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‘NMM’ – Dalla Palma (CdS): “Rinnovo Sarri e mercato, servono certezze sul futuro. Lotito esca dal silenzio” (AUDIO)

RISULTATI NON ALL’ALTEZZA DEL GIOCO

Nel momento migliore della Lazio sono arrivati i 4 risultati peggiori della stagione. E’ un paradosso assoluto. Porto, Udinese e Napoli: tre gare in cui la Lazio ha risposto alle difficoltà, anzi, ha creato tantissime palle gol che potevano addirittura garantirle tre vittorie. Siamo qui ad applaudire e a divertirci, ma i risultati non arrivano. Sarri ha mandato un segnale: lui c’è ed è seguito, ma adesso deve rispondere ‘presente’ anche la società. Lotito si è eclissato, non si parla più di rinnovo. Deve dare forza al tecnico, confermarlo. Sapere che c’è un progetto che va avanti alla Lazio è un’attrattiva importante per i giocatori e una conferma per chi pensa di poter lasciare. Questo silenzio della società, l’assenza di segnali, trovo che sia inadeguato al momento positivo che vive la squadra sul campo, almeno per le prestazioni. Non bisogna più vivere alla giornata”.

FUTURO DI SARRI

Kamenovic non vedrà mai il campo, credo che Cabral avrà un destino simile. Rinnovo Sarri? Lotito sembrava perentorio alla cena di Natale, sono passati tre mesi e la credibilità di quell’annuncio è stata persa per strada. Forse è arrivato il momento di tornare a chiederlo a Sarri, visto che la società non si confronta apertamente con la stampa. Mi sembra che Sarri si stia divertendo ad allenare la Lazio, era uno dei suoi personali dubbi al momento della firma. Se fossero arrivati due giocatori ‘veri’ a gennaio, in estate il lavoro sarebbe stato più facile. Giocatori in scadenza demotivati? Non mi arrivano segnali in tal senso, è anche nel loro interessi fare il massimo per guadagnarsi un contratto migliore, qui o altrove”.

RIVOLUZIONE

Sarri ricomincerà da zero l’anno prossimo. Spero che la Lazio abbia ben chiara l’opportunità di affidarsi a lui per costruire il futuro, di affidarsi ad un modus operandi diverso rispetto al passato e di utilizzarlo per consegnare al tecnico giocatori idonei, adatti al suo stile di gioco. Come detto però, Sarri dovrà partire – qualcosa rimanesse a Roma, ovviamente – da una squadra molto diversa. Basti pensare alla difesa, dove il solo Marusic è sicuro di rimanere (manca ufficialità rinnovo, ndr) e dispiace sentire i fischi per Acerbi. Meno male che Sarri ha messo Radu titolare al posto di un evanescente Hysaj. Serve il mediano, è quello il ruolo chiave e da lì si parte. Infine il vice Immobile, visto che il reparto esterni è ben fornito. Soprattutto, vedremo in quanti lasceranno Formello. Strakosha? Non credo che – con tutto questo lavoro da fare – ci siano tanti portieri alla sua altezza prendibili con pochi soldi. Il suo rinnovo sarebbe importantissimo per risparmiare senza perdere qualità.

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SOCIAL

Milinkovic, dalla rabbia alla carica positiva: “Pronto a dare tutto”

“Ieri ero incazzato, oggi carico, domani di nuovo pronto per dare tutto insieme ai miei compagni”. Sergej Milinkovic-Savic su Instagram racconta in poche righe le sue ultime 24 ore. Dalla rabbia per il risultato contro il Napoli alla carica per una nuova di settimana di allenamenti che comincerà oggi, a Formello. Il 21 biancoceleste, ha colto l’occasione per ringraziare i tanti tifosi che gli hanno fatto gli auguri per il 27esimo compleanno, il 27 febbraio.

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CALCIOMERCATO

Romagnoli, ecco l’offerta del Milan

Alessio Romagnoli è il nome caldo in casa Lazio. I tifosi sperano in un ‘ritorno’ a casa del giocatore in scadenza di contratto con il Milan. La possibilità c’è, è concreta, ma ovviamente c’è tanta strada da fare. Prima di tutto, il giocatore non ha chiuso ancora le trattative con il Milan. Secondo ‘la Gazzetta dello Sport’, il club rossonero avrebbe offerto una cifra intorno ai 2,8 milioni per rinnovare, più premi legati al rendimento. Manca l’accordo, ma il giocatore non si è mai messo di traverso rispetto alle offerte del Milan. C’è – ovviamente – la volontà di vagliare altre offerte, di vedere quale sia il suo reale valore di mercato. Non è da scartare l’ipotesi Juventus: la permanenza di De Ligt è un punto di domanda, mentre la carriera di Chiellini sembra avvicinarsi fisiologicamente al termine.

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APPROFONDIMENTI

Finali in bilico: i risultati della Lazio in ‘zona Cesarini’, come sarebbe la classifica?

Mantenere sempre alta la concentrazione in campo è la prerogativa delle grandi squadre. La Lazio, in questa stagione, ha vissuto almeno 5 finali di partite al cardiopalmo, col risultato in bilico.


PUNTI ACCIUFFATI ALL’ULTIMO RESPIRO


Prendendo in considerazione solo gli ultimi minuti (quelli intorno al novantesimo più eventuale recupero) i biancocelesti non hanno mai trovato il gol vittoria in zona Cesarini (o Caicedo, se preferite). In due occasioni però, i ragazzi di Sarri hanno rimesso in parità partite che stavano perdendo. La prima è il match di andata contro il Torino, in casa dei ‘Granata’. Al vantaggio di Marko Pjaca, rispose Ciro Immobile dal dischetto (rigore procurato da Vedat Muriqi) al 91′. La seconda è decisamente più recente: Lazio-Empoli 3-3. In questo caso Milinkovic mise a segno il gol per inchiodare il punteggio sulla parità, al 93′.


PUNTI PERSI DA SITUAZIONI DI VANTAGGIO

Tre invece sono le partite in cui la Lazio ha gettato via punti. In ordine di tempo, la prima delusione nei secondi finali è arrivata a Bergamo, nella gara d’andata contro l’Atalanta. De Roon al 94′, praticamente nell’ultima palla della partita. Situazione analoga (ancor più cocente però la delusione) nel match interno contro l’Udinese: gol di Arslan al 99′ (su punizione quantomeno dubbia) con la difesa della Lazio clamorosamente disattenta. Arriviamo così a Lazio-Napoli, al gol di Fabian Ruiz al 94′ e quindi, all’unica sconfitta oltre il 90′.


LA CLASSIFICA


Due punti guadagnati, 5 persi. E sono punti pesanti, considerando la classifica. Chiaro, è un esercizio estemporaneo, ma pensare che la Lazio avrebbe potuto esser lì, un punto sopra l’Atalanta e a meno due dalla Juventus a quota 48, rende la delusione per i finali di partita ancor più cocente.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (la Repubblica): “Prossimo mercato? Sarà tormentone Milinkovic, Vecino pista concreta, Acerbi andrà via…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La situazione di Leiva che regge 70′ con l’infortunio di Cataldi per dieci giorni preoccupa. Luis Alberto da regista non è andato bene, comunque sia è una soluzione utilizzabile solo in caso di necessità o in cui devi recuperare il risultato. Inutile paragonare la rosa della Lazio a quella del Napoli, la differenza è chiara. Se la Lazio dovesse arrivare quarta sarebbe un’impresa, negli ultimi anni la Lazio ha fatto delle cose che vanno oltre le proprie possibilità economiche e di fatturato. La Lazio ha il dovere di arrivare sopra club come l’Atalanta, è in quel caso che dobbiamo porci delle domande ma non nel rapporto con le altre big. Quella è la linea che va seguita, la Lazio non può permettersi di sbagliare degli acquisti come quelli che non sbagliano mai i bergamaschi. Nella Lazio quel tipo di errori pesano di più rispetto alle big che hanno più risorse. Non a caso che da quando certi giocatori non hanno funzionato ci ritroviamo in una situazione più complessa. Detto questo, non è tutto da buttare.

Prossimo mercato Lazio, tutto intorno a Sergej

Lo immagino con il tormentone Milinkovic che ci perseguirà per mesi. Credo che sia ad una svolta clamorosa della sua carriera. Chiaramente lascerebbe la Lazio nel caso in cui arrivasse una grande d’Europa come il Manchester Utd che tra l’altro perderà Pogba. Intorno a lui ruoterà moltissimo, anche se Lotito continuerà a non fare sconti. Lì bisogna capire a quanto arriverà l’offerta. Certo è impensabile che possa andare via per una cifra inferiore a 60 milioni. L’alternativa è ritrovare il Tare che tira fuori colpi importanti a cifre buone. Vecino? Pista concreta, secondo me arriverà nel caso in cui gradisse la destinazione. Bisogna prendere assolutamente calciatori a cui la Lazio non stia stretta. Acerbi? Credo che al 99 per cento andrà via, c’è una situazione che lui non accetta. Ha sbagliato, chiesto scusa, ognuno si comporta come crede sia giusto, ma questi dovrebbero essere gli sviluppi”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, manca l’ultimo step. Oddi e Giordano: “Imparare a soffrire!” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Quando giochi a calcio ed hai la possibilità di fare gol e non lo fai, poi paghi. Quando hai in mano la partita devi chiuderla, poi è andata anche male visto che la rete di Ruiz è arrivata al 94′. Guarda caso, proprio nel momento in cui finalmente la Lazio sta facendo il calcio che vuole Sarri i risultati non arrivano. Un paradosso che non cancella le buone cose che si stanno facendo. La Lazio forse si arrende troppo facilmente quando arrivano le difficoltà. Il primo tempo è stato super, se non fai gol e lo prendi c’è il rischio contraccolpo. Le carenze della Lazio le conoscono tutti, avversari compresi. C’è sempre la sensazione che una rete si possa prendere”

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

Con il Napoli non è bastata la partita perfetta. Quando c’è chi si può permettere di lasciare per tutta la gara fuori Mertens, significa che c’è una differenza. Sarri ha avuto un solo cambio vero, Pedro. Dopo una grande ora di gioco da parte della Lazio, il Napoli è venuto fuori sfruttando la flessione della Lazio. La sconfitta penalizza oltremodo, ma i biancocelesti devono proseguire su questa strada ed imparare a gestire i momenti difficili della gara. La Lazio non sa soffrire e questo lo paghi anche se hai fatto una grande partita. Questo è il tasto più importante, bisogna imparare a stare sempre dentro la gara”

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RASSEGNA STAMPA

Lotito svicola, Sarri pensa al campo: il rinnovo slitta ancora

Da dicembre ad oggi sembra passata una vita. Il rinnovo di Sarri, se davvero non si è mai mosso dalle mani di Lotito, è sempre più avvolto dal mistero. Era stato annunciato dal presidente durante la cena di Natale e Mau s’era detto pronto a firmarlo. E’ rimasto campato in aria. Lotito non ne parla più, svicola. Sarri fa melina, da fine gennaio in poi è stato più diplomatico. Contano i fatti e del rinnovo finora non c’è stata traccia. E’ un chiaro segnale di sospensione della trattativa. Lotito e Sarri si sono visti più volte a Formello, capita spesso alle vigile delle partite. Parlano, ma di cosa? Si confrontano sulla squadra, accennano al futuro senza stringere. «Il futuro è adesso», è una delle frasi che Mau ha ripetuto più volte alla Lazio nelle ultime settimane.

Il futuro di Maurizio Sarri

Il futuro non è ancora stato definito contrattualmente tra società e allenatore. Non lo dicono, ma è scontato pensare che l’argomento è rimandato a data da destinarsi. Forse dopo il derby con la Roma del 20 marzo, chissà se direttamente a fine campionato. La Champions si è allontanata, l’avventura in Eurpa League si è conclusa. La Lazio oggi è settima e gli obiettivi fissati da Mau riguardano «la crescita come qualità di gioco». Oltre i concetti tattico-filosofici pesano i piazzamenti e la conferma dell’Europa League è necessaria anche per i bilanci. Corriere dello Sport

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Rifondazione difesa: Acerbi in bilico, Romagnoli più vicino, Casale e Palmieri restano obiettivi

Il Messaggero si sofferma al suo interno sulla Lazio e sull’obiettivo Champions League che il club si è posto. La squadra di Sarri adesso a tratti incanta, la crescita è evidente, ma non tale da produrre vittorie sufficienti per il 4° posto. I problemi sono evidenti ed il primo è la mancanza di cattiveria rispetto alle occasioni create, mentre il secondo è la non irreprensibile retroguardia: adesso anche Acerbi è un caso dopo che è stato fischiato nuovamente all’Olimpico al rientro dopo un mese e mezzo di infortunio. Urgerà una rifondazione con Romagnoli ad un passo e Casale ed Emerson Palmieri sogni nell’elenco consegnato a Lotito.

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FORMELLO

Ripresa a Formello nel pomeriggio: Acerbi verso il ritorno da titolare

La Lazio si è riposata 24 ore, Sarri ha concesso un giorno di relax dopo le fatiche europee e il match contro il Napoli. Nel pomeriggio la ripresa degli allenamenti, si entra nel vivo della preparazione della sfida contro il Cagliari di sabato prossimo. Una seduta al giorno, tranne domani quando è prevista una doppia. Sarri fa i conti con l’assenza di Cataldi, fermo per una lesione muscolare. In regia toccherà ancora a Lucas Leiva.

Il difensore potrebbe tornare titolare, manca in campo dal primo minuto dallo scorso 6 gennaio. Contro il Napoli ha giocato uno spezzone di partita, con il Cagliari spera di tornare al fianco di Luiz Felipe. Sulle fasce possibile conferma per Marusic e Radu, con Lazzari in infermeria per altre due settimane.  Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Pedro, la rivincita più bella con Sarri

È la rivincita più bella per Pedro, più goduriosa e sbeffeggiante ripensando alla Romache l’aveva escluso e messo in castigo, confinato tra gli esuberi. La rivincita se l’è presa con la Lazio e Sarri, società e tecnico che hanno reso giustizia al suo talento immenso, rimasto inalterato dall’età. Il tempo non è mai stato suo nemico. A 34 anni e mezzo Pedro s’è tolto lo sfizio di centrare la presenza numero 600 (contro l’Udinese), è salito a 602 (contro il Napoli), è un record riferito ai cinque campionati top d’Europa. E col golazo rifilato agli azzurri ha centrato la rete numero 100, sempre nei campionati d’élite del calcio europeo.

La rinascita di Pedro

Ritemprato, rimotivato, rilanciato. La seconda giovinezza di Pedrito è simboleggiata dai numeri, confrontando le ultime due stagioni. Nel 2020-21, con la Roma, aveva giocato 40 volte. Con la Lazio è già a quota 35 e mancano 11 partite alla conclusione del campionato. Le gare giocate da titolare si equivalgono: 30 con la Roma, 29 con la Lazio, per un minutaggio di 2.430 e 2.338 minuti. Pedro sta segnando di più, 9 reti attuali contro le 6 dell’anno scorso. Ha servito un assist in più (5 contro 4) e ha migliorato di molto la media-gol: con la Roma segnava ogni 405 minuti, con la Lazio ogni 260. Segna di più, tira di più. Sono 64 i tiri nello specchio scoccati in questa stagione, 48 quelli registrati in tutto l’anno scorso. E’ migliorato nella percentuale dei passaggi riusciti (86 contro 79) e nei dribbling riusciti (42 in giallorosso, 46 in biancocoleste). Pedro tocca più palloni, 1.442 contro 1.369. Col golazo al Napoli è salito a 8 reti in A, tanti quanto quelli segnati da Milinkovic. Sono loro due i marcatori più esplosivi dopo Immobile.