GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Ieri ci siamo un po’ preoccupati per i controlli ai quali è stato costretto Maurizio Sarri, gli esami poi lo hanno rassicurato. Gli è stata consigliata cautela per la seduta del pomeriggio, lui ha scelto di tornare subito in campo. Spavento archiviato, va bene così.
Pedro ha dichiarato l’obiettivo Champions? E’ sempre necessario distinguere le difficoltà e gli errori della società dal valore complessivo dell’intelaiatura dell’organico. Lo spagnolo ha fatto riferimento al potenziale, al materiale tecnico complessivo della squadra che, poi, ha sempre bisogno che tutto vada in una certa direzione in termini di motivazioni, mentalità, unione.
La Lazio è chiamata a fare qualcosa di simile rispetto alla stagione del secondo posto. Deve, eventualmente, essere brava ad approfittare di passaggi a vuoto delle altre. In questi giorni Sarri sta lavorando molto a livello emotivo per creare un gruppo vero, di giocatori che sono chiamati a fare una piccola impresa. Sta facendo anche un lavoro psicologico, di rapporto con i giocatori, c’è qualche sorriso in più rispetto al passato. Le prime risposte che arrivano sulla totale motivazione del tecnico sono positive. Ed anche la scelta di ieri di tornare prontamente in campo dopo gli accertamenti è un segnale che mi ha colpito”.
“La manifestazione di ieri ha testimoniato, se ce ne fosse stato bisogno, la rottura tra i tifosi della Lazio e Lotito. Credo sia arrivato il momento, in cui il presidente e la società tutta possa fare qualcosa in più per un riavvicinamento. Non vedo una squadra vincente senza un minimo di fratellanza. Quello che alla Lazio sta accadendo non accade da altre parti. Questa protesta così vibrante certifica il distacco, è una situazione non positiva assolutamente.
Anche il tifoso che ieri ha protestato mette la Lazio e la maglia prima di tutto, ma non può andare avanti in questo modo la situazione. Il blocco di mercato ha fatto esplodere qualcosa in più e questa volta sono particolarmente preoccupato”.
“Manifestazione dei tifosi della Lazio? C’è poco da commentare, viviamo da 5-6 anni estati analoghe, forse questa ancora peggiore in virtù dei limiti di operatività del club. Le nostre estati sono sempre uguali, mancherà interesse fino a quando non ripartirà il campionato. Purtroppo siamo condannati a fare questo, per ambire e sognare dovremo vedere dell’altro. Avendo poco fatturato abbiamo questi problemi, anche se dal punto di vista patrimoniale rischi non ce ne sono. Questa gestione non ha mai avuto sofferenze economiche, ma questa è una monotonia per la nostra società. Dovrebbe prendersi dei rischi di azienda o avere uno scouting disumano, ma di passività non ce ne sono. Ai 10mila di ieri vorrei dire che la disapprovazione è giusta e legittima, ma non si corrono rischi importanti.
Pedro ha parlato di obiettivo Champions? Può essere legittimo, nella passata stagione, fino all’ultima giornata di campionato, la Lazio si è giocata il quarto posto. Penso che la squadra possa stare lì, ma la difficoltà riguarda il numero di pretendenti di squadre che anno quella ambizione”.
Un piccolo spavento per Maurizio Sarri. Il tecnico della Lazio si è sentito male in mattinata ed è stato costretto a recarsi a Villa Mafalda (Roma). Non è stato ricoverato ma è rimasto sotto osservazione per tutti gli accertamenti del caso. Il Comandante sembrava dovesse rimanere in clinica per accertamenti ma negli ultimi minuti è stato dimesso e quindi potrebbe dirigere l’allenamento del pomeriggio. La conferma da parte del club biancoceleste che ha rassicurato: “Il Mister Sarri sta rientrando a Formello e, come da programma, alle 18.00 sarà regolarmente alla guida dell’allenamento. Ha svolto stamattina una visita di idoneità approfondita, più completa rispetto agli esami effettuati dai calciatori al Training Center”.
📣Il Mister Sarri sta rientrando a Formello e, come da programma, alle 18.00 sarà regolarmente alla guida dell’allenamento.
Ha svolto stamattina una visita di idoneità approfondita, più completa rispetto agli esami effettuati dai calciatori al Training Center#AvantiLaziopic.twitter.com/c4U8zW9c9y
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“La notizia della giornata di ieri non poteva che essere la manifestazione civile di 10mila tifosi ai Fori Imperiali e la voglia di far sentire la propria voce. Era impossibile ignorarla anche a livello mediatico. Una riflessione da parte della società non può non esserci di fronte all’ennesima manifestazione di dissenso, soprattutto in virtù della modalità e della trasversalità dei presenti. C’erano giovani ed adulti, da parte di chi gestisce la Lazio non ci può non essere una riflessione su questo. Capire cosa si è sbagliato, cosa fare per venire incontro ai sogni della gente. Soprattutto a questi, visto che sono stati un po’ azzerati. Dal punto di vista dell’immagine, certamente, questo contesto generale di pressione anche sulla politica e manifestazioni di dissenso, non è piacevole per il presidente.
Molti pensano che la riqualificazione del Flaminio possa essere un passo vantaggioso da parte di Lotito per vendere meglio in futuro il club. Io, onestamente, non la vedo così, non vedo le due cose collegate. Mi sembra che lui si stia giocando tutto con questa situazione a fronte di altre che non stanno andando bene. Dal confronto di ieri tra tifosi e l’Ass. Onorato sono emerse delle mancanze, delle lacune, l’assenza di quattro documenti di approfondimento su mobilità ed ambiente fondamentali per aprire la conferenza dei servizi”.
E’ il giorno della manifestazione organizzata dal tifo organizzato biancoceleste per esprimere dissenso nei confronti della gestione societaria della Lazio. Appuntamento a Largo Corrado Ricci alle 18.30, poi il corteo dei tifosi della Lazio -di circa 10 mila unità – si è mosso in direzione Campidoglio, dove è stato richiesto un confronto (da parte di una delegazione) con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “La politica ce l’ha messo, la politica deve toglierlo”, il contenuto dello striscione esposto. 19,45 – Dal palco prende la parola il tifo organizzato: “C’è una delegazione al Campidoglio. Non abbiamo risposte che siano risolutive nell’immediato, il nostro compito è far valere il nostro ruolo e il nostro amore.Dobbiamo farci sentire con le istituzioni, sensibilizzarle, perché non possiamo più andare avanti. La gente ormai non scende più in piazza, noi oggi invece a metà luglio siamo qui fregandocene di tutto e tutti, per il nostro amore più grande. Da cittadini, da liberi tifosi abbiamo le armi per poterlo fare. La politica si deve schierare dopo aver messo questo personaggio. È un problema per cittadini ed elettori, se ne sono fregati fino ad adesso e ora non lo possono più fare. Questo personaggio va avanti per interessi personali, deve alzare i tacchi e andare via”.
Pretendiamo una società che conti il tifoso come un valore aggiunto, non un’entità da combattere. Non c’è cosa più importante del rispetto dei tifosi. Questo non è un presidente, gestisce solo la società. Guardatevi intorno, questa è la Lazio. Oggi ci sono i laziali, c’è la Lazio. Ci sono persone anziane che sono qui, bambini che sono qui, noi siamo qui per loro, per i nostri tifosi. I ragazzi di vent’anni non hanno potuto vivere le cose che abbiamo vissuto noi, non sanno cosa vuol dire sognare. Per questo noi siamo qui: vogliamo sognare! Tredici mesi fa eravamo ventimila persone, oggi abbiamo tutti una grande responsabilità. Questa è la realtà, qui non c’è spazio per i vili. Ragazzi di vent’anni non hanno mai vissuto un 14 maggio del 2000, e se non ci pensiamo noi non lo faranno mai.
In venti anni abbiamo avuto una persona che ha amministrato la Lazio come un condominio, senza mettere un centesimo di tasca propria. Da tempo i presidenti investono, stanno in mezzo alla gente e non avevano la scorta perché erano laziali. Gli altri laziali ci criticano perché ci abboniamo. Il problema è loro, non il nostro. Questa manifestazione ha un senso, se non dovesse bastare ce ne sarà un’altra, sempre le stesse persone troveremo. Diecimila, quindicimila, ventimila, la prossima volta saremo trentamila. Chi ha sfidato i laziali ha sempre perso!Tutti noi facciamo dei sacrifici, senza Lazio non ci sappiamo stare. Inutile spiegarlo a chi non è come noi, noi ci nutriamo di Lazio da sempre, da quando siamo nati. Lo striscione è stato fatto per un motivo ben chiaro: saremo sempre una spina nel fianco per chi non ci vuole in questa città dal 1927.
Siamo stati ricevuti dall’assessore allo sport. Le nostre richieste riguardavano principalmente il Flaminio, volevamo capire se c’è effettivamente l’interesse della Lazio di tornare a casa nostra, perché quella è casa nostra e ci spetta. Abbiamo detto alle Istituzioni che siamo preoccupati e ci aspettiamo che il Comune di Roma prenda una posizione con la società qualora non si dovessero capire le vicissitudini di natura economica. Per quanto riguarda il Flaminio c’è una notizia buona: la Lazio a dicembre ha presentato un progetto per la riqualificazione dello stadio; la parte negativa riguarda i tempi della Lazio”.
Di seguito il reportage video-fotografico a cura della nostra redazione:
Lunedì è cominciato il ritiro della Lazio e il patron biancoceleste non ha lasciato “sola” la squadra”.
Un ritiro diverso dal solito, in un’estate particolare, con una nuova stagione che ripartirà con tanto malumore: le ultime settimane in casa Lazio sono state piuttosto movimentate.
Come sottolinea Il Messagero, il ritorno di Sarri genera entusiasmo e questo va cavalcato. Lotito, si legge, è il primo a farlo e lunedì sera è tornato dopo cena a Formello: è l’unico modo per superare il blocco del mercato, la contestazione galoppante e le difficoltà che arriveranno nel prossimo campionato.
Nel frattempo, oltre alla vicinanza alla squadra, il patron penserà anche ai rinnovi. Al momento ogni situazione legata alla sfera contrattuale è da rimandare ai prossimi mesi ma, come riporta il Corriere dello Sport, Lotito dovrebbe tornare nel weekend a Formello per dalutare la squadra e poi parlerà anche con diversi agenti, in primis quelli di Romagnoli che restano disponibili per il rinnovo di contratto del difensore laziale.
“In questi giorni le notizie sulla Lazio sono poche. Mi ha sorpreso la prima pagina del Corriere dello Sport, la notizia del giorno è la manifestazione di ieri. È una cosa che non succede tutti i giorni e non mi sembra che in altre tifoserie accada. Mi ha sorpreso vedere in prima pagina il titolo su Romagnoli, non c’è una riga sulla manifestazione. Ciò mi fa capire che c’è la volontà di tamponare e non di risolvere.
Credo che il presidente sia ancora deciso ad andare avanti, non lascerà mai la Lazio se non costretto da forze supreme. Lui guida la società non per i soldi, ma per l’immagine, non è un aspetto economico. Castellanos? Una trattativa estiva, ma non credo andrà in porto”.
“Il primo obiettivo del presidente deve essere quello di riconquistare il popolo laziale, deve ragionare da tifoso; l’entusiasmo è il motore di tutto. Andare avanti così equivale a farsi male da soli. Presidente, perché ti perdi in un bicchier d’acqua? Spesso basterebbe poco per dare un segnale positivo.
Centrocampo Lazio? Rovella in mezzo, con Guendouzi e Vecino ai lati. Sarebbe anche il più completo.
Tavares è un po’ debole dal punto di vista mentale, al minimo dolore si ‘perde’ un po’; tolto questo immagino che la corsia mancina sarà la sua.
Se Cataldi lo vedremo spesso in campo? Sarebbe una sconfitta, non per lui ovviamente, ma per Rovella, significherebbe che è peggiorato. Lo scorso anno era lui, Rovella, che faceva girare la Lazio e mi auguro migliori ancora di più. Opterei per lavorare su Cataldi mezzala, se Sarri vuole farlo giocare per forza.Poi dipende da quello che vuole il mister, in un calcio più propositivo vedo meglio Rovella che sa fare le due fasi.
Dalla Lazio di quest’anno voglio le prestazioni della passata stagione ma con più continuità”.
“Manifestazione? Sono diventate normali per noi. Tanti tifosi sono scesi in piazza, ci dovrebbe essere maggiore dialogo col presidente. È brutto che ci sia questo clima. Il presidente in primis non è troppo vicino alla tifoseria.
Sarri pensavamo potesse essere l’allenatore migliore in questo momento e credo sia davvero così.
La preparazione è importantissima. Farla qui è un discorso, farla altrove è un altro. Ci sono diversi dettagli da valutare, conta comunque partire bene”.