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ESCLUSIVE

‘NMM’ – De Giuseppe: “Un’emozione presentare il progetto Flaminio, ecco cosa mi ha impressionato… Sarri e Lotito, ieri a Formello…” (AUDIO)

ALESSIO DE GIUSEPPE (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“Essere coinvolto nella conferenza stampa di presentazione del progetto Flaminio è stata una grande emozione, un privilegio. Dazn mi ha proposto di essere conduttore dell’evento, ne sono stato molto felice ed onorato. Devo dire che Lotito è stato molto gentile nei miei confronti, c’è stata grande attenzione con il suo staff circa i punti che andavano sottolineati. Mi ha impressionato la qualità di professionisti e tecnici che sono stati messi insieme. La loro caparbietà e la determinazione che il progetto vada a buon fine. Questo è quello che ho percepito.

Vedere questo monumento lasciato così è un pugno al cuore per ogni appassionato di sport e di architettura. Riqualificare quella zona e conservare un’opera del genere sarebbe straordinario. Dal punto di vista estetico certamente sarebbe uno stadio fuori dal comune. Per il nostro Paese sarebbe una cosa clamorosa. L’dea che hanno avuto è assolutamente rivoluzionaria e geniale, ora vedremo il corso di tutti gli aspetti della burocrazia.

La contestazione dei tifosi? E’ un grande peccato. Il pre-gara dell’Olimpico non ha nulla da invidiare a nessuno. Vengono i brividi per l’atmosfera ed il coinvolgimento. Anche Sarri ribadisce sempre questo piacere, i tifosi della Lazio sono una componente importantissima del nostro calcio. La parte sportiva è difficile da giudicare. Dal punto di vista comunicativo e tecnico, Sarri ha comunque reso. Il tifoso della Lazio si riconosce nel proprio allenatore. Oggi pensi a Sarri e pensi alla Lazio, il resto della sua carriera ora è davvero alle spalle. E’ un punto di riferimento. Ieri a Formello ho visto Sarri, l’ho incontrato, era molto sereno ed ho notato il rapporto di confidenza che ha con Lotito. Per il futuro dell’allenatore penso che tutto possa sistemarsi. E’ un punto di riferimento per tutto il mondo Lazio. E’ giusto interrogarsi su cosa sarebbe stata questa stagione senza di lui”.

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TIFOSI

Lazio, la decisione del tifo organizzato: “Nessun segnale di cambiamento, la protesta prosegue anche in Coppa Italia” (FT)

Attraverso un comunicato pubblicato sui social, il tifo organizzato biancoceleste ha chiarito la propria volontà di proseguire la contestazione nei confronti della società:

“Come abbiamo detto dopo la partita di campionato Lazio Atalanta aspettavamo un segnale da parte della società affinché si potesse prendere una decisione diversa da quella che, nostro malgrado, ci apprestiamo a prendere. Per la semifinale di Coppa Italia Lazio Atalanta i gruppi del tifo organizzato hanno deciso di proseguire la protesta e non entrare.

La decisione presa è tra le più sofferte dei 21 anni di gestione del sig Lotito, ma siamo giunti al limite massimo di sopportazione rispetto alle ormai canoniche prese in giro da parte della dirigenza. La conferenza stampa per la presentazione dello stadio Flaminio è stata la riprova di come, questi personaggi, pensano che con le chiacchiere riescano ancora ad abbindolare un popolo esasperato.

In una precedente conferenza stampa il direttore Fabiani aveva detto di voler “aprire un tavolo di confronto con i tifosi” e che si sarebbero dovuti abbassare i toni, salvo poi usare modi tutt’altro che “bassi” con un giornalista. Ad oggi nessuna richiesta di incontro ci è pervenuta!

Ci aspettavamo che alla presentazione del Flaminio venissero invitati anche i tifosi, visto che saranno i fruitori di quegli spazi e, soprattutto, vengono più e più volte menzionati ma mai interpellati.

Ci aspettavamo che questa presentazione fosse un momento distensivo ed invece dopo la lettura del testo preparato ad hoc da qualche imbonitore il sig. Lotito ha preso il microfono ed ha mostrato il suo vero volto usando toni arroganti, spocchiosi e cattivi nei confronti di chi ha fortemente contribuito a pagare tutti i debiti della SS Lazio.

Si è parlato di confronto con i tifosi, quali tifosi? Quelli che vengono minacciati? Quelli che vengono umiliati? Quelli che non possono ricordare il nonno morto? Quelli che non sono stati interpellati per il disegno del nuovo stadio? Se qualcuno ci avesse chiamato gli avremmo detto che la curva Nord, cosi come e stata progettata non ha modo di esistere, dividerla in due anelli fa perdere la compattezza del tifo nella sua massima espressione,che è quella dell’incitamento alla squadra, quindi riteniamo che dietro questo progetto,per l’ennesima volta,ci sia la volonta di dividere e spaccare la tifoseria che popola la Nord, cosa che non accadrà mai!

Si è parlato di costruire per il futuro, su quali basi? Il Sig. Lotito ha dimostrato di non saper gestire il presente, vedasi blocco del mercato e forte ridimensionamento della rosa,con che coraggio ci vuole parlare del futuro? Il futuro della Lazio nelle sue mani è ben descritto dalle sue parole “la storia della Lazio non la devo distruggere pensando per forza di raggiungere un risultato sportivo”, ma non ha capito che senza risultati sportivi la Lazio muore? Non ha capito che il tifoso ha il diritto di ambire a competere ad alti livelli? Acquistiamo i biglietti e sottoscriviamo gli abbonamenti per vedere una Lazio orgogliosa ed ambiziosa, per vivere quella Lazialita’ che in città sta cercando in ogni modo di far sparire, non per gonfiare il suo
ego personale! Nel 2027 la Lazio finirà di pagare il debito verso l’erario,ci aspettavamo che il gestore dicesse che quei soldi sarebbero stati spesi per rafforzare la squadra, magari portando gioc. 3/3 degni della nostra maglia, invece ha già dichiarato che serviranno per “mantenere in piedi la
struttura” tradotto: nessun investimento di mercato.

Una Lazio libera ci ha detto, libera da chi? Da cosa? Sono 21 anni che i tifosi sono prigionieri di un incubo che li vede legati mani e piedi ad una gestione dilettantesca, con la presentazione del Flaminio abbiamo avuto l’ennesima riprova della pochezza strutturale di questa società e del suo presidente, che per sentirsi vivo, ha dovuto portarsi la claque per ricevere applausi, anzi l’applauso, visto che è venuto da una sola persona. Sarà forse il budget basso che gli ha permesso di ingaggiarne solo una?

Invitiamo tutti coloro che ancora credono che una Lazio migliore si possa e si debba avere, ad esercitare il proprio libero dissenso non entrando; non sarà una semifinale di Coppa Italia a farci cambiare idea su questa misera gestione, non sarà un render di un qualcosa che forse vedremo fra 6 anni a farci smettere di chiedere un Presidente degno di questi colori. Resteremo fuori per lo smisurato amore che ci lega a questa maglia, lo facciamo perché
questa tifoseria merita rispetto in quanto vanto ed orgoglio della Capitale d’Italia.

Continuiamo ad essere uniti e compatti perché anche loro si sono resi conto che se i laziali
sono uniti non saranno mai sconfitti…e questo gli sta facendo paura!!
Avanti Lazio. Avanti Laziali”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Il vero Lotito si è visto alla fine. Il flop della conferenza lo certifica il ribasso in borsa” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Avevo già parlato del comizio che ci sarebbe stato, è un libro aperto il presidente Lotito. Il titolo del Corriere dello Sport di oggi fotografa il momento ‘stadio nuovo, vecchio Lotito’.

Ciò che ha letto ad inizio presentazione non era il vero Lotito, era qualcuno da far passare diversamente, ma il vero Lotito è uscito fuori alla fine, quando è andato a braccio.

Il flop di questa conferenza stampa lo certifica la borsa: dopo una presentazione così importante i titoli di una società quotata in borsa in genere salgo, invece in questo caso ha chiuso in ribasso con una perdita del 4%.

Io leggo da 22 anni sempre dello stesso libro; è accecato dal suo egocentrismo, pensa di andare a piedi sulla luna ed convinto di riuscirci”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Altra occasione persa da Lotito, operazione-empatia fallita” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Non basta leggere dei passaggi di un discorso in cui si tende la mano ai tifosi, la mano ai tifosi va tesa in modo diverso. Ieri a mio avviso si è persa un’altra occasione: sia nei toni, che nella forma, che nei contenuti, ancora una volta, tolta la parte iniziale, l’operazione empatia è stata un fallimento.

La Lazio dipende dai tifosi e dai risultati. Più che quello che ha detto, ieri il problema è quello che non ha detto: Sarri e squadra hanno detto ai tifosi che mancano, che hanno bisogno di loro; a questo appello manca la società.

E l’occasione ieri stata persa durante la conferenza ma anche nel pomeriggio, con i prezzi dei biglietti. Visto il momento storico, non si può sbagliare niente.

La presentazione in se del progetto è stata bella ma a me l’inter è sembrato molto complesso; ci sono tanti nodi da sciogliere a livello archeologico, parlando della tettoia, e così via”.

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, il Flaminio nella lista di Euro 2032? Tempi stretti e scadenze…

Il presidente Claudio Lotito, nella conferenza stampa di presentazione del progetto Flaminio, ha parlato di sogni Europei legato alla manifestazione del 2032 e di far entrare il nuovo impianto nella lista degli stadi ospitanti: ma è davvero possibile?

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, per poter inserire il Flaminio nella lista degli stadi per Euro 2032, la Lazio dovrà ottenere entro il prossimo 31 luglio 2026 tutta quanta l’approvazione del proprio progetto sullo stadio, sia da un punto di vista architettonico che finanziario. Se ciò non dovesse realizzarsi, ecco che il primo obiettivo prefissatosi dalla società cadrebbe amaramente.

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, il sogno di un nuovo stadio con la realtà del solito Lotito

Lotito non lascia, raddoppia: «Finché sarò il presidente la società non sarà in vendita. Tutte falsità quelle dette in giro». La risposta a contestatori, retroscenisti e reazionari è arrivata a margine della presentazione del Flaminio. Lotito ha rilanciato la sua presidenza proponendo un manifesto programmatico. Parte nel 2026, è proiettato a «Lazio 2032, il Sogno responsabile», lo slogan. Si sono visti e ascoltati due Lotito ieri a Formello. Il primo, d’apertura, per la prima volta da testo. Ha letto il discorso di presentazione, una mossa per «non essere frainteso». Più che altro un Lotito “blindato”, in società volevano evitare che debordasse, per tutta la conferenza si è cercato di sottrarlo alle domande, di eludere quelle legate alla contestazione e alla petizione in corso firmata da oltre 40.000 tifosi. Tema, quest’ultimo, rimasto inevaso. L’inibizione ha retto poco. Il secondo Lotito, di chiusura, quello schiumante, è stato il Lotito più autentico: «Qatar, non Qatar. Non abbiamo bisogno di nulla, non vogliamo dipendere da nessuno. La Lazio dev’essere libera dalla dipendenza di tutti. Non libera la Lazio ma una Lazio libera».

Il progetto Flaminio da 480 milioni è un progetto rivoluzionario per il concept di “due stadi in uno”, quello esistente di Nervi e quello nuovo sovrapposto, ma è stato presentato nella stagione dell’Olimpico spopolato. Da parte di Lotito era auspicabile l’annuncio di un’azione tesa al riavvicinamento alla gente. Piani immediati, non solo futuri. «La Lazio è di chi la ama… stiamo lavorando per renderla immortale», una delle frasi più a effetto. Il presidente ha rimandato tutti a fine marzo, quando presenterà il piano “Lazio 2032”. Il Flaminio lo ha presentato come «una visione». Ha parlato di «rifunzionalizzazione» che «non riguarda soltanto la Lazio, riguarda Roma, la sua storia urbanistica…». Lotito, con lo stadio, punta a centrare una patrimonializzazione da oltre un miliardo. Ha svelato qual è la newco (new company), serve a gestire la costruzione dell’impianto, è Lazio Marketing: «Nel 2027 recupererò 30 milioni di cassa – ha spiegato Lotito – che spendo per pagare i debiti pregressi. Lazio Marketing, posseduta al 100% dalla Lazio, produce dal 2006 15-18 milioni. Se carico 480 milioni alla Lazio creo un problema. Niente scatole cinesi». Il presidente s’è detto pronto «al confronto. Siamo pronti ad ascoltare». E’ l’unico riferimento alla contestazione: «Possiamo discutere, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo: lasciare alla Lazio e alla città qualcosa di duraturo».

Lazio 2032, come spiegato da Lotito, «sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi… Lo stadio non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile…». E ancora «Lazio 2032 sarà illustrata insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss», si tratta di «un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva». Lotito non ha risposto alla domanda legata al modo in cui sarà coinvolta Deloitte, è stato il responsabile della strategia ed organizzazione della comunicazione, Emanuele Floridi, a intervenire al posto del presidente: «Deloitte insieme alla Luiss ci aiuterà a costruire il piano strategico. Dimostreremo a tutto il calcio come in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari». Dunque non c’è l’intenzione di aprire all’ingresso di fondi o azionisti. Tra i piani c’è lo sbarco al Nasdaq. Lazio 2032 si inserisce nel piano per gli Europei 2032: «La Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché il Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi», ha detto Lotito. Ma il progetto è alla fase di presentazione, non di approvazione. La scadenza delle candidature è luglio 2026. Lotito si è definito «gestore di un patrimonio di sentimenti da tramandare. Io non ho mai chiesto aumenti di capitale ai tifosi. Non chiedo aiuto esterno, solo il rispetto del ruolo e di quello che uno fa». E’ lo stesso Lotito che si batte contro l’azionariato popolare. Il Lotito più chiuso. Il vecchio Lotito. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la priorità è l’Atalanta: Gila out a Cagliari

Lo spagnolo non verrà rischiato: l’obiettivo è recuperare bene per la Coppa Italia.

Controlli effettuati, Gila out a Cagliari e poi si vedrà per la trasferta di Torino, che ci sarà prima della semifinale di Coppa Italia. Lo spagnolo, riporta il Corriere dello Sport, ieri pomeriggio ha svolto gli esami strumentali al ginocchio sinistro, hanno confermato l’infiammazione al tendine rotuleo. Ha alzato bandiera bianca contro l’Atalanta rimanendo negli spogliatoi all’intervallo, inizialmente il cambio è sembrato dovuto a una contusione rimediata da Zalewski, è stato Sarri per primo a fare chiarezza nelle interviste post-partita. Il check di ieri ha confermato la natura del problema, non si tratta di
una botta ricevuta, ecco perché la prudenza sarà massima in queste due settimane.


Sarri, si legge, spera di riaverlo contro il Torino, sarà la gara che precederà quello che è diventato l’appuntamento clou, la doppia semifinale con l’Atalanta da inaugurare all’Olimpico il 4 marzo. Gila conta di rispondere presente, tutto naturalmente passerà dalla gestione delle sue condizioni nei giorni d’avvicinamento alla rivincita con Palladino. Di certo non sarà rischiato in Sardegna, sarebbe inutile sforzare il ginocchio sabato sera con a disposizione gli altri tre centrali della rosa.

Le valutazioni su Gila, conclude il quotidiano, saranno praticamente quotidiane. Mancano 180 minuti al match con l’Atalanta, i primi 90 li salterà senza dubbio, a Torino dipenderà tutto dalle sensazioni della prossima settimana. Può essere un test (dall’inizio o in corsa per rimettere in moto le gambe) proprio in vista dell’andata di Coppa Italia di inizio marzo. Sarri da tre giornate non gioca con la coppia titolare in difesa, la speranza è che i due possano tornare a essere associati in Coppa Italia come d’altronde successo nei quarti della competizione a Bologna.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Noslin spera nella conferma da vice Zac: le possibili mosse di Sarri

Sabato l’impegno in casa del Cagliari, poi la trasferta contro il Torino e successivamente la Coppa Italia: il punto in. casa biancoceleste.

Qualche indicazione sull’11 di Cagliari comincerà ad arrivare dalla doppia seduta di oggi. Davanti, evidenzia il Corriere dello Sport, è out Pedro (caviglia), sono a disposizione tutti gli altri in attesa del reintegro di Zaccagni, sulla via del recupero dalla lesione al muscolo obliquo dell’addome. Ieri ha continuato a lavorare a parte così come Basic, l’altro fuori per un risentimento muscolare dalla gara con la Juventus. Sarri si porterà dietro qualche dubbio fino alla rifinitura di venerdì mattina che precederà la partenza per la Sardegna.


In attacco, si legge, le riflessioni riguardano ancora il vice Zaccagni, pure in caso di convocazione il capitano difficilmente verrà rischiato dal primo minuto. La sconfitta con l’Atalanta nell’ultima giornata, con la classifica impossibile o quasi da rimontare, farà aumentare la prudenza a Formello sulla gestione degli acciaccati e dei calciatori appena ritrovati. Noslin spera nel bis dall’inizio, quindi, anche se con il Genoa non ha convinto nonostante la chance ricevuta: è partito titolare dopo l’ingresso in corsa di Bologna e il gol che ha portato i quarti di Coppa Italia ai calci di rigore. Non è riuscito a bissare la prestazione di livello e nel secondo tempo è stato sostituito da Ratkov. Maldini, schierato come al solito falso nove, a quel punto si è spostato sulla sinistra per lasciare lo spazio al centro al serbo. L’ex Atalanta non è in discussione, con il Genoa ha giocato in tre ruoli diversi: da punta, da ala sinistra e da trequartista puro.

Isaksen e Cancellieri, conclude il quotidiano, rimangono in ballottaggio a destra (il danese è di nuovo in vantaggio), le altre decisioni dipenderanno in primis dalla conferma di Noslin sulla corsia opposta. Il vice Zaccagni aspettando il vero Zaccagni. Negli altri reparti sarà più l’infermeria a condizionare. A centrocampo sicuri Taylor e Cataldi, la terza maglia dovrebbe rimanere a DeleBashiru. In difesa out Gila. Romagnoli tornerà dal turno di squalifica, insieme a lui Patric o Provstgaard. Terzini Marusic e uno tra Tavares e Pellegrini.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Basic oggi con i compagni. Test per Zaccagni, Lazzari potrebbe tornare a Torino. E Gigot…

Sarri prepara la trasferta di Cagliari: le ultime da Formello.

Nessuno tra Cagliari e Torino verrà rischiato in casa Lazio. Come riporta Il Messaggero, ieri la squadra di Sarri ha ripreso ad allenarsi a Formello e Basic ha rinviato a oggi (prevista una doppia seduta) il rientro con il resto dei compagni. Sarà Toma il titolare in Sardegna, non solo per spolverare un po’ di ruggine dovuta al doppio turno di “riposo” per infortunio, ma anche perché Dele-Bashiru, da qui alla fine dell’anno, il campo lo potrebbe vedere meno. Bocciato dal Comandante al quale non è andata giù la prestazione di sabato scorso.

Non ci sarà sicuramente, si legge, Gila: il difensore spagnolo ieri sera ha fatto i controlli di rito. Confermata la forte infiammazione al tendine rotuleo, gli è stato consigliato di fermarsi almeno per un turno per tornare al top. Si profila Romagnoli-Provstagaard, con Patric pronto in corso d’opera. Tra oggi e domani nuovi test per Zaccagni e Lazzari: ma per il discorso fatto prima è assai più probabile possano tornare in campo in Piemonte per mettere minuti in vista della semifinale contro la Dea. Soprattutto il capitano, che abbiamo capito come sia indispensabile vista la penuria di sostituti validi. Reinserito nella lista per il campionato, Gigot ha ancora male alla caviglia operata. Il suo rientro slitta e potrebbe anche aver chiuso in anticipo la stagione. Di certo il recupero è molto più complicato del previsto.

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PROGETTO STADIO

Presentazione Flaminio, Lotito su futuro, finanziamenti e Newco: “Lo stadio si autofinanzierà. La Lazio non è in vendita” (AUDIO)

Terminata la conferenza stampa di presentazione del progetto-Flaminio, spazio alle domande dei cronisti presenti.

A Lotito: “Quando è scattata la scintilla per il Flaminio? Inizialmente non aveva dichiarato ‘amore’ per questo stadio”.

“Intanto io avevo tentato come ricorderete, appena diventato presidente, di creare uno stadio fuori di Roma, perché l’ipotesi Flaminio non era percorribile, il Comune all’epoca non era disponibile. Poi all’epoca mi hanno impedito di realizzare uno stadio che sarebbe stato di livello mondiale. Impedito per presunte logiche idrogeologiche. Lo stadio si autofinanzierà tramite le sponsorizzazioni. Vogliamo un confronto trasparente, questa sarà una struttura a servizio della collettività2.

Domanda all’ing. Alessandro Lanzetta:

“Per la tempistica, prevediamo l’inizio dei lavori per il primo semestre del 2027 e il completamento dei lavori per il primo semestre del 2031. L’iter è quello della legge sugli stadi, come quello della Roma. Per il trasporto, la metro C non è tenuta in considerazione nel nostro progetto, non c’è alcun riferimento. Sono sufficienti i trasporti esistenti. Fonti di finanziamento? Il piano economico-finanziario è di circa 600 pagine. La documentazione è stata presentata, le fonti sono di vario genere: autofinanziamento, sponsor e tutti i soliti strumenti che vengono utilizzate”.

Prende parola Cibetta:

“Per il finanziamento, c’è l’apporto di capitale che è di circa 80 milioni di euro. Mentre altre fonti sono riferite all’apporto finanziario di terzi, come la gestione degli impianti e i ricavi provenienti non solo dalla gestione ma anche da strumenti ordinari”.

Il Prof. D’Olimpio:

“I parcheggi? Il nostro è uno studio di pre-fattibilità. È prematuro parlare dei parcheggi. Abbiamo individuato delle aree a titolo indicativo, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra. Le aree non possono essere interpretate come esecutive, è un punto di partenza. Va fatto il progetto. La questione acustica e dell’innalzamento dei decibel? Ne stiamo discutendo. Parliamo di cose premature in questa fase, dobbiamo ancora sviluppare la progettazione”.

Sul tema risponde anche l’arch. Casamonti:

“Sui parcheggi, bisogna tutti fare un cambio culturale. La questione dei parcheggi è sbagliata. Più parcheggi si fanno, e più macchine vengono portate. A Tirana la gente ci va a piedi allo stadio, non ci sono parcheggi. Tutti noi dobbiamo abituarci ad andare alle manifestazioni anche a piedi. Questo è un elemento di grandissimo cambiamento culturale che l’Italia deve compiere, la macchina ci fa male alla salute. Cavaletti intorno allo stadio? Ci saranno dei pali sotto ogni cavalletto, faremo delle indagini su dove andremo a forare. Saranno 46 cavalletti, ognuno avrà un palo doppio. Sono più di 90 foro di un metro e mezzo, non credo che inficeranno la parte archeologica che rimarrà intatta e preservata. Il Flaminio per gli Europei 2032? L’Italia quando vuole riesce a fare opere straordinarie in tempi brevi, cito il Ponte Morandi di Genova per esempio. Se c’è la volontà e ci sono i finanziamenti, abbiamo le capacità per farlo. Qui mi sembra che ci sia la volontà, speriamo che le cose per una volta funzionino nel modo giusto. Penso che per i tempi ci siamo”.

Prende parola Floridi:

“Il 30 marzo, Deloitte insieme alla LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari””.

Interviene il presidente Lotito:

“Abbiamo già fatto l’istanza per inserire lo Stadio Flaminio agli Europei 2032. Poi serve l’autorizzazione. Abbiamo fatto oggi questa riunione per far capire che noi vogliamo avere un confronto trasparente, siamo sicuri e convinti delle nostre idee. Riguardo ai futuri parcheggi, ma voi da Piazza del Popolo a Piazza Apollodoro prendete la macchina? A Roma ci sono anche le biciclette assistite, c’è la moto. Abbiamo previsto il parcheggio anche a Piazza Mancini”.

Domanda ad Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Il nome dello stadio? Noi siamo partner della Lazio e del presidente Lotito, sarà un lavoro a quattro mani. Siamo coinvolti nella gestione, ma non siamo esclusivisti. Altri sport o concerti? L’impianto ospiterà altri eventi nel rispetto della realtà locale. Lo stadio con queste dimensioni e questi costi non può sostenersi solo con le partite della Lazio. Nel massimo rispetto della realtà locale, il Flaminio ospiterà altri eventi”.

Interviene Lanzetta:

“La scelta del nome dello stadio è ancora prematura, anche per una questione scaramantica ci rifletteremo più avanti. Il prossimo passaggio ora è l’apertura della conferenza dei servizi, i tempi dipendono dall’analisi progettuale. Dopo l’eventuale ok, ci sarà la pubblica utilità. Speriamo di lavorare giorno per giorno per portarlo a casa”.

Parola all’architetto Pierluigi Nervi:

“Se tutta la famiglia è d’accordo con il progetto della Lazio? C’è chi è d’accordo e chi non. La Fondazione che fa capo a mio fratello Marco e sua moglie hanno delle lodevoli iniziative per la tutela delle opere. Ma solo loro fanno parte della Fondazione, nessuno della famiglia ha aderito. Noi ci aspettiamo di vedere il futuro, e il futuro è quello che abbiamo presentato”.

Lotito: 

“Ho voluto creare da sempre una società con fondamenta sul cemento armato, non sulla sabbia. Spesso uno fa una grande stagione e poi fallisce, io sento la responsabilità della comunità laziale, a differenza di quanto uno possa pensare. Ho riscoperto i luoghi d’origine, come il Parco dei Daini. Io quando sono arrivato potevo azzerare i debiti ripartendo dalla Serie C. Non ci sarebbe stato però il blasone, la matricola, l’ente morale della Lazio. Questa storia io non la devo distruggere pensando per forza di raggiungere un risultato sportivo. Io non ho chiesto aiuto esterno, chiedo solo il rispetto del ruolo e di quello che uno sta facendo. La Lazio ha studi radio, tv, voglio costruire il futuro della società, non le chiacchiere. Fino a poco tempo fa avevamo vinto più di tutti dopo la Juve, tutto questo con il fardello dei debiti di 550 milioni di euro. Me ne sono fatto carico per non disperdere il valore storico del club. Ho avuto questo fardello sulle spalle. Nel 2027 sono finiti i debiti, recupero 30 milioni di cassa, vuol dire avere 30 milioni in più per mantenere in piedi la struttura. Sono stati spesi tanti soldi, tutto l’apparato in piedi chi l’ha pagato? Abbiamo risanato tutto, questo serve per dare un futuro certo ai tifosi. Le squadre altrimenti spariscono e falliscono. Volete un fallimento? Io no, la Lazio deve essere immortale, va tramandata nei secoli. Io sono il gestore di un patrimonio di sentimenti da tramandare. Questo è quello che voglio. La società non è in vendita, tutto quello che viene detto è falsità. Qatar, non Qatar. Non ‘libera la Lazio’, ma ‘una Lazio libera’. La Lazio dev’essere libera dalla dipendenza di tutti. Basta con queste storie”.