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TIFOSI

Lazio, lo striscione dei tifosi prima del derby: “Dignità e rispetto…”

Dopo aver preso parte alla finale di Coppa Italia, il tifo organizzato della Lazio diserterà lo stadio Olimpico in occasione del derby con la Roma di Gian Piero Gasperini, portando avanti la contestazione nei confronti della gestione Lotito. L’assenza nel giorno della stracittadina rappresenta un sacrificio non indifferente per i sostenitori biancocelesti, che hanno voluto lanciare ugualmente un messaggio forte e chiaro in Curva Nord attraverso uno striscione.

“Dignità e rispetto valgono più di un derby”. Questo lo striscione, diviso in quattro parti, esposto dal tifo organizzato biancoceleste al centro della Curva Nord dello stadio Olimpico di Roma, nel giorno del derby capitolino. Un messaggio diretto alla proprietà, dopo aver saltato diverse partite casalinghe in questo 2026. Stavolta, non ci sarà coreografia nel settore più caldo del tifo laziale, né confronto con i rivali giallorossi sugli spalti.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, prosegue la protesta: tifosi a Ponte Milvio per il derby

Un derby vissuto per strada, tra la gente, nel segno di un’appartenenza che non si spegne con l’assenza dallo stadio.

Dopo il ritorno sugli spalti per la finale di Coppa Italia persa con l’Inter, come da programma i tifosi della Lazio torneranno a disertare lo stadio in occasione del derby. Una scelta coerente con la linea della contestazione nei confronti del presidente Lotito, ma che non cancella il bisogno di vivere insieme la partita più sentita nella Capitale. Per questo il cuore del tifo, ribadisce il Corriere dello Sport, si sposterà a Ponte Milvio. Un modo diverso di essere presenti.

Un modo, conclude il quotidiano, per continuare a sostenere la squadra, pur mantenendo la protesta nei confronti della società. Il messaggio, però, resta chiaro anche verso i giocatori. Il derby è una linea di confine, una partita che non si gioca solo con i piedi ma con l’atteggiamento. Anche se ormai per la Lazio conta solo per l’ottavo posto, si tratta di una sfida che a Roma vale tanto a prescindere. La Lazio scenderà in campo senza il supporto diretto della Nord. Ma non troppo lontano dallo stadio ci sarà una tifoseria pronta a vivere ogni minuto con la stessa intensità di sempre.

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RASSEGNA STAMPA

Derby in attesa del Tar: Roma-Lazio nel caos e per pochi. Anche la Sud minaccia di non entrare…

Dopo l’attacco, frontale e a muso duro, è cominciata la trattativa. Sicuramente tardiva, di certo pensata per essere riparatoria. “Giochiamo alle 12? Posticipiamo di mezz’ora la finale del tennis?“, le domanda che ieri mattina dalla Lega Serie A hanno posto alla stessa Prefettura capitolina che, due giorni fa, era stata accusata di essersi posta “in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte” e di “disinteressarsi dei problemi generati ai tifosi, ai club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali“, parlando di “precedente pericoloso per l’organizzazione di eventi nel Paese“.  

Il ricorso al Tar

Via Rosellini da giorni minacciava un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di far slittare il derby di Roma dalla domenica all’ora di pranzo (12.30) alla serata di lunedì (20.45) a causa della pressione sul Foro Italico e dei rischi connessi all’ordine pubblico vista la concomitanza dell’atto conclusivo degli Internazionali. Ricorso presentato in serata dopo l’ennesimo “no” del prefetto di Roma, Lamberto Giannini. Nessun passo in avanti, neppure dopo l’entrata a gamba tesa sulla vicenda del presidente del Senato, La Russa. “La proposta della Lega non è percorribile“, hanno fatto sapere fonti vicine al Viminale. E così i gruppi organizzati della Curva Sud romanista hanno fatto sapere che non entreranno allo stadio: “A tutto c’è un limite, non faremo i burattini. Se si dovesse giocare di lunedì rimarremo fuori“, hanno scritto in un comunicato. Considerato che anche i laziali non entreranno a causa della protesta contro Lotito, si rischia una stracittadina per pochi intimi. Roma

Se fosse stato accettato di anticipare il derby di mezz’ora e di posticipare di un’altra mezz’ora l’inizio della finale maschile del tennis (dalle 17 alle 17.30), come suggerito dalla Serie A, Giannini avrebbe smentito la sua stessa decisione di martedì. Così ha tenuto il punto e il ricorso della Lega è stato inoltrato mentre all’Olimpico si stava giocando Lazio-Inter. L’abbuffata Champions di lunedì sera non piace alla Serie A, che in virtù dell’obbligo di contemporaneità legato alla corsa Champions dovrà portare allo stesso orario (lunedì alle 20.45) anche Pisa-Napoli, Como-Parma, Genoa-Milan e Juve-Fiorentina. “Dando una disponibilità noi di mezz’ora, e mi auguro che la stessa la possa dare anche la Federtennis e Sport e Salute, diamo un’ora in più per far defluire le persone. Questo è un lasso di tempo più che adeguato“, aveva detto, al termine dell’assemblea di Lega, il presidente Simonelli. Ma né la federazione né tantomeno la società in house del Mef avrebbero potuto cambiare un orario fissato dalla Atp, anche alla luce degli slot televisivi già assegnati in tutto il mondo. Ecco perché la palla, in qualsiasi caso, è rimasta nelle mani della prefettura. Che l’ha sgonfiata. “Se non dovesse arrivare una risposta positiva, dovremmo comunque presentare il ricorso al Tar“, aveva ribadito Simonelli. Detto, fatto. Tramite una procedura d’urgenza, la sentenza dovrebbe arrivare entro 48 ore, quindi tra oggi e venerdì. Appare comunque complicato immaginare un ribaltamento della prospettiva in aula: le prerogative dell’ordine pubblico sono prioritarie

Le tv avrebbero preferito lo slot domenicale a quello del lunedì per le trasmettere le sfide più attese del 37° turno; il giorno feriale, tra l’altro, rischia di condizionare pure le presenze negli stadi. In ambienti istituzionali c’è chi fa notare come per il prefetto sarebbe stato più comodo fissare la partita di lunedì pomeriggio e che, andando in notturna e accettando qualche rischio (l’ultima volta senza la luce del giorno il derby è finito con feriti e tafferugli), si è voluto creare il minor danno possibile al calcio. Va da sé che il tema dell’ordine pubblico di due eventi concomitanti resta una “peculiarità” italiana e che dal 6 giugno, data dei calendari di A, nessuno si è preoccupato di prevenire il problema per tempo. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Finale Lazio-Inter, Cardone: “l tifosi, Tavares, Taylor e Zaccagni le armi in più di Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarà una gara diversa da quella di sabato. Per quanto riguarda la formazione, ieri Cataldi si è allenato ma non è al meglio. Davanti credo che sia favorito Isaksen su Cancellieri. Sono molto colpito dalla frasi di Sarri di ieri ‘abbiamo provato qualcosa di diverso’. Può darsi abbia fatto riferimento a qualche accortezza tattica. Non c’è stata assolutamente pressione sabato, la Lazio è stata passiva quindi magari Sarri può aver pensato di andarli a prendere più alti.

La Lazio stasera ha quattro armi in più rispetto alla sfida contro l’Inter di qualche giorno fa: il pubblico, Tavares, Taylor e Zaccagni. Sono giocatori importanti e Sarri punterà molto su di loro.

L’Inter lo spazio lo concede, lo abbiamo visto col Como, è lì che la Lazio dovrà essere implacabile. Se ti capita un’occasione e sei molle o non aggredisci la porta avversaria, non puoi pensare di portare a casa la partita”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Gara importante per smentire le considerazioni negative. Qui gente che non molla mai. E sui tifosi e il derby…”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, durante la cena di gala alla vigilia della finale di Coppa Italia, ha parlato ai microfoni dei cronisti:

“La gara è molto importante, se non altro per smentire le considerazioni negative che sono state fatte a inizio anno e che ci vedevano salvi per caso. È stata una stagione particolare, con tanti fattori imponderabili che ne hanno condizionato i risultati, con una miriade di infortuni non prevedibili che non ci hanno aiutato. La Lazio è composta da persone con spirito pugnandi, cioè che non mollano mai e sentono la responsabilità di essere eredi di valori morali, non a caso il club è anche ente morale. Ci sono tutte le condizioni per combattere in forza di questi valori, come ha detto Mattarella: serve un calcio basato sulla passione, per far innamorare di nuovo i giovani che si sentono disillusi dal calcio e che non hanno visto l’Italia agli ultimi tre Mondiali.

Non facciamo sgambetti a nessuno, giochiamo le partite per asseverare le nostre potenzialità e qualità. A volte ci riesce e a volte no. L’anno scorso, alla penultima giornata contro l’Inter, la nostra gara ha condizionato la vittoria del campionato. In questa stagione abbiamo avuto tante situazioni complicate che ci hanno penalizzato nel raggiungimento degli obiettivi. Tifosi? Penso che siano il dodicesimo uomo in campo, ti danno una spinta in più, anche perché chi gioca sa che ci sono tante persone che ti spingono e sono portati a dare il 300%.

Derby? Mi attengo a quello che ha detto Sarri. Fare un derby con la finale degli Internazionali, che sono molto seguiti, è un rischio maggiore a livello di sicurezza soprattutto per il grande pubblico. Il Prefetto avrà fatto una scelta a ragion veduta, visto che lavorava in polizia e conosce benissimo Roma e i suoi problemi. Credo che avrà pensato a ogni possibili rischio nella credibilità nel nostro calcio, per me è una scelta oculata e responsabile. Pensate a cosa succederebbe se qualcuno facesse un gesto inconsulto proprio in quel momento. Ora poi Sinner è in forma smagliante, ne parla tutto il mondo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, titolari e tifosi per un sogno in cui credere: Sarri prepara la finale

La Lazio si avvicina alla finale di Coppa Italia contro l’Inter con una certezza: Maurizio Sarri cambierà volto alla squadra rispetto all’ultima uscita di campionato. Il tecnico biancoceleste è pronto a rilanciare tre uomini chiave: Nuno Tavares, Kenneth Taylor e MattiaZaccagni. Tre rientri pesanti, tre pedine destinate a ridare forza, qualità e profondità a una Lazio che vuole giocarsi fino in fondo il sogno di alzare il trofeo.

La sfida con l’Inter non sarà soltanto una questione tattica. Sarà anche una partita emotiva, da vivere con l’energia di uno stadio Olimpico annunciato stracolmo di tifosi biancocelesti. Una curva, un popolo, una squadra: Sarri sa che per battere l’Inter servirà tutto.

Rispetto alla gara di campionato, la Lazio potrà contare su energie fresche e qualità superiori. Tavares è pronto a riprendersi la corsia sinistra, dove la sua spinta può diventare un’arma fondamentale per allungare la squadra e mettere pressione alla difesa nerazzurra. La sua assenza si è sentita e il rientro arriva nel momento più importante della stagione.

In mezzo al campo toccherà a Taylor, chiamato a dare equilibrio, ritmo e inserimenti. L’olandese rappresenta una soluzione preziosa per aumentare l’intensità della manovra e accompagnare l’azione offensiva. Davanti, invece, tornerà Zaccagni, uomo di strappi e giocate decisive, capace di accendere la Lazio negli ultimi metri.

Il titolo del quotidiano racconta bene il clima: “Tre uomini e una curva per il sogno”. La Lazio non sarà sola. L’Olimpico si prepara a diventare una cornice biancoceleste, con la tifoseria pronta a spingere la squadra dal primo all’ultimo minuto.

Sarri chiederà una partita intensa, coraggiosa, ma anche lucida. Contro l’Inter ogni errore può costare caro. Servirà una Lazio compatta, capace di soffrire quando necessario e di colpire nei momenti giusti.

La finale porta con sé anche il peso delle rivincite. La Lazio vuole chiudere la stagione con un trofeo e riscattare i momenti più complicati del suo percorso. L’Inter resta un avversario di livello altissimo, abituato alle grandi partite e forte in ogni reparto, ma Sarri conta sul ritorno dei suoi titolari e sull’impatto del pubblico.

La missione è chiara: trasformare la spinta dell’Olimpico in energia, aggressività e convinzione. La Laziovuole credere nel sogno, con tre uomini in più e una curva pronta a trascinarla. Il Messaggero.

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Lazio, Coppa con i tifosi: è un ritorno che va oltre la partita. Pedro invitato sotto la Nord

Notte speciale anche per il meritato tributo a Pedro.

Mercoledì sarà tutta un’altra storia. La finale riporterà la Lazio e il suo popolo dentro lo stesso perimetro. L’Olimpico sarà pieno, completamente diverso, finalmente vivo. La metà laziale, circa 30.000 tifosi, si colorerà interamente di celeste, come richiesto dai gruppi organizzati per preparare una coreografia all’altezza dell’evento. È un ritorno, sottolinea il Corriere dello Sport, che va oltre la partita. Dopo mesi di assenza volontaria, la tifoseria torna sugli spalti per un appuntamento che vale una stagione. Una scelta ponderata, coerente con la linea della protesta ma anche con la promessa fatta alla squadra e all’allenatore. Una spinta che la Lazio cercherà di trasformare in energia, in ritmo, in convinzione. Perché contro l’Inter servirà tutto: qualità, attenzione, ma anche cuore.

Sarà inoltre una notte speciale per il meritato tributo a Pedro (uscito tra i fischi degli interisti sabato sera). Lo spagnolo, si legge, è pronto a salutare a fine stagione, la tifoseria lo ha già invitato a presentarsi sotto la Nord a fine partita, indipendentemente dal risultato.

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Lazio, Caicedo: “Con l’Inter sarà dura, ma un trionfo segnerebbe la svolta. Bravo Sarri, non solo con il gruppo. Tifosi? fantastici”

L’ex Lazio Felipe Caicedo ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato anche dell’imminente finale di Coppa Italia:

“Devo ammettere che le due stagioni sono molto simili (questa e quella del 2028-2019, ndr). All’epoca eravamo in difficoltà, ma quella vittoria riuscì a cancellare tutto. La Coppa Italia è sempre un grande traguardo”.

La stagione della Lazio: “Non può essere positiva. La classifica non è buona, ma il percorso in coppa è ottimo. La squadra ha fatto fuori Milan, Bologna e Atalanta: non era semplice. Vincere questa competizione sarebbe fondamentale. Il trionfo rappresenterebbe una svolta. Me lo auguro con tutto il cuore”.

Sarri: “Il suo lavoro è davvero molto, molto buono. La squadra ha ormai automatismi evidenti. Questo soprattutto a livello difensivo. La retroguardia è collaudata, la linea si muove sempre molto bene. La sua mano si vede, anche perché fin da inizio anno aveva detto che avrebbe dato importanza alla fase difensiva e i miglioramenti si vedono. Ma non ha migliorato solo il collettivo. Secondo me sono migliorati anche i singoli. L’esempio più evidente è Nuno Tavares, che ora difende veramente bene. Poi Taylor si è inserito molto bene e in maniera rapida. Infine Basic: rispetto a inizio anno è cresciuto tanto”.

Lazio-Inter: “Alla Lazio servirà la partita perfetta. Loro sono molto forti, probabilmente sono favoriti, ma è pur sempre una finale e quindi tutto può succedere. L’importante è che la Lazio riesca a fare una gara per la quale alla fine non abbia nulla da rimproverarsi”.


La protesta dei tifosi: “Non posso giudicare perché pur seguendo la Lazio vivo lontano. Non conosco nel dettaglio le motivazioni che hanno portato a questa protesta. Posso però dire che i tifosi sono importanti per la squadra e che tutti i giocatori vorrebbero sempre vedere lo stadio pieno. Spero che tutto torni alla normalità il prima possibile perché il pubblico laziale è fantastico. Atmosfera incredibile contro il Milan, la carica trasmessa ai giocatori si è rivelata fondamentale. Questo tipo di ambiente, contro l’Inter, potrebbe davvero essere determinante. Lo stadio pieno fa la differenza. Il pubblico trasmette alla squadra l’energia nei momenti più difficili e dà la spinta decisiva nei momenti più delicati”.

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TIFOSI

Sabato Lazio-Inter, gruppi organizzati biancocelesti e nerazzurri non entreranno all’Olimpico

In vista della partita di sabato prossimo alle 18 contro l’Inter di campionato, il Tifo Organizzato della Lazio ha diramato il seguente comunicato: “Per la partita di campionato che si svolgerà sabato 9 maggio, i gruppi organizzati si raduneranno sulla piazza di Ponte Milvio per organizzare al meglio la finale di coppa Italia e vivere tutti insieme una giornata tra Laziali. Ricordiamo a tutti che questa protesta è volta a sensibilizzare i problemi e le mancanze societarie, non ad allontanare i tifosi dalla Lazio, quindi è forte il bisogno di rafforzare la vicinanza tra il popolo Laziale, la squadra ed il mister,senza venir meno alla dimostrazione di dissenso.

Rimarremo a ponte Milvio, non entreremo, come non lo faranno per soliderietà i gruppi organizzati del tifo dell’Inter, che nonostante abbiano appena vinto il loro 21° scudetto, rimarranno fuori dallo dallo stadio per solidarietà e per appoggio al nostro dissenso. Avanti Lazio! Avanti Laziali! I gruppi del tifo organizzato”.

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COPPA ITALIA TIFOSI

Lazio-Inter, posti extra per i tifosi biancocelesti

«Nella giornata di ieri sono stati sbloccati 510 posti in Tribuna Monte Mario, nel settore più vicino al terreno di gioco, immediatamente adiacente ai Distinti Nord-Ovest». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Monte Mario altri posti per i laziali”.

Dopo la prima fase di vendita con prelazione, i biglietti per la finale di Coppa Italia contro l’Inter del prossimo 13 maggio sono stati polverizzati dai tifosi biancocelesti. Per questo motivo la Lega ha deciso di sbloccare ulteriori 500 posti circa per i laziali. A questi andranno sicuramente sommati altri posti che molto probabilmente, verranno sbloccati nelle tribune all’inizio della fase di vendita libera.