Infermeria Lazio. Come riporta il Corriere dello Sport, restano da valutare le condizioni di Mario Gila, l’unico assente che in questi giorni si sottoporrà a nuovi esami per valutare i progressi dopo la lesione di medio grado alla zona adduttoria della coscia sinistra. Lo staff della Lazio spera di recuperarlo almeno per la penultima giornata con l’Inter, visto che Patric, Romagnoli e Casale sono attualmente in diffida. Nessun problema per Felipe Anderson, costretto ad uscire dal campo dell’U-Power Stadium per crampi.
“Prima non andava bene Sarri, oggi si imputa a Tudor errori di scelte e cambi, ma la realtà è che tutto è riconducibile ai calciatori ed alle loro responsabilità. La Lazio non meritava di vincere a Monza, ma non è stata neanche in grado di sfruttare quel 2-1 fortunato. E’ mancata attenzione, voglia, attenzione, desiderio di prendere tre punti che sarebbero stati importanti per sperare fino all’ultimo in qualcosa che ora non esiste più. La società deve intervenire per i comportamenti della squadra, non mi è piaciuta neanche la scelta di andare sotto la Curva in quel contesto. Non mi sono piaciuti soprattutto i comportamenti di alcuni giocatori quando sono stati sostituiti. E’ un vezzo della nostra squadra, c’è un andazzo che viene da lontano, quello che Sarri definiva germe. Forse si è lasciato nel tempo troppo potere ai calciatori, è stato esercitato con Sarri ed ora lo fanno con Tudor. Il club, il direttore Fabiani, devono intervenire soprattutto in questo. L’immagine che la Lazio divulga di se stessa non deve essere questa. La sensazione, vedendo la squadra sotto la Curva, è che ognuno pensasse al proprio orticello. Un tecnico mi va bene, poi non mi va più bene, mi va bene fino a quando vengo sostituito, ognuno veramente pensa a se stesso. Penso che l’allenatore deve trarre insegnamento e fare scelte drastiche per la prossima stagione. Vanno rimesse a posto queste situazioni, ben più importanti delle questioni tecniche. Per fare questo serve tempo, quando la squadra si impossessa della società, quando fanno valere la propria forza sul club, diventa complicato. Devi intervenire, mandare via i calciatori che non ragionano così, poi devi pressare, vigilare, esserci per fare in modo che in tal senso non si sbagli più nulla. L’alternativa è lasciare tutto così e mettersi a discutere dei cambi o delle scelte dell’allenatore”.
L’ex mediano della Lazio di Maestrelli, FRANCO NANNI, in collegamento a ‘NMM’!
“Sarò contento di partecipare alla festa di domenica per celebrare i 50 anni del nostro scudetto. Come si fa a mancare, altri 50 anni non si possono aspettare. sarà una cosa irripetibile. Come vado in giro per Roma tutti si ricordano quanto fatto, credo che dipenda dal fatto che eravamo attacchi alla maglia, eravamo in contatto con la gente, c’era la voglia di ricambiare il loro amore. Davamo quel qualcosa in più per renderli felici. Dal punto di vista tecnico, credo che quella grande Lazio plasmata da Maestrelli, sia nata prima dell’inizio del campionato. Eravamo partiti male e la fortuna ha voluto che a causa di alcune assenze, il mister ha rivisitato un po’ la squadra. Io venni spostato da mediano, ruolo in cui sono poi riuscito ad esprimere le mie potenzialità. Stessa cosa accadde a Martini che venne dirottato a terzino. Poi il campionato è iniziato così, con Maestrelli che trovò degli aggiustamenti importanti. Il resto lo fecero le sue intenzioni di comunicatore e motivatore. La Lazio di oggi? Manca gente di carattere, gente come Wilson e Chinaglia che spronano, stimolano, si arrabbiano. Qui non si incavola nessuno, nessuno che guarda in cagnesco per scuotere il gruppo”.
(…) La tensione resta elevata, perché la stagione sta finendo nel peggiore dei modi e la società, senza sbandierarlo, pensava alla Champions. La capocciata di Djuric ha polverizzato due punti e frantumato il sogno di riaprire la corsa con Roma e Atalanta. Ora le speranze sono minime. Tudor dovrà blindare almeno l’Europa League. Rimpianti enormi e le stesse difficoltà di prima. Il cambio di guida tecnica non ha pacificato lo spogliatoio e non ha risolto la carestia dell’attacco, aggravando le fragilità difensive. La confusione è aumentata, grandi incertezze legate al futuro. Ieri Lotito era a Formello per seguire la Lazio Women e si interrogava a voce alta sui cambi del tecnico croato. Niente di clamoroso, succede da anni e con qualsiasi allenatore in caso di risultato negativo, ma certo all’interno della società qualche perplessità è nata in ordine al crollo del secondo tempo. Zaccagni è stato protetto. Ha appena rinnovato il contratto, una settimana fa aveva risolto la partita con il Verona, è in corsa per l’Europeo. Stava rischiando il rosso, ha spiegato Tudor, preoccupato dal cartellino facile di Pairetto. La società ha scelto la linea soft, minimizzando la protesta per il cambio. Nessuna punizione, come era successo nei casi di Luis Alberto e Guendouzi. Ora serve la diplomazia.
Lazio, cosa farà Lotito
Chi pensava che Sarri avesse perso lo spogliatoio, non si era reso conto che Tudor rischia di scavalcarlo in fretta. E’ distante per type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee di calcio e preferenze. Neppure citiamo Ciro e Luis. Guendouzi è scontento, Rovella e Isaksen non giocano più, Romagnoli allergico alla marcatura a uomo, Zaccagni fa il terzino. Kamada è l’unico rivalutato dal croato. Corriere dello Sport
STEFANO DE GRANDIS (Skysport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Voglio sospendere il giudizio su Tudor, qualcosa di buono si è visto, per esempio la Lazio gioca più in verticale ed alcuni calciatori ne stanno beneficiando, vedi Kamada e Luis Alberto. Il giapponese, nello specifico, negli schemi di Sarri era un po’ imbrigliato. Poi ci sono anche riflessi negativi, la fase difensiva è un esempio. Ora non c’è un difensore che stia facendo bene con continuità e le reti subite contro il Monza lo dimostrano. Nel caso del pareggio del Monza ci sono dormite sia di marcatura che di atteggiamento di squadra, troppa libertà nel permettere il cross di Pessina.
Sinceramente, ho anche delle perplessità su alcuni cambi e sulla lettura delle partite da parte del tecnico croato. E’ chiaro che nel complesso, il lavoro di Tudor ha portato anche buone cose, ma resto perplesso per la scelta di buttare via il lavoro degli ultimi 3 anni.
Dal punto di vista dell’Europa League, la Lazio non è massa male. C’è un posto a disposizione e devi guardarti da Fiorentina e Napoli che sono distaccate. Vediamo stasera cosa fa il Napoli ad Udine, ma la Lazio ha un buon calendario per blindare questa posizione. Resta il rammarico perché incredibilmente la Champions era tornata alla portata. A Monza hai fatto bene 20′, poi Donati ed Akpa Akpro ti regalano un gol assurdo a 7′ dalla fine. Mi chiedo come fai a non vincere?
L’arbitraggio di Pairetto a Monza? Non penso mai a complotti, penso magari ad errori determinati anche da condizionamenti per eventi pregressi. Forse non è un caso che Pairetto sia lo stesso che convalidò, sbagliando, la famosa rete di Acerbi a La Spezia”.
Come riportato dal Corriere dello Sport, durante l’ultima partita pareggiata con il Monza, Mattia Zaccagni ha chiaramente manifestato la sua insoddisfazione nei confronti dell’allenatore al momento della sua sostituzione. Non sono previste sanzioni per questo comportamento, specialmente considerando che anche il presidente Lotito, presente ieri a Formello, sembrava non essere del tutto convinto della decisione. L’intenzione è quella di proteggere Zaccagni, che ha appena rinnovato il suo contratto. Il giornale riporta inoltre che non è solo l’ex giocatore dell’Hellas Verona a essere insoddisfatto: Immobile e Luis Alberto non sono soddisfatti della gestione attuale, Guendouzi conferma di avere pochissima sintonia con l’allenatore già sperimentata all’Olympique Marsiglia, Alessio Romagnoli non si trova a suo agio con la difesa a tre e la marcatura uomo, mentre Rovella e Isaksen non trovano più spazio in campo. L’unico giocatore che sembra aver trovato nuovo slancio sotto la guida di Tudor è Kamada, il centrocampista giapponese che sta considerando l’opportunità di rimanere a Roma. Lotito punterà sul nuovo allenatore accontentandolo con gli acquisti o ci sta ripensando?
La Lazio deve essere in grado di chiudere la partita sull’1 a 0… GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Possiamo analizzare il match quanto vogliamo, ma la Lazio deve essere in grado di chiudere la partita sull’1 a 0 e non fare quel primo tempo. Poi c’è stato un errore arbitrale gravissimo con un rigore non concesso su Immobile. Vi racconto un retroscena, la Lazio dopo il rigore non dato, ha ottenuto un altro corner e l’arbitro si è avvicinato al giocatore che aveva commesso il fallo non sanzionato e gli ha detto: ‘Stai attento che prima hai rischiato’. Una follia. Era un rigore solare e purtroppo la Lazio in campo non protesta mai.
Al di là della prestazione, è l’ennesima partita condizionata da un errore arbitrale.
Tudor in sede di presentazione della partita ci ha detto che ha lavorato all’80% sulla fase di attacco e al 20% su quella difensiva. Praticamente l’opposto di Sarri. Al momento del cross di Pessina, nessuno è andato ad impedirgli l’azione nonostante si sappia che in mezzo hanno un bravo colpitore di testa. Mi chiedo perché.
Si può parlare giustamente dei cambi e della gestione della partita, ma l’assurdo è che la partita l’avevi vinta. Lasciare da solo un giocatore libero di crossare al 92′ mi è sembrato assurdo”.
[…] È vero che Tudor ha utilizzato 19 titolari, ma Rovella viene ancora ignorato, a Isaksen ormai preferito Pedro, e Immobile ha già riscavalcato Castellanos. Rispetto ai tempi di Sarri, anche Guendouzi sembra un altro e a fine stagione potrebbe valutare l’addio. Nonostante la diplomazia del suo entourage, Romagnoli continua a non trovarsi nel nuovo modulo, Zaccagni e Luis Alberto sono usciti furibondi dall’U-Power Stadium. Al primo pareggio(ma alla settima rimonta, con 18 punti gettati al vento), riemergono tutti i problemi del passato e la polvere nascosta sotto il tappeto. Tudor ha sì dato una scossa, ma sino a un certo punto. Oltretutto forse la società ha sottovalutato quanto questa rivoluzione tecnica avrebbe comportato maggiori correttivi all’attuale organico. Spaventa lo scenario in vista di giugno, soprattutto senza l’oro della Champions (oggi un miraggio a tre giornate dal termine del campionato) e con il solito spettro dell’indice di liquidità dietro l’angolo. Persino la permanenza di Kamada non sarebbe forse la panacea dei mali, ma un ulteriore nodo: anche solo per un altro anno, guadagnerebbe oltre 3 milioni (6 lordi) a bilancio. E c’è il limite imposto dalla Uefa che, fra entrate in stipendi e trasferimenti nel 2024, dovrà scendere all’80%. Considerando l’attuale settimo posto (piazzamento in Europa League) per dei ricavi da 160 milioni, e il costo attuale della rosa intorno ai 140 milioni, l’attuale proiezione biancoceleste sarebbe dell’87%. Il Messaggero
La conferenza stampa di Igor Tudor dopo il pareggio di Monza:
Tudor, a fine partita c’è stato un quarto d’ora di confronto tra tifosi e squadra. Cosa è emerso?
“Non so cosa è successo, non posso commentare. Quando saprò cosa è successo allora commenterò. Posso commentare solo i fatti.
La sostituzione di Zaccagni?
Aveva un giallo e mezzo, era nervoso. Poteva essere espulso e non sarebbe stato uno scandalo. Ha scelto di non espellerlo ma era nell’aria.
Casale?
Devo fare un’analisi profonda, questa è stata la prestazione che mi è piaciuta meno. Il Monza è una squadra tosta, prendiamoci il punto perché non meritavamo la vittoria e ci prepariamo per il rush finale”.
Perché non avete difeso meglio dopo il 2-1?
“Nel calcio può succedere di tutto. Una finale di Champions League è stata ribaltata in tre minuti. Questo è il calcio, mi interessa la prestazione. Il campionato non si decide in una gara, ne mancano solo tre”.
Felipe Anderson perché non è stato sostituito?
“Tanti giocatori sottotono, ho fatto cambi ma ho tolto i meno peggio. Varie ragioni, ma devo analizzare bene. Dovevamo fare meglio.
Arbitraggio?
“Abbiamo subito tanti gialli, ma non posso giudicare ora. Abbiamo faticato in fase difensiva e in fase di possesso. Sono molto deluso ma ho chiaro su cosa devo fare”.
Si aspettava questo percorso di Palladino con il Monza?
“Il Monza sta bene in campo e ha giocatori di buon livello. Palladino è un ragazzo intelligente, ha una base per fare un buon percorso di allenatore”.
Igor Tudor ai microfoni di DAZN al fischio finale di Monza-Lazio: “Non è stata una delle nostri migliori partite. Ci prendiamo questo punto contro una squadra che ha qualità. Potevamo fare di più ma non ci siamo riusciti. Prendiamo questo punto e voltiamo pagina. Zaccagni? Ha preso un’ammonizione e ‘mezza’, se così possiamo dire, e ho visto che poteva prendere il rosso. Abbiamo fatto una gara in cui noi siamo rimasti bassi, potevamo fare meglio davanti. Faccio fatica a fare un’analisi a caldo in questo momento. Loro hanno fatto meglio di noi, in troppi giocatori nostri erano sottotono. C’è da rivedere la gara, fare un’analisi con calma e prepararsi al meglio per le prossime. L’episodio con Zaccagni al momento del cambio? Fa parte del calcio, non è né la prima volta né l’ultima che succede. Non è facile venire a vincere a Monza. Non eravamo al meglio per questa gara e mi dispiace perché manca poco e tutte le gare sono importanti. Non ho visto il momento in cui i calciatori sono andati a parlare con i tifosi, è la prima volta che lo vedo. Non lo sapevo. Di Immobile sono contento, ha fatto un gol importante. Spero il meglio per le prossime tre gare”.