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Lazio, futuro in due strade: senza Champions…

«Senza Champions c’è il rischio di dover mettere in conto uno-due tagli». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Lazio, futuro in due strade”. I biancocelesti sono davanti ad un bivio, da una parte la Champions League, che darebbe ossigeno alle casse della società, dall’altra la qualificazione ad una coppa minore. Questa seconda ipotesi, decisamente meno remunerativa, potrebbe portare Lotito e Fabiani a scegliere di sacrificare uno o due elementi in rosa per incassare liquidità e mantenere competitiva la squadra. Sono molti i calciatori cercati sul mercato, anche nell’ultima sessione invernale, dove sono arrivate offerte per TavaresRovellaCastellanos e Romagnoli, ma anche Dele-Bashiru Zaccagni. Tutte proposte rispedite al mittente, ma che potrebbero essere prese in considerazione a giugno.

Tutte richieste rispedite al mittente ma con la situazione che potrebbe cambiare a giungo in base all’obiettivo raggiunto, all’indice di liquidità e ai paletti Uefa. Il primo, come noto, fa scattare il blocco del mercato, il secondo è legato al fair play finanziario con il nuovo Ffp Uefa che ha paletti ancor più rigidi. Di fatto le società ammesse alle competizioni Uefa con un ammontare di costi superiore ai 30 milioni non potranno spendere più del 70% dei ricavi.

Insomma una qualificazione in Champions garantirebbe un mercato in discesa, senza dover cedere nessun big, al contrario c’è il rischio di uno o due tagli.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, extra Dele per il rientro con il Torino

«Nel frattempo il relax collettivo non è corrisposto al riposo individuale del centrocampista: ha lavorato a parte durante i tre giorni di pausa concessi da Baroni alla rosa, sta provando a recuperare il tempo perso e soprattutto dall’infortunio alla caviglia sinistra che lo tormenta dalla gara di Venezia». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Dele-Bashiru lavoro extra. Test per il Toro”. Il centrocampista nigeriano è alle prese con un problema alla caviglia rimediato nella trasferta di Venezia. L’infortunio lo ha tenuto fuori fino alla sfida di ritorno di Europa League contro il Viktoria Plzeň. In quei pochi minuti giocati tuttavia, l’ex trequartista dell’Hatayspor ha accusato nuovamente dolore ed è rimasto fuori anche nella sventurata trasferta di Bologna. Nonostante la sosta e i tre giorni di riposo concessi da Baroni, il numero sette non si è fermato e ha continuato a lavorare a Formello per cercare di recuperare a pieno e tornare in campo contro il Torino alla ripresa.

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Lazio, inverno di infortuni: rendimento e rotazioni condizionati

Fino a dicembre la Lazio volava, viaggiava sulle ali dell’entusiasmo grazie a una condizione fisica straripante che le permetteva di giocare a ritmi altissimi. Rotazioni ampie in tutte le competizioni, la capacità di coinvolgere tutti e di poter sfruttare tutta la rosa. Tutti elementi che sono venuti meno da dicembre, da quando sono arrivati i primi infortuni di lungo corso. Fino a novembre nessun elemento della rosa di Baroni aveva saltato più di due partite consecutive in Serie A per infortunio, unica eccezione Gila che si era fatto male in ritiro ad Auronzo e ha iniziato di fatto la stagione a settembre. Da novembre in poi sono arrivati i problemi, l’infortunio di Vecino ha pesantemente condizionato le rotazioni a centrocampo sovraccaricando il duo Rovella-Guendouzi. Il problema al ginocchio di Lazzari prima e la lesione di Hysaj poi hanno tolto soluzioni al pacchetto dei terzini, con Marusic e Tavares che hanno giocato molto di più. Risultato? Il montenegrino si è presentato a Bologna con la spia della benzina completamente accesa e il portoghese ha avuto due problemi muscolari nelle ultime tre settimane. Il lungo stop di Patric ha tolto un centrale alla rotazione della difesa, andata spesso in affanno come dimostrano le goleade contro Inter e Bologna. L’assenza di Castellanos ha tolto luce all’attacco, capace di segnare solo tre reti nelle ultime quattro partite di campionato giocate senza l’argentino. Recuperare gli infortunati per ritrovare la Lazio al completo, il piano di Baroni per il rush finale parte dall’infermeria. Tuttomercatoweb.com

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Lazio, emergenza squalifiche: Vecino out contro il Toro, tre diffidati a rischio

Vecino squalificato contro il Torino. E’ rientrato da poche partite, deve fermarsi per squalifica. In diffida ci sono Belahyane, Guendouzi e Isaksen, così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Guendouzi e Isaksen tra i diffidati”

Un’ammonizione di troppo e scatterà lo stop. La Lazio si avvicina alla sfida contro il Torino con un occhio ai diffidati: Reda Belahyane, Matteo Guendouzi e Gustav Isaksen sono a rischio squalifica e dovranno fare molta attenzione per evitare di saltare il prossimo match contro l’Atalanta, in programma il prossimo 6 aprile. La situazione disciplinare in casa biancoceleste si fa quindi abbastanza delicata.

Intanto, Marco Baroni dovrà già fare a meno di Matías Vecino contro il Torino, squalificato dopo essere rientrato da poche partite, visto il grave infortunio che lo ha tenuto fuori dal campo per circa tre mesi. Una gestione precisa e ponderata sarà fondamentale per non complicare ulteriormente le scelte nelle prossime gare. 

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Lazio, Baroni ha scelto: stop all’alternanza Provedel-Mandas

Archiviata la sosta per le Nazionali, nel weekend di questa settimana torna in campo la serie A e la Lazio scenderà sul terreno di gioco lunedì sera per la difficile partita casalinga contro il Torino.

Per il match contro i granata e il finale di stagione, Baroni ha le idee chiarissime sulla scelta relativa al ruolo di portiere. A confermarlo è il Corriere dello Sport aggiungendo che colui che dirigerà la difesa tra i pali sarà Provedel che da dopo la partita di Coppa Italia dei biancocelesti contro l’Inter, giocata da Mandas non ha più lasciato il suo ruolo.

Il quotidiano integra inoltre scrivendo che nonostante la roboante e pesante sconfitta contro il Bologna, il tecnico avrà piena e totale fiducia nell’ex portiere dello Spezia, il quale è risultato esente da colpe visto che ha provato in tutti i modi a salvare la porta delle aquile al Dall’Ara.

Baroni ha fatto la sua scelta e, salvo imprevisti del caso, la manterrà fino alla fine della stagione. Mandas ha avuto le sue occasioni, ma per questo rush finale Baroni vuole affidare le chiavi della porta biancoceleste a Provedel. L’ex Spezia si è ripreso il posto già da qualche partita: dopo la sfida contro l’Inter in Coppa Italia, giocata da Mandas, Provedel non ha più lasciato la porta, nemmeno nella doppia sfida di Europa League contro il Viktoria Plzen.

D’altronde Baroni non l’ha mai messo in dubbio: “L’ho ripetuto più volte, è lui il nostro portiere titolare”. Si tratta di rotazioni fisiologiche e naturali, utili anche per stimolare un po’ di sana competizione e spingere a dare il meglio. Sarà fondamentale non sbagliare le scelte per questo finale di stagione, Baroni lo sa e, stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, contro il Bodo/Glimt si capirà la scelta definitiva.

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Lazio, Tavares da maneggiare con cura: anche il Torino è in dubbio

“Un diamante con cristalli. Prodigiose scosse, leggerezza potente quando corre. Ma i suoi muscoli basta poco e vanno a pezzi. Nuno Tavares va maneggiato con cura”. Così si legge sull’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo da titolo “Rebus Tavares una tabella anti-stiramento”. Talento cristallino, ma fragile. Nuno Tavares è un’esplosione di potenza e velocità, ma i suoi muscoli sono di vetro. Lo sa bene la Lazio, e soprattutto Marco Baroni, che dovrà gestirlo con attenzione per evitare ricadute nel momento più delicato della stagione. Anche per la sfida contro il Torino, in programma lunedì 31 marzo allo Stadio Olimpico, il portoghese resta in forte dubbio. Il tecnico biancoceleste dovrà dosarlo con il contagocce, perché all’orizzonte ci sono partite decisive: Roma e Atalanta in campionato, ma soprattutto la doppia sfida con il Bodo Glimt valida per l’accesso alle semifinali di Europa League. Il rischio è alto, e la Lazio non può permettersi di perderlo. Il rendimento del terzino portoghese è nettamente sceso, nel primo periodo con l’aquila sul petto aveva numeri straordinari per quanto riguarda soprattutto gli assist, ma gli infortuni hanno e non poco interrotto la “corsa” del classe 2000 e della Lazio. 

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Lazio, la forza di Dia: Champions e Ramadan per la Lazio

Capita quando inizia il mese del Ramadan e bisogna continuare ad allenarsi, a giocare, a resistere al digiuno. È il mese sacro dei musulmani, dura 29-30 giorni, quest’anno è iniziato sabato 1 marzo e si concluderà tra il 29 e il 30 marzo prossimi. A ridosso della ripresa e di Lazio-Torino programmata lunedì 31. È un mese dedicato anche alla spiritualità, alla preghiera, alla riflessione. Per gli sportivi è più duro perché il digiuno giornaliero inizia all’alba e termina al tramonto, bisogna conciliare l’astensione dal cibo e dall’acqua con le esigenze della preparazione atletica e tattica, degli allenamenti, delle partite. Dia osservava il Ramadan anche a Salerno, lo fa alla Lazio insieme a Dele-Bashiru. L’attaccante in questi giorni si trova in nazionale. Il cittì del Senegal, Aliou Cissè, l’aveva convocato per gli impegni con il Sudan (di ieri sera) e con il Togo di martedì, validi per le qualificazioni ai prossimi Mondiali. Il primo s’è giocato in campo neutro, in Libia. Il secondo si giocherà a Diamniadio, ad una trentina di chilometri dalla capitale Dakar.

Dele-Bashiru è a Formello, era rientrato nel ritorno col Viktoria Plzen, poi non è stato convocato per Bologna. Non ci sono state comunicazioni in merito al suo forfait, si è pensato automaticamente al riacutizzarsi dei problemi alla cavigilia causati dall’infortunio di Venezia. In campo, nella prima settimana di sosta, non si è visto. Va recuperato per la ripresa.

Nelle ultime settimane ha fatto parlare di più Dia, tutti a chiedersi da tempo cosa avesse, perché dopo il gol al Napoli è andato in calo (nessun gol in 7 partite). Una spiegazione adesso può esserci, lo sforzo è stato doppio. In più l’attaccante si trascina fastidi alla caviglia infortunata contro il Ludogorets, quando Chochev gli rifilò una randellata, graziata incredibilmente. Non s’è mai ripreso totalmente. Baroni spera di riaverlo al top per il finale, è stato l’innesco della Lazio a quattro punte. Si era messo al servizio dell’allenatore e dei compagni. Voglia di rigiocare, carica viscerale, chiave tattica del 4-2-3-1:

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Gravina: “Stop alle squadre a rapporto dagli ultrà, va applicata la norma…”

Nel suo giro di visite a Torino, fra cui l’Università per parlare ai giovani di sviluppo sostenibile e alla Continassa, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha affrontato vari in una lunga intervista al quotidiano La Stampa.

Si parte da quello più caldo, visto il susseguirsi delle udienze in tribunale a Milano per il processo ultras che vede coinvolti gli ex esponenti di spicco del tifo organizzato di Inter e Milan. «Vedo ancora squadre che si recano sotto la curva alla fine della partita per parlare con gli ultras (l’ultimo esempio è la Lazio dopo il netto ko a Bologna, ndr). Si tratta di un comportamento vietato dalle norme, e non da oggi. Gli Slo (i referenti per le tifoserie, ndr) devono portare la squadra negli spogliatoi. Altrimenti, ho chiesto di far rispettare il codice di giustizia sportiva, che prevede squalifiche per chi si presta a quella che è, a tutti gli effetti, una gogna».

Poi ci sono le misure da mettere in campo per evitare gli scontri tra tifoserie, che coinvolgono anche le forze dell’ordine. Un esempio è il pre-Daspo: «Si tratta di una misura che impedisce l’accesso alle partite a chi ha commesso reati, anche se non all’interno dello stadio o nelle sue immediate vicinanze. Si chiama tecnicamente “Daspo fuori contesto” ed è già in vigore. Il capo della Polizia sta collaborando con le Questure e ringrazio i ministri Piantedosi e Abodi per il loro impegno nella lotta alla violenza».

A proposito di stadi, un altro tema caldissimo sono gli Europei 2032 che l’Italia è chiamata a co-organizzare con la Turchia: «Questo torneo apre la questione degli stadi, facendoci capire, quasi provocatoriamente, quanto siamo rimasti indietro. Entro il 1° ottobre 2026 dovremo consegnare all’UEFA l’elenco dei cinque impianti selezionati, con l’avvio dei lavori previsto per marzo 2027. Questo vale sia per noi sia per la Turchia, con cui condivideremo l’organizzazione dell’evento. Per accelerare le procedure, il governo nominerà a breve un commissario straordinario e, secondo quanto discusso con il ministro Abodi, si sta valutando l’istituzione di un fondo per finanziare queste infrastrutture».

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Lazio, Baroni dopo le “accuse”: ora una Primavera meno “rigida” su turnover, Belahyane ed infortunati

Baroni è uscito dalla morsa Lotito-Fabiani un po’ come fa un presidente del Consiglio quando forma un governo di unità nazionale: aprendo al compromesso, apparendo meno rigido su alcune convinzioni tecniche, dando maggiore apertura all’integrazione di Belahyane, garantendo più cautela nel reintegro degli infortunati e più attenzione ai carichi che possono causare stop muscolari. Negli ultimi mesi c’è stata la sensazione che il tecnico sia andato avanti da “cavaliere solitario”.

È certo che sul mercato sono emerse diversità e che la società non ha digerito alcune scelte tecniche. Da qui la comparsa di piccole linee di frattura tenute celate, gestite con prudenza dentro. Serve la combinazione club-tecnico-spogliatoio che è stata magica fino a metà dicembre. La coscienza di vivere un pericolo comune, un finale di stagione declinante verso un clamoroso tramonto, spinge tutti ad evitare lo scollamento, a ripartire uniti. Da qui l’alleanza tripartita tra presidente, diesse e tecnico proiettata fino al termine della stagione. La società si è fatta sentire, ma vuole che Baroni sia sereno, il che può permettergli di svolgere di nuovo il lavoro inestimabile di inizio anno. Lotito e Fabiani sono convinti che la rosa abbia la caratura per giocarsi il quarto posto e che non valga meno del sesto. La resa dei conti e dei rapporti (se servirà) avverrà a giugno.

Baroni, per tutta risposta alle imputazioni, riaprirà ad un turnover un po’ più largo”. Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Processo Lazio, ora la squadra”. La Lazio è giunta al consueto bivio stagionale: un punto di non ritorno dove le scelte e le reazioni della squadra potrebbero segnare la fine di un lungo inverno e il riscatto tanto atteso. Dopo qualche scivolone che ha creato tensioni, la primavera è l’occasione per riprendersi. Marco Baroni, rispondendo alle critiche mosse sulla gestione della rosa, ha deciso di aprire le porte a un turnover più ampio, come quello di inizio stagione che ha incantato i tifosi biancocelesti. Una mossa che potrebbe portare nuova energia e rivitalizzare un gruppo che, al di là dei singoli, necessita di freschezza e motivazione per centrare gli obiettivi stagionali, mai dichiarati ad inizio stagione, ma ormai più che evidenti. La vera prova per la squadra biancoceleste è ora, e la risposta sarà fondamentale per il futuro immediato.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, luce Isaksen: il Tottenham prepara l’offerta?

Una luce nel buio più totale, un lampo che porta speranza in casa biancoceleste. Le prestazioni di Gustav Isaksen stanno rallegrando il club, che anche nei momenti di difficoltà del danese ha sempre creduto in lui. Come riportato dal quotidiano ‘La Repubblica’, le prestazioni di Isaksen non sono passate inosservate. Il Tottenham sta monitorando le sue prestazioni, così come anche l’Inter in Italia. Isaksen si è messo in luce anche pochi giorni fa nella sfida contro il Portogallo in nazionale fornendo una prestazione da 9 in pagella. La Lazio aspetta la fine della stagione per prendere una decisione ma se il Tottenham, come si dice, dovesse presentarsi con un’offerta da 40 milioni di euro a quel punto trattenere il calciatore a Roma sarà impossibile.