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RASSEGNA STAMPA

“Festa d’addio” contro il Milan. E per ‘Lazio 2032’ il club medita soluzioni per il dialogo

Una festa d’addio. Poi chissà quando ci rivedremo, salvo ulteriori ripensamenti o sviluppi da qui a fine maggio. Dopo tre giornate di sciopero e addirittura il boicottaggio dell’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, i gruppi del tifo organizzato della Lazio annunciano che torneranno sugli spalti dell’Olimpico domenica sera per il big match contro il Milan e poi riprenderanno la protesta contro Lotito: «Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia e i sentimenti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli laziali a entrare e riempire tutto l’Olimpico. Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato».

L’ultima parte del comunicato, diramato ieri a mezzogiorno, lascia un enorme spiraglio anche sull’ingresso al prossimo derby del 17 maggio. La Roma sarà infatti la padrona di casa e quella rimane l’unica “esterna” nel territorio consentita ai tifosi biancocelesti, dopo lo stop alle trasferte stabilito dal Viminale a fine gennaio.

Annunciata subito una maestosa coreografia in Curva Nord per celebrare il ritorno allo stadio. La decisione del tifo organizzato arriva all’indomani della vittoria della Lazio contro il Sassuolo, dove Sarri si è lanciato in uno sfogo accorato: «A giugno sono rimasto per il popolo biancoceleste e, senza averlo sugli spalti, non so più neanche perché. L’Olimpico vuoto è avvilente e deprimente. È una situazione pesante, che si può gestire nel breve periodo, ma non nel lungo. Non possiamo andare avanti così. Io non sono un dirigente o il presidente, ma la società deve intervenire e fare qualcosa per risolvere problematiche che vengono da lontano».

Ci sono stati dei contatti, il club medita ancora d’invitare una rappresentanza di sostenitori in occasione della presentazione del programma quinquennale “Lazio 2032″, per cui manca ancora una data ufficiale (chiesta ospitalità in Campidoglio). Al vaglio altre soluzioni per provare a riaprire un dialogo.

La scelta del tifo organizzato non è casuale, nemmeno alla luce del gemellaggio con gli ultras dell’Inter, invischiati con i cugini rossoneri nella corsa scudetto. Un’altra – quanto difficile – vittoria della Lazio chiuderebbe ogni discorso lì in alto. Prima di lunedì sera, il successo mancava ai biancocelesti ormai dal 30 gennaio col Genoa, la prima delle quattro sfide con lo stadio vuoto. Un mese e mezzo dopo, c’è la chiusura di un cerchio. Sia un nuovo inizio, un battesimo, altro che festa d’addio. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, senza tifosi non c’è spettacolo. Ne parlano anche in USA. Dia, Dele e Tavares…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Stiamo vivendo due situazioni: quella ambientale, che riguarda i tifosi e ha la priorità, e quella che riguarda le indicazioni arrivate dalla gara contro l’Atalanta. Il recupero dei giocatori è l’aspetto più importante. Dia, Dele-Bashiru e Tavares hanno dato indicazioni preziose a Sarri.

La decisione del tifo organizzato che è arrivata ieri conferma l’assenza contro il Sassuolo di buona parte del popolo biancoceleste. Sono giorni importanti perché devi fare punti per cercare di mettere bene la classifica, anche se arrivare ottavi per scongiurare la Coppa Italia ad agosto mi sembra impossibile.

Senza tifosi non c’è lo spettacolo, ecco perché stanno analizzando anche da fuori la situazione-Lazio. La CBS segue la vicenda e ne parla in termini critici perché c’è una spaccatura netta. Lo stadio così non si vedeva dai tempi del Covid”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito smentisce la sua voce: “Telefonata contro Sarri ed i tifosi? Non sono mie parole…” (VD)

Non devo chiarire, non sono mie parole, sono parole che vengono diffuse con la mia voce. E’ diverso”. Claudio Lotito si dissocia dalla propria voce all’uscita dall’audizione in commissione Antimafia dove è stato ascoltato (“E’ andata bene”) in merito all’interno della questione sulle infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e i legami tra criminalità organizzata e società sportive. Il riferimento è alla telefonato diventata virale con un tifoso della Lazio, le cui risposte hanno generato anche la reazione dialettica da parte di Sarri nel post partita di ieri contro l’Atalanta.

Pomeriggio iniziato verso le 14,00, quando all’ingresso lo stesso Lotito ha risposto in modo brusco ad una domanda sul brutto momento della Lazio e della sua gestione: “Il periodo nero finirà quando non ci sarà la gente come te che va girando.

LEGGI ANCHE: Il telefono squilla, Lotito ci ricasca. Lo “scemo” a Baroni, le “colpe” di Sarri: “I nostri giocatori non piacciono solo a lui”. Poi su tifosi e storia…

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri e tifosi: scontro sempre aperto con Lotito. E la squadra…

La Lazio vive una fase delicata tra tensioni interne e contestazione della tifoseria. Il rapporto tra Maurizio Sarri e Claudio Lotito resta al centro del dibattito, mentre sugli spalti dell’Olimpico continua la protesta organizzata dai gruppi della Curva Nord. Il tecnico biancoceleste ha ribadito la sua posizione con fermezza: le decisioni tecniche spettano all’allenatore. Un messaggio chiaro che arriva in un momento complicato della stagione, segnato da risultati altalenanti e da un clima sempre più caldo attorno alla squadra.

Il rapporto tra l’allenatore e il presidente resta uno dei temi principali in casa LazioSarri continua a difendere il proprio lavoro e la gestione del gruppo, rivendicando autonomia nelle scelte tecniche e nella gestione della squadra.

Lotito, dal canto suo, segue con attenzione la situazione e continua a mantenere un ruolo centrale nelle dinamiche del club. Il confronto tra i due è costante e riguarda soprattutto il futuro del progetto tecnico e le prospettive della squadra. Nonostante le tensioni, l’obiettivo resta quello di chiudere la stagione nel miglior modo possibile e mantenere la Lazio competitiva nelle posizioni di vertice.

Nel frattempo sugli spalti dell’Olimpico la situazione resta tesa. I gruppi organizzati della Curva Nord hanno deciso di portare avanti la loro protesta, annunciando l’assenza allo stadio e rinunciando anche al tradizionale ritrovo a Ponte Milvio.

La contestazione nasce da un clima di malcontento che si trascina da tempo e che riguarda diversi aspetti della gestione societaria. Le ultime settimane non hanno portato segnali di distensione e la posizione della tifoseria resta ferma.

In questo contesto la squadra è chiamata a rimanere concentrata sul campo. Le prossime partite saranno decisive per il finale di stagione e per gli obiettivi europei.

La Lazio prova quindi a isolarsi dal rumore esterno e a ritrovare compattezza. Il finale di campionato dirà se il gruppo riuscirà a trasformare le difficoltà in una spinta per reagire. Il Corriere dello Sport.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Paparelli: “‘Morì in Curva pe sta c***o di storia’, una reazione ad un insulto incomprensibile. Ho pensato subito a papà e…” (AUDIO)

GABRIELE PAPARELLI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“‘A pa’…Ma chi te lo ha fatto fare te ne potevi sta a casa …. Mori in curva pe sta CAZZO de storia!!’”. E’ stato uno sfogo social che ha avuto un grande clamore. Sinceramente, prima di pubblicarlo, c’ho pensato tantissimo. Quando ho sentito quella frase della telefonata di Lotito con il tifoso (‘la vostra cazzo di storia‘, ndr), ho pensato a mio padre, alla Lazio dello scudetto, a tanti beniami in campo e quelli che hanno perso la vita, alla storia che mi è stata tramandata nella mia vita. L’ho vissuta come un insulto a tutto questo. Ho sentito la necessità di esprimermi, non riesco a capire come si possa trattare così male i tifosi della Lazio e la propria storia. I tifosi, in fondo, hanno solo l’interesse che questa società resti sempre in alto. Oggi il presidente Lotito ha dichiarato che quelle non fossero sue parole, ma nessuno credo abbia creduto a questa versione. Sembra che i tifosi siano diventati il male assoluto, in realtà chiedono solo rispetto.

A distanza di tempo non riesco ancora a capire anche quanto accaduto nel giorno in cui la Curva ha voluto ricordare mio madre. E’ incredibile che non sia stato permesso quello che era stato organizzato dai tifosi per una mera ripicca. Non capisco, c’era solo da ricordare una persona che ha perso la vita allo stadio per la Lazio. Non ho una spiegazione, anche perchè la società si è sempre comportata bene nei miei confronti, ha sempre ricordato mio padre”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lotito provoca ma Sarri ieri è stato duro e chiaro. Tifosi? D’accordo con l’ultimo comunicato” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ottime immagini andate in onda ieri, complimenti ad Italia 1: la passione dei tifosi era fuori l’Olimpico e lo hanno fatto vedere. Complimenti anche a Ivan Zazzaroni per l’editoriale odierno. Complimenti pure alla società che avrà un buon incasso per Lazio-Milan visti i prezzi, ma saranno presenti tutti tifosi rossoneri. L’ultima considerazione la faccio su una richiesta da fare alla Federcalcio: quand’è che si potrà chiedere il cambio nome da ‘S.S.Lazio’ a ‘Claudio Lotito? Visto che il presidente dice che la società si chiama così.

La partita è stata disputata ‘giocandosi la vita’, come ha detto Cataldi. Non vivono su Marte i giocatori. Gara giocata bene, purtroppo le distrazioni ci sono. Il timore è che al ritorno ci saranno molte insidie; sarà dura. Fra 40 giorni chissà come staranno i giocatori, chi sarà a disposizione: è troppo lontano il ritorno per fare calcoli. Questo risultato lascia aperto l’esito e forse permetterà anche alla Lazio di fare la partita come preferisce.

Sono d’accordo con il comunicato diramato ora dal tifo organizzato. Io, se seguissi da cronista la Lazio tutti i giorni, farei anche uno squillo alla questura per capire se la società si è mossa per chiedere la possibilità di deviare il tragitto per raggiungere i tifosi a Ponte Milvio.

Ieri Sarri, parlando delle questioni legate a Noslin e Maldini, è stato duro, netto, chiaro. Non so quanto possa averla presa bene Lotito. Il presidente lo sta provocando per portarlo alle dimissioni ma Sarri lo ha capito, e già una volta lo ha fatto, quindi ora non molla”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Con un presidente diverso la Lazio ieri avrebbe vinto insieme ai suoi tifosi” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La fragilità psicologica la vediamo dalle due occasioni in cui ci siamo fatti riprendere, ma ero sicuro che una prova di orgoglio ci sarebbe stata. All’inizio la Lazio era spenta, poi sono arrivati segnali, soprattutto nel secondo tempo. Ieri abbiamo, almeno in parte, ritrovato Dele-Bashiru, Dia e Tavares. Il mio grande rimpianto è che con un presidente in grado di porsi diversamente con i tifosi, evitando frasi sgradevoli e senza senso, avremmo potuto vedere uno stadio pieno che avrebbe potuto accompagnare la Lazio alla vittoria.

Siamo un po’ sospesi ora, manca troppo tempo per capire meglio il ritorno. Chiaro è che, se entrambe le squadre avessero la rosa completa, la Lazio dovrebbe fare un’impresa. La Lazio, quando non riesce a tenere la distanza tra i reparti, va incontro a situazioni pericolose; a questo si dovrà fare attenzione a Bergamo.

Con il Sassuolo dovrebbe tornare Basic, ha questo fastidio per un’infiammazione. Sarri nel post partita era dispiaciuto per la beffa finale, c’è una fragilità su cui lavorare, però era contento dell’atteggiamento della squadra e dei recuperi: con o senza Gila cambia radicalmente la difesa della Lazio, anche quello di Pedro è un recupero importante”.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Atalanta, Fabiani sulla contestazione: “Serve buon senso”

Nelle interviste prepartita di Lazio-Atalanta, sfida valida per la semifinale d’andata di Coppa Italia Frecciarossa 2025-2026, il diesse dei biancocelesti Angelo Fabiani ha così presentato la sfida dell’Olimpico: ecco le sue parole.

“La società è serena? Ma io non entro nel merito, ci mancherebbe altro. Le intercettazioni a Lotito sono una cosa molto più seria rispetto a queste a queste cose. Noi abbiamo il dovere sacrosanto di onorare fino in fondo questo campionato al di là di tutto e tutti. Siamo dispiaciuti, ci sarebbe piaciuto questa sera vedere uno stadio pieno, ma più che per il sottoscritto magari per i calciatori, ma noi dobbiamo rispettare la volontà di tutti. Per cui nulla di nuovo sotto sotto al sole, dobbiamo andare in campo, i ragazzi sanno che questa è una partita molto importante per tutti quanti, anche per i tifosi che non sono entrati, per la società, per loro stessi, perché comunque arrivare a una semifinale non è una cosa banale. Questi ragazzi al di là di tutto hanno eliminato le due squadre che lo scorso anno hanno disputato la finale. Siamo qui e penso che è giusto che i ragazzi se la giochino fino in fondo”

“Io credo che ci voglia un po’ di buonsenso da parte di tutti. È l’augurio che mi faccio e che faccio un po’ a tutti quanti perché una semifinale è qualcosa comunque di importante al di là del risultato, perché arrivare a giocarsi una semifinale in Coppa Italia, trofeo bellissimo e ambito, non è una cosa banale”.

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COPPA ITALIA DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Bello se tutti avessero la mia pazienza. Il prossimo sia un anno con investimenti. Atalanta? Ecco cosa ha detto Fabiani” (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia della semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Atalanta:

Giornata di vigilia in casa Lazio. Domani alle ore 21:00 i biancocelesti saranno impegnati all’Olimpico contro l’Atalanta nella gara di andata delle semifinali di Coppa Italia. Proprio in vista del match va in scena da Formello la conferenza di Maurizio Sarri. Di seguito le sue parole.

È ancora un anno zero è cambiato qualcosa?

Era chiaro dall’inizio, l’ho detto io ma anche la società. Bisogna per forza avere pazienza da parte di tutti. Io una bella dose ce l’ho messa, sarebbe bello la mettessimo tutti”.

Che valore dà a questa partita in prospettiva?

Per il futuro penso non abbia grande peso. Il prossimo anno deve essere un anno uno, non zero, con ogni evenienza. Poi sappiamo che domani sarà difficilissima, contro l’unica italiana ancora in Champions. Sappiamo che sarà difficile, servirà orgoglio. Abbiamo fatto fuori le due finaliste dello scorso anno, serve la mentalità di chi sa che per quanto difficile ce la possiamo gicoare”.

Sente la vicinanza del club?

Ho visto il ds anche mezz’ora fa. È chiaro che i programmi saranno sempre e comunque fatti dalla società. Ma il prossimo anno dovrà essere un anno uno, di investimenti per essere più competitivi. Penso che programmare ora sia difficile, capire chi potrà essere sul mercato tra tre mesi è difficile”.

Si può ritrovare l’entusiasmo in due giorni?

Se domenica la squadra era così non era responsabilità solo dei giocatori manche di allenatore, staff, società e ambiente. Era spenta inaspettatamente, due settimane fa abbiamo fatto tre gare in sei giorni e di buon livello. È stato inaspettato questo calo di energie nervose e mentali. Domani avremo la riprova se il motivo fosse l’attesa di questa partita o altro”.

Qual è a livello di club la principale differenza con l’Atalanta? Si è ampliato il divario?

All’Atalanta hanno fatto un percorso lungo iniziato dieci anni fa, percorso che piano piano li ha portati a conquistare l’Europa quasi ripetutamente e quindi hanno iniziato a fare altri investimenti e ora si può permettere determinati giocatori. Chiaro che il divario così possa ampliarsi. Questo percorso la Lazio deve farli e fare investimenti nell’ottica di tornare in Europa con continuità per avere forza economica superiore”.

Questa Lazio ha ancora un’anima?

Forse pensavi alla domanda e non mi hai ascoltato: l’ho detto, veniamo da tre partite di livello in sei giorni.abbiamo sbagliato una partita in maniera totale, nell’arco del percorso può succedere e le responsabilità sono di tutti. Ma in un’annata così ci stanno anche gare come questa. Non è che succede solo a noi, anche ad altre squadre che hanno fatto 91 punti perdendo 3-0 a Udine”.

Recupera qualcuno per domani?

Ieri si sono allenati Gila e Pedro, non Basic che valuteremo oggi. Vedremo chi di questi 3-4 può essere recuperabile in maniera totale o parziale”.

Cosa ha sbagliato la Lazio negli ultimi due anni per arrivare a una stagione simile?

Se la società dice che noi in Europa siamo convinti di non andarci perché è un anno zero e l’allenatore dice le stesse cose di che speranze parliamo? Le ambizioni erano quelle di ricostruire la squadra, i risultati ci interessano fino a un certo punto. La differenza è che la squadra precedente era forte e a fine ciclo, con un nuovo ciclo ora dobbiamo vedere. Al momento la squadra attuale è inferiore per valore tecnico, poi vedremo gli investimenti e cosa accadrà alla fine di questi tre anni. C’erano giocatori qui da tanti anni, preferivano andare a un’esperienza diversa per gli ultimi anni di carriera. Le solite cose che succedono a fine ciclo”.

Quanto sarà importante la reattività dei mediani? 

A Torino tatticamente potevamo cambiare sette moduli ma il risultato sarebbe stato lo stesso. Per primo conta l’atteggiamento, questo è evidente. Chiaramente i nostri tre centrocampisti dovranno fare un gran lavoro con gli esterni che dovranno rompere sui quinti. È una gara difficile non tatticamente, ma per la grande qualità dell’avversario. Sarà una gara di sofferenza anche se nell’ultima con loro abbiamo perso ma la sensazione era che ce la potessimo giocare”.

Le dà ancora gusto allenare qui?

Se uno a Roma sta dietro le polemiche si ammazza dopo pochi giorni. Non ascolto quello che viene detto all’esterno. È chiaro che faccio l’allenatore e tutti vorrebbero la squadra più forte di quella che hanno”.

I tifosi hanno richiesto di far passare il pullman a Ponte Milvio. Sarà possibile?

Purtroppo mi sono informato con la società e la Questura non concede di cambiare il tragitto, dispiace perché sarebbe stato importante avere un contatto. Rispetto le scelte delle persone, hanno i loro motivi e li rispetto. Sottolineo che a noi mancano”.

I tifosi saranno presenti sotto la curva, si aspetta che questo possa influire? 

Io spero che i tifosi si possano sentire da dentro, già sentirli sarebbe un grande segno di partecipazione alla partita da parte loro“.

Quando ha parlato di futuro nebuloso è una cosa che ha sentito dal gruppo o che sta venendo anche a lei?

È un concetto di sensazioni che può avere la squadra, che può vedere tutto incerto”.

Ha chiesto pazienza a tutti. Riguarda anche l’interno?

Ho parlato col ds mezz’ora fa, ha detto che in questa partita bisogna accettare ogni risultato ma non siamo andati oltre. Non è una cosa che sento all’interno”.

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COPPA ITALIA

Lazio-Atalanta, “no della Questura al cambio di tragitto del pullman”

La protesta dei tifosi della Lazio verso la proprietà va avanti. E anche contro l’Atalanta lo stadio Olimpico sarà quasi vuoto, con soli 3500 biglietti venduti in prevendita. I sostenitori biancocelesti però, nelle scorse ore, per far sentire la propria vicinanza alla squadra di Maurizio Sarri avevano chiesto di far passare il pullman con sopra i giocatori nel prepartita nei pressi di Ponte Milvio, per una sorta di bagno di folla prima del match. Una possibilità però non attuabile, come spiegato dallo stesso Sarri nella conferenza stampa odierna: “Purtroppo mi sono informato con la società e la Questura non concede di cambiare il
tragitto, dispiace perché sarebbe stato importante avere un contatto. Rispetto le scelte delle persone, hanno i loro motivi e li rispetto. Sottolineo che a noi mancano. Io spero che i tifosi si possano sentire da dentro, già sentirli sarebbe un grande segno di partecipazione alla partita da parte loro”.