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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “A Torino sarà controprova importante. Peccato non vedere Raspadori accanto a Immobile” (AUDIO)

A Torino controprova importante, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Mi aspetto una controprova importante sabato di quanto abbiamo visto a Napoli dove abbiamo fatto un secondo tempo di grande livello. Per quanto riguarda la Nazionale, gli unici gol e assist venuti dagli attaccanti sono arrivati da due laziali: Zaccagni e Immobile. Quindi direi bene.

Quello che mi preoccupa per sabato è che in questi due anni di tempeste varie, la Juventus ha sviluppato una resilienza importante nella gestione delle questioni extra campo. Allegri ha sempre tenuto bene il gruppo ed è riuscito a compattarlo. Certo è che il rientro a regime di Pogba sarebbe stato per loro un elemento importante per il campionato.

Ieri mattina abbiamo capito dalle prove di Spalletti che Immobile non avrebbe giocato. Il piano tattico prevedeva un falso nove (Raspadori) e le mezzali che si buttano dentro e devo dire che ha pagato visti i due gol di Frattesi. Il rimpianto è vedere in Nazionale la scelta di giocare con una sola punta, mentre la coppia Raspadori-Immobile, magari con un 4-3-1-2 sarebbe perfetta perché ci sarebbe una spalla tecnica al bomber vero e proprio. Capisco che non è Spalletti l’allenatore a cui puoi chiedere questo.

La contraddizione è che Spalletti si è lamentato del fatto che si debba segnare di più e si debba avere più cattiveria sotto porta, ma contemporaneamente ha messo in campo un falso nove e poi ha messo dentro Retegui che è un ariete, mentre probabilmente negli spazi che si potevano aprire sarebbe stato più funzionale Ciro. Meglio per la Lazio perché si è riposato”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Felipe-Lazio, si tratta il rinnovo “a vita”

Possibile scenario a sorpresa per quanto riguarda il rinnovo di Felipe Anderson, attualmente in scadenza a giugno del 2024. Lotito è sempre più orientato a proporgli un contratto fino al 2028 (e non al 2027 come ribadito più volte nelle scorse settimane) con opzione fino al 2029 legandolo di fatto alla Lazio fino al termine della carriera. Va però trovata la quadra sulle cifre con la sorella-agente del ragazzo. Felipe Anderson attualmente guadagna 2.5 milioni. Lotito potrebbe mettere sul piatto 2.5 milioni più bonus. La richiesta del brasiliano oscilla intorno ai 3 milioni netti. Le sensazioni restano positive.Lo riporta il Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lazio, ecco Guendouzi: «Sarri perfetto per me. Sono qui per vincere, ma non chiamatemi “Bad Boy”»

Tocca a Matteo Guendouzi chiudere le presentazioni in casa Lazio. Prima della conferenza stampa prevista per domani alle 15 assieme a Sepe Mandas, il francese ha parlato così ai canali ufficiali del club: «Ciao a tutti, mi chiamo Matteo Guendouzi. Ho 24 anni, sono francese e sono un centrocampista. Sono appena arrivato alla Lazio, sono qui da poco meno di due settimane. L’ho scelta innanzitutto perché è un grandissimo club sia a livello italiano che a livello europeo, e con una grande storia. Ha vinto tanti trofei nel passato e quello che volevo era far parte di una società familiare all’interno del quale poter crescere e migliorare».

Guendouzi si presenta: «Voglio vincere qui»

L’ex Marsiglia ha già le type=’text/javascript’ idee chiare: «Vorrei tanto vincere qualcosa qui. Nei vari incontri avuti col club ho riscontrato un vero interesse nei miei confronti e un progetto. Anche il fatto di avere un allenatore come Sarri mi ha spinto a venire qui. Perché oltre all’aspetto umano, che apprezzo moltissimo, condivido la stessa filosofia calcistica e type=’text/javascript’ idee di gioco. Per me è importante avere un bravissimo allenatore in quanto mi aiuterà a crescere. Ho una grandissima voglia di scoprire lo stadio e fantastici tifosi che ci sono stati fin dal mio arrivo».

«Subito a mio agio, ma c’è ancora molto da imparare»

Sull’ambientamento: «È vero che mi sono sentito subito a mio agio perché sono stato accolto benissimo dallo staff, l’allenatore, le persone che lavorano qui e i miei compagni. Tutti mi spiegano bene cosa fare: come difendere, come attaccare, cosa il mister si aspetta da me. Quindi, nonostante ho fatto pochissimi allenamenti, è come se avessi già fatto diverse stagioni e questo sta succedendo anche grazie alla bellissima accoglienza che ho ricevuto. Sono una persona spontanea che ama capire gli altri, porsi delle domande ed è per questo che da qualche settimana già ho imparato alcune cose, ma c’è molto ancora da imparare e migliorare».

«Sarri perfetto, mi farà crescere come uomo e calciatore. Questa squadra è fatta per vincere»

Poi sull’esultanza a Napoli: «L’avevo già fatta in passato. Quando si è in uno stadio con una bella atmosfera e si segna è come se si rompesse il ghiaccio. Ma nulla di che, è sempre un’esultanza». Sui nuovi compagni: «Ne conoscevo già molti perché c’eravamo incontrati due volte in Europa League col Marsiglia. Ci sono tanti bravissimi giocatori e non potrei citarli tutti, poi per quanto riguarda la sfida col Napoli sia Luis Alberto che Felipe Anderson hanno fatto una grandissima partita. Qui c’è veramente una bella squadra e potrò imparare tanto stando al loro fianco. La Lazio è un grande club che quest’anno giocherà la Champions League, la più grande competizione a livello europeo. Questa squadra è fatta per vincere e andare molto lontano. So che sul campo dimostrerò le mie qualità e mi sentirò a mio agio, e il mister mi potrà far crescere come uomo oltre che come calciatore. Per questo sono qui».

In Inghilterra “Bad Boy”, alla Lazio per ora lo chiamano “Guendou”

Il centrocampista ha parlato anche dei soprannomi che gli sono stati attribuiti: «Non so perché in Inghilterra mi hanno soprannominato “Bad Boy” negli ultimi tempi all’Arsenal. Non mi piace molto, perché sono una persona spontanea e onesta perciò quando sono in campo ho sempre voglia di vincere. Poi è vero che a volte posso avere delle reazioni eccessive nei gesti e nei movimenti, ma perché ho sempre questa voglia di essere il migliore e dare tutto per la mia squadra. Questo mi porta a vivere la partita fino in fondo in maniera molto intensa. Quando si vince può esserci una gioia molto positiva, ma quando la gara va così e così o magari ci sono problemi con l’arbitro, allora si può essere tesi e possono esserci delle reazioni. Niente di male. Al contrario, è nell’interesse della squadra voler sempre vincere, vincere e vincere. Non ho un soprannome specifico, ma qui mi chiamano “Guendou”. Nessun problema, va benissimo così». Ilmessaggero.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Scelte anti-Juve? Guendouzi può partire titolare, occhio anche a Pedro” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“E’ una settimana importante, c’è l’incognita di come la Lazio si ritroverà da questa sosta. A Napoli ha ritrovato delle certezze che sembrava avesse perduto nelle prime due gare di campionato. Nella seconda parte della gara con gli azzurri ha messo in risalto tutte le sue qualità ed anche i nuovi acquisti che ancora devono dare una mano assoluta a Sarri, ma che già hanno impattato sulla nuova stagione.

Le scelte di Sarri per il match con la Juventus dipendono anche dalle condizioni dei nazionali. Oggi torneranno Hysaj e Marusic, il resto darà influenzato anche dai giorni di preparazione a Formello. Non escludo, per esempio, che Guendouzi possa partire dal primo minuto. Così come mi aspetto dal primo minuto Pedro nel caso in cui dimostrasse di aver pienamente recuperato la condizione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Zacc non sta bene, ma Spalletti lo vuole in campo. Kamada-Guendouzi unico dubbio per Torino” (AUDIO)

Partita di stasera determinante, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Partita di stasera determinante. Anche se in caso andasse male, margini di recupero ci sarebbero perché con l’Ucraina al ritorno non giocheresti da loro e ciu sarebbero comunque gli spareggi in casi in cui arrivassimo terzi.

Zaccagni non sta benissimo a causa di una brutta botta al fianco sinistro. Spalletti vuole assolutamente farlo giocare perché non è affatto convinto della resa di Zaniolo, tanto è vero che Raspadori è stato provato a sinistra. Del resto è stato comunque convocato e quindi vedremo come andrà il provino di questa mattina.

Sicuramente in passato è accaduto che alcuni giocatori non abbiano risposto alla convocazione della Nazionale senza avere grossi problemi fisici, ma oggi è assolutamente pretestuoso parlare di questo argomento.

L’unico dubbio che ho per il centrocampo della Lazio contro la Juve è se giocherà Guendouzi o Kamada. Tutto qui. Ho visto Hysaj protagonista con l’Albania ed è in ottima forma, quindi ci sarà lui a sinistra con Marusic a destra. Vedremo Ciro come tornerà dagli impegni in Azzurro e penso che ci sarà comunque spazio per Castellanos nel secondo tempo. La fascia di capitano a Immobile gli ha dato grande responsabilità e sta vivendo questa esperienza al 100%. Speri non torni un po’ consumato a livello di energie mentali e fisiche”.

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Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Sarri alla Lazio: “Feroci, come a Napoli!”

Allena la Lazio e la sua caricatura. L’effetto Sarri non ha ancora risolto il difetto di una squadra che si diverte a fare la parte dell’Amleto. Mau, a Napoli, a mezza bocca ha pronunciato parole che spera non debba rimangiarsi: “La mentalità è stata feroce”. Con la Lazio siamo nel campo della tattica, della forma fisica e della psiche. La pausa è servita per fare un primo lavaggio di cervello ai giocatori rimasti: “L’atteggiamento di Napoli è l’atteggiamento giusto”. E’ il messaggio che il tecnico ha sottolineato. Vi vogliamo così, dicono tutti. Da Lotito e Fabiani a Sarri e ai tifosi. Mau non può vivere di rendita, lo sa bene, più volte è stato smentito: “Io spero che la mentalità sia sempre questa di Napoli, sarà il tempo a dircelo. Sappiamo di essere vulnerabili da questo punto di vista”, aveva aggiunto al Maradona. L’attesa, aspettando la trasferta di Torino con la Juve, solleva una curiosità quasi morbosa. Quale Lazio si ripresenterà? Sarà in grado di ripetere la prestazione di Napoli? E in Champions come risponderà contro l’Atletico? “Alla fine tutto dipende dall’attenzione, dall’applicazione, dallo spirito di sacrificio. E’ frutto della mentalità con cui entri in campo”, ripeteva Sarri sempre al Maradona ogni volta che gli rivolgevano domande relative alla prestazione e in particolare alla tenuta difensiva.

La continuità

problemi della Lazio sono sempre gli stessi, non è mai troppo comodo guidarla. Giro di vite di mercato e rivoluzione d’organico non sono bastati per evitare certi cali improvvisi, la comparsa di quei difetti che spesso infestano le trame. La fiducia che decolla o precipita. La testa vuota, la pancia piena. Sarri sa che non può cantare mai vittoria, che deve stare sul chi va là e mettere tutti sull’attenti quotidianamente. I big match però hanno premiato spesso la Lazio l’anno scorso. Ha vinto contro tutte le big e il colpaccio di Napoli s’aggiunge alla collezione d’arte. Sarri nel 2022-23 è riuscito a battere Spalletti e il Napoli (al ritorno), Inzaghi e l’Inter (all’andata), Pioli e il Milan (all’andata), Gasperini (all’andata) e Allegri (al ritorno). Le imprese in campionato denotano un salto di qualità mentale, aspettando conferme. Nei big match la Lazio si carica, tutti danno tutto. Sarri è curioso di capire come la squadra esordirà in Champions. “Partite in Champions facili ne ho giocate poche, sarà un girone duro con tre stadi difficili. Vediamo di starci dentro, se giochiamo come stasera sarà più facile”, è un altro dei passi sarriani raccolti nella notte del Maradona.

Il tempo

Le pause sono odiate da Mau, questa più delle altre. Avrebbe voluto lavorare con Kamada, convocato dal Giappone, lo ritroverà domani a Formello. Si è consolato indottrinando Guendouzi, provandolo con Luis Alberto, alternando Cataldi e Rovella. L’ex Juve aveva bisogno di completare il ricondizionamento atletico dopo l’infortunio con la Juve di fine luglio. Aspetta l’esordio, non è ancora avvenuto. Sarri solo da giovedì avrà tutti a disposizione, resteranno solo 48 ore per preparare l’assalto alla Juve. All’Allianz si giocherà alle 15 e martedì arriverà l’Atletico all’Olimpico. Sarri ha previsto una doppia seduta per domani, utile per accogliere i nazionali. Giovedì è previsto un allenamento pomeridiano, venerdì mattutino. Si lavorerà anche domenica, da sabato scatterà il primo mini-girone dantesco. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Pogba, perdita enorme per la Juve. Oggi per l’Italia ultima spiaggia” (AUDIO)

Vincere a tutti i costi, BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“L’Italia dovrà vincere a tutti i costi e questa è già di per sé è una difficoltà. Non vincere oggi sarebbe problematico per le partite successive perché dovremo andare in Inghilterra e incontrare l’Ucraina in campo neutro a causa della guerra.

Dopo aver saltato l’ultimo Mondiale, non qualificarsi nemmeno all’Europeo significa aver fatto tanti passi indietro rispetto all’Europeo vinto. Vuol dire non aver fatto crescere il movimento calcistico

Non credo che i giocatori che sono andati a casa dalla Nazionale lo abbiano fatto perché non ci tengono all’Italia. Le trovo polemiche pretestuose perché per un calciatore la Nazionale è un traguardo. Farebbero prima a non andare proprio, piuttosto che partire e poi tornare per infortunio.

Pogba sarebbe fondamentale per il prosieguo della stagione della Juventus. Stiamo parlando di un top player che fa molta differenza se lo hai o non lo hai. Anche in questa stagione, quando è entrato anche se per pochi minuti abbiamo visto un giocatore straordinario. Se lo dovessero squalificare, sarebbe un problema grosso per i bianconeri.

Per capirci, con Pogba preferisco la rosa della Juve, senza Pogba preferisco quella della Lazio. Per me la sua assenza è un danno grosso per loro”.

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Alessio Buzzanca

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NAZIONALI

Italia, Immobile non vuole fermarsi: è a tre gol da Pablito

Ciro Immobile continua il suo inseguimento a Paolo Rossi, hombre del mundial di Spagna ’82. Tra l’attaccante della Lazio e lui ci sono solamente 3 gol: 17 per il biancoceleste, 20 per il campione prematuramente scomparso. Intanto tra di loro ci sono Alberto Gilardino e Roberto Bettega, entrambi a quota 19 centri con la maglia dell’Italia.

Come riportato dal Corriere dello Sport, Immobile avrebbe promesso ai suoi amici più stretti che stasera segnerà una doppietta, che gli permetterebbe di portarsi ad una sola lunghezza da Pablito. Due reti per prendersi la Nazionale, che al momento sente molto più sua della precedente, anche grazie a Spalletti che gli ha dato nuovamente fiducia, così come gliela dava Mancini, i cui contorni però hanno questa volta sfumature differenti rispetto al recente passato.

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CALCIOMERCATO

Ancora voci su attaccanti esterni: piace Artur

Non si ferma mai il mercato, quantomeno i rumors. Il Corriere dello sport ne riporta uno legato all’attaccante esterno del Palmeiras, Artur. Ha 25 anni, è alto 1,68, è brasiliano. Ha segnato 5 gol in campionato e 5 in Libertadores. La Lazio fino all’1 settembre aveva cercato ali per evitare emergenze in caso di nuovi stop di Pedro. C’è anche Felipe in scadenza, ma Lotito conta di rinnovargli il contratto e Felipe di firmarlo.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Lazio sei forte ed i tifosi hanno capito la serietà del progetto. Flaminio? Ecco perché no…”

“Perché Milinkovic non è andato in un top club? Non abbiamo mai ricevuto offerte concrete, l’unica vera fu da parte di una squadra italiana, di cui non farò il nome, che offrì oltre 100 milioni di euro”. Parola di Claudio Lotito, presidente della Lazio, a Radio Serie A, a proposito delle offerte ricevute in passato per il centrocampista serbo, passato all’Al Hilal due mesi fa. “Io declinai l’offerta – continua Lotito – perché avevo preso l’impegno con Inzaghi e inoltre non avremmo fatto in tempo a sostituire Sergej, dato che quell’estate il calciomercato chiudeva a metà agosto”, aggiunge il patron biancoceleste. “Fu un errore chiudere prima il calciomercato, come è tutt’ora sbagliato chiuderlo alle 20 dell’ultimo giorno e non a mezzanotte come negli altri campionati importanti”. La scelta di Milinkovic, in ogni caso, “è stata personale: noi non lo volevamo vendere e sono arrivato a offrirgli anche ingaggi importantissimi, ma prima della fine del campionato mi aveva detto che avrebbe voluto fare una nuova esperienza.

Quest’anno la Lazio è una squadra più competitiva, con giocatori di qualità in tutti i ruoli, anche nelle sostituzioni. Penso di aver allestito una squadra competitiva che può competere con tutti, ma si tratta di avere la certezza dei propri mezzi, questo può fare la differenza. L’anno scorso siamo arrivati secondi perché la squadra ha creduto nei propri valori e non perché alcune squadre hanno avuto una defaillance. Se loro credono nelle loro potenzialità potranno fare bene e dare soddisfazione ai tifosi” prosegue.

“Noi dobbiamo rimanere con i piedi per terra. Dobbiamo crederci, abbiamo fatto le prime due partite senza ottenere risultati, questo deve essere da monito per capire che ogni partita è una storia a sè rimanendo sempre concentrati. Abbiamo speso 101 milioni, investendo su giocatori di qualità ma di prospettiva creando un percorso di crescita ulteriore sotto la regia del nostro allenatore, che è un insegnante di calcio, possono essere migliorati. Sicuramente non manca la qualità del gioco, ora si tratta di portare a casa i risultati”. Champions League? Abbiamo allestito una squadra che ha, a livello di qualità e numerico, tutto per competere in entrambe le competizioni. La Lazio lo scorso anno aveva fatto una valutazione. Noi riteniamo che la Conference sia una competizione che non sia di interesse della Lazio, diversa è la Champions, competizione che dà risorse straordinarie e grande visibilità. Atletico? Dobbiamo verificare lo stato di condizione sia fisica che psicologica di tutti quei giocatori che sono in nazionale sperando che arrivino in condizione e che non vengano menomati in termini di prestazione dagli sforzi. Stadio? Conosco bene le problematiche per poter realizzare uno stadio che possono incidere sulla realizzazione Sto lavorando su una serie di type=’text/javascript’ idee, non ultima il Flaminio, e poi vedremo quella che sarà la soluzione del problema. Noi dobbiamo fare uno stadio che sia efficiente, che sia adeguato alle esigenze e che possa rappresentare un valore aggiunto. Se ristrutturi uno stadio dal valore evocativo come il Flaminio devi partire che non potrai mai mettere in campo alcune attività di ricavo. Su Roma è complicato fare uno stadio ex novo, lo proposi su un terreno di proprietà ma mi fu impedito; fu un errore per la città. Adesso stiamo lavorando su alcune ipotesi. Il Flaminio può avere valore storico e risolvere, sulla carta, il problema ma non certo efficientare i ricavi”.

“I tifosi hanno capito”

Abbonamenti? Superata quota 30.000 abbonamenti? La tifoseria ha capito che c’è un progetto serio. Quando presi la società questa fatturava 84 milioni ne perdeva 86,5. Siamo riusciti a risanarla, dopo la Juventus siamo quelli che hanno vinto più di tutti e ora lavoriamo per dare maggior soddisfazione ai tifosi con il bel gioco e l’organizzazione. Abbiamo un centro sportivo all’avanguardia, vediamo se i risultati sportivi avvaloreranno questi sforzi. Bisogna essere convinti della bontà del proprio progetto, io sono sicuro che il tempo dimostrerà che certe scelte sono positive. I tifosi lo meritano, hanno capito, non si sono mai discostati dalla società anche nei momenti di difficoltà. Nazionale? Io non faccio il mago, abbiamo tutte le possibilità per farlo. Di giocatori se ne trovano tanti, di allenatori anche, ma di presidenti pochi. Serve creare un’alchimia non solo legata alla capacità tecnica, quell’ambiente a 360° che incide sulle prestazioni dei giocatori. Sono 19 anni che faccio il presidente, qualcosa ho fatto nel mondo del calcio; ho salvato la Lazio, ho preso la Salernitana e l’ho portata in Serie A e mi rendo conto che il presidente non ha solo un valore amministrativo, ma è un padre di famiglia e un punto di riferimento. deve avere la capacità di stimolare e far esprimere al meglio i giocatori, oltre che la capacità di far credere in un progetto”.