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Lazio, Zaccagni: “Mercato bloccato come una sfida. Ringraziamo i tifosi in campo”

Dopo un’estate complicata finalmente ci siamo, torna in campo la Lazio. I biancocelesti affronteranno il Como allo stadio Senigaglia la prossima domenica alle ore 18:30. Il capitano Mattia Zaccagni è intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali della società per

Zac finalmente ci siamo, torna il campionato, come ci arriva la Lazio?

«Siamo molto contenti che riparta il campionato. Siamo felici del lavoro svolto durante questo ritiro. Abbiamo lavorato molto forte e in modo serio. Siamo contenti del mister e di tutto lo staff, siamo pronti per iniziare»

Cosa vi ha insegnato il finale della scorsa stagione?

«Purtroppo il finale non ci ha dato quello che volevamo e speravamo. Purtroppo il calcio è questo, bisogna rialzarsi e ripartire. E tra due giorni è il momento di farlo»

Tra due giorni affronterete il Como, che squadra è? Che avversario può diventare nel corso della stagione?

«Sicuramente il Como è una squadra in costruzione, è una società che ha speso molti soldi nelle ultime due sessioni. Si stanno formando e vogliono dire la loro, sono molto organizzati, ma noi abbiamo le carte in regola per portare via punti»

Come ti senti? A che punto sei della preparazione?

«Probabilmente avrei dovuto affrontate prima la situazione che si era creata, mi portavo dietro questo infortunio da tre mesi. Ho provato a lavorare per non operarmi ma non è servito, ho deciso di operarmi ed è andato tutto per il meglio, la riabilitazione è andata molto bene. Ho perso sette giorni di ritiro, adesso mi sento veramente bene».

È la tua seconda stagione da capitano, quali sono le differenze che senti rispetto al passato?

«Per me è un grande onore indossare la fascia di capitano della Lazio. Questo era il percorso che volevo fare: affermarmi qui e diventare un punto fermo dello spogliatoio».

Come si sono trovati con Sarri i calciatori che non lo avevano avuto?

«Per chi già lo aveva avuto è stato facile, ma anche per i nuovi è stato un percorso di inserimento molto veloce. Da subito hanno appreso le idee del mister, siamo contenti. Tra poco vedremo un bel lavoro da parte dei nuovi».

Thiago ti vede già in TV, sei il suo preferito della Lazio?

«Per ora sono io il suo preferito (ride, ndr). Mi piace trasmettergli questa passione, anche lui sta iniziando ad amare il pallone come me. Gli piace vedermi in TV e allo stadio, questo mi fa felice».

Che campionato sarà il prossimo?

«Sarà un campionato difficilissimo come tutti gli anni, sappiamo cos’è la Serie A. Ci sono squadre molto forti e organizzate. Il divario tra big e piccole è sempre meno».

Chi è il giocatore che ti intriga vedere quest’anno in Serie A?

«Stravedo da sempre per Modric, sarà un onore giocare contro di lui».

Che Lazio trova la Serie A?

«Noi abbiamo avuto questo problema del mercato bloccato e il mister ci ha detto dal primo giorno di prendere questo come una sfida. Lo spogliatoio ha capito questa cosa e abbiamo visto il bicchiere mezzo pieno in questo. È dal primo giorno tutti insieme per lo stesso obiettivo».

Hai molti obiettivi per questa stagione, anche il Mondiale?

«È logico, quello è un obiettivo importante per me. Il mio obiettivo e il mio sogno è andare al Mondiale».

Vuoi dire qualcosa ai tifosi dopo i tanti abbonamenti?

«Ci dà grande orgoglio e carica, ma un grazie detto qui non è abbastanza. Vogliamo ringraziarli sul campo e farli divertire».

Qualche mese fa è venuto a mancare Diogo Jota, ti ha colpito?

«Sono cose che ci spaventano tanto, ci fa capire che la vita è un attimo. Non vorrei quasi leggere queste cose, sono pesanti, non posso pensare al dolore che ha provato la famiglia. La coreografia dei tifosi l’altro giorno è stata fantastica. La vita è questa, va accettata, penso che abbiano lasciato un grande ricordo».

Solo Pedro ha segnato più di te nella rosa attuale, non sarà facile superarlo

«No, non sarà facile, ma ci proverò (ride, ndr)

Tua moglie è di Napoli, che estate è stata lì dopo il gol di Pedro?

«Ho un sacco di amici napoletani e non so quanti mi hanno scritto per avere un video di saluti da parte di Pedrito. Ovviamente qualcuno gliel’ho fatto fare, ma poi non ho più risposto ai messaggi, erano veramente tanti»

Ti mancano 37 presenze alle 200 in biancoceleste, è difficile ma non impossibile

«È un altro obiettivo che voglio raggiungere quest’anno»

Cosa vuole Zaccagni da questo 2025-2026?

«Ho degli obiettivi in testa, prima di tutto voglio raggiungere quelli che aiutino la squadra, personali e non»

E per la Lazio?

«Vorrei far divertire tanto i tifosi, purtroppo non avremo l’Europa, però vogliamo veramente farli divertire giocando il nostro calcio con intensità».

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Lazio, Dele-Bashiru: “Nelle mani di Sarri per migliorare e fare grandi cose”

Sconfitta in amichevole con il Fenerbahçe per la Lazio di Maurizio Sarri. Ai microfoni di Lazio Style Channel, il centrocampista biancoceleste Fisayo Dele-Bashiru ha commentato il risultato del match: “È stata una partita non facile contro una squadra complicata, è stato un buon modo per mettere minuti nelle gambe e poter migliorare negli allenamenti”. 

Come va con Sarri?
“Le sensazioni sono positive, lo conoscevo ma so che continuando a seguirlo nel lavoro, potrò fare grandi cose”. 

Cosa senti di poter dare nella prossima stagione?
“Voglio migliorare ogni giorno e aiutare la Lazio a conquistare la Champions, ma anche nel crescere in zona gol”. 

Zaccagni ha detto che punta tanto su di te…
“Lo spero che vada così come ha detto, ora ci sono le amichevoli, un passo alla volta. Vogliamo fare una grande stagione”.

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Lazio, Zaccagni: «Ci sono mancati i tifosi. Capitano? Decide il club». Rovella: «Ho ricevuto attenzioni. Daremo l’anima per l’Europa»

La Lazio batte l’Avellino con un rigore di Guendouzi nel recupero e chiude ufficialmente il ritiro di Formello. La partita del “Benito Stirpe” di Frosinone ha dato a Sarri qualche discreta indicazione, ma è stata soprattutto l’occasione per far mettere all’intera rosa qualche minuto nelle gambe. Dopo il rientro nella Capitale, il tecnico spera di recuperare Patric, Dia e Gigot e lasciare a casa il solo Isaksen (mononucleosi). Martedì, infatti, la squadra partirà alla volta di Istanbul, dove è attesa mercoledì dal Fenerbahce di Mourinho e sabato dai campioni di Turchia del Galatasaray.

IL PLAY DI SARRI – Al termine della prima fase di preparazione, dalla zona mista dello stadio hanno preso la parola due dei leader dello spogliatoio: Nicolò Rovella e Mattia Zaccagni hanno ritrovato l’allenatore che li ha voluti a Roma. «Ci siamo chiusi due settimane nel centro sportivo e abbiamo svolto tante doppie sedute, dopo aver smaltito la delusione dell’ultimo anno:l’obiettivo è solo uno, riuscire a riportare la Lazio in Europa», ha esordito senza mezzi termini l’ex Monza. «Il mister mi ha chiamato prima del ritiro, è un maestro. Mi vede vertice basso, io lì mi trovo benissimo, ma devo migliorare sia in fase difensiva che in costruzione, oltre che in fase realizzativa. Sarri predilige un palleggio corto, lavoriamo sul possesso e saliamo tutti insieme. Le sue richieste difensive sono molto più difficili e i calciatori che non hanno lavorato con lui dovranno imparare in fretta», ha ammesso il numero 6, dimostrando di avere le idee chiare. «Il blocco del mercato non è un alibi, anzi: noi dobbiamo essere 26 giocatori umili che seguono il mister e danno anima e corpo in campo. Io ho giocato due stagioni in crescendo, lavorerò per essere convocato al Mondiale dall’Italia di Gattuso. Ho ricevuto attenzioni, ma mi sento un leader qui e sto bene alla Lazio». La chiosa è una carezza ai sostenitori biancocelesti, vicini alle 27.000 tessere. «I nostri tifosi sono fantastici, c’è poco da dire. In un momento complesso, stanno facendo una marea di abbonamenti. I tifosi laziali sono speciali. Noi sappiamo che ci saranno sempre e siamo felici di averli con noi».

CAPITAN ZACCAGNI – Negli ultimi giorni si comincia a parlare della fascia di capitano: all’arrivo di Baroni molti senatori dello spogliatoio votarono per Cataldi, poi finito alla Fiorentina. Per stessa ammissione di Sarri in conferenza stampa, Zaccagni dovrà essere confermato capitano dallo spogliatoio. In attesa della decisione definitiva, il numero 10 ha parlato ai cronisti presenti. «Siamo arrivati molto imballati dal lavoro di queste settimane. Oggi è passato un mese dal mio intervento, non pensavo di poter giocare un tempo. In ritiro ci è mancato l’affetto dei tifosi, ad Auronzo di Cadore li sentivamo vicini. D’altra parte, lavorare a casa ci facilita molte cose». Dopo un anno e mezzo, l’ex Verona ha riabbracciato il “Comandante”. «Mi sono sempre trovato bene col mister, l’ho visto molto carico e gioioso. So che avrebbe voluto lavorare su più moduli, ma per il momento stiamo provando solo il 4-3-3, perché per i nuovi assorbire in poco tempo le sue indicazioni è complicato». La fascia non deve diventare un tema spinoso, Zaccagni lo aggira sapientemente. «Non ne so nulla, leggo davvero poco. Farò quello che mi dirà la società, per me è un onore indossarla e ne sono contento», ha glissato. Il blocco del mercato non sarà un problema, tutt’altro: «Per noi e per tutti è stata una sorpresa, ma il mister ci ha chiesto di prenderlo come una sfida e noi lo faremo».

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Lazio, Lotito: “Sarri, il blocco del mercato e i ricavi. Non abbiamo bisogno di soldi. Scuse ai tifosi? No e non vendo perché…” (VD/AD)

Le parole del presidente della Lazio Claudio Lotito durante la presentazione del tecnico Maurizio Sarri

Il ritorno di Sarri

“La prima parte non si è mai interrotta, sono state situazioni contingenti che hanno comportato l’avvicendamento in quel momento. Motivi anche familiari. Il mister aveva fatto una scelta che abbiamo accettato, non era stata una nostra valutazione, ma per una situazione che abbiamo compreso. Ora proseguiamo insieme per mantenere un percorso intrapreso che non era stato ultimato. Una scelta di cuore, affetto, considerazione e stima per un uomo che ha dato tanto al calcio e alla Lazio, e che può ancora dare tanto. Può insegnare ai nostri calciatori a sfruttare le loro potenzialità”.

I tifosi

“Dipenderà da noi non deluderli, la società sta mettendo in campo tutto ciò che è possibile. Non voglio fare polemiche dal punto di vista normativo, accettiamo le situazioni che si sono determinate anche se non le condividiamo. Necessità fa virtù, non fare mercato per la gente comune è uno svantaggio, ma può diventare qualcosa di positivo se il gruppo decide di dimostrare al massimo le proprie potenzialità. Il gruppo ha in Sarri un maestro che può tirare fuori il massimo. Nella scorsa stagione non è successo visto il risultato finale, spero che i calciatori colgano l’occasione come un momento di coesione. Mi sembra dai primi giorni di allenamento c’è grande disponibilità da parte dei ragazzi. Ora starà a loro dimostare quanto valgoino”. 

Obiettivi cambiati senza mercato?

“Penso che noi non ci siamo mai prefissati obiettivi in partenza. Abbiamo allestito una squadra che può competere e lo abbiamo dimostrato nella prima parte, anche in Europa. Poi abbiamo buttato chance contro squadre abbordabili in casa, forse era scomparso lo spirito battagliero. Ieri un giocatore importante mi ha fatto sorridere, io mi faccio la foto a patto che venga il mister con me. Viene già considerato per l’autorevolezza, come elemento trainante per un valore aggiunto. La nostra scelta, indipendentemente dal mercato che non pensavamo fosse bloccato, nasce dal pensare che fosse Sarri il più idoneo. Ma anche sul percorso interrotto prematuramente senza una scelta voluta dalle due parti. Ricorderete: dicemmo “apriamo un ciclo che ci porterà a crescere man mano”. Il ciclo si è interrotto, ora lo abbiamo riscoperto con la difficoltà del blocco del mercato. Ma la rosa dal punto di vista numerico è abbondante, dovremo tagliare quando il mister sceglierà chi continuerà qui. Alcuni di loro poi sono stati poco valorizzati, il mister ha la capacità empatica di farli migliorare. Il campo sarà il nostro giudice. Noi da società mettiamo a disposizione tutto ciò che possiamo. Abbiamo scelto di non fare il ritiro fuori perché il centro sportivo ha tutto per formare al meglio la squadra. Ce l’hanno riconosciuto anche i giocatori e il mister, senza essere sballottati a destra e sinistra. Se i giocatori si mettono a disposizione e recepiscono le sue indicazioni, vedremo che risultati otterremo. Sono convinto che il valore aggiunto è il mister, che è un fuoriclasse. Come tale lavorerà. Ci sono giocatori normali, buoni giocatori, ottimi giocatori e campioni. Non dico campioni, ma tutti insieme possono fare grandi cose”.

Sul blocco del mercato

“Lotito era consapevole 8 anni fa a istituire un indice di liquidità quando saltò il Parma a campionato in corso, per far sì che non saltassero a campionato in corso. Monitora i costi e ricavi a breve, nei 12 mesi. L’indice all’epoca era 0,2 o 0,3. Oggi è 0,8 per le aziende in crisi. La fotografia della scoietà viene fatta al 31 marzo, immaginate cosa può accadere. Il 31 marzo uno ha una fotografia, poi al 30 giugno può essere un altra. Io lo chiamo indice di stupidità. Si verifica questo: una persona rigorosa, attenta, se fa investimenti patrimoniali, arricchisce la società, realizza cose con la cassa della società. Se uno fa così, la Lazio è l’unico contribunete in Italia che negli uiltimi 20 anni ha pagato la rata del Fisco con 6 mesi di anticipo. Scadeva il primo aprile, pagavamo a novembre. Sempre adempiuto a ogni cosa. La Lazio parte con la rata di 6 milioni del Fisco pregressa creata da altri, poi paga 15 milioni all’anno per la legge che ha salvato lo sport con il Covid e spende circa 6 milioni per la squadra femminile, che non tutti anno. Vuol dire partire con -27 milioni. Nonostante ciò non abbiamo mai ritardato un pagamento, stiamo facendo degli investimenti. Non ha un mutuo, non ha un leasing, non ha un bond. Io potrei fare tutto ciò andando in banca, facendo un bel mutuo, e gravo la società di debiti. Squadre hanno 500-600-700 milioni di debiti e hanno l’indice a posto. L’hanno spostato dal breve al lungo termine. Se io lo sposto da 12 a 13 mesi non viene monitorato dall’indice. Vero, è nato tutto da una svista, l’attuale management che ho trovato e che ho lasciato perché comunque stimo, ha scaricato i costi entro il 31 marzo sul presupposto che l’indice di liquidità sarebbe stato abolito dal 1° luglio. In Europa la Lazio non ha problemi, è solidissima. Bastava sposare 3,6 milioni di costi ad aprile per non avere questo problema. Mi hanno detto la norma è stata abolita, ma vale sempre la vecchia norma. Uno vende e ricompra. Quando abbiamo visto questa cosa abbiamo avvisato il mister del problema, non ci sono né inganni, né atteggiamenti diversi. Tutto questo è fuori da ogni logica. Alcune sanzione comminate dalla Fifa sono state impugnate e annullate perché considerate troppo restrittive dal Tirbunale dello Sport. La Lazio ha 300 milioni di patrimonio immobiliare e altri 300 di giocatori, nonostante ciò siamo stati puniti. Una cosa che non fa onore al calcio italiano. Ora ci sarà una nuova Covisoc, ma non è colpa loro perché prende atto delle norme fatte dalla Federazione. Siamo in silenzio, faremo di tutto sulla base delle necessità che matureranno dopo il girone d’andata, non ci tireremo indietro. Abbiamo speso centinaia di milioni di giocatori, abbiamo avuto tante offerte per i giocatori, non li abbiamo ceduti né a gennaio scorso, né adesso. Il tecnico valuterà chi è idoneo. In alcuni ruoli ci sono doppioni, quindi vedremo”.

Chiedere scusa ai tifosi?

No, per un semplice motivo. Io non ho fatto nulla per non potenziare la società. Sono anni che sto potenziando la squadra. L’indice di stpidia, non conta nulla, ma conta l’indice di solidità. La Lazio non può fallire. Se mi blocchi il mercato, mi crei un danno. Questa restrizione crea un danno, se avessero mantenuto l’indice con “io vendo 100 e compro 100″ avrebbero salvaguardato l’integrità della società. Oggi non posso comprare neanche uno per la Primavera. Vediamo l’indebitamento delle altre società? Che ha fatto la Federazione per tutelare l’integrità e la regolarità del campionato? Voi partite sempre dai nomi, mi dovete spiegare perché allora la Lazio ha vinto contro le più forti e perso contro quelle che stavano retrocedendo… Squadre sono partite per vincere tutto e non hanno vinto niente, non è un discorso solo di nomi, ma di creare un’alchimia nello spogliatoio per far esprimere al meglio le potenzialità delle rose”.

Offerte per la Lazio?

“Totalmente falso. Vi annuncio: la Lazio è una società quotata in borsa, è reato. Sono notizie totalmente false e destituite di fondamento. Solo fantasie di qualche soggetto che ha interesse a strumentalizzare e a creare problemi alla società, soprattutto al sottoscritto. Non consentirò a nessuno di utilizzare mezzi improri per creare problemi alla società. Nel momento in cui si mettono in atto azioni contro di me, ognuno se ne assume le proprie responsabilità”.

Flaminio?

Se dipendesse dalla mia volontà, ci sarebbe il 100%. Abbiamo messo in campo tutto quello che dovevamo, stiamo lavorando in silenzio, come sono abituato. Facciamo le cose pratiche, fatti e non parole. Non parlo, lavoro, con uno staff di altissimo livello. Stiamo mettendo tutta la documentazione necessaria e siamo sicuri di essere nella parte del giusto. L’investimento della Lazio è di oltre 140 milioni per il territorio, e non per lo stadio. Il progetto del Flaminio serve per riqualificare tutta la zona di Roma, non solo la struttura. Abbiamo dato delle soluzioni tecniche e tante persone qualificate al nostro fianco. L’amministrazione sta dimostrando grande disponibilità perché ha visto la serietà. Poi ci sono strumentalizzazioni da bar che vengono dette. C’è un iter che va seguito con professionalità sapendo di fare le cose giuste e in modo trasparente, qui nessuno è agevolato. Lo stadio Flaminio è nato come uno stadio di calcio, non è una piscina. Nessuno favorisce nessuno. Deve finire la campagna denigratoria e strumentale, si vuole evitare, magari anche da qualche tifoso laziale, che la Lazio possa tornare a casa propria. È un investimento da 480 milioni, penso di star facendo un’iniziativa di interesse collettivo. Stiamo facendo tutto per far sì che questo accada. È meglio prevenire che curare, stiamo facendo piano piano i nostri passi”.

Player trading: vendere giocatori all’apice rispetto al passato?

“Domanda è intelligente. Se vendevamo i giocatori all’apice, i tifosi sarebbero stati scontenti. È un cane che si morde la coda. Sicuramente l’esperienza maturata sarà considerata nelle future valutazioni. Noi dobbiamo allestire una squadra sui nomi, non sui soldi. Non è solo un problema di denaro, ma di organizzazione dal punto di vista tecnico, si potrebbero prendere giocatori a poco ma molto forti. Non è questo il tema, ma l’effettivo riscontro delle qualità tecniche dei giocatori. Per accontentare all’epoca il mister Inzaghi non ho venduto Milinkovic a una cifra importantissima, elevatissima, proprio per l’impegno preso. Fu per altro per una serie di coincidenze, il mercato in entrata era chiuso all’1 agosto, avevamo pochi giorni per sostituirlo. Tare mi aveva detto che in pochi giorni non sarebbe riuscito a sostituirlo. Io ho sempre onorato gli impegni che ho assunto, e non volevo privare i tifosi di un idolo. Dal punto di vista economico, avete ragione. Ma questa è una scelta per la piazza e per l’allenatore, che magari forma il giocatore e poi gli viene sottratto. La società così avrà un vantaggio, ma anche i tifosi devono avere i propri beniamini”.

Aumentare i ricavi della Lazio? Lo Sponsor?

Stiamo lavorando in questo senso, abbiamo dato priorità ad allestire certe strutture per la pubblicità e per gli sponsor. Abbiamo creato radio, tv, app che possono consentire a noi sul mercato di avere nuovi sponsor. In passato abbiamo avuto Binance che ha pagato puntuale con cifre importanti. Non metto un marchio sulla maglia per 1/2 milioni, svilisco il valore del mercato. La Lazio secondo voi era giusto che partecipasse alla Conference league? Non era una competizione a cui aspiravamo, deve averne diverse. Ci è saltata l’Europa League e ci è entrata la Roma che ci stava sotto 15 punti. Alla Lazio è successo qualcosa: ci siamo spenti? Ai posteri l’ardua sentenza”.

Tornare sul mercato

La Lazio sta lavorando per correggere l’impianto tecnico-agonistico della squadra. Se ci chiedono tutti i nostri giocatori, significa che la squadra non è male. Parlavano male di Tchaouna, e l’abbiamo venduto a 15 milioni. Abbiamo ritenuto non vendere i nostri calciatori nonostante le tante richieste per tanti motivi, sia per rispetto per l’allenatore e sia perché la Lazio non ha bisogno di cassa. Abbiamo impostato un ragionamento di crescita di un certo tipo. Se poi dei calciatori verranno considerati non idonei, saranno ceduti e sostituiti con alcuni più funzionali. Abbiamo il mercato invernale in cui ci troveremo a parlare di altro. La Lazio lavorerà per operare a gennaio”.

Ancora su Sarri

“Ho grande stima di Sarri dal punto di vista umano, trasmette valori di lealtà. Lavoro perché la Lazio faccia il suo meglio, con l’Academy e lo stadio potrà avere certezza del futuro e un ruolo più importante, senza instabilità. Tante squadre hanno problemi. I laziali devono stare tranquilli, non devono chiedere aiuto a nessuno. Tutti vogliono tutto, io voglio creare le condizioni perché questo club mantenga i suoi profili e resti solido. Per questo mi batterò sempre, spero di raggiungere anche i risultati sportivi, fin qui ci siamo difesi. Ora dobbiamo fare il grande salto”.

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Lazio, Sarri: “Affrontiamo la difficoltà senza alibi. Fregato ma non me la sono sentita di lasciare. Obiettivo? Creare una base per 2-3 innesti futuri”. Poi sui singoli… (AD/VD/FT)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico della Lazio Maurizio Sarri presso il centro sportivo di Formello: Si riparte con delle difficoltà, ma ai ragazzi ho detto che dobbiamo affrontarla senza crearci degli alibi. Veniamo da due settimi posti, abbiamo bisogno di miglioramenti che in questo momento non possono arrivare attraverso il mercato. L’alternativa ora è migliorarci attraverso il lavoro. Dobbiamo lottare tutti i giorni per gli altri miglioramenti, ovvero quelli relativi alla crescita dei singoli”.

I tifosi stanno rispondendo presente:Ho detto che la Lazialità ti invade e lo dimostrano ancora una volta, i tifosi si incazzano ma poi ancora una volta sono lì. Questo significa essere laziali e questo è uno dei motivi per cui sono tornato qui“.

Il primo pensiero quando ha saputo del blocco del mercato? Che il presidente mi aveva fregato (ride, ndr), ma ormai la decisione era presa. La decisione di tornare era quella, lasciare per la difficoltà mi sembrava brutto nei confronti del club e dei tifosi. C’è stata un’arrabbiatura di un’ora, poi ho messo da parte. Ho fatto una scelta, ho letto che sono tornato perché non avevo alternative ma ho trattato con quattro società italiane, club arabi e sudamericani. È stata un’estate prolifica, ma ho scelto la Lazio per il rapporto con l’ambiente compresi anche i magazzinieri. Tornare è una soddisfazione”.

C’è preoccupazione dopo due settimi posti consecutivi e l’impossibilità di fare mercato?L’obiettivo deve essere costruire una buona base per poi intervenire in futuro sulle 2-3 cose di cui avremo bisogno, non c’è preoccupazione. Questa squadra avrebbe bisogno di qualcosa per fare il salto di qualità necessario. Serve umiltà perché siamo reduci da due settimi posti, ma serve anche convinzione perché c’è margine per crescere. Pensare ad altro ci toglie solo energie, se questo miglioramento ci porterà qualcosa di concreto non lo so”.

Quest’anno centrare l’Europa sarebbe un miracolo?Il rischio che squadre ti sono arrivate subito dietro e possano superarti è evidente. Il Como è la squadra più attiva sul mercato, ma questo ci deve interessare fino a un certo punto, l’obiettivo deve essere costruire una bella base per poi diventare competitivi aggiungendo 2-3 innesti. Più faremo crescere questi ragazzi più saremo solidi, in questo momento se ragioniamo sulle altre squadre ci facciamo del male da soli. Dobbiamo pensare a lavorare e andare in un’unica direzione, serve determinazione feroce“.

Come procede l’adattabilità al suo calcio di Tavares e Dele-Bashiru? “Prima di tutto mi lego a ciò che diceva il presidente, ovvero che si può provare a portare a un limite la squadra ma questo limite magari non è sufficiente. Il fattore economico è fondamentale e lo dimostra il fatto che vincono sempre le società che hanno un fatturato mostruoso. Tavares e Dele-Bashiru sono due libri da scrivere, l’approccio è buono. Nuno non è tatticamente come pensavo, l’esperienza da giovane al Benfica gli ha lasciato qualcosa di importante. Dele è un ragazzo di grande forza, se impara qualche movimento ci può dare una grande mano. Noi questa settimana si voleva lavorare su moduli alternativi, ma abbiamo deciso di posticipare per evitare di mandare in confusione qualche giocatore. Ci lavoreremo quando i giocatori avranno certezze”.

Che step è mancato alla Lazio di crescere ulteriormente dopo il suo secondo posto? “Ho detto che dall’esterno avevo la sensazione che sia mancato questo impatto emotivo che per 4-5 mesi la squadra ha avuto e mi ha fatto impressione per l’energia nervosa e caratteriale che aveva. Può anche darsi che le energie nervose erano al lumicino, sono state giocate tante partite e non parlerei di fallimento per la scorsa stagione. Due anni fa c’era un gruppo con età media molto elevata, c’era bisogno di un cambiamento e i giocatori arrivano a un momento del loro percorso in cui sentono la necessità di cambiare. I cicli finiscono, su questo non c’è niente da fare. Bisogna innescare un ciclo nuovo e non è sempre così semplice, tra un paio d’anni faremo i conti”.

Tornando indietro Sarri avrebbe accettato la Lazio consapevole di non aver potuto far mercato?La vita è fatta di scelte, non puoi mai sapere quali effetti possano portare altre scelte. Da quel punto di vista sono ignifugo, non guarderò mai indietro e sindacare sulle possibili scelte fatte o non fatte. Dovevo solo scegliere se rimanere o meno e ho ritenuto fosse il caso di rimanere e affrontare tutte le difficoltà con la gente laziale”.

Sente la responsabilità anche del garante della stagione della Lazio?Sento di avere l’obbligo di dover dare tutto per rispetto a questa gente. Io non posso essere garante di risultati, né di comprare giocatori da 100 milioni. Io devo sentirmi garante di portare la mia professionalità e mettere l’anima cercando di trascinare un gruppo, magari questo non basterà perché ci serve la gente al nostro fianco. Magari possono criticarci tutta la settimana, ma poi abbiamo bisogno della gente al nostro fianco. Sento la gente partecipe al 100%”.

Ha qualche idea sui due calciatori che potrebbero essere tagliati? Come ha trovato Provstgaard?Visto che in 14 non si può giocare qualche scelta andrà fatta, sarà il percorso che ci dirà chi merita di giocare di più. Sono stati fatti nomi di giocatori che giocheranno tante partite, pensare di avere una gerarchia dopo 8-9 giorni di allenamento è una follia. In questo momento ci sono giocatori che entrano subito in condizione e altri che avranno bisogno di più tempo. Provstgaard ha una grande attitudine al lavoro, ha una professionalità incredibile. È un ragazzo destinato a crescere e fare una carriera di buon livello, poi in questo momento ha da mettere apposto anche lui alcuni dettagli“.

Ha avuto modo di contattare Insigne?Ho cancellato la lista dei desideri dopo che ci hanno bloccato il mercato. L’unico desiderio è lavorare con la squadra, pensare a quello che può succedere tra 4-5 mesi mi sembra porre l’attenzione su qualcosa che non mi fa comodo. Lorenzo mi ha dato tantissimo, ma in questo momento da quello che mi sta dicendo il presidente certe possibilità non ci sono“.

Che derby si aspetta con Gasperini?Le partite contro Gasperini sono sempre dure e difficili, la caratteristica che aveva l’Atalanta è che se l’affrontavi quando stava bene fisicamente era dura, poi magari affrontava qualche momento di down e ci potevi giocare tranquillamente. Le ultime 10 partite con Gasperini sono state sempre vittorie o sconfitte, raramente ricordo pareggi. Sarà una partita difficile, cerchiamo di renderla possibile. Il derby è la partita più costosa dal punto di vista emotivo e di energie, io stavo un giorno al letto dopo i derby perché ti prosciuga, spero mi possa dare le stesse sensazioni“.

Passati 11 giorni di ritiro è sempre convinto che serviranno 2-3 aggiustamenti?Quello va fatta una valutazione corretta, si possono variare delle considerazioni valutando i giocatori quotidianamente rispetto all’esterno. Può essere che le mie idee saranno completamente diverse tra quattro mesi rispetto a quanto pensavo 20 giorni fa. In questo momento i giocatori sono difficilmente valutabili, c’è il ragazzo che magari arriva più pronto ed è più leggero, in questi momenti ci vuole grandissima attenzione a dare dei giudizi”.

Come ha vissuto questo ritiro a Formello e come lo ha vissuto la squadra?La tendenza generale è quella di fare i ritiri nei centri sportivi, specialmente per chi ha centri sportivi di alti livelli. Sono cambiate le abitudini dei giocatori, il giocatore vuole avere la macchina per la crioterapia alle 7.30, sono necessità completamente diverse rispetto a 10 anni fa e nei ritiri in montagna è impossibile trovare queste comodità e abitudini. È una tendenza non della Lazio, ma che si sta generalizzando. Noi ci stiamo trovando bene, è chiaro che l’ideale sarebbe avere un bagno di folla e un contatto diretto con i tifosi 3-4 volte in questo periodo“.

Cosa l’ha colpita tatticamente del 4-2-3-1 di Baroni?La Lazio non mi ha colpito tatticamente, ma dal punto di vista dell’energia che sprigionava in campo. Non posso derogare sul modulo, in certi momenti della partita alzava l’energia e questo ho sempre detto della Lazio di Baroni. A me riesce un calcio diverso, non ho guardato l’aspetto tattico. A Baroni veniva contestato di giocare il 4-2-3-1 e serviva un centrocampista in più, ora arrivo io e mi si chiede di togliere un centrocampista. Belahyane mi piace, ha una bella gestione della palla”.

Si sente di ribadire di voler chiudere la carriera qui alla Lazio?Questo l’ho sempre detto, poi nella vita ci sono momenti più importanti del calcio e purtroppo ho attraversato uno di quei momenti. A me piacerebbe allenare una squadra con l’età media più bassa, è una cosa che mi affascina e penso di saper fare. Il PSG ha dato una lezione a tutti, ha fatto fuori le stelle mondiali e preso dei giovani forti, veramente forti perché li ha pagati tanti soldi, ma ho visto una squadra con una brillantezza e un’energia che con quelle stelle internazionali non poteva avere. Ha vinto dove aveva fallito, la lezione l’ha data a tutti. Questa voglia di allenare una squadra dall’età media molto bassa ce l’ho”.

Che ruolo avrà in questa Lazio Cataldi?Il capitano è il giocatore che ha più presenze nel club, Marusic ci tiene un pochino meno di Cataldi da questo punto di vista ma poi il percorso deciderà chi indosserà la maglia. Cataldi e Rovella verranno gestiti come tutti gli altri, chi merita di più gioca”.

Si sente di avere alibi in questa stagione?Se ti dai degli alibi non tirerai mai fuori il 100% delle tue possibilità, ci si deve dimenticare di tutto questo. Poi il 100% delle proprie possibilità magari non può bastare, se il nostro livello di valore è 7 e rendiamo 7,1 abbiamo fatto un grande lavoro, se poi altre sette squadre faranno meglio avremo comunque fatto un grande lavoro. Ci vuole la consapevolezza di capire che ci sono tante squadre migliori di noi, ma il nostro unico appiglio per il miglioramento è il lavoro In questo momento la squadra deve essere un condensato di umiltà e valori”.

Qual è l’obiettivo del secondo ciclo di Sarri?L’obiettivo del diverimento deve essere per i giocatori, se un giocatore si diverte riesce a contagiare i compagni di squadra, lo staff, la curva e lo stadio. Divertirsi in campo ha una prerogativa, per divertirsi la domenica bisogna lavorare tanto durante la settimana. Per dominare serve equilibrio tattico, per avere equilibrio serve enorme lavoro sul campo”.

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Immobile chiarisce: “Non c’è stata possibilità di tornare alla Lazio. E sul Bologna…”

L’ex capitano laziale riparte dal Bologna: le sua parole a SkySport durante il ritiro.

Dopo un anno in Turchia, Ciro Immobile torna in Serie A; un colpo al cuore per tutti i tifosi della Lazio che saranno costretti a rivederlo in campo da avversario, con la maglia del Bologna.

“Una possibilità di tornare alla Lazio? No, non c’è stata. Quello che abbiamo fatto insieme, quello che mi ha dato la città di Roma, sono ricordi che mi porto dentro e nessuno me li potrà mai togliere.

Bologna? Un bell’inizio, forte, c’è entusiasmo ed è contagioso. In Turchia ho fatto una esperienza molto importante, ho chiuso l’anno con 20 gol anche con qualche problema fisico nella seconda parte; abbiamo anche alzato un trofeo e non è mai scontato. Quest’anno ho ricominciato con l’entusiasmo di un ragazzino.

Classifica degli obiettivi? La conferma del Bologna in Europa al primo posto: vorrebbe dire fare una stagione importante a livello di squadra, da 65 punti o più. Poi direi fare tanti gol, tornare in Nazionale, vincere la classifica marcatori. È ovvio che se vinci la classifica marcatori automaticamente dovresti andare al Mondiale”. 

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Lazio, Gila: “Percorso lungo, con Sarri cambiato tutto. Meglio se sfavoriti, Provstgaard fortissimo”

«Abbiamo buone sensazioni, dopo tanto tempo di vacanze e allenamenti in ritiro. Abbiamo fatto una partita mettendo in pratica quello che il mister voleva. Dobbiamo migliorare, ma siamo contenti del risultato. Non ci fissiamo sul punteggio, è più importante vedere in partita le cose che proviamo in settimana». Queste le parole del difensore della Lazio Mario Gila, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel a margine dell’amichevole contro la primavera terminata 3-0 per la prima squadra grazie alle reti di Pedro, Cancellieri e Basic.

Il centrale iberico ha poi proseguito parlando delle differenze tra l’attuale tecnico Maurizio Sarri e il precedente Marco Baroni: «Il nostro è un percorso lungo. Il modo di difendere di Sarri è molto diverso da quello Baroni: prima attaccavamo l’uomo, mentre ora siamo compatti e lavoriamo sulle rotture. Dobbiamo impegnarci molto sulla tattica e rimanere concentrati sui movimenti dell’avversario. Per noi che abbiamo già lavorato con Sarri è più facile, gli altri invece si stanno già abituando molto bene. Ci basiamo su movimenti, sullo stare stretti, è un’altra cosa rispetto a quello che facevamo con Baroni. Ma ci sono comunque delle cose che dobbiamo migliorare».

Gila ha inoltre commentato la prestazione di Oliver Provstgaard che nella sfida è stato suo compagno di reparto in difesa: «Provstgaard? È fortissimo, ha la mentalità giusta per essere un calciatore professionista. Sta sempre sul pezzo, concentrato: è da ammirare e molto tosto. Siamo contenti di averlo in squadra. Cerco di aiutarlo il più possibile e se starà al 100% potrà anche giocare con noi per darci una mano. Per la stagione noi stiamo tranquilli, ci affidiamo al lavoro del mister, sappiamo di avere qualità e che possiamo fare grandi cose quest’anno. Purtroppo non giocheremo l’Europa, ma vediamo la parte positiva: giocheremo una partita a settimana e avremo più energia. Siamo contenti di affrontare una stagione in cui non ci vedono come favoriti, prendiamo tutto questo con la cattiveria giusta».

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Lazio, Marusic: “Serve motivazione, poi vedremo dove arriveremo. E sul ritiro a Formello…”

Le parole di Adam Marusic, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel a margine dell’amichevole contro la primavera terminata 3-0 per la prima squadra grazie alle reti di Pedro, Cancellieri e Basic.

“Abbiamo fatto una buona gara, due tempi da 45 minuti. Dopo tutto il lavoro di tutti questi giorni, credo che alla fine abbiamo una buona partita. Dobbiamo fare quello che vuole il mister, lo sappiamo già. Tanti di noi ci hanno già lavorato, sono le stesse cose di due o tre anni fa. Serve lavorare, migliorare ed essere pronti per il campionato.

I nuovi? Per loro sarà un po’ più dura, anche per noi è stato un po’ complicato la prima volta che è arrivato a Roma, serve pazienza.

Ritiro in casa? Per me questo è il nono anno qui ma il primo ritiro a Formello. È bellissimo, abbiamo tutto per lavorare bene. Solamente il clima è diverso rispetto ad Auronzo (sorride, ndr). Dobbiamo adattarci e continuare così. Gli allenamenti sono duri ma è normale in questi giorni.

L’inizio del campionato? Dobbiamo guardare partita dopo partita, non troppo avanti, lavorare bene e migliorare ogni aspetto. Si parte a fari spenti, se è un vantaggio? Il calcio vive di alti e bassi. Dobbiamo avere tanta motivazione, tanti obiettivi, dobbiamo lavorare tutti insieme e poi capiremo dove arriveremo”.

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FORMELLO, DAY 3 – Lazio, Pedro: “Sarà difficile ma puntiamo la Champions. Su Sarri e il rinnovo…”

Pedro a LazioStyle dopo l’allenamento mattutino

“Il rinnovo, la conferma alla Lazio? Molto contento di essere un altro anno qui. La verità che sono molto gradito a tutti, ci aspetta un anno difficile, ma dobbiamo lavorare tutti per raggiungere gli obiettivi.

I primi giorni sono sempre difficili, perché è passato del tempo, ma alla fine penso che con l’ambizione dobbiamo lavorare forte e insieme e andare avanti in questo nuovo anno.

Com’è cambiata la preparazione estiva? Cambia tanto, quando sei più esperto devi lavorare un po’ di più, è vero che mi sono allenato in tanti posti per essere un po’ in forma. Ma quando comincia è sempre un po’ difficile perché non lo stesso allenarsi con la squadra. A volte costa tanto, ma penso che sia normale. Abbiamo due tre settimane di lavoro forte, per avere una condizione ottima poi vediamo come arriviamo sul campo a inizio stagione.

Prima si lavorava su altri aspetti. Prima si lavorava più su aspetti tattici, oggi più sul lavoro fisico. In dieci anni è cambiato, ma è normale: a volte si fa un lavoro più tecnico o al volte più fisico, anche perché ci sono tanti impegni oggi, e si lavora sulla prevenzione dell’infortunio e sul fisico, dati gli impegni ravvicinati sul calendario. Adesso costa recuperare invece

Oggi si fanno tre quattro blocchi di corsa, io prima non lavoravo cosi, è un’idea diversa di calcio, ora è tutto molto più controllato. È difficile perché è un lavoro molto esigente e fisico perché prima non era così. Pure la tecnologia fa questo, prima ora si vedono tanti dati, mentre prima no.

La mia esperienza fuori dal campo? Penso che sia importante, sono il giocatore più esperto, ho vissuto tante cose nel mondo del calcio e penso possa dare un aiuto ai giocatori più giovani, ho l’ambizione di aiutare la squadre con l’idea che insieme possiamo fare cose grandi. L’anno scorso abbiamo perso un po’ di ambizione, siamo calati e poi abbiamo finito male. Dobbiamo ritrovare quell’entusiasmo che avevamo a inizio stagione. Abbiamo l’opportunità magari di non giocare l’Europa, avendo tutta la settimana per preparare la partita. Per fare un bell’anno, dall’altra parte può essere un anno difficile dato che siamo abituati a giocare l’Europa.

Alla Lazio è arrivato Sarri. È sempre buono avere Maurizio, lo conosciamo tutti qui, è un allenatore con un carattere forte, è una buona opzione lavorare con lui. Sta provando tanto anche i giocatori che non conosce. Oggi abbiamo un livello in cui possiamo essere lì: per raggiungere l’obiettivo Champions.

Se possiamo competere in Europa? È molto difficile, abbiamo avuto una stagione in cui ci sono 8/9 squadre che competono per lo stesso obiettivo, è molto complicato. La serie A è un campionato difficile. Se vogliamo fare un passo in avanti dobbiamo puntare al massimo, sull’Europa.

Il mio ruolo nel tridente di Sarri? Sul tridente è difficile, l’anno scorso era dentro sempre la punta. Lui lavora pure su questo, l’unica cosa importante è che posso fare il trequartista o l’esterno, ma vediamo, sarà difficile, ma sono sempre disposto a dare il contributo alla squadra. Voglio lavorare su come aiutare la squadra.

Se quando subentro cambio ritmo alla partita e quanto indice la testa? Molto, è un altro stimolo per i giovani, è difficile per chi sta in panchina poi entrare. Penso che ci sia un lavoro mentale molto forte, bisogna sfruttare ogni minuto. Le opportunità passano, bisogna essere concentrati, è una questione mentale. Non è facile.

Ci sono giocatori a cui costa di più, mentre c’è chi entra subito in questa mentalità. Penso che si debba avere un po’ di pazienza con i giocatori giovani. È un meccanismo che uno deve mettersi in testa per aiutare la squadra.

La mentalità è fondamentale. Se sei concentrato sull’allentamento poi sei in partita, si può sbagliare ma se sei concentrato la questione cambia, devi stare sempre sul pezzo. L’obiettivo è lavorare tutta la settimana per arrivare bene in partita. La partita di vince ancora prima di entrare in campo, ci possono essere errori imprevedibili, ma si deve reagire, e devi essere pronto e concentrato.

La risposta dei tifosi? Sono un forza importante per noi, danno un supporto forte. Abbiamo finito molto molto male lo scorso anno, ma deve essere uno stimolo per ognuno giocare davanti ai tifosi in casa. Sono una forza per noi.

Fabregas a Como alla prima di campionato? Sta facendo un lavoro molto impressionate. È giovane, ma ha un’idea molto chiara di gioco, ha dato fastidio a tutti. Sarà una partita molto difficile per noi. Hanno fatto un progetto di crescita con giocatori giovani. Mi aspetto una partita difficile.

Le vacanze fanno bene alla testa e al corpo per risposare, ma dopo questo la stagione è iniziato. Ci dobbiamo mettere in testa che sarà una stagione difficile.

La mia fondazione? Facciamo tante cose, la cosa importante è aiutare le persone per trasmettere i valori ai bambini, come la solidarietà, ambizione, essere una buona persona e rispettosa. Niente arriva senza costanza, o come i tanti valori che stanno dietro al calcio o allo sport. Vogliamo trasmettere quello e aiutare le persone e i bambini. Lavoriamo con i centri medici, con tante scuole, alla fine è importante aiutare le persone in questo momento: un momento difficile per tutti per com’è oggi la vita, ogni giorno più cara, e per le famiglie è sempre più difficile avere i soldi o semplicemente anche vedere una partita di calcio. Sono contento di aiutare. Lavoriamo con tante famiglie in difficoltà che non hanno risorse. In tutte le canarie lo facciamo. Lavoriamo con i centri medici con bambini con il cancro, abbiamo aiutato i centri medici a creare sale pediatriche, o aiutiamo coloro che non riescono a fare la spesa, o per coloro che non sono riusciti ad andare a scuola”.

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Bologna, Immobile: “Affrontare la Lazio sarà speciale”

“Ho vissuto 8 anni stupendi, abbiamo fatto insieme cose straordinarie. Sarà speciale per me”. Queste le parole di Ciro Immobile, che, dopo la parentesi turca al Beşiktaş, è pronto a tornare in Serie A, ma non con la maglia biancoceleste. L’ex bomber della Lazio è infatti approdato al Bologna per aiutare la squadra di Vincenzo Italiano con i suoi gol, in vista di una stagione che li vedrà protagonisti in Italia e in Europa. L’attaccante campano si è oggi presentato ai suoi nuovi tifosi, ma non poteva mancare il passaggio sulla Lazio, squadra in cui ha messo a segno 207 gol, diventando il miglior bomber della storia per i Capitolini.