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RASSEGNA STAMPA

Derby in attesa del Tar: Roma-Lazio nel caos e per pochi. Anche la Sud minaccia di non entrare…

Dopo l’attacco, frontale e a muso duro, è cominciata la trattativa. Sicuramente tardiva, di certo pensata per essere riparatoria. “Giochiamo alle 12? Posticipiamo di mezz’ora la finale del tennis?“, le domanda che ieri mattina dalla Lega Serie A hanno posto alla stessa Prefettura capitolina che, due giorni fa, era stata accusata di essersi posta “in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte” e di “disinteressarsi dei problemi generati ai tifosi, ai club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali“, parlando di “precedente pericoloso per l’organizzazione di eventi nel Paese“.  

Il ricorso al Tar

Via Rosellini da giorni minacciava un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di far slittare il derby di Roma dalla domenica all’ora di pranzo (12.30) alla serata di lunedì (20.45) a causa della pressione sul Foro Italico e dei rischi connessi all’ordine pubblico vista la concomitanza dell’atto conclusivo degli Internazionali. Ricorso presentato in serata dopo l’ennesimo “no” del prefetto di Roma, Lamberto Giannini. Nessun passo in avanti, neppure dopo l’entrata a gamba tesa sulla vicenda del presidente del Senato, La Russa. “La proposta della Lega non è percorribile“, hanno fatto sapere fonti vicine al Viminale. E così i gruppi organizzati della Curva Sud romanista hanno fatto sapere che non entreranno allo stadio: “A tutto c’è un limite, non faremo i burattini. Se si dovesse giocare di lunedì rimarremo fuori“, hanno scritto in un comunicato. Considerato che anche i laziali non entreranno a causa della protesta contro Lotito, si rischia una stracittadina per pochi intimi. Roma

Se fosse stato accettato di anticipare il derby di mezz’ora e di posticipare di un’altra mezz’ora l’inizio della finale maschile del tennis (dalle 17 alle 17.30), come suggerito dalla Serie A, Giannini avrebbe smentito la sua stessa decisione di martedì. Così ha tenuto il punto e il ricorso della Lega è stato inoltrato mentre all’Olimpico si stava giocando Lazio-Inter. L’abbuffata Champions di lunedì sera non piace alla Serie A, che in virtù dell’obbligo di contemporaneità legato alla corsa Champions dovrà portare allo stesso orario (lunedì alle 20.45) anche Pisa-Napoli, Como-Parma, Genoa-Milan e Juve-Fiorentina. “Dando una disponibilità noi di mezz’ora, e mi auguro che la stessa la possa dare anche la Federtennis e Sport e Salute, diamo un’ora in più per far defluire le persone. Questo è un lasso di tempo più che adeguato“, aveva detto, al termine dell’assemblea di Lega, il presidente Simonelli. Ma né la federazione né tantomeno la società in house del Mef avrebbero potuto cambiare un orario fissato dalla Atp, anche alla luce degli slot televisivi già assegnati in tutto il mondo. Ecco perché la palla, in qualsiasi caso, è rimasta nelle mani della prefettura. Che l’ha sgonfiata. “Se non dovesse arrivare una risposta positiva, dovremmo comunque presentare il ricorso al Tar“, aveva ribadito Simonelli. Detto, fatto. Tramite una procedura d’urgenza, la sentenza dovrebbe arrivare entro 48 ore, quindi tra oggi e venerdì. Appare comunque complicato immaginare un ribaltamento della prospettiva in aula: le prerogative dell’ordine pubblico sono prioritarie

Le tv avrebbero preferito lo slot domenicale a quello del lunedì per le trasmettere le sfide più attese del 37° turno; il giorno feriale, tra l’altro, rischia di condizionare pure le presenze negli stadi. In ambienti istituzionali c’è chi fa notare come per il prefetto sarebbe stato più comodo fissare la partita di lunedì pomeriggio e che, andando in notturna e accettando qualche rischio (l’ultima volta senza la luce del giorno il derby è finito con feriti e tafferugli), si è voluto creare il minor danno possibile al calcio. Va da sé che il tema dell’ordine pubblico di due eventi concomitanti resta una “peculiarità” italiana e che dal 6 giugno, data dei calendari di A, nessuno si è preoccupato di prevenire il problema per tempo. Corriere dello Sport

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CITTA' SERIE A

Derby, caos data non finito: oggi vertice in Prefettura, si va verso lo spostamento a lunedì 18

Nella giornata di oggi verrà quasi certamente messo il punto in merito alla data e soprattutto all’orario del derby di Roma. Nonostante i comunicati di ieri e le parole dei vertici della Serie A, si allontana sempre di più l’ipotesi di vedere Roma-Lazio giocarsi domenica 17 maggio alle 12.30. Il problema resta quello della sovrapposizione con le finali degli Internazionali di tennis al Foro Italico, evento che richiamerà oltre 20 mila persone: il derby così facendo terminerebbe a meno di
3 ore dall’inizio della finale di tennis, con relativi problemi per l’ordine pubblico. Per questo oggi, in orario ancora da definire, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunirà in Prefettura per prendere una decisione, col sempre più probabile slittamento del derby (e quindi delle altre sfide di campionato da giocare in contemporanea) a lunedì con orario da definire ma senza escludere la possibilità di un match serale.

Le ultime indicazioni, scrive il Corriere della Sera, vanno in questa direzione, con tutte le istituzioni e parti in causa che avranno un vertice per capire quale sarà l’orario e soprattutto il giorno migliore per il match di cartello della 37^ giornata di Serie A.

Questo il programma comunicato ieri dalla Lega Serie A:
17/05/2026 Domenica 12.30 Como – Parma
17/05/2026 Domenica 12.30 Genoa – Milan
17/05/2026 Domenica 12.30 Juventus – Fiorentina
17/05/2026 Domenica 12.30 Pisa – Napoli
17/05/2026 Domenica 12.30 Roma – Lazio
17/05/2026 Domenica 15.00 Inter – Verona
17/05/2026 Domenica 18.00 Atalanta – Bologna
17/05/2026 Domenica 20.45 Cagliari – Torino
17/05/2026 Domenica 20.45 Sassuolo – Lecce
17/05/2026 Domenica 20.45 Udinese – Cremonese

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COPPA ITALIA

Spauracchio Lazio per l’Europa delle altre: quasi tutta Italia tifa Inter

Tutti tutti magari no, ma mercoledì sera saranno diversi a tifare Inter, nella finale di Coppa Italia con la Lazio. L’ultimo atto della competizione, in programma mercoledì sera allo stadio
Olimpico di Roma, ha infatti un impatto decisivo sulla classifica: la vincente ottiene la qualificazione all’Europa League (solo la vincente, non la finalista perdente come accadeva diverso tempo fa).
Un obiettivo che l’Inter, ovviamente già sicura di partecipare alla prossima Champions League, non ha, mentre la Lazio decisamente sì.
Se vince l’Inter… Festeggerebbero, più o meno, tutte le squadre attualmente in corsa per la Champions. Con un successo nerazzurro, infatti, Napoli (che stasera potrebbe già staccare il pass Champions e quindi disinteressarsi), Juventus, Milan, Como e Roma sarebbero già certe – vista la distanza di sicurezza dal settimo posto occupato dall’Atalanta – di giocare almeno l’Europa League nella prossima stagione. Non è chiaramente l’obiettivo di nessuna, ma verrebbe meno lo spauracchio Conference League, una competizione che ha poco appeal anche per gli introiti molto bassi e le trasferte dispendiose. Sorriderebbe anche la stessa Dea, dato che a quel punto guadagnerebbe la qualificazione alla terza coppa europea: per altre, come detto, è uno
spauracchio. Per chi non ha possibilità di andare più in alto è sempre meglio di niente.

Se vince la Lazio… Festeggerebbe solo la Lazio. In questo scenario, infatti, l’Atalanta sarebbe aritmeticamente fuori dall’Europa, mentre il sesto posto (attualmente occupato dal Como) varrebbe l’accesso alla Conference League. Con tutto quello che ne deriverebbe, in termini di pressione, sulla corsa alla Champions

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SERIE A

Serie A, Simonelli: “Roma-Lazio non in contemporanea con finale tennis, ipotesi 12.30”

“Derby di Roma? Ovviamente cercheremo di farlo per evitare le sovrapposizioni con la finale degli Internazionali. Se andiamo per esclusione: giocarlo di sera non è possibile, il pomeriggio nemmeno perché c’è la finale del tennis, resta allora la domenica alle 12.30 e credo sarà quello l’orario che sceglieremo”. Lo ha detto il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, a margine della presentazione del progetto Road To Zero della Coppa Italia, parlando della possibile sovrapposizione di Roma-Lazio di campionato con la finale degli Internazionali. “Lo slittamento al giorno dopo di direi di no, il derby merita la domenica. C’è poi anche il tema della contemporaneità in quanto sarà la penultima giornata”, ha concluso.

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EUROPA LEAGUE

Lazio, ora sei un fattore anche per l’Europa delle altre: la Roma rischia

Il finale di stagione si intreccia con la Coppa Italia e con la lotta per le posizioni europee, creando scenari potenzialmente decisivi soprattutto per la Lazio e per la Roma. L’eventuale successo della Lazio nella competizione potrebbe infatti modificare profondamente la distribuzione dei posti nelle coppe europee, con effetti a catena sulla classifica finale di Serie A.

Il regolamento prevede che la vincitrice della Coppa Italia acceda di diritto all’Europa League, a meno che non sia già qualificata attraverso il campionato. In quel caso, il posto viene ridistribuito secondo la classifica, innescando una serie di spostamenti tra le posizioni utili all’Europa.

Lo scenario più delicato riguarda proprio la Roma, che potrebbe ritrovarsi coinvolta in un incastro di risultati. Se la Lazio dovesse vincere la coppa piazzandosi fuori dalle prime posizioni del campionato, si aprirebbero diverse combinazioni: alcune potrebbero favorire i giallorossi, mentre altre rischierebbero di penalizzarli, fino al possibile rischio di esclusione dalle competizioni europee in caso di incastri sfavorevoli tra classifica e assegnazione dei posti.

Il meccanismo è complesso e dipende da più variabili: posizione finale delle squadre in Serie A, vincitrice della Coppa Italia e conseguenti riassegnazioni dei posti UEFA. Proprio questa interdipendenza rende il finale di stagione particolarmente incerto e ricco di tensione, con ogni punto in campionato che può risultare decisivo.

In questo contesto, la Lazio diventa un fattore indirettamente determinante per il destino dei rivali cittadini, mentre la Roma dovrà concentrarsi non solo sulla propria classifica ma anche sugli esiti delle competizioni parallele. Un finale di stagione, dunque, che va ben oltre il semplice campo di gioco e si gioca anche tra calcoli, regolamenti e incastri europei.

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TIFOSI

Biglietti Derby Roma-Lazio in vendita dal 23 aprile: costi e tutte le news

Cresce l’attesa per il derby tra Roma e Lazio, in programma nel weekend del 17-18 maggio allo Stadio Olimpico e valido per la 37esima e penultima giornata del campionato di Serie A 2025/26. In vista del delicato appuntamento che attende i giallorossi di Gasperini e i biancocelesti di Sarri c’è un’importante novità: da domani infatti – giovedì 23 aprile – comincerà la vendita dei biglietti per la stracittadina, che coincide con l’ultima partita casalinga della stagione di Malen e compagni.

Derby Roma-Lazio, biglietti in vendita dal 23 aprile: tutte le info

Con un comunicato ufficiale, il club giallorosso ha reso note le modalità di vendita per l’infuocato derby con la Lazio: “Fase 1 – Prevendita Abbonati Curva Nord (dalle 16:00 del 23 aprile alle 12:59 di lunedì 27 aprile): poiché la partita non è compresa nell’abbonamento, come consueto ci sarà una fase dedicata ai tifosi del settore di Curva Nord. Ogni abbonato potrà acquistare online con il proprio PNR un solo biglietto per singola transazione. Il biglietto potrà essere intestato anche a un nominativo diverso dal titolare dell’abbonamento.

– Fase 2 Prevendita Abbonati Plus/Classic Extra e Titolari AS Roma Card (dalle 13:00 del 27 aprile fino alle 12:59 del 28 aprile): per gli abbonati Plus, Classic Extra e per i titolari di AS Roma Card sarà possibile acquistare due biglietti non cedibili per singola transazione a un prezzo dedicato.
– ⁠Fase 3 Vendita Libera: l’eventuale vendita libera partirà dalle 13:00 del 28 aprile. Ogni tifoso potrà acquistare fino a un massimo di 4 biglietti per singola transazione.

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NEWS

Premio Città di Roma, riconoscimento all’ex capitano della Lazio Ledesma: i dettagli

Domani 23 aprile (ore 10.00) l’evento si terrà al Salone d’Onore del CONI.

 Il Premio Città di Roma, riconoscimento che OPES aps – Associazione di Promozione Sociale, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto da CONI e CIP ed Ente di Servizio Civile Universale – conferisce ormai dal 2015 a personalità o realtà dello sport, delle istituzioni, dell’associazionismo e della cultura che hanno saputo distinguersi per meriti, idee e iniziative, è giunto alla XII edizione. 

Per undici anni il Premio, che porta la firma dell’artista Leandro Lottici, è stato assegnato a numerose personalità del mondo istituzionale, sportivo e rappresentanti del terzo settore. Tra i più prestigiosi: Giorgia Meloni, Giovanni Malagò, Andrea Abodi, Luca Pancalli, Maria Teresa Bellucci, Francesco Totti, Maki Mandela, Marco Mezzaroma e Roberto Mancini.

Quest’anno, OPES ha selezionato nomi e realtà altrettanto autorevoli: Luciano Buonfiglio, Presidente Nazionale CONI, Marco Giunio De Sanctis, Presidente Nazionale CIP, la senatrice Isabella Rauti, l’europarlamentare Antonella Sberna, Claudio Barbaro, Sottosegretario al Ministero per l’ambiente e della sicurezza energetica, Ivo Ferriani, membro italiano del CIO, Don Franco Finocchio, Daniele Terenzi, Mattia Faraoni, Cristian Ledesma, l’Ostiamare e la Run Rome The Marathon.

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RASSEGNA STAMPA

Caos derby, Roma-Lazio potrebbe essere spostata per “colpa” di Sinner e Alcaraz

Il derby è finito in un intricato labirinto di incastri, divieti e scenari al limite della sostenibilità. Il nodo è evidente: domenica 17 maggio, stesso giorno della stracittadina, è in programma anche la finale degli Internazionali di Tennis al Foro Italico. Tradotto: oltre centoventimila persone concentrate nella stessa area. Lo scorso anno si era riusciti a evitare il cortocircuito: tennis alle 17, calcio alle 21. Stavolta no. Il derby non può essere giocato di sera per ragioni di ordine pubblico e il rischio di sovrapposizione diventa concreto, quasi inevitabile.

Derby e Internazionali d’Italia a Roma: un rebus totale

Da qui nasce il vero problema, che è molto più di una semplice scelta d’orario. Nella settimana che porterà alla sfida, quindi dopo il 36° turno di A, la Lega insieme al Viminale scioglierà il nodo. Le opzioni attualmente sul tavolo: o le 12.30 di domenica 17 maggio, o lunedì alle 18. Ma attenzione, nelle ultime due giornate scatta la contemporaneità per tutte le squadre coinvolte negli obiettivi, dallo scudetto alla corsa europea fino alla salvezza. E la Roma, con ogni probabilità, sarà ancora in gioco.Dalla volata scudetto alla lotta Champions: il confronto tra classifica e calendario di Roma, Como, Juve, Milan, Napoli e Inter 

Difficile pensare a un lunedì con più partite, così come appare complicato accettare più gare alle 12.30, magari sotto il primo caldo estivo. Il risultato? Un rebus totale. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il futuro di Romagnoli è sempre più lontano da Roma: ipotesi rescissione del contratto

Il centrale laziale potrebbe percorrere la via della rescissione unilaterale del contratto.

La difesa continua a essere la forza della Lazio e, con Gila ormai condizionato da una perenne infiammazione al tendine rotuleo, Romagnoli è l’unico pilastro. Incredibile ma vero, proprio Alessio che aveva già salutato tutti a Lecce, prima dell’incredibile colpo di scena nell’ultimo giorno del mercato d’inverno. Era tutto fatto con l’Al-Sadd, affare saltato sul gong solo per la mancata rinuncia a tre mensilità da parte del centrale di Anzio. Non si è mai ricomposta quella frattura con Lotito, riporta Il Messaggero, con il presidente che al momento non ha alcuna intenzione di rimettere sul piatto il rinnovo, nonostante la scadenza fra un anno.

Romagnoli si sta dimostrando un laziale vero, sta dando tutto per la maglia in campo, ma prima della fine della stagione, si legge, potrebbe percorrere la via (tramite l’art.17 della Fifa) della rescissione unilaterale del contratto. Lo scoppio della guerra in Medio Oriente ha infatti ridotto al minimo le sue chance di andare in Qatar a giugno. È presto comunque per parlarne, perché anche i movimenti in panchina potrebbero cambiare ogni scenario.

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Lazio, filotto Tavares: meno devastante ma più affidabile. Il suo valore torna a crescere, il futuro…

Nelle ultime settimane è lui il terzino titolare a sinistra e ora guarda avanti con ambizioni diverse.

Lunedì, a Firenze, se confermato dal primo minuto, giocherà la quinta partita consecutiva da titolare in campionato: una striscia, evidenzia il Corriere dello Sport, che non raggiungeva dal filotto tra fine 2024 e inizio 2025 (contro Napoli, Inter, Lecce, Atalanta e Roma). Oggi il lusitano è dentro le rotazioni, con un ruolo sempre più definito. Certo, il ricordo più vivido resta quello dell’impatto iniziale. Tra la terza e la decima giornata della scorsa stagione aveva messo insieme otto presenze consecutive, accompagnate da otto assist. Numeri da esterno offensivo più che da terzino, in una versione esplosiva e difficile da contenere (così come da ripetere).

Oggi Tavares è diverso. Meno devastante nell’uno contro uno, ma più dentro il sistema, più attento, più continuo. È qui che si misura concretamente la sua crescita. Sarri lo ha lavorato, lo ha reso più disciplinato, meno anarchico. Un terzino moderno, capace di scegliere quando spingere e quando restare, quando accelerare e quando gestire. Un cambiamento che ne ha ridotto l’imprevedibilità pura, ma che ne ha aumentato l’affidabilità.

Anche per questo, si legge, il suo futuro non è più così scontato. Se fino a qualche mese fa si parlava di cessione in estate (anche a gennaio c’erano state delle possibilità), oggi la Lazio ragiona in modo diverso. L’idea è valorizzarlo, far crescere il suo rendimento e, di conseguenza, il suo valore. Un percorso che passa dalle prestazioni e, soprattutto, dalla continuità, proprio quella che Tavares sta iniziando a garantire.