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DICHIARAZIONI

Sarri: “Umili nelle difficoltà. La forza non mi ha abbandonato, qui solo perché è la Lazio. Mercato? Fabiani mi ha detto…” – (AUDIO)

Alla vigilia del match tra Atalanta e Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida:

Che peso ha la gara di domani per voi? Quanto è diversa l’Atalanta di Juric da quella di Gasperini?

«La Lazio attuale è una Lazio che è dipendente dai giocatori a disposizione. Siamo andati a Genova e con il Torino senza otto giocatori. Una situazione difficile specie dopo un’estate come quella che abbiamo passato noi. Sappiamo che valenza avrà domani. Dovremo essere umili come tutto l’ambiente, che è più difficile. L’Atalanta di Juric è simile a quella di Gasperini, con minime differenze»

Come stanno gli infortunati?

«Sono tutte situazioni al limite, sono ragazzi che con noi hanno fatto allenamento stamani. Non ci rendiamo conto nemmeno di che tipo di minutaggio possano avere, hanno fatto un allenamento poco pesante dal punto di vista fisico. Qualcuno lo dovremo mettere dentro, alcuni saranno a disposizione. Dia ha un problema alla caviglia che torna, Pellegrini ha un infortunio traumatico. Gli infortuni muscolari sono tutti in distretti muscolari diversi, quello di Marusic è un riacutizzarsi di un vecchio problema. Zac viene da un’estate difficile. È una situazione difficile.»

Ha parlato con la società riguardo il mercato di gennaio?

«Al momento non ho indicazioni di questo tipo. Il direttore mi dice che a gennaio potremo fare mercato e ci dovremo organizzare in questo senso, ma non ho un’ufficialità»

Due anni fa si è visto il manifesto della Lazio di Sarri a Bergamo. 

«Posso chiedere una parte delle qualità, non posso entrare in uno spogliatoio e chiedere qualità. Quella squadra lì aveva qualcosa in più, ma come qualità tecniche meno. Abbiamo perso giocatori di altissimo livello. È chiaro che io parlo di umiltà perché la nostra situazione sta diventando sempre più difficile nel tempo. Quando si parla di umiltà non bisogna confonderla con l’accettazione della sconfitta. Giochiamo con una squadra molto più forte di noi dovremo essere bravi a non dar loro punti di riferimento. Cataldi? Giocatore estremamente affidabile, non è una sorpresa per me»

La vedo triste. Cancellieri è forse la nota positiva di questo momento

«Sono contento invece, una squadra con tutte le nostre problematiche che gioca così un derby, vince a Genova e riprende la sfida col Torino è un bel segnale. Cancellieri? Penso che abbia cominciato a giocare sfruttando le sue qualità, fa parte dell’evoluzione sua come giocatore e persona. Deve muovere palla velocemente e attaccare gli spazi, se si intestardisce in azioni individuali si perde. Abbiamo la sfortuna/fortuna di avere un Isaksen in crescita e spesso dovremo fare una scelta tra i due sperando che uno dei due possa essere incisivo anche dall’altra parte»

Come sta Dele-Bashiru? A che punto è Isaksen?

«È ancora sotto la supervisione dello staff medico, potrebbe passare ancora un po’ prima che torni con noi. Isaksen ha fatto due spezzoni in Nazionale. È tornato con dei valori che non ci piacevano, ha lavorato con dei carichi. Stamani ha fatto un allenamento di buon livello, lo vedo più reattivo rispetto a quindici giorni fa. Ha avuto una malattia subdola»

Lei ha parlato spesso delle motivazioni che lo portano avanti. Sente che il progetto la attrae anche dal punto di vista tecnico?

«A gennaio e a giugno prossimo te lo saprò dire. Quello che ho fatto per questa squadra non lo avrei fatto per nessun altra, questa forza non mi sta abbandonando. Ho la ferma convinzione di tirare fuori da questo gruppo dei giocatori che possano giocare in una squadra competitiva»

Può esserci una complicità della situazione campo e ritiro per gli infortuni? Come sta Castellanos?

«Che un giocatore possa avere un problema muscolare per il ritiro mi sembra strano, abbiamo avuto un problema campo per una decina di giorni. Ora sono pronti due campi di buon livello, probabilmente in quei dieci giorni qualcosa può aver inciso. Sono difficoltà momentanee che capitano a tutte le squadre. Se c’era un errore di programmazione i problemi sarebbero venuti a tutti nello stesso distretto. Castellanos è ancora sotto i medici, si parlava almeno 4-5 settimane, siamo ancora lontani»

Tavares può giocare anche come esterno nel 4-4-2?

«Le difficoltà sue mi sembra che hanno una storia un po’ più lunga, non penso siano tattiche. Non può giocare in mezzo al campo, non ha una gestione della palla da fermo di altissimo livello, se riceve palla più avanti perde la percussione palla al piede partendo da lontano. Deve solo ritrovarsi dal punto della fiducia in sè stesso. Ha qualità enormi è evidente, deve solo tirarle fuori»

C’è un giocatore che la sta stupendo per applicazione?

«Con questi ragazzi il percorso è lungo, abbiamo in squadra tanti ragazzi che giocano per istinto e la mia capacità di incidere diventa minore. Prediligo un calcio più ragionato e faccio fatica a farli crescere, per caratteristiche mentali sono così. Vedo l’evoluzione nel modo di porsi e la disponibilità è crescente, piano piano sono convinto che qualche giocatore crescerà in maniera forte. Adesso faccio fatica a farli giocare come vorrei io, ma se continuano con l’applicazione dell’ultimo mese si va dove voglio io»

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ESCLUSIVE

Lazio al Flaminio, l’iter si allunga: ecco cosa serve per i diritti di superficie

In casa Lazio il presidente Claudio Lotito è impegnati su più fronti. La battaglia più articolata è certamente quella riguardante lo stadio Flaminio.

Come noto, il presidente della Lazio, la scorsa settimana, ha chiesto al Campidoglio la possibilità di ottenere in convenzione il diritto di superficie del Flaminio. Tradotto: la Lazio, per la durata stabilita dalla convenzione col Campidoglio, diverrebbe proprietaria di tutto ciò che viene realizzato sopra il suolo.

C’è però un ostacolo importante. Il Flaminio è un bene cosiddetto indisponibile, quindi per ottenere il diritto di superficie serve un passaggio ulteriore. Per “svincolare” l’impianto di Nervi e farlo divenire “disponibile”, serve infatti una delibera dell’assemblea capitolina. Delibera che, nello specifico, dovrebbe indicare il pubblico interesse che porterebbe al cambio di status per il Flaminio.

Una volta ottenuto il passaggio a bene disponibile, a quel punto, fermo restando la consegna dell’asseverazione del piano economico finanziario, documento al momento assente, andrebbe prodotto un bando di circa 60 giorni per vedere se ci sono altri soggetti interessati al Flaminio. Trascorso questo periodo, finalmente potrebbe partire la cosiddetta conferenza servizi preliminare presso il Campidoglio.

Senza dilungarsi in altri step burocratici, per completare l’iter servono tra i 18 e i 24 mesi. The Long and Winding Road ai piedi dei Parioli.

Gianluca La Penna

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SERIE A

Atalanta-Lazio, probabili formazioni

Atalanta-Lazio: le probabili formazioni del posticipo pomeridiano della 7^ giornata in programma alla New Balance Arena di Bergamo domenica 19 Ottobre alle 18,00:

Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Djimsiti. Hien, Ahanor; Zappacosta, Ederson, De Roon, Zalewski; Pasalic; Lookman, De Ketelaere. Allenatore: Juric.

Lazio (4-4-2): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Cancellieri, Guendouzi, Cataldi, Basic; Pedro, Dia. Allenatore: Sarri.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, futuro tutto da vedere per Marusic: la situazione

Diverse faccende sul banco in casa Lazio: dal mercato ai rinnovi, passando anche per il futuro del montenegrino.

La Lazio ha diverse situazioni da chiarire. Lo sblocco del mercato resta chiaramente la priorità, ma poi di conseguenza andranno anche rivisti alcuni contratti. Su tutti quelli di Romagnoli e Gila, entrambi in scadenza nel 2027. A queste faccende si unisce anche il futuro di Marusic. Come riporta Il Messaggero, a giugno si esaurirà anche l’ultimo anno opzionato dalla Lazio per il senatore montenegrino, che ieri ha compiuto 33 anni e in estate aveva ascoltato la corte della Fiorentina per compiere 1l desiderato scatto d’ingaggio. Appena recuperato da uno stiramento, è l’unico terzino che Sarri vuole avere in campo ad ogni costo per rialzare il muro a Bergamo ma, si legge, c’è sempre il 22enne Anton Gaaei dell’Ajax nel mirino.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tre big match all’orizzonte: è il momento della verità

Tour de force con l’infermeria da svuotare: Sarri prepara i tre big match delle prossime cinque partite.

Un avvio di campionato in salita per la Lazio, quando ancora il calendario non era così proibitivo. Orasi alza l’asticella. L’avvio di stagione meno proficuo dal 2001 (in coabitazione con 2007/08 e 2023/24), riporta Il Messaggero, è coinciso con un tragitto di media difficoltà e un solo scontro diretto, perso con la Roma.

Da Juric 6° a Mau 13° ci sono 8 squadre in 3 punti. Il punto è che nel breve – i prossimi 22 giorni – la tabella di marcia si complica e «gare accettabili» non basteranno a invertire la rotta. Da domani al 9 novembre sono in programma 3 big match su 5 partite che indicheranno alla Lazio dimensione e direzione.

Il trend dell’ultimo Sarri con le grandi, conclude il quotidiano, recita 11 punti su 39, frutto di 3 vittorie, 2 pari e ben 8 sconfitte. Si parte con Atalanta e Juventus, le sole imbattute in Italia come Bayern e Borussia Dortmund nelle prime 5 leghe d’Europa; si chiude in casa dell’Inter. Ma affrontare rivali in fiducia può essere anche un fattore positivo e un ulteriore sprone. Fin qui, infatti, il Comandante aveva quasi sempre pescato squadre con l’acqua alla gola (il Sassuolo fanalino di coda a 0 punti), già all’ultima spiaggia (il Torino di Baroni), o reduci da brucianti ko e con spirito di rivalsa (la Roma ferita dal primo passo falso interno, il Genoa affondato da un rigore contestatissimo per il Bologna al 99’).

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Lazio, Sarri lavora sulla difesa: vuole la svolta come nel 2022/23

Numeri da rivedere ma il precedente fa sorridere Sarri.

Obiettivo non concedere troppo. A Bergamo sarà prevalentemente una partita di sacrificio. In questa stagione, evidenzia il Corriere della Sera, la Lazio ha mantenuto la porta inviolata solo con il Verona e con il Genoa: sono, al momento, i due attacchi meno prolifici del campionato (rispettivamente 2 e 3 gol all’attivo). Contro l’Atalanta sarà un’altra storia: la qualità si alza sensibilmente, i bergamaschi hanno già segnato 11 gol in questa edizione della serie A (solo Inter e Napoli vantano attacchi più prolifici). Lookman, De Katelaere, Sulemana, Krstovic, Maldini, Scamacca: fra i titolari e i panchinari a disposizione del tecnico Juric, i nerazzurri hanno un attacco che, viste anche le assenze fra i laziali, a Sarri farebbe particolarmente comodo. Proprio per questo ora Romagnoli e compagni devono mandare un segnale chiaro.

Anche nel 2022-23, conclude il quotidiano, nell’anno del secondo posto e del record di 21 clean sheet ottenuti, la difesa della Lazio, nelle prime giornate, aveva lasciato a desiderare. Nelle prime cinque uscite aveva incassato 5 gol, mantenendo la porta inviolata solo una volta. Da lì in avanti la squadra ha assorbito i concetti difensivi del Comandante, riuscendo a proteggere Provedel nella stragrande maggioranza dei casi.

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Lazio, i tifosi sempre una certezza: sold out anche a Bergamo e pubblico delle grandi occasioni con la Juve

I sostenitori laziali non fanno mai mancare il loro supporto alla squadra: al New Balance Arena altro sold out. E grandi numeri anche per Lazio-Juventus.

Nonostante la contestazione, l sviste, il mercato bloccato e tutto ciò che sta accadendo, i tifosi della Lazio sono sempre al fianco della squadra. Lo dimostra, riporta il Corriere dello Sport, l’ennesimo tutto esaurito in trasferta, stavolta nel settore ospiti della New Balance Arena: 1.304 biglietti volatilizzati in poche ore per la trasferta di Bergamo, dove domani alle 18 la Lazio affronterà l’Atalanta in uno dei momenti più delicati del campionato. Non è solo una questione di numeri, ma di cuore. Da tempo ormai il rapporto tra tifoseria e club è in continua contestazione, ma niente è riuscito scalfire l’attaccamento viscerale della gente laziale ai propri colori e, di conseguenza, il supporto incondizionato alla squadra.


Nel prossimo match contro i bianconeri, si legge, dovranno essere contate circa 26.000 (nei big match vanno esclusi gli “Aquilotti”, che hanno solo la possibilità di acquistare il biglietto in prelazione), cui vanno aggiunti già 15.000 tagliandi acquistati (compresi quelli all’interno del “Pack 3 Partite”, dove sono incluse le gare casalinghe con Juventus, Cagliari e Lecce), per un totale di oltre 40.000 presenze. Numeri che cresceranno, perché questa è una settimana “infernale”: Atalanta prima e Juventus poi.

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Lazio, Romagnoli il punto fermo della difesa: a Bergamo la presenza numero 100 in Seria A

Il leader della difesa a Bergamo festeggia le 100 presenze in campionato con la maglia biancoceleste.

Guida della difesa e simbolo della Lazio: Alessio Romagnoli contro l’Atalanta festeggerà le 100 presenze in Serie A con la maglia biancoceleste. Come sottolinea il Corriere dello Sport, doppia festa per lui: servirebbe una vittoria a Bergamo per godersela appieno. Cifra tonda in Serie A con la Lazio e la dolce attesa svelata sui social dalla compagna Eleonora: presto diventeranno genitori, gli scatti
pubblicati hanno raccolto i commenti-auguri dei compagni e
dei tifosi.

Romagnoli, conclude il quotidiano, contro l’Atalanta disputerà la partita numero 100 in campionato con la maglia biancoceleste: una quota raggiunta in poco più di 3 anni, tutti da protagonista, tra gli alti e bassi a livello collettivo che hanno caratterizzato le stagioni dal 2022 in poi. La prima, chiusa sul secondo gradino in classifica, piazzamento-record dell’era Lotito, le altre due, caratterizzate da due settimi posti consecutivi. A prescindere, Romagnoli ha dimostrato un rendimento costante, anche se i picchi – per merito dell’intera fase difensiva – rimangono quelli dell’annata d’esordio con la Lazio: record di clean-sheet e seconda migliore difesa della Serie A dietro al Napoli di Spalletti. Finora, contando tutte le competizioni, sono 128 le gare disputate con la squadra del cuore.

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Lazio, Zaccagni vuole esserci a Bergamo e si prepara per sfidare la Juventus

Il capitano ha lavorato per tornare il prima possibile e partirà per Bergamo.

Non è ancora al meglio ma vuole esserci contro la Dea. Zaccagni, sottolinea il Corriere dello Sport, ha accelerato il rientro, pronto in 14 giorni dopo lo stiramento. Pronto, ma non prontissimo. Sarà convocato per Bergamo, ma con pochi allenamenti nelle gambe è preannunciato in panchina. Sarri valuterà se fargli giocare qualche minuto o tenerlo per la Juve. Zaccagni è tornato prima per esserci contro i bianconeri, match in programma dopo l’Atalanta. Ha bisogno di rodaggio e non si possono correre pericoli.


Il capitano, si legge, ieri ha svolto il secondo allenamento in gruppo, la rifinitura in programma oggi sarà il terzo. Troppo poco per immaginarlo titolare domani. Ma dopo il ko di Taty recuperarlo è una manna.

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Lazio, Dia vuole prendersi la rivincita: zero assist e solo un gol fino ad ora

L’attaccante senegalese vuole sfruttare l’assenza di Castellanos per prendersi la titolarità.

L’emergenza in casa Lazio si è spostata in attacco con Castellanos fuori per ancora diverse settimane e Dia reduce dai soliti problemi alla caviglia ma che si è allenato negli ultimi giorni per essere presente a Bergamo. Il senegalese vuole provare a convincere Sarri e strappare la titolarità, approfittando anche dell’assenza di Taty.

Come sottolinea il Corriere della Sera, ha una gran voglia di rivincita, dei gol che si è mangiato. Sono fantasmi che lo tormentano, gli tornano in mente cattivi come i rimorsi e i brutti ricordi. Cerca il tempo perduto, Dia. Quello vissuto in panchina, quello sprecato davanti alla porta. Scivolato a riserva di Castellanos, ora può rilanciarsi da titolare. Sarri lo tiene in caldo per Bergamo, ha due opzioni: una con Dia e Pedro nel 4-4- 1-1, una con Pedro falso nueve. Quest’ultima ipotesi prevede Dia in panchina, è stata provata ad inizio settimana perché il senegalese era acciaccato, era rimasto a riposo a causa di una distorsione subita alla solita caviglia dolorante. Sarri ne ha approfittato per fare esperimenti.


Dia, conclude il quotidiano, ha un supplemento di motivazioni: il
ruolo di vice, i gol mangiati, un lungo digiuno di assist e gol. Dal colpo al Verona in casa non ha più segnato e quest’anno non ha mai servito assist. Nel 2025 ha fatto peggio solo tra febbraio e aprile, sette partite senza assist e gol.