Retegui penso che sia davvero difficile che Lotito… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Su Retegui penso che sia davvero difficile che Lotito dopo averlo rifiutato a 4 milioni di euro, possa prenderlo a 15 o 20 milioni un anno e mezzo dopo.
Gimenez piaceva molto la scorsa estate a Lotito al punto che chiamò Fabiani per chiedergli di prenderlo, ma il cartellino passava di mano a 40 milioni. Ora siamo a 55…
La sconfitta della Roma ieri ha aperto un piccolo spiraglio per la Champions e in particolare per il quinto posto. E’ vero che il calendario dei biancocelesti è migliore delle avversarie, ma praticamente le dovrà vincere tutte. Io però non ho ancora fiducia in questa Lazio e non mi dà ancora segnali così confortanti.
Contro il Genoa siamo tutti contenti del gol di Luis Alberto, ma fino al gol era una partita da 5. Arriva al 7 grazie alla marcatura dove tra l’altro le cose più belle le fanno Felipe Anderson, Kamada e Vecino. Onestamente nel primo gol è stato tra i peggiori, vagando per il campo e risultando piuttosto invisibile.
Se il Genoa avesse segnato su quella clamorosa occasione avuta a fine primo tempo e causata da un clamoroso errore di Kamada, gli avremmo dato 4 in pagella. Questo per dire che non è stata una partita particolarmente felice della quale ci prendiamo il risultato”.
Stasera sarà una partita molto complicata… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in studio a ‘QUELLI CHE…’
“Stasera sarà una partita molto complicata e sarebbe un’impresa passare il turno anche a causa dell’assenza di Zaccagni. Ma considerando il ritorno di Provedel, dello stesso Zaccagni – che forse col Verona sarà già in campo – del calendario abbordabile dei biancocelesti e più complesso delle avversarie, penso che la Lazio debba assolutamente credere alla Champions.
Stasera giocheranno Casale, Romagnoli e Gila (Patric sta bene), poi Marusic e Hysaj sulle fasce con Lazzari che potrebbe non essere convocato. Davanti alla difesa Guendouzi e Cataldi e con Luis Alberto e Felipe Anderson dietro a Castellanos. Kamada dovrebbe andare in panchina.
Tudor ha detto di aver fatto una chiacchierata con Castellanos per rafforzare la sua autostima. Lui sembra credere molto nel giocatore e chissà che non possa averlo sbloccato confermandolo.
Se la Lazio dovesse disputare l’Europa League il prossimo anno, lo dovrebbe fare per provare a vincerla.
A Formello si sta già pensando a quella che potrebbe essere la Lazio della prossima stagione. Andare o non andare in Champions o in Europa League o non fare le coppe, è troppo dirimente per decidere ora però che mercato potrà essere.
Ad esempio, se vai in Champions magari puoi evitare una cessione ‘dolorosa’, mentre gli incassi dell’Europa League sono buoni solo se vai avanti col percorso.
La Lazio è interessata a Retegui come centravanti del futuro. E’ vero che la Lazio non lo ha preso a 7 milioni lo scorso anno ed è difficile che ne possa spendere 20 ora. Ma il giocatore piace a Tudor e la Lazio gli sta dietro. Ovviamente il Genoa attende l’Europeo per cercare di provare a ottenere il massimo dal giocatore. Se uno tra Castellanos e Ciro dovesse uscire, entrerà una punta. Certo è che dopo aver visto la reazione del Taty a seguito della sua esclusione successiva al gran match fatto contro l’Atalanta, secondo me se dovesse venire Retegui al posto di Immobile non ne sarebbe felicissimo”.
Alla vigilia della semifinale di ritorno contro la Juventus, il tecnico della Lazio Igor Tudor, presenta la gara in conferenza stampa:
“Cosa chiede alla squadra e ai tifosi per centrare l’impresa?”
“Una gara importante perché si gioca per entrare in finale, contro una squadra forte e con un risultato che non è facile. Va provato fino alla fine con tutte le forze di passare, bisogna credere e fare una partita perfetta. Non sbagliare niente e andare con tutte le forze, questo è un obiettivo nostro e vediamo cosa succede”.
“Quanto manca per vedere la Lazio di Tudor?”
“È sempre difficile parlare di percentuale, abbiamo sempre fatto buone partite da quando sono arrivato io. Non mi accontento mai, cerco sempre di crescere e di migliorare, come detto dopo il Genoa magari si può fare un passo indietro per farne due avanti. Stiamo però crescendo, vedo grande partecipazione e il piacere nei giocatori di ritrovarsi in questo calcio. Siamo sulla strada giusta”.
“La partita con la Juve in campionato può essere un modello da seguire?”
“Abbiamo fatto due partite contro di loro, ogni partita è diversa dall’altra. Cambiano gli interpreti, i dettagli sono quelli ma poi tante situazioni possono cambiare la partita. Bisogna credere, è il bello del calcio. Spero sarà una partita lunga, ho visto i ragazzi molto motivati e ci credono. Abbiamo fatto poco, dovevamo recuperare dopo il Genoa. Oggi facciamo rifinitura e scegliamo chi schierare”.
“Cosa manca a Castellanos? Immobile e Guendouzi come stanno?”
“Immobile si è allenato ieri, sta bene ed è convocato. Guendouzi ha fatto due allenamenti e ci sarà anche lui. Con Taty ho fatto una bella chiacchierata, a volte ci tiene anche troppo. Ha qualità importanti e sente di poter fare ancora di più, io cerco di tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Per me con la Salernitana ha fatto un’ottima partita, poi come ogni attaccante quando non segna pensa al gol. Deve pensare invece a come gioca e a come arriva a creare le occasioni da gol”.
“Luis Alberto può giocare con continuità? Felipe Anderson può giocare stabilmente in attacco?”
“Anderson ha sempre giocato nel suo ruolo, può giocare sia da trequartista che sulla fascia. Ha sempre fatto ruolo d’attacco, ora gioca più centralmente prima ha giocato sulla fascia. Luis Alberto ha giocato tanto, anzi ha giocato quasi sempre”.
“Per fare l’impresa basta il suo carattere? Lazzari ce la fa a recuperare?”
Manuel è in dubbio, vediamo se riuscirà a recuperare. Le parole del presidente sono belle, piacciono a ogni allenatore. Poi quando si parla di un’impronta dell’allenatore bisogna considerare tutte le cose, il lavoro dell’allenatore è complicato e si basa su tante cose, non solo sul carattere, ma anche sullo stile di gioco e sulla mentalità. Bisogna fare analisi profonde, nella mia carriera ho visto tante etichette e tante esagerazioni, penso invece che bisogna analizzare più attentamente ogni allenatore. Per l’impresa serve tutto, serve fluidità ma aggressività, serve compattezza e saper difendere anche bassi. Non dobbiamo regalare niente e tenere per 90 minuti, anche magari nei supplementari. Su queste cose ci si lavora tutti i giorni, non si lavora solo col carattere. Se scegliamo giocatori solo per carattere non si vince, si vince con la qualità dei giocatori. L’allenatore è importante, ma poi serve la qualità. Se non hai Felipe che dà quella palla, se non hai Daichi che fa quella giocata e Vecino con quel velo non vinci le partite”.
“Cosa sta chiedendo alla difesa?”
“È una cosa che abbiamo analizzato, stiamo subendo qualche gol per degli errori difensivi. Qua c’erano tanti input sulla zona, ora lavoriamo tanto sul duello e andando tanto in avanti perdi la lucidità nel tornare indietro e coprire meglio. È difficile ottenere tutto, magari su alcune cose ottieni risposte migliori, più lavori su un aspetto più sei bravo, però magari perdi qualcosa su altro. Dobbiamo lavorare per avere quella solidità e per stare sul pezzo anche quando si difende bassi, quella cosa che la Juve fa in maniera ottima. Loro sono bravi in quello”.
“Come si trova il coraggio per tirare in porta?”
“Si lavora sul coraggio di entrare in area con tanti giocatori, poi si lavora su alcune situazioni, ma questo è legato alle caratteristiche dei giocatori. Con la Salernitana ho visto quattro gol e ne potevamo fare altri, ho visto cose interessanti. A Genova è più complicato, ma su questo ci lavoriamo tutti i giorni, su dettagli che in realtà alla fine non sono dettagli”.
“Isaksen può essere un incursore della Lazio di Tudor del futuro?”
“Caratteristiche dei giocatori sono importanti, quando si fanno le rose a noi allenatori piace vedere le statistiche e vedere quanti gol fanno più o meno i giocatori. È chiaro che poi lo stile di gioco è importanti, i numeri possono salire se hai uno stile di gioco offensivo. Isaksen mi piace, è un ragazzo perbene che ha delle doti importanti, l’ho fatto giocare, poi magari qualcuno ha fatto meglio ma è lì e aspetta il suo momento. C’è ancora da crescere a livello di peso e personalità, la Serie A è un campionato difficile e bisogna crescere, lui è molto attento e si applica bene in allenamento, è una dote che mi piace. Decidono sempre i giocatori, è impossibile che un allenatore faccia giocare un giocatore più scarso di un altro”.
Cosa avete imparato dai precedenti contro la Juve?
“Non posso rispondere, ci sono state delle cose in cui sono stati più bravi e ne abbiamo parlato, ma di questo ne discutiamo nello spogliatoio”.
Come si prepara una partita del genere?
“Penso che ia giocatori piace fare questo tipo di gara, per me è più semplice da preparare. Aumenta l’attenzione sul non dover sbagliare niente”.
Kamada?
“Di Kamada ne abbiamo parlato tanto. Ci sono giocatori che giocano più con allenatori e meno con altri. Lui è un ragazzo completo, ha doti di ottimo livello”.
FORMELLO – In casa Lazio ci sarà turnover. Tudor dovrebbe mischiare un po’ le carte in vista della partita con la Juventus. Rispetto alla gara vinta con il Genoa a Marassi, i biancocelesti dovrebbero ritrovare Guendouzi e Cataldi. Fuori Vecino e Kamada. Sugli esterni inevitabili le scelte di Hysaj e Marusic, fuori Lazzari, infortunatosi venerdì scorso. In attacco gli stessi tre di Genova.
Probabile formazione (3-4-2-1): Mandas Patric Romagnoli Gila; Hysaj Guendouzi, Cataldi Marusic; F. Anderson Luis Alberto; Castellanos.
L’Aia ha comunicato che sarà Daniele Orsato a dirigere la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra la Lazio e la Juve.
LAZIO – JUVENTUS Martedì 23/04 h.21.00
ORSATO
CARBONE – PERROTTI
IV: MARCENARO
VAR: DI PAOLO
AVAR: IRRATI
Orsato ha diretto 50 volte la Lazio con 22 vittorie biancocelesti, 16 pareggi e 12 sconfitte.
Sono 43 i precedenti con la Juve, con 23 vittorie, 13 pareggi e 7 sconfitte.
L’ultima partita della Lazio in Coppa Italia arbitrata da Orsato è il quarto di finale di quest’anno contro la Roma nel quale concesse il chiaro rigore su Isaksen che permise a Zaccagni di realizzare il gol vittoria.
L’allenatore della Juventus Allegri ha parlato in conferenza stampa prima di Lazio-Juventus di domani, ritorno della semifinale di Coppa Italia. Queste le sue parole:
“La squadra è motivata – dice Allegri – ma guai a pensare che sia tutto facile e finito, c’è ancora una semifinale di ritorno da disputare. Troveremo una Lazio aggressiva, che dopo Sarri sta cambiando e che vorrà ribaltare il risultato. Dovremo essere squadra, lottare, vincere i contrasti, ma anche giocare bene tecnicamente e con lucidità.
Cagliari va messa da parte – sottolinea il tecnico – domani sarà una partita diversa, da dentro fuori. Siamo partiti con due obiettivi: tornare in Champions e cercare di vincere la Coppa Italia. Domani capiremo se saremo stati bravi e arriveremo in finale. In campionato, invece, manca ancora qualche punto.
Abbiamo l’opportunità di arrivare in finale, che significherebbe anche giocare la Supercoppa italiana nel 2024-25″.
“Le partite scontate non ci sono più, quando arrivi a fine stagione dinamismo e condizione sono molto più importanti della tecnica. La Lazio ha fatto un grande passo in avanti per l’Europa League, per la Champions è ancora molto distante. Ora vedo una squadra che inizia ad avere le sembianze del proprio allenatore. Inizio a vedere un’impronta, si iniziano a vedere i giocatori nelle zone di competenza. All’inizio alcune scelte di Tudor davano l’idea di tanta confusione, ma era dettato dal cambio di stile di gioco in cui le posizioni sono più dinamiche rispetto a quelle più ordinate di Sarri. Qualcosa di più si sta vedendo, poi sono i risultati che ti aiutano ad avere continuità.
Se pensiamo ai numeri è inutile augurarsi che la Lazio domani possa ribaltare il discorso qualificazione con la Juventus, ma si va con la speranza e mi auguro con la determinazione da parte dei giocatori di poterlo fare, di provarci fino all’ultimo. All’interno dei 90′ nelle coppe può accadere di tutto, un solo episodio può spostare anche le dinamiche psicologiche. La Lazio deve andare sull’onda della preoccupazione della Juventus, devi spingere subito sull’acceleratore, ma se non dovessi trovare subito il gol non andrebbe disperso equilibrio. Un gol può arrivare in qualsiasi momento, poi dopo averlo trovato si va all’arrembaggio. La Juventus se ha spazio è pericolosa, sta a noi scardinare e forzare la partita ma con molta intelligenza. La Juventus anche nei momenti di difficoltà non ha mai preso goleade. Non verranno a fare la gara, serve giudizio e calma. La cosa importante è l’atteggiamento, fare una prestazione gagliarda e combattiva“.
Castellanos o Immobile?
“Dipende da come sta Immobile, se sta bene e garantisce un’autonomia di 60′-65′ partirei con lui. Dal punto di vista della realizzazione fornisce più garanzie, anche se va detto che in questa stagione le punte non hanno avuto grandi occasioni. Detto questo, non più il momento di giocare a calcio, ma di fare gol. In una gara da dentro o fuori, Immobile fornisce maggiori certezze”.
Felipe Anderson, un destino sempre più in bilico. La Juventus è sul giocatore da mesi, la Lazio – come confermato dal DS Fabiano – ha fatto la sua offerta. Un quinquennale, superiore ai 3 milioni di euro a stagione. Sono giorni caldi, ma fronte Lazio non c’è stata nessuna accelerata. Lo conferma l’espero di mercato Fabrizio Romano: “Juventus e Felipe Anderson, sulla buona strada dalla settimana scorsa. Non è cambiato nulla nonostante le voci su un nuovo accordo con la Lazio”. Il tempo stringe, la scelta è sempre più vicina.
Tiene banco in casa Lazio il futuro degli esterni offensivi e questo non riguarda solo Felipe Anderson (che secondo numerose fonti sarebbe ormai ad un passo dalla firma con la Juventus come parametro zero) ma pure il titolare della fascia opposta Mattia Zaccagni, anch’esso nel mirino della Vecchia Signora.
Il contratto dell’ex Hellas scade il 30 giugno del 2025 e il suo agente Mario Giuffredi si è già fatto avanti, esprimendo una certa delusione per la gestione del rinnovo del suo assistito da parte della società biancoceleste: “Sono quaranta giorni che non sento nessuno dal club. Non so se Lotito ha altro da fare, ma evidentemente il rinnovo del mio assistito non è la sua priorità, altrimenti il tempo per sistemare il problema lo troverebbe. In estate ci guarderemo intorno”.