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SERIE A

Lazio-Pisa, ufficiali data e orario dell’ultima giornata di campionato

La Lega Serie A ha reso noti tutti i dettagli dell’ultima giornata di campionato.

La 38ª giornata comincia venerdì 22 maggio con Fiorentina-Atalanta alle 20.45, per poi proseguire sabato con Bologna-Inter alle 18.00 e Lazio-Pisa alle 20.45. Domenica sera si gioca sia per la salvezza che per la Champions: aprono Parma-Sassuolo alle 15.00 e Napoli-Udinese alle 18.00, poi alle 20.45 la temperatura sale: dai risultati di Cremonese-Como e Lecce-Genoa dipenderà il nome della terza squadra retrocessa in Serie B, con i lariani decisi, però, a provare a prendersi un posto nelle prime quattro, proprio cme il Milan, che ospita il Cagliari, la Roma, di scena a Verona e la Juventus, impegnata nel derby contro i granata all’Olimpico Grande Torino.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, attacco da rifondare. I dati non mentono: a secco in 17 gare di campionato

Noslin e Isaksen, con soli 5 timbri, sono i “capocannonieri”.

Ruotano gli interpreti, non cambiano i risultati: tridente impotente, il derby è stata l’ennesima dimostrazione. Cancellieri, Dia e Noslin, zero reti e tante gestioni rivedibili delle situazioni offensive. Due pedine su tre diverse rispetto alla finale di Coppa Italia: con l’Inter erano stati scelti Isaksen e Zaccagni ai lati dell’olandese, in quel caso schierato da centravanti e non da esterno. Maldini e Pedro i subentrati in corsa nelle ultime due sfide, Ratkov quello nemmeno preso in considerazione. Ci vorrà, sottolinea il Corriere dello Sport, una rivoluzione estiva per rialzare il livello dell’attacco biancoceleste, con o senza Comandante in panchina. Nessuno punge, nessuno convince.

E la Lazio con ieri, conclude il quotidiano, è salita a 17 match di campionato a secco: in Serie A non gli succedeva addirittura dal 1988-1989 (17 pure quell’anno). I dati non mentono. Noslin e Isaksen, con soli 5 timbri, sono i “capocannonieri” di una rosa che finora ha disputato 42 partite complessive (diventeranno 43 con l’ultima gara con il Pisa). Cancellieri, Zaccagni (ora ai box per una distrazione muscolare) e Pedro inseguono a 4. Lo spagnolo – quasi 39 anni e ormai ai saluti – è quello che ha la media gol-minuti migliore (una rete ogni 248′).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Dopo il derby stagione ancora più negativa. Serve un progetto, così non si va da nessuna parte” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il campo mi ha detto che la Lazio ha iniziato bene. Ho visto due squadre di valore tecnico uguale, poca roba in campo. La Lazio ha fatto meglio nel primo tempo ma non ha concretizzato e nel calcio fare gol è tutto per vincere le partite. Più avanti è venuta meno la Lazio per tanti motivi, per il gol preso, il momento, la stagione. Settimana particolare. Hai perso il derby per degli episodi. E questo fa sì che la stagione diventi ancora più negativa, anche se si sa che per noi non contava nulla questa gara.

Detto questo, sono preoccupato per il futuro. Mi piacerebbe che ci fossero idee chiare, che si ragionasse da imprenditore ma anche da uomo che deve riportare le emozioni nella sua gente. Mi piacerebbe vedere un’idea chiara, non a chiacchiere. Altrimenti si andrà avanti sempre così ma come si fa ad andare avanti così?”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, emergenza a oltranza: col Pisa tre squalificati e diversi infortunati

Sarri dovrà fare i conti, ancora, con diverse assenze. Diversi dubbi per l’ultima di campionato.


Tavares e Taylor saltano il Pisa, due diffidati su tre. Hanno
preso il giallo. Rovella espulso. Sarri ha perso terzino, mezzala ed è senza registi. Patric è stirato. Cataldi ieri era in panchina come presenza simbolica, è tormentato dalla pubalgia. In più è stirato Zaccagni, per quanto la lesione sia lieve. Motta farà esami, da certificare l’entità dell’infortunio muscolare. Furlanetto, riporta il Corriere dello Sport, potrebbe giocare di nuovo. Fino alla fine è una tortura per Sarri. La stagione è chiusa, la settimana del doppio match con l’Inter e del derby attesta tutti i limiti, tutte le difficoltà, tutte le carenze di questa annata e di questa squadra.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, alternanza forzata anche tra i pali: Furlanetto è il quarto portiere utilizzato

Il classe 2002 ha debuttato con la Roma dopo oltre due anni senza gare ufficiali.

Esordio nel derby, positivo dal punto di vista personale
nonostante la sconfitta. Furlanetto, evidenzia il Corriere dello Sport, è stato il quarto portiere utilizzato da Sarri in stagione. In 42 partite un’alternanza forzata. Provedel il titolare fino all’operazione alla spalla. Mandas, da agosto a gennaio, ha ricevuto un’unica opportunità, negli ottavi di Coppa Italia con il Milan. Il greco ha cercato spazio altrove, il Bournemouth l’ha preso in prestito a gennaio, ma finora non l’ha mai fatto debuttare. Una doppia dinamica che ha spianato la strada a Motta, ora alle prese con una sospetta lesione muscolare.


Furlanetto, classe 2002, ha debuttato con la Roma dopo oltre due anni senza gare ufficiali. Rigiocherà con il Pisa, concluderà il quotidiano, e chiuderà tra i pali un’annata maledetta pure per i portieri.

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SERIE A

Lazio, la volontà non basta: orgogliosa ma sterile, il derby è giallorosso. Tavares, Rovella e Taylor out nell’ultima

Termina 2-0 Roma-Lazio, gara valida per la 37esima giornata di Serie A: in gol Mancini (40′ e 66′).

PRIMO TEMPO

Lazio in emergenza continua, anche a fine stagione. Titolari Sarri scegli Furlanetto a difendere i pali; Marusic, Gila, Provstgaard e Tavares dietro; in mezzo al campo Basic, Rovella e Taylor con davanti Cancellieri, Dia e Noslin. Buona prima frazione di gioco della Lazio, ordinata e a tratti anche pericolosa ma senza essere incisiva dalle parti di Svilar. Al 21′ ammonito Taylor che era diffidato e salterà la gara col Pisa. Degno di nota il colpo di testa al 33′ di Mario Gila che termina di poco fuori. Più Lazio che Roma nei primi minuti, ma il derby si sblocca al 40′ in favore dei giallorossi: di testa segna Mancini dagli sviluppi di calcio d’angolo. Lazio quindi negli spogliatoi sotto 1-0.

SECONDO TEMPO

Nessun cambio per Sarri all’intervallo. A mezz’ora dalla fine le prime mosse del tecnico laziale: Dele-Bashiru e Maldini in campo per Taylor e Dia. Dopo i primi minuti equilibrati la Roma è vicina alla giocata vincente con Malen: bravo Furlanetto ad intervenire. Giallo nel frattempo per Tavares, che era diffidato e salterà l’ultima di campionato col Pisa. Per qualche minuto i giallorossi restano in area biancoceleste e sempre dagli sviluppi di un calcio d’angolo arriva il raddoppio: rete di Mancini. Al 70′ lite in campo: espulsi Rovella e Wesley. Sarri cambia ancora: dentro Isaksen per Cancellieri. Nel finale spazio a Lazzari e Pedro, per Marusic e Noslin. Al triplice fischio il derby è giallorosso: ora testa al Pisa per chiudere una stagione da dimenticare.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il derby per l’orgoglio: il discorso della squadra a Sarri

Sono stati i giocatori a chiamare il tecnico e a dirgli che lo vogliono al loro fianco.

Sarri ci sarà. Va pure contro i suoi ideali. Se il «non mi presento al derby qualora giocassimo domenica» lo avesse detto qualsiasi altro allenatore staremmo qui a parlare solamente di una provocazione. Ma siccome lo ha spiattellato in tv Mau, che non sembra essere uno che faccia tanti passi indietro nella vita, allora la minaccia che il tecnico della Lazio non si sedesse in panchina domani all’ora dell’aperitivo più che del pranzo (e con 30 ore in meno di recupero rispetto a lunedì sera) nella gara contro la Roma c’è stato. Non avrebbe rischiato nulla, sotto il profilo disciplinare il Comandante, evidenzia Il Messaggero, qualora la società avesse appoggiato questa scelta. Quindi siamo sicuri che ci abbia pensato davvero a lasciare spazio al vice, Ianni, così come successo nella finale di Coppa Italia. E vabbè che in quel caso era squalificato, però ne ha viste così tante nella sua carriera che una stracittadina in meno non gli avrebbe cambiato nulla.

Percependo questo rischio, si legge, si è mossa la squadra. Sono stati i giocatori a chiamare il tecnico e a dirgli che lo vogliono al loro fianco nell’ultima partita che vale solamente per l’orgoglio. Una Lazio nona in classifica che spera di arrivare ottava per evitarsi il primo turno di Coppa Italia non ci pare possa essere una grandissima motivazione. L’unica cosa che rimane è quella di giocarsi il match contro la Roma per cercare di dare mezza soddisfazione a quei tifosi che protestano praticamente dall’inizio dell’anno solare.

Il senso del discorso del gruppo biancoceleste, conclude il quotidiano, è stato questo: potrebbe essere il tuo l’ultimo derby, abbiamo una sola gara da giocare (quella col Pisa sarà una passerella, ndc) e noi abbiamo bisogno di Sarri che ci guidi in panchina. Insomma, alla fine, domani, Mau sarà al fianco della sua truppa. Un gruppo che, come lo stesso tecnico ha confermato, è cresciuto parecchio nel corso di questa annata per tutte le vicissitudini vissute. Si è coeso, si è cementato a difesa dei colori e dello stemma. Ha cercato di regalarsi e regalare gioie. Ha giocato una finale di coppa inaspettata (qualcuno ci credeva?) e ha lottato contro tutto e tutti. Insieme, quindi, nell’ultima battaglia. Solo per l’orgoglio.

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Lazio, prosegue la protesta: tifosi a Ponte Milvio per il derby

Un derby vissuto per strada, tra la gente, nel segno di un’appartenenza che non si spegne con l’assenza dallo stadio.

Dopo il ritorno sugli spalti per la finale di Coppa Italia persa con l’Inter, come da programma i tifosi della Lazio torneranno a disertare lo stadio in occasione del derby. Una scelta coerente con la linea della contestazione nei confronti del presidente Lotito, ma che non cancella il bisogno di vivere insieme la partita più sentita nella Capitale. Per questo il cuore del tifo, ribadisce il Corriere dello Sport, si sposterà a Ponte Milvio. Un modo diverso di essere presenti.

Un modo, conclude il quotidiano, per continuare a sostenere la squadra, pur mantenendo la protesta nei confronti della società. Il messaggio, però, resta chiaro anche verso i giocatori. Il derby è una linea di confine, una partita che non si gioca solo con i piedi ma con l’atteggiamento. Anche se ormai per la Lazio conta solo per l’ottavo posto, si tratta di una sfida che a Roma vale tanto a prescindere. La Lazio scenderà in campo senza il supporto diretto della Nord. Ma non troppo lontano dallo stadio ci sarà una tifoseria pronta a vivere ogni minuto con la stessa intensità di sempre.

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Lazio, operazione rilancio per Marusic e Tavares. Da valutare la titolarità del portoghese

Sarri calcola i risvolti psicologici dell’ultima partita con l’Inter e del precedente di campionato con i giallorossi.

Derby complicato, per i terzini ancora più delicato. Marusic e Tavares chiamati al riscatto, devono rispondere caratterialmente domani. Con i loro errori hanno condizionato (compromesso) la finale di Coppa Italia. Sono stati due sbagli di natura diversa, entrambi pesantissimi per il risultato. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, sull’utilizzo del portoghese nel derby, vista anche la prestazione nella sfida d’andata con la Roma, c’è qualche dubbio in più.


Sarri, si legge, calcola i risvolti psicologici dell’ultima partita con l’Inter e del precedente di campionato con i giallorossi. Un pasticcio, quello di Tavares, quasi identico alla dinamica di tre giorni fa. Troppo morbido sul pressing avversario, troppo distratto per un appuntamento così importante. Pellegrini e Lazzari (con lo slittamento di Marusic) provano a conquistare il suo posto, a far valere la propria candidatura alla vigilia. Indicazioni in più potrebbero arrivare dalla rifinitura in programma oggi alle 14.30.


Non è una questione tattica, gli interrogativi sono più legati all’aspetto mentale. Il discorso, conclude il quotidiano, vale a metà per Marusic, maggiormente abituato a tensioni del genere. Il montenegrino domani disputerà il suo 17esimo derby in carriera: finora ne ha vinti 6 (1 in Coppa Italia), pareggiati 3 e persi 7. Non è comunque semplice l’avvicinamento alla gara. I terzini biancocelesti, per quanto difficile, hanno il compito di dimenticare la prova con l’Inter.

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Lazio, Rovella il derby per riscattare una stagione da dimenticare

Più assente che presente il centrocampista laziale: ora vuole almeno chiudere bene.

L’ultima stagione di Rovella è frammentata, interrotta, segnata da infortuni e stop continui. Una stagione “disgraziata”, con solo 548 minuti giocati fin qui, troppo pochi per incidere davvero, troppo pochi per sentirsi protagonista. Eppure, proprio adesso, quando tutto sembra ormai scritto, c’è un derby all’orizzonte che fornisce una minima possibilità di riscatto. Contro la Roma, riporta il Corriere dello Sport, il mediano può tornare titolare. Non è solo una scelta tecnica, è quasi una necessità. Patric non è al meglio dopo l’indurimento al polpaccio accusato negli ultimi giorni, Cataldi continua a fare i conti con la tendinopatia agli adduttori e difficilmente potrà garantire una gara intera. Così, Sarri si affida a chi ha più fame di tutti.

È una sfida che sente, che vive con un’intensità diversa. Ed è proprio qui che si nasconde la sua occasione di riscatto. Non potrà cancellare una stagione complicata (per lui e per la Lazio in generale), ma potrà lasciare un segno, dare un senso diverso a questi mesi difficili. È una Lazio stanca, provata, che arriva al derby con più dubbi che certezze. Ma proprio in queste situazioni, conclude il quotidiano, Mau chiede risposte, soprattutto a chi ha avuto meno spazio. E Rovella è il primo della lista. Nella sfida con la Roma ha l’occasione di riprendersi qualcosa. Non tutto, ma abbastanza per cambiare il finale della sua storia stagionale.