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FORMELLO

FORMELLO – Pochi dubbi per Baroni in vista del Parma: torna Isaksen, Gigot insidia Gila

A Formello va in scena la penultima seduta pre Lazio-Parma. Baroni dovrà fare a meno di Patric, Tavares, Belahyane (squalificato) e Lazzari, che oggi ha effettuato i controlli. Si attendono comunicazioni ufficiali per lui e per Nuno Tavares, rientrato in patria nei giorni scorsi. In vista della gara di lunedì contro il Parma di Chivu, non sono tanti i dubbi per il tecnico fiorentino. Di base, verrà confermata per 10/11 la formazione che ha espugnato Marassi. Ovviamente ritroverà il suo posto a destra Gustav Isaksen, dopo aver smaltito la squalifica. Per il resto, il tandem Dia-Castellanos non è in discussione, così come la presenza di Zaccagni e il duo Rovella-Guendouzi, mediani del 4-2-3-1. Dietro, c’è solo Hysaj come alternativa ai terzini titolari, che saranno Marusic (a destra) e Pellegrini, reduce da una prestazione molto convincente.

Mandas difenderà i pali, dopo aver definitivamente ribaltato la gerarchia con Provedel. Al centro della difesa, occhio a Gigot. Il francese potrebbe prendere il posto di uno fra Romagnoli e Gila. Chiaro, per Baroni adesso ci sono praticamente settimane intere per preparare le partite, quindi quasi tutte le scelte da qui alla fine saranno semplicemente tecniche, magari sulle qualità dell’avversario, piuttosto che per gestire le forze. Ballottaggio aperto, comunque, fra Gila e Gigot.

Probabile formazione (4-2-3-1): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Rovella, Guendouzi; Isaksen, Dia, Zaccagni; Castellanos

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, mentalità top, ma troppi gol presi. Gila o Gigot? Entrambi devono…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi in collegamento a ‘NMM’

“La mentalità della Lazio mi è piaciuta fin da subito. E’ una squadra che vuole sempre attaccare e non specula sul risultato minimo. A dirla tutta, così intravediamo più nitidamente il vero margine di miglioramento: la difesa. A volte vedo un po’ troppa sicurezza nel giocare il pallone, nel portarlo anche in zone pericolose. Per raggiungere ottimi risultati, una difesa forte è imprescindibile. Bisogna prendere meno gol, è la fase che va migliorata di questa squadra. Gigot o Gila contro il Parma? Io li vedo entrambi adatti a fronteggiare gli attaccanti Ducali. Stanno facendo una buona stagione, ma serve più attenzione ai dettagli all’interno delle partite”.

Gigot a volte mi fa preoccupare, è uno che non si ferma mai, anche nei contrasti. Discorso diverso per Gila, che al contrario, dimostra spesso di avere un po’ troppa sicurezza quando esce palla al piede. Li considero entrambi forti, intendiamoci, ma questi sono i loro punti deboli. Ogni tanto esagerano, in cose diverse e in sicurezza nei propri mezzi”.

In collegamento anche Andrea Agostinelli, il suo pensiero su Lazio-Parma

“Il parma adesso ha più entusiasmo, sono sicuro che verrà a giocarsi la partita all’Olimpico. Il 3-5-2 del tecnico romeno è scolastico, ma efficace. La Lazio invece, si è rifocillata con la vittoria di Genova e adesso può coltivare speranze diverse, rispetto a una settimana fa. Rivedere la stessa Lazio di inizio stagione? Non vedo perché no. Adesso che hai recuperato il tandem Dia-Castellanos e una brillantezza fisica diversa, niente è precluso”.

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‘NMM’ – Agostinelli: “Dia-Taty e brillantezza fisica, così la Lazio può puntare in alto. Rendimento interno? Dico che…” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

Lazio-Parma presentata da Andrea Agostinelli

Chivu ha ridato credibilità a questa squadra. Il parma adesso ha più entusiasmo, sono sicuro che verrà a giocarsi la partita all’Olimpico. Il 3-5-2 del tecnico romeno è scolastico, ma efficace. La Lazio invece, si è rifocillata con la vittoria di Genova e adesso può coltivare speranze diverse, rispetto a una settimana fa. Rivedere la stessa Lazio di inizio stagione? Non vedo perché no. Adesso che hai recuperato il tandem Dia-Castellanos e una brillantezza fisica diversa, niente è precluso. Poi i biancocelesti possono contare su Zaccagni, che si sta confermando fra i primi esterni del nostro campionato. Ancora non è al massimo la condizione fisica, ma può raggiungerla e attraverso un pizzico di strafottenza in campo, può togliersi delle soddisfazioni”.

Poche vittorie in casa? La mia idea, in base ai numeri, è che quando la Lazio trova squadra chiuse fatica molto, perché non trova spazi alle spalle dei difensori da attaccare. Quando la Lazio recupera palla fuori casa, può sfruttare al meglio le sue armi in campo aperto. La Lazio vorrebbe sempre fare la partita, ma le caratteristiche dei suoi attaccanti (esterni compresi) sono più adatte ad attaccare lo spazio e la profondità”.

“A livello tattico, mi aspetto un Parma piuttosto abbottonato, ma al tempo stesso con meno pressione rispetto alla scorsa settimana. la vittoria contro la Juventus è stata importante, una vera e propria boccata d’ossigeno”.

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DICHIARAZIONI

Zaccagni, Lazio a vita: “Non intendo muovermi da qui. Baroni ci trasmette serenità, la Nord amore” Poi sul derby e l’Italia…

Lunga intervista a Mattia Zaccagni. Il capitano della Lazio è stato protagonista della puntata romana di Champions of Made in Italy. Si parte dalle origini: “A Verona ho vissuto otto anni magnifici e intensi, poi c’è stato il cambiamento con Roma che è la Capitale. Adesso il mio cuore è qui, dove ho costruito qualcosa di importante, dove ho costruito la mia famiglia. Roma è Roma, tutti sanno cos’è. Io sono di Bellaria, un comune in provincia di Rimini, a cui sono molto legato. Lì ho il mio stabilimento balneare, la mia famiglia e i miei ricordi da bambino. Se non avessi fatto il calciatore avrei fatto il lavoro dei miei genitori, ovvero gestire l’albergo di famiglia. Lo sbalzo tra Bellaria e Roma è notevole, ma in mezzo c’è stata Verona che è una piccola Roma”. 

“Come ogni bambino ho spesso guardato il cielo e le stelle, ho sognato di volare il più in alto possibile, così ho iniziato a inseguire un pallone. Un calciatore, la Citta Eterna, lo spazio. Tre cose che a Roma possono essere gli ingredienti di una città globale. Roma non è solo calcio e storica antica, tutti conoscono la cultura, ma non tutti sanno che è un importante polo per l’industria aerospaziale italiana. Son passato da essere un ragazzino a diventare un uomo, in campo e fuori. Ho giocato in Serie B, ho vinto il campionato e mi son fatto le ossa in tutti i sensi. Il gol all’Europeo non lo scorderò mai, una gioia immensa, un qualcosa di unico. Mi son passate tante immagini in testa, è indescrivibile, non saremmo passati se non avessi segnati. Un momento irripetibile, magico, speciale. Sapere che hai dato gioia all’Italia intera è qualcosa che ti porti dentro per sempre. C’è un video bellissimo di mia moglie che, la mattina dopo che ho fatto gol, lo fa vedere a mio figlio che è contento nel vedermi esultare. Un video che mi porterò dentro e lo legherò questo ricordo. Quando segni in partite importanti la differenza la fa quello che ti circonda. Quindi uno stadio caloroso, il fine partite festeggi di più di una partita normale, sono emozioni che quando le provi hai una botta di adrenalina inspiegabile“. 

Inevitabile un passaggio sul derby: “Qui il calcio è molto sentito, come nel resto d’Italia, ma con un qualcosa in più. Sembra come se quello che fa un calciatore in una partita cambi l’umore di una città. Basti pensare che un mese prima mi iniziano a fermare per il derby. Quando arrivi al centro sportivo ti accorgi se ci sarà un derby a breve. c’è una tensione, un’aria diversa, abbastanza pesante. La partita è molto sentita e quindi la sentiamo anche noi. Mi piace stare in mezzo alla gente, perché alla fine siamo ragazzi come altri. Anzi, vorrei fare molte più cose di quelle che possiamo, però è sempre un piacere stare tra la gente”.

Radici e attualità: “Il calcio per me, se lo devo definire con una sola parola è: passione, perché racchiude tante cose. Ho iniziato a giocare a 3/4 anni e non ho mai smesso, dopo tanti sacrifici sono arrivato dove voglio essere. Giocare per la massima serie del tuo Paese è un sogno di tanti bambini, ed era anche il mio. Oggi sento di avere un grande privilegio. Qui hanno giocato tanti campioni. Con la fascia al braccio prendo l’eredità di Ciro, mio grande amico, un pezzo grosso di questo campionato. La prima volta che ho vestito l’azzurro in allenamento ho sentito un senso di leggerezza. Si sente la storia, ma ti fa sentire forte, anche se porta tante responsabilità. Vincere all’Olimpico è bello, è coinvolgente, la Curva Nord e i tifosi trasmettono forza e voglia di indossare questa maglia. Mi sono affezionato alla Lazio, come alla città. L’arrivo di Baroni è stato un impatto piacevole, non ha mai sbagliato a preparare una partita, ci ha sempre dato calma e serenità, Giocare per la Lazio è diverso, speciale, ti porta a essere tifoso di questa storia e questa maglia. E io da qui non intendo muovermi. Sono Mattia Zaccagni e vivo a Roma, chiamatemi ‘Zac'”. 

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‘NMM’ – D. Rossi: “A Genova punti decisivi, Taty è determinante. Champions? Niente tabelle…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Col Genoa era una partita molto delicata, soprattutto dopo l’uscita di scena dall’Europa League. Paradossalmente è stato un bene aspettare 48 ore. Non era facile, il Genoa in casa ha sempre fatto bene, anche se son sembrati poveri di motivazione. L’episodio ha cambiato la partita, quel cartellino rosso ha spianato la strada. Castellanos, pur non essendo un giocatore di primissimo livello, nella Lazio incide tantissimo. I numeri premiano lui e il tandem con Dia. Da moto ai compagni di esprimersi al meglio. La scelta di Marusic al posto di Isaksen? Onestamente mi sembrava un pesce fuor d’acqua, poi alla fine è tornato dietro. Sono comunque d’accordo con Baroni, perché se non ha la scelta migliore, allora questa deve essere la ‘meno peggio'”.

Quarto posto? Non si possono fare previsioni a lungo termine, ora la Lazio deve guardare il Parma. Non ci saranno partite facili, né col Parma, né con l’Empoli lo saranno. Ora la Lazio deve fare minimo 4 punti nelle prossime due e poi battere la Juventus nello scontro diretto, per pensare concretamente al quarto posto. Tutto è appeso a un filo, basti guardare l’Inter, che rischia di finire con un pungo di mosche. Per quanto riguarda la Lazio, se non dovesse qualificarsi per la prossima stagione in Europa, sarebbe una stagione certamente non esaltante.”

“Inutile pensare alle tabelle, agli incastri. La partita più importante è la prossima. Io dico questo: la Lazio attuale sta bene a livello fisico e le prestazioni sono in crescita, prendendo anche quella col Bodo di giovedì scorso, al netto del finale. Questo conta adesso, non mettersi a tavolino a pensare ai punti che mancano. Ho visto squadre che sembrano soffrire di più il momento a livello fisico, questo mi fa ben sperare. Ora testa al Parma, peccato l’assenza di Tavares in questo finale”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Parma, numeri e curiosità: la vittoria interna manca da febbraio, Chivu ha rianimato i Ducali

Lazio-Parma, numeri e curiosità della trentaquattresima giornata di Serie A. Squadre in campo all’Olimpico di Roma lunedì 28 alle 20.45. La presentazione del match attraverso i dati OPTA. La Lazio ha vinto nove delle ultime 10 partite contro il Parma in Serie A, perdendo però quella più recente lo scorso 1° dicembre; i ducali potrebbero vincere entrambe le sfide stagionali contro i biancocelesti per la prima volta in Serie A. La Lazio ha vinto tutte le ultime otto sfide casalinghe contro i Parma in Serie A, solo contro il Livorno (nove) i biancocelesti vantano una striscia aperta più lunga di successi interni consecutivi nel torneo. La Lazio arriva da quattro pareggi casalinghi di fila in campionato, i biancocelesti non pareggiano più gare interne di fila in Serie A dal periodo tra l’ottobre 1990 e il gennaio 1991 (sei in quel caso con Dino Zoff allenatore).


La Lazio ha vinto solo una delle ultime nove gare casalinghe in campionato (6N, 2P), dopo che aveva ottenuto sei successi nei primi sette match interni (1N) in questa stagione di Serie A. Dall’arrivo di Cristian Chivu, il Parma ha raccolto 11 punti in otto gare giocate (2V, 5N, 1P), incassando solo sei reti: la squadra Ducale nel periodo sarebbe 11a in classifica, mentre la Lazio in questo arco temporale sarebbe nona con 13 punti conquistati. Il Parma ha pareggiato le ultime tre trasferte di campionato, di cui 0-0 le due più recenti contro Hellas Verona e Fiorentina – solo una volta i ducali hanno mantenuto la porta inviolata in tre gare fuori casa di fila in Serie A: tra dicembre 1999 e gennaio 2000 con Alberto Malesani alla guida.

Lazio-Parma, numeri a confronto


Sfida tra le due squadre che hanno segnato più gol dal 76’ minuto in poi in questo campionato: la Lazio (18) e il Parma (14); nella gara di andata ci furono due gol sui quattro totali della partita in questo spazio temporale (Castellanos all’80’ e Del Prato al 91’). Valentín Castellanos ha preso parte a otto gol in nove sfide contro squadre neopromosse in Serie A (sette reti e un assist), segnando in tutte le sue tre gare contro queste formazioni (quattro gol) nel campionato in corso, inclusa una
marcatura lo scorso 1° dicembre contro il Parma.

Luca Pellegrini ha fornito un assist in entrambe le ultime due gare giocate di Serie A ed è arrivato a quota tre passaggi vincenti in questo campionato, uno in più di quelli collezionati sommando le sue ultime quattro stagioni di A (tra Lazio, Juventus e Genoa) dal 2020/21 ad oggi. Dal suo esordio in Serie A (22 febbraio 2025), Mateo Pellegrino ha partecipato attivamente a quattro gol (tre reti e un assist), più di qualsiasi altro giocatore del Parma; tra chi conta almeno quattro partecipazioni nel periodo nel massimo torneo, solo Diao del Como e Soulè della Roma sono più giovani del centravanti argentino.

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‘NMM’ – Gregucci: “Castellanos non doveva calciare. La Lazio ha dato tutto, ma quel gol concesso…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Sperando di avere altre opportunità a stretto giro, ma la gara di ieri ci deve insegnare qualcosa. Quel gol del Bodo in pieno supplementare lo abbiamo preso troppe volte. E’ un peccato, perché per 100 minuti siamo stati a posto. Il 2025 è tutto racchiuso in questa partita, anche con l’infortunio di Tavares (l’ennesimo). Ora dobbiamo rituffarci nel campionato ed essere maturi, nulla è ancora deciso. Da ex calciatore, io il quinto rigore ad uno che era in quella difficoltà, non lo facevo battere (Castellanos, ndr)“.

“Quella palla (gol del Bodo) la Lazio la legge sempre alla stessa maniera. Globalmente, la gara che dovevi fare l’hai fatta. C’erano anche dei segnali, tipo il gol divorato dal Bodo prima del raddoppio di Noslin. Ora trovare la testa e gambe fresche per onorare la stagione, questo finale di campionato. Secondo me i baschi arriveranno fino in fondo, il nostro rimpianto è non aver avuto l’opportunità di provarci in semifinale”.

“Nei supplementari siamo andati avanti, ma eravamo sotto in termini di energie. Tchaouna? Grandi doti fisiche, ma scelte spesso sbagliate. Che strada deve fare adesso? Credo debba andare in prestito per migliorare. E’ complicato valutarlo, ma chi ci lavora tutti i giorni deve dare la sua lettura. Parliamo comunque di un giocatore giovane (2003, ndr) che ha dei margini di miglioramento”.

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SOCIETA'

Lazio-Bodo, il comunicato della società: “Non è la fine, ma un punto di partenza”

La Lazio esce dall’Europa League per mano del Bodo. Nel day after è la società stessa a diramare un comunicato per ringraziare i tifosi presenti e non solo: “La partita di ieri ha lasciato un segno profondo. Il risultato non ha premiato la nostra prestazione, ma ciò che è emerso sul campo e sugli spalti va oltre ogni risultato. I nostri giocatori hanno lottato con coraggio, determinazione e cuore, affrontando ogni sfida con spirito indomito. Hanno dimostrato di essere una squadra unita, pronta a dare tutto per questi colori. Allo Stadio Olimpico oltre 55.000 cuori biancocelesti hanno creato un’atmosfera straordinaria, con una scenografia che rimarrà nella storia. La passione e il sostegno dei nostri tifosi sono stati il motore che ha spinto la squadra a superare ogni ostacolo”. 

“Quello che abbiamo vissuto ieri non è la fine di qualcosa. È un punto di partenza. Davanti a noi ci sono sei partite cruciali, sei battaglie da affrontare con lo stesso spirito indomito e la stessa energia. Abbiamo dimostrato di essere una squadra unica, e questo carattere deve guidarci verso nuovi traguardi. Forza Lazio, sempre. Insieme, più forti che mai”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Eliminazione determinata dalla gara d’andata. Rigori? Mi aspettavo…” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

L’uscita è figlia della gara di andata, senza dubbi. Poi questo è il calcio, quando si decide tutto ai calci di rigore significa che ogni giudizio cambia drasticamente in base ad un dettaglio, un minimo errore. Quando si parla di rigori, ci sono sempre quelli bravi e quelli meno bravi. E’ un gesto tecnico a tutti gli effetti. L’esperienza dei giocatori più esperti si doveva vedere lì, in quel momento. Mi dispiace dirlo, ma era quello il momento, senza ombra di dubbio”.

“C’è una cosa che non sopporto: scimmiottare alcune rincorse. Oltre a questo, solo Baroni sa come stava Castellanos, che è un discorso diverso. Il problema però è sempre quello, perché sono rimasti dietro i giocatori più esperti? Ci sono giocatori che anche in passato hanno tirato rigori pesanti, che ieri non si sono visti. E’ vero, non c’era lo specialista, ma lì conta anche l’esperienza. Torno però alle rincorse. Nei momenti determinanti occorre essere lucidi, mi sembra un voler scimmiottare qualche grande campione, ecco”.

Non ho mai visto andare sul dischetto un giocatore claudicante. Tchaouna? Ripeto, l’esperienza fa la differenza nei momenti chiave. Non me la prendo con lui, forse si dovevano fare scelte diverse nell’ordine dei rigoristi ieri sera. Al netto di tutto, il vero problema deriva dalla gara d’andata. E’ lì che la Lazio si è giocata la qualificazione”.

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EUROPA LEAGUE

Lazio-Bodo, Baroni: “Senza risparmio e rimpianto, vale una stagione. Tavares sta bene, Taty e Dia possono…” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio, Marco Baroni, in conferenza stampa alla vigilia del ritorno dei quarti di finale di Europa League con il Bodo/Glimt, in programma domani allo stadio Olimpico (21,00):

“Noi domani siamo alla quarantaseiesima partita. Ho tanta fiducia nella mia squadra, si è spesa per tutto l’anno e lo farà anche domani. Quello che dobbiamo fare è giocare senza ansia. Oggi facciamo un ripasso di quello che ci serve per creare i presupposti e dare tutto senza risparmio e senza rimorsi”.

La gara d’andata, giocata in situazioni anomale, ci ha insegnato che abbiamo di fronte una buona squadra. Servirà una prestazione diversa, di grande attitudine fisica e mentale. È la partita più importante della stagione. Ora giochiamo in casa, davanti ai nostri tifosi: dobbiamo andare in campo e giocare come se non ci fosse un domani”.

Dia e Castellanos insieme? È una soluzione. Non ho mai nascosto l’importanza del Taty, sta recuperando. Domani parte sicuramente, devo capire come gestire la partita. Loro hanno grande mobilità soprattutto nella zona di rifinitura. Dobbiamo essere bravi a togliergli azioni”.

“La nostra strategia? Fare una partita di voglia, come siamo noi. Il Bodo è un avversario importante, è in salute ed è forte tecnicamente. Domani è una gara di grande presenza, energia, sia sul campo che fuori. Tutti insieme dobbiamo crederci”.

“I terzini devono spingere sempre. Poi ci sono delle attitudini strutturali, ma domani ci occorrerà sicuramente molta spinta sugli esterni e non solo. Tavares? Sta bene, oggi lavorerà con la squadra poi faremo una valutazione insieme per domani”.

“Il riposo di ieri? Abbiamo giocato tante partite. La squadra lunedì stava bene, era dispiaciuta perché pensava di meritare il derby. Ho deciso di farli staccare per fargli dare il massimo”.

Non voglio una squadra spensierata, la voglio concentratissima sulla prestazione. Devi pensare a ciò che devi fare a livello strategico, non devi pensare all’obiettivo finale. L’obiettivo lo raggiungi facendo la prestazione, occorre tutto e la buona sorte sta dentro l’energia, dentro e fuori dal campo. Ci occorrerà tanta energia, sia dalla squadra che dal pubblico”.

Zaccagni, mi ha detto che se la sente di fare i primi 80 minuti e domani ci sarà l’energia giusta. Abbiamo fatto un percorso e dobbiamo vivere questa partita. Noslin, Dele e Tchaouna? Sono i nostri giovani su cui si fonderà il futuro. Abbiamo bisogno di loro. Questa partita dobbiamo giocarla, viverla, sentirla, questo proprio ci serve”.

“Bodo diverso dall’andata? Gli è stata apparecchiata la partita, noi non dobbiamo avere alibi e pensare a noi. Loro faranno una grande partita, hanno tante energie e si conoscono da tanto tempo. Nel mezzo dobbiamo esserci noi e dovremo impattare forte sulla nostra prestazione”. 

“Le condizioni del campo in Norvegia? Non posso dare la responsabilità solo al campo perché sarei un ricercatore di alibi. Il Bodo gioca molto in velocità nella zona di rifinitura e dovremo togliere questo al loro attacco. Non decido io su quale terreno si può giocare, sicuramente porta un grande vantaggio alla squadra abituata a giocare su quella superficie”.