Ormai il posto di regista è assegnato e ad averlo in mano è Nicolò Rovella. Dopo qualche piccolo acciacco muscolare, l’ex Juve è riuscito a soffiare il posto a Cataldi. Rovella ha ammesso in passato di essere venuto a Roma per l’ambiente e per Sarri e proprio con il mister sta crescendo a dismisura in fase difensiva, ma i suoi numeri stanno cambiando anche dal punto di vista offensivo: contro il Frosinone ha giocato 72 palloni, con 46 passaggi riusciti e un tiro. Riuscire a segnare sarebbe la ciliegina sulla torta e la prossima partita è contro l’Udinese in trasferta, proprio dove ha segnato il suo primo e unico gol in Serie A. Lo riporta Il Messaggero
Il centrocampista biancoceleste in conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Inter:
Che partita servirà per battere la capolista? “Per noi è una partita molto importante, servirà attenzione e voglia di fare. La gara contro l’Inter può servire per riprenderci emotivamente”
Sogni la Nazionale? Magari all’Europeo… “È il sogno di ogni giocatore. La Nazionale la guardo sempre, lo spero, ma so che devo fare ancora meglio”.
Cosa significa la qualificazione agli ottavi di Champions? “La qualificazione agli ottavi è un traguardo importante e non scontato, c’erano squadre forti. In campionato siamo indietro ma siamo lì, ecco perché domani sarà fondamentale. Le conclusioni vanno tirate alla fine, non durante il percorso. La squadra è forte, siamo in corsa su tutti gli obiettivi. Dobbiamo segnare di più e prendere meno gol, questo sì. Non dobbiamo avere paura di nessuno, siamo in casa e vogliamo vincere. Vedo la squadra come si allena, sono sicuro che faremo bene”.
Come la tua vita si incrocia con l’Inter? “Contro l’Inter è stata la mia prima partita in A. La mia famiglia tifa Inter e ho iniziato a giocare all’Accademia, squadra associata all’Inter. Spero che la mia famiglia domani faccia il tifo per me. La corsa Scudetto? L’Inter ha qualcosa in più della Juventus, ma non lo so, sono due squadre fortissime. Spero che domani facciamo uno scherzetto ai nerazzurri”.
Registi si nasce o ci si diventa? Calhanoglu è tra i migliori… “Sicuramente Calhanoglu ha qualità incredibili. L’Inter ha sempre avuto grandi registi, guardavo anche Brozovic per come si muoveva. Il turco aveva già un tipo di gioco molto da regista. Non è una sorpresa per me. L’aveva già fatto. Sarà bello giocarci contro per vedere il suo livello”..
In cosa sei cresciuto con Sarri e dove ancora devi crescere? “Sono migliorato nella fase difensiva, come mi chiedeva il mister a inizio anno. Lo sto facendo meglio. Devo fare qualcosa in più in fase di possesso, alzando il baricentro del mio raggio d’azione. Segno poco? Sì ma il ruolo del regista è lontano, è difficile arrivarci, ma devo migliorare, magari anche con conclusioni da fuori. Sono pochi i registi che segnano tanto, tranne quelli che calciano rigori o punizioni”.
Chi vorresti prendere agli ottavi? “Non lo so, sono sincero. Avevo detto il Real Madrid quando sono arrivato, è il mio sogno giocare al Bernabeu. Quindi dico Real”.
Sarri è davvero un maestro di calcio? “Sono venuto per l’ambiente e anche per il mister. Lo confermo. Mi ha aiutato tantissimo, anche i suoi collaboratori. Io confermo quello che avevo già detto su di lui”.
Mister 300 presenze Cataldi ai microfoni di Radiosei
Mister 300 presenze (superate) con l’Aquila sul petto ai microfoni di Radiosei. Porte aperte a Formello alla radio dei tifosi della Lazio e chi se non Danilo Cataldi poteva essere il prescelto per ribadire il proprio amore per questi colori, riflettere su quello che è stato, analizzare il presente, svelare retroscena e proiettarsi ad un futuro ancora tutto da scrivere. Ecco nel dettaglio il botta e risposta andato in scena con il nostro Alessio Buzzanca tre giorni dopo il derby pareggiato con la Roma: “Siamo entrati in campo per vincere la partita. Loro sono partiti forti i primi dieci minuti, ci aspettavamo una Roma aggressiva visto che comunque veniva da una sconfitta e da due due derby persi in un solo anno. Poi, piano piano, abbiamo preso in mano la partita, il rammarico è stato quello di aver finito il primo tempo 0-0. Nel secondo tempo abbiamo iniziato così così, sbagliando qualche pallone di troppo. La gara era indirizzata verso il pari, non ci andava bene, ma a volte in campo capita che ti senti di poter fare qualcosa di più ma non riesci. Non credo che ci siamo accontentati, ma siamo stati intelligenti a gestire la partita ed il momento. Se avessimo sfruttato anche una sola occasione nel momento buono la gara sarebbe cambiata. Poi è anche giusto ragionare e non allungarti inutilmente se capisci di non farcela“.
Da centrocampista, ti senti di dire che Sarri è un tecnico che bada soprattutto alla fase difensiva? “Non credo si possa etichettare la sua filosofia, le due fasi di gioco richieste sono veramente connesse. Chiede una pressione alta, quindi in automatico se riesci a rubare palla nelle zone di campo pericolose sei già in area avversaria. Lui richiede molto in fase difensiva, con questo pressing alto devi cercare di di coprire palla il più possibile per i difensori che lavorano in una certa maniera. Forse esagero però credo sia l’unico al mondo che lavora con i quattro difensori in totale simbiosi. Anche lavorare con lui a livello offensivo è difficile. E’ un tecnico che vuole sempre la giocata a due tocchi, la palla deve viaggiare veloce e devi sempre sempre stare messo bene per chiudere le linee di passaggio. C’è tutta una lettura sulla palla che è complicata, ma non lo definirei un allenatore difensivista”.
Vi siete chiesti il perché dal punto di vista offensivo le cose non girano come la scorsa stagione? “Ogni stagione ha la sua storia, ma penso che dipenda anche un po’ da quello che dicevo prima. Forse abbiamo anche un po’ di difficoltà a cercare di recuperare palla in zone del campo dove puoi fare subito male. L’anno scorso tanti gol sono arrivati da questo, da una pressione alta e con due passaggi eravamo già dentro la porta. Magari i giocatori che potenzialmente possono saltare l’uomo stanno avendo delle difficoltà, ma la realtà è che ci sono tanti fattori che influiscono”
Il calendario con sei big-match nelle prime dodici ha pesato… “E’ fuori discussione che magari possa avere un peso, ma non so quanto ci abbia potuto destabilizzare. Un minimo peso ce l’ha avuto, quando inizi male con due squadre più abbordabili e poi devi recuperare contro Napoli, Milan e Juventus non è semplice. Oggi in Italia ed in Europa, fai fatica con tutte le squadre. Tutte sono organizzate, tutte ti studiano, non c’è nulla di scontato neanche contro l’ultima in classifica”.
Passiamo a te, perché Sarri ha detto che hai trovato meno spazio a causa del fatto che hai reso meno in allenamento ed in partita?
“Per quanto riguarda l’allenamento, ne ho parlato anche con lui, sono sicuro di poter dire che non esista questo problema. Anche il mister mi ha confermato che il suo riferimento era solo alle partite, a a quelle che ho giocato. Ci tengo a sottolinearlo perché è un aspetto che riguarda la mia etica. Magari in quelle cinque, sei gare che ho giocato all’inizio certamente non sono stato brillante come nella scorsa stagione. I risultati non positivi hanno fatto il resto, ci sta provare a cambiare qualcosa. Nell’ultimo mese, Rotterdam a parte, la Lazio è cresciuta per atteggiamento e rendimento. Così i risultati arriveranno”.
Dei nuovi che ci dici?
“Castellanos mi piace, è affamato, farà molto bene. Tecnicamente sa giocare con la squadra, può darci una grande mano. Nico (Rovella, ndr) è un ragazzo promettente che farà tanta strada, è uno che si impegna nel quotidiano, ha già una testa salda. Guendouzi è un ragazzo incredibile in senso positivo, è un personaggio che ti fa stare bene, è divertente ed un ottimo giocatore. E’ mezzo matto, ma è una persona positiva. Isaksen ha grosse qualità, nella scorsa stagione ci ha rovinato. Farà bene, deve solo abituarsi ad un mondo diverso, ha solo bisogno di tempo. Kamada a livello culturale è di un altro mondo. E’ particolare, molto intelligente, capisce ogni cosa subito. Averlo nello spogliatoio, è quasi un ragazzo di ghiaccio. Sembra non si faccia prendere dalle emozioni. Prima del derby aveva una calma incredibile, credo sia anche un bene in questo tipo di ambiente“.
Immobile in poche parole…
“E’ intoccabile. Sento tante cose, tanti pareri soggettivi, ma i numeri dicono tanto. Quando un giocatore ha questi numeri non può essere attaccato. Poi anche come persone e capitano non è discutibile. Ciro è Ciro”.
Nello spogliatoio parlate anche di argomenti che possono colpirvi come essere umani? Penso all’invasione dell’Ucraina o a quanto sta accadendo in Israele…
“Sicuramente, se ne è parlato. Poi io personalmente non sono attento ai particolari, ma ci aggiorniamo. Sono argomenti delicati, siamo una squadra, magari all’interno ci sono persone che hanno fedi diverse, culture diverse. Noi siamo privilegiati, ma non viviamo in una bolla, ma non siamo estranei dal contesto. Finisce il derby e torno a casa dove c’è mio figlio, mia moglie. Il calcio è stupendo, la Lazio è la mia vita, ma c’è tanto altro. In campo durante il derby ci odiano con gli avversari per 90′, poi però basta, finisce lì, affrontiamo anche noi i problemi di tutti i giorni”
Il più simpatico ed il più introverso nello spogliatoio?
“Ce ne sono tre o quattro, faccio il nome di un insospettabile, Lazzari. Sembra serioso, ma dentro lo spogliatoio si fa sentire positivamente. Per quanto riguarda la seconda, per ora dico Daichi (Kamada, ndr). Lo conosciamo ancora poco, ma piano piano lo porterò a cambiare (ride, ndr)”.
Sarri che tipo è?
“Si vede poco nel nostro spogliatoio. Arriva, fuma (ride, ndr), parla poco ma quello che dice fa cassazione. Malgrado sia di poche parole arriva, è simpatico ed incisivo”.
Intervenuto al termine del match vinto dalla Lazio contro la Fiorentina per 1-0, il centrocampista biancoceleste Nicolò Rovella ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel.
“Vittoria importantissima arrivata nel finale contro una diretta concorrente. Ci serviva davvero tanto. È molto importante aver vinto grazie al gol di Ciro. Sicuramente ci darà una grossa mano per il futuro. Devo migliorare per quanto riguarda le ammonizioni. Mi è già capitato altre volte di prendere un giallo nel primo tempo e ciò va a compromettere le mie prestazioni. Cercherò assolutamente di correggere questo difetto anche perché nel calcio di oggi è difficile giocare in dieci contro undici. Mi sono integrato bene con il gruppo, sento la fiducia del mister e dei compagni e cerco di ripagarla in ogni partita. Devo trovare più spazi per giocare. In allemento provo a migliorare su questo aspetto, ma in partita ci sono anche gli avversari, che stasera sono stati molto bravi. Champions League? Esordire dal 1′ è stato fantastico, prevale però il rammarico per la prestazione scadente. Spero di riscattarmi presto”.
La Lazio è pronta a tornare a giocare in Champions League. Come riferisce anche Il Corriere dello Sport oggi in edicola, Maurizio Sarri starebbe pensando ad alcune novità in vista dell’impegno previsto in casa del Feyenoord domani. Il tecnico biancoceleste potrebbe dare una nuova chance a Vecino, rimasto in panchina al Mapei Stadium nel match contro il Sassuolo. L’uruguaiano insidia uno fra Gendouzi e Rovella mentre è intoccabili invece Felipe Anderson e Luis Alberto.
In Olanda però tornerà sicuramente Zaccagni dal primo minuto. Hysaj invece dovrebbe rilevare Lazzari sulla destra mentre Immobile è favorito su Castellanos per guidare l’attacco. Rientrate invece le preoccupazioni riguardanti Patric e Romagnoli, che si sono allenati tranquillamente. La Lazio, dopo l’allenamento mattutino, partirà nel pomeriggio alla volta di Rotterdam dove non potranno recarsi i tifosi biancocelesti. La trasferta infatti è stata vietata, ma sarà così anche per gli olandesi al ritorno.
Nicolò Rovella ha già stupito il mondo Lazio. Arrivato a fine estate, l’ex centrocampista della Juventus si è pian piano imposto nelle gerarchie di Sarri. Anche, e soprattutto, grazie a doti che lo vedono sì metronomo della squadra ma anche effettuare recuperi in fase di non possesso. Ed è proprio su questa peculiarità che eccelle in Serie A.
La prova è stato il video, postato dalla Lazio, del recupero palla dopo una corsa di metà campo con Scalvini. Un esempio, come raccontato dal Corriere dello Sport, dell’importanza di Rovella nello scacchiere biancoceleste. Come testimoniato dalle statistiche, infatti, l’ex bianconero è il calciatore che in Serie A strappa più palloni grazie ai tackle dalle gambe degli avversari.
Oggi Manuel Locatelli e Bryan Cristante, domani chissà. Il commissario tecnico della Nazionale Luciano Spalletti, scrive il ‘Corriere dello Sport’ oggi in edicola, sta esaminando con grande attenzione il campionato italiano per individuare un nuovo Jorginho da inserire nella sua Italia: al momento – si legge – due i principali indiziati, ovvero Daniel Boloca del Frosinone e Nicolò Rovella della Lazio.
Nel mirino del commissario tecnico anche Michael Kayode: il terzino classe 2004 della Fiorentina, attualmente in Under 21, può diventare presto il vice Di Lorenzo dovesse proseguire la sua crescita con la maglia viola.
Le incognite X e Y stanno mostrando il loro volto, via la maschera. Quello d’argento vivo di Rovella, da cavallo matto di Guendouzi, da professorino di Kamada, da enfant prodige di Isaksen e da scugnizzo di Castellanos. «Avevamo bisogno di tutto questo. Che bella vittoria, stiamo crescendo», giurano l’argentino e le altre ugole nuove, tutte in coro. E i paragoni già si sprecano: dal regista accostato dai tifosi all’ex Leiva sino al bomber con le stigmate del connazionale Lautaro. Per Lotito il Taty era già un “fenomeno” a luglio, prima di rivelarsi al campionato italiano: «Avete visto che partita hanno fatto contro l’Atalanta lui e gli altri acquisti della Lazio. Adesso che si dice del mercato?», il sassolino tolto immediatamente dalla scarpa del patron. Nessuna frecciata a Sarri, con cui aveva già sciolto il gelo sabato sera a Formello, prima dell’abbraccio all’Olimpico dopo il trionfo. Fra i due c’è stato un chiarimento. Mau ora conferma che l’organico è più forte dello scorso anno, i cambi sono un valore aggiunto grazie all’integrazione col gruppo del secondo posto. Una partecipazione così dalla panchina, anche di chi è sostituito (vedi il leader Luis Alberto), non si vedeva da tempo. Aveva ragione Sarri a fidarsi dello spogliatoio unito al suo fianco, aveva ragione pure sul graduale inserimento di un mercato, che comprensibilmente sta gettando la maschera dopo un mese e mezzo di lavoro. Causa passaporto, lo stesso Castellanos aveva saltato tutto il ritiro, gli altri erano arrivati con acciacchi o fuori forma a Ferragosto, in netto ritardo. Alla fine nessuno si è risentito per le parole del tecnico dopo il ko a San Siro, anzi già a Glasgow tutti hanno mostrato il loro orgoglio in campo. VIA LA MASCHERA, 4 PUNTI IN PIÙ È la svolta buona? Di sicuro per la prima volta la Lazio vince due gare di fila e ritrova il “Sarrismo” in mezz’ora. Bisognava ritrovare gli schemi collaudati della vecchia guardia. Il fedelissimo Vecino ne è l’emblema, nonché il capocannoniere con 3 reti pesantissime, equivalenti a 3 trionfi (contro Torino, Celtic e Atalanta) su 4, compresa la Coppa. Ora può ricominciare un’altra stagione, dopo aver affrontato quasi tutte le big e con 10 punti in classifica, ovvero +4 rispetto alle stesse partite (all’Olimpico e fuori) giocate la scorsa annata, eccezion fatta per il Genoa. Pesa ancora la batosta di Lecce, ma soprattutto quella contro la neopromossa in casa, perché solo in parte meritata. E poi condizionata dal rigore non assegnato a Zaccagni, che forse avrebbe aperto un’altra partita. Già, oltre il calendario hot, vanno considerati i torti arbitrali in questa strada in salita. Il Messaggero
BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’ “Lazio, con il Taty sei al sicuro”
“Quella di ieri della Lazio è stata una grande prestazione contro un avversario importante. Ha un valore ancora superiore, si è vista a tratti una grandissima squadra che magari dopo la prima mezzora ha fatto un piccolo peccato di presunzione. L’ultimo guizzo di Castellanos per Vecino ha dato una vittoria più che meritata.La cosa che mi è sembrata più evidente è il ritorno di una testa sgombra e libera. Ultimamente c’era troppa preoccupazione, forse la vittoria di Glasgow ha rasserenato particolarmente. L’azione della seconda rete da questo punto di vista è stata emblematica. Forse è sfuggito un particolare della rete del Taty, la piccola spinta data a Djimsiti per rubargli il tempo. E’ sveglio, scaltro, mi è piaciuto molto. Salta bene di testa, gioca bene con i piedi, si può stare tranquilli con lui. Prima di tutto c’è Immobile, ma quando ce ne sarà bisogno lui c’è. Con l’Atalanta è stato determinante nell’economia del gioco ed incisivo sotto porta con un gol ed un assist. Non è timido ed è anche bravo tecnicamente. Speriamo che possa fare più gol possibili, senza dimenticare quanto sia determinante Immobile.
Da parte di Immobile non credo ci sia preoccupazione, poi è chiaro che dipende dal tipo di carattere. C’è chi vuole il posto sicuro e chi è stimolato dalla competizione. Penso che per lui possa essere un incentivo ed una risorsa per gestirsi meglio e per permettere al tecnico di non forzare le scelte. Immobile resta il punto di riferimento all’interno del club, sarà così anche se dovesse giocare meno di prima.
Vecino? Non è un caso che faccia sempre gol pesanti. E’ un giocatore di spessore internazionale, può fare quello che senza Milinkovic viene a mancare, gli inserimenti in area avversaria. Il centrocampo è davvero un punto di forza, possibilmente migliorato rispetto alla scorsa stagione”.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Romagnoli a disposizione”
“Il centrocampo anti-Milan? Non sarebbe una follia pensare ad una panchina di Luis Alberto visto che in quella zona giocherà Loftus-Cheek che dal punto di vista fisico è molto pericoloso. Non so come sta il ginocchio di Kamada, ma credo che sarà a disposizione. Non è possibile escludere a prescindere la presenza dall’inizio di Guendouzi e del giapponese. Se c’è una gara in cui si può ragionare in questo modo è prorpio contro il Milan.
La fortuna di Romagnoli è che la frattura al setto nasale è composta. Questo gli ha permesso anche di giocare buona parte della gara con il Torino. Con l’utilizzo della mascherina protettiva potrebbe esserci già con il Milan. Lui sarà messo a disposizione di Sarri, poi è chiaro che Patric resta assolutamente in corsa per affiancare Casale.
Retegui? Vedendolo giocare anche ieri contro la Roma bisogna ammettere che Mancini ci ha visto lungo a convocarlo in Nazionale. L’ipotesi Lazio è stata reale, è stata una situazione portata avanti direttamente da Lotito. Poi non è andata a buon fine, ma la trattativa c’è stata.
Per quanto riguarda l’attacco bisogna capire se Immobile giocherà dall’inizio. Una staffetta con Castellanos ci sarà, siamo tutti curiosi di capire le prossime scelte anche in vista di Celtic ed Atalanta. Sono tutti ragionamenti su rotazioni ed energie da fare, ma notizie vere e proprie ancora non arrivano. Bisogna ancora capire come hanno recuperato i reduci di mercoledì. Credo sia certa la presenza di Zaccagni e Anderson“.