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Frosinone-Lazio, numeri e precedenti: biancocelesti imbattuti, l’ultima volta allo Stirpe…

Frosinone-Lazio, numeri e statistiche del match: Tudor bussa, Martusciello traghetta

Frosinone-Lazio, numeri e precedenti: i biancocelesti non hanno mai perso in cinque sfide contro il Frosinone in Serie A (4V, 1N), subendo un solo gol – nella loro storia in Serie A solo contro Mantova, Reggiana, Sampierdarenese e Spezia (tutte a sei) i biancocelesti hanno disputato più match senza registrare alcuna sconfitta. Nelle due sfide tra Frosinone e Lazio in casa dei ciociari in Serie A è stato realizzato un solo gol: rete di Felipe Caicedo il 4 febbraio 2019.Per la prima volta in questa stagione di Serie A, il Frosinone inizierà una giornata nelle ultime tre posizioni della classifica (18° posto in questo caso). In più, dopo la sconfitta per 0-1 contro il Sassuolo, i ciociari potrebbero rimanere a secco di gol per due match di fila per la prima volta in questo campionato.

Frosinone-Lazio, numeri a confronto

Da metà dicembre 2023 il Frosinone è sia la squadra che ha guadagnato meno punti in Serie A (cinque in 13 partite) sia quella che ha subito più gol (33: 2.5 di media). La Lazio ha perso le ultime quattro partite ufficiali, i biancocelesti non registrano cinque sconfitte di fila tra tutte le competizioni dal periodo tra l’aprile e il maggio 1985.Da inizio febbraio 2024 Lazio e Frosinone sono due delle tre formazioni, insieme al Sassuolo, ad aver perso più match in Serie A: cinque sconfitte. Nessuna squadra ha tentato meno tiri totali della Lazio nel 2024 in Serie A: 97, al pari della Salernitana. In aggiunta, nel nuovo anno solare solo Sassuolo (153) e Salernitana (150) hanno subito più conclusioni totali dei biancocelesti (146) in campionato.

Da una parte il Frosinone è una delle due squadre, insieme al Lecce, ad aver subito più gol di testa in questo campionato (11 entrambe); dall’altra la Lazio è la formazione che ha segnato meno reti di testa (solo una: gol di Valentín Castellanos proprio nel match d’andata contro il Frosinone il 29 dicembre).Stefano Turati è il portiere con la differenza negativa maggiore tra gol subiti (52) ed Expected Goals in porta concessi (40.2) in questa stagione di Serie A: secondo infatti questo modello, relativo alla pericolosità delle conclusioni affrontate nello specchio della porta, il classe 2001 avrebbe dovuto subire 11.8 gol in meno.

Felipe Anderson è il giocatore della Lazio che ha preso parte a più gol in questo campionato: nove (tre reti e sei assist). In caso di gol o assist, il classe ’93 sarà coinvolto in almeno 10 marcature in tutte le sue ultime sette stagioni di Serie A.

Dati: OPTA

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Lazio, Tudor ritrova Guendouzi e Casale: esordio di fuoco con Juve e Roma

Dopo aver concluso la carriera da calciatore, Tudor ha cominciato a fare esperienza da tecnico all’Hajduk Spalato. Nel corso degli anni, Tudor ha allenato il Paok, il Karabukspor, il Galatasary e l’Udinese, dove fa registrare due salvezze e un esonero. Torna alla Juve dove viene nominato vice di Pirlo, per poi ottenere un lusinghiero nono posto al Verona. Nella scorsa stagione ha allenato il Marsiglia, dove ha chiuso al terzo posto

Alla Lazio si ritroveranno Tudor e Guendouzi, dopo l’esperienza vissuta nella scorsa stagione al Marsiglia. Al di là di qualche screzio che c’è stato tra i due, il centrocampista è stato tra i calciatori più importanti del club francese, come testimoniato dai numeri: 43 presenze tra tutte le competizioni. Non solo l’ex OM, però, Tudor a Roma ritroverà anche Niccolò Casale con il quale ha condiviso la bella esperienza di Verona (da centrale di parte della difesa a tre).

Domani la Lazio sarà di scena a Frosinone, dove in panchina figurerà Martusciello. L’esordio di Tudor dovrebbe avvenire il prossimo 30 marzo, proprio contro la Juventus in cui ha sia giocato che allenato. La Lazio affronterà i bianconeri anche tre giorni dopo in Coppa Italia, poi ci sarà il derby con la Roma. Insomma, sarà un esordio di fuoco per Tudor

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Lazio, l’Europa può arrivare anche dalla Coppa Italia

La primavera spazzerà via i residui d’inverno, le giornate diventeranno più lunghe, le piogge meno frequenti e tornerà la Coppa Italia. Proprio quel torneo, spesso visto come secondario e poco appetibile, oggi può rappresentare per la Lazio una corsia preferenziale per arrivare all’Europa. La vittoria della Coppa significa infatti un biglietto di sola andata per l’Europa League, una competizione che – vista la situazione attuale della squadra di Maurizio Sarri – sarebbe davvero grasso che cola.

Le quattro formazioni rimaste a giocarsi la coppa non sembrano un ostacolo insormontabile. Una Juventus che – pur restando sempre la Juventus – nelle ultime settimane ha perso il tipico smalto in difesa, mentre Atalanta e Fioretina hanno già dimostrato di poter fare male alla Lazio, starà a Sarri e ai giocatori quindi analizzare cosa non è andato bene e porre rimedio, iniziando dallo scendere in campo con la dovuta voglia di giocare che si compete a chi indossa una maglia importante come quella biancoceleste.

“L’importanza di chiamarsi… Europa League”

La competizione UEFA cadettaria alla Champions porterebbe diversi vantaggi alla causa biancoceleste: introiti, in primo luogo. Ma guai a sottovalutare anche l’appeal pubblicitario che potrebbe avere in ottica sponsorizzazioni. I pro si contano anche sul lato sportivo, non solo economico: al tavolo delle trattative la partecipazione all’Europa League non vale certo quanto una Champions, ma ha il suo peso e può essere un’attrattiva in chiave mercato e rinnovi. Meglio di nulla, insomma, e guai a sottovalutarla o vederla come una “coppetta”. Gli ultimi anni parlano chiaro, dall’Europa League sono passati campioni e squadre rivelazione, può essere un palcoscenico ideale se davvero la società vorrà fare quel passo in avanti. Ed ecco perché la Coppa Italia dovrebbe essere vista come uno dei chiari obiettivi della gestione sportiva di questa stagione.

Sarri nella sua intervista di ieri ha parlato di dare priorità al campionato, e ci mancherebbe altro vista la precaria situazione di classifica: ci sono ancora 33 punti potenzialmente da poter portare a casa in Serie A. Fare bottino pieno è utopia, chiaro, e dare una scossa ad un cammino fino ad ora non alle aspettative è imperativo. Ma sarebbe un errore, grosso, sottovalutare la Coppa Italia. L’Europa che conta è un miraggio, anche se ancora la matematica non condanna nessuno: il quinto posto dista “soltanto” – si fa per dire – 7 lunghezze. E allora davvero, la Coppa Italia diventa un percorso che sarebbe sbagliato non tenere in considerazione.

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Ranking Uefa, Italia: con il primo posto otto squadre in Europa

L’Europa fa bene all’Italia, soprattutto nell’ottica della prossima stagione. I risultati di questa settimana, con la sola eliminazione dei biancocelesti contro la corazzata Bayern, confermano la prima posizione nel ranking UEFA delle squadre italiane. Da vedere, chiaro, come evolverà il quadro in attesa del resto degli ottavi di Champions che la prossima settimana vedranno impegnate Napoli e Inter. Per ora la situazione appare comunque ampiamente positiva: il vantaggio sulla Germania, seconda, si è allargato e ora il tricolore domina il ranking con un vantaggio di circa 1.500 punti.

Il ranking UEFA per nazioni aggiornato

Nella sola stagione 24/24 l’Italia continua a dominare il Ranking UEFA per Federazione, mantenendo un corposo vantaggio grazie alla serie di successi maturati dalle squadre italiane fra Europa League e Conference.

1. Italia – 16.571 punti
2. Germania – 15.500 punti
3. Inghilterra – 14.625 punti
4. Francia – 14.416 punti
5. Spagna – 13.437 punti

Questo il quadro nella top 5, cui fa seguito la posizione di Repubblica Ceca (13.000 punti), Belgio (12.400) e Turchia (11.500). Molto più lontane invece Portogallo (10.166) e Olanda (10.000).

Dovesse persistere questo trend fino alla fine della stagione europea, l’Italia si troverebbe accreditati 5 pass per la prossima Champions. Le conseguenze, però, non riguarderebbero solo le prime cinque classificate, ma anche tutto il trenino di inseguitrici che al momento animano la corsa all’Europa, fra cui anche – ovviamente – la Lazio.

Chi andrebbe in Europa con le 5 squadre in Champions?

Per effetto della promozione della quinta squadra in Champions, e fermo restando il numero di partecipanti alle altre competizioni UEFA cadette, si assisterebbe ad una scalata verso il basso che darebbe modo anche all’ottava classificata di partecipare alle coppe europee. Attualmente, con 4 squadre in Champions, la quinta e la sesta classificata vanno in Europa League mentre la settima accede alla Conference.

Con la quinta squadra partecipante alla Champions, la scalata andrebbe verso il basso: la sesta e la settima classificata andrebbero in Europa League mentre sarebbe l’ottava ad arrivare in Conference League. La quota Europa si ridurrebbe, rendendo più semplice un’eventuale qualificazione. La situazione può essere un vantaggio da non sottovalutare anche in casa Lazio, che in un momento non semplice in campionato potrebbe essere una boccata d’aria fresca per ridare stimolo all’ambiente.

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Lazio, il mercato lo ha fatto la Champions: ecco il dato sui guadagni in Europa

Sarri l’ha definita la sua Champions preferita da quando allena, superiore anche a quelle affrontate con Napoli e Juventus. Ma chi può sorridere, per la competizione UEFA appena conclusa per i biancocelesti, è anche la società: a conti fatti il percorso europeo della Lazio è valsa un ricco bottino da quasi 70 milioni di euro nelle casse della società.

Gli ultimi dati riportati da Calcio e Finanza, infatti, riportano come la società abbia incassato – grazie ai premi della competizione – 59,71 milioni di euro. Di questi 15,64 milioni vengono dal bonus di partecipazione, 15,9 dal ranking storico, 8,5 dai Market Pool. Altri incassi arrivano poi dai risultati sportivi: 9,33 milioni arrivano dai risultati sportivi ottenuti, 0,74 dalla quota pareggi ripartita fra le qualificate agli ottavi e 9,6 milioni arrivano – infine – proprio dall’accesso alla final-16 europea.

Ma non finisce qui: a questo bottino già ricco di suo vanno infatti aggiunti gli incassi risultanti al botteghino. Il supporto biancoceleste non è mai mancato, nè in casa nè fuori, ed il risultato si vede anche nel dato relativo al guadagno da stadio. Nel loro percorso europeo, sono circa 10 i milioni ottenuti dalla vendita dei biglietti, dei quali circa 3 solo nella sfida d’andata degli ottavi. Con ciò, il totale generale che la società di Lotito si aggiudica dal percorso in Champions League arriva poco sotto i 70 milioni di euro.

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Ricavi stadio, Lazio solo sesta: 20 milioni in meno della quinta

Sponsor, premi UEFA, diritti televisivi: tutto fa brodo oggi in un sistema calcio alla disperata ricerca di denaro e liquidità che possano mantenere oliati tutti i meccanismi. Fra tutte le voci a bilancio, una in particolare negli ultimi anni sta ritrovando importanza: i ricavi da stadio. Gli incassi derivanti dalle strutture sportive durante le partite casalinghe stanno tornando a rivestire un ruolo di primo piano per le società di primissimo livello, sia a livello nazionale che internazionale.

L’ultima analisi rilasciata da Calcio e Finanza ha fatto il punto sui ricavi da stadio in Italia ed il dato che salta fuori, per la Lazio, è tutt’altro che roseo. Nella particolare classifica di chi guadagna di più al botteghino, infatti, i biancocelesti sono solo sesti, con 17.9 milioni di euro. Se il dato dei biancocelesti è generalmente in linea con quello della Fiorentina, settima con 14.1 milioni, il distacco con le prime cinque squadre è abissale.

Ricavi da stadio, la differenza tra la Lazio e le altre

Le prime due posizioni sono occupate dalle milanesi: 79 milioni di euro di ricavi per l’Inter e 72.9 milioni per il Milan. Certo, sul piatto della bilancio nel caso delle due squadre di Milano pesa un impianto come San Siro ed un tasso di riempimento che, in media, sfiora il 96%. Poco sotto segue la Juventus, con i ricavi dell’Allianz Stadium che nel 2023 hanno toccato i 61,5 milioni. Chiudono le ultime due posizioni della top-5 Roma (49.2 milioni di euro) e Napoli (37.9 milioni di euro).

Insomma, fra Napoli e Lazio la differenza è di 20 milioni esatti. Un divario enorme, che forse meglio di ogni altro dato evidenzia quelle che sono le carenze progettuali che in questi anni sono stati il trait d’union fra i biancocelesti e l’Olimpico. Notti come quelle contro il Bayern non sono certo una novità, e uno stadio interamente a tinte biancocelesti lo si è visto più volte. Con una percentuale media di riempimento prossima al 63%, però, anche sotto questo aspetto si potrebbe lavorare a quel famoso “salto di qualità” di cui si parla da anni nell’ambiente Lazio.

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Lazio, speranze quarto posto al lumicino: ora è (quasi) impossibile. Ecco il dato sulla media punti

A Firenze i biancocelesti hanno perso il loro settimo scontro diretto di questa stagione su 12 giocati: appena 11 i punti raccolti negli scontri contro i rivali alle posizioni europee su 36 disponibili, meno di uno su tre. Sono proprio queste partite, contro le squadre che contano, dove Sarri deve fare punti. E a patirne è proprio la situazione di classifica, con la corsa al quarto posto che si fa via via sempre più complessa e – a tratti – anche impossibile.

Dati alla mano, nelle ultime sei stagioni (a partire dal 2017/18) la media punti necessaria a raggiungere il quarto posto, e dunque la certezza della Champions, è stata di 73 punti. Ad oggi, in attesa della sfida al Milan, la Lazio ne ha 40 e al ritmo attuale le proiezioni danno i biancocelesti a fine campionato con soli 58 punti,. Insomma, circa una quindicina in meno di quelli che in realtà servirebbero per avere la Lazio in Champions.

Se si mette mano alla calcolatrice si nota che, per riuscir a centrare la media punti da Champions la Lazio dovrebbe ingranare la quinta e iniziare a correre ad una media di 2,75 punti a partita, significa praticamente vincerle tutte. Un ritmo ad oggi difficilmente sostenibile per quanto visto in campo: basti pensare che l’Inter – ingiocabile per chiunque e schiacciasassi del campionato – ad oggi ha avuto una media di 2,64 punti a partita e la Juventus dei 102 di Antonio Conte finì il campionato con una media di 2,68. I biancocelesti, insomma, da qui alla fine dovrebbero praticamente quasi raddoppiare il proprio andamento, che ora si attesta ad un modestissimo 1,53 punti a partita.

Una speranza chiamata Dea

Da qui a fine stagione la Lazio affronterà altri quattro scontri diretti contro Milan (27esima), Juventus (30esima), Roma (31esima) e Inter (37esima). Risultati più o meno positivi in queste sfide cardine possono sicuramente rendere più o meno complesso raggiungere quel traguardo che ad oggi sembra impossibile. O quasi. C’è infatti un precedente, in Italia, di una squadra che questa scalata è riuscita a farla. Nella stagione 2018/19 alla 26esima giornata l’Atalanta di Gasperini si trovata ottava a quota 41 punti, appena uno in più della Lazio di Sarri ad oggi. I bergamaschi da quel momento cambiarono nettamente marcia, inanellando una scia di 28 punti in sole 12 partite (2,3 di media) e riuscirono a strappare il terzo posto qualificandosi per la Champions. Impossibile, allora, è nulla e sperare resta lecito. Certo, il Milan rischia di essere davvero un capolinea ma il destino è ancora tutto nelle mani dei biancocelesti.

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Lazio-Milan, numeri e precedenti: Diavolo avanti anche in trasferta

Lazio-Milan, numeri e precedenti del 27esimo turno della Serie A 2023/24. Quello di venerdì sera, sarà il centonovantesimo incontro fra Lazio e Milan. Bilancio a favore dei rossoneri: 85 vittorie. 64 sono i pareggi, 40 le vittorie dei biancocelesti. Per quanto riguarda gli incontri di Serie A giocati nella capitale, Lazio-Milan di venerdì sarà l’incontro numero 81 della storia. All’Olimpico, sono 21 i successi dei biancocelesti, a fronte di 36 pareggi e 23 sconfitte. Il precedente della scorsa stagione è a favore dei capitolini: Lazio-Milan 4-0 firmato da Milinkovic, Zaccagni, Luis Alberto e Felipe Anderson, gennaio 2023. Una delle vittorie più iconiche della passata stagione, che interruppe un digiuno lungo due anni (3-0, aprile 2021). Fra Lazio e Milan oggi, ci sono ben 13 punti. Per i biancocelesti la speranza di rimanere aggrappati al treno europeo, per i rossoneri invece, la voglia di consolidare il piazzamento Champions.

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Traguardo Vecino, nel buio di Firenze rompe un record di Serie A

Quella del Franchi non è stata la migliore prestazione stagionale della Lazio, è vero. Anzi, forse proprio contro la Fiorentina i biancocelesti hanno offerto una delle peggiori performance di questa stagione, dove sono apparsi svogliati e fuori dalla gara fin dall’inizio. Un piccolo motivo per sorridere, però, forse c’è e riguarda uno degli uomini simbolo di questa squadra.

Subentrato a Danilo Cataldi al 62′ della sfida di Firenze, Matias Vecino ha fatto segnare la sua presenza numero 267 nel massimo campionato Italiano, segnando un nuovo record. Con questo traguardo, Vecino diventa il calciatore uruguaiano con più presenze nella storia della Serie A. Il centrocampista biancoceleste si lascia alle spalle un veterano del nostro campionato come Paolo Montero (266 presenze). Chiude il podio, invece, Walter Gargano con 239 presenze. Un traguardo importante per il centrocampista, se si considera che nella classifica spuntano anche nomi di grande blasone come Alvaro Recoba (216) e Edinson Cavani (213).

Il nativo di San Jacinto classe 1991, in due stagioni con i biancocelesti ha totalizzato 51 presenze in A, aggiungendoci anche 5 gol. La squadra con cui è sceso in campo più volte nel massimo campionato tricolore resta l’Inter, con cui Vecino ha totalizzato 104 presenze.

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Lazio, che controsenso: ci si appella alla sfortuna, ma…

La Lazio va male, molto male in campionato. La squadra biancoceleste è ottava in classifica ed è ormai lontanissima dalle prime quattro posizioni. La situazione è critica, al punto che sono tutti sotto accusa. Società, allenatore e giocatori. A Formello si attaccano anche alla sfortuna, perché molti giocatori importanti (come Zaccagni, Patric e Rovella) sono venuti a mancare, per tante partite, proprio quando la Lazio doveva giocare tanti scontri diretti in pochi giorni. La rosa è così stata spremuta. Il centrocampo, da diverse partite, è sempre lo stesso: Luis Alberto-Cataldi-Guendouzi. L’attacco (Isaksen-Immobile-Felipe Anderson) pure. E così la squadra è arrivata a questi impegni senza energie. La realtà però è che in casa Lazio le assenze pesano di più. In Europa non c’è una squadra che abbia utilizzato meno giocatori dei biancocelesti in campionato (21). Perfino squadre senza impegni internazionali hanno più risorse. Ed ecco che se alla Lazio mancano giocatori, si va in difficoltà. Giusto quindi appellarsi anche alla sfortuna, perché le assenze si sono verificate nel periodo con tanti scontri diretti ravvicinati. Ma è stata la Lazio a prestare il fianco alla sfortuna non strutturandosi come un club impegnato su più fronti.