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Muriqi è rinato: giocatore del mese della Liga insieme ad Aubameyang e Fekir

Muriqi in Spagna è sbocciato. Il kosovaro sta diventando protagonista con il Maiorca. Nelle sue prime 4 partite di campionato ha collezionato due reti contro il Cadice e il Betis e un assist contro l’Atletico Bilbao. La sorpresa però è che LaLiga abbia deciso di candidarlo come possibile Player of the month di febbraio. I tifosi sono chiamati a votare tra i giocatori come Aubameyang del Barcellona, Nabil Fekir del Betis, Pau Torres del Villareal, Courtois del Real Madrid. E ancora, Muriqi col Maiorca, Pere Milla dell’Elche e Dani Vivian dell’Athletic Bilbao. E la Lazio spera di ricavarne un tesoretto per l’estate…

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Apertura stadi, Costa conferma: “Dal 24 marzo capienza al 100%”. E sui Green Pass…

Meno contagi, obiettivo quasi raggiunto. Recentemente gli stadi sono stati riaperti per il 75% della loro capienza complessiva. Ora si punta di tornare quanto prima al 100%. Lo ha confermato anche il sottosegretario al Ministero della Salute, Andrea Costa, in un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Punto Nuovo: “Confido di tornare alla massima capienza degli stadi per il 24 marzo, in occasione dell’impegno della Nazionale. Dobbiamo proseguire nella somministrazione della terza dose. Le evidenze scientifiche dimostrano come sia la terza dose a proteggere dalla malattia. Anticipare a marzo? Poteva essere utile, ma il criterio del Governo è stato quello della gradualità. Lo stiamo facendo nell’allentamento delle stesse misure. L’importante è avere una prospettiva positiva e stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel. Il 31 marzo termina lo stato d’emergenza: inizierà una fase nuova e ci sarà un progressivo allenamento delle misure restrittive, incluso il Green Pass. Allo stadio senza Green Pass? Il criterio è della distinzione tra luoghi all’aperto e al chiuso, ne terremo conto di questa cosa. Gli spazi all’aperto saranno i primi per questo allentamento”

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In arrivo il bilancio: dall’Europa League al nuovo sponsor, possibile ripresa dal rosso di 25 milioni

L’Europa League ha comunque generato circa 12 milioni di incasso. A giugno si aggiungerà il market pool (sponsor e diritti televisivi) che dovrebbero aumentare di altri 7-8 milioni la cifra complessiva. L’ultimo bilancio, in casa Lazio, ha riportato un rosso di 25 milioni di euro. Nell’estate del 2020 il deficit era di 13 milioni. Il bilancio semestrale, in uscita a metà marzo con i conti aggiornati al 31 dicembre del 2021, sveleranno lo stato di salute della società. Dovrebbe essere segnalata una ripresa. Si conteranno le cessione estive, su tutte quella di Correa all’Inter. Non solo, si capirà anche l’impatto economico di Binance, nuovo main sponsor. Non peseranno le entrate di Zaccagni e Cabral e le possibili uscite come Muriqi, Escalante e Vavro. Si attende il comunicato ufficiale. Corriere dello Sport

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Stipendi di febbraio in anticipo: così Lotito ha provato a spingere la Lazio con il Porto

Il presidente Lotito teneva molto all’Europa League e a dimostrazione di questo, come riporta il Corriere dello Sport, ha saldato gli stipendi di febbraio per squadra e staff in anticipo e in previsione della partita di ritorno con il Porto; era senza dubbio un chiaro segnale per stimolare i giocatori alla rimonta. Nonostante il gesto non sia bastato per andare avanti nella competizione, il patron all’Olimpico si è comunque complimentato con i suoi. sicuramente proseguire sarebbe stato importante anche sotto il profilo economico: avrebbe garantito altri ricavi, non un assegno da 60 milioni come lo scorso anno con l’approdo agli ottavi di Champions, ma ulteriori e significativi introiti. Laziopress.it

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Missione Europa: Lotito mai tra le prime sei per tre anni di fila

Un punto in due partite: peggio della Lazio hanno fatto solo Empoli e Spezia. Sarri ne ha persi 2 su Fiorentina e Atalanta, 3 sulla Roma, le rivali dirette per la qualificazione alle prossime coppe. Il 7° posto è virtualmente un 8°, se i viola vinceranno il recupero con l’Udinese. Per avere la certezza di tornare in Europa per la sesta stagione di fila la Lazio deve finire davanti a 2 avversarie su 3; e per arrivare in EL, dove ha già giocato 84 partite in 9 edizioni, il 6° posto potrebbe non bastare se la Fiorentina dovesse finire dietro vincendo però la Coppa Italia. In quel caso sarebbe un piazzamento valido solo per l’accesso alla Conference ma permetterebbe comunque a Lotito di stabilire un piccolo record, perché da quando lui è presidente (2004) la Lazio non è mai arrivata tra le prime 6 per 3 campionati di fila. Per adesso il conto è fermo a quota 2, com’era già successo altre volte: 4a nel 2019-20 e 6a nel 2020-21. Un piazzamento tra le prime 6 sarebbe coerente col monte ingaggi (la Lazio ha il 6° della serie A) e il bacino d’utenza (come numero di tifosi, si gioca il 6°-7° posto con la Fiorentina). Certo, altri tempi rispetto all’era Cragnotti: fra il 1992 e il 2004 la Lazio finì 11 volte su 12 tra le prime 6, unica eccezione il 7° posto del 1997-98 quand’era in corsa per lo scudetto fino a 7 giornate dalla fine ma poi scivolò indietro, distratta dalla Coppa Italia (vinta) e dalla Coppa Uefa (persa solo in finale). CorriereDellaSera

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Lazio, la rivincita di Radu: da ultimo a titolare. Ma in estate serve un terzino sinistro

I numeri, prima: fino a novembre solo 90 minuti in campo, da difensore centrale, nella disfatta di Verona (4-1). Poi, da dicembre a febbraio, 8 presenze con 432 minuti collezionati, soprattutto da terzino sinistro, con prove convincenti a discapito dei suoi 35 anni e mezzo. E 3 partite (Salernitana, Udinese e Atalanta) le ha saltate perché indisponibile (isolamento), altrimenti avrebbe aumentato la sua presenza in campo.

Dopo tre mesi nel dimenticatoio di Sarri, Radu ha riconquistato la fiducia del tecnico e ha ribaltato le gerarchie a sinistra nei successivi tre. Tanto che ha già firmato il rinnovo di contratto, attualmente in scadenza a giugno: la firma c’è, va solo depositato. Quantità ma anche qualità per un giocatore che, ormai a fine carriera, si è riadattato con successo come terzino dopo anni di ‘braccetto’ sinistro nella difesa a 3 di Inzaghi. A oggi è lui il titolare a sinistra, superato il fedelissimo di Sarri, Hysaj, che invece – dopo averle giocate quasi tutte – vive un momento di appannamento. 

Con tutto il rispetto per Radu, se un giocatore che a ottobre spegnerà 36 anni è tornato titolare in una squadra che vuole ambire all’Europa significa che qualcosa non va. Sarri lo sapeva, non è un segreto che abbia chiesto a gennaio un rinforzo a sinistra. La società ha tesserato Kamenovic, 21enne serbo mancino di piede, che può giocare in quella posizione ma non piace al tecnico, che l’aveva già bocciato durante il ritiro estivo. A giugno, se dovesse continuare il matrimonio tra Sarri e Lotito, la società dovrà accontentarlo. Il sogno del Comandante è Emerson, in prestito dal Chelsea al Lione. Arrivarci è difficile, ma non impossibile. Tuttomercatoweb.com

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Difesa a scadenza, Strakosha al bivio: occhi su Gollini

I cinque calciatori che Sarri ha schierato in difesa contro il Napoli – quattro più il portiere – hanno il contratto in scadenza il 30 giugno: come dire che, a protezione della porta della Lazio, ci sono solo giocatori che potrebbero già firmare per un’altra società. In realtà non tutte le situazioni sono uguali. Marusic, ad esempio, ha rinnovato l’accordo con il club biancoceleste, l’operazione deve solo essere annunciata. Anche Radu potrebbe rimanere, mentre sono al passo d’addio sia Luiz Felipe (è destinato al Betis Si- viglia) che Patric (anche lui andrà quasi sicuramente in Spagna). Poi c’è Strakosha, e qui la questione è in continua evoluzione. Strakosha ha deciso di andarsene perché accantonato prima da Inzaghi e poi da Sarri. Ora che ha ripreso il posto da titolare, sta riconsiderando la possibilità di rimanere alla Lazio; Tare non ha mai disperato, è sempre stato convinto di poterlo convincere, adesso il d.s. ha riacquistato fiducia. Il problema è legato alla considerazione di cui l’albanese gode da parte dell’allenatore: davvero Maurizio ha intenzione di puntare su di lui nella prossima stagione? E’ un aspetto da approfondire, dopo tanta panchina. In attesa di capire ciò che può accadere con Strakosha, la Lazio non può fare altro che guardarsi attorno alla ricerca di portieri, anche perché pure Reina è in scadenza a giugno (il suo contratto si rinnoverà automaticamente per un anno solo in caso di qualificazione in Europa, risultato nient’affatto scontato). Tare ha valutato la possibilità di ingaggiare gratis Ospina, a sua volta libero dal Napoli a fine stagione, ma adesso sta acquistando consistenza un’altra pista: porta a Pierluigi Gollini. Gollini è al Tottenham, che lo ha preso dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto fissato a 13 milioni. Difficile che il club londinese eserciti la clausola che gli consente di prendere il portiere a titolo definitivo, visto che non gioca praticamente mai: in Premier non ha disputato nemmeno un minuto, lo si è visto solo nelle coppe. Quasi sicuramente Gollini a giugno tornerà a Bergamo, ma non ci resterà, sia perché ha il contratto vicino alla scadenza (sarà libero nel 2023), sia perché ha rapporti pessimi con Gasperini. La sua valutazione si aggira attorno ai 10 milioni, è giovane (classe 1995), ha avuto in passato un rendimento elevato, convince tutto lo staff tecnico biancoceleste. La Lazio ne ha parlato con Riso, il suo procuratore, e l’ipotesi sta prendendo quota. Con lo stesso agente è stato sfiorato anche l’argomento Gomez. Il Papu dice di essere felice al Siviglia, in realtà gradirebbe tornare in Italia. Per Sarri sarebbe un esterno d’attacco utilissimo, Lotito ha grandi dubbi legati all’età dell’argentino. CorriereDellaSera

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Sarri ed il play ideale: Vitinha e Lopez i preferiti

Capitolo regista del futuro, ruolo chiave per il 4-3-3 ed i principi di gioco di Sarri. Affronta il tema “Il Messaggero” che sottolinea come a gennaio il tecnico sia tornato invano alla carica col nome di Ricci (finito poi dall’Empoli al Torino), più abbordabile dello juventino Arthur, per lo stipendio fuori portata. Adesso per il prossimo mercato ci sono altri due pupilli nella lista: il 24enne francese Maxime Lopez del Sassuolo, ma soprattutto il 22enne del Porto Vitinha. Per entrambi è però di 20 milioni la richiesta minima, anche se sul secondo il riscatto dal Wolverhampton e l’intermediazione dell’agente-amico Mendes possono facilitare la trattativa. 

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Lotito svicola, Sarri pensa al campo: il rinnovo slitta ancora

Da dicembre ad oggi sembra passata una vita. Il rinnovo di Sarri, se davvero non si è mai mosso dalle mani di Lotito, è sempre più avvolto dal mistero. Era stato annunciato dal presidente durante la cena di Natale e Mau s’era detto pronto a firmarlo. E’ rimasto campato in aria. Lotito non ne parla più, svicola. Sarri fa melina, da fine gennaio in poi è stato più diplomatico. Contano i fatti e del rinnovo finora non c’è stata traccia. E’ un chiaro segnale di sospensione della trattativa. Lotito e Sarri si sono visti più volte a Formello, capita spesso alle vigile delle partite. Parlano, ma di cosa? Si confrontano sulla squadra, accennano al futuro senza stringere. «Il futuro è adesso», è una delle frasi che Mau ha ripetuto più volte alla Lazio nelle ultime settimane.

Il futuro di Maurizio Sarri

Il futuro non è ancora stato definito contrattualmente tra società e allenatore. Non lo dicono, ma è scontato pensare che l’argomento è rimandato a data da destinarsi. Forse dopo il derby con la Roma del 20 marzo, chissà se direttamente a fine campionato. La Champions si è allontanata, l’avventura in Eurpa League si è conclusa. La Lazio oggi è settima e gli obiettivi fissati da Mau riguardano «la crescita come qualità di gioco». Oltre i concetti tattico-filosofici pesano i piazzamenti e la conferma dell’Europa League è necessaria anche per i bilanci. Corriere dello Sport

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Pedro, la rivincita più bella con Sarri

È la rivincita più bella per Pedro, più goduriosa e sbeffeggiante ripensando alla Romache l’aveva escluso e messo in castigo, confinato tra gli esuberi. La rivincita se l’è presa con la Lazio e Sarri, società e tecnico che hanno reso giustizia al suo talento immenso, rimasto inalterato dall’età. Il tempo non è mai stato suo nemico. A 34 anni e mezzo Pedro s’è tolto lo sfizio di centrare la presenza numero 600 (contro l’Udinese), è salito a 602 (contro il Napoli), è un record riferito ai cinque campionati top d’Europa. E col golazo rifilato agli azzurri ha centrato la rete numero 100, sempre nei campionati d’élite del calcio europeo.

La rinascita di Pedro

Ritemprato, rimotivato, rilanciato. La seconda giovinezza di Pedrito è simboleggiata dai numeri, confrontando le ultime due stagioni. Nel 2020-21, con la Roma, aveva giocato 40 volte. Con la Lazio è già a quota 35 e mancano 11 partite alla conclusione del campionato. Le gare giocate da titolare si equivalgono: 30 con la Roma, 29 con la Lazio, per un minutaggio di 2.430 e 2.338 minuti. Pedro sta segnando di più, 9 reti attuali contro le 6 dell’anno scorso. Ha servito un assist in più (5 contro 4) e ha migliorato di molto la media-gol: con la Roma segnava ogni 405 minuti, con la Lazio ogni 260. Segna di più, tira di più. Sono 64 i tiri nello specchio scoccati in questa stagione, 48 quelli registrati in tutto l’anno scorso. E’ migliorato nella percentuale dei passaggi riusciti (86 contro 79) e nei dribbling riusciti (42 in giallorosso, 46 in biancocoleste). Pedro tocca più palloni, 1.442 contro 1.369. Col golazo al Napoli è salito a 8 reti in A, tanti quanto quelli segnati da Milinkovic. Sono loro due i marcatori più esplosivi dopo Immobile.