Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, provvedimenti disciplinari per Nuno Tavares? Fabiani fa chiarezza

Il direttore sportivo della Lazio chiarisce la situazione legata al portoghese.

Un errore grave che ha gravato sul derby: Nuno Tavares è stato sostituito all’intervallo e in queste ore è finito “sotto accusa” per la leggerezza commessa nella stracittadina.

Tuttavia, terminato il nervosismo per la sentita gara, non ci saranno provvedimenti per il portoghese, accusato in queste ore di aver lasciato in anticipo l’Olimpico.

Come riporta il Messaggero, il direttore sportivo Angelo Fabiani è intervenuto sull’accaduto per fare chiarezza: “Non è andato via dallo stadio. Alla fine era ovviamente arrabbiato e deluso, come tutti. Non ci sarà nessuna multa per un errore tecnico che può commettere chiunque in campo”.

Nessun provvedimento disciplinare dunque e quindi niente multa. Ora resta solo da vedere se Sarri lo sceglierà titolare lunedì a Genova.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Derby indecifrabile, c’è un 1% in più di paura per la Lazio. Zaccagni-Soulé…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Una società si acquista e si vende meglio nei momenti in cui le cose non vanno bene. I fondi non hanno un volto, ci sono dei gestori dello stesso ma non si sa mai di chi è.

Quello di domenica sarà un derby in cui Lazio e Roma scenderanno in campo prima per non perdere e poi per vincere. Può essere definito il derby della paura, con un 1% di timore in più per la Lazio per tutta la situazione ambientale che la circonda. Come tutti i derby è indecifrabile, non mi aspetto una gara con grandi e tante emozioni. In questo momento entrambi difendono bene e segnano poco. Hanno trovato una cerca solidità in fase difensiva, ma stentano in avanti.

Senza Dybala, è probabile che l’uomo più da attenzionare della Roma sia Soulè. Per quanto concerne la Lazio, è Zaccagni l’uomo con maggior spunto e esperienza per mettere in difficoltà la Roma”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ha chiesto pazienza anche a se stesso. Carenze mezzala e ala destra abbassano il livello” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il concetto espresso da Sarri sulla difficoltà della stagione si ripete ed è effettivamento molto coerente. Non è stato possibile migliorare ed adattare la squadra e quelli di oggi non sono tutti quelli che lui ha già allenato in passato. Un terzino, una mezzala ed un’ala destra in più erano i suoi obiettivi di mercato. Ha chiesto pazienza all’ambiente ma anche a se stesso. Ieri aveva un tono diverso rispetto alla rabbia del post Sassuolo. In tal senso mi è piaciuto molto, perchè ha fatto e detto quello che doveva dire e fare nella settimana che porta al derby.

Ieri Sarri ribadiva che serve maggiore iniziativa e coraggio negli ultimi 30 metri per aumentare il livello di pericolosità della fase offensiva. Ed ovviamente il riferimento è proprio ai quei ruoli che sono deputati per ottenre questo. La mezzala sinistra e l’ala destra. Mi chiedo come sia possibile che Noslin non dia segnali di maggior intraprendenza rispetto a questo Cancellieri. Poi, è chiaro, che il ridimensionamento tecnico è la premessa di tutto. E’ nei fatti essere passati da Luis Alberto, Anderson a questi giocatori. Aggrapparsi a Noslin non è normale, è ovvio che i ragionamenti di cambiamento si fanno sul materiale umano che c’è oggi. A Pedro non puoi chiedere di fare un lavoro sfiancante ed è ormai inutile parlare di cambio di modulo.

Al netto di questi difetti tecnici, la Lazio aveva il dovere di giocare una gara diversa contro un modesto Sassuolo. Va tenuto conto anche dello scarto di intensità ed atteggiamento da parte di giocatori che c’è stato rispetto al match con il Verona. In senso generale, anche io sono rassegnato all’idea di un ruolo marginale in questa stagione se non si migliora in quei due ruoli fondamentali. Se Vecino non gioca, Dele-Bashiru è questo qui, Cancellieri è questo qui e Isaksen non torna al meglio è dura”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Disfacimento tecnico con responsabilità che vanno attribuite a Lotito e Fabiani” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Disfacimento tecnico con responsabilità che vanno attribuite a Lotito e Fabiani. In tre gare il presidente non c’è stato mai, chissà se domenica sarà in tribuna. In più chiedo a lui se è ancora convinto di non dover chiedere scusa ai tifosi; agli abbonati e a quelli che erano a Reggio Emilia che da oltre 20 anni lo finanziano. Al ds invece vorrei chiedere se ci sono altre favole da raccontarci; ha detto che se fallisce se ne va, credo sia giunto il momento di preparare la valigia. Intanto Lotito trova il tempo per andare a vedere i lavori del centro sportivo di Rimini e non trova il tempo di andare a vedere la Lazio?

Gara equilibrata tra due squadre che dal punto di vista del potenziale tecnico sono più o meno sullo stesso livello. Cancellieri è stato rispedito al mittente ed è titolare, Dele-Bashiru non si sa che giocatore è, lo stesso Cataldi, molto attaccato alla maglia, ha girato diverse squadre e qui fa quasi il titolare”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, colpe società un alibi per i giocatori. E il club continua a non protestare per i torti arbitrali…”. Poi su Sarri “furibondo”… (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Quella di ieri è stata una sconfitta gravissima ed inaspettata. Se perdi contro questo Sassuolo, la situazione è davvero pesante, un aggravante rispetto a quanto accaduto nella prima giornata con il Como. La Lazio ha perso contro una squadra modesta che lotterà per salvarsi. E’ impossibile non essere preoccupati. Credo che continuando a dare esclusivamente la colpa alla società, si rischia di creare un alibi fortissimo alla squadra. Ma stiamo vedendo come scendono in campo questi giocatori?

Se la Lazio ed il Sassuolo avessero lo stesso livello tecnico non saremmo così arrabbiati. Nonostante Cancellieri e Dele-Bashiru, l’ala destra e la mezzala sinistra, i due punti deboli della squadra, non si può sostenere questa tesi.

Responsabilità di Sarri? A me preoccupa più il suo atteggiamento che la questione tattica. Ieri era molto arrabbiato dopo la partita. Era furibondo e se ne è andato. Prendo atto della versione ufficiale del club, ma lui è andato via in macchina insieme a Fabiani. Un salto a casa l’avrà fatto, ma era soprattutto per sbollire la rabbia. Vorrei che lui per primo ci credesse in questa squadra. Lui ha fatto un grande gesto nell’accettare la situazione, ora è importante che sia lui il primo a caricare e spronare.

Poi, anche ieri, c’è la questione arbitrale che andrebbe analizzata. Non c’erano proprio i presupposti per cancellare quel cartellino rosso. L’intervento del calciatore del Sassuolo su Rovella era con il piede a martello. Non c’era nessun motivo per portare il Var ad intervenire per rettificare la decisione di Tremolada. Se dal club si continua a sostenere che non ci sono proteste formali per non dare alibi ai giocatori le cose non cambieranno mai”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani: “Mercato gennaio? Si può fare con entrate ed uscite”

A pochi passi da Sassuolo-Lazio è intervenuto ai microfoni di Dazn il Ds Angelo Fabiani per presentare la sfida: “Dele-Bashiru? Lo stiamo aspettando ha fatto lo scorso anno ottime cose, tutte queste ore di viaggio non aiutano se il mister ha dato questa fiducia è perché ha valutato tutte le condizioni. Il mercato non dorme mai, a gennaio faremo delle valutazioni, laddove dovessimo ravvisare o il mister ci darà delle indicazioni faremo un mercato adeguato alle esigenze del squadra. Si farà mercato? Si possono fare entrate e uscite è fuori discussione.

Guendouzi? Lui è un leader anche a casa sua, figuriamoci in campo o nello spogliatoio, non gli va mai di perdere neanche con i figli, figurati nel suo mestiere”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri realista sugli obiettivi. Senza Europa il fallimento sarebbe della società…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi ha colpito molto quella frase di Sarri in cui ha fatto riferimento alla necessità di creare uno zoccolo duro di 7-8 giocatori per evitare di dover poi intervenire molto sul mercato. Lui sta lavorando per creare una base di competitività solida attraverso il miglioramento di alcuni elementi. Questo è lo scopo, l’obiettivo che si è prefissato mediante il lavoro in campo. Questo secondo me è uno dei passaggi più importanti, anche perchè guarda al futuro. Lui parla della squadra titolare, poi sono discorsi che puoi fare a settembre. Ci sono tante variabili, per esempio quello riguardante il rinnovo di Mario Gila. Se non dovesse arrivare è evidente che saresti chiamato a cederlo per non perderlo a zero nel 2027.

Logico quello che ha detto Sarri anche sul fronte degli obiettivi. In questo contesto e con queste difficoltà, è giusto che il club non chieda espressamente a Sarri di tornare in Europa. Serve anche realismo. Alla gente non interessa nulla dei programmi triennali, vuole cercare di ottenere il massimo adesso dalla squadra. Altro discorso, però, è quello che con buon senso viene prospettato all’allenatore in virtù di dati oggettivi.

Oggi Sarri rende pubblico il fatto che quello che prima per la Lazio era un obiettivo scontato ora è complicato? Lui ha detto che questo primo anno è quello con maggiori difficoltà. E’ evidente che, dopo aver scoperto del blocco totale del mercato, gli è stato progettato questo percorso. Poi, onestamente, non mi è piaciuto quando ha minimizzato quanto accaduto lo scorso anno. Il settimo posto della scorsa stagione ha bisogno di un’analisi profonda che chiama in causa anche alcune situazioni arbitrali. Lui vuole, come è normale, valorizzare il suo lavoro rispetto alle cose buone dell’anno scorso. Liquidare tutto parlando solo di energie che sono venute meno non mi sembra generoso.

Detto questo, se la Lazio non non dovesse tornare in Europa neanche quest’anno io non parlerei di fallimento di Sarri, ma della società. Lui avrà fatto comunque il possibile con un club non lo ha messo in condizione di non tornare in Europa”.

Categorie
CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, neanche i tagli per abbassare i costi: il flop dell’estate è completo

Il mercato in uscita della Lazio non ha svoltato. Se quello in entrata è bloccato forzatamente, per le ormai ben note ragioni, quello in uscita invece lo è perché non si riescono a piazzare gli esuberi. A conclusione di questa sessione estiva di calciomercato, tutto è rimasto fermo.

Il mercato si è chiuso e la Lazio non ha piazzato i suoi esuberi. Kamenovic, Fares e Basic restano a Formello, Gigot non è stato venduto per i noti problemi fisici e gli ingaggi sono rimasti tutti sul groppone della Lazio. Come titola il Corriere dello Sport questa mattina, è rimasta a Sarri una “Lazio senza tagli”. Piazzare gli esuberi voleva dire alleggerire il monte ingaggi, togliere dalle voci di spesa tre calciatori che sono fuori dal progetto di Maurizio Sarri.

Tutto ciò non è avvenuto, le difficoltà sono state moltissime e il Ds Fabiani non è riuscito a piazzare nessuno di questi calciatori sul mercato. Cosa resterà di questa estate biancoceleste, allora? Certamente i 29mila e passa abbonati, attestato di amore incondizionato verso una squadra che ha vissuto forse una delle estati più brutte della sua storia. Poi il ritorno di Maurizio Sarri, autentico trascinatore di un popolo in cerca di un condottiero vero.

Infine resta l’amarezza. Resta l’amarezza di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato, di un mercato bloccato, di una squadra non rigenerata e non costruita su misura del suo allenatore. Restano le polemiche, le contestazioni, le proteste. Resta la sconfitta di Como, ma anche il meraviglioso 4-0 contro il Verona. Resta tutto e il suo contrario; resta l’amore di un popolo che non si vuole arrendere, mai.

Categorie
CALCIOMERCATO

Fabiani prova a sfoltire la Lazio: nuova pista per un difensore

Con il mercato bloccato in entrata, Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, prova a sfoltire la rosa in vista della sessione di gennaio. Come noto, dal 1 settembre l’unico indice da rispettare sarà quello del costo del lavoro allargato. Laddove il parametro restasse alto, i biancocelesti potrebbero agire solo col mercato a costo zero.

Proprio per abbassare il costo del personale, leggi monte ingaggi ed eventuali commissioni, il ds Fabiani ha scelto di cedere Gigot. L’ex OM, di fatto, è fuori dai piani tecnici e anche contro il Verona è stato escluso dalla lista presentata in Lega Calcio.

Secondo la Repubblica, sul centrale classe 1993, sarebbe forte l’interesse del Siviglia. La Lazio ha riscattato il giocatore per una cifra vicina ai 4 milioni, logico pensare che la cifra richiesta per cedere Gigot sia almeno pari a quella iscritta a bilancio, questo per non incorrere in una minusvalennza.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, lo sponsor per mercato futuro e rinnovi: anche Fabiani in scadenza a giugno. Lotito chiede l’anticipo…

In casa Lazio diverse situazioni sono da sistemare, a partire dallo sponsor su cui il presidente sta lavorando.

Visto il mercato bloccato, il focus di Claudio Lotito quest’estate è stato sul Flaminio e sullo sponsor. In attesa di sviluppi sulla questione stadio, la faccenda sponsor sembra stia prendendo la giusta direzione.

Come riporta Il Messaggero, il presidente sta lavorando per risanare senza uscite il costo del lavoro allargato e avere il via libera totale agli acquisti di gennaio: «Stiamo lavorando ancora per un main sponsor – conferma il responsabile marketing, Canigiani – ma difficilmente faremo in tempo per la gara col Verona. La trattativa continua e speriamo in un esito positivo».

L’affare, si legge, è in chiusura per 5 milioni a stagione (ma l’obiettivo è un anticipo per il prossimo quadriennio), introiti che permetterebbero al patron di affrontare anche i rinnovi congelati (in primis Romagnoli e Gila) dentro Formello. Anche i contratti dei dirigenti al momento non possono essere trattati e il ds Fabiani è in scadenza a giugno.