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‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mirra: “Col Bologna serve continuità di prestazione. Partirei con Noslin poi Pedro nel finale, ecco perché…” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Abbiamo notato quanto sia importante l’aspetto emozionale, emotivo, delle squadre: in una gara, quella contro il Milan, che senza tifosi aveva il risultato abbastanza scritto, la loro assenza ha ribaltato il pronostico. Spero qualcuno prenda coscienza di questo, di quanta spinta possono dare.

Bologna-Lazio è una sfida tra due squadre che non hanno nulla da chiedere, se non continuità in vista dei rispettivi impegni di Coppa.

La spinta emotiva contro i rossoneri ha fatto al differenza, ognuno ha dato più del 100%; domani mi aspetto una Lazio in grado di continuare sulla falsa riga di domenica, deve continuare a fare la prestazione. Anche se arrivasse la sconfitta, sarebbe comunque importante la prova. Un risultato positivo poi ovviamente farebbe bene anche al morale.

La partita di Patric, così come quella degli altri, è stata più che sufficiente; senza Cataldi è giusto dargli fiducia, vista anche la duttilità che sta dimostrando. Considerando l’andamento di Roma-Bologna e l’intensità della sfida, domani farei giocare Noslin titolare e poi l’ultima mezz’ora, o comunque nel secondo tempo, sfrutterei le straordinarie capacità di Pedro contro una squadra che nel finale potrebbe accusare un po’ di stanchezza”.

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Lazio, vietato mollare: quanti gol nel finale di gara

La Lazio non si arrende: ecco i numeri del finale di gara dei biancocelesti.

Salvi sporadici passi falsi, tenacia e feroce ostinazione a non capitolare hanno prevalso sulla forza dei plurimi (potenziali) alibi, trovando plateali conferme nei numeri. Dodici dei 33 gol stagionali della Lazio (più di un terzo) sono arrivati, riporta Il Messaggero, dal 79’ in poi (a marzo 2025 erano 16), portando in dote 11 punti dai finali, come nell’era Baroni. Senza, i biancocelesti sarebbero al 15° posto, in piena zona rossa.

Dal 2-1 di Pedro all’Empoli ai recenti rigori di Cataldi con Torino e Genoa, dal sigillo di Marusic a Lecce al 2-1 del montenegrino al Sassuolo, dal 2-2 di Dia al Napoli fino all’autogol di Nelsson propiziato a Verona da Lazzari: un anno dopo, la Lazio è ancora restia alla resa prima del triplice fischio, e spesso ringrazia i senatori.

Ad aggiungersi, conclude il quotidiano, sono i gol in extremis di coppa di Zaccagni (al Milan) e Dia (all’Atalanta). I 6 punti ottenuti dalle altrettante reti siglate nel recupero (come la Juve) sono secondi nel continente solo alle 7 di Liverpool, Brentford, Celta Vigo e Colonia e alle 8 di Arsenal e Lilla.

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Lazio, il piano di Sarri per il finale di stagione: motivazioni e gestione

Un campionato da onorare ed una Coppa Italia da giocarsi: la Lazio si prepara al finale di stagione.

Nella lista dei forfait, lunghissima fin dalla scorsa estate, è rimasto solamente Rovella oltre al lungodegente Gigot, mai preso realmente in considerazione dal tecnico. Si può scegliere, si può ruotare. Si possono ricevere, sottolinea il Corriere dello Sport, risposte di spessore da parte di quei giocatori che finora hanno deluso. Dia, finalmente, contro l’Atalanta ha dato la prima risposta di livello della sua stagione. Che succeda lo stesso per gli altri dal rendimento spento fino a questo momento. In campionato non c’è una classifica da scalare, gli unici spiragli europei passano per la Coppa Italia, attraverso la Serie A si devono comunque tenere alte le motivazioni per non perdere l’attitudine e la concentrazione ritrovate nella sfi da di mercoledì sera. Tutta un’altra prestazione rispetto alla trasferta di Torino.

La squadra, si legge, ha effettuato ieri mattina la seduta di scarico a Formello, per oggi è stata concessa una giornata di riposo, domani (ore 15.30) e domenica (ore 16) i due allenamenti per preparare il monday night con il Sassuolo. Il posticipo permette un programma blando. Nel weekend, con tutta calma, Sarri potrà calcolare le fatiche accumulate negli ultimi impegni, se ci sarà o meno il bisogno di risparmiare qualche pedina per non rischiare problemi fisici. Vanno scongiurati in questa fase senza pressioni di risultati o rincorse. Le mosse per lunedì inizieranno a delinearsi tra 24 ore quando scatteranno le prove tattiche.

Basic, conclude il quotidiano, è atteso a breve in gruppo, si era fermato contro la Juventus per un guaio agli adduttori, ha rinviato già due volte il ritorno tra i convocati. A quel punto rimarrebbe fuori soltanto Rovella, bloccato dall’operazione per la frattura della clavicola destra rimediata a Cagliari. I tempi di rientro non sono brevi (circa due mesi), potrebbe aver chiuso in anticipo la stagione.

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Lazio, Basic tra rinnovo e saluti: finale di stagione per scrivere il futuro

Prima fuori rosa, poi titolare inamovibile e ora un futuro da scrivere: le ultime sul croato.

Basic si gioca tutto adesso. I prossimi mesi, evidenzia il Corriere dello Sport, saranno decisivi per il futuro del centrocampista croato e per il suo rapporto con la Lazio. Il rinnovo, che solo qualche settimana fa sembrava cosa fatta, oggi è improvvisamente finito in stand-by. Non per una retromarcia del giocatore, anzi. Era stato lo stesso Toma a chiarire la situazione dopo la vittoria contro il Genoa: «Rinnovo? Io ho accettato l’off erta della Lazio, dopo non è successo nulla. Solo questo posso dire». Una frase che raccontava già molto.


L’accordo, si legge, era pronto: prolungamento fino al 2030, ingaggio da circa 2 milioni a stagione. Un segnale di fiducia che Sarri aveva fortemente sponsorizzato, convinto che blindare Basic fosse anche un modo per responsabilizzarlo e proteggerlo in una fase delicata della stagione. Poi qualcosa si è inceppato. Il croato nel momento in cui ha ricevuto la proposta si è preso legittimamente del tempo per valutare, la società ha preso atto e ha cambiato linea, decidendo
di congelare tutto e rimandare ogni discorso a fi ne campionato: «Lui e Marusic – ha spiegato ieri il ds Fabiani – sono stati convocati dal sottoscritto. Adam ha accettato e fi rmato seduta stante il rinnovo, il secondo ha preso un po’ di giorni per valutare le condizioni. Nel frattempo si prendono anche altri impegni, per cui si è andati avanti con altri. Per me non è un problema arrivare a fine stagione a parlarne come accaduto per Pedro o Vecino la scorsa stagione. Quando sarà il momento, in base alle esigenze tecniche, vedremo se sarà nelle condizioni di rinnovare con la Lazio o meno. Quando parlo di esigenze, parlo di una visione totale di numeri. E adesso mi sembra stia giocando con continuità». Tradotto: Basic dovrà guadagnarsi il rinnovo prestazione dopo prestazione.


Tutto è quindi di nuovo in gioco perché, conclude il quotidiano, da questo momento il giocatore è libero di firmare a parametro zero con chiunque. Le sirene non mancano. In Spagna si è mosso il Betis, in Francia e in Germania diversi club hanno chiesto informazioni. Tutti scenari che Toma conosce bene, così come conosce l’importanza di questi mesi. Sarri, dal canto suo, continua a puntare su di lui, convinto che possa essere una pedina centrale nel nuovo equilibrio del centrocampo.

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Lazio, finale senza acuti e con due svincolati prenotati per l’estate…

Mercato chiuso: il bilancio in casa biancoceleste.

Il mercato si è chiuso senza sussulti in casa Lazio. Nessun botto di finale. Anzi, stavolta nemmeno l’attesa spasmodica dell’ultimo giorno o la beffa dell’affare sfumato sul gong. L’illusione Frattesi, riporta Il Messaggero, svanisce alla prima offerta (reale, confermata dall’agente Riso) della scorsa settimana da 25 milioni, respinta dall’Inter, che non avrebbe comunque ceduto il centrocampista (nemmeno al Nottingham) senza avere il sostituto Jones dal Liverpool.

Ieri, si legge, non c’è stato alcun rilancio per Davide, e Fabiani ha pure rinunciato ad altri tentativi per Dahl o Dzodic, giovani alternativi dopo i rifiuti di Timber e Toth. Non c’è un’altra mezz’ala in aggiunta, restano Belahyane (no al Verona) e Dele-Bashiru (no al Bournemouth). La Lazio chiude la finestra di gennaio con cinque acquisti più altri due per giugno. Il 29enne Pedraza ha già siglato un biennale sino al 2028: il terzino arriverà a fine stagione dal Villarreal a parametro zero. Non c’è stato modo di anticiparne lo sbarco, motivo per il quale la Lazio ha deciso di trattenere Tavares, nonostante il rilancio del Besiktas (13 milioni per l’obbligo di riscatto). In realtà, il mercato turco chiuderà il 6 febbraio, ma Sarri ha bisogno di Nuno domenica 8 allo Juventus Stadium (Pellegrini è squalificato). Dopo la permanenza momentanea di Romagnoli, anche l’affare Diogo Leite è solo rimandato: Fabiani attende ulteriori lumi sull’ultimo infortunio, prima d’ingaggiare a giugno il difensore 27enne, svincolato dall’Union Berlino.

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‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Caro presidente, non vuoi primeggiare: questa situazione è stancante. Col Como una finale” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il Como è una squadra che quando scende in campo sai che partita vedrai, come gioca, che principi e filosofia di gioco ha. Hanno anche tanti difetti, secondo me. Bisogna sentirla molto questa gara, deve essere una finale per tante motivazioni: questa sfida può valorizzare le qualità della Lazio e vincere potrebbe dare tanto in questo ambiente che è giù di morale.

Caro presidente, non vuoi primeggiare. Ok prendere i giocatori che possono essere utili ma serve anche chi ti valorizza il resto. La strategia qui è prendere giocatori da valorizzare ma questo non si può fare alla Lazio. Questa società ha ragionato così per tanti anni. Da altre parte vanno a prendere profili utili. Sono stanco, parliamo della partita che è meglio.

Questa gara la sento molto, è una finale che può darti tanto; è un esame veramente importante”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio-Cremonese è una finale. L’assenza di Basic è pesante. E su Pedro…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“A maggior ragione se ci saranno ulteriori defezioni, sarà fondamentale la prestazione di Sarri. Credo che Sarri gli abbia parlato, io fossi l’allenatore gli farei capire che effettivamente mi affido a lui, alle sue giocate, alla sua esperienza.

Lazio-Cremonese, è una finale. Per me queste due partite, quella di domani e quella di Udine, ti condizionano il resto del campionato. Può dare tante risposte questa gara, per la continuità, per compattare ancora il gruppo, per gestire un’altra emergenza.

Quella di Basic è una perdita importante, da quando è entrato ha fatto girare bene la macchina; ha interpretato bene il ruolo, a differenza di Dele-Bashiru. Ha messo dentro qualcosa che allo spartito di Sarri mancava.”.

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Lazio, Zaccagni sogna il gran finale: al capitano serve una doppietta per eguagliare il suo miglior bottino

La vittoria all’Olimpico manca dal 9 febbraio e capitan Zaccagni punta a finire bene la stagione davanti al suo pubblico.

Vincere contro il Lecce per poter sperare nei passi falsi di Juventus e Roma: questo deve fare la Lazio per puntare all’Europa (al momento è in Conference League, ma non matematicamente).

Per chiudere al meglio la stagione serve sicuramente l’apporto alla causa di capitan Zaccagni, assente domenica a San Siro per squalifica. Contro il Lecce tornerà chiaramente titolare: come evidenzia Il Messaggero, il numero 10 laziale a San Siro il 2 marzo scorso aveva trovato l’ultima rete prima del rigore di Pedro. Da allora, dieci giornate di buio assoluto: zero assist, oltre l’astinenza di gol. In questa Serie A, Zaccagni ha collezionato 8 centri, ne servono altri due per andare in doppia cifra ed eguagliare il suo miglior bottino. Aveva iniziato col turbo il 2025, segnando a Verona e Cagliari, in Europa League alla Real Sociedad, e poi trafiggendo il Diavolo. Per ritrovare il suo ultimo timbro casalingo in campionato, bisogna però tornare sei mesi indietro, ancora al 24 novembre, ironia della sorte, alla penultima vittoria della Lazio all’Olimpico nel big match contro il Bologna (3-0).

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Lazio, volata e le alternative a centrocampo: Vecino, Dele e Belahyane pronti

Tre finali da giocare con la speranza di centrare un posto utile per la prossima Champions League: Baroni studia tutte le mosse utili.

Sabato all’Olimpico arriverà la Juventus, poi si andrà a San Siro a giocare contro l’Inter e si chiuderà la stagione a Roma con il Lecce. Tre sfide importanti per la Lazio, soprattutto la prima che sarà utile per aggiudicarsi lo scontro diretto con i bianconeri che sono a pari punti in classifica.

Baroni studia le mosse possibili, con un’attenzione particolare ai cartellini che gravano sui calciatori. A centrocampo, per esempio, è impensabile partire senza Rovella e Guendouzi, ma l’ex Monza è in diffida. Loro due sono imprescindibili, ma potrebbero essere dosati per rifiatare o per prevenire possibili squalifiche.

Sulla base di questo il Corriere dello Sport mette il focus sulle alternative: Vecino, Dele-Bashiru e Belahyane, che potrebbero rivelarsi utili anche grazie alle loro caratteristiche differenti. I primi due, potrebbero giocare anche insieme a Rovella e Guendouzi, agendo sulla trequarti nel caso in cui Baroni optasse per un 4-2-3-1 più conservativo. Belahyane, invece, dalla sua parte ha la qualità nel fraseggio, nella gestione del pallone.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Con la Juventus sarà una finale, ecco a cosa dovrà stare attenta la Lazio” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Contro la Juventus farei attenzione all’inizio, perché andranno a mille subito e poi caleranno.

Testa, coraggio, entusiasmo: sono questi gli elementi che contano nel finale di stagione.

Se fai la prestazione di Empoli con la Juventus perdi, però va bene anche questa Lazio qui, perché vincere era importantissimo. Contro i bianconeri servirà la prova perfetta. Questa è la partita della partita, è da dentro o fuori, è una finale.

Se Baroni ha messo Marusic davanti è perché in questo momento preferisce fisicità davanti e contro la Juve questa soluzione potrebbe farti gestire meglio, per poi dare spazio durante la partita agli attaccanti che possono determinare la gara.

Sette punti bastano per la Champions, a mio avviso; tutto sta a farne 3 con la Juventus”.