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Lazio e Roma a pari punti a quattro giornate dalla fine: i precedenti

Quattro giornate al termine del campionato e stessi punti: Lazio e Roma sono a quota 60, rispettivamente settima e sesta in campionato.

Andando indietro nel tempo, come riporta il Corriere della Sera, non ci sono altri precedenti nell’era dei 3 punti in cui le romane hanno avuto gli stessi punti in questo momento della stagione ma in totale invece questa situazione si è verificata quattro volte.

Nel 1974-75, si legge, erano al 3° posto (insieme anche al Torino), che la Roma conservò finendo a +2 sulla Lazio. Nel 1976-77 erano settime: i giallorossi chiusero lì, a -3 dai biancocelesti quinti e qualificati per la Coppa Uefa. Nel 1990-91 la Roma a maggio guadagnò una posizione, finendo 9ª a +1 sui cugini. Nel ’91-92, c’era un gran mischione per l’Europa: le romane si trovavano al 6° posto insieme a Inter e Sampdoria; i biancocelesti terminarono al 10°, i giallorossi al 5°.

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Lotta all’Europa, anche 70 punti potrebbero non bastare: i numeri

La Lazio ha 60 punti, che al momento significano settimo posto (a -2 dal quarto occupato dalla Juve). Da qui al termine della stagione ci sono 12 punti in palio: i biancocelesti se la vedranno domenica con l’Empoli in trasferta, poi in casa con la Juventus, a seguire a Milano con l’Inter per poi chiudere all’Olimpico con il Lecce.

Stando a quanto evidenzia il Corriere della Sera, la corsa ad un posto nelle competizioni europee del prossimo anno è così agguerrita che 70 punti potrebbero non bastare per centrare l’obiettivo.

Immaginando, si legge, 3 vittorie a Empoli, sul campo dell’Inter (!) e col Lecce, e un pari con la Juventus, Baroni potrebbe comunque finire dietro 6 squadre: Napoli, Inter, un’Atalanta a cui basterebbero 2 successi per chiudere a 71 e poi Juventus, Bologna e Roma, che sarebbero davanti – in quest’ordine – anche in una possibile classifica avulsa con 4 squadre tutte a 70.

Tuttavia la Lazio potrebbe arrivare a 70 anche pareggiando con l’Inter, battendo la Juventus e volgendo a suo favore gli scontri diretti con i bianconeri, ma il 2-2 col Parma ha complicato la corsa europea.

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Infortuni Lazio, quando tornano Tavares e Lazzari? La situazione

Testa all’Empoli con uno sguardo all’infermeria. Ai box, oltre a Patric che ha finito la stagione, anche Tavares e Lazzari.

L’ex Spal, come sottolinea il Corriere dello Sport, si è infortunato a un polpaccio nella partita di Genova e c’è uno stiramento; sebbene non sia chiara l’entità della lesione, dovrebbe essere un primo grado, che eventualmente comporterebbe uno stop di 15-20 giorni e, di conseguenza, un potenziale rientro tra la penultima e l’ultima di campionato (Inter-Lazio e Lazio-Lecce)

Per quanto riguarda Tavares, l’obiettivo è ritrovarlo per la sfida con la Juventus, ma con il portoghese è praticamente impossibile fare previsioni. Contro il Bodo/ Glimt è arrivato al suo settimo stop stagionale da associare, si legge, anche a crisi periodiche legate a insicurezze non di natura fisica.

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Lazio, Baroni si gioca la panchina: Europa decisiva

Mancano quattro partite alla fine del campionato e dal sogno di partecipare alla prossima Champions garantendosi dai 30 ai 40 milioni di euro certificati, improvvisamente la Lazio è passata all’incubo di non entrare in Europa dopo, otto stagioni. E’ vero che in tre punti (dalla Juve in giù) ci sono cinque squadre ma è anche vero che la squadra biancoceleste, dopo il pareggio contro il Parma, deve fare i conti con le difficoltà di vincere le partite all’Olimpico: ne mancano due, contro la Juve e il Lecce, e la squadra di Baroni non conquista un successo in serie A dal 9 febbraio scorso, quando ha seppellito di gol il Monza di Bocchetti, si legge su Il Messaggero. 

Pessimo il ruolino di marcia più recente, tanto che Baroni è finito di nuovo sulla graticola, per niente garantito dal suo contratto in scadenza nel 2026. Nuove e profonde riflessioni si sono aperte in società, che farà le sue valutazione definitive dopo il 25 maggio. Cinque pareggi contro Napoli, Udinese, Torino, Roma e Parma, più l’eliminazione dall’Europa ai rigori contro il Bodo: davvero troppo poco per la Lazio che ha sprecato contro il Parma la grande occasione di agganciare la Juventus al quarto posto e di superare Bologna e Roma. Diventa la qualificazione europea lo spartiacque della stagione della Lazio e soprattutto del futuro di Baroni, che è a due punti dalla Champions ma anche ad un passo da un pericoloso flop.

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Lazio, Pedro oggi più di ieri: ma il domani è ancora un rebus

Oggi più di ieri perché questo Pedro è il miglior Pedro che s’è visto in Italia. Mai aveva segnato 12 gol tra campionato e Coppe: 8 in A, uno ogni 119 minuti, 4 in Europa. Ha firmato due doppiette quest’anno (la prima col Monza). Solo Stuani del Girona, classe 1986, è più attempato di lui tra i giocatori che hanno segnato almeno 8 volte in campionato. Pedro ha regalato alla Lazio 5 punti, gli ultimi per tenerla in corsa Champions. Ha segnato sette gol da subentrato, solo Sørloth (Atletico Madrid) ne ha segnati di più. Storica è la sua voglia di continuare a vincere in una vita che gli ha dato già tutto. Stoico è il suo non mancare mai ad un allenamento, il tentare di stare sempre vicino al suo massimo. Antica è l’umiltà con cui si avvicina ogni giorno al campo, senza sentirsi Pedro, senza fanfaronaggine. 

Pedro, il futuro

Non è mai stato un mito ingombrante: «Se posso essere utile resto, altrimenti no», ripete da mesi. In estate era in uscita, ha rischiato di finire fuori rosa per via dell’overbooking nelle liste. Baroni gli ha fatto sentire fiducia: «Quando sono arrivato era assopito. Adesso è sveglio, reattivo, ha voglia. Sapevo che entrando ci avrebbe messo tanta carica, ha ritmo e vivacità». Sul futuro il tecnico non s’è esposto troppo, è tutto rinviato a fine stagione: «Non credo che ci sia un problema Pedro, anzi sta benissimo e darà un apporto fondamentale per le ultime partite. Le valutazioni su di lui le faremo alla fine, ma so per certo che è stimato da tutti, dalla società, dal presidente». Questo è il lato più amaro della vicenda, in cuor suo Pedro probabilmente immaginava di essere già dentro al futuro della Lazio e non di restare in bilico fino all’ultimo. «La Lazio è casa sua, sta vivendo una seconda giovinezza importante, è un campione, un professionista anche fuori dal campo», le parole che ha sempre speso il diesse Fabiani come attestazione di stima e affetto. Ma Pedro ha pur sempre il contratto in scadenza a giugno, il suo caso e quello di Vecino saranno riconsiderati alla fine perché sarà più chiaro lo scenario che vivrà la società, tecnico ed economico. Ci sono progetti con e senza Europa, possibilità di spesa diverse, paletti Figc e Uefa da rispettare anche sul monte ingaggi intrecciato al budget di mercato e i conti si faranno alla fine. Pedro guadagna 2 milioni, è uno degli aspetti da valutare e trattare. Ma è inestimabile il suo valore. Corriere dello Sport

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Lazio, Mandas blinda i pali: l’obiettivo è chiudere la stagione da titolare

Si è preso la porta e si sta confermando un valido “secondo” di Provedel: Mandas si è imposto con personalità e si è preso la titolarità.

Il greco sta facendo bene e Baroni lo sta premiando. Come evidenzia il Corriere dello Sport, Mandas ha scavalcato Provedel nelle gerarchie e ora prova a tenersi la porta fino alla fine della stagione. 

Quella con il Parma, si legge, sarà la quarta partita consecutiva in campionato, la sesta totale considerando anche il doppio confronto europeo con il Body/Glimt. Le prove della vigilia lo confermano per la gara di oggi: salirà a 16 presenze stagionali, raggiungerebbe quota 20 dovesse essere riproposto pure nelle successive giornate contro Empoli, Juventus, Inter e Lecce. È il suo obiettivo.

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Lazio, Baroni ha scelto: all-in sulla coppia Castellanos-Dia, per la volata finale spazio ai fedelissimi

Il campionato è arrivato alla fase più delicata, quella decisiva, e mister Baroni vuole farsi trovare pronto. Per questo motivo, a partire dalla gara odierna contro il Parma, l’allenatore si affiderà ai fedelissimi.

Come riporta Il Messaggero Baroni ha scelto i titolari che da qui al weekend del 25 maggio dovranno giocarsi tutto ciò che hanno a disposizione per regalare un traguardo impensabile a inizio stagione come la Champions, unico modo per alzare l’asticella in estate.

Si andrà quindi all-in sulla coppia Castellanos-Dia, impossibile poi modificare la diga di centrocampo con Guendouzi e Rovella. Anche quest’ultimo come Zaccagni è a rischio squalifica e per entrambi sarà opportuna un’oculata gestione dei cartellini per evitare di saltare la Juventus tra due giornate.

In difesa verrà confermata la coppia formata da Gila e Romagnoli, mentre sulle fasce saranno previsti gli straordinari per Marusic e Pellegrini con unico cambio Hysaj, visto che Lazzari rientrerà tra Juventus e Inter e Tavares ha flebili speranze di non aver concluso la stagione. Tra i pali Mandas, ormai il titolare.

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Lazio, Lazzari e Tavares out: le condizioni e i tempi di recupero

Mancano ormai poche gare al termine della stagione e la Lazio conta di avere tutti a disposizione prima della fine del campionato (eccezion fatta per Patric chiaramente, che si è operato).

Da monitorare le condizioni di Tavares e Lazzari; lo stop del portoghese è sicuramente più lungo, mentre Lazzari si è fermato a Marassi la scorsa settimana.

Bollettini medici non ne sono stati diffusi, non ci sono comunicazioni ufficiali su Lazzari e Tavares. Come riporta il Corriere dello Sport, il primo s’è fatto male a Genova ad un polpaccio, lo stiramento è certificato, non è chiara l’entità della lesione: si tratterebbe di un primo grado, in questo caso rischierebbe uno stop di 15-20 giorni. Il rientro è pronosticabile tra Inter-Lazio e Lazio-Lecce, penultima e ultima partita del campionato.

Tavares è finito ko (settimo infortunio) contro il Bodø. Baroni spera di riaverlo per la Juve, dunque dopo Empoli, ma è tutto da verificare.

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Lazio, con il Parma senza vie di mezzo: serve la risposta Champions

All’Olimpico si chiude la 34^ giornata, la Lazio è chiamata a scalare una zona Europa serratissima ripartendo dall’ottavo posto ma con la prospettiva di accorciare anche sul terzo dell’Atalanta. Sei squadre in sei punti per due piazze. Hanno vinto tutte tranne la Dea, servirà una prestazione d’assalto questa sera contro il Parma. La squadra biancoceleste ha bisogno dei tre punti per rispondere alle dirette concorrenti. Per la squadra di Baroni questa sera è una finale, è vietato sbagliare. Perdere altri punti in classifica non è contemplato, viceversa vorrebbe dire perdere terreno in modo quasi fatale. Non ci sono vie di mezzo. Come sottolineato da La Repubblica – questa mattina in edicola – nello spogliatoio la parola chiave è vincere. Tutti sanno dell’importanza della gara di questa sera contro un Parma da non sottovalutare e reduce dal successo interno con la Juventus. Ci sarà la Lazio migliore (Tavares a parte), sugli spalti circa 37 mila spettatori a spingere la squadra di Baroni verso la zona Champions League che sarebbe il coronamento di una stagione storica.

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Ringiovanimento e taglio ingaggi, strappo Lazio-Romagnoli non ricucito. In estate…

Potrebbe essere arrivata ai titoli di coda la storia d’amore tra Romagnoli e la Lazio. Non quella che lega il cuore da tifoso del difensore biancoceleste alla squadra capitolina, ma quella professionale. Dopo tre stagioni, scrive oggi il Corriere dello Sport, in estate il centrale originario di Anzio potrebbe dire addio. Il club infatti vuole ricostruire la difesa, proseguendo il progetto di ringiovanimento e rinnovamento della rosa. Già un anno fa Romagnoli sarebbe potuto andare via. A gennaio scorso poi erano arrivati anche gli arabi a bussare alla porta. Il forte legame del giocatore con la piazza però non ha fatto decollare le trattative. A giugno lo scenario può cambiare drasticamente.

Ha compiuto 30 anni a gennaio Romagnoli ed è uno dei più pagati in rosa (3 milioni a stagione). Quando era arrivato a Roma nel 2022 aveva firmato un quinquennale diminuendosi l’ingaggio rispetto a quanto percepito al Milan, ma con la promessa di rivedere poi gli accordi con la società in caso di qualificazione in Champions. Nonostante il traguardo centrato con Sarri in panchina, una chiamata da Lotito non è però mai arrivata. Uno strappo mai del tutto ricucito, che si somma alle necessità del club di far quadrare i conti, anche alla luce dei nuovi vincoli dettati dall’indice di liquidità, diventato vincolante per i club. Le parti si vedranno quindi a stagione conclusa per definire il futuro. Se addio sarà, prima però Romagnoli vuole provare a regalare (di nuovo) alla sua Lazio il traguardo Champions League.