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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, preoccupazione lecita. Riduzione età media e del monte ingaggi i due parametri del prossimo mercato” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Lo scetticismo e la preoccupazione del mondo Lazio la capisco. Sta arrivando un’estate in cui la nuova direzione sportiva sarà messa alla prova, il punto di partenza è il feeling tra Fabiani e Tudor, questo mi fa pensare che non verranno presi giocatori non graditi al tecnico. Detto questo, è normale che ci sia apprensione nel momento in cui escono i giocatori di maggiore qualità come Felipe Anderson e Luis Alberto.

Si faranno delle operazioni anche in base alla cassa che verrà fatta con le cessioni e con il risparmio degli ingaggi che usciranno. Inizialmente si valutano occasioni che il mercato proporrà, poi in relazione al budget si punteranno giocatori più importanti. Credo che la Lazio stia lavorando in base a due parametri chiari, riduzione dell’età media e del monte ingaggi. Prima il metodo lo conoscevamo, con la nuova gestione sportiva dobbiamo capire diverse cose. Questo sarà il primo vero mercato targato Fabiani, vedremo quello che accadrà”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, c’è chi dice ‘resto’. Romagnoli, l’ag.: “Con Lotito situazione già chiarita, voci di separazione non esistono”

Diserzioni, addii. E’ sempre più angosciosa questa stagione della Lazio. Agli shock di Luis e Felipe non si aggiungerà Alessio Romagnoli, le voci che lo vogliono in partenza hanno spinto il suo manager, Enzo Raiola, a intervenire. Romagnoli ha scelto la Lazio due anni fa a fronte di una rinuncia economica, è stata una scelta d’amore. Scelta confermata. L’arrivo di Tudor, il cambio di modulo e modo di difendere, non lo spingeranno lontano. 

Raiola, assicura che Romagnoli resterà alla Lazio o anche lui pensa all’addio?
«Le voci di imminente separazione o di rottura con la Lazio e la sua proprietà non esistono come anche quelle che vogliono Alessio scontento per il cambio di allenatore. Escludo scenari del genere. Romagnoli era ed è un giocatore della Lazio, due anni fa ha scelto di firmare con la società biancoceleste e fin quando rimarrà tale rispetterà il suo lavoro da professionista».

Prima dell’addio di Sarri c’era stata tensione con Lotito.
«Una piccola parentesi, si discuteva del ritiro, il giocatore ha già chiarito il fatto. Era stato soltanto un confronto tra presidente e calciatore, era finita lì. Nessuna ribellione da parte di Alessio. E’ tranquillo, sereno, non è cambiato niente nelle ultime settimane. Ha sposato un progetto e continua a farne parte. Quando ci sono cambi di guida tecnica possono crearsi alcune difficoltà, ma lui è a disposizione per fare il meglio per la Lazio. Tra l’altro adesso è in fase di recupero da un infortunio»

Out per un edema ad un polpaccio.
«Per fine settimana recupererà, presto sarà a disposizione. E non è vero che tira brutta aria nei suoi confronti o che sta pensando ad altro. Ripeto, è tranquillo e continuerà a fare quello che ha sempre fatto».

Lei gestisce anche Patric e Pellegrini.
«Patric è un combattente, si è messo subito a disposizione di Tudor. Con Sarri il rapporto era type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idilliaco, anche lui continuerà il suo percorso nella Lazio, ci mette l’anima. Pellegrini è stato un po’ sfortunato, tra infortuni e squalifiche, recupererà a breve e si metterà disposizione. E’ un giocatore in prestito, il riscatto è legato a delle condizioni. Vedremo».

Raiola, lei gestisce anche Pinamonti, si vociferò di lui per la Lazio in estate. Ha segnato 10 gol nell’anno peggiore del Sassuolo, quale sarà il suo futuro?
«Ora vuole salvare il Sassuolo, a fine anno si vedrà. Sono contento di ciò che Andrea ha dimostrato in questa situazione. Ci mette sempre il cuore. Decideremo con il Sassuolo».

Un nome per il futuro: Samed Bazdar, in rampa con il Partizan Belgrado, seconda punta di 20 anni, 5 gol nelle ultime 9 partite. Dove andrà in estate?
«E’ un giovane promettente, sta trovando continuità e gol in prima squadra. Molti club italiani ed esteri lo stanno seguendo». Corriere dello Sport

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I simboli lasciano, sperando di trattenere Zac: le prime “idee” per una Lazio nuova, in attacco il grosso del mercato

(…) La telenovela Felipe, un guazzabuglio di rumors, è finita. Il balletto delle cifre (sul rinnovo) e delle ombre di mercato andava avanti dall’estate. Felipe e la sorella-agente non hanno mai firmato perché erano rimasti fermi ad una presunta promessa fatta da Lotito: il riconoscimento di un ingaggio da 3,5 milioni netti, cifra che il brasiliano percepiva al West Ham. Dopo riflessioni e suggerimenti, da parte del presidente c’era stata una riformulazione dell’offerta al ribasso. A 3-3,5 milioni si sarebbe arrivati solo con alcuni bonus, non tutti facili. Il contratto sarebbe stato di cinque anni e comprendeva un ruolo futuro in società. Ma non tutti nel club erano convinti del rinnovo. Felipe ieri ha compiuto 31 anni, ha fatto una scelta di vita, anche economica se è vero, come è vero, che il Palmeiras riconosce ingaggi da 3 milioni (li guadagnano l’attaccante Dudu e il tecnico Abel Ferreira). Pipe ha vissuto mesi con il cuore in gola. Può piacere o non piacere, spesso allenatori e compagni sono rimasti appesi alle sue lune storte, ma è pur sempre un giocatore capace di garantire 142 partite di fila. Cinque gol e 7 assist, sono i numeri di questa stagione. Due-tre ruoli ha coperto con Tudor: trequartista di destra e sinistra, cursore a tutta fascia. Igor sperava nel rinnovo.

Crollano o lasciano alcuni dei simboli della Lazio. Ciro è combattuto da mesi, Luis Alberto vuole andare via, Felipe se ne va. E’ il frutto di una stagione che porterà ai cambiamenti progettati dalla società. E’ crudele la passerella che sarà percorsa da chi ha deciso di partire o da chi è spinto a farlo. Lotito e Fabiani pensano a una Lazio nuova, di personaggi e copioni nuovi. Ma il finale, come in tutte le rivoluzioni, è imprevedibile. Dipenderà dal mercato. Senza Felipe, forse Luis, quasi sicuramente Pedro, sperando quantomeno nella conferma di Zaccagniserviranno 3-4 rinforzi in attacco. Acquisti di pari forza e grandezza. Il diesse Fabiani si è lanciato su Rocco Vata, trequartista-ala del Celtic, 19 anni da compiere dopodomani. E’ solo un baby da aggiungere alla rosa, sempre che accetti. «Contano le type=’text/javascript’ idee», è lo slogan usato da Fabiani. Non fa pensare ad acquisti di grido, magari è strategia. La Salernitana, ex creatura di Lotito e di Fabiani stesso, mette in vetrina Loum Tchaouna, ala e punta classe 2003, e Boulaye Dia, centravanti di 27 anni. Quest’ultimo in piena battaglia legale con Iervolino. È spuntato il nome di Mauro Perkovic, terzino sinistro e difensore centrale classe 2003 della Dinamo Zagabria. Lotito, adesso, è obbligato a stupire un popolo costantemente sotto shock, in cerca di nuovi eroi. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Anderson? La Lazio più di così non poteva fare. Ciclo concluso, rinnovamento da affrontare senza paure” (AUDIO)

Parallelismo di tecnica e carriera tra Anderson e D’Amico… BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Parallelismo di tecnica e carriera tra Anderson e D’Amico ci può stare, anche se Vincenzo ebbe seri problemi fisici soprattutto al ginocchio che lo condizionarono per tutta la carriera.

La Lazio più di fare le offerte presentate al brasiliano non poteva fare. Offrire circa 3 milioni l’anno per 5 anni e un ruolo in società è stata un’ottima offerta. Quella di Felipe è stata certamente una scelta di vita e infatti non è andato alla Juve, ma è tornato nel suo paese. Probabilmente la Lazio avrebbe dovuto fare qualcosa uno o due anni fa per rinnovare ed eventualmente vendere.

E’ vero, molti giocatori andranno via. Vorrà dire che si dovranno fare più cose sul mercato per tirare su un squadra competitiva.

La sparata di Luis Alberto evidentemente ha radici più profonde, ma il giocatore dovrebbe capire che nessuna società ti dà la lista gratuita con 4 anni di contratto, perché si farebbe un danno economico. Tanto più che al Liverpool vanno riconosciuti anche dei soldi, quindi sarebbe addirittura una perdita.

Non mi piacciono i contratti di giocatori già fatti con clausole che prevedono soldi al precedente proprietario.

Luis Alberto deve ricordarsi che la sua carriera è solo biancoceleste perché prima non lo conosceva nessuno e dopo la Lazio chissà dove andrà. Se lo conoscono in Europa è merito della Lazio. Servirebbe riconoscenza e in un momento in cui la Lazio è in difficoltà avrebbe dovuto evitare quelle dichiarazioni.

Questa estate servirà chiarezza e dare a Qudor una squadra quasi completa a inizio ritiro. Senza fare i giochetti arrivando all’ultimo per chiudere i contratti.

Comunque siamo ancora in una fase iniziale e dobbiamo aspettare senza dare subito giudizi. Immagino che anche l’allenatore vorrà dire la propria sulle necessità di mercato. La Lazio deve fare adesso chiarezza e capire chi voglia rimanere e chi no. Il ciclo va a concludersi e non ci dobbiamo far prendere dalla frenesia”.

Alessio Buzzanca

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Lazio-Anderson, il primo addio è pesante ma senza tradimento: domenica l’ultimo tentativo di Lotito

Era sbarcato nella Capitale nel 2013 da bambino, è tornato da ragazzo, Anderson saluta la Lazio da vero uomo. Beffa la Juve e firma con il Palmeiras per non tradire 8 anni (complessivi) di storia col suo unico amore italiano: «Per rispetto alla Lazio e a tutto il suo popolo che mi ha sempre sostenuto, vi comunico che non ho trovato l’accordo per il rinnovo con la società e quindi seguirò un’altra strada la prossima stagione. Ho sempre dimostrato con i fatti la mia professionalità e il mio impegno nei confronti della Lazio, quindi vi assicuro che continuerò a dedicarmi fino all’ultimo giorno del mio contratto per onorare questa maglia. Grazie di tutto». Ogni compleanno è un nuovo inizio. Felipe ieri ha festeggiato 31 anni, ha espresso il suo desiderio dopo la scadenza del 30 giugno con un comunicato notturno. Dopo cinque incontri segreti, domenica Lotito ha fatto un ultimo tentativo per il rinnovo, spingendosi fino a 3 milioni (coi bonus) con il quinquennale (partendo dal 2023, 4 anni più opzione per il 2028). Il presidente lo ha sempre considerato un figlio: «Non lo avrei mai venduto», ci rivelò nel 2021 al suo ritorno. Da allora 142 partite di seguito. Felipe indispensabile per Sarri, ma anche per Tudor. Venerdì marcatore multiplo (la doppietta gli mancava dal 2015) contro la Salernitana fra i fischi dell’Olimpico e un coro juventino. Il motivo? Da mesi la sorella-agente Juliana aveva un accordo a 4 milioni con la Vecchia Signora per trascinarlo sotto la Mole a parametro zero. In realtà aveva trattato anche con altre big in Spagna e Bundesliga, ma poi ha lasciato l’ultima parola al fratellino. Per un atleta di Cristo i soldi non sono tutto (vedi l’Arabia respinta lo scorso luglio), a ottobre era passato sotto traccia questo suo pensiero: «Ho visto tanti giocatori che andavano in Europa tornare in Brasile per vestire la maglia della squadra che avevano lasciato, con voglia, con determinazione, con il sogno di giocare ancora. Grazie a quello che abbiamo imparato, possiamo aiutare tanti club in patria e non escludo il ritorno».

LAZIO-ANDERSON ADDIO

Quattro società hanno bussato, il Palmeiras si è spinto oltre, lo ha convinto e, dopo aver inviato ieri pomeriggio una pec (nel rispetto dell’art. 18.3 Fifa) col contratto preliminare firmato, prima della mezzanotte lo ha annunciato: «Bem-vindo». Il cuore, non il denaro, ha comandato Anderson lontano dalla Lazio. La moglie Lohanne voleva tornare con la piccola Helena in Brasile, sarà a San Paolo. Ieri tanti tifosi biancocelesti gli hanno fatto gli auguri e lo hanno supplicato invano: «Firma e rimani con noi», «Rinnova questo contratto, ma dove vuoi andare?» e «Pipe non ci lasciare», i commenti più gettonati fra social e radio. Anche Tudor lo aveva pressato, dopo l’abbraccio di venerdì scorso e il successivo elogio: «Lui è super adatto al mio calcio, è un giocatore che ha grande qualità e non ho bisogno di dirlo». È una perdita grave perché Felipe può far tutto. Terzino, trequartista, da“falso nueve” è tornato a risolvere, come un anno fa, il problema del gol.

LAZIO-ANDERSON, I PROSSIMI IMPEGNI

Lazio-Anderson, ora? Un’opzione che potremmo rivedere addirittura contro il Genoa venerdì pomeriggio e contro la Juve, martedì, nella semifinale di ritorno. Per il brasiliano non sarebbe stato il massimo affrontare quell’impegno decisivo con le ombre di un suo futuro a Torino. Anderson ha promesso a Lotito e Tudor che cercherà di trascinare la Lazio in Europa (ora lo è al settimo posto) prima di dire addio. I numeri, al netto di una stagione difficile per l’intera rosa, confermano quanto sarà complicato farne a meno: venerdì il brasiliano è salito a 5 gol complessivi (così come Vecino), insieme all’uruguaiano è il secondo marcatore della squadra alle spalle di Immobile (10, ma con 5 rigori nel computo). Già questo è un Felipe o triste ricordo. Scartato dalla Lazio il baby Rocco Vata come sostituto. Smentite sul terzino croato Mauro Petkovic, difensore del Radnički, segnalato da Tudor. Sarà un rebus il prossimo mercato, oltre l’addio Lazio-Anderson. Il Messaggero

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CALCIOMERCATO

UFFICIALE – Addio Felipe, torna in Brasile: “Non ho trovato l’accordo con la Lazio, grazie di tutto”. Ed il Palmeiras lo annuncia

Pochi minuti dopo aver annunciato che non rinnoverà con la Lazio, Felipe Anderson ha reso noto anche il nome del suo futuro club. Si tratta del Palmeiras, società brasiliana che ha ufficializzato l’ingaggio del calciatore brasiliano. “Il Palmeiras – si legge nel comunicato – ha concordato questo lunedì di ingaggiare il trequartista Felipe Anderson, che ha giocato nel calcio europeo per undici stagioni e attualmente gioca per la Lazio. Il versatile giocatore, che oggi compie 31 anni, ha firmato un pre-contratto con Verdão e rinforzerà il più grande campione del Brasile da luglio, dopo l’apertura del mercato internazionale: il suo contratto con Alviverde inizierà il 1° luglio e sarà valido fino al 31 dicembre 2027”.

Un paio d’ore fa, Felipe Anderson aveva così comunicato la separazione dalla Lazio a fine stagione: “Per rispetto alla Lazio e a tutto il suo popolo che mi ha sempre sostenuto vi comunico che non ho trovato l’accordo per il rinnovo del contratto con la Società e quindi seguirò un’altra strada la prossima stagione. Ho sempre dimostrato con i fatti la mia professionalità e il mio impegno nei confronti della Lazio, quindi vi assicuro che continuerò a dedicarmi fino all’ultimo giorno del mio contratto per onorare questa maglia. Grazie di tutto!”

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INDISCREZIONI

Luis Alberto, l’effetto delle sue parole in Europa: OM e Atletico interessate

Luis Alberto lascerà la Lazio al termine della stagione e due big europee hanno messo gli occhi su di lui. La prima, secondo coeurmarseillais.fr, è francese e si tratta del Marsiglia. Mentre la seconda, come riportato da Relevo, è l’Atletico Madrid. Da tempo Luis Alberto vuole tornare in Spagna e chissà se questa sarà la volta buona. Per conoscere il suo futuro bisognerà attendere ancora qualche settimana.

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DICHIARAZIONI

Stadio Flaminio, il Comune: “Andiamo di fretta, aspettiamo ancora Lotito”

“Lotito ha annunciato che presenterà il progetto entro i primi di maggio, ottima notizia. Il Flaminio deve tornare a essere una risorsa per la città. È un pugno al cuore vederlo in questo stato, figlio di errori del passato. Ribadisco che l’obiettivo di questa Amministrazione è risolvere la situazione e riaprire l’impianto, come accaduto mesi fa con il PalaTiziano”. Alessandro Onorato, Assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi di Roma Capitale, parla dell’impianto caduto in malora ma che presto potrebbe diventare la casa della Lazio. Ma il tempo scorre e si attende ancora una mossa di Lotito.

“Non aspetteremo la fine della consiliatura come hanno fatto in passato. Non c’è tempo da perdere, Roma deve diventare competitiva. Anche perché abbiamo inserito il Flaminio, inteso come opera conclusa, nel dossier per Euro 2032. Confermiamo la massima disponibilità alla Società Sportiva Lazio e qualora volessero investire sul Flaminio saremo pronti a collaborare. Sarebbe una grande operazione per la città, per la Lazio e per i suoi tifosi. Non abbiamo dato alcun ultimatum, ma non vogliamo lasciare l’impianto in queste condizioni. Aspettiamo quindi una proposta ma ci sono anche altre opzioni a cui stiamo lavorando. Noi la prima pietra la metteremo, non è uno slogan”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Strategia Luis chiara, la Lazio non può creare un precedente. Immobile la questione più spinosa…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’

Alberto Abbate a Radiosei: “Le parole di Luis? Secondo me facevano parte di una strategia precisa. Non erano improvvisate secondo me. Quel rinnovo non andava fatto secondo me, anche per i comportamenti già visti in passato. Incompatibilità con Tudor? Luis Alberto sa benissimo che non è fra gli intoccabili, come tutti. Si porta così avanti col lavoro, in modo che si crei una situazione delicata che possa portare alla sua uscita di scena. Non è grave se Luis Alberto va e lascia lì i soldi, ma la società non può creare un precedente del genere, altrimenti anche altri potrebbero fare la stessa cosa”.

“Tudor non guarda in faccia a nessuno, anche a discapito di giocatori su cui invece la società punta, come Guendouzi. Provedel è sicuramente un punto fermo, ma ha estimatori in Premier. A fronte di un’offerta importante verrebbe ceduto. Stesso discorso per Romagnoli, che ha già pensieri di addio. Per la Lazio sarebbe un’altra plusvalenza. Su Gila la Lazio ci vuole puntare, ma anche lì bisogna vedere le offerte. C’è anche Zaccagni, che ha avuto un incontro con la Juventus. I nodi sono altri però, tipo Marusic e Hysaj, anche per questioni anagrafiche. Kamada andrà via in scadenza, Vecino potrebbe andare. Felipe? Nessuna novità. Pedro, si cercherà una buonuscita. Immobile è il caso più spinoso, ora medita di restare se non arriveranno offerte importanti“.

“La Lazio non ha ancora certezze su chi uscirà. Sissoko e Vata sono nomi ‘veri’, c”è stato un sondaggio per Pohjanpalo. La Lazio andrà a prendere quei giocatori che in futuro, possano diventare ‘i Milinkovic e i Luis Alberto’. Il ridimensionamento è questo, ovvero aspettare la crescita di questi giocatori fino a ricreare una base solida”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “N’Dicka, il pensiero subito a Manfredonia. Sacrosanto sospendere la gara. Guendouzi? Spero non sia una scelta tecnica…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “Ndicka? Mi ha ricordato Lionello Manfredonia, in quel Roma-Bologna. Rimanemmo in campo, ma era come non giocare affatto. Arrivavano notizie contrastanti, addirittura a un certo punto ci dissero che era morto. Per fortuna le cose andarono diversamente. Fu un momento molto delicato. Ieri è stato giusto fermarsi, ci mancherebbe altro. Per fortuna il ragazzo non ha perso conoscenza, ma sospenderla era assolutamente scontato”.

“Luis Alberto? Basta sguazzare sempre nelle polemiche. Abbiamo visto 4 gol venerdì, la classifica si è rimessa in un certo modo. Ora serve la partita della vita contro la Juventus, ci sono le possibilità per farla. Serve anche per rimediare un po’ alla delusione da parte dei tifosi. Mi aspetto molto in questo finale, ci dev’essere una scossa. Immagino che avranno parlato i giocatori fra di loro. Ora si deve ripartire per centrare l’Europa League. La strada verso l’obiettivo è più percorribile in campionato. La Juve è una montagna da scalare, farle 3 gol non è semplice. Vedo le altre balbettare, penso al Napoli col Frosinone. Ci sono tanti inciampi delle concorrenti e non solo. Con 13-14 punti potremmo farcela a raggiungere l’Europa League. Guendouzi? Giusto che Tudor si prenda le responsabilità. Io spero che sia solo un’incomprensione fuori dal campo, perché faccio fatica a capire come lui non possa essere adatto al suo gioco. Ripeto, spero siano scaramucce fra loro a livello di rapporti, che non sia una scelta tecnica. Se vuoi la disciplina devi fare delle regole. Guendouzi può giocare in qualsiasi centrocampo”.

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