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APPROFONDIMENTI

Lazio-Stadio Flaminio, il Comune di Roma: “C’è un ultimatum”

La Lazio interessata allo Stadio Flaminio, ma il Comune di Roma non ha ancora ricevuto nessun progetto. Durante la commissione capitolina Sport è stato fatto il punto sulla situazione del progetto da parte di Alessandro Onorato, Assessore allo Sport: “Alla fine del mese di agosto- ha detto all’Agenzia Dire – c’è stata una richiesta di documentazione da parte della Società sportiva Lazio sulla struttura dello stadio Flaminio. Il dipartimento Sport ha prontamente fornito tutti i documenti necessari e a questo punto siamo in attesa del presidente della Lazio Claudio Lotito e della Società sportiva Lazio se vuole davvero presentare un progetto per quella struttura”. Tocca al patron biancoceleste prendere una decisione.

Flaminio, c’è una scadenza

Non possiamo aspettare in eterno una disponibilità e una progettualità concreta della Lazio, sarebbe l’errore che hanno fatto le giunte precedenti tanto che oggi il Flaminio è diventato il simbolo dell’immobilismo. I documenti sono nelle mani del presidente Lotito, il Comune può esprimersi sulla fattibilità del progetto se ce n’è uno, che a oggi non c’è. Possiamo aspettare al massimo entro la fine dell’anno, poi a quel punto esplorare anche altre progettualità“. Corrieredellosport.it

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Derby Roma – Lazio: La Curva Sud rischia?

La Curva Sud della Roma sembrerebbe aver scampato la squalifica in vista del derby contro la Lazio. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, infatti, per i cori lanciati durante Roma-Napoli, contro i tifosi partenopei, la società giallorossa dovrebbe cavarsela con una semplice ammenda e non con la squalifica del settore. In attesa del responso ufficiale del Giudice Sportivo, atteso per oggi e che porterà novità anche sul fronte Kardsrop, trattandosi di episodi di “denigrazione e insulto territoriale”, a Trigoria non temono sanzioni alla propria tifoseria, ma solo una semplice e innocua multa.

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Immobile cerca il recupero record, derby. Lumicino di speranza per la Juve

“Il protocollo terapeutico è tosto, dimostra la voglia di tornare prima del mondiale”. Così Sarri in sala stampa parlando del desiderio di Ciro Immobile di non lasciare nulla di intentato. Un recupero record è quello che sperano tutti in casa Lazio. Secondo Repubblica, sarà fondamentale l’ecografia che svolgerà martedì: al momento rimane impossibile vederlo al derby, più plausibile la Juventus.

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RASSEGNA STAMPA

Il mondiale ha già presentato il conto: 95 infortuni muscolari in A

La lista degli infortunati viene aggiornata con frequenza superiore a quella delle stagioni normali. Perché questa è la stagione anomala per eccellenza, con il Mondiale piazzato in pieno autunno: una scadenza sempre presente nella mente dei giocatori, che condiziona il calendario pigiato all’inverosimile per fare posto al torneo nel deserto del Qatar. I preparatori atletici individuano qualche parallelo di eccezionalità solo con l’annata 2020-21, quella successiva al lockdown che ha quasi cancellato la pausa estiva, ma intanto sono già 95 gli infortuni muscolari in Serie A. (…) Il caso più emblematico è stato quello di Pogba che ha preferito evitare l’operazione al ginocchio, dovendo poi farla comunque perché la terapia conservativa non aveva prodotto gli esiti sperati. Sono tante le stelle che non sanno ancora se potranno partire per il Qatar, come Dybala. La paura di farsi male paradossalmente aumenta il rischio di infortunarsi. Chi è in attesa della convocazione più ambita può essere tentato dall’idea di frenare in allenamento, evitando uno scatto o un contrasto duro. Questa prudenza può presentare il conto in partita quando l’adrenalina impedisce ogni ragionamento al ribasso e il risparmio in fase di preparazione diventa un boomerang. (…)

La Stampa

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Club indebitati, Stendardo: “Vi dico come è andata con Tare…”

Ai tempi della Lazio, lo chiamavano l’avvocato difensore. Guglielmo Stendardo, laureato in legge dal 2010, è docente di diritto sportivo alla Luiss e conduce un corso di management dello sport. Titolo: «Il giurista entra in campo». Primo appuntamento venerdì scorso. Si parlava dei “profili giuridici ed economici di una società di calcio“. Ospite, nel ruolo di relatore, Igli Tare. L’intervento del ds della Lazio ha fatto rumore. «La lezione è partita dalle origini del diritto sportivo – racconta Stendardo – Ho fatto una panoramica, poi è iniziato il dibattito con le domande degli studenti. Io affrontavo la parte relativa alla giustizia sportiva. Igli portava la sua esperienza dal punto di vista economico e manageriale parlando del sistema calcio e devo dire che è stato bravissimo».

Non si direbbe. Un conto è parlare di fondi stranieri e proprietà. Un altro definire tecnicamente falliti club in perdita di gestione.

«Tare non si esprimeva dal punto di vista tecnico, non avrebbe potuto criticare il Milan campione d’Italia o la Roma che ha vinto la Conference. Si parlava di economia, anche di plusvalenze e di ammortamenti. Includeva la Lazio, non solo le società di cui si è parlato. Lotito, rilevando il club biancoceleste, ha ripianato una situazione pesantissima. Altre società, come Fiorentina e Napoli, sono passate dal fallimento. Oggi diversi club hanno bisogno costante di essere ricapitalizzati attraverso l’intervento dei soci. Senza risanamento da parte degli azionisti rischierebbero il fallimento. E’ stata estrapolata e distorta una frase che ha fatto rumore». 

Il sistema protegge certi club, ha aggiunto.

«La domanda era: “Direttore, come mai nel calcio ci sono società che hanno tutti questi debiti e in un altro sistema sa rebbero fallite?”. Tare ha risposto che il sistema calcio non ha sostenibilità, perché i ricavi sono spesso inferiori ai costi, gli stipendi salgono, in Premier i diritti tv sono tre volte superiori. Viviamo dentro la difficoltà. E poi ha detto quella frase. Ma il sistema permette di gestire le perdite. Mi sembra di aver letto, anche sul vostro giornale, che le normative a volte consentono di aggirare l’indebitamento».  

Roma, Inter, Juve e Milan si sono lamentate? Sono arrivate segnalazioni?

«No, assolutamente. Solo polemiche mediatiche. Ho ricevuto complimenti da parte dell’università per aver messo in risalto la parte economica nel corso . Non fanno piacere le frasi travisate. Avere dietro la cattedra uno come Igli lo considero un motivo d’orgoglio e un valore aggiunto per il mio corso». 
 
Gli studenti hanno eccepito durante il dibattito? Magari ci sarà stato qualche romanista.

«Certo, ma si rideva. Qualche ragazzo , ad esempio, ha detto che Pellegrini è più forte di Milinkovic. Igli gli ha risposto “però parlate sempre di Milinkovic”. Erano battute. Invece mi sembra sia uscito sul web solo quella parte polemica . Non ci sono state ulteriori considerazioni, gli studenti avevano capito che si riferiva anche all’indebitamento della Lazio». 

Caro Tare, il fallimento tecnico è un’altra cosa

Tare cosa ha detto dopo?

«Era contento della lezione, constatando l’interesse degli studenti. E’ rimasto dispiaciuto che da una conversazione così bella siano andati a estrapolare una frase per fare polemica». 
 
Definire la Conference come il torneo dei perdenti non è parsa un’uscita felice.

«Gli è uscita una battuta da tifoso. L’hanno presa a ridere gli stessi studenti. Tare stava parlando della Conference e dell’Europa League, stava ricordando la differenza, in termini di ricavi, rispetto alla Champions. Rimarcava quel divario per la stessa Lazio. Non voleva sminuire il percorso della Roma. Sottolineava quanto pesi piazzarsi tra le prime quattro della Serie A».

Alla fine l’avvocato difensore Stendardo ha difeso Tare e Lotito, che lo avevano messo fuori rosa con la Lazio.

«Tare non ha bisogno che lo difenda e non deve difendersi da nulla. Il concetto era chiaro, la polemica andava chiarita. Con Igli ho un rapporto di amicizia e di stima reciproca, in futuro spero di avere ospite anche Lotito. Il resto appartiene al passato. Nella vita e nel lavoro bisogna avere la capacità di guardare avanti. Sono cambiati i ruoli, con la Lazio conservo un rapporto professionale e umano profondo». Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Tare: “Roma, Inter e Juve sono tecnicamente fallite, tenete in vita per interesse del sistema”

Duro attacco alle big di Serie A da parte di Igli Tare, ds della Lazio. Il dirigente ieri ha tenuto una lectio all’università Luiss di Roma: “Sono rimaste quattro proprietà familiari, Udinese, Atalanta, Lazio e Napoli. Io sono più per questa gestione, le multinazionali hanno solo interesse commerciale e si perde il bello del calcio: la passione, l’amore. Quei fondi lavorano con gli algoritmi e non vogliono più sapere della storia della squadra e della città. Io sono un fan della vecchia scuola. Cosa manca? Dei dirigenti aziendalisti, per il fatto che la durata dei contratti varia troppo. Prendete me, sono uno dei dirigenti più anziano in attività in serie A, questo è il mio quindicesimo anno alla Lazio. Ho la fortuna di lavorare con una società con una gestione virtuosa. Oggi ci sono società, anche di prima fascia, come Juve, Roma, Milan, Inter, che tecnicamente sono fallite ma vengono tenute in vita dal fatto che il sistema ne ha bisogno. È molto importante avere nella società una gestione di lungo termine con progetti importanti per vedere il bene della società”, le parole riportate da salernitananews.it.

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AVVERSARIO

Roma, lesione Dybala: salterà anche il derby

La lesione c’è, la Roma è costretta a fare a meno di Paulo Dybala. Come riportato dal sito del Corriere dello Sport, l’argentino è stato sottoposto all’ecografia al centro sportivo di Trigoria che ha confermato la lesione al quadricipite femorale della coscia destra. Una brutta notizia per la Roma che lo perderà per l’ultimo mese di campionato prima della sosta, dandogli quindi appuntamento al 2023. Dybala rischia anche di perdere il Mondiale: domani il giocatore sarà sottoposto alla risonanza magnetica, una volta che il versamento sarà riassorbito. Il giocatore rischia uno stop dalle 4 alle 8 settimane.

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NAZIONALI

Il codice Mancini: Zaccagni e Zaniolo spogliati dell’azzurro

Perché Roberto Mancini rinuncia a Nicolò Zaniolo e Mattia Zaccagni? Non si tratta di una scelta tecnica, soprattutto perché il giallorosso è l’uomo che ha deciso la finale di Conference League, mentre il biancoceleste sta disputando un ottimo campionato. Inoltre, per sostituire Matteo Politano, il ct ha preferito convocare Manolo Gabbiadini, assente in nazionale dal 2017.

Il motivo è quindi disciplinare. Non viene detto esplicitamente, ma a Coverciano lo sanno davvero tutti. Il destino dei due calciatori si è intrecciato dopo la vittoria della Roma della Conference League. Durante la festa nella Capitale, i tifosi hanno cantato un coro contro l’attaccante della Lazio e la reazione di Zaniolo è stata criticata anche dal commissario tecnico. Poche ore dopo, infatti, i due si ritrovarono nel ritiro, ma entrambi andarono subito via: Zaniolo aveva una microfrattura alla caviglia ed era stato lo stesso Mancini a rispedirlo a casa. Successivamente, però, il coordinatore Oriali aveva deciso di chiamarlo per rimproverarlo riguardo al fatto di aver intonato un coro contro la Lazio.

Zaccagni, invece, insieme a Lazzari, era andato da Mancini per un problema fisico. Lo staff medico aveva dato delle garanzie sulle sue condizioni, ma il calciatore non se la sentì di giocare alcune partite e decise di tornare a casa. E il ct la prese male. La Repubblica

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APPROFONDIMENTI

Sarri sorride, solo in due al Mondiale: ecco il confronto con le altre

(Tuttomercatoweb.com) Ecco la prima sosta delle Nazionali che avvicina tutti gli amanti del calcio al grande evento di quest’inverno. Manca sempre meno all’inizio del Mondiale che si terrà dal 21 novembre al 18 dicembre in Qatar. Saranno circa 85, a meno di infortuni o altri imprevisti, che prenderanno parte alla competizione più importante del mondo. Saranno due quelli che invierà la Lazio. Saranno con molta probabilità Milinkovic, con la sua Serbia, e Vecino, con l’Uruguay, a rappresentare anche i colori biancocelesti nell’avventura qatariota.

Di seguito tutti i calciatori del campionato italiano che parteciperanno.

JUVENTUS (11). Rabiot (Francia), Kostic e Vlahovic (Serbia), Di Maria e Paredes (Argentina), Szczęsny e Milik (Polonia), Bremer, Danilo e Alex Sandro (Brasile), McKennie (USA)

MILAN (11): Maignan, Giroud e Theo Hernandez (Francia), Kjaer (Danimarca), De Ketelaere e Saelemaekers (Belgio), Tomori (Inghilterra), Rebic (Croazia), Ballo Touré (Senegal), Leao (Portogallo), Dest (USA)

INTER (8): Lautaro e Correa (Argentina), Brozovic (Croazia), Onana (Camerun), Dumfries e De Vrij (Olanda), Gosens (Germania), Lukaku (Belgio)

TORINO (7): Linetty (Polonia), Seck (Senegal), Ricardo Rodriguez (Svizzera), Milinkovic Savic (Serbia), Lukic (Serbia), Radonjic (Serbia), Vlasic (Croazia).

FIORENTINA (7): Amrabat (Marocco), Zurkowski (Polonia), Martinez Quarta (Argentina), Nicolas Gonzalez (Argentina), Milenkovic (Serbia), Terzic (Serbia), Jovic (Serbia).

ATALANTA (6): Maehle (Danimarca), Pasalic (Croazia), Hateboer (Olanda), Koopmeiners (Olanda), De Roon (Olanda), Musso (Argentina).

NAPOLI (5): Lozano (Messico), Anguissa (Camerun), Zielinski (Polonia), Mathias Oliveira (Uruguay), Kim Min Jae (Corea del Sud)

ROMA (5): Abraham (Inghilterra), Dybala (Argentina), Viña (Uruguay), Rui Patricio (Portogallo), Zalewski (Polonia)

VERONA (4): Hrustic (Australia), Hongla (Camerun), Ilic (Serbia), Lazovic (Serbia)

BOLOGNA (3): Skorupski (Polonia), Schouten (Olanda), Aebischer (Svizzera)

SALERNITANA (3): Bronn (Tunisia), Piatek (Polonia), Dia (Senegal)

SPEZIA (3)Ampadu (Galles), Dragowski (Polonia), Kiwior (Polonia)

LECCE (2): Hjulmand (Danimarca), Pongracic (Croazia)

LAZIO (2): Milinkovic Savic (Serbia), Vecino (Uruguay)

SASSUOLO (2): Alvarez (Uruguay), Erlic (Croazia)

SAMPDORIA (2): Djuricic (Serbia), Bereszyński (Polonia)

CREMONESE (2): Felix Afena-Gyan (Ghana), Vazquez (Messico)

UDINESE (1): Nehuen Perez (Argentina)

EMPOLI (1): Satriano (Uruguay)

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DICHIARAZIONI

Feyenoord, Slot: “La Lazio fa tanto possesso palla, mentre la Roma si difende”

Nella conferenza stampa post partita, dopo la sconfitta contro la Lazio 4-2, Arne Slot, allenatore del Feyenoord ha parlato dello stile di gioco dei biancocelesti e di quello della Roma .Queste le sue parole: “La Lazio è una squadra che fa tanto possesso palla, mentre la Roma si difende ed è aggressiva. Entrambe hanno buoni calciatori. Quando giochiamo contro i giallorossi poi c’è tanta passione…”.