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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mazza: “Mancata sintonia con i tifosi? Un fallimento della società. Lotito non amava Peruzzi neanche prima…” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lazio indecifrabile. Quella vista a Como era troppo brutta per essere vera, col Verona la gara si è messa subito bene. A Como più che la sconfitta ha fatto male Sarri, le sue parole, era come se prendesse le distanze. Ora quale atteggiamento prevarrà nel mister e nei giocatori dopo il Verona? Per una squadra che balbetta vincere il derby diventerebbe un trampolino, altrimenti ci sarebbero cose non belle.

A noi quest’estate hanno tolto il giocattolo del calciomercato e questo ferisce; è quello che piace al tifoso, che fa sognare. Ma allo stesso tempo c’è da dire che se una cosa funziona bene da noi sono i tifosi, sono una certezza e lo abbiamo visto anche dopo Como.

Sono 21 anni che c’è questa gestione societaria, è possibile che non si sia potuta o voluta creare una sintonia con il popolo laziale? Questo è un problema. Dopo quest’estate e dopo Como, i tifosi hanno dimostrato che sono l’unica certezza e la base da cui ripartire. Se non si è creata la sintonia con loro è un fallimento. Si finisce per dividere un ambiente che dovrebbe essere unito e compatto.

Il presidente non amava Peruzzi neanche prima di ingaggiarlo perché troppo dell’ambiente, troppo romano, troppo laziale. E le persone così non sono gradite. Angelo è una persona sincera, di mediazione, non cerca i riflettori ma evidentemente il suo peso specifico era notevole”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, neanche i tagli per abbassare i costi: il flop dell’estate è completo

Il mercato in uscita della Lazio non ha svoltato. Se quello in entrata è bloccato forzatamente, per le ormai ben note ragioni, quello in uscita invece lo è perché non si riescono a piazzare gli esuberi. A conclusione di questa sessione estiva di calciomercato, tutto è rimasto fermo.

Il mercato si è chiuso e la Lazio non ha piazzato i suoi esuberi. Kamenovic, Fares e Basic restano a Formello, Gigot non è stato venduto per i noti problemi fisici e gli ingaggi sono rimasti tutti sul groppone della Lazio. Come titola il Corriere dello Sport questa mattina, è rimasta a Sarri una “Lazio senza tagli”. Piazzare gli esuberi voleva dire alleggerire il monte ingaggi, togliere dalle voci di spesa tre calciatori che sono fuori dal progetto di Maurizio Sarri.

Tutto ciò non è avvenuto, le difficoltà sono state moltissime e il Ds Fabiani non è riuscito a piazzare nessuno di questi calciatori sul mercato. Cosa resterà di questa estate biancoceleste, allora? Certamente i 29mila e passa abbonati, attestato di amore incondizionato verso una squadra che ha vissuto forse una delle estati più brutte della sua storia. Poi il ritorno di Maurizio Sarri, autentico trascinatore di un popolo in cerca di un condottiero vero.

Infine resta l’amarezza. Resta l’amarezza di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato, di un mercato bloccato, di una squadra non rigenerata e non costruita su misura del suo allenatore. Restano le polemiche, le contestazioni, le proteste. Resta la sconfitta di Como, ma anche il meraviglioso 4-0 contro il Verona. Resta tutto e il suo contrario; resta l’amore di un popolo che non si vuole arrendere, mai.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, corsa al risparmio e allo sponsor per liberare il mercato: quanto serve per sistemare i conti…

Claudio Lotito capirà solo a mercato finito se i conti in casa Lazio torneranno davvero. I ricavi dalle cessioni, il taglio degli stipendi in esubero e il possibile nuovo sponsor — in arrivo a settembre — sono fondamentali per alleggerire i vincoli sul mercato invernale. Come riportato dal Corriere dello Sport, oggi la Lazio può acquistare solo quanto riesce a vendere. Serve un tesoretto, stimato intorno ai 20 milioni, per sistemare l’indice del “costo del lavoro allargato”, che a gennaio sarà l’unico parametro Uefa da rispettare (entro l’80% tra spese e ricavi).

Finora, le cessioni principali sono state quelle di Tchaouna e Casale, che hanno portato circa 7 milioni in cassa e liberato oltre 2,5 milioni di ingaggi. Restano però casi aperti: Basic, Fares e Kamenovic sono ancora a libro paga. L’Empoli vorrebbe Basic, ma l’ingaggio frena tutto. Si valuta il rinnovo con stipendio spalmato per favorire la cessione in prestito, altrimenti il croato resterà fino a scadenza a giugno. Anche per Fares e Kamenovic si punta a prestiti, evitando minusvalenze.

Intanto a Formello si lavora sulla lista per il campionato. Dopo Como sono stati esclusi Gigot e Isaksen (fuori per la mononucleosi). Entro domani si decide se confermare la lista attuale o modificarla. Isaksen verrà reinserito, mentre Gigot resta fuori. Per scendere da 18 a 17 over, un altro taglio sarà necessario: il nome più a rischio è ancora Basic, ma Sarri potrebbe chiedere. Patric, alle prese con continui infortuni, è uno dei nomi in bilico, ma senza di lui e Gigot resterebbero solo tre centrali di ruolo. Da qui al primo settembre sarà una corsa contro il tempo per alleggerire i costi, conclude il quotidiano romano.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Mattei: “Lazio con obiettivi sempre più piccoli. Insigne? Più per il nome che per l’utilità” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Insigne? Non lo so, sono un paio d’anni che va staccato la spina dal punto di vista della concentrazione e degli allenamenti. Il problema è l’esterno destro, il centrale di centrocampo, il centravanti. Insigne gioca largo a sinistra, lì c’è Zaccagni: sarebbe un acquisto più per il nome che per il giocatore. Siamo molto indietro se mettiamo in discussione Zaccagni, il capitano, il migliore dal punto di vista tecnico. Servirebbe più qualcosa a destra. 

Conferenza Sarri? Qualcuno poi ci spiegherà perché parla una volta sì ed una no. Ad ogni modo, il clima di domenica non sarà facile. Ci sarà contestazione, non per la squadra, ma sicuramente non mancherà l’incitamento che occorre per ricaricare i calciatori dal punto di vista mentale soprattutto. I tre punti sono l’unico vero obiettivo.

Nel frattempo gli obiettivi della Lazio diventano sempre minori, o almeno più piccoli. La dimensione giusta, esatta, sarebbe l’Europa League. Se pensiamo a vincere, direi la Conference; a partecipare l’Europa League, per sognare dico la Champions.

Questa società pensa di essere la più bella e ricca di tutti, dice che la Conference non ci appartiene ma ad oggi immagino che credano che sarebbe stata meglio conquistarla; soprattutto perché questa società vive con i soldi dei tifosi. Basta parlare con il presidente per capire che lui si sente la punta dell’iceberg, questo è il problema. Quando il presidente diceva di non volere la Conference credeva di andare in Europa League, ad oggi invece anche i soldi della Conference servirebbero”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Lotito incontra l’agente di Insigne. Il calciatore resta in attesa: la situazione

Sarri lo riabbraccerebbe con piacere, lui tornerebbe volentieri a giocare col tecnico toscano: le ultime su Insigne.

Dopo un’estate passata col mercato bloccato, la Lazio dovrebbe iniziare a pensare alla sessione di mercato invernale. Intanto però tra gli svincolati c’è un calciatore accostato più volte ai biancocelesti dopo il ritorno in panchina di Sarri: Lorenzo Insigne.

Stando a quanto riporta il noto esperto di mercato Alfredo Pedullà, l’ex Napoli ha ricevuto diverse offerte sia dall’Italia che dall’estero, negli ultimi giorni ci ha provato anche l’Udinese, ma almeno fin qui ha voglia di aspettare.

Le cose, si legge, possono cambiare ogni giorno, ma intanto Insigne aspetta ancora. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra il suo agente e Lotito a Cortina, la Lazio non sa se potrà agire sugli svincolati a settembre-ottobre oppure solo più avanti. Ma nel frattempo Lorenzo, che stravede per Sarri, prende ancora tempo nei riguardi di chi gli ha offerto un contratto.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Testoni: “Lazio, Sarri merita tempo. Centrocampo punto chiave, il valore potrebbe essere sempre da settimo posto” (AUDIO)

EDOARDO TESTONI (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“Il Como ha interpretato la partita con la Lazio sublimando le proprie qualità. Nel giudizio sulla prima Lazio c’è anche la forza dell’avversario. Al di là del blocco di mercato e dei meriti del Como, quello della Lazio è un processo a cui bisogna dare del tempo anche nel modificare qualcosa in situazioni di emergenza. Quella con Sarri è una realtà diversa anche per la stessa squadra della scorsa stagione. I suoi concetti calcistici sono profondamente opposti a quelli di Baroni. Intanto la priorità è quella di ritrovare solidità difensiva. Il suo modo di difendere ha bisogno di tempo e questo conta. Ho chiesto anche a lui quanto la sua figura di garante in un contesto difficile aumenti anche le responsabilità. A maggior ragione, gli va dato del tempo.

Il centrocampo è un punto chiave. Non tanto per il ballottaggio Cataldi-Rovella, ma soprattutto per la questione mezzala. Dele-Bashiru ha più caratteristiche da trequartista e zero da palleggiatore. Bisogna capire se andare avanti così o magari inserire un doppio regista, piuttosto Vecino o riportare l’attacco alla coppia Dia-Castellanos.

Nella gestione della palla per uscire dalla pressione degli avversari devi avere pulizia tecnica e personalità che le squadre di Sarri hanno sempre avuto. Dipende anche da valori e caratteristiche, ma a Como non riusciva ad uscire proprio. Meglio si deve e può fare. Non dimentichiamo che questa squadra ha dei valori. Difficile dire per cosa dopo una giornata. Bisogna capire dove e quanto interverranno ancora le altre sul mercato. Sulla carta non è da escludere che il rapporto con le altre rispecchi il settimo posto dello scorso anno che con circostanze diverse ti può anche riportare in Europa”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Barchiesi: “Lazio, è uno dei momenti più brutti della storia. I tifosi non meritano…” (AUDIO)

MASSIMO BARCHIESI (Radio Rai) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ uno dei momenti più brutti della storia della Lazio o quantomeno degli ultimi venti anni. Resto basito per quanto sta accadendo, la ritengo una grande mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Non credo che meritino tutto questo, gli stessi che sono pronti ad andare allo stadio a sostenere squadra e Sarri. La cosa più preoccupante del post-partita di Como era l’espressione del tecnico. Oltre che le parole. Sono convinto che contro l’Hellas la Lazio reagirà, non può essere quella di domenica. E’ stato un vorrei, ma non posso. Se prendiamo gli undici scesi in campo a Como, credo che non più di quattro possano rientrare nel gradimento tecnico-tattico di Sarri. Degli altri, credo, ne avrebbe volentieri fatto a meno. La differenza tecnica con il Como è stata abissale, ma ad aver vinto tanto a poco è la società lombarda rispetto a quella laziale”.

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‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Lazio, Sarri senza colpe. Salvo solo Provstgaard, errore grave di Gila” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

A Como nella Lazio non ha funzionato nulla. Loro sono forti, hanno qualità e sono organizzati, mi aspettavo delle difficoltà ma non così tante. E’ stata una brutta figura, una brutta prestazione, una squadra passiva. Sarri ha poche colpe, non credo che lui chiedesse alla squadra di essere sempre in ritardo sulle linee di passaggio e sull’atteggiamento. C’è qualcosa da cambiare e Sarri lo sa, ora si può solo vincere contro il Verona e tornare a fare punti in casa.

Provstgaard? E’ stato il migliore, sempre puntuale, preciso, pulito nei passaggi e quello più attento. E’ un profilo interessante, credo ci darà una grossa mano. Gila, invece, ha commesso un errore molto grave in occasione della prima rete. Bastava fosse in una posizione iniziale migliore per poter recuperare l’attaccante del Como.

Ho visto un Guendouzi irriconoscibile, una squadra sulle gambe, in grande difficoltà sulla loro pressione. Non si riusciva ad uscire dal basso, poi c’è stato anche il tentativo di andare al lancio lungo di Provedel per le seconde palle. La verità è che a questa squadra manca qualità, anche se credo ci sia anche una componente fisica ora“.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Impossibile minimizzare, blocco mercato sconcertante per tutto il movimento Lazio. Su Pedro…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In questo finale di estate per la Lazio nessun tormentone di mercato, ci accontentiamo di seguire quelli degli altri. In molti stanno facendo o faranno delle cose, quello che è successo alla Lazio non è possibile da minimizzare. Il blocco del mercato è stata una cosa assurda. Il nostro sconcerto è anche quello degli operatori di mercato. Anche la spiegazione, la famosa ‘svista‘ non è che abbia convinto più di tanto. Chiaro che gli avversari indorano la pillola facendo riferimento alla possibilità di dare continuità alla stessa squadra. Cercano di trovare il positivo per non ammettere che la loro squadra abbia il dovere ad arrivare sopra alla squadra di Sarri. Questa situazione, in realtà, ha penalizzato non solo la prima squadra, anche la Primavera, tutto il movimento. Hai perso un anno, come quando uno studente viene bocciato.

Noi continuare a lodare il nostro fenomeno, Pedro, che però non gioca titolare in virtù del fatto che nel frattempo ha compiuto 38 anni. Questo è indicativo. Davanti non ha Yldiz e Conceiçao, ma Cancellieri ed Isaksen. Con il Verona, onestamente, ribalterei un po’ la situazione e lo utilizzerei titolare nei primi 60′ di gara”.

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SOCIETA'

Lazio, il titolo vola in Borsa: il club ha guadagnato oltre il 50% in un anno

In una giornata difficile per le borse europee, con Piazza Affari che ha ceduto più dell’1%, il titolo della Lazio ieri ha registrato un’altra crescita significativa andando a superare la quotazione di un euro per azione. Cifra che era stata raggiunta solamente a inizio 2025.

Nonostante la sconfitta di Como, che segue un’estate di pieno immobilismo sul mercato a causa dei problemi legati all’indice di liquidità, il titolo della Lazio continua a crescere. Nella giornata di ieri le contrattazioni si sono chiuse in rialzo dell’8%, mentre quest’oggi fanno registrare un +9%. Come detto la quotazione del titolo biancoceleste ha superato un euro, attestandosi a 1,14 euro, con una capitalizzazione di mercato pari a 76,21 milioni. Questa valutazione porta così il titolo biancoceleste a registrare una crescita del 40% in un mese e di ben il 56% in un anno.

Va ricordato che il titolo della Lazio è particolarmente soggetto a volatilità, dal momento in cui il flottante (la quota effettivamente in circolazione sul mercato) è limitato. Questo significa che pochi scambi possono causare grandi variazioni di prezzo, rendendo il titolo molto sensibile a ogni ordine di acquisto o vendita.

Lo scorso luglio alcune voci su una possibile cessione del club da parte di Lotito, smentite con forza dallo stesso patron attraverso un comunicato ufficiale, avevano portato il titolo a Piazza Affari a chiudere oltre il 2,5%. Ma allora la quotazione delle azioni era di poco superiore agli 0,80 euro. Calcioefinanza.it