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CALCIOMERCATO

Lazio-Gagliardini, contatto

Roberto Gagliardini potrebbe diventare un’idea concreta in casa Lazio. Come riportato dal Corriere dello Sport, trovano conferma le voci degli ultimi giorni che avevano accostato il centrocampista dell’Inter, in scadenza di contratto a fine stagione, al club biancoceleste.

L’italiano è stato offerto a Lotito dal suo procuratore, Beppe Bozzo, lo stesso con il quale la Lazio sta trattando il rinnovo di Danilo Cataldi. I parametri economici non sarebbero un problema visto che l’ex Atalanta guadagna ora 1.8 milioni di euro netti e da svincolato chiedere leggermente di più. Per caratteristiche Sarri preferisce centrocampisti diversi ma a zero Gagliardini potrebbe diventare un’ottima occasione per rimpolpare il reparto delle mezzali che al momento può contare con certezza solo su Vecino e Basic (se non verrà ceduto) a causa dei forti dubbi sul futuro di Luis Alberto e Milinkovic. La pista può incendiarsi nelle prossime settimane.lazionews24/ Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Acerbi convince, riscatto Inter più vicino

Il riscatto accontenterebbe tutti. La Lazio di Lotito e i suoi tifosi, Acerbi e l’ambiente interista, soddisfatto delle prestazioni del difensore italiano, arrivato in estate in prestito con diritto di riscatto. A quale cifra? Lotito avrebbe voluto 4-5 milioni, ma non è stato fissato il prezzo. Come confermato a Tuttomercatoweb dal suo agente Pastorello qualche settimana fa: “C’è un diritto di riscatto che è stato fissato senza essere trattato. Per questo abbiamo avuto qualche discussione con il presidente Lotito, perché a mio modo di vedere sarebbe stato meglio mettere un diritto di riscatto più consono non al valore del giocatore”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, lo svincolato Erkin nuova idea per il terzino

La Lazio è alla ricerca di un terzino sinistro, l’ultimo tassello rimasto per completare la squadra di mister Sarri. La società biancoceleste è però in grande difficoltà economica a causa dell’indice di liquidità, che non permette operazioni in entrata a gennaio. Nonostante ciò, come riportato da Il Corriere dello Sport, la Prima Squadra della Capitale sembrerebbe essere interessata  Caner Erkin, terzino sinistro svincolato di 34 anni. L’ex Inter ha giocato l’ultima stagione al Karamguruk, dove ha servito 6 assist in 12 partite. Potrebbe arrivare subito a zero nella Capitale e occupare il posto libero da extracomunitario.

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CALCIOMERCATO

Acerbi, l’Inter per il riscatto chiederà lo sconto alla Lazio

L’Inter nei prossimi giorni dovrà valutare il da farsi per quanto riguarda alcuni riscatti. Uno dei nomi al centro delle valutazioni è quello di Francesco Acerbi, in prestito dalla Lazio. Il giocatore, viste le frizioni con l’ambiente biancoceleste, difficilmente tornerà nella capitale. Per questo l’Inter può approfittarne per ottenere uno sconto rispetto ai 4 milioni chiesti da Lotito per il trasferimento a titolo definitivo del giocatore. Lo riporta Tuttosport.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Bonolis: “Giusto portare alla Lazio quel Vecino che vi ha addolorato…” (AUDIO)

PAOLO BONOLIS in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Tra me e Jerry Scotti c’è un rapporto normalissimo tra persone che stimano in modo reciproco. Ho un profondo rispetto per lui, magar non c’è un rapporto di frequentazione visto che lui vive a Milano ed io a Roma. Lui è milanista, io interista, sono più appassionato come tifoso. Ho un bel rapporto con Zanetti, mi ha anche regalato il suo anello del triplete. Ho un bel rapporto anche con Cassano, Vieri, Materazzi e devo dire che è stato molto carino con me Edin Dzeko. Lui ha portato grande qualità, esperienza e specificità del ruolo che svolge”.

Incroci Lazio-Inter

“Se voi della Lazio avesse avuto tra le vostre fila in quel 5 maggio Gresko sarebbe andata diversamente. Poi c’è stato quel Poborsky che non ha fatto nulla per l’intera stagione (ride, ndr). Mentre la Lazio ora ha Vecino, quello che vi ha addolorato con la rete che tolse alla Lazio la Champions League. Giusta la scelta di portarlo da voi”.

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RASSEGNA STAMPA

Acerbi: “Sarri è forte, ma non mi sentivo adatto al suo gioco. Contestazione? Mi aspettavo una difesa pubblica dalla Lazio”

Dal Corriere dello Sport, intervista a Francesco Acerbi

Perché è finita male con la Lazio?

«Cominciamo dalla fine. Sarei rimasto a vita, altrimenti non avrei firmato per 5 anni. Ma sono stato comunque io a voler andare via. E a giugno l’ho comunicato a Sarri, che avrebbe voluto tenermi. Ero stato contentissimo per il suo arrivo. E non ho nulla da dire sul suo valore come allenatore: al contrario, è bravissimo, è forte e pensa calcio 24 ore su 24. Ma non mi sentivo adatto per quello che lui vuole da un difensore centrale. Io volevo divertirmi, fare quello che mi piace in campo: ho bisogno di anticipare l’avversario, di leggere il gioco. Sarri, invece, ha il suo sistema e o fai così o fai così. Attenzione, però, ho sempre dato tutto, senza mai risparmiarmi».

Non è stata solo una questione tecnica, però, è accaduto anche altro…

«Come io davo il massimo, facevano lo stesso anche i miei compagni. Facevamo fatica, però. E ci fischiavano. Dopo il gol con il Genoa ho messo l’indice davanti alla bocca, facendo il gesto di stare zitti. Non era il caso, così ho chiesto scusa. Non è bastato: in quel momento si è rotto qualcosa. Ho un carattere focoso e tengo a quello che faccio. Sarebbe più semplice essere un paraculo, ma io non sono così. Nell’ultimo anno ho dovuto magiare tanta m…a. Ho fatto un errore, ma che vale 5 rispetto al 95 che ho dovuto ingoiare. Sono comunque andato avanti per la mia strada, mettendoci la faccia e fregandomene di tutto. E di questo sono molto orgoglioso. Altri, al posto mio, si sarebbero chiamati fuori molto prima».

Si aspettava una difesa da parte della società?

«Assolutamente. Puoi sbagliare, ma il club deve proteggerti in pubblico. Anche se poi ti massacra in privato». 

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Il mondiale ha già presentato il conto: 95 infortuni muscolari in A

La lista degli infortunati viene aggiornata con frequenza superiore a quella delle stagioni normali. Perché questa è la stagione anomala per eccellenza, con il Mondiale piazzato in pieno autunno: una scadenza sempre presente nella mente dei giocatori, che condiziona il calendario pigiato all’inverosimile per fare posto al torneo nel deserto del Qatar. I preparatori atletici individuano qualche parallelo di eccezionalità solo con l’annata 2020-21, quella successiva al lockdown che ha quasi cancellato la pausa estiva, ma intanto sono già 95 gli infortuni muscolari in Serie A. (…) Il caso più emblematico è stato quello di Pogba che ha preferito evitare l’operazione al ginocchio, dovendo poi farla comunque perché la terapia conservativa non aveva prodotto gli esiti sperati. Sono tante le stelle che non sanno ancora se potranno partire per il Qatar, come Dybala. La paura di farsi male paradossalmente aumenta il rischio di infortunarsi. Chi è in attesa della convocazione più ambita può essere tentato dall’idea di frenare in allenamento, evitando uno scatto o un contrasto duro. Questa prudenza può presentare il conto in partita quando l’adrenalina impedisce ogni ragionamento al ribasso e il risparmio in fase di preparazione diventa un boomerang. (…)

La Stampa

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Club indebitati, Stendardo: “Vi dico come è andata con Tare…”

Ai tempi della Lazio, lo chiamavano l’avvocato difensore. Guglielmo Stendardo, laureato in legge dal 2010, è docente di diritto sportivo alla Luiss e conduce un corso di management dello sport. Titolo: «Il giurista entra in campo». Primo appuntamento venerdì scorso. Si parlava dei “profili giuridici ed economici di una società di calcio“. Ospite, nel ruolo di relatore, Igli Tare. L’intervento del ds della Lazio ha fatto rumore. «La lezione è partita dalle origini del diritto sportivo – racconta Stendardo – Ho fatto una panoramica, poi è iniziato il dibattito con le domande degli studenti. Io affrontavo la parte relativa alla giustizia sportiva. Igli portava la sua esperienza dal punto di vista economico e manageriale parlando del sistema calcio e devo dire che è stato bravissimo».

Non si direbbe. Un conto è parlare di fondi stranieri e proprietà. Un altro definire tecnicamente falliti club in perdita di gestione.

«Tare non si esprimeva dal punto di vista tecnico, non avrebbe potuto criticare il Milan campione d’Italia o la Roma che ha vinto la Conference. Si parlava di economia, anche di plusvalenze e di ammortamenti. Includeva la Lazio, non solo le società di cui si è parlato. Lotito, rilevando il club biancoceleste, ha ripianato una situazione pesantissima. Altre società, come Fiorentina e Napoli, sono passate dal fallimento. Oggi diversi club hanno bisogno costante di essere ricapitalizzati attraverso l’intervento dei soci. Senza risanamento da parte degli azionisti rischierebbero il fallimento. E’ stata estrapolata e distorta una frase che ha fatto rumore». 

Il sistema protegge certi club, ha aggiunto.

«La domanda era: “Direttore, come mai nel calcio ci sono società che hanno tutti questi debiti e in un altro sistema sa rebbero fallite?”. Tare ha risposto che il sistema calcio non ha sostenibilità, perché i ricavi sono spesso inferiori ai costi, gli stipendi salgono, in Premier i diritti tv sono tre volte superiori. Viviamo dentro la difficoltà. E poi ha detto quella frase. Ma il sistema permette di gestire le perdite. Mi sembra di aver letto, anche sul vostro giornale, che le normative a volte consentono di aggirare l’indebitamento».  

Roma, Inter, Juve e Milan si sono lamentate? Sono arrivate segnalazioni?

«No, assolutamente. Solo polemiche mediatiche. Ho ricevuto complimenti da parte dell’università per aver messo in risalto la parte economica nel corso . Non fanno piacere le frasi travisate. Avere dietro la cattedra uno come Igli lo considero un motivo d’orgoglio e un valore aggiunto per il mio corso». 
 
Gli studenti hanno eccepito durante il dibattito? Magari ci sarà stato qualche romanista.

«Certo, ma si rideva. Qualche ragazzo , ad esempio, ha detto che Pellegrini è più forte di Milinkovic. Igli gli ha risposto “però parlate sempre di Milinkovic”. Erano battute. Invece mi sembra sia uscito sul web solo quella parte polemica . Non ci sono state ulteriori considerazioni, gli studenti avevano capito che si riferiva anche all’indebitamento della Lazio». 

Caro Tare, il fallimento tecnico è un’altra cosa

Tare cosa ha detto dopo?

«Era contento della lezione, constatando l’interesse degli studenti. E’ rimasto dispiaciuto che da una conversazione così bella siano andati a estrapolare una frase per fare polemica». 
 
Definire la Conference come il torneo dei perdenti non è parsa un’uscita felice.

«Gli è uscita una battuta da tifoso. L’hanno presa a ridere gli stessi studenti. Tare stava parlando della Conference e dell’Europa League, stava ricordando la differenza, in termini di ricavi, rispetto alla Champions. Rimarcava quel divario per la stessa Lazio. Non voleva sminuire il percorso della Roma. Sottolineava quanto pesi piazzarsi tra le prime quattro della Serie A».

Alla fine l’avvocato difensore Stendardo ha difeso Tare e Lotito, che lo avevano messo fuori rosa con la Lazio.

«Tare non ha bisogno che lo difenda e non deve difendersi da nulla. Il concetto era chiaro, la polemica andava chiarita. Con Igli ho un rapporto di amicizia e di stima reciproca, in futuro spero di avere ospite anche Lotito. Il resto appartiene al passato. Nella vita e nel lavoro bisogna avere la capacità di guardare avanti. Sono cambiati i ruoli, con la Lazio conservo un rapporto professionale e umano profondo». Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Tare: “Roma, Inter e Juve sono tecnicamente fallite, tenete in vita per interesse del sistema”

Duro attacco alle big di Serie A da parte di Igli Tare, ds della Lazio. Il dirigente ieri ha tenuto una lectio all’università Luiss di Roma: “Sono rimaste quattro proprietà familiari, Udinese, Atalanta, Lazio e Napoli. Io sono più per questa gestione, le multinazionali hanno solo interesse commerciale e si perde il bello del calcio: la passione, l’amore. Quei fondi lavorano con gli algoritmi e non vogliono più sapere della storia della squadra e della città. Io sono un fan della vecchia scuola. Cosa manca? Dei dirigenti aziendalisti, per il fatto che la durata dei contratti varia troppo. Prendete me, sono uno dei dirigenti più anziano in attività in serie A, questo è il mio quindicesimo anno alla Lazio. Ho la fortuna di lavorare con una società con una gestione virtuosa. Oggi ci sono società, anche di prima fascia, come Juve, Roma, Milan, Inter, che tecnicamente sono fallite ma vengono tenute in vita dal fatto che il sistema ne ha bisogno. È molto importante avere nella società una gestione di lungo termine con progetti importanti per vedere il bene della società”, le parole riportate da salernitananews.it.

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TIFOSI

Stadi: Inter e Milan dominano in Italia, Lazio davanti alla Juve

Die Falsche 9 li ha messi tutti in fila. A seconda dell’affluenza allo stadio. Il sito tedesco di informazione sportiva ha analizzato i campionati di Italia, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna e poi ha stilato la classifica dei club che di più riempiono gli impianti sportivi. Sono stati considerati i dati di questo inizio di stagione 2022-2023. Delle top 72, 58 appartengono alla prima divisione, 11 alla seconda e tre arrivano dalla terza (Ipswich Town , Sheffield Wednesday e Derby County).

Stadi pieni: è dominio inglese

Nei primi 16 posti, troviamo sei squadre inglesi, con il Manchester United davanti a tutti. Ma in testa alla graduatoria c’è il Barcellona con una media di 83.383 spettatori al Camp Nou. Tra le italiane, la parte del leone la fa San Siro per la gioia di Inter e Milan; la Roma si ferma a un passo dalla Top 10 europea. Anche la Lazio ha un dato migliore della Juve. Ancora più indietro il Napoli e la Fiorentina. Compare, tra le 72 elette, il Bari, che porta al San Nicola più persone del Lecce e di tutte le altre squadre di Serie A. La miglior squadra di Serie C è il Cesena (203esima in Europa, con 7.093 persone). Corriere dello Sport