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APPROFONDIMENTI

Dal Napoli al Bayern, per la Lazio un mese di ferro e decisivo

Dal Napoli al Bayern Monacoun mese (e poco più) di ferro. Per la squadra di Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, sta per iniziare un vero e proprio tour de force in cui ci si giocherà gran parte della stagione. Dopo aver recuperato terreno in campionato nell’ultimo periodo, adesso i biancocelesti devono riuscire a non vanificare quanto di buono ottenuto, continuando su quella lunghezza d’onda e rilanciandosi in pianta stabile sul treno per l’Europa che conta. Sono 7 partite di campionato (di cui 6 contro avversarie attualmente nelle prime 10 posizioni di classifica) nel giro di 37 giorni, a cui vanno aggiunte pure le 2 con il Bayern Monaco degli ottavi di finale di Champions League, la prima all’Olimpico e la seconda all’Allianz Arena. Una media di un incontro ogni 4,1 giorni, un calendario intenso e senza sosta che dirà tanto, se non tutto, su ciò per cui lotterà la Lazio fino al termine della stagione.

Il mese di ferro inizia con il match all’Olimpico contro il Napoli del 28 gennaio, seguiranno le trasferte a Bergamo con l’Atalanta di Gasperini e in Sardegna con il Cagliari di Ranieri (rispettivamente il 4 e il 10 febbraio), per arrivare poi alla sfida nella Capitale contro i giganti del Bayern Monaco, nel primo dei due atti degli ottavi di finale di Champions League. Concluso questo mini-ciclo di fuoco, ne inizia subito dopo un altro, ancora più intenso e complicato. A inaugurarlo, il 18 febbraio, è l’incontro allo stadio Olimpico con il Bologna di Thiago Motta, sorpresa di questo campionato. Uno scontro diretto a tutti gli effetti, cui seguirà quattro giorni più tardi quello a Torino contro i granata guidati da Juric, storicamente avversario molto ostico da affrontare. Il 26 febbraio, a seguire, altra trasferta e altro confronto con una diretta concorrente: stavolta a Firenze, con la Fiorentina di Italiano attualmente al quarto posto in classifica. E il mese di marzo sarà inaugurato il 1° con un altro big match, da disputare a Roma con il Milan di Pioli terzo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la scalata di Sarri: equilibrio, convinzione delle proprie idee, gerarchie azzerate ed il supporto del club

Un girone intero per tornare in alto

Un girone intero per tornare in quota Champions, a meno 1 dalla Fiorentina. Sarri, calando il poker e battendo il Lecce, ha completato la rimonta. Non basta, non può bastare. Il rischio si trasformi in un’illusione è fondata su dati oggettivi: la spedizione a Riyad per la Supercoppa interrompe la rincorsa e produrrà, inevitabilmente, degli scompensi. La Lazio si ferma per calendario e alla ripresa del campionato affronterà il Napoli. Le distanze aumenteranno di nuovo, costringendo ancora i biancocelesti a rincorrere, ma 33 punti dopo 20 giornate sono un fatto assodato. E pongono Sarri nella condizione di giocarsi l’obiettivo principale della stagione, un piazzamento Champions, da qui alla fine di maggio. Non era un evento pronosticabile sino a quindici giorni fa. Dietro c’è un lavoro enorme, faticoso e silenzioso, portato avanti a Formello durante un autunno pieno di ostacoli. Non basta mettere in fila i successi con Lecce, Udinese, Frosinone ed Empoli, favoriti anche da un calendario meno duro. La Lazio ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia, eliminando la Roma nei quarti, e ha superato il girone di Champions (dopo aver fatto fuori Feyenoord e Celtic) centrando l’ingresso agli ottavi. Senza il gioco e una solida organizzazione tattica, non sarebbe stato possibile. Durante il cammino vittorie pesantissime su Atalanta, Fiorentina, Torino e Napoli confermavano lo spessore del gruppo, fiaccato dalla scarsa forma degli attaccanti e dalla cessione (pesantissima) di Milinkovic. Ai contestatori di Mau consigliamo di andare a contare i gol mancanti del serbo, di Luis Alberto, di Immobile, di Felipe e di Zaccagni per capire dove era nato il gap, tuttora esistente, con la stagione passata.

Sarri ha sopperito con la concretezza (6 vittorie di corto muso), l’energia di Guendouzi e Rovella, la ritrovata compattezza difensiva, vero segreto del secondo posto. Le difficoltà nello sviluppo degli ultimi 30 metri sono ancora presenti, ma la Lazio le sta affrontando con un altro spirito. E’ cambiato tutto dalla notte del 27 agosto, dopo il ko interno con il Genoa, seconda giornata, ultimo posto a quota zero punti ex aequo con Empoli e Sassuolo. Merito del tecnico, della società e del gruppo, capace di ritrovare motivazioni. L’equilibrio, nella parte bassa dalle classifica, ha fatto il resto: 7 sconfitte sono tante, ma sono le stesse partite perse da Napoli, Atalanta e Roma. Una in più della Fiorentina. Il Bologna ne ha perse solo 4, pareggiando molto più delle concorrenti. 

Mau si è ritirato su in quattro mosse. Si è persino adeguato, rovesciando antiche abitudini, smentendo quanti sostenevano non utilizzasse l’intero organico. Ha debuttato con Kamada, Guendouzi e Rovella sono diventati presto dei titolari, ha aggiunto Gila al pacchetto dei centrali, sta facendo sbocciare il talento di Castellanos e Isaksen. Dopo un anno di anticamera, nelle ultime partite ha scongelato anche Luca Pellegrini, integrando ogni nuovo acquisto. Una svolta nella gestione del gruppo allargato. E’ stato sorretto dalla cultura del lavoro e degli allenamenti, non ha mai sbandato o cambiato strada. Al cambio di modulo, per caratteristiche precise dei suoi giocatori e per come era stato allestito l’organico, non ha mai creduto. Non ritiene neppure che Luis Alberto possa agire da trequartista da 4-3-1-2 perché non ha il passo e la rapidità che occorrono. E una conversione di quel tipo metterebbe fuori causa Zaccagni, uno dei più forti. Sarri, rispetto ai primi due anni di gestione, non si sente più solo. E’ stato protetto e assistito dalla società. Una novità inusuale per chi conosce bene Formello e certe antiche consuetudini. Il vento è cambiato, altrimenti la Lazio e il tecnico non avrebbero resistito. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Scossa Sarri, Rovella ha tenuto in piedi la Lazio. A Riyad out solo il Taty” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il primo tempo con il Lecce è stato un calvario, sarebbe potuto terminare con la squadra ospite in vantaggio. Sicuramente, poi, Sarri avrà dato la scossa nell’intervallo, quella del secondo tempo è stata un’altra Lazio. L’ha giocata bene e vinta con la bella azione Rovella-Luis Alberto-Anderson. Poi l’ha gestita senza particolari affanni.

La palma del migliore in campo nel match di ieri la darei a Rovella. Ha tenuto in piedi la Lazio quando la squadra barcollava, ha giocato 90′ di altissimo livello. Spalletti lo sta valutando, lo sta seguendo da tempo, è alla ricerca di un regista per il futuro. Anche Anderson ha giocato bene, ma si è accesso nella ripresa. Lui è un giocatore nato per fare la differenza.

Per quanto riguarda gli infortunati, il Taty Castellanos ha bisogno di 15 giorni, anche se ieri Sarri ci ha illuso dicendo che potrebbero bastare dieci giorni. Io me l’aspetto in campo contro il Napoli. Vediamo l’evoluzione, credo che domani prima della partenza farà un altro esame. Ieri il responsabile sanitario ha mostrato ottimismo per Patric in ottica Supercoppa. Quindi, se tutto va bene, contro l’Inter dovrebbe essere assente solamente Castellanos.

Mi auguro che Isaksen non sia quello di ieri visto con il Lecce e che la sua involuzione di rendimento dipenda solo da una condizione non buona, dettata dal problema al ginocchio rimediato ultimamente”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, finalmente Vecino alla Champions. Sarri, scelte e cambi vincenti

Per la prima volta in questa stagione, la Lazio si porta a ridosso della zona Champions, lontana ormai solo 3 punti. Non era facile, soprattutto con il derby di Coppa dietro l’angolo. La partita l’ha risolta, di nuovo, Vecino. Lo specialista dei gol pesanti ha risolto una partita sporca, frammentata, con 38 falli fischiati e tante interruzioni. La Lazio è stata più concreta che bella: due tiri in porta, due gol.

La prima rete è stata messa a segno da una punizione di Luca Pellegrini, che poi ha corso per tutto il campo per andare a esultare sotto il settore ospiti il suo primo gol in Serie A. Nel secondo tempo il pareggio friulano è arrivato con Walace, con un colpo su punizione. I cambi hanno portato alla vittoria biancoceleste: il primo tempo hanno giocato Kamada e Isaksen (poi uscito per una botta), nel secondo Felipe Anderson e Vecino e proprio da loro due nasce la rete della vittoria.

Gazzetta dello Sport 

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Calori: “Lazio certamente in corsa Champions. Partenza di Milinkovic difficile da rimpiazzare” (AUDIO)

Alessandro Calori intervenuto a Radiosei

A Sei volte buongiorno è intervenuto Alessandro Calori che ha analizzato il cammino della Lazio in campionato e quello della Primavera. Di seguito alcune battute dell’ex giocatore dell’Udinese sulla Lazio. L’intervista completa la trovate qui in podcast.

“Uno dei motivi del rendimento altalenante della Lazio fin qui è dovuto al mancato apporto del bomber Ciro Immobile e dalla partenza di Milinkovic che non è facile da rimpiazzare. Il serbo portava più di 10 gol e di 10 assista stagione e quei numeri in qualche modo li devi rimpiazzare, Sono arrivati molti giocatori che però è normale debbano apprendere dettami tattici e movimenti. Piano piano si stanno inserendo ma bisogna dargli tempo. Per quanto riguarda Immobile, non è facile fare a meno dei numeri di un attaccante di quel livello. Il campionato non è finito e tolte Inter, Juventus e Milan, per il quarto ed eventualmente quinto posto, è lotta aperta anche perché la Lazio non ha nulla in meno di Napoli e Roma. Per quanto riguarda il Bologna e la Fiorentina bisogna vedere se sapranno confermarsi anche nel girone di ritorno o se avranno una flessione. Ma – ripeto – sono convinto che la Lazio sia perfettamente in lotta per un posto Champions”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Luis Alberto titolare ad Empoli, ora serve un segnale da parte sua”. Poi su Valeri e Marusic…

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“In vista della trasferta di domani contro l’Empoli, Sarri ha recuperato tutti i calciatori. Dovrà fare a meno solo di Lazzari squalificato. Credo sia possibile il rientro in campo di Luis Alberto da titolare. Lo spagnolo è molto stimato da Sarri, sa quanto ha dato ad inizio di stagione ed ora è lui che deve tornare a dare segnali importanti. E’ vero che, in vista della Coppa d’Asia, andrebbe sfruttato il più possibile ora Kamada, ma va detto che non è così scontata la convocazione da parte del Giappone visto il suo momento.

Valeri spera di andare alla Lazio a giugno a scadenza di contratto, c’è stato un incontro con il club biancoceleste da parte del suo entourage tempo fa. Quello è stato un chiaro avvicinamento. La Lazio ha intenzione di bloccarlo per poi capire se utilizzarlo o mandarlo a giocare in prestito. Anche in quel settore del campo ci saranno dei cambiamenti e dei movimenti. Al di là dell’errore con l’Inter, credo che il ciclo di Marusic sia finito. Questo nonostante il lungo contratto che ancora lo lega alla Lazio, ma penso che dipenderà dalle proposte che arriveranno. Mi sembra che Fabiani sia determinato a fine anno a ringiovanire la rosa”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Venturin: “Lazio viva e con Sarri, il problema riguarda alcuni singoli. Bayern? Meglio non pensarci…” (AUDIO)

GIORGIO VENTURIN in collegamento a ‘NMM’!

“Contro l’Inter ho visto una squadra viva, assolutamente in linea con quello che gli richiede il suo allenatore. Vedendola giocare non credo che siamo arrivati assolutamente al punto di dover mettere in discussione questa gestione tecnica. Ho davvero apprezzato la prestazione, la Lazio non è stata solo dentro la partita ma ha provato a farla. C’è rammarico perché un errore individuale ha condizionato tutto ed ha permesso all’Inter anche di giocare la gara che tatticamente preferisce. E’ stata una partita che concede la speranza che le cose possano cambiare davvero, ma è evidente che bisogna ritrovare quell’efficacia offensiva necessaria per vincere le partite. Ho la sensazione che sia davvero una questione di singoli, di calciatori che non riescono ad incidere. Sono gli attaccanti che alla fine ti devono permettere di vincere le partite.

Ora la Lazio, vista la situazione in classifica, deve ragionare gara dopo gara, senza pensare alla corsa Champions o al calendario. Deve solo ribadire quanto fatto con l’Inter. Empoli, da questo punto di vista sarà uno spartiacque. Il Bayern Monaco? Mancano oltre due mesi, meglio non pensarci e concentrarsi sul campionato (ride,ndr)”.

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DICHIARAZIONI

Patric pensa positivo: “Bayern un sogno e c’è tempo per risalire in campionato”

Patric a Lazio Style Channel durante la cena di Natale 2023 S.S.Lazio: “Un bilancio del 2023? Lo scorso anno abbiamo fatto un grandissimo campionato. Quello attuale purtroppo non è iniziato bene ma abbiamo comunque raggiunto un traguardo fondamentale come gli ottavi di Champions League.

Giocare contro il Bayern Monaco è il sogno di ogni bambino. Per noi e per i tifosi sarà una partita importante. In Serie A non stiamo andando bene ma ora sono sicuro che giocando meno gare ravvicinate riusciremo a risalire. Ho tanta fiducia in questa squadra.

A livello personale sono felice di poter dare il mio contributo alla Lazio e spero di rimanere tanti anni in biancoceleste. Nella vita le cose più importanti sono la salute, l’umiltà e la famiglia e il Natale è speciale perché regala sempre l’occasione per stare insieme”.

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CHAMPIONS LEAGUE

Lazio-Bayern, numeri e curiosità

o La Lazio ha perso entrambi i precedenti disputati contro il Bayern Monaco, negli ottavi di finale della Champions League 2020/21.

o Il bilancio della Lazio contro avversarie tedesche in Europa è in equilibrio, grazie a sette vittorie, quattro pareggi e sette sconfitte

o Il Bayern Monaco è imbattuto nelle ultime 12 partite contro squadre italiane in competizioni europee (10V, 2N), con l’ultima sconfitta risalente al marzo 2011 contro l’Inter.

o Il Bayern Monaco ha passato il turno nelle ultime due occasioni in cui ha affrontato avversarie italiane negli ottavi di finale di Champions League: nel 2020/21 contro la Lazio e nel 2015/16 contro la Juventus.

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CHAMPIONS LEAGUE

Focus Bayern Monaco: uragano Kane e la corazzata di Tuchel

Analizziamo l’avversaria della Lazio agli ottavi di Champions

La Lazio incontra per la seconda volta consecutiva il Bayern agli ottavi di Champions. La squadra tedesca ha vinto il girone eliminando il Manchester United, il Galatasaray (retrocesso in Europa League) e relegando al secondo posto il Copenhagen.

Nel girone per i bavaeresi cinque vittorie e un pareggio in casa contro i danesi, con 12 gol fatti, ma ben 6 subiti.

In Bundesliga il Bayern è secondo con 35 punti, 4 in meno del Leverkusen capolista che però ha una partita in più, con 47 gol fatti e 14 subiti.

Forse pleonastico nominare i punti di forza dei Bavaresi: Kane (capocannoniere in Bundes con 18 gol oltre a 4 gol in Champions), Sane, Musiala, Muller, Kim, Neuer e tanti altri.

Alessio Buzzanca