Sempre nel nostro cuore@ciroimmobile17 … non si scorda chi abbiamo tanto amato! Gli auguri alla Lazio ed ai laziali da parte del 👑 per #radioseilazio
Sempre nel nostro cuore@ciroimmobile17 … non si scorda chi abbiamo tanto amato! Gli auguri alla Lazio ed ai laziali da parte del 👑 per #radioseilazio
“Per noi, vista la contemporaneità con il Giubileo, sarà un anno ricco di appuntamenti istituzionali. Dopo 10 anni la speranza è di tornare a far visita al Santo Padre. Questo anno passato è stato molto importante. Ci sono state promozioni importantissime nella nostra rosa di squadre. Ci sono stati grandi risultati anche a livello individuale. Mi auguro di poterci consolidare e rafforzare nel 2025, di ottenere nuove infrastrutture per poterci migliorare costantemente”.
“Voglio fare gli auguri a tutta la Polisportiva Lazio. Allenare la Lazio? All’inizio sembra una cosa normale, ma poi ti prende in un modo che è difficile spiegare. Io sto avendo delle dimostrazioni di affetto e stima che mai pensavo di poter ricevere. Forse è ancora più forte adesso che quando ero sulla panchina biancoceleste. I tifosi laziali sono molto leali, possono essere molto critici con la propria squadra, ma al tempo stesso guai a chi gliela tocca. La storia della Lazio si sente e si percepisce in ogni istante. In altri posto l’avvertivi solo in base ai risultati, mentre a Roma c’è un attaccamento diverso. Il tifoso è veramente diverso da tutti gli altri. Il fatto che i laziali ricordino Fascetti in questo modo e con questo affetto, credo la dica lunga sul tipo di affetto che i laziali nutrono per la propria squadra”.
“Lazio-Como sarebbe stata comunque una partita delicata, visto che arriva dopo il derby. Un po’ come Lecce-Lazio, al netto degli infortuni. La Lazio ha la possibilità di fare bene, anche se il Como non è una cattiva squadra. Ha però caratteristiche idonee a quelle dei biancocelesti, perché tende a giocare e lascia spesso spazi da attaccare”.
L’ex giocatore di Udinese e Perugia, già allenatore della Lazio Primavera, Alessandro Calori, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per analizzare il momento dei biancocelesti e parlare del potenziale mercato dei capitolini.
“L’affetto dei tifosi della Lazio sui social? Te ne accorgi perché hai queste attenzioni a distanza di tanto tempo, una cosa eterna che fa piacere. La Lazio di Baroni sta facendo un ottimo lavoro, squadra totalmente cambiata anche a livello generazionale. Prestazioni importanti, si vede la coesione e gioca con intensità e idee. Credo piaccia alla gente, bisogna continuare su questo livello”.
“Lazio su tre fronti difficile da pronosticare? Sicuramente, ricordo in estate molto scetticismo. Tramite il lavoro si è creato un gruppo vero, Rovella e Castallanos stanno crescendo, il Taty ha preso il posto di un’icona come Immobile. A volte si danno giudizi prematuri”.
“La Lazio ha preso calciatori che devono dimostrare il loro valore, Tchaouna e Noslin su tutti: quanto pesa questo? In piazze come la Lazio non è facile, serve personalità, forze è questa la forza della Lazio. Nel calcio devi sempre dimostrare, a prescindere dal livello raggiunto”.
“Fazzini è molto interessante. Lo scorso anno campionato veramente buono. Tuttocampista, si inserisce. Il campionato finisce a giugno, nei cambi devi avere continuità, con un gioco così dispendioso servono cambi all’altezza. Credo che Baroni farà le giuste valutazioni. Penso anche ad una punta di struttura. Purtroppo un Milinkovic è difficile da trovare. Serve un giocatore che dà fisicità che riempia l’area di rigore. Se Vecino non rientrasse subito sarebbe un problema”.
“La Lazio deve essere forte, superare il derby tornando sé stessa. Anche nel derby ha pagato carissimo un approprio sbagliato e un buon inizio della Roma. Non vedo i biancocelesti in crisi, credo che il bel calcio si continui a vedere, non ha perso contro squadrette, insomma. Non credevo avrebbe fatto una stagione del genere. 5 punti contro le big? La Lazio deve prima di tutto mantenere la sua continuità, rimanere aggrappata al treno europeo. Il derby dispiace, so cosa significa nella capitale e può dare tanta vitalità. Mi auguro che non si un pugno troppo duro per la Lazio. Ora avversari abbordabili, ma attenzione, perché sono squadre che corrono molto e specialmente il Como, ha qualità. Con due vittorie torneresti ad essere più tranquillo”.
“Il rimpianto è non aver giocato il derby con la Lazio. per me questa squadra è tanto, è tutto. I tifosi mi hanno dato qualcosa di incredibile, ogni anno sono ricordato da tantissime persone. Qualcosa che non potrò mai dimenticare”.
Il professor Roberto Pessi è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per festeggiare i 125 anni della Lazio, ricordando il salvataggio del club nel 2003 insieme al compianto presidente Ugo Longo e all’ad Luca Baraldi.
“Un grande riferimento in termini di valori. Esprime qualcosa che nel mondo non esiste. L’ideale Olimpico dello Sport, della vicinanza. La nascita nel 1900 è un segnale alla Città di Roma. Di fronte ai ricchi circoli romani in una barca sul Tevere nasceva questa realtà di De Coubertin. Penso al mito finale con la tomba di Maestrelli insieme a quella di Wilson e Chinaglia, quando lo dico mi vengono i brividi”.
“Tra coloro che sento più vicino penso a Felice Pulici che era il mio dg oppure Bob Lovati, Wilson e il gol di Fiorini. Sono tante storie infinite, aggrappati alla nostra contro tutto e tutti. La Lazio è il cuore”.
“Noi ci sentiamo diversi dagli altri perché lo siamo. Io nel 2003 rappresentavo Capitalia, feci il vicepresidente esecutivo per rispetto al presidente Longo. C’erano 1000 problemi, la prima difficoltà era legata all’ad di Capitalia, Matteo Arpe, che non credeva a questa ricapitalizzazione. La firma non arrivava, ma non potevo raggiungere Arpe in studio. Quando arrivò la lettera capimmo che ce l’avremmo fatta perché Capitalia avrebbe coperto le azioni non comprate”.
“Ugo Longo? Ho convissuto con lui, lui era il poliziotto buono mentre io ero il cattivo che doveva recuperare i soldi e tagliare i costi. Andava gestita una realtà articolata che riguardava anche i tifosi”.
“I ricordi sono sempre belli, tutti i derby lo sono stati, anche quelli non vinti sono bei ricordi. I derby sono sempre difficili, sfuggono ad ogni pronostico. Non ci sono favoriti, neanche domani. La Lazio sta facendo un ottimo campionato e la Roma si è ripresa con Ranieri. Immagino una partita molto equilibrata. Della Lazio mi sorprende molto Rovella, sta migliorando anno dopo anno, l’ho avuto in Nazionale. Ha qualità e sta migliorando. Dybala può fare la differenza nella Roma, se sta bene”.
“Come vivevo i pre derby? Io sentivo più quello di Genova. A Roma ero più distaccato, anche se è una partita speciale. E’ una chiave essere distaccati, in un certo senso. Quello di Genova lo sbagliavo più spesso. Peccato per l’aassenza di Pedro, lui la differenza la fa veramente spesso. I biancocelesti hanno tanti giocatori che si sono messi in mostra. Ripeto, vedo un derby all’insegna dell’equilibrio. Somiglianze con la ‘banda Mancini’? Non so, noi eravamo tanti italiani, sicuramente Baroni sta facendo un grande lavoro”.
“Le vigilie del derby sono cariche di tensione. E’ una partita che ha un’importanza superiore, ma non ci si abitua mai. La tensione l’ansia aumentano maggiormente rispetto a quanto comprendo l’importanza del match. A volte meglio l’incoscienza. Il primo? Non ricordo precisamente, però ricordo nitidamente il peso delle responsabilità durante queste gare. Quello che ricordo con immenso piacere sono i 4 vinti nella stagione e quello di ricordo con la punizione di Veron. Lì si è sbloccato tutto. Fu bravissimo Eriksson a continuare a crederci e a non porsi limiti. I derby, Sven, li preparava senza caricarli eccessivamente. Dal punto di vista emozionale sapeva che c’era poco da fare, si preparava da solo. Sapeva che non esistevano favoriti (come quello di domani, d’altronde). Mai commettere l’errore di pensare ai 15 punti in più. Quello che hai fatto finora non conta niente per domani”.
“Penso che la Lazio domani non si snaturerà. Farà quello che ha fatto finora, giocando un campionato straordinario. Squadra aggressiva che gioca con grande ritmo. Farà sé stessa e la Roma credo che l’aspetterà. Tavares? Forte, veramente forte. Forse ha un leggero calo fisico, ma ci sta. Ha fatto 4-5 mesi a livello altissimo, facendo spesso la differenza. La speranza è che domani sia nelle migliori condizioni. E’ un derby pericoloso, ma Baroni è esperto e sa benissimo quali sono le trappole di domani”.
L’ex giocatore di Lazio e Napoli, Igor Protti, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per anticipare i contenuti del derby, parlando anche di come sia cambiato il calcio rispetto a quando lui era in campo..
“Una partita straordinaria, la cosa più difficili da spiegare sono le sensazioni in campo. Il primo finì 0-0 nel’andata del 1996, avevo le gambe bloccate nel primo quarto d’oro. Nel ritorno entrai al 72’ e segnai al 90’ dopo aver sostituito Signori. Omaggiai con il trenino anche la città di Bari cui ero legato. L’esultanza venne usata anche l’anno dopo dal club come immagine della campagna abbonamenti”.
“Nel 1978 a 11 anni c’erano i Mondiali in Argentina. Io volevo il Tango, già innamorato del calcio, andai da papà per chiedermi di comprarlo. Papà acconsentì ma mi chiese di andare con lui in cantiere a lavorare. Andai e imparare a manovrare la gru o a portare il cemento. Alla fine della settimana capii che none era giusto che mio padre lavorasse sette giorni per regalarmi un pallone”.
“Il calcio sta cambiando. Nel calcio, mio amore per l’intera vita, ho difficoltà a ritrovarmi. Gli stessi tifosi sono spiazzati, non sai quale giorno deve di dedicare anche se alla fine vedo gli stadi pieni. Per il momento il sistema cresce, non so se alla lunga si corra il rischio di un atteggiamento asettico verso la maglia. Il calcio potrebbe diventare più uno sport individuale, molti calciatori rappresentano delle ditte individuali”.
“La Lazio è una piacevolissima sorpresa, aspettavo una partenza più complicata perché Baroni era alla prima occasione in una piazza così importante. Insieme alla Fiorentina è la sorpresa maggiore. Il derby prescinde dalla classifica, si gioca soprattutto a livello emotivo. La Lazio mi sembra una formazione molto competitiva. In avanti, anche senza il bomber da 25 gol, Isaksen, Castellanos e Zaccagni sono giocatori importanti e in mezzo al campo ci sono tutte le qualità che servono. Lo stesso dicasi in difesa dove Marusic resta una garanzia”.
“Il derby sfugge ad ogni classifica. Certo, il momento della Roma è diverso adesso rispetto a ottobre. La barca è tornata a galla, il gap si è ridotto a livello di forma. Se la Roma dovesse perderlo, sarebbe un macigno sulla stagione. La Lazio, anche dovesse perderlo, ha ancora tante occasioni da poter sfruttare. Penso che la Lazio andrà a prendere alta la Roma. Sono sicuro che partirà forte per levare sicurezze. Dall’altra parte Ranieri rischierà poco, difficilmente giocherà dal portiere e non concederà tante occasioni per il recupero alto. Giocherà sulle seconde palle. Occhio a tal proposito a Paredes e Dybala, che possono diventare pericolosi insieme a Salemakers”.
“Dele-Bashiru può essere una chiave, perché va a prendere Paredes e può giocare fra le linee. Giocatori che prenderei della Roma? Svilar e Dybala. Per Baroni la sfortuna di avere una panchina risicatissima per via degli infortuni”.