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Lazio, contratti in scadenza e rosa da ringiovanire: la situazione

Età media alta e sette contratti in scadenza il prossimo giugno: la situazione in casa biancoceleste.

Il progetto-giovani di cui si è tanto parlato a Formello ancora non partito. Come riporta il Corriere dello Sport, l’età media è alta (28,1 anni di media al momento attuale) e a giugno Pedro, Vecino, Marusic, Hysaj, Basic, Fares, Kamenovic andranno in scadenza.

Le scadenze 2027 (Gila, Romagnoli, Lazzari, Provedel, Patric, Cataldi, Cancellieri, Gigot) favoriranno, si legge, un processo di ricostruzione, già parzialmente avviato con gli acquisti di gennaio (Provstgaard e Belahyane) e nelle sessioni precedenti (da Rovella a Isaksen passando per Guendouzi e Mandas).

Oggi Guendouzi, di fatto l’unico giocatore di livello internazionale, ha una valutazione di mercato pari a 32 milioni. Lo segue Mario Gila (30), uno dei casi più spinosi, perché è giovane e in scadenza 2027: difficilmente, conclude il quotidiano, verrà trovata un’intesa sul prolungamento. Sarri ha eletto titolare Provedel (31 anni, ancora giovane come portiere) ed è inevitabile che a gioco lungo andrà risolto il dualismo con Mandas, su cui punta la società e destinato a restare in panchina nelle prossime settimane. Tra i senatori, la Lazio ha puntato sul capitano Zaccagni. A lunga scadenza anche Nuno Tavares, Noslin, Mandas, Provstgaard e Belahyane, il più giovane in rosa. Anche in base all’andamento della stagione si capirà meglio quale sarà la Lazio del futuro.

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Lazio, Luis Alberto: “Sarri maestro, ma squadra non sua. Società? Tre errori decisivi, poi è subentrato chi non capisce tanto di calcio…”

L’ex numero 10 biancoceleste si racconta in un’intervista a Il Messagero.

Luis Alberto ha salutato la Lazio nell’estate del 2024 e si sta godendo la sua esperienza all’Al-Duhail. Di recente l’incontro, postato sui social con Milinkovic, appena ritrovato nella Champions League: “Non ci vedevamo da tanto. Con Sergej siamo molto amici. Abbiamo parlato della famiglia e di come si sente in Arabia. È felice, ma quest’anno gli scade il contratto. Può ancora giocare dove vuole“.

Com’è stato ritrovare Inzaghi?Per me è come un padre, una persona fantastica. Così come Ripert, Cecchi e gli altri dello staff. Abbiamo vissuto un periodo bellissimo alla Lazio. Alla fine del 2016-17 volevo trovare un’altra possibilità visto che giocavo poco, ma sia Igli che Inzaghi mi dissero che dovevo rimanere perché sarei stato importante. Alla fine è andato tutto secondo i piani“.

Subito la Supercoppa vinta contro la Juventus…Quella gara ha cambiato la mia storia. Lì giocai trequartista, quella dopo con la Spal da regista perché non c’era Leiva. Mi stavo allenando bene da diversi mesi, poi il mister mi ha dato fiducia. Il resto lo conosciamo“.

Ha vinto 5 derby segnando 3 gol. Com’era l’attesa?Pazzesca. I tifosi in quella settimana cambiano faccia, sbagliano anche a lavoro talmente sono distratti. In più so anche l’impegno che ci mette la Curva per quelle meravigliose scenografie. Il tifoso laziale è diverso dagli altri: la fede per la Lazio viene prima di tutto“.

I migliori ricordi nelle stracittadine?Direi la doppietta nel 3-0 del 15 gennaio 2021, peccato solo per lo stadio vuoto causa Covid. Poi il primo con Sarri, il 3-2 in cui segnano Sergej, Pedro e Felipe”.

Ce n’è un altro per il quale lei è celebre… Quello del ‘Se hanno sentido encu**’ (ride, ndc). Ero contento non per la vittoria in sé per sé, ma proprio per come andò. Loro avevano parlato tanto prima e alla fine erano tutti impazziti. Rimarrà nella storia per sempre“.

Con Sarri è stato odi et amo… Perché abbiamo un carattere simile, ma come in tutte le relazioni sane abbiamo preso la strada giusta“.

Durante la pausa per il Mondiale 2022 stava per lasciare la Lazio: cosa successe? Volevo andare via perché non trovavo continuità, ma quando ho comunicato il mio pensiero Sarri mi ha risposto: ‘Tu non vai da nessuna parte. Per come ti stai allenando la formazione sarà Luis Alberto più altri dieci’. E così fu“.

E invece nell’estate del 2023? Lì dipendeva tutto dal rinnovo. Ogni giorno cambiavano le carte in tavola, ma il mister è sempre stato dalla mia parte“.

Che ne pensa del suo ritorno a Formello?Sarri deve avere determinati giocatori per fare il proprio calcio. Ha trovato una squadra costruita per un altro tecnico e senza poter fare acquisti. Però lui è un maestro e di sicuro troverà un modo per cambiare qualcosa in base al gruppo che ha, ma i giocatori dovranno mettersi a disposizione“.

La Lazio è stata l’unica squadra della Serie A a non poter fare mercato… Per un nuovo allenatore è difficile, io sarei arrabbiato, ma tanto sia per il tecnico che i tifosi sarebbe una guerra persa. Si può solo attendere gennaio“.

Con la dirigenza invece l’amore non è mai sbocciato…Ha sbagliato tante cose. Secondo me i tre momenti cruciali sono stati l’addio di Inzaghi, quello di Tare e infine quello di Sarri. Lì si era capito che non si sarebbe andati da nessuna parte. In più quando subentra gente che non ci capisce tanto di calcio diventa difficile e ora lo sarà ancora di più. O rinnovano tutto o sarà dura. Menomale che c’è un allenatore che dice quello che pensa e capisce di calcio, almeno lui. Ma se il resto delle persone non lo seguono…“.

A Formello ci sono diversi suoi ex compagni in attesa da tempo per il rinnovo, lei può capirli… Io quando mi stancavo delle parole non mantenute, non mi presentavo. La gente diceva che era solo per i soldi, ma il tifoso che mi conosce davvero sa che era una questione di rispetto. Non si cambiano gli accordi di giorno in giorno, i giocatori a lungo andare si stufano. Ma queste cose lì non cambieranno mai“.

Sente ancora qualcuno?Patric, che sta in un momento buio, Gila e Pedro. Poi Zaccagni, con cui in estate mi sono visto a Ibiza, mentre Cataldi l’ho visto a maggio a Roma insieme ai magazzinieri e i team manager. Roma è la mia seconda casa e chissà se un giorno non diventerà la prima (ride, ndc)”.

La squadra del 2019-20 oggi potrebbe lottare per lo Scudetto?Maledetto Covid, eravamo pazzeschi. Scudetto non lo so, il calcio è cambiato molto. Sicuro arriverebbe in Champions“.

Come va in Qatar?Non me l’aspettavo così bene. La mia famiglia è felicissima e quando le pressioni scendono si sta meglio. Purtroppo riesco a giocare meno a golf perché fa troppo caldo. È un’eterna estate“.

Piani per il futuro? Mi piacerebbe allenare, ma per ora voglio giocare almeno altri 3 o 4 anni se il corpo mi assiste“.

Quali modelli ha? Fabregas, Xabi Alonso e Guardiola. In più ho avuto la fortuna di essere allenato da Inzaghi e Sarri. Mi piace il 4-3-3 e il 4-2-3-1, e con me il 10 giocherà sempre“.

Ora alla Roma c’è Gasperini. Che derby si aspetta? Le partite con la sua Atalanta erano sempre toste. Nei derby cambia tutto, non si guarda la classifica. È come se fossero due gare secche durante l’anno. Ci sono due allenatori nuovi che hanno ancora bisogno di tempo per lavorare, per questo penso che sarà un match di attesa, quasi pauroso“.

Su chi scommette?Pedrito, sono le sue gare. Ma se devo pregare per qualcuno affinché segni, allora dico Cataldi. Sarebbe davvero bello“.

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Derby, Guendouzi è pronto: sarà sfida per la nazionale con Koné

Il centrocampista francese vuole tornare una pedina fondamentale dello scacchiere biancoceleste, proprio come lo scorso anno.

Guendouzi vs Koné, i due centrocampisti francesi di Lazio e Roma. Come riporta La Gazzetta dello Sport, domenica in palio non c’è solo la sentitissima supremazia cittadina tra le loro squadre, ma anche — a livello strettamente personale — un posto per il prossimo Mondiale dove la Francia quasi certamente ci sarà. E sperano di esserci pure loro. Ma la presenza dell’uno potrebbe escludere quella dell’altro, visto che hanno ruoli molto simili e in quel settore.

Guendouzi quindi punta il derby anche per rilanciarsi in Nazionale. Vuole un riscatto personale e di squadra: la Lazio è reduce da una sconfitta brutta e inattesa e, più in generale, è partita male in campionato. Guendouzi, conclude il quotidiano, è uno dei leader influenti e riconosciuti; il ritorno di Sarri lo ha rimotivato e per il Comandante lui è l’allenatore in campo. Tuttavia il tecnico pretende molto da lui, soprattutto più reti, ed il francese ha promesso che quest’anno vuole realizzarne di più, tra i 5 e gli 8.

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Derby, Romagnoli si prende la Lazio sulle spalle dopo la falsa partenza. E sogna di chiudere a Roma, ma…

Scontata la squalifica, domenica si è rivisto in campo e punta ad essere protagonista al derby.

Il 13 aprile, ricorda Il Tempo, aveva segnato il suo primo gol nel derby, una rete sognata fin da bambino quando giocava nel settore giovanile giallorosso. Alessio Romagnoli è rimasto nella squadra per cui tifa da sempre, complice il blocco del mercato e una situazione contrattuale ancora poco chiara. Il leader della difesa della Lazio ha preso male le promesse disattese e adesso spera che a gennaio, quando si sbloccherà il mercato, il presidente Lotito possa onorare i patti e regalargli la possibilità di chiudere la carriera a Roma.

Ma, aggiunge il quotidiano, nodo rinnovo a parte (il contratto attuale scade nel 2027), Alessio prepara il suo ennesimo derby con la voglia di ritrovarsi dopo un rientro stentato a Reggio Emilia. Una prova opaca, nonostante lui sia il più sarriano dei difensori laziali ma nessuno mette in discussione la leadership di un reparto chiamato a migliorarsi dopo i disastrosi 48 gol incassati nello scorso campionato. Sarri si fida del centrale, gli lascerà il compito di fermare gli attaccanti giallorossi in coppia con Gila, pure lui non impeccabile domenica scorsa contro il Sassuolo. Tant’è, serve una scossa e Romagnoli vuole contribuire a darla dopo un avvio di stagione ricco di tormenti.

Per Romagnoli il bilancio nel derby giocati finora è positivo: tre vittorie (compresa una in Coppa Italia, l’ultima laziale il 10 gennaio del 2024), due pareggi e due sconfitte dolorose. A queste presenze, si legge, ne va aggiunta una ma sulla panchina giallorossa. senza giocare nemmeno un minuto, quando, a soli 18 anni, ammirò il gol di Lulic nella storica stracittadina che il 26 maggio del 2013 consegnò la Coppa Italia alla Lazio.

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Lazio, per il derby Sarri punta su Zac: il capitano è alla ricerca del tris

Per il derby l’esterno biancoceleste è chiamato a fare la differenza… e a ripetersi.

L’ultimo derby vinto porta la sua firma: come ricorda Il Messaggero era il 10 gennaio 2024 quando Zaccagni segnò nell’ultimo derby vinto, nei quarti di Coppa Italia, con Sarri al comando.

A 30 anni, sottolinea il quotidiano, deve rimettersi sulle spalle la Lazio, tornare ad essere uomo-derby e arciere di un popolo. Domenica avrebbe potuto timbrare il secondo gol consecutivo, se Muric non avesse compiuto un miracolo. Nella sua prima stagione in biancoce-leste, l’esterno aveva dato forfait in entrambi i derby perché all’andata era acciaccato e al ritorno squalificato, cosi come nel campionato 2023-2024. Ma, nelle cinque stracittadine disputate, può considerarsi quasi un amuleto: tre vittorie – due delle quali con la sua firma – un pareggio e un solo ko. Era stato lui, con una saetta all’angolino, a decidere anche l’ultimo confronto vinto in Serie A sotto lo sguardo del compianto Eriksson. Era il 19 marzo 2023 e un’annata da record, culminata poi con il secondo posto della Lazio. Sarri aveva trasformato Zaccagni in goleador e ora vuole rivederlo attaccare allo stesso modo la porta e lo spazio.

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Lazio, mossa Pedro per il derby: Sarri ci pensa

Il derby della Capitale si avvicina. Una partita che non è mai come le altre a Roma, una gara che dura tutto l’anno. Fra sfottò e rivalità, una sfida fra due tifoserie da sempre appassionate e capaci di stare al fianco della propria squadra sempre. E domenica all’ora di pranzo Lazio e Roma si daranno battaglia, sportivamente parlando, sul prato dell’Olimpico per cercare di rialzare la testa. I biancocelesti di Maurizio Sarri arrivano da un periodo non positivo e cercano nella stracittadina quella scintilla per far ripartire il tutto.

E il tecnico toscano sta oliando gli ultimi meccanismi tattici per affrontare la squadra di Gian Piero Gasperini. Si lavora a Formello per trovare l’assetto giusto da opporre ai giallorossi in questa partita da sempre molto attesa. Come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, una delle chiavi per domenica potrebbe essere l’ex di turno Pedro.

Sarri infatti potrebbe impiegare lo spagnolo nel tridente offensivo al fianco di Castellanos e Zaccagni. Una scelta dettata dalle caratteristiche dell’ex Barcellona, capace di dare più mobilità e imprevedibilità al reparto. Il numero 9 biancoceleste infatti può svariare su tutto il fronte non dando punti di riferimento. Possibile anche l’impiego di Belahyane per avere più palleggio e provare a mettere in difficoltà la Roma.

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Lazio, Sarri ed il “derby che prosciuga”: è caccia a Maestrelli e Sven

Maurizio Sarri e il derby della Capitale, certamente un rapporto simbiotico e che è nato fin da subito, fin da quando per la prima volta ha messo piede sulla panchina biancoceleste. Mau è diventato lo Special derby, l’uomo della stracittadina romana, quello che sportivamente ha punito più volte la Roma.

Come riporta il Corriere dello Sport questa mattina, il rapporto tra Sarri e il derby della Capitale sorride al tecnico toscano. Il primo lo vinse il 26 settembre 2021 per 3-2, dall’altra parte c’era Mourinho e per portare a casa i 3 punti preparò questa partita in maniera diversa. Derogò da alcuni concetti, con le chiavi di volta che ancora si ricordano: niente pressing esasperato, niente baricentro alto, avvio sì aggressivo ma senza sbilanciarsi.

Fu una Lazio attenta, accorta, equilibrata, con le distanze giuste tra i reparti. Manovra profonda e verticale, una Lazio votata alle verticalizzazioni e alle ripartenze fulminee. Mau è diventato lo Special derby, quindi, ne ha vinti 4 su 6 e il record, coppa compresa, lo detengono Maestrelli ed Eriksson.

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Lazio, astinenza finita: Provedel si riprende il derby

Come riporta il Corriere dello Sport questa mattina, per Ivan Provedel il derby della Capitale rappresenta una grandissima chance. Dopo tre forfait di fila, il portiere biancoceleste torna a giocare da titolare la stracittadina romana. Dovrà dare una risposta positiva tra i pali, ripagare la fiducia di Sarri e ritrovare quella magia tra i pali. I cambiamenti in porta arriveranno, forse, a partire da Genoa Lazio. Mandas aspetta il suo turno, è bravo e scalpita per tornare a dimostrarlo.

Provedel cerca una gara da protagonista, una grande prestazione contro la Roma potrebbe fortificarlo ancora di più a livello mentale e rappresentare quello switch importante a livello di fiducia. 

Un ritorno alle certezze della stagione 2022-23, quando Provedel era stato protagonista assoluto, contribuendo a scrivere una pagina importante della storia recente del club. Dopo l’alternanza dell’anno scorso, ora Sarri punta sulla stabilità. In estate c’è stato un vero e proprio ballottaggio tra Provedel e Mandas, che aveva chiuso bene la scorsa stagione. Ma durante la preparazione estiva, l’ex Spezia ha riconquistato la piena fiducia dell’allenatore, che lo vede ancora come il riferimento principale per la difesa.

Mandas resta comunque un’alternativa valida, ma al momento la priorità è ripartire da chi ha già dimostrato di saper reggere la pressione in Serie A e in Europa. E comunque Sarri proverà a dargli la sua chance. Per Provedel invece – scrive Il Corriere dello Sport – la partita contro il Sassuolo e nel derby contro la Roma, rappresenta l’occasione per riprendersi stabilmente il posto e dare continuità alle sue prestazioni. Dopo una stagione con alti e bassi, ora è tempo di confermarsi.

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Lazio, scatta il ritiro pre-derby: il programma dei biancocelesti

Si avvicina la stracittadina: il piano di Sarri in vista del sentito match.

Alle 12.30 di domenica il fischio d’inizio di Lazio-Roma, derby valido per la quarta giornata di Serie A. Entrambe le compagini arrivano da un ko e cercano riscatto. Stando a quanto riporta Il Messaggero, i biancocelesti saranno in ritiro prima della sfida ma solo dopo la rifinitura di sabato pomeriggio. Il cambio di orario della stracittadina permette così al gruppo di Sarri di rimanere insieme.

Considerato il fischio d’inizio in programma domenica alle 12:30, infatti, la squadra, dopo l’ultimo allenamento della vigilia e la riunione serale, con ogni probabilità rimarrà all’interno del centro sportivo di Formello.

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Lazio, lo strano caso Vecino: guarito ma sempre out

«Vecino non è pronto. L’uruguaiano ha risolto clinicamente l’infortunio al flessore, ma le sue sensazioni rimangono negative». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Nodo Rovella è una corsa con il tempo”.

Il centrocampista uruguayano ha accusato un infortunio muscolare in estate durante la tournèe di amichevoli. Adesso è clinicamente guarito ma non ha ancora sensazioni buone per il campo. Per il derby è ancora da considerarsi out. Sarri e la Lazio lo aspettano.