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Irene tifosa della Lazio:dalla Laurea all’Olimpico per passione: le emozioni della tifosa a Radiosei – (AUDIO)

Irene Masi in collegamento con “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per raccontare la sua passione per la Lazio.

Romana, studentessa di 25 anni, Irene si è laureata giovedì pomeriggio alla Sapienza in Diritto d’Economia dell’Unione Europea, magistrale di Giurisprudenza. Tutto normale, se non fosse che la nostra appena ricevuto l’applauso di amici e parenti, si è recata allo stadio Olimpico per assistere a Lazio-Viktoria Plzen.

La neo dottoressa inoltre inquadrata nel grande schermo allo stadio, con la bandiera della Lazio in mano e corono d’alloro sulla testa. “Dopo la discussione abbiamo fatto brindisi e foto, quindi sono scappata alla stadio. Ho terminato alle 16,30, papà era già diretto allo stadio. Io il biglietto l’ho preso in taxi”, ha svelato Irene.

“Io sono abbonata in Curva Nord, ma non sapendo quando avrei discusso la tesi ho aspettato e i biglietti in Curva non c’erano più. La mia immagine in tv e sullo schermo dello stadio? Non mi ero accorta di nulla, ero troppo concentrato sul corner. Sono stata ritratta pochi secondi prima della rete. Dopo il gol sono stata bersagliata dai messaggi dei miei amici”.

Irene è della Lazio e nel giorno più importante della sua vita accademica, quello della laurea, sceglie di celebrare il traguardo nel luogo che più la rappresenta: lo stadio. Con ancora la corona d’alloro sul capo e l’emozione del discorso di laurea nel cuore, non ha dubbi su dove proseguire la sua giornata. Per lei, la Lazio non è solo una squadra, ma un pezzo della sua anima, una fede incrollabile che va oltre ogni evento personale. Indossa la sciarpa biancoceleste e si immerge tra i cori e l’adrenalina della partita. Perché la Lazio è famiglia, emozione pura, un amore che non si mette in pausa nemmeno nei giorni più speciali della propria vita. Brava Irene “Non mollare mai”.

GLP

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‘SVB’ – Burreddu: “Bologna-Lazio scontro Champions. Ecco i meriti di Baroni e Italiano” – (AUDIO)

Il giornalista della Gazzetta dello Sport, Giorgio Burreddu, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”, per anticipare i temi di Bologna-Lazio, con un focus sul ruolo dei due tecnici Baroni e Italiano.

“Stamattina a Bologna non piove. Nuvoloso ma sembra reggere dopo un’intensa pioggia nella mattinata. Questa squadra ha trovato una grande compattezza. Merito di Italiano che si portava dietro il peso della stagione leggendaria di Motta.

“A livello fisico ora sono tutti disponibili, solo Odgaard è un po’ acciaccato ma dovrebbe partire titolare. Accanto a Freuler dovrebbe giocare certamente Ferguson. Il Bologna mi sembra pronto per lo sprint finale”.

“Quanto è servita la Champions al Bologna per crescere?  Assolutamente, moltissimo. Facendo certe esperienze acquisisci soprattutto personalità. Come ha detto Italiano, le prime gare sono state affrontate con un po’ di timidezza. Provare a emozionare il pubblico ti porta a fare un grande salto mentale. Provare a superare la stagione dello scorso anno non sarà facile, ne uscirà un Bologna rafforzato in tante convinzioni”.

“Il Bologna ora deve spingere, ha trovato grande continuità, anche fuori casa vincendo a Verona. Con la Lazio sarà uno scontro diretto per la Champions. Il primo merito di Italiano e Baroni? Entrambi hanno creato uno spogliatoio veramente armonico. Motta è molto diverso da Italiano nella gestione. Italiano è uno dei “calciatori”, così come vediamo nelle esultanze. Baroni è meno esplicito. Lazio e Bologna fanno dell’entusiasmo e del buon gioco le loro prime armi”.

GLP

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‘9 GENNAIO’ – Negri, quanti aneddoti su Gazza: “Dai tramezzini nelle mutande all’homeless di New York…” (AUDIO)

L’ex attaccante di Bologna e Rangers, MARCO NEGRI, in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Per parlare di Gascoigne ci vorrebbe un collegamento di un’oretta e molte cose non sono radiofoniche. Di Gazza ne nasce uno ogni 50 anni, sono quei compagni di squadra che ti rendono orgoglioso. Ricordo il primo ritiro che abbiamo fatto con i Rangers con la gara in programma nel giorno successivo. Eravamo a cena, ad un certo punto esce lui dall’ascensore in canotta e mutande, dice due cose, prende due tramezzini, li mette dentro l’intimo e risale in camera. Il giorno dopo fece doppietta e ci fece vincere. Ricordo quando a New York fece entrare con noi al ristorante un homeless che vide per strada. Era strano, particolare, ma anche tanto generoso. Se poteva darti una mano lo faceva sempre. Un giorno, senza richiesta, mi regalò la sua ultima maglia indossata con la nazionale inglese. E’ una meravigliosa persona, geniale, estemporaneo, buono, con i suoi demoni che ogni tanto venivano fuori. Abbiamo legato subito, mi appoggiavo a lui non parlando bene inglese. Mi ha raccontato tanto anche della sua esperienza alla Lazio. Di Gigi Corino mi raccontò di tutto. Soprattutto quando si fece venire a prendere a casa per poi chiuderlo in casa, non permettendogli di andare all’allenamento. Ricordo i cori iconici che gli dedicavano i tifosi della Lazio. Dopo una serata abbastanza spinta, rovinò un campo da golf con la sua macchina. Ogni tanto andava un po’ oltre. Tecnicamente parlando era incredibile, è stato il centrocampista più completo con il quale ho giocato. Era un genio visionario, immenso per capacità ed interpretazione del ruolo. Ogni tanto dei danni ne faceva. Ricordo un albergo bellissimo fuori Glasgow.

La Lazio di Baroni? Bisogna valutare tutto il percorso fatto fino ad oggi. E’ una delle soprese del campionato. Per la posizione ed il modo in cui ha fatto i suoi risultati. Anche per come sta affrontando il momento di calo. Mai una polemica, gruppo sano e tecnico che ha in mano la squadra. Ora si può ancora migliorare e rendere la stagione prestigiosa oppure confermare comunque una buona stagione”.

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‘NMM’ – A. Longo: “I laziali accendevano il sorriso di papà. Aveva sempre la parola giusta per…” (AUDIO)

Andrea Longo, figlio del Presidente della Lazio Ugo Longo, scomparso il 14 marzo del 2009, in collegamento a ‘NMM’

“Sono passati 16 anni, ma tornare a parlare di papà è sempre molto emozionante. Non si cresce mai, si rimane sempre figli. L’affetto dei laziali, per papà, era difficile descriverlo. Lo percepiva e lo sentiva addosso, aveva il sorriso quando veniva fermato dai tifosi. Anche in momenti cupi, quando riceveva un ringraziamento da parte di un tifoso gli si illuminava il sorriso. Era anche lui un tifoso e la gente laziale gli ha dato gioie grandissime. Ugo, nei momenti difficili, riusciva sempre a focalizzarsi. Lui razionalizzava e dava consigli, soluzioni. Riusciva sempre a trovare la parola giusta per il momento. Diceva spesso: “tante cose al mondo si ottengono con un sorriso. Con un sorriso sincero”.

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‘NMM’ – Liverani: “Lazio, sai vincere anche gare sporche. I tifosi possono essere la chiave per…” (AUDIO)

Fabio Liverani in collegamento a ‘NMM’

“In Europa non ci sono partite semplici. Il Viktoria sono anni che partecipa alle coppe, è una squadra molti fisica e fastidiosa. Nella prestazione, anche negativa, è sempre squadra, sempre unita. Ultimamente non vediamo una Lazio brillante, ma quando non lo sei, devi trovare il modo di fare risultato: questo è riuscita a fare la squadra di Baroni. Ora guai a pensare che sia una passeggiata il Bodo: specialmente da loro, sul sintetico, sarà molto complicata. Fosse per me non esisterebbero i sintetici ad alti livelli. Mi auguro di vedere un Olimpico pieno: adesso più che mai serve”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Lazio stanca, ma dura da battere. Bodo? Se ci avessero detto…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Vista una Lazio veramente stanca, ma la cosa importante è essere rimasti vivi e in partita. Il gruppo è forte, il carattere che gli ha impresso Baroni è tangibile. La chiave è stata questa, ma a livello tattico la mossa di Koubek di levare Durosinmi ci ha dato una grossa mano nel finale, visto che ogni palla alta era sua”.

“Col Bodo dovremmo arrivare meglio in termini di condizioni, rispetto a come simo arrivati agli ottavi. Un giocatore come Dele-Bashiru piò dare una grande mano. Va detto che abbiamo l’avversario – sulla carta – più abbordabile fra le ultime otto. Il campo sintetico implica dei cambiamenti di gioco, come la velocità del pallone e i suoi rimbalzi. Troveremo condizioni anomale, vanno scelti gli scarpini giusti e un tempo si facevano appositamente i sopralluoghi”.

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‘QUELLI CHE…’ – Kozak: “Il Plzeň farà la partita dell’andata. Durosinmi? Ha potenzialità”

«Nel secondo tempo la Lazio ha sofferto il gioco aggressivo degli avversari. Con le espulsioni è stata ancora più dura. Penso che oggi cambierà, in casa credo che sarà un’altra partita». Queste le parole dell’ex attaccante della Lazio e capocannoniere dell’Europa League 2012 Libor Kozak, in diretta su “Quelli che…” trasmissione in onda sui 98.100 di RadioseiLazio e condotta da Guido De Angelis e Stefano Morelli dal lunedì al sabato. Il bomber nato in Repubblica Ceca, che ha giocato in biancoceleste dal 2008 al 2013, mettendo a segno 22 gol in 80 presenze, ha poi proseguito spiegando il tipo di partita che proveranno a fare stasera gli avversari: «Il Viktoria cercherà di provocare e avranno la testa libera perché sono sfavoriti, sicuramente faranno la partita dell’andata. Credo che la Lazio possa farcela. Ci si aspettava che sarebbe arrivata una squadra che ha dominato il girone, quindi il Plzeň avrebbe potuto solo sorprendere. In Repubblica Ceca hanno apprezzato la mentalità offensiva della Lazio, che anche in nove ha provato a vincerla, riuscendoci. Durosinmi? Ha potenzialità, è fisico e veloce. Ha la testa giusta per poter fare il salto. Lo ha cercato l’Eintracht Francoforte, ma i problemi al ginocchio hanno fermato la trattativa».

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‘9 GENNAIO’ – Fiore: “Lazio, ora ti giochi tutto. Con il Plzen serve intelligenza”. Poi sui nuovi… (AUDIO)

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Sicuramente non è il momento di miglior brillantezza per la Lazio, ma la stagione è pesante e con tanti impegni. E’ stata sempre protagonista, chi prima o chi dopo tutti affrontano momenti di flessione. Credo che sia abbastanza fisiologico, pensando al momento della stagione.

Il doppio impegno Milano-Plzen si è fatto sentire con una squadra molto pericolosa come l’Udinese. Qualcosa ha pagato, ma comunque ha risposto presente. Ha rimesso in piedi il risultato, ha anche tentato di vincerla. Ora è un momento topico, ti giochi tutto, ma ora la prospettiva di qualcosa di ancora più grande deve essere lo stimolo in più.

La gara di ritorno di Europa League con il Viktoria? Loro sembrano molto più pericolosi in casa, mi aspetto un atteggiamento diverso dai cechi. Dovranno rischiare qualcosa, la Lazio dovrà essere intelligente a fare una gara di grande attenzione. Ha un vantaggio e questo deve essere pesante nella gara. Serve attenzione, ma è più forte e dovrà gestire bene la gara.

La gestione e il non utilizzo dei nuovi acquisti da parte di Baroni? Forse non si sono calati in quello che vuole Baroni, andare a toccare una cosa che funziona bene non è semplice. In particolare a metà campo, se stanno bene giocano sempre i cosiddetti titolari ed in più è tornato Vecino. Baroni è stato il tecnico che ha più di altri ruotato giocatori, poi per chi arriva a gennaio non è mai facile”.

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‘SVB’ – Tommaso e Guglielmo Loy: “Con Nanny vivevamo la Lazio tutte le domeniche. Papà avrebbe meritato di più” (AUDIO)

Guglielmo e Tommaso Loy, figli del compianto Nanny, sono intervenuti stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per commentare la scelta di dedicare un Lazio Club al loro papà.

“Un club di tifosi laziali intitolato a papà? Ho provato grande piacere e meraviglia perché arriva a distanza di 30 anni dalla morte. Quest’anno saranno inoltre 100 anni dalla nascita. Con papà la prima volta vidi Lazio-Parma al Flaminio, Coppa Italia, è scoppiata la scintilla”, ricorda Tommaso.

“E’ stata una cosa assolutamente sorprendente. Mi ha fatto piacere anche che Battiston sia stato il primo testimonial. Papà con noi figli era presente soprattutto nel weekend, allo stadio o ascoltando la Lazio alla radiolina. Poi il lavoro lo portava lontano da casa. Ricordo un Lazio-Juve col gol di De Paoli non visto”, spiega invece Guglielmo.

“Per quanto riguarda il rapporto con noi, vogliamo ricordare “Il padre di famiglia” datato1967. Era un’opera fortemente autobiografica nella quale papà dichiarava un “amore impossibile” per nostra madre. In quell’occasione i figli del protagonista, ovvero noi, dovemmo diventare tifosi del Milan. Scelta obbligata per una pellicola ambientata a Milano con Rivera che imperversava”.

“Negli anni 60 e 70 c’erano famiglie tradizionale. Nanny c’era e non c’era, era una famiglia matriarcale. Mamma forse era della Roma ma forse non ha mai avuto il coraggio di dircelo”, ricorda Guglielmo. “A papà piaceva giocare a carte, l’ho portato dentro di me perché sono insegnante di Bridge”, ci svela invece Tommaso.

“La carriera di papà? Sono certo che avrebbe meritato di più. Era il periodo in cui si parlava molto di Fellini e altri maestri, ma papà avrebbe certamente meritato di più. Alcune sue opere non erano da meno. In carriera ha dovuto faticare per imporre le proprie idee. Penso a Scugnizzi, tematica sociale sui minori poi diventata un successo internazionale anche grazie al teatro”.

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‘9 GENNAIO’ – Patrizi (MMA): “Combatto con la Lazio nel cuore grazie a papà. Rovella appassionato, Guendo ce da gabbia” (AUDIO)

SIMONE PATRIZI (MMA) IN COLLEGAMENTO A ‘9 GENNAIO 1900’

“Vengo da una famiglia di laziali, mio padre fa parte della Lazio da oltre 30 anni. E’ capo-magazziniere a Formello, è lui che mi ha tramandato questa fede, la lazialità. Faccio sport, il circuito americano di MMA, da circa 20 anni. E’ una disciplina che da qualche anno sta iniziando a prendere piede anche in Italia. Ho sempre subito il fascino delle arti marziali, mi sono avvicinato a questo sport strada facendo partendo da zero.

Momenti di paura nel mio sport ci sono, soprattutto nella fase iniziale. Con il trascorrere del tempo impari a gestire anche questo sentimento. Adrenalina, paura, voglia di fare bene e vincere sono i fattori principali che ti spingono a scendere in gabbia e ad affrontare l’avversario. L’8 marzo sono venuti a vedermi anche alcuni giocatori della Lazio, Hysaj, Marusic, Rovella, Romagnoli. Potete chiedere anche a loro come ho perso il match. Ho perso ai punti ma è stata una battaglia fino alla fine.

Il match più bello che ho fatto e vinto, da laziale, è quello del 6 maggio 2023. E’ stato un match incredibile avviato da ‘Morning Glory’, la canzone utilizzata dalla Lazio nel derby del 26 maggio. Ho visto molto appassionati Rovella e Radu. Il calcio di Rovella al giocatore del Viktoria Plzen lo giudico benissimo, grande colpo (ride, ndr). Appena avrò la possibilità glie lo dirò. Guendouzi è uno cattivo agonisticamente ed atletico. Lui e Marusic non sarebbero male nel mio sport.

Che ne penso dei simulatori nel calcio? Insopportabili, ce ne sono un paio sull’altra sponda del Tevere ai quali farei volentieri degli interventi per fargli capire alcune cose (ride, ndr)”.