a cura della Procura federale, sentiti se del caso anche i diretti interessati, in ordine a quanto riportato nel referto stesso circa eventuali espressioni di discriminazione razziale proferite dal calciatore della Soc. Internazionale Francesco Acerbi nei confronti del calciatore della Soc. Napoli Juan Guilherme Nunes Jesus;

Vista la documentazione pervenuta dalla Procura Federale, in partico- lare i verbali di audizione dei diretti interessati, compreso il video dello scontro di gioco depositato dal calciatore Juan Jesus, nonché lo stral- cio della registrazione dei pertinenti colloqui Arbitro/Sala VAR;

Sentito il Direttore di gara sullo svolgersi dei fatti in campo;

Ritenuto di dover premettere che l’odierno procedimento si è incardi- nato presso il Giudice sportivo nazionale a norma degli artt. 65, 66 e 68 CGS, sulla base dunque delle risultanze dei documenti ufficiali e in par- ticolare di quanto riportato nel referto del Direttore di gara circa gli ac- cadimenti in campo al minuto 13° del secondo tempo di gara, puntual- mente rappresentati dall’Arbitro medesimo, che riferiva in particolare: quanto segnalatogli dal calciatore Juan Jesus circa le presunte espressioni offensive di discriminazione razziale da parte del calciatore Francesco Acerbi; la piena disponibilità manifestata dall’Ar- bitro stesso per ogni eventuale e conseguente decisione; l’interruzione del gioco al fine di consentire un chiarimento tra i calciatori; la ripresa del gioco infine (dopo un’interruzione durata circa un minuto e trenta secondi) in seguito al confronto tra i calciatori e non avendo espresso il calciatore Juan Jesus alcun dissenso al riguardo;

Rilevato che la sequenza dei fatti in campo, ricostruita in base ai documenti ufficiali, con l’ausilio del Direttore di gara e comunque visibile in video, muovendo necessariamente dallo scontro di gioco e dall’atto del proferimento di alcune parole da parte dell’Acerbi nei confronti di Juan Jesus è sicuramente compatibile con l’espressione di offese rivolte, peraltro non platealmente (con modalità tali cioè da non essere perce- pite dagli altri calciatori in campo, dagli Ufficiali di gara o dai rappre- sentanti della Procura a bordo del recinto di giuoco), dal calciatore in- terista, e non disconosciute nel loro tenore offensivo e minaccioso dal medesimo “offendente”, il cui contenuto discriminatorio però, senza che per questo venga messa in discussione la buona fede del calcia- tore della Soc. Napoli, risulta essere stato percepito dal solo calciatore “offeso” (Juan Jesus), senza dunque il supporto di alcun riscontro probatorio esterno, che sia audio, video e finanche testimoniale;

Rilevato, altresì, che la condotta discriminatoria, per la sua intrinseca gravità e intollerabilità, perdipiù quando riferita alla razza, al colore della pelle o alla religione della persona, deve essere sanzionata con la massima severità a norma del Codice di giustizia sportiva e delle norme internazionali sportive, ma occorre nondimeno, e a fortiori, che l’irrogazione di sanzioni così gravose sia corrispondentemente assistita da un benché minimo corredo probatorio, o quanto meno da indizi gravi, precisi e concordanti in modo da raggiungere al riguardo una ragionevole certezza (cfr. per tutte Corte federale d’appello, SS.UU., 11 maggio 2021, n. 105);

Rilevato che nella fattispecie la sequenza degli avvenimenti e il contesto dei comportamenti è teoricamente compatibile anche con una diversa ricostruzione dei fatti, essendo raggiunta sicuramente la prova dell’offesa ma rimanendo il contenuto gravemente discriminatorio confinato alle parole del soggetto offeso, senza alcun ulteriore supporto probatorio e indiziario esterno, diretto e indiretto, anche di tipo testimoniale;

Ritenuto pertanto che non si raggiunge nella fattispecie il livello minimo di ragionevole certezza circa il contenuto sicuramente discriminatorio dell’offesa recata

P.Q.M.

di non applicare le sanzioni previste dall’art. 28 CGS nei confronti del calciatore Francesco Acerbi (Soc. Internazionale).

Il Giudice Sportivo: dott. Gerardo Mastrandrea”. 

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STATISTICHE

La Lazio come l’Inter del 2011: dopo 13 anni un’italiana batte il Bayern in Champions

Grande vittoria per la Lazio

Grande vittoria per la Lazio, anche se si tratta solo dei 90 minuti dell’andata per quanto riguarda l’ottavo di Champions League che vedrà i biancocelesti impegnati contro il Bayern Monaco per altrettanti minuti più recupero anche al ritorno, nello scenario dell’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Un successo che, comunque dovessero finire gli ottavi per Sarri e i suoi ragazzi, basta già di per sé a scrivere una pagina di storia recente del calcio italiano.

Dopo 13 anni dall’ultima volta, infatti, una squadra del nostro paese riesce ad avere la meglio sui forti tedeschi nelle coppe europee. L’ultima a riuscirci fu l’Inter, sempre agli ottavi di finale di Champions, nel 2011. I nerazzurri allenati dal brasiliano Leonardo furono allora capaci e di ribaltare lo svantaggio conseguito a San Siro vincendo 2-3 la sfida in terra bavarese. In rimonta, peraltro: dopo l’iniziale vantaggio firmato Eto’o, il Bayern sorpassò con Mario Gomez e Muller (in campo questa sera, al pari di Neuer) prima della controrimonta interista con Sneijder e Pandev, al minuto 88.

Dal 2011 al 2024, una squadra italiana torna a gioire dopo un confronto europeo con il Bayern Monaco. E questa volta, forse a sorpresa, si tratta della Lazio di Sarri, che sta scrivendo pagine belle e per molti inattese in Champions League.

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STATISTICHE

Lazio, l’alibi della motivazione non regge più: gli scontri diretti fanno male

L’alibi della “poca motivazione” non tiene più botta: con la sconfitta di ieri al Gewiss Stadium la Lazio scopre un dato davvero inquietante. La squadra di Sarri fa fatica, e non solo contro le piccole. I biancocelesti hanno uno storico decisamente insufficiente anche per quanto riguarda gli scontri diretti. Con il 3-1 di ieri, sono appena 11 su 27 i punti fatti contro le dirette contendenti ad un posto in Champions, includendo nella lista anche Inter, Juve e Milan.

Con nove scontri diretti alle spalle, dunque, il bilancio appare piuttosto negativo. Le vittorie sono solo 3, ottenute tutte nel corso di un girone d’andata tutto sommato positivo sotto questo punto di vista, contro Napoli (1-2, 3° giornata), Atalanta (3-2, 8° giornata) e Fiorentina (1-0, 10° giornata). Bottino magro invece nel girone di ritorno, con appena un punto su sei ottenuto fra Napoli e Atalanta, un solo gol fatto e una carenza offensiva che deve necessariamente far riflettere. Con solo 7 gol fatti e quasi il doppio subiti (13) negli scontri diretti, la Lazio ha uno dei dati peggiori fra le Big del campionato. Peggio dei biancocelesti, infatti, solo Fiorentina (7 punti su 24, 7 gol fatti e 12 subiti), Roma (6 punti su 24, 6 gol fatti e 9 subiti) e Napoli (5 punti su 24, 6 gol fatti, 14 subiti).

La classifica degli scontri diretti in Sere A,

1. Inter, 22 punti su 24
2. Juventus, 17 punti su 24
3. Milan, 13 punti su 24
4. Lazio, 11 punti su 27
5. Atalanta, 8 punti su 24
6. Fiorentina, 7 punti su 24
7. Roma, 6 punti su 24
8. Napoli, 5 punti su 24

Le possibilità che il trend venga invertito, va detto, ci sono: la Lazio ha ancora dalla sua 5 scontri diretti da giocare, con la possibilità di conquistare ancora 15 punti. Una svolta, se vuole esserci, dovrà necessariamente arrivare già all’inizio del Tour de Force che tra la 26° e la 31° giornata vedrà i biancocelesti impegnati contro Fiorentina (fuori casa), Milan (in casa), Juventus (in casa), Roma e Inter (fuori casa). Se far punti contro questa Inter pare impossibile e contro Juventus e Milan è lecito attendersi partite toste, ecco che Napoli, Roma e Fiorentina diventano occasioni per rilanciarsi anche in classifica. Al momento la graduatoria parla chiaro: nella corsa Champions la Lazio è all’ultimo posto e una scossa, se ci deve essere, dovrebbe arrivare subito.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Figuraccia Inter è colpa di Sarri. Immobile è un problema” (AUDIO)

Una delusione del genere… GIANNI BEZZI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Nessuno poteva pensare a una delusione del genere. Quando affronti l’Inter sai ben che puoi perdere e sai anche che tu possa finire il primo tempo sotto. Ma andare negli spogliatoi sotto di un gol e rientrare senza voglia di lottare, è stato davvero fastidioso. Per me buona parte delle responsabilità sono di Sarri che ha presentato questa partita più come un fastidio che come un obiettivo. Ovvio che anche i giocatori hanno gravi colpe come ad esempio Pedro che ha causato il rigore, Immobile che per me non andava schierato dal primo minuto e tanti altri.

E non risparmio mai di prendermela con la società che non ha rinforzato adeguatamente questa squadra che in alcuni momenti non sembra pronta per questi palcoscenici. Spero che nel mercato di gennaio qualcosa possa arrivare.

Io preferisco sempre alzare un trofeo piuttosto che arrivare quarti perché se poi vai in Champions e non prendi i giocatori che vuole l’allenatore, mi chiedo a cosa sia servito arrivare quarti.

Per quanto riguarda il mercato di gennaio, come dice sempre Lotito è un mercato da cui non arrivano acquisti perché la squadra è forte e non ha bisogno di innesti. Quindi non mi aspetto nulla adesso. Anche se sono piuttosto preoccupato soprattutto davanti dove c’è Immobile che continua a non rendere. Ma non illudiamo i tifosi su questo mercato da cui non arriverà nulla”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, missione Atalanta per Zaccagni

Zaccagni e l’infortunio all’alluce

Zaccagni dopo l’infortunio all’alluce doveva fermarsi e ci ha pensato il giudice sportivo, squalificandolo per la gara di domenica contro il Napoli. Come scrive il Corriere dello Sport, ora la Lazio studia un piano per riaverlo al top, essendo uno dei titolari inamovibili di Sarri. Senza di lui, contro l’Inter il gioco e le iniziative sono totalmente scomparse. Le percentuali di passaggio del turno di cui parlava Sarri (25-30%) si sono abbassate vertiginosamente con il suo forfait nel riscaldamento. Zaccagni non è riuscito a stringere i denti, con lo scarpino il dolore all’alluce era troppo forte. Gli antidolorifici hanno fatto sempre meno effetto e in questo modo non è potuto scendere in campo come invece aveva fatto con il Lecce e la Roma.

L’infortunio lo ha rimediato a Udine il 7 gennaio, dove venne sostituito a inizio secondo tempo e uscì zoppicando in modo vistoso. Nonostante ciò ha dovuto sforzare più del dovuto visto che ai box c’era già Immobile, poi sostituito da Castellanos. Ha giocato le partite senza mai allenarsi coi compagni. Ora “ringrazia” l’ammonizione presa contro il Lecce per aver fatto scattare il riposo forzato. 

Zaccagni punta il rientro contro l’Atalanta il 4 febbraio per lo scontro diretto. La squadra di Gasperini ha gli stessi punti in classifica della Lazio dopo 20 giornate e l’esterno ha due settimane per gestire le sue condizioni e rientrare al top. Sarà gestito per tutta la prossima settimana, esclusi i lavori fisioterapici e in palestra. A Bergamo ci si gioca la rincorsa Champions e uno come Zaccagni serve.

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DICHIARAZIONI

Sarri in conferenza: “Dobbiamo capire che il gap si colma con grande determinazione. Vorrei promettere ai tifosi che ora giocheremo sempre al 100%” (AUDIO)

Maurizio Sarri in conferenza stampa da Riyad dopo il Ko con l’Inter:

Come si spiega una prestazione del genere? Le scelte hanno inciso?
“Nel secondo tempo ha visto qualcosa? C’è poco da riflettere sulle scelte: il divario con l’Inter non è questo, è chiaro che ci sono dei nostri demeriti e non è poco. La somma dei singoli dell’Inter è superiore alla nostra, ma il divario non è questo: lo possiamo comare col collettivo, a livello tattico e mentale. Stasera siamo stati scadenti”.

Stupito dall’Inter?
“Stupito dalla prestazione dei miei, è chiaro che se i nostri scivolamenti sono sempre in ritardo ti giocano tra le linee e a noi succedeva questo con continuità. Dell’Inter mi ha impressionato il fatto che stasera hanno mosso la palla con una velocità che ho visto raramente. Non tolgo ai meriti dell’Inter, ma ci sono dei nostri demeriti”

Cosa dirà alla squadra?
“Ho già detto che c’è da prendere un insegnamento, ci sono solo due modi per compensare: tattica e mentalità. Bisogna trovare grande determinazione, se l’abbiamo capito probabilmente con squadre come l’Inter ci possiamo giocare il pareggio. Il rischio di fare queste figure c’è, purtroppo la nostra è una squadra che dopo 4-5 gare tira fuori una prestazione di questo tipo. Ci combattiamo da tre anni, è di difficile soluzione a quanto pare, ma credo in questo gruppo”.

Zaccagni?
“Ha il solito problema, con la Roma e il Lecce l’antidolorifico aveva fatto effetto”.

La finale sarà vincitrice dello scudetto contro vincitrice della Coppa Italia, aveva ragione lei a contestare la formula?
“Se vanno in finale le due squadre più forti è convincente. A me non piace il fatto che, nel momento in cui si discute del numero di partite, si aggiungono sempre partite. Poi c’è anche l’ipocrisia di mettere le liste, il fair play: se giochiamo 70 partite l’anno che cazzo di liste volete? Non ero convinto della formula per questo, parliamo di una competizione nata per giocarsi agli albori della stagione. L’unica nazione che la mantiene è l’Inghilterra, mi pare che a livello economico siano ben ripagati”.

Deluso per aver perso la Supercoppa?
“Ci sono abituato purtroppo. Ai tifosi spero di poter promettere che queste prestazioni finiscono stasera e spero di poter promettere che giocheremo al cento per cento, è già tanto. I risultati li accetti male quando hai la sensazione che la squadra non si è espressa. L’importante sarebbe ripagare i tifosi dando il 101 per cento”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Gila: “Personalità vuol dire giocare con cattiveria e non partire mai battuti”

Mario Gila ai microfoni di Mediaset dopo la sconfitta con l’Inter:

”Gara difficile da commentare, anche perché non si può perdere così. Non siamo stati quelli di sempre, quelli visti ultimamente. Non ci sono alibi: si può perdere contro l’Inter, ma non in questo modo. Siamo vivi su tutti e tre i fronti, ma da questa gara dobbiamo solo imparare e non ripetere più determinate prestazioni. A livello mentale dobbiamo invertire la rotta. Personalità vuol dire giocare con cattiveria, ma soprattutto non partire mai battuti e cercare di vincere anche contro una squadra forte”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Anderson: “Abbiamo imparato la lezione. Mancata voglia e compattezza, ma ora non perdiamo l’entusiasmo”

Felipe Anderson ai microfoni di Lazio Style Channel nel post gara di Inter-Lazio: “Se analizziamo la gara abbiamo concesso troppo, dovevamo essere più solidi, non concedere tutte queste occasioni. Oggi purtroppo è successo ma dobbiamo già ripartire e non perdere l’entusiasmo costruito in queste ultime settimane. Oggi abbiamo imparato una lezione, c’è tanto da migliorare non è questo il gioco che vogliamo fare, vogliamo essere una squadra che non concede tanto.

“Questa sera ci è mancata una lettura migliore da dentro il campo, dovevamo compattarci di più nel momento di difficoltà, è mancata  la voglia di ribaltarla, di vincere, di andare a pressare in avanti”.

Non possiamo cancellare questa gara, dobbiamo imparare da questa sconfitta, solo così potremo crescere. Abbiamo vinto delle gare importanti in campionato e non possiamo fermarci, la stagione è ancora molto lunga. Dobbiamo riaprire subito e ritrovare al vittoria.”