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Lazio, Patric ultima bandiera: nessuno in Serie A così longevo

Recentemente tornato al centro del progetto di Maurizio Sarri, Gabarron Patric si è reso utile alla causa biancoceleste grazie anche alla sua grandissima esperienza, maturata nel corso di undici lunghi anni alla Lazio, che ne fanno una bandiera.

Come sottolineato dal Messaggero, quella di Patric alla Lazio è una storia lunghissima, incominciata ben undici anni fa, quando appena ventunenne sbarcò da sconosciuto nella Capitale. Una storia bellissima, caratterizzata da un difficile inizio, quando il giocatore era da tutti snobbato, un duro proseguimento, quando dai più era ripudiato, ma poi una dolce riabilitazione, ora che è da tutti amato. Nel frattempo, è diventato il calciatore biancoceleste più longevo: nessuno in Serie A ha trascorso undici anni con la stessa casacca orgogliosamente indossata. E la sua storia non è ancora giunta ai titoli di coda: il suo contratto è in scadenza a giugno 2027, ma non si può escludere che venga prolungato per un ulteriore anno.

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Lazio, questione portiere: Provedel legato a Sarri, Mandas in bilico. Fabiani certo del riscatto del Bournemouth

Al termine della stagione in casa Lazio andrà risolta anche la questione portiere. Ivan Provedel è infortunato, ha dovuto operarsi e non lo rivedremo in campo fino all’estate minimo. Il suo futuro secondo Il Messaggero potrebbe essere legato a quello di Sarri. E’ col tecnico toscano infatti che Provedel ha offerto le prestazioni migliori con una flessione nel lasso di tempo che ha visto sulla panchina biancoceleste Marco Baroni e dunque se Sarri dovesse salutare lui potrebbe finire per seguirlo.

Motta sembra invece un bel prospetto e per il momento non sta facendo rimpiangere l’assenza del portiere titolare. Infine c’è da risolvere la grana Mandas. Il greco a gennaio si è accasato al Bournemouth in Premier League ma non ha ancora esordito e questo alimenta dubbi sul riscatto a fine stagione fissato a 17.5 milioni (dopo i 2.5 investiti per il prestito oneroso). Fabiani come sottolinea il quotidiano resta dell’idea che gli inglesi alla fine pagheranno per tenersi il portiere ma la situazione fa supporre l’esatto opposto al momento.

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Lazio, il coraggio di farsi trovare pronto: Motta già nel futuro

La crescita di Motta passa soprattutto dalla capacità di farsi trovare pronto. Inserito in un contesto delicato e in una fase importante della stagione, il portiere biancoceleste ha risposto con lucidità e coraggio. Il penalty parato contro il Bologna ha rappresentato il momento simbolico della sua ascesa, ma il segnale più importante è arrivato dalla sicurezza mostrata nell’arco della gara. Per un ragazzo così giovane, riuscire a trasmettere affidabilità in un ruolo tanto esposto è già un messaggio forte.

Nel calcio le gerarchie cambiano in fretta, ma solo quando il campo fornisce risposte chiare. Motta, partita dopo partita, ha convinto l’ambiente e lo staff tecnico, trasformando una scelta che poteva sembrare di emergenza in una soluzione concreta. La Lazio ha trovato un portiere capace di abbinare reattività, presenza e margini di crescita importanti. Ed è proprio questa combinazione a rendere ancora più interessante la sua parabola: non solo l’impatto immediato, ma anche la sensazione di avere davanti un prospetto destinato a crescere ancora.

L’exploit del giovane biancoceleste apre riflessioni che vanno oltre l’attualità. In una squadra che guarda al finale di stagione ma anche alla programmazione, la crescita di Mottarappresenta una risorsa preziosa. La Lazio ha bisogno di certezze immediate, ma anche di costruire basi solide per il domani. E in questo senso il portiere sta mandando segnali incoraggianti, dimostrando di poter essere molto più di una semplice alternativa. La sua storia, per ora, è quella di una sorpresa diventata opportunità. Ma il passo successivo potrebbe essere ancora più importante. Il Messagero.

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Lazio, Przyborek studia da mezzala. Intanto vuole mettersi in mostra in Nazionale

Convocato dalla Polonia Under 19, oggi sarà impegnato alle 17 contro il Portogallo.

Zero minuti, non ha ancora esordito, finora il percorso con la Lazio è stato caratterizzato solo dall’apprendistato portato avanti durante gli allenamenti. Przyborek aspetta il suo momento, lavora nell’ombra e studia i compiti tattici che Sarri richiede a una mezzala (“Adrian è un giocatore molto giovane, ha grandi qualità ma deve specializzarsi. Secondo noi è più un centrocampista, un interno”, le parole di Ianni dopo Bologna-Lazio). Nel frattempo, evidenzia il Corriere dello Sport, c’è la baby Nazionale, che porta con sé un’occasione concreta per mettersi in mostra lontano da Formello.

Convocato dalla Polonia Under 19, impegnata oggi alle 17 contro il Portogallo. Si giocano le qualificazioni agli Europei di categoria. Ci sono altre due sfide in programma: sabato 28 contro l’Inghilterra e martedì 31 contro la Serbia. Tre partite in pochi giorni, sono tre vetrine per rilanciarsi. Per ritrovare ritmo e soprattutto farsi notare a distanza.

Si sta adattando al nuovo contesto, conclude il quotidiano, soltanto attraverso i miglioramenti quotidiani riceverà un’opportunità nelle gare ufficiali. Sarri non gli ha concesso spazio, ma lo sta osservando da vicino, ne valuta crescita e margini. Niente fretta, ma tanta voglia di debuttare da parte del più giovane tra gli acquisti chiusi nella sessione invernale di mercato. Per ora Przyborek è stato costretto ad accontentarsi degli allenamenti, per quanto giovane spera di dimostrare nel minor tempo possibile di poter reggere l’impatto con il campionato italiano. La convocazione con la Polonia Under può aiutarlo dal punto di vista mentale, è una chance per ritrovare il campo e potersi esprimere. Da Formello, senza dubbio, seguiranno con attenzione le sue prestazioni con la Nazionale.

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Lazio, Sarri vuole valorizzare tutti: due tridenti per il doppio attacco al finale di stagione

A Bologna Sarri ha stravolto l’attacco durante la sfida. E tornerà a ruotare i suoi attaccanti.

Sarri al Dall’Ara è partito con un terzetto e ha concluso la sfida con interpreti completamente diversi. Isaksen, Maldini e Pedro dall’inizio. Cancellieri, Dia e Noslin sganciati nella ripresa. Le sostituzioni hanno portato forze fresche e fatto la differenza nella fase conclusiva della partita. È aumentata la stanchezza del Bologna ed è cresciuta la vivacità offensiva biancoceleste. Le rotazioni, sottolinea il Corriere dello Sport, hanno reso la Lazio più incisiva negli ultimi 30 metri. Dia è stato protagonista indiretto dei go segnati da Taylor.


La Lazio, si legge, ha faticato in trasferta per tutta la stagione, in campionato aveva siglato 8 reti in 14 gare fuori casa, ne ha realizzate 2 centrando così il sorpasso sullo stesso Bologna. Fondamentali gli ingressi dalla panchina. Sei attaccanti utilizzati in novanta minuti. Ratkov l’unico a rimanere tra le riserve per l’intero confronto. Zaccagni, l’ottavo del reparto, è fuori per una grave lesione muscolare.

Nell’attuale Serie A, conclude il quotidiano, Isaksen è il capocannoniere della rosa con soli 4 gol, l’ultimo arrivato nel big match con il Milan. Anche lui era a secco da un mese e mezzo. Maldini ne ha fatto uno in 9 presenze, deve trasformarsi in un bomber più efficace per quanto fuori posizione naturale, Sarri l’ha ribadito più volte in conferenza. Pedro è il campione da sfruttare e gestire allo stesso tempo (a Bologna non era al top della condizione). Il rendimento di Dia era stato insufficiente fino alla partenza per la Coppa d’Africa, il 4 marzo ha sbloccato la semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta, in campionato comunque è ancora fermo al timbro rifilato al Verona alla seconda giornata. Noslin è la pedina per più posizioni (2 reti totali contro Lecce e Parma), Cancellieri l’esterno da rigenerare dopo il lungo periodo appannato che ha seguito il breve exploit del girone d’andata contro Genoa e Torino. Sarri proverà a valorizzare tutti: due tridenti per il doppio attacco al finale di stagione.

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Lazio, nelle difficoltà la squadra si esalta. E ora doppio sprint finale

Testa alla Coppa Italia… ma anche al campionato.

La terza vittoria di fila apre degli scenari interessanti, impensabili fino a poco tempo fa. A Torino, conto i granata, il punto più basso, poi la risalita. Sarri, sottolinea Il Messaggero, ha evidentemente toccato le corde giuste: non si poteva continuare in quel modo. E la risposta c’è stata, ottima, nonostante la continua emergenza, con un portiere debuttante in Serie A, con una coppia difensiva che non è mai sicura né di iniziare né di finire la partita e con un capitano che si è rotto di nuovo e che rischia di saltare la semifinale di ritorno di
Coppa Italia. Questa Lazio però non si è mai pianta addosso, ha affrontato tutto a testa alta e adesso raccoglie quello che ha seminato.


Evidente che il modo più veloce per arrivare in Europa sia vincere la Coppa Italia. Solamente due partite per alzare un trofeo e conquistare il pass per una manifestazione che la Lazio ha giocato lo scorso anno. Non è semplice, ma nemmeno impossibile se il Comandante riuscisse intanto a non prendere gol – con quello di domenica sono quindici in tutte le competizioni i clean-sheet, secondo record per Mau con i biancocelesti – e soprattutto a far girare la squadra come s’è visto al Dall’Ara. Quasi una macchina perfetta, con alcune sbavature dei soliti noti (Dele-Bashiru e Tavares) ma che ne commettono meno di prima. Ma se il campionato secondo gli intenditori è aperto con l’Inter in vantaggio di sei punti rispetto al Milan e sette nei confronti del Napoli, perché non sarebbe possibile pensare al settimo posto, adesso occupato dall’Atalanta, che ha sette lunghezze sulla Lazio?

Quella posizione, conclude il quotidiano, di solito significa prendersi la possibilità di una qualificazione alla Conference. Non è ben vista dalle parti di Formello questa manifestazione e lo sappiamo, però dà sempre l’opportunità alle italiane (visto il livello generale) di arrivare in fondo o almeno provarci fino alla fine. Pensarci non nuoce.

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Lazio, Provstgaard in costante crescita: segnali positivi in vista del futuro

Anche domenica al Dall’Ara il danese ha risposto presente quando Sarri lo ha chiamato in causa per sostituire Gila.

Provstgaard ha condiviso la propria gioia sui propri profili
social: «Tre vittorie consecutive. Continuiamo a lavorare per mantenere l’energia positiva. Forza Lazio», ha scritto su Instagram il difensore. Post accompagnato da un carosello di scatti della gara di Bologna. Al Dall’Ara ha iniziato dalla panchina, all’improvviso si è ritrovato in campo per il cambio forzato di Gila, uscito per infortunio dopo soltanto 26 minuti. Provstgaard, evidenzia il Corriere dello Sport, trascorrerà la sosta lontano da Formello pensando già alla ripresa in biancoceleste: Gila può recuperare, è da verificare, il danese si tiene pronto in qualsiasi caso per il 4 aprile contro il Parma.

Provstgaard, conclude il quotidiano, dall’inizio (6 partite) o in corsa (3), è stato utilizzato con continuità nelle ultime 9 giornate di campionato. Domenica è salito a quota 18 presenze, stavolta in coppia con Romagnoli. Miglioramenti costanti, fondamentali in ottica futura.

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Lazio, Sarri nell’emergenza si adegua alla rosa: doppia svolta, mentale e tattica

Niente più Lazio sarriana, padrona del possesso palla, da pressing alto.

Non pensa più a costruire, pensa sempre più a non prenderle e a colpire: Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, si adatta ai suoi giocatori e alle caratteristiche degli avversari. Non è la regola, è l’eccezione, vale solo per questa stagione d’emergenza. Se lo augura lui stesso e se lo augurano tutti i suoi ammiratori. Niente più Lazio sarriana, padrona del possesso palla, da pressing alto. Questo era già chiaro. Ecco una Lazio sorniona, anche da blocco basso, con due linee strette e ripartenze lampo. Ci sono momenti di palleggio, non che siano spariti. Si sono visti nei primi 15 minuti di Bologna. Ma di base si gioca sugli altri. Sarri è stato astuto dopo aver perso tutti i registi.

Era rimasto con Patric play, lo ha adattato alla nuova idea di Lazio. Un’intuizione di Mau. E chissà che non diventi una soluzione permanente e non temporanea. In più ci sono Tavares e Dele-Bashiru (a parte alcune amnesie sciagurate), hanno dato gamba contribuendo a creare la Lazio da «strappo», così definita da Mau. Taylor è la mezzala d’inserimento.

Sarri, conclude il quotidiano, l’ha incartata ad Allegri e Italiano nelle ultime due uscite. Gli ha lasciato il pallino del gioco e ha colpito. Le vittorie sono diventate tre di fila, per un anno la squadra non era riuscita a bissarne una. La Lazio è sempre spolpata, è senza Zaccagni, Cataldi, Basic, Rovella, Provedel e ha perso Gila a Bologna. C’è stata una doppia svolta. Mentale e tattica. Sarri dopo Torino ha riunito la squadra ed è stato chiaro: «Mai più così in basso». S’era superato il limite. Ha compattato il gruppo, ha dato ordine tattico.

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Lazio, Taylor nuovo idolo: esultanza alla Milinkovic, impatto alla Winter

Kenneth Taylor si è preso la Lazio in fretta, quasi senza chiedere permesso. Il centrocampista olandese è diventato in poche settimane uno dei volti più riconoscibili della squadra biancoceleste, non solo per i gol e per le esultanze che hanno colpito il pubblico, ma anche per una presenza sempre più pesante dentro la manovra. Il legame con i tifosi si è acceso subito, alimentato da prestazioni efficaci, numeri in crescita e da un atteggiamento che ha lasciato il segno.

Taylor ha trovato spazio e fiducia grazie a un inserimento rapido, accompagnato da una naturale capacità di stare dentro la partita. Ha festeggiato ricordando Milinkovic e questo dettaglio ha contribuito a renderlo ancora più vicino al mondo Lazio. Ma oltre all’aspetto emotivo, a parlare sono soprattutto i dati e il rendimento: l’olandese ha già segnato tre reti in undici gare di campionato, confermando una tendenza che lo sta rendendo sempre più centrale.

La crescita di Taylor non passa soltanto dai gol. Il suo contributo emerge anche in molte statistiche di squadra, segno di una partecipazione continua nelle due fasi. Si vede nella qualità delle giocate, nella presenza dentro l’azione e nella capacità di accompagnare il gioco. È un centrocampista che dà ritmo, sostiene la manovra e riesce a farsi sentire anche quando la giocata decisiva non arriva. Il suo rendimento complessivo racconta un profilo già maturo e perfettamente dentro le richieste dell’allenatore.

Nel suo percorso pesa anche il lavoro di Sarri, che gli chiede movimenti precisi e copertura. È lì che Taylor sta costruendo la parte più importante della sua evoluzione: non solo l’inserimento offensivo o la giocata utile negli ultimi metri, ma anche disciplina tattica, letture e continuità. Per questo il suo profilo viene letto come uno dei più interessanti dell’attuale Lazio: un centrocampista moderno, efficace e sempre più coinvolto nelle dinamiche della squadra.

L’impressione è che Taylor sia diventato in fretta molto più di una semplice alternativa o di un elemento utile nelle rotazioni. Oggi è una presenza che dà peso alla Lazio e che ha già acceso entusiasmo attorno a sé. I tre gol in undici partite, il feeling con la gente e la sensazione di avere ancora margini di crescita raccontano un giocatore che si sta ritagliando uno spazio importante. La Lazio, intanto, si gode il suo nuovo idolo. Il Corriere dello Sport.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, la sosta per recuperare Gila, Basic e Cataldi: le ultime

Infermeria sempre piena in casa Lazio ma Sarri spera in qualche recupero durante la pausa per le Nazionali.

La paura porta un po’ di riposo in casa Lazio ma anche un sorriso guardando l’infermeria. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, Sarri, infatti, si prepara a ritrovare tre pedine importanti in vista della ripresa del campionato: Gila, Cataldi e Basic. Tre rientri che possono cambiare gli equilibri di una squadra che, nelle ultime settimane, ha dovuto convivere con assenze pesanti e continue soluzioni d’emergenza.

Il caso più fresco è quello dello spagnolo, costretto a lasciare il campo dopo appena 26 minuti contro il Bologna, fermato da un nuovo fastidio al ginocchio. Un problema che si trascina da settimane e che già lo aveva condizionato nelle gare precedenti. Aveva stretto i denti, allenandosi a parte e scendendo comunque in campo contro Sassuolo e Milan, ma stavolta ha dovuto alzare bandiera bianca. La sensazione, però, è che si tratti dell’ennesimo riacutizzarsi di una situazione già nota e gestita. Lo staff medico è ottimista: la sosta dovrebbe permettergli di recuperare pienamente e tornare a disposizione per la prossima sfida con il Parma.

Oltre a lui, si legge, Sarri potrà ritrovare Cataldi. Il regista biancoceleste è fermo per una distrazione al polpaccio rimediata contro il Sassuolo. Infine Basic. Il croato ha vissuto settimane complicate, tra problemi fisici e l’impossibilità di rispondere alla convocazione della Croazia a distanza di sei anni dall’ultima volta. Il fastidio all’adduttore lo ha tenuto fuori nelle ultime gare, ma anche per lui la pausa rappresenta l’occasione giusta per rimettersi in pari e riprendersi il suo posto da titolare nel ruolo di mezzala destra. Se non subito a breve.