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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Don Backy: “La verità sulla reticenza di Sanremo nei miei confronti… Ecco come nacque ‘Pregherò’…” (AUDIO)

DON BACKY (ALDO CAPONI) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella sorta di isolamento che ho avuto durante la mia carriera me la sono anche un po’ cercata. Sono uno che non amava stazionare in alcuni ambienti, forse anche per questo c’è stata una sorta di reticenza nei miei confronti. Evidentemente, c’è sempre stato qualcosa che ha ostacolato la mia presenza al festival di Sanremo. I miei brani sono stati sempre bocciati dalle direzioni artistiche, anche per questo poi mi sono sempre rifiutato di vederlo. Io, purtroppo, per possibilità finanziarie non appartenevo alle logiche di alcuni ambienti. Si è sparsa la voce che io fossi inviso per regole che avrei infranto. Anche Felice Gimondi confessò che quando andava in fuga sulle salite canticchiava l’Immensità.

Il testo di ‘Pregherò’? Una notte venni svegliato in albergo da una coppia di sposini che facevano l’amore. Avevo uno stato d’animo molto malinconico, ero solo a Milano. Questo mi ha ispirato e da lì è nato “Pregherò”. Un mio testo, non mediato da quello inglese. Scrivo canzoni in relazione al mio stato d’animo, è sempre stato così. Ho bisogno di essere ispirato da un sentimento.

L’intervista, poi, prosegue tra aneddoti, retroscena e passaggi di vita privata intrecciati con la carriera musicale: ascolta audio intergrale

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Tavola rotonda con i tifosi? Servono capacità di relazionarsi e risultati…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il passaggio del turno dell’Atalanta in Champions non credo possa impattare sulla Coppa Italia, non penso che daranno priorità ad altro. Chiaro è che, guardando il calendario, avranno un dispendio di energie clamoroso in queste settimane. In ottica scelte per la semifinale, Zaccagni sicuramente mercoledì al 100% non sarà, così come Gila; Basic non gioca dalla sfida contro al Juventus. Comunque ci saranno tutte e tre nella formazione titolare, anche se è difficile sapere quanti minuti hanno.

L’idea di Fabiani era quella di convocare una tavola rotonda dove includere anche i tifosi, si è parlato del 30 marzo ma mi è stata smentita questa data. C’è un po’ di confusione anche in questo. Noi abbiamo provato a consigliare l’ingresso in società di figure più empatiche. All’epoca Lotito prese Diaconale e Peruzzi. Serve chi sa relazionarsi con il tifoso ed il pubblico, e poi i risultati. Negli anni tanti hanno suggerito al presidente questo tipo di figure”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rinnovi e ‘costo del lavoro allargato’: Lotito tergiversa, a marzo nuova fotografia dei conti. E Romagnoli non aspetta più…

La società giurava che si sarebbe occupata dei rinnovi dopo febbraio.

Da Cancellieri a tutti gli altri, il capitolo rinnovi va affrontato in casa Lazio. L’ala romana, riporta Il Messaggero, ha sperato invano nell’assalto del Brentford, ora si è svalutato e ha pure il contratto biancoceleste in scadenza fra un anno e mezzo. La società giurava che si sarebbe occupata dei rinnovi, dopo febbraio. Al momento Marusic è l’unico ad aver firmato. C’è chi non aspetta nemmeno più una chiamata, chi (vedi Romagnoli) ha solo rimandato l’addio a giugno. Lotito tergiversa perché, conclude il quotidiano, gli stipendi incidono sul “costo del lavoro allargato” e la fotografia di marzo dovrà rientrare nel 70% per non incorrere in nuovi blocchi di mercato nel futuro.

Ormai da luglio Sarri deve inventare soluzioni e ridare motivazioni a una squadra tormentata, e senza più nessun aiuto. I tifosi non ci saranno di nuovo né in Piemonte (trasferta vietata) né all’Olimpico con l’Atalanta, per la protesta a oltranza contro la gestione di Lotito. Non c’è più apertura al confronto da parte dei gruppi organizzati, nemmeno in un eventuale tavolo di fine marzo.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila e Basic verso il forfait. Torna Lazzari

Le ultime dall’infermeria biancoceleste in vista della gara di Torino contro i granata.

Doppia seduta a Formello e Gila e Basic, riporta il Corriere dello Sport, hanno continuato a lavorare a parte: lo spagnolo è alle prese con un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, il croato sempre con i fastidi all’adduttore (è fuori dal 7 gennaio). Sempre più probabile, si legge, il mancato recupero per Torino, a maggior ragione con l’imminente semifinale di Coppa Italia (ci riproveranno per mercoledì). Assenti anche Pedro, Rovella e Gigot che proseguono il loro programma riabilitativo dopo gli infortuni rimediati.

Riaggregato invece, conclude il quotidiano Lazzari, che ha smaltito la lesione al polpaccio.

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Lazio, a Torino non ci sarà Dia: staffetta Maldini-Ratkov

L’attaccante non partirà per la trasferta, Sarri conta di riaverlo in Coppa.

Ora pure l’influenza. Altro momento negativo per Boulaye Dia, un solo gol in 16 presenze stagionali con la Lazio. Prima e dopo la Coppa d’Africa con il Senegal, vinta giocando appena 37 minuti, delusioni in serie per il centravanti che dovrà essere riscattato in estate versando 11,3 milioni alla Salernitana. Sarri lo considerava un titolare, era arrivato a preferirlo a Castellanos nel derby, ora nelle gerarchie è stato superato dai due attaccanti approdati in biancoceleste a gennaio, Daniel Maldini e Ratkov.

Come riporta La Repubblica, Dia sperava in un’occasione domenica a Torino, ma è a letto con la febbre e a questo punto rischia di saltare la sfida con i granata. Al momento si profila una staffetta proprio tra Maldini e Ratkov, come a Cagliari: stavolta però potrebbe essere il giovane serbo a partire dall’inizio. Se recupererà in fretta, Dia parteciperà comunque alla corsa per il posto di centravanti nella semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Maldini e Ratkov cercano ancora il loro primo gol in biancoceleste, mentre il senegalese è a secco addirittura da sei mesi: il 31 agosto l’unica rete stagionale, con il Verona all’Olimpico.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Impresa Atalanta, mi sarebbe piaciuto affrontarla oggi. E su Palladino…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Atalanta ieri ha fatto un ‘impresa e ha vinto meritatamente. La Juve ha fatto bene, lì manca sempre la punta; comunque anche 10 contro 11 la gara mi ha emozionato ma gli arbitri non sono di un livello basso sono da noi, il rosso ai danni dei bianconeri è assolutamente ingiusto.

A me Palladino piace, come Grosso. Hanno idee e coraggio. Trasmettono, entrano nella pancia e nella testa dei calciatori. Anche quando giocano male, a ritmi bassi, l’idea resta sempre la stessa.

Incontrare oggi l’Atalanta, dopo il dispendio fisico e mentale, perché queste gare tolgono tanto, mi sarebbe piaciuto. Detto questo, immagino che le scelte di Palladino domenica in campionato saranno diverse”.

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Lazio, Sarri verso Torino pensando alla Dea: le possibili rotazioni

Maurizio Sarri ha davanti a sé il doppio impegno con Torino e Atalanta, ma è chiaro che la sfida di Coppa Italia con i nerazzurri è l’appuntamento più importante della stagione biancoceleste. L’infermeria sta bloccando le rotazioni e sta obbligando Mau a delle scelte forzate: ecco le idee del tecnico toscano.

Come scrive il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, l’infermeria sta complicando e non poco i piani di mister Sarri e soprattutto sta cancellando le possibili rotazioni. Rovella si è operato e resterà fuori almeno 3 mesi, obbligando quindi Cataldi a un tour de force nei prossimi 180 minuti. Gila e Basic sono out, come anche Pedro, riducendo così ulteriormente le alternative in difesa, centrocampo e attacco.

Per quanto riguarda davanti, ora le soluzioni sono numericamente di più. Maldini potrebbe partire dalla panchina per la prima volta dal suo arrivo, spingono invece per una maglia da titolare sia Ratkov che Dia. Anche Cancellieri e Noslin, quest’ultimo utilizzabile sia al posto di Zaccagni che come prima punta, scalpitano per partire dal primo minuto. 

Passando a centrocampo, invece, ci sono due maglie da assegnare tra Dele-Bashiru, Taylor e Belahyane. In aggiunta, non va dimenticata la presenza del giovanissimo Przyborek, che si auspica l’esordio in biancoceleste magari a gara in corso. In difesa, con Gila ai box, il Corriere parla della coppia  Patric-Provstgaard se Romagnoli dovesse riposare, anche se così verrebbe meno la guida della linea. A sinistra continua il ballottaggio Tavares-Pellegrini; a destra Marusic è l’unico senza un vero cambio, a meno di un rilancio di Hysaj o del rientrante Lazzari.

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Lazio, la storia si ripete: quando le cose vanno male il tecnico diventa il caprio espiatorio

C’è un trend preoccupante attorno alla Lazio. Giunti a un certo punto della stagione, gli allenatori cominciano a vedersi chiusi gli spazi e scelgono di cambiare aria. Ultimamente sta capitando piuttosto spesso, nel primo o secondo anno sulla panchina biancoceleste. Anche Sarri potrebbe essere giunto a un punto di non ritorno con una società che gli addossa troppe colpe, incluse quelle che non può avere.

“Sembra di tornare a marzo 2024”. Secondo quanto racconta Il Messaggero, lo spogliatoio di Formello ha un solo pensiero in questi giorni. Come sta accadendo sovente, giunti a un certo pounto della stagione, i tecnici cominciano a essere considerati la causa degli insuccessi stagionali, diventando il capro espiatorio di tutto quello che non va alla Lazio, che spesso non c’entra nulla con il loro lavoro. Nonostante Delio Rossi vinse una Coppa Italia e portò i biancocelesti in Champions, l’anno dopo se ne andò, non vedendo una squadra all’altezza della competizione.

Poi venne Petkovic, il quale riportò la Lazio tra le prime 8 squadre di una competizione europea e vinse una storica Coppa Italia, quella del derby del 26 maggio. Invece di godersi quei trionfi, salutò per accettare l’incarico da ct della nazionale svizzera, ma forse, semplicemente, non vedeva sbocchi per quel progetto. Quando fu allenatore Pioli, gli aquilotti furono eliminati dal Bayer Leverkusen nel preliminare di Champions, al termine di una partita giocata senza centravanti perché la società non ne aveva acquistato nessuno. Anche questo tecnico se ne andò, dopo aver giocato bene per mesi, poiché non aveva risposte dal mercato. Simone Inzaghi fu il più longevo sotto la gestione Lotito. Se ne andò dopo 5 anni per approdare all’Inter e la sua ultima stagione, anch’essa condizionata da un mercato sotto le attese, fu liquidata come fallimentare a causa della sua fissazione con il 3-5-2 troppo rigido, quando i motivi degli insuccessi erano in realtà ben altri.

L’inizio trionfale dell’esperienza di Sarri, che lo portò a chiudere secondo dietro l’imprendibile Napoli di Spalletti, terminerà pochi mesi dopo, a causa delle terze dimissioni di un tecnico in 15 mesi. Questa volta, Lotito commentò dicendo che Sarri non era gradito ai giocatori. Tanto che lo ha richiamato.

Poi Tudor, Baroni e ora ancora Sarri. Tutti condizionati da critiche sul loro tatticismo tirate in ballo dalla società quando le cose vanno male. In Italia c’è un po’ il tarlo di prendersela con l’allenatore, ma bisognerebbe considerare che cosa gli sta attorno. La Lazio è decima per valore della rosa (223 milioni) ed è più vicina al Lecce terzultimo (92 milioni) che al quarto posto del Napoli (rosa da 422 milioni). Questa forbice è confermata dai punti in classifica, con il Lecce a -10 e il Napoli a +16.

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Lazio, il compromesso con i tifosi: Lotito studia gli Stati Generali

Sono al vaglio tre diverse location capienti per coinvolgere diverse componenti-tifosi.

Prove di Stati Generali della Lazio, riporta Il Messaggero. Un compromesso storico con il tifo organizzato nel momento della più dura contestazione di sempre a Lotito (nemmeno duemila abbonati su 29mila hanno riscattato i biglietti per la semifinale del 4 marzo). Il ds Fabiani aveva lanciato l’idea di una tavola rotonda. Eorac’è un appuntamento-data da confermare: 30 marzo – in cui la società vorrebbe illustrare il suo piano quinquennale di rilancio in un confronto allargato. Sono al vaglio tre diverse location capienti per coinvolgere diverse componenti-tifosi, giornalisti, addetti ai lavori, mondo accademico- in un momento pubblico.

L’annuncio era arrivato dal responsabile della comunicazione, Emanuele Floridi, nel giorno della presentazione del Flaminio. Nel comunicato del giorno dopo, in cui annunciavano un altro sciopero, i gruppi organizzati avevano denunciato proprio di non essere stati consultati né invitati a Formello per il progetto del nuovo stadio.

Stavolta, si legge, il club vorrebbe coinvolgerli ma, per non venir meno alle regole Figc, il tutto dovrà essere organizzato dallo Slo Claudio Pinci in un contesto ben definito. È un modo per provare a placare il malcontento, in un frangente in cui soffia forte il tam tam mediatico su presunti interessi di magnati e offerte di fondi «privi di fondamento», come ribadisce la Lazio. Eppure ogni voce, audio, movimento viene interpretato come un indizio (anche ieri il titolo Lazio in borsa ha chiuso al rialzo al +7,22%).

In realtà, conclude il quotidiano, Lotito sogna lo stadio di proprietà e (tramite la Newco) di entrare anche al Nasdaq per rilanciarsi e provvedere al proprio auto-sostentamento. Chissà se riuscirà ad annunciare qualcosa di più concreto nei prossimi Stati Generali della Lazio.

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Lazio, gruppo stretto al fianco di Sarri: Zac e compagni chiedono spiegazioni a Lotito

Malumori e malcontento, ma anche una stagione da terminare al meglio per i biancocelesti.

Quando riemerge qualche mugugno, riporta Il Messaggero, va sempre trovato un compromesso. Il gruppo è ancora stretto al fianco di Sarri, lo ha sostenuto e ha chiesto spiegazioni a Lotito su quanto accaduto in estate e poi a gennaio. Ora l’allenatore deve andare incontro ai giocatori, alcuni dei quali chiedono meno schemi, meno ripiegamenti e più libertà di movimento. Zaccagni è appena tornato e ha inviato un messaggio: «Dobbiamo tenere di più la palla nella metà campo avversaria, gestire di più e imbucare quando è il momento, attaccare gli spazi e riempire di più l’area. Sono tante le cose su cui stiamo lavorando e dovremo iniziare a mettere in campo qualcosina in più». Un discorso da capitano, sottoscritto da Mau, che ha concesso due giorni di riposo perché capisce il momento. Il gioco di Sarri è dispendioso sia a livello mentale che fisico.