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Lazio, Fabiani su Baroni: “Non sono certo dei rigori a farci cambiare allenatore. Pensiamo a…”


“Abbiamo fatto un percorso positivo, c’è rammarico, ma non è certo una partita persa ai rigori a farci cambiare allenatore. Ora andiamo avanti, non molliamo nulla e pensiamo a centrare l’obiettivo”. Così il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, a ‘Il Messaggero’ sul futuro del tecnico Marco Baroni dopo la cocente eliminazione dall’Europa League per mano del Bodo. La gestione dei rigori nel mirino, ma anche un match di ritorno condizionato da un’andata flop. Poi l’emozionante rimonta dell’Olimpico preparata, costruita e voluta, ma cancellata dagli undici metri. Ora sempre l’Europa come obiettivo, ma quella che passa da una bagarre in campionato in cui tutto è ancora possibile, a patto che la Lazio dimostri di sapersi rialzare subito. Ogni discorso è rimandato a fine stagione, si ripetono i soliti nomi di Miroslav Klose e Alberto Gilardino, mentre lo stesso quotidiano riporta come il preferito nel caso sarebbe Vincenzo Italiano.

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Lazio, partite sognate e segnate: frammenti di una serata laziale ed ingiusta

L’errore di Helmersen al 91’ e la partita ancora incredibilmente viva. Il 2-0 di Noslin al 93’ e l’Olimpico in deliquio. I supplementari: subito le lacrime di Nuno Tavares, un nuovo infortunio. Il bacio di Noslin e Baroni che chiede l’applauso del pubblico. Il gol di Dia. Improvviso eppure atteso. Lo shock del 3 a 1. Di Helmersen, sempre lui. Poi espulso. I rigori. Già, i rigori.

Frammenti di una serata drammaticamente laziale e ingiusta. Cosa posso dire della squadra di Baroni che alla 46esima uscita stagionale è stata eliminata ai rigori? Vado di aggettivi, che è facile: concentrata, continua, rabbiosa, perfino ossessiva, coinvolgente, a tratti esaltante. Ma anche imprecisa e sfigatissima: ci ha provato in ogni modo e da ogni dove: dalle fasce, dal centro, di testa, di piede, di tacco (ha fatto centro) e di sponda, negli ultimi venti minuti del primo tempo e per quasi tutta la ripresa ha praticamente affittato il pallone, concedendo pochissimo ai norvegesi.

Isaksen, Guendouzi e Rovella sono stati addirittura commoventi per impegno e produttività.

Il Bodø, sul naturale, era alla portata, molto meno sul sintetico dove la prestazione della Lazio fu indecente. Si è rifatta ieri. Ma senza gli interessi. 

Comunque bella, questa Lazio. Bella, libera, decisa. Imperfetta anche, ma ci sono partite in cui sembra dimenticarsene: troppo importante il risultato. Baroni incoraggia il calcio verticale in cui tutto è contemplato, anche il pallone portato per trenta, quaranta metri. Guendouzi, inesauribile, e gli esterni praticano con disinvoltura l’area-area senza fermarsi all’errore.

Ci sono partite sognate e altre segnate. Non importa che specifichi a quale specie appartiene questa. L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni

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Lazio, la semifinale vale altri 4,2 milioni: quanto ha incassato dall’Europa

Se la Lazio dovesse qualificarsi per la semifinale di Europa League, come sottolineato dal Corriere dello Sport, riceverà altri 4,2 milioni dalla UEFA e potrebbe fare ricavare parecchio da un’eventuale sold out nella semifinale giovedì 8 maggio contro Eintracht Francoforte o Tottenham.

La Champions è più redditizia, ma anche i premi di Europa League sono aumentati dal 2024/25. Finora, grazie ai risultati ottenuti, la Lazio ha già incassato circa 14,7 milioni dal campo e circa 9 milioni dai diritti commerciali, per un totale tra i 23 e i 24 milioni.

I premi UEFA comprendono 4,3 milioni per la partecipazione, 2,85 milioni per sei vittorie e un pareggio nel girone, 600.000 euro per il piazzamentot ra i primi otto, 2,7 milioni per il primo posto nel girone, 1,75 per gli ottavi e 2,5 per i quarti. Eliminare il Bodø Glimt frutterebbe altri 4,2 milioni; se passa il turno, dunque, Lotito toccherebbe quota 27 milioni.Non solo: arrivare in finale ne vale 7 e vincerla altri 6. 

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Lazio, l’Europa per tenere i big: la situazione

La stagione della Lazio è entrata nel vivo: domani i biancocelesti se la vedranno con il Bodo/Glimt nel ritorno dei quarti di finale di Europa League; una competizione che i biancocelesti hanno onorato fin dal primo giorno e che sperano di proseguire nonostante il 2-0 rimediato all’andata.

Al campionato si tornerà a pensare poi per preparare la sfida in trasferta contro il Genoa, in programma lunedì pomeriggio: in questo finale di stagione i capitolini tenteranno il tutto per tutto per rientrare nelle zone alte della classifica.

Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il futuro della Lazio passerà proprio dall’Europa: conquistarsi un posto nelle coppe diventa la base per contare su risorse in grado di sostenere obiettivi di un certo livello. E anche per cercare di mantenere quelli che stanno diventando i pilastri della squadra di Baroni. Tra gli altri, Rovella è finito nel mirino di diversi club, anche di Premier; discorso simile per Gila. Mandas e Isaksen iniziano a mettersi in mostra. Il finale di campionato servirà anche alla società biancoceleste per fare tutte le valutazioni del caso.

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Lazio-Bodo, serve la remuntada: Pedro sa come si fa

Dopo il ko dell’andata, l’imperativo è vincere con almeno 2 gol di scarto. Domani Lazio-Bodo/Glimt, ritorno dei quarti di finale di Europa League, vedrà i biancocelesti impegnati nell’impresa dopo la sconfitta per 2-0 rimediata in Norvegia la scorsa settimana.

Tra i calciatori più attesi per questa rimonta c’è sicuramente Pedro, qualità ed esperienza al servizio della squadra. E come riporta il Corriere della Sera, lo spagnolo sa come di fa la remuntada: nel 2013 perse 2-0 a San Siro contro il Milan di Allegri, erano gli ottavi di Champions, e al ritorno il suo Barcellona vinse 4-0.

Magari domani con il Bodø potrà pensarci lo spagnolo, che in questa Europa League ha firmato 4 vittorie della Lazio con 4 gol: gliene manca solo uno per eguagliare il primato personale in Europa fissato 3 volte, l’ultima nel 2018-19 con il Chelsea di Sarri quando il trofeo lo vinse.

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Lazio-Bodo, obiettivo rimonta: tutte le volte in cui è riuscita l’impresa

È vigilia di Europa League in casa Lazio. Domani alle 21.00 all’Olimpico il fischio d’inizio della gara contro il Bodo/Glimt, valida per il ritorno dei quarti di finale. I biancocelesti ripartono dal ko per 2-0 rimedito in Norvegia e cercano quindi l’impresa per passare il turno.

La prima rimonta laziale in Europa risale quasi alla notte dei tempi: come riporta Il Tempo, era il 1975, Corsini aveva sostituito Maestrelli sulla panchina della Lazio, e la squadra aveva perso la sfida di andata nel primo turno di Coppa Uefa a Odessa per 1-0 contro il Chernomoretz, limitando passivo grazie a un’eccellente prova di Felice Pulici. Il ritorno è una sfida a senso unico: segna Chinaglia su rigore a un minuto dal novantesimo, si va ai supplementari e Long John impallina il portiere altre due volte.

Due anni dopo, i biancocelesti di Vinicio nel primo turno di Coppa Uefa perdono a Oporto contro il Boavista. Al ritorno la prestazione della Lazio è fiammante, come la maglia rossa che indossa per l’occasione; Garlaschelli, Giordano, Garlaschelli: la Lazio segna tre gol nei primi venti minuti, trascinata da un Vincenzo D’Amico inarrestabile. Nella ripresa Giordano segna altri due gol.

Nell’età dell’oro di Sergio Cragnotti, la Lazio di Zoff si trova a dover rimontare contro il Copenaghen per accedere alla fase a gironi della Champions League. La sconfitta di misura dell’andata rimediata in Danimarca viene ribaltata con un rotondo 4-1 nel ritorno; doppietta di Crespo, Claudio Lopez e Fiore: gli assist, strano a dirsi, sono tutti di Gaizka Mendieta.

La rimonta più recente, si legge, porta la firma del bomber della storia Ciro Immobile: stagione 2017-2018, la Lazio di Inzaghi perde in trasferta nei sedicesimi di Europa League per 1-0 contro la Steaua Bucarest. Ma all’Olimpico non c’è storia: tripletta di Immobile gol di Bastos e Felipe Anderson. Finisce cinque a uno.

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Lazio, riposo extra ed il ritorno della coppia Taty-Dia: la ricetta di Baroni per la rimonta

La Lazio si avvicina sempre di più alla sfida in programma giovedì contro il Bodo Glimt, ritorno dei quarti di finale di Europa League. I biancocelesti partono da un passivo di due reti a zero. Come riportato dal Corriere dello Sport – questa mattina in edicola – a Formello è già scattato il piano remuntada.In avanti – salvo sorprese dell’ultima ora – dovrebbero giocare sia Castellanos che Dia. La doppia punta che tanto ha fatto bene a inizio anno e che tanto ha deluso nell’ultima parte della stagione. I due non giocano insieme dal 9 febbraio scorso, dal 5 a 0 al Monza. La Lazio crede nell’impresa, Baroni studia una squadra offensiva con il ritorno delle due punte.

Marco Baroni ha annullato la seduta di allenamento prevista nella giornata di ieri. 24 ore di riposo concesse ai calciatori della Lazio in vista della sfida delicata contro il Bodo di giovedì. Oggi la ripresa è fissata la ripresa, con una possibile sorpresa. Ieri nel quartier generale di Formello è rimasto ad allenarsi solo Nuno Tavares. Contro il Bodo al massimo puó andare in panchina.

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Lazio, la storia nella bolgia: sarebbe la prima volta…

La Lazio si appresta a fare la storia, Baroni e squadra credono di poter rimontare il risultato dell’andata in Novergia. Come riportato dal Corriere dello Sport, edizione odierna, i biancocelesti non hanno mai rimontato uno svantaggio di due reti a zero, ma passato il turno per tre volte da risultato di 1 a 0 maturato all’andata.Raggiungere la semifinale rappresenterebbe un traguardo storico sotto la guida Lotito, con i biancocelesti che si tornerebbero a disputare una semifinale dopo 22 anni. L’Olimpico sarà una bolgia, la squadra darà tutto. C’è sempre un prima volta nel calcio, i giocatori lo sanno e cercheranno l’impresa.

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Scontri tifosi: “Roma e Lazio, stop a derby serali e trasferte”

“Roma e Lazio, stop a derby serali e trasferte” è il titolo che si legge nel taglio alto della prima pagina de Il Messaggero in merito agli scontri avvenuti domenica a Roma in occasione del derby. Stop, a tempo indeterminato, ai derby in notturna allo Stadio Olimpico. E sanzioni molto severe per le due tifoserie di Lazio e Roma. Quanto accaduto nella Capitale domenica pomeriggio, a poche ore dal fischio d’inizio della stracittadina di ritorno ha segnato il prima e il dopo. E il Viminale, da cui era già arrivata la ferma condanna per i disordini di piazza che si sono conclusi con il ferimento di 24 agenti e due quartieri presi in ostaggio, è pronto a intervenire.

Il Ministro dell’Interno Piantedosi era stato chiaro e ora si passa ai fatti perché episodi del genere, con attacchi violenti sono la dimostrazione di “comportamenti indegni e inaccettabili”. Difatti allo Stadio Olimpico non si giocherà più il derby in orario serale e si valuterà lo stop per i match a rischio a partire dal prossimo campionato. Poi si passerà alle sanzioni per le due tifoserie. Un solo arrestato, ma la Digos lavora per identificare gli altri.

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Attacco Lazio, serve la scossa: Taty c’è, Zac da verificare. E Pedro…

Taty in forma risolverebbe, soprattutto nella serata in cui bisogna segnare tre gol e ribaltare il destino, agganciando una semifinale europea che nella storia della Lazio manca dal 2003, quando Mancini si arrese al Porto di Mourinho in Coppa Uefa. Nelle ultime partite, compreso il derby, si è capito quanto abbia pesato il doppio infortunio dell’argentino sul rendimento dei biancocelesti. Ora è tornato. Il rodaggio in Norvegia, altri 73 minuti con la Roma, Baroni lo vuole pronto a reggere l’urto dei norvegesi nei quarti di ritorno di Europa League. Se avrà recuperato, giocherà di sicuro titolare, come ha spiegato il tecnico fiorentino nella pancia dell’Olimpico, preannunciando altre novità, legate ai subentrati. Si riferiva a Pedro, Dia e Noslin, possibili titolari. Belahyane, il quarto cambio, non è stato inserito in lista Uefa e non potrà essere utilizzato. Stesso discorso per Luca Pellegrini. 

Qualche dubbio in più riguarda Mattia Zaccagni, uscito con i crampi dal derby. Il capitano è disponibile, ma ha speso tantissimo nelle ultime due settimane, giocando senza respiro e turnover (Torino, Bergamo, Bodø in Norvegia, Roma): veniva da una settimana di stop in Nazionale e un principio di pubalgia. Baroni aspetterà domani per valutarne l’effettivo recupero, è possibile che oggi Zaccagni non si alleni o non forzi per prolungare il riposo. Servirebbe il capitano al top per schienare i norvegesi. Se non fosse al massimo o anche perché va calcolata l’ipotesi dei supplementari, Baroni potrebbe riservarsi la carta Zaccagni da calare dopo sessanta minuti. In questo caso, Pedro slitterebbe da titolare sulla fascia sinistra. L’ipotesi più probabile, in una partita in cui la Lazio deve ritrovare il gol, porta alla formula del doppio 9. Taty più Dia, entrato in corsa nel derby e utilizzato solo nei primi 45 minuti a Bodø. Qualora Zaccagni fosse confermato nel blocco dei titolari, il senegalese andrebbe al ballottaggio con Pedro. Corriere dello Sport