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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Fiducia a Castellanos. Tra Marusic e Lazzari ecco chi scelgo” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste a poche ore dal fischio d’inizio di Lazio-Verona:

Indipendentemente dal risultato delle altre, devi pensare a te e a alla gara di oggi: serve approcciarsi bene. Servirà tempo per valutare le squadre. Koopmeiners, per esempio, è un buon giocatore, ma non è un campione; io non prenderei mai un giocatore di Gasperini, perché lui li sa valorizzare. Tuttavia penso che la Lazio debba pensare a se stessa, affrontando questa sfida come una finale. Servirà trovare l’equilibrio giusto, che si ottiene allenandosi, lavorando e vincendo.

Io credo che il Verona giocherà a tre dietro, la Lazio può migliorarsi e crescere e questa gara può dare entusiasmo.

Lazzari o Marusic stasera? Metto il secondo, tutta la vita. E’ vero che lì c’è Lazovic, giocatore veloce, ma Lazzari in area può andare in difficoltà.

Gila che rientra? Non sono convinto, Patric ha fatto bene. Rientrare in questa gara non so se è l’ideale. Non so se confermerei Patric o metterei Gila, dipende da come sono andati in settimana. Tuttavia il rientro dello spagnolo è sicuramente importante.

Le defezioni del Verona? Duda e Suslov cambiano la squadra a livello tattico. Mancano due calciatori di grande qualità. Dieto Frese può sostituirlo meglio, cambiando modulo magare.

Su Zaccagni ci si deve puntare sempre, può cambiare le cose in qualsiasi momento. Da lui ci aspettiamo molto, ha tanta qualità. Lui e Kvara in Italia sono i numero 1 in quel ruolo. Deve avere più ‘spensieratezza’, la fascia al braccio gli piace ma lo destabilizza un po’, è un fatto inconscio che lo porta a giocare meno di pancia.

Dele-Bashiru? Le parole di Baroni confermano che ad oggi non può fare il mediano, ma ci si può sicuramente lavorare. E’ più una seconda punta adesso. Guendouzi deve giocare in verticale quando siamo in possesso, per dare più soluzioni; deve lavorare per diventare un mediano.

Dele-Bashiru somiglianze con Loftus-Cheek? Sì, ma anche Loftus tanti allenatori hanno difficoltà a schierarlo come mediano.

Quale big ha palesato più problemi in questo avvio? In Italia facciamo passare per ‘straordinarie’ cose ‘normali’. Prendiamo Vlahovic, non ha dimostrato niente a Torino, soprattutto per quanto guadagna. La Juve ha mostrato difficoltà nel gioco, nell’impostazione; serve fame e non so lì quanti calciatori l’abbiano. L’ Inter ieri ha avuto difficoltà a concretizzare; i nerazzurri vogliono salvaguardare la Champions e alcuni calciatori non giocano, questo è sbagliato a mio avviso. Mi piace il Napoli, il risultato di ieri è un po’ bugiardo ma ho visto è una squadra umile, operaia.

Castellanos, Vlahovic, Retegui o Dovbyk? Dobbiamo pensare a quello che stanno facendo, non a quello che hanno fatto. Castellanos con Vlahovic di oggi non lo scambierei, Doybyk non mi sembra un fenomeno. Noi sminuiamo sempre i nostri, ma Taty ha fame, è un attaccante abbastanza completo. La Lazio ora crossa molta perché conosce l’elevazione di Castellanos. Retegui? Lo metto al pari di Taty. Sulla fiducia prenderei Vlahovic, anche se alla Juve non ha fatto vedere le sue qualità.

Ricordiamoci il Luis Alberto del primo anno, a fine stagione volevano salutarlo, poi è diventato quello che abbiamo visto. Diamo fiducia a Castellanos, dobbiamo aspettare, ci vuole equilibrio. La fortuna di Luis Alberto è stato Tare. Dopo un anno che Inzaghi non lo vedeva, il ds si è imposto per farlo rimanere. Poi è stato bravo Simone a entrare nella testa del calciatore, lo sappiamo che è una grande gestore oltreché un grande allenatore“.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Mazza: “Il Flaminio alla Lazio per ribadire il primato cittadino. E su Lotito vi dico…” – (AUDIO)

Mauro Mazza è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le sue parole sul momento dei biancocelesti e sull’impegno casalingo di lunedì contro il Verona:

Il Flaminio sono anni che si sogna e ora è da un po’ che se ne parla. Quando avevo rapporti con Lotito, non era convinto di questo stadio, sono contento che abbia cambiato idea.

I tifosi come me si sono innamorati della Lazio al Flaminio. Oltre al romanticismo, è anche uno stadio nel cuore della città, vicino a dove è nata la Lazio. Sarebbe la conferma della romanità della Lazio, superiore a quella di qualche altra squadra. Sarebbe una situazione bellissima, la soluzione.

Intitolare l’impianto a Maestrelli ed Eriksson? La Lazio ha avuto tanti nomi importanti e spero ne avrà altri. Vista la mia generazione, lo intitolerei a Giorgio Chinaglia, il nome di riferimento è lui. Poi c’è Maestrelli e dopo anche i fenomeni del 2000. 

Ora la Lazio è in attesa di giudizio, si intravedono pregi e difetti ma siamo solo alla quarta giornata. E’ l’anno zero, non so come potrà andare. L’uscita di calciatori importanti obbliga a ricominciare un ciclo e non so se le scelte fatte sono quelle giuste, serve tempo. Spero che gli accorgimenti in difesa siano quelli corretti.

Al momento, se togli le due discese in attacco di Tavares, dobbiamo ancora vedere tanto. Anche il centrocampo è da vedere, Castrovilli lo scopriremo meglio quando si metterà alla prova. I cambi sono utili, per modificare l’assetto in corso d’opera.

L’importante è non creare rivalità; ad esempio, i portieri devono alternarsi tra campionato e coppe, visto che sono entrambi validi.

Nuova Lazio? Tavares è un sinistro che sta a sinistra e già è una novità. Mi piace il Castellanos libero, almeno mentalmente. Bene anche l’alternanza con Dia. L’incognita Castrovillari pesa sul voto della Lazio-tipo. Mi piacerebbe rivedere il Lazzari di due anni fa e l’alternanza con Marusic va gestita bene.

Per quanto riguarda la comunicazione della Lazio, se fosse funzionante sarebbe utile. Ci vorrebbe una rivoluzione che non riesco ad intravedere. Lotito spesso dà la sensazione di aver bisogno di un nemico, come il tifoso laziale. Non ci dovrebbe essere una persona sola al comando, ma il suo lato caratteriale prevale. Purtroppo il presidnete dimentica che se è in Senato ed è un Senatore di successo lo deve alla Lazio: la Lazio a lui deve tanto, ma lui alla Lazio deve tutto”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

SVB’ – Rambaudi: “Castrovilli a piccole dosi. Noslin? Lo metterei con Zac” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste a pochi giorni da Lazio-Verona.

Per quanto riguarda Castrovilli, non dobbiamo pensare al calciatore che era e vivere con quel ricordo. Sappiamo che ha qualità e anche che è fragile, serve pazienza per farlo ritrovare e fargli riacquisire consapevolezze.

Baroni lavorerà bene anche con lui. Il tecnico ha il compito di far vedere un bel gioco, di far crescere le individualità e di portare risultati; se non mette ora Castrovilli è perché non lo reputa pronto. Per me poi potrà giocare sulla trequarti, non è un play; può fare la mezzala, può andare in avanti, palla al piede. E’ da schierare da metà campo in su.

Contro il Verona metterei Isaksen titolare, anche se per Noslin giocare contro la sua ex squadra potrebbe essere uno stimolo in più per fare bene. Io vedrei bene Zaccagni e Noslin a creare il 2 contro 1 nella parte in cui gli avversari sono carenti. Lo facevano Robben e Ribery: giocavano volutamente in una fascia dove capivano che c’era un giocatore più debole e raddoppiavano.

Numericamente a questa Lazio serve un centrocampista che va preso però se può dare qualcosa in più. Chi può essere il ‘nuovo Leiva’? Come caratteristiche direi Sohm del Parma o anche Rodri del City; poi personalmente penso che non sia un limite far giocare giocatori giovani o che vengono da basse categorie. Leone della Juve Stabia, ad esempio, ora è in B ma potrebbe stare ad alti livelli; ha le caratteristiche di Leiva, è italiano. Nella Lazio servirebbe un giocatore con queste caratteristiche ma per far crescere il gruppo di ora deve anche esserci un calciatore con un profilo importante, che accenda la fiammella nello spogliatoio, l’entusiasmo. Leone lo prenderei e lo costruirei, nel frattempo servirebbe un profilo già pronto.

Ieri Lotito ha ribadito più volte che ora il gruppo è unito, quindi stando alle sue parole il lavoro fatto in estate è servito per portare questo: salutare i più ‘vecchi’ e rimettere in ordine lo spogliatoio“.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Merli: “Laziale per scelta con papà romanista. Lotito? Non cambia” (AUDIO)

L’attore Maurizio Matteo Merli, è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Ecco le parole dell’attore, figlio d’arte, di nota fede laziale:

“E’ un grande piacere intervenire qui, perché sono un ascoltatore della radio; quando posso, mi piace evidenziare la mia fede biancoceleste. Mio padre, Maurizio Merli, era un lupacchiotto ‘acceso’; quando è morto ero piccino, aveva provato a portarmi un paio di volte con lui allo stadio ma non fui molto interessato, nonostante mi piacesse il calcio. Dopo la sua scomparsa la famiglia di mia madre, che è numerosa e tutta laziale, mi ha ‘aiutato’ a scegliere i biancocelesti.

La mia prima partita allo stadio fu un derby, finito 1-1: gol di Gascoigne su assist di Signori, con il commento indimenticabile di Guido De Angelis. Da questo momento sono stato il portabandiera della famiglia per quanto riguarda la Lazio, ero in Nord a fine anni 90, poi con il tempo il lavoro un po’ mi ha impedito di andare allo stadio con frequenza. Il nostro gruppo, che prima era nei Distinti Nord-Ovest, è composto da me, Fabio Gallo, il direttore Angelo Mellone, Carola Ortuso e tutto il figliame; siamo una bella compagnia e ora ci siamo spostati in Tevere. Nonostante i vari impegni, cechiamo di essere presenti.

L’anno scorso è stato strano, è difficile riassumerlo. Anche le scelte hanno stupito, per esempio quella di passare da Sarri ad un tecnico diverso come Tudor. Quello che il tifoso deve metabolizzare è che il modus operandi è della società è questo. Noi andiamo allo stadio animati dal sentimento, dall’euforia che c’era negli anni ’80, quella che ci faceva stare bene tutti insieme; non pensiamo ad altro per non rimanere delusi.

Baroni mi piace, anche se ero scettico come tutti. La squadra alla stadio attuale è mediocre, i giocatori arrivati devono dimsotrare. Abbiamo perso tanta, tanta qualità. La partenza di Cataldi è una ferita, al di là del tasso tecnico. Ora abbiamo molti portatori di palla, Danilo è il regista del secondo posto di Sarri. Detto ciò, ho tanta fiducia nei giovami. Le parole di Fabiani non sono nuove, come gli interventi di Lotito. Uso un termine cinematografico, penso che sia un ‘cliché’, qualcosa di visto e rivisto. Non ci interessano neanche più le risposte che dà il presidente, tanto non corrispondono mai a verità. Con lo scudetto sfiorato abbiamo avuto una grande occasione, non ho visto poi la volontà della società di programmare in una certa maniera”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Per entrare in Europa servono almeno 60 gol. Isaksen? Lo metterei dal 1′ col Verona” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste:

“Le parole di Fabiani dimostrano che la società continua ad andare sulla sua strada: si è aperto un nuovo ciclo, hanno puntato su dei calciatori che hanno grandissima qualità secondo loro; Dia è importante, è un calciatore quasi completo, poi bisogna vedere come si ambienta ma è un grande colpo. L’altro messaggio del direttore è che non si compra tanto per, ma si cercano profili funzionali. Io credo che manchi ancora qualcosa a centrocampo, ora servono idee e lavoro con Baroni. Il ds non ha detto niente di nuovo.

Obiettivi? Non facciamo proclami, vediamo come cresce questa squadra. Io ho fiducia. E’ un gruppo affiatato, poi il coraggio, l’entusiasmo e i risultati faranno la differenza. Mi piacerebbe che la Lazio diventasse l’intrusa tra quelle che lottano per la Champions. L’obiettivo immediato è comunque il Verona. Dopo la sosta ci sono sempre sorprese, la Lazio ha dimostrato dei limiti di approccio e Baroni deve puntare il dito qui. L’atteggiamento dovrà essere come quello di una finale di Champions. Il risultato e la prestazione diventano una medicina importante per una squadra che ha cambiato e deve trovare identità.

Gigot? Nelle interviste tutti dimostrano spregiudicatezza, poi dobbiamo vederlo in campo. Dia mi sembra abbia leadership. Il centrale francese voglio vederlo, ne parla molto bene Fabiani ma le chiacchiere se le porta via il tempo, va visto. Basta guardarlo in una partita.

Gila terzino? Bisogna capire cosa si cerca in quel ruolo. Può essere una soluzione a destra. Tuttavia Marusic è il giocatore più europeo che abbiamo come fisicità e ritmo. Gila può essere un buon prospetto, è più aggressivo, più marcatore.

Per quanto riguarda l’approccio, si intuisce solo allenando il gruppo se i calciatori sono attenti e pronti. Secondo me, l’allenamento dice come si arriverà alla partita. La gara è un esame, bisogna vedere come studi. Nel pre-partita poi molto dipende da chi hai in squadra: se si arriva con il cellulare io mi arrabbio e anche il comportamento tenuto sul pullman può fare la differenza

Calciatori-simobolo di leadership? Guendouzi può essere tra questi, ma in campo non deve lamentarsi e criticare, mi sembra troppo esibizionista; può piacere alla gente ma non al gruppo questo modo di fare. Al di là dei singoli però serve grande coraggio. L’atteggiamento deve essere quello di Castellanos. Mi aspetto di più da Zaccagni, spero si liberi un po’ da questa responsabilità da capitano, è devastante nell’1 contro 1 e deve tornare ad esserlo. Deve tornare ad essere più libero di mente, può essere il nostro fuoriclasse.

Noslin, Tcahouna e Isaksen? Va scelto chi è pronto. Noslin e Tchaouna in questo momento potrebbero essere alle prese con una responsabilità più grande di loro. Magari durante la gara possono fare meglio.

Baroni guarderà sia gli allenamenti che l’aspetto mentale. Sul fatto che Noslin possa esserci dal 1′ mi vengono dei dubbi perché è la sua ex squadra. Ma davanti la rosa mette a disposizione più scelte.

Per entrare in Europa servono 60-70 gol: Zaccagni può farne una decina, Dia mettiamo 15, Vecino 5-6 li può segnare, Gila e Romagnoli magari 2-3 a testa. Prima la Lazio tirava poco in porta, ora il dato è migliorato. L’allenatore col Milan ha dato un segnale importante, mettendo quattro attaccanti, come a dire ‘pensiamo noi a fare la partita. Col Verona io metterei Isaksen dal 1””.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Con Baroni più tiri in porta di Sarri. Lotito? Se non vuole crescere, venda” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio e sull’apporto di Baroni.

Belahyane è un prospetto importante. Il Verona ha delle individualità, ma si equivalgono. Ha cambi ritmo notevoli in partita, ogni palla persa la trasformano in un’azione offensiva. Bisognerà essere umili e pensare bene a noi stessi. La Lazio è la Lazio, gli altri devono pensare a lei: i biancocelesti devono avere umiltà, ma tenendo conto delle proprie qualità, così si costruisce una mentalità vincente.

Gol presi in avvio? Si risolvono parlando e affrontando gli allenamenti con la concentrazione giusta, preparando alcune giocate in cui si è carenti. Serve un giusto equilibrio. Con Sarri a livello difensivo si lavorava bene e davanti sopperivi con alcuni big. Adesso la Lazio crea, è propositiva. Prima creava meno, parlano i numeri; ora che mancano diversi uomini di qualità davanti i problemi sono venuti fuori ma con Baroni si fanno più tiri in porta.

Tempi indietro c’era Milinkovic, soluzione molto importante per la Lazio. Sarri? Si era creato un attrito, è stato poi bravo Tare a ricompattare l’ambiente. Ricordiamoci che inizialmente il tecnico preferiva Akpa-Akpro a Luis ALberto, ma magari lo spagnolo andava spronato diversamente. Tuttavia Sarri, da persone intelligente, tra cene e uscite con la squadra, è riuscito a ricompattare il gruppo insieme a Tare. Non può esserci distacco tra allenatore e squadra. Quando la situazione è tesa si sopporta finché ci sono i risultati, poi alla prima sconfitta esce fuori tutto il malcontento.

Una figura alla Peruzzi per me è improtante, serve per creare il mosaico perfetto. Team manager, o chiamiamolo come vogliamo, ormai i termini nel calcio cambiano, ma ci vuole una figura che sappia già cosa pensano i calciatori prima di parlare o agire. E, al contrario, i giocatori devono sapere che vengono subito sgamati quando qualcosa non va. Serve questo profilo per la società, la squadra e anche per l’ambiente: una figura così farebbe bene anche per riaccendere la scintilla, l’entusiasmo. Ci sono troppe critiche al momento tra presidente e ambiente. Lotito, da persona intelligente qual è, dovrebbe scegliere questa figura che unisce: serve un profilo funzionale per riallacciare il rapporto con la tifoseria.

Ora la Lazio deve lavorare per avere continuità nel campionato italiano. Serve migliorare anno dopo anno, altrimenti viene da pensare che il presidente non ha le capacità o la voglia di lottare per le posizioni di alta classifica. Sono state fatte cose importanti ma serve una crescita continua, altrimenti è bene che il presidente venda“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Italia matura. Zaccagni potrebbe fare la seconda punta. E Guendouzi…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. L’ex giocatore biancoceleste ha parlato dell’Italia e della Lazio che tornerà in campo lunedì (all’Olimpico contro il Verona).

La prestazione dell’Italia è stata matura, come ha detto Spalletti. Ci sono ragazzi che si applicano, volenterosi e con qualità anche umane; il tecnico credo che li abbia scelti anche per questo

Ieri gara difficile perché arrivava dopo quella con la Francia, ma l’atteggiamento è stato giusto. A livello tattico e di interpretazione mi è piaciuta la squadra.

Guendouzi, in campo ieri 80’, ora deve farci vedere di che pasta è fatto. Quello della Lazio è un gioco propositivo, con verticalizzazione e 1 contro 1 sugli esterni. Guendouzi può fare tutto lí in mezzo, ma deve farlo meglio. Io sfrutterei sempre l’inserimento di uno dei due centrocampisti, perché è l’imprevedibilità di questa squadra.

Zaccagni in Nazionale? Visto il modulo, potrebbe giocare come seconda punta, compatibilmente con quello che vuole l’allenatore. Stesso discorso vale per Chiesa

La Lazio è una squadra che ha fame e può fare bene. Castellanos mette il fiato sul collo a tutti gli avversari, Zaccagni deve tornare quello ‘di pancia’ che è stato fino allo scorso anno: nell’1 contro 1 è uno dei migliori in Italia.

Provedel mi sembra quello che ha accusato più il cambio d’allenatore, di modulo. La squadra ha bisogno che il portiere trasmetta sicurezza ad una difesa che a volte barcolla. Come comportarsi con gli estremi difensori? È bene parlarci per capire se ci sono problematiche personali e qualora non ci dovessero essere, serve focalizzarci su ciò che non va in campo“.

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SERIE A

Zaccagni: “Noi esperti dobbiamo aiutare i giovani. Tavares grande giocatore. Tifosi? Li sentiamo sempre”

In conferenza stampa, il capitano biancoceleste Mattia Zaccagni ha commentato il pari per 2-2 con il Milan: “Dobbiamo dare il nostro meglio e arrivare nella posizione migliore possibile. Sono arrivati giocatori giovani che erano in società inferiori, bisogna fargli capire dove sono“. 

Tavares – Con lui posso riposare anche in fase d’attacco. E’ un grande giocatore, oggi ha fatto una partita importantissima. Ci ha fatto segnare due gol, ci darà una grande mano“.

Tifosi –Penso che giocare davanti a proprio pubblico dà qualcosa in più, ma non deve essere una scusane in trasferta. Sentiamo la spinta del pubblico in casa, ma la spinta della Curva la sentiamo anche in trasferta“.

Ruolo nella crescita dei giovani – Sento responsabilità, ci sono passato da dove stanno passando loro: so cosa pensano, anche in partite in cui non girano le gambe. Noi esperti siamo qui per metterli sulla strada giusta, perché hanno qualità” .

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SERIE A

Baroni: “Ho dato un segnale con le due punte, risposte importanti. È questo l’atteggiamento che voglio. E su Rovella e Tavares…”

La Lazio pareggia in casa contro il Milan. Finisce 2-2 il big match valido per la terza giornata di campionato. Ai microfoni di Dazn, il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha così analizzato il match: “La squadra ha fatto un’ottima ripresa, spingendo tanto. Nel primo tempo abbiamo lasciato qualcosa ma dobbiamo dare tempo ai ragazzi per inserirsi. Abbiamo fatto una buona partita, dobbiamo migliorare specialmente nell’andare ad aggredire. Loro hanno molta fisicità e gamba. Quando vai alto qualche rischio te lo deve assumere, ma l’atteggiamento che voglio è questo. Oggi abbiamo fatto qualcosa di buono e piano piano dobbiamo fare qualcosa di bello“.

Approccio offensivo –Ho dato un segnale alla squadra mettendo le due punte, così qualcosa dovevamo rischiare. Il messaggio è stato recepito ma dobbiamo trovare l’equilibrio. Cerchiamo il palleggio e dev’essere funzionale ad andare a fare gol e riempire l’area di rigore“.

Il gioco – Abbiamo perso anche delle individualità importanti ma abbiamo un collettivo comunque importante. La squadra deve credere nel propri mezzi. Per andare forte bisogna correre tutti insieme, oggi ho avuto risposte importanti da questo punto di vista e sono contento anche se mi sarebbe piaciuto vincere. Contro il Milan non devi sbagliare niente, nelle palle inattive sapevamo che potevamo concedere qualcosa“.

Rovella – E’ una garanzia, è un giocatore che ha mobilità e ha dato un segnale importante andando ad aggredire alto, mi è piaciuto tantissimo. La squadra ha qualità, dobbiamo lavorare“.

Tavares – Aveva giocato l’ultima partita a febbraio, ha delle qualità importanti e dobbiamo sostenerlo. Oggi ha fatto vedere qualcosa, nelle prime partite c’è mancato un pochettino. Con lui e Pellegrini possiamo avere la spinta che ci serve, dobbiamo attaccare con gli esterni e oggi ne abbiamo dato prova“.

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SERIE A

Dia: “Grande partita, vogliamo risalire la classifica. Tavares? E’ molto forte”

Al termine della gara dell’Olimpico contro il Milan terminata 2-2, l’attaccante della Lazio Boulaye Dia, autore della seconda rete dei biancocelesti, ha così commentato la sfida ai microfoni di Dazn: “Il gol è stato importante per la squadra; dopo aver segnato loro hanno pareggiato ma abbiamo giocato una grande partita. Nuno Tavares è molto forte, stasera ha fatto due assist e speriamo possa farli anche nelle prossime partite. Volevamo fare meglio rispetto alla scorsa settimana contro l’Udinese. Speriamo che dopo la sosta per le Nazionali possiamo risalire in classifica“.