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Lazio-Atalanta, formazioni ufficiali: Gila e Maldini dall’inizio

Le formazioni ufficiali di Lazio-Atalanta, match di andata delle semifinali di Coppa Italia in programma all’Olimpico alle 21,00:

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. A disp.: Motta, Furlanetto, Provstgaard, Patric, Lazzari, Pellegrini, Hysa, Belahyane, Przyborek, Noslin, Cancellieri, Pedro, Ratkov, Dia. All.: Sarri.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kolasinac; Zappacosta, Zalewski, De Roon, Bernasconi; Samardzic, Pasalic; Krstovic. All. Palladino

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COPPA ITALIA

Lazio-Atalanta, i convocati di Sarri: Basic out, tornano in tre

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida in casa della Lazio contro l`Atalanta. Tornano in lista Gila, Pedro e Maldini, ancora out Basic. Indisponibili anche Rovella e Gigot.

Portieri: Furlanetto, Motta, Provedel;
Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Patric, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli;
Centrocampisti: Belahyane, Cataldi, Dele-Bashiru, Przyborek, Taylor;
Attaccanti: Cancellieri, Dia, Isaksen, Maldini, Noslin, Pedro, Ratkov, Zaccagni.

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COPPA ITALIA

Lazio-Atalanta, probabili formazioni

Lazio-Atalanta, gara valida per la semifinale d’andata di Coppa Italia, si disputerà mercoledì 3 marzo alle ore 21:00 allo stadio Olimpico di Roma. Un crocevia importante per i biancocelesti, che ormai in campionato hanno ben poco da dire e languono in decima piazza a -13 dalla zona Coppe Europee, complice anche il ko subito a Torino nell’ultimo turno di campionato (0-2).

Lazio-Atalanta: probabili formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Dele Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. All. Sarri

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, Pasalic, De Roon, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca. All. Palladino

ARBITRO: Gianluca Manganiello (Pinerolo)

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Il telefono squilla, Lotito ci ricasca. Lo “scemo” a Baroni, le “colpe” di Sarri: “I nostri giocatori non piacciono solo a lui”. Poi su tifosi e storia…

Nessun passo indietro, solo un altro salto carpiato nel vuoto della contestazione, un’altra botta al malcontento, una serie incontrollata di frecciate velenose verso un Sarri “colpevole” dei risultati negativi, della mancata valorizzazione degli investimenti del club e del malumore dei partenti. Il punto di non ritorno è anche un ritorno al punto di partenza: il telefono squilla, Lotito risponde, il video torna virale (con tanto di numero di telefono in bella vista). “Le mie parole sono spesso fraintese, mal interpretate”, leggeva nel giorno della presentazione del progetto Flaminio. Difficile sostenerlo ascoltando la sua voce nella nuova telefonata dell’ennesimo temerario tifoso. Dallo “scemo” a Baroni alla negazione di un ridimensionamento tecnico come prima ripercussione della difficoltà dei conti, passando per gli appunti tecnico-tattici diretti a Sarri (ma l’esonero ancora non si vede). Senza dimenticare l’immancabile lezione di economia e la ripassata di storia laziale. Di seguito l’edulcorato contenuto di una chiacchierata a cielo aperto durata circa 10’:

“La società ha un nome e cognome, Claudio Lotito. Se Sarri se la vuole comprare, lo facesse

Va valutato il parco giocatori. Il bravo allenatore è quello che fa giocare bene i giocatori che ha. Altrimenti non è bravo. Il tema è creare l’alchimia nello spogliatoio, sennò si rompono le scatole. Se fai le liste di chi gioca e chi no, poi ti mandano a quel paese…

Noslin è un buon giocatore, col Cagliari poteva giocare prima, no? O il Cagliari è più forte di noi? Io ho pagato Noslin ben 20 milioni, lo fa giocare? No. Belahyane l’ho pagato 14 milioni, e mi pare che abbia giocato bene. Lo fa giocare? No. Castellanos non giocava e ci hanno dato 30 milioni. Guendouzi era perfetto nella mediana a due, Sarri lo ha fatto giocare a tre e lui si è rotto le scatole ed è voluto andare via. Al suo posto è arrivato Taylor, non è un ridimensionamento. Przyborek non lo ha mai fatto giocare. Maldini l’ho preso per fare l’esterno d’attacco e lui lo mette centravanti. Dia piace a tutti, lo vendo a 18 milioni e risolvo il problema: com’è che i nostri calciatori piacciono a tutti meno che a Sarri?!

Il tifo sciopera? E che problema c’è?! Mica vi ho chiesto i soldi! Faccio un aumento di capitale e risolvo il problema. Sto facendo l’Academy, ora faccio pure lo stadio, che vuoi di più?! Con quali soldi? Lo vedrete, mi vuoi fare i conti in tasca?! Mi sono accollato un debito da 550 milioni…

Se ti senti inferiore all’Udinese è un problema tuo, gli altri spendono miliardi e non vincono nulla, guardate la Fiorentina. Lo scorso anno eravamo primi in Europa, poi il Bodo ci ha eliminato perché quello scemo dell’allenatore ha fatto calciare il rigore a Castellanos che era infortunato…Quest’anno è andata male, capita. Ma prima di me, salvi due anni con Cragnotti, cosa aveva vinto la Lazio? Galleggiava. Ho vinto 6 trofei, ho mantenuto il numero di matricola, ora non posso pensare al passato, devo preservare la Lazio, altrimenti fallisce”. D. B. Radiosei

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Sarri ora sa cosa pensa realmente Lotito di lui. Da cittadino italiano…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Per quanto riguarda la telefonata di ieri, io non vorrei tanto parlare del presidente della Lazio; io provo vergogna solo a pensare che in Senato, da cittadino, sono rappresentato da chi utilizza questo tipo di linguaggio. Questo mi fa arrossire. Rappresenta la Lazio ma anche lo Stato italiano, il che è ancora peggio.

Siccome si deve pensare a tutto quando si parla di certi personaggi, non vorrei che queste telefonate servano per mandare segnali e non siano state ‘rubate’. Definire ‘scemo’ Baroni, persona di oltre 60 anni, da una vita nel calcio, non è possibile; è proprio questione di etica. Sarri ora sa realmente cosa pensa Lotito di lui, a meno che non non chieda scusa chiarendo che ha detto quelle parole in un momento di impeto; ha sottolineato che la squadra è forte, che sono tutti bravi, valgono tutti 30 milioni e quindi il problema è Sarri che non è un bravo allenatore.

Per il linguaggio utilizzato e il livello raggiunto, io provo vergogna e tristezza”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, clima surreale: nessuno si prende le sue responsabilità. E sulla probabile formazione…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Queste telefonate sono uniche, non si è mai visto un presidente rispondere ad un tifoso; tra l’altro è accaduto più di una volta. Stavolta abbiamo sentito anche discorsi legati alla tattica, al campo, e se c’è una cosa che gli allenatori hanno sempre riconosciuto a Lotito è che non c’erano mai ingerenze dal punto di vista tecnico.

Qui è surreale tutto, non solo lo stadio deserto. Nessuno si prende le responsabilità. L’autocritica non esiste. Chiaramente il discorso parte dal presidente, ma anche Sarri in conferenza ha detto che non ci sono obiettivi; è come se tutti accettassero tutto, tranne la gente.

La probabile formazione? Premessa: per me proprio per quella telefonata, Sarri riuscirà a motivare i ragazzi. Sono convinto che per orgoglio la prestazione ci sarà. Detto questo, tra i pali ci sarà Provedel; dietro Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares; in mezzo al campo Dele-Bashiru, Cataldi e Taylor con il tridente composto da Isaksen, Maldini e Zaccagni.

I dubbi sono Tavares-Pellegrini, Dele-Bashiru-Belahyane e davanti: ieri Maldini si è allenato ma Noslin è l’attaccante più in forma, con Dia che resta in corsa. Ci sarà Pedro in panchina, gli unici due assenti saranno Rovella e Basic.

Per quanto riguarda l’Atalanta, c’è da capire se Palladino impiegherà o meno Ederson. Certo è che senza lui, De Ketelaere e Raspadori la Dea può diventare ‘giocabile’, termine usato ieri da Sarri”.

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Lazio, Sarri tra tensioni ed incertezze: si gioca il presente, poi palla alla società per il futuro

Maurizio Sarri ha suonato la carica e ha cercato di motivare l’ambiente in conferenza stampa in vista della sfida di Coppa con la Dea, ma il suo futuro resta incerto e appeso a un filo.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, mister Sarri ha cercato nuovamente di compattare l’ambiente prima di quella che è la partita più importante della stagione, ma è chiaro che le tensioni e le incertezze sono molte. Ha parlato di anno zero, di prossima stagione, di avere pazienza e del fatto che lui in questa annata ne ha avuta molta.

Poi, però, c’è il campo. Ci sono i risultati, le tensioni con il presidente Lotito e il Ds Fabiani ma soprattutto un futuro che resta incerto e nebuloso. La semifinale rappresenta però una prova mentale importante: altri crolli come quello visto a Torino, oggi o in campionato, potrebbero pesare molto sulla posizione dell’allenatore.

Fabiani ha incontrato Sarri poco prima della conferenza stampa, comparendo brevemente e poi allontanandosi. Lotito era atteso a cena la sera precedente: c’è chi questi segnali li vede come tentativi di pressione, e chi invece come azioni per provare ad alleggerire il clima. 

Il tecnico toscano parla di pazienza, sposta le attenzioni e le aspettative alla prossima stagione, ma il futuro resta ancora molto immerso nel dubbio. Senza investimenti e continuità europea, il divario rischia di aumentare. La sensazione è che la stagione possa ancora riaprirsi, ma che molto dipenda dalle scelte del club.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Isaksen cerca il gol in Coppa Italia: l’Atalanta è nel suo destino

Danese mai in gol in Coppa Italia: stasera cerca la prima gioia nella competizione.

Isaksen uno di quelli risparmiati a Torino e protagonisti oggi. Sarri l’ha fatto rifiatare in campionato per trovarlo pronto in Coppa Italia: Gustav non ha scuse, deve rispondere con una prestazione di livello in quella che è diventata la partita più importante della stagione (in attesa del ritorno a Bergamo). Come riporta il Corriere dello Sport, si riprenderà la maglia lasciata a Cancellieri nell’ultima giornata. Ci sono pochi dubbi sulla scelta per la fascia destra: il danese è in uno stato di forma migliore rispetto al compagno, a cui ha ritolto il posto da fine gennaio in poi.

Isaksen era stato scelto anche a San Valentino nell’antipasto di Serie A contro l’Atalanta. L’approccio era stato sprint, aveva costretto all’ammonizione immediata Ahanor, spingendo Palladino a togliere subito dal campo il giovane difensore per evitare il rischio di un secondo giallo. Era nell’aria. Isaksen è chiamato a una prova di spessore, magari ritrovando la via del gol o dell’assist. Nessuno può sfuggire alle responsabilità per il match odierno. È fermo, conclude il quotidiano, a 3 reti con un solo passaggio vincente in stagione (23 presenze), quello regalato a Taylor contro il Genoa. Numeri troppo bassi, non è riuscito a incidere con continuità e per questo è finito in bilico pure sul mercato. I prossimi mesi potrebbero essere decisivi per il suo futuro.

L’esterno finora non ha mai segnato in Coppa Italia (7 presenze), contro i bergamaschi ha realizzato un gol nei 7 precedenti, il primo era stato nel 2020 in Champions League quando era ancora un calciatore del Midtjylland. Il ricordo più bello appartiene al 6 aprile 2025, alla gara di ritorno dello scorso campionato: entrò all’intervallo e regalò la vittoria alla squadra di Baroni su assist in percussione di Dele-Bashiru. Ci sono le condizioni per potersi ripetere nella partita che può valere una stagione intera.

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COPPA ITALIA DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Bello se tutti avessero la mia pazienza. Il prossimo sia un anno con investimenti. Atalanta? Ecco cosa ha detto Fabiani” (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia della semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Atalanta:

Giornata di vigilia in casa Lazio. Domani alle ore 21:00 i biancocelesti saranno impegnati all’Olimpico contro l’Atalanta nella gara di andata delle semifinali di Coppa Italia. Proprio in vista del match va in scena da Formello la conferenza di Maurizio Sarri. Di seguito le sue parole.

È ancora un anno zero è cambiato qualcosa?

Era chiaro dall’inizio, l’ho detto io ma anche la società. Bisogna per forza avere pazienza da parte di tutti. Io una bella dose ce l’ho messa, sarebbe bello la mettessimo tutti”.

Che valore dà a questa partita in prospettiva?

Per il futuro penso non abbia grande peso. Il prossimo anno deve essere un anno uno, non zero, con ogni evenienza. Poi sappiamo che domani sarà difficilissima, contro l’unica italiana ancora in Champions. Sappiamo che sarà difficile, servirà orgoglio. Abbiamo fatto fuori le due finaliste dello scorso anno, serve la mentalità di chi sa che per quanto difficile ce la possiamo gicoare”.

Sente la vicinanza del club?

Ho visto il ds anche mezz’ora fa. È chiaro che i programmi saranno sempre e comunque fatti dalla società. Ma il prossimo anno dovrà essere un anno uno, di investimenti per essere più competitivi. Penso che programmare ora sia difficile, capire chi potrà essere sul mercato tra tre mesi è difficile”.

Si può ritrovare l’entusiasmo in due giorni?

Se domenica la squadra era così non era responsabilità solo dei giocatori manche di allenatore, staff, società e ambiente. Era spenta inaspettatamente, due settimane fa abbiamo fatto tre gare in sei giorni e di buon livello. È stato inaspettato questo calo di energie nervose e mentali. Domani avremo la riprova se il motivo fosse l’attesa di questa partita o altro”.

Qual è a livello di club la principale differenza con l’Atalanta? Si è ampliato il divario?

All’Atalanta hanno fatto un percorso lungo iniziato dieci anni fa, percorso che piano piano li ha portati a conquistare l’Europa quasi ripetutamente e quindi hanno iniziato a fare altri investimenti e ora si può permettere determinati giocatori. Chiaro che il divario così possa ampliarsi. Questo percorso la Lazio deve farli e fare investimenti nell’ottica di tornare in Europa con continuità per avere forza economica superiore”.

Questa Lazio ha ancora un’anima?

Forse pensavi alla domanda e non mi hai ascoltato: l’ho detto, veniamo da tre partite di livello in sei giorni.abbiamo sbagliato una partita in maniera totale, nell’arco del percorso può succedere e le responsabilità sono di tutti. Ma in un’annata così ci stanno anche gare come questa. Non è che succede solo a noi, anche ad altre squadre che hanno fatto 91 punti perdendo 3-0 a Udine”.

Recupera qualcuno per domani?

Ieri si sono allenati Gila e Pedro, non Basic che valuteremo oggi. Vedremo chi di questi 3-4 può essere recuperabile in maniera totale o parziale”.

Cosa ha sbagliato la Lazio negli ultimi due anni per arrivare a una stagione simile?

Se la società dice che noi in Europa siamo convinti di non andarci perché è un anno zero e l’allenatore dice le stesse cose di che speranze parliamo? Le ambizioni erano quelle di ricostruire la squadra, i risultati ci interessano fino a un certo punto. La differenza è che la squadra precedente era forte e a fine ciclo, con un nuovo ciclo ora dobbiamo vedere. Al momento la squadra attuale è inferiore per valore tecnico, poi vedremo gli investimenti e cosa accadrà alla fine di questi tre anni. C’erano giocatori qui da tanti anni, preferivano andare a un’esperienza diversa per gli ultimi anni di carriera. Le solite cose che succedono a fine ciclo”.

Quanto sarà importante la reattività dei mediani? 

A Torino tatticamente potevamo cambiare sette moduli ma il risultato sarebbe stato lo stesso. Per primo conta l’atteggiamento, questo è evidente. Chiaramente i nostri tre centrocampisti dovranno fare un gran lavoro con gli esterni che dovranno rompere sui quinti. È una gara difficile non tatticamente, ma per la grande qualità dell’avversario. Sarà una gara di sofferenza anche se nell’ultima con loro abbiamo perso ma la sensazione era che ce la potessimo giocare”.

Le dà ancora gusto allenare qui?

Se uno a Roma sta dietro le polemiche si ammazza dopo pochi giorni. Non ascolto quello che viene detto all’esterno. È chiaro che faccio l’allenatore e tutti vorrebbero la squadra più forte di quella che hanno”.

I tifosi hanno richiesto di far passare il pullman a Ponte Milvio. Sarà possibile?

Purtroppo mi sono informato con la società e la Questura non concede di cambiare il tragitto, dispiace perché sarebbe stato importante avere un contatto. Rispetto le scelte delle persone, hanno i loro motivi e li rispetto. Sottolineo che a noi mancano”.

I tifosi saranno presenti sotto la curva, si aspetta che questo possa influire? 

Io spero che i tifosi si possano sentire da dentro, già sentirli sarebbe un grande segno di partecipazione alla partita da parte loro“.

Quando ha parlato di futuro nebuloso è una cosa che ha sentito dal gruppo o che sta venendo anche a lei?

È un concetto di sensazioni che può avere la squadra, che può vedere tutto incerto”.

Ha chiesto pazienza a tutti. Riguarda anche l’interno?

Ho parlato col ds mezz’ora fa, ha detto che in questa partita bisogna accettare ogni risultato ma non siamo andati oltre. Non è una cosa che sento all’interno”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila rialza il muro insieme a Romagnoli. Dubbi Dele-Bela e Maldini-Noslin

Tra recuperi e dubbi: stamattina Sarri scioglierà sceglierà la formazione anti-Atalanta.

Tornare a non prendere gol. In questo modo il discorso qualificazione verrebbe tenuto vivo per la sfida di ritorno. E sarebbe già un punto di partenza visto che non esiste in questa stagione il feeling con la porta avversaria: i numeri offensivi sono impietosi. Maurizio Sarri, riporta Il Messaggero, ritrova Gila e lo manderà in campo dal primo minuto al fianco di Romagnoli. Nelle ultime sei partite solamente una volta i centrali titolari di questa Lazio hanno giocato insieme (nei quarti di finale di Coppa Italia a Bologna) e proprio in quella occasione, anche se ai calci di rigore, è arrivata l’ultima gioia biancoceleste. Il Comandante comunque non potrà mandare in campo la migliore formazione possibile: Basic non recupera, al suo posto al fianco di Cataldi e Taylor, inamovibili, uno tra Dele-Bashiru (che a ieri era favorito per un maggiore dinamismo) e Belahyane. Il croato sente ancora dolore, magari potrebbe andare in panchina per fare numero, ma il suo impiego è quasi del tutto da escludere.

L’altro e unico ballottaggio, conclude il quotidiano, è davanti: Maldini ce la potrebbe fare, anche se si porta da un po’ di tempo questo problema al ginocchio (tendinopatia) che gli ha fatto saltare la trasferta di Torino. Ma l’ex della partita vuole esserci e Sarri si fida di lui anche perché non è che abbia chissà quali alternative: tra Noslin e Dia la scelta rimane complicata e nel caso sarebbe l’olandese il favorito perché ha qualche minuto in più nelle gambe del compagno.