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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Basic oggi con i compagni. Test per Zaccagni, Lazzari potrebbe tornare a Torino. E Gigot…

Sarri prepara la trasferta di Cagliari: le ultime da Formello.

Nessuno tra Cagliari e Torino verrà rischiato in casa Lazio. Come riporta Il Messaggero, ieri la squadra di Sarri ha ripreso ad allenarsi a Formello e Basic ha rinviato a oggi (prevista una doppia seduta) il rientro con il resto dei compagni. Sarà Toma il titolare in Sardegna, non solo per spolverare un po’ di ruggine dovuta al doppio turno di “riposo” per infortunio, ma anche perché Dele-Bashiru, da qui alla fine dell’anno, il campo lo potrebbe vedere meno. Bocciato dal Comandante al quale non è andata giù la prestazione di sabato scorso.

Non ci sarà sicuramente, si legge, Gila: il difensore spagnolo ieri sera ha fatto i controlli di rito. Confermata la forte infiammazione al tendine rotuleo, gli è stato consigliato di fermarsi almeno per un turno per tornare al top. Si profila Romagnoli-Provstagaard, con Patric pronto in corso d’opera. Tra oggi e domani nuovi test per Zaccagni e Lazzari: ma per il discorso fatto prima è assai più probabile possano tornare in campo in Piemonte per mettere minuti in vista della semifinale contro la Dea. Soprattutto il capitano, che abbiamo capito come sia indispensabile vista la penuria di sostituti validi. Reinserito nella lista per il campionato, Gigot ha ancora male alla caviglia operata. Il suo rientro slitta e potrebbe anche aver chiuso in anticipo la stagione. Di certo il recupero è molto più complicato del previsto.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Giocare al Flaminio è più bello che all’Olimpico, anche per i tifosi. Ecco a chi lo dedicherei…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Se andasse in porto il progetto Flaminio sarei felicissimo. Giocare lì è stato più bello che giocare all’Olimpico. Anche per i tifosi è bello, sono praticamente in campo. Li senti al tuo fianco. Spero che la Lazio riesca ad arrivare al punto.

Ottimismo sullo stadio? Non tanto, stando a quello che sento, però ripeto: sarebbe davvero importante riuscire a farlo.

Lo dedicherei a Maestrelli. O a Chinaglia. Uno per me è stato un grande amico, l’altro una persona straordinario. Magari possiamo fare ‘stadio Maestrelli’ e ‘curva Chinaglia’. Poi ci sarebbero Lovati, Wilson e tanti, tanti atri. Sono tutte persone importantissime. Sarei felicissimo ci fosse il nome di uno dei nostri.

Bisogna stare attenti al Cagliari, soprattutto dopo la sconfitta casalinga col Lecce. Mi aspetto una prestazione importante”.

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DICHIARAZIONI

Presentazione Flaminio, Lotito: “Fondamentale per l’accrescimento del club”. Ai tifosi: “Discutiamo e confrontiamoci per una Lazio immortale” (AUDIO)

L’intervento del presidente della Lazio Claudio Lotito durante la presentazione del progetto Flaminio:

“Ringrazio i rappresentanti delle istituzioni, i professionisti che hanno lavorato al progetto, gli organi di informazione e tutti coloro che hanno voluto essere presenti e collegati nelle varie modalità proposte dalla nostra MediaCompany. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Sindaco di Roma, all’Assessore Onorato e a tutti gli uffici comunali che in questi mesi hanno seguito con attenzione e professionalità questo percorso. È stato un confronto intenso, approfondito, talvolta complesso, come è naturale quando si interviene su un quadrante strategico della città. Li ringrazio per la disponibilità al dialogo, per il lavoro tecnico svolto con senso di responsabilità e – mi permetto di dirlo con un sorriso – per averci sopportato e supportato in ogni fase di questo iter.

Oggi non presentiamo semplicemente un progetto edilizio. Presentiamo una visione. La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio non riguarda soltanto la S.S. Lazio. Riguarda Roma, la
sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità. Interveniamo in un contesto di grande valore storico e architettonico, nato con le Olimpiadi del 1960 e inserito nella pianificazione strategica della città. Questo significa una cosa molto chiara: il progetto si colloca nel pieno rispetto delle regole e degli indirizzi urbanistici vigenti. Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo. Il nostro obiettivo è rigenerare un’area oggi segnata da criticità evidenti, restituendole qualità, funzionalità, sostenibilità e tutela della sicurezza dei cittadini. Abbiamo affrontato con serietà il tema della mobilità, consapevoli delle preoccupazioni dei residenti. Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale.

L’obiettivo è ridurre l’impatto del traffico privato e migliorare concretamente la qualità della vita del contesto urbano. Sul piano ambientale, l’intervento comporterà un incremento significativo delle aree verdi e delle alberature, con una cintura verde intorno allo stadio e oltre 57 mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti, il progetto prevede inoltre specifiche soluzioni tecnologiche finalizzate all’abbattimento significativo dell’impatto acustico, nel totale rispetto delle abitazioni e del contesto urbano circostante. Non stiamo parlando di annunci. Stiamo parlando di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche. La Lazio è una società fondata nel 1900. È parte integrante della storia di Roma. Quando assumiamo un impegno di questa portata, lo facciamo con la consapevolezza che ciò che realizziamo oggi incide sulle generazioni future.

Questo progetto rappresenta un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale del Club, ma soprattutto costituisce un’opportunità concreta di riqualificazione per uno dei quadranti più significativi della Capitale. Siamo pronti al confronto. Siamo pronti ad ascoltare. Siamo pronti a spiegare ogni aspetto della proposta con trasparenza. Perché un progetto di questa importanza non si impone. Si costruisce con responsabilità, con rispetto delle istituzioni e con visione di lungo periodo.

Permettetemi, infine, una parola rivolta ai nostri tifosi. So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore. Quando si parla del futuro della Lazio, le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l’anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito in questi anni: stabilità, solidità, continuità.

Valutate il progetto per quello che è: un intervento che migliora un’area oggi degradata, che porta verde, mobilità sostenibile, qualità urbana e restituisce alla Lazio una casa coerente con la sua storia. Possiamo discutere, confrontarci, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo comune: lasciare alla Lazio e alla città tutta qualcosa di solido e duraturo. Durante la prossima sosta della Nazionale presenteremo ‘Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile’, una conferenza programmatica che delineerà il percorso strategico del Club.

In quell’occasione illustreremo, insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss, un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva. Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia. La scelta del 2032 non è casuale. È un orizzonte temporale coerente con le traiettorie europee dello sport e con le prospettive legate ai Campionati Europei. La S.S. Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti. Non è una promessa, né una forzatura. È un atto di responsabilità e di visione: mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano.

Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono previste più candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione.

‘Lazio 2032’ sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi, per costruire un dialogo serio e costruttivo sul futuro del Club e sul ruolo che intendiamo svolgere per la città. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei. Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo, per renderla immortale“.

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DICHIARAZIONI

Presentazione Flaminio, arch. Nervi: “Il progetto si basa sul metodo adottato da mio nonno. Tutti i dettagli” (AUDIO)

L’intervento dell’architetto Pierluigi Nervi durante la presentazione del progetto Flaminio:

“Desidero ringraziare inoltre l’ing. Alessandro Lanzetta per aver creduto nella prima ipotesi progettuale ed averla sottoposta al presidente Lotito quando gli fu mostrata circa quattro anni fa, nel corso del nostro primo incontro qui a Formello. Un ringraziamento particolare va al Comune di Roma per l’attenzione e l’interesse riservati al progetto ed alle indicazioni di approfondimento fino ad oggi ricevute. Un ultimo doveroso ringraziamento all’architetto Marco Casamonti che ha fatto suo il progetto e grazie alla propria esperienza e sensibilità ne ha reso possibile lo sviluppo e l’esecutività, spero fino alla realizzazione.

Premesso che nel corso degli anni, per gli impianti dedicati al calcio internazionale, sono state create ed imposte nuove regole, tali da rendere necessarie modifiche e conseguenti ristrutturazioni circa gli adeguamenti da adottare, si è reso opportuno ipotizzare gli adeguamenti e gli interventi obbligati per un impianto nato per ospitare incontri internazionali.

Il progetto si basa unicamente sul metodo adottato da mio nonno, l’ing. Pier Luigi Nervi, ad esempio nella proposta da lui sottoscritta e pubblicata all’epoca da numerose riviste del settore, per lo stadio Comunale di Firenze, da lui progettato e costruito alla fine degli anni venti. In pratica, senza eccessive fantasie o esagerazioni, replicava la struttura di base, realizzando dei telai analoghi agli esistenti della stessa forma e caratteristiche, posti al di sopra degli stessi, dopo averne rinforzato l’armatura ed aumentato la dimensione (foto 1-2).

Per lo stadio Flaminio è stato adottato lo stesso metodo; riprendendo alcuni schizzi dei progettisti (arch. Antonio Nervi e ing. Pier Luigi Nervi) sono stati ipotizzati dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all’esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata, priva di qualsiasi connessione con la nuova. Questi telai sono posti ad un intervallo doppio rispetto agli attuali (m 12,00 invece di m 6,00); in questo modo la nuova struttura rende del tutto visibile dall’esterno quella esistente garantendone trasparenza e percezione.

L’intervento è chiaro che modificherà i flussi e la mobilità nella zona, almeno in occasione degli eventi e manifestazioni nel nuovo impianto. Così come sarà necessaria una nuova educazione per tutti coloro ce si recheranno allo stadio, che potrà ospitarli con nuove adeguate caratteristiche.

Infine è opportuno sottolineare che verranno ripristinati tutti gli ambienti originari quali le palestre, la piscina etc. Uno studio attento della mobilità e delle infrastrutture relative è stato fatto dall’ing. D’Olimpio”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Signori: “Quello che i tifosi della Lazio hanno fatto per me vale 10 scudetti. Gli auguro di tornare competitivi, lo meritano” (AUDIO)

GIUSEPPE SIGNORI in collegamento a ‘SVB’

“La Lazio è dei tifosi, è giusto condividere insieme alla squadra le difficoltà come le vittorie. Il laziale vorrebbe lottare per qualche traguardo, al momento non possibile, ma il mio augurio è che la Lazio possa tornare a grandi livelli, che possa fare sempre meglio e dare grandi soddisfazioni ai tifosi che lo meritano.

Io ho sempre detto quando qualcuno dice ‘peccato che sei andato via quando la Lazio cresceva e iniziava a vincere’ che sono arrivato con Cragnotti nel ’92 e c’era una squadra che non era ancora competitiva per grandi traguardi, poi con il passare degli anni diventava sempre più forte. Non ho nessun rammarico di essere andato via, non c’erano le condizioni per rimanere e quel gesto fatto per me vale 10 scudetti perché è un attestato di stima personale che va oltre, è prima alla persona e poi al giocatore. Questo è stato il più grande segno d’affetto che la gente mi poteva dare quindi io ho vinto 10 scudetti, anche se non li ho vinti.

Academy? Riprenderà a giugno, l’8 sarò a Nettuno. Riparte la stagione da qui, poi ci saranno molte tappe, Bologna, Pavia e tante altre. Cercherò di portare la mia esperienza. Non è vero che non si sono più talenti italiani, è vero invece che ci si lavora troppo poco. Non manca la qualità ma gli istruttori. Dobbiamo essere bravi noi addetti ai lavori a capire dove stiamo sbagliando, anche se ormai se ne parla da troppi anni.

Ho imparato che il bambino ha bisogno di empatia, vuole vedere; è una spugna e assorbe tutto ciò che gli mostri. Ora parlano sempre di fisico ma se guardo indietro noto che i migliori 5 non sono più alti di 1.76, quindi non credo conti solo quello. Tra un ragazzo messo bene fisicamente che fa 10 palleggi e un altro ne fa 150, io prendo il secondo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Benissimo il Flaminio, ma la squadra? Stiamo presentando la ciliegina e non abbiamo la torta” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vedremo la presentazione di questo progetto, che verrà realizzato in tanti anni; si parla di quello che si vuole fare, ma ci sarà un iter che prevederà un percorso lungo.

Va bene tutto, ma nel frattempo: quale sarà la squadra? Fin qui hanno pensato a tamponare una situazione che non era rosea e c’era il rischio del secondo blocco. Da una parte si parla di un investimento di 500 milioni circa, dall’altra ci sarebbe da allestire una squadra che è a metà classifica. Mi sembra una contraddizione, ma vediamo.

Benissimo il Flaminio, ma la squadra sarà sempre da metà classifica? Stiamo presentando la ciliegina, ma non abbiamo la torta. Il mercato migliore non è quello delle idee, ma quello in cui spendi. fabiani ha acquistato 14 calciatori e per me due stanno rendendo: Provstaard e Taylor, gli altri e sono in panchina e sono già andati via; altri ci sono ma sappiamo il loro rendimento. Ecco perché il mercato delle idee qui non funziona”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Flaminio, Rambaudi: “Lo stadio dà maggiore appartenenza, ma si deve capire cosa si vuol fare da grandi” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Flaminio? Troppe chiacchiere in tanti anni. Spero si facciano le cose fatte bene. Avere lo stadio di proprietà vuol dire tante cose, significa dare maggiore appartenenza, però c’è un problema: si deve capire cosa si vuol fare da grandi, anche in questo. Lotito fa lo stadio, rimane, ok ma serve crescere. Altrimenti ci saranno sempre malumori e non vivrai lo stadio con quella giusta emozione.

Fare lo stadio con questo clima non so quanto aiuti, anche perché da qui a quando partiranno i lavori si continuerà così? L’importante è che si faccia tutto per il bene della Laio, per vederla primeggiare. Il discorso è: ce l’hai i soldi per mantenere una Ferrari? La Lazio è una Ferrari per come deve competere con le altre, indipendentemente poi dai risultati. Voglio vedere il cambio di passo, non vivere nell’anonimato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Il calcio è cambiato, Lotito pensa a tutto tranne che all’aspetto tecnico. Muro contro muro giusto” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Partita in cui la Lazio non ha avuto molta fortuna. Il rigore sembrava netto all’inizio, ms il protocollo dice altro.

Contestazione? Questa società pretende di avere sempre ragione, non vuole dialogare con nessuno. Io sono dalla parte di chi fa muro contro muro a questo punto. Dopo oltre vent’anni è chiaro: Lotito non vuole nessuno al proprio fianco, nessuno che possa fargli ombra, nessuno che abbia a che fare con la storia della Lazio.

Domani, alla presentazione del progetto-Flaminio, ci sarà il solito comizio. Intanto la Lazio ha gli stessi punti del Bologna e ne ha uno in più di Udinese e Sassuolo.

Negli ultimi sette anni il calcio mondiale è cambiato. Lotito sta pensando a tutto, al Nasdaq, al Flaminio, tranne che all’aspetto tecnico della squadra”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “In società servono persone gradevoli. Contestazione legittima, ma squadra danneggiata. Sul Flaminio…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il rigore per l’Atalanta non c’era. Cross avvenuto a distanza ravvicinata, posizione del braccio di Cataldi congrua, l’impatto è stato nella parte alta. Sacchi ha dato il rigore senza la revisione, in questo caso non lo hanno reputato un chiaro ed evidente errore al Var. Così ci siamo beccati uno 0-1 immeritato dopo un buon avvio di gara. Era una partita decisiva, l’ultimo treno per agganciare l’Europa passando dal campionato.

Nel primo tempo ho visto una Lazio superiore all’Atalanta sul piano del gioco. Al netto delle loro assenze, che erano pesanti. Tuttavia anche ai biancocelesti mancavano calciatori importanti. Considerando tutto, credo sia uan sconfitta immeritata. E’ anche vero che la Lazio deve crescere tanto.

Contestazione legittima, ma con questa assenza si fa male solo la Lazio. Io spero si possa cambiare contestazione, per sostenere e abbracciare la squadra, che lo merita anche per l’impegno.

Servono alla Lazio personaggi empatici, riconoscibili anche all’esterno. Io continuo a fare il nome di Massimo Maestrelli, che rappresenta la storia della Lazio, è empatico, sa farsi volere bene. Il presidente ogni volta che parla aggredisce e non fa autocritica, Fabiani aveva cominciato bene dicendo di non alzare i toni ma poi li ha accesi, serve un personaggio gradevole che sappia porsi con la gente.

Quella di domani mattina è una cosa tecnica, è una questione che riguarda la Lazio e i suoi architetti. La documentazione che la Lazio ha presentato è veramente completa, ora vediamo che diranno e cosa andrà bene e cosa no. La consegna della documentazione è un passaggio decisivo per la realizzazione dello stadio.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Zazzaroni: “Bivio Lotito, la Lazio merita altri palcoscenici. Protesta civile, silenzio assordante” (AUDIO)

IVAN ZAZZARONI in collegamento a ‘SVB’

“Ho visto quello che sta accadendo a Torino, che è esattamente ciò che è successo a Roma. La tifoseria più presente è diventata quella più assente: questo penso sia il modo più civile per protestare. Se non mi piace un film, non vado al cinema, è normale. E l’assenza fa un rumore terribile.

‘Se tu non hai il tuo pubblico, non hai niente’, mi sembra una frase perfetta. Di stadi vuoti ne ho visti tanti ma mai avrei immaginato l’assenza della Nord, l’ho trovato un segnale molto forte. Conosco la tifoserie della Lazio, ci sono entrato in contatto anche l’anno del secondo scudetto con quell’intervista anonima che fece arrabbiare Eriksson, alla fine della stagione arrivò il tricolore. So cosa significa per i laziali non andare allo stadio, rifiutare questa gestione in questo modo l’ho trovato un suggerimento per il presidente, per riflettere sulla situazione attuale dopo 20 anni.

Sono curioso di vedere il progetto del Flaminio, lo fa un mio amico e so che è molto serio. Dubito che Lotito voglia lasciare se fa un simile progetto.

Spesso i tifosi se la sono presa per il trattamento riservato ai due presidenti delle squadre romani. Il discorso è semplice: se chiedo di cedere a Lotito, gode; Pallotta invece lo facevo arrabbiare perché effettivamente stava per cedere. E francamente non ho voglia di fare battaglie stupide.

Serviva un gesto della tifoseria ed è arrivato. Questa condizione pone Lotito davanti ad un bivio: fregarsene o fare qualcosa.

Il futuro di Sarri? Ha un contratto lungo, si parla di giovani. Per come si sta comportando adesso non mi sembra sia uno che voglia andar via ed è una sorta di garanzia. Ma la squadra è povera, sempre più povera. Secondo me c’era anche un rigore per la Lazio, sabato. ma questo comunque è secondario. Questa non è la Lazio, ha dei contenuti tecnici bassi. Con Cragnotti sognavi, siamo abituati a quella Lazio lì. La Lazio era da primato anche a livello europeo, anche la Lazio di Zeman che non vinse nulla era forte; è chiaro che sono cambiati i tempi ma siamo ad un livello mediocre.

La petizione è un segnale, c’è sicuramente della buona fede ma non servono a nulla le petizioni. Servono fatti concreti, sempre nella civiltà. A Torino la contestazione è feroce e credo non sarebbe mai iniziata senza quella della Lazio. Sta saltando fuori qualcosa di forte e di nuovo.

Europa? Secondo me, per mille ragioni, Como e Bologna sono superiori sul piano tecnico e dei cambi. Il Como ha grande energia e non ha l’obbligo di vincere. Mi sembra la squadra favorita. Il Bologna si è un po’ compromesso ultimamente. Le vittorie della Lazio sono faticosissime. Delle tre mi sembra quella inferiore”.