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CALCIOMERCATO

Lazio, oggi la firma di Pedro per un altro anno

«Oggi Pedro firmerà il rinnovo per un altro anno, che la società gli aveva offerto ormai due settimane fa». Così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “Lazio-Olympiacos a Rieti il 16 agosto. Oggi Pedro firma per un altro anno”. L’esterno spagnolo, miglior marcatore stagionale della Lazio nell’ultimo anno con 14 gol, è in procinto di rinnovare il suo contratto in biancoceleste per un altro anno e continuare la sua avventura in biancoceleste.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Stendardo: “Rovella centrale per Sarri e per il futuro della Nazionale. E sul rinnovo di Pedro…”

Guglielmo Stendardo in collegamento a ‘NMM’

“Quella dell’Italia è una situazione atipica, sicuramente non è Spalletti l’unico colpevole. Questa situazione è lo specchio di ciò che ci portiamo dietro da anni; il risultato sportivo mette insieme tutti questi elementi e alla fine paga l’allenatore. Il rischio di non andare per la terza volta al Mondiale è una vergogna. I vertici del calcio credo debbano farsi delle domande.

Rovella ha pagato, come la maggior parte degli azzurri, una prestazione generale negativa. Al di là della gara di venerdì, ha delle grandissime qualità, credo che sarà confermatissimo da Sarri e sarà uno degli elementi principali del centrocampo della Lazio e del futuro della Nazionale.

Imprescindibili per Sarri? Faccio i complementi al presidente e al ds perché sono stati pronti e bravi ad individuare subito il miglior tecnico che si potesse prendere in questo momento, ossia Sarri che è un maestro in grado di riportare la Lazio dove merita. Credo che la spina dorsale di questa rosa sia fatta di qualità: Romagnoli, Gila, Guendouzi, Rovella, Pedro, Zaccagni e Tavares secondo me sono giocatori confermatissimi, che hanno fatto molto bene quest’anno e che con un allenatore come Sarri sicuramente potranno ambire ad evolversi e a migliorarsi.

Tavares? Lo terrei e andrei a prevenire una parte di questi infortuni che purtroppo lo hanno tenuto lontano dal campo; la Lazio farà le sue valutazioni ma è un giocatore che fa la differenza, ha uno strapotere fisico e una tecnica eccellente. Nella Lazio di Sarri 2.0 penso che sia assolutamente un valore aggiunto.

Il rinnovo di Pedro? È un calciatore che fa la differenza, sia quando parte titolare che quando subentra. È una persona positiva, un leader sia tecnico che carismatico. Credo che nella Lazio sia veramente un valore aggiunto.

Provedel o Mandas? La Lazio ha la fortuna di avere due portieri titolari. Provedel è stato già titolare con Sarri e conosce bene i meccanismi ma penso che siano uno più bravo dell’altro, il tecnico li valuterà in ritiro. Se fossi la società li terrei entrambi, poi è chiaro che entrambi vorranno giocare e si dovranno fare delle scelte considerando che il prossimo anno non ci saranno le competizioni europee”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Pedro resta: accordo chiuso, tra poche ore la firma

Pedro resta. La firma arriverà tra poche ore, ma l’accordo è ormai chiuso. L’attaccante spagnolo ha detto sì per la terza volta consecutiva: rinnoverà il contratto con la Lazio per un’altra stagione, alle stesse condizioni economiche del precedente accordo. Guadagnerà dunque 2,2 milioni di euro netti fino al 30 giugno 2026. Il documento sarà spedito probabilmente lunedì via mail, ma è già tutto definito: nessun ostacolo all’orizzonte, nessuna sorpresa dell’ultimo minuto. Lo spagnolo ha scelto il club biancoceleste ancora una volta, e la Lazio ha deciso di continuare ad affidarsi alla sua esperienza, al suo talento e alla sua fedeltà.

Il rinnovo di Pedro ha un valore che va oltre i numeri. È la conferma di un legame costruito nel tempo con Maurizio Sarri, l’allenatore che lo aveva già allenato ai tempi del Chelsea e con il quale ha condiviso alcuni dei momenti più significativi della sua seconda giovinezza calcistica. Alla Lazio è arrivato nel 2021 (andando via dalla Roma), attraversando tre stagioni con alterne fortune ma sempre all’insegna della professionalità e della disponibilità. Con il ritorno di Sarri in panchina, Pedro potrà vivere un’altra annata al centro del progetto, seppur in un ruolo più da guida che da protagonista assoluto. Un dato su tutti racconta la fiducia che il Comandante ripone in lui: con questo rinnovo, Pedro potrà potenzialmente diventare il secondo calciatore più utilizzato in carriera da Sarri.Attualmente è a quota 175 presenze complessive sotto la sua gestione, terzo alle spalle di Daniele Croce (206) e del compagno di squadra Elseid Hysaj(irraggiungibile a 346). Superare l’ex centrocampista dell’Empoli è possibile già entro la fine della prossima stagione, un traguardo simbolico ma significativo per chi ha deciso di restare anche senza la vetrina delle coppe europee. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Fazzini e Fabbian profili per Sarri. Ripartirei da Pedro e Vecino, poi…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Italia paga l’atteggiamento sbagliato, non capisco se è presuntuoso o legato al fatto che i calciatori siano già con la testa in vacanza. Sfida preparata male e giocata peggio.

Possibile partenza di Vecino? Dipenderà anche dal tecnico. Fazzini e Fabbian potrebbero essere dei calciatori per Sarri. Poi vorrei vedere come verrà gestito Pedro; ci sono giocatori di cui non possiamo fare a meno, lo spagnolo è un valore aggiunto. A lui, che ha questa leadership, mentalità vincente, serve unire un altro profilo simile.

Guendouzi è un leader di corsa, di temperamento in campo, fisico, nel motore che ha dentro di lui, ma quando apre bocca non è più leader.

Quest’anno devi inserire gente che ha fame, voglia di emergere. Ripartirei da Vecino e Pedro e metterei qualcosa di nuovo, che dia entusiasmo. Serve questo, devono essere bravi in questo: nel ridare entusiasmo al popolo demoralizzato, ridare adrenalina”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la qualità passa tutta (e solo) da Pedro: i numeri dello spagnolo

Campione. Nessun altro termine sarebbe in grado di descrivere la grandezza di Pedro che in carriera ha vinto tutto e che ancora oggi fa la differenza (a luglio festeggerà 38 anni).

Sempre ma in modo particolare nelle ultime settimane, lo spagnolo si è preso la Lazio sulle spalle evitando brutte figure. Anche ieri, conto il Lecce, è stato l’unico a salvarsi nella serata storta dell’Olimpico.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, l’ultimo successo casalingo della Lazio è rimasto quello con il Monza del 9 febbraio. Tre mesi e mezzo d’astinenza che hanno compromesso la corsa all’Europa più ambiziosa, ieri anche alla più “povera”. Un’altra delusione, ha alimentato il malumore dei tifosi e la contestazione nei confronti della società. «Immenso Pedro», lo striscione esposto a fine match in Curva Maestrelli. L’ex Barcellona ha tentato di dare la scossa, cross e conclusioni a ripetizione. Ha concluso il campionato in doppia cifra, 10 gol in 30 presenze, soltanto 6 con la maglia da titolare. Capocannoniere della rosa contando tutte le competizioni, 14 come Castellanos, giocando 1.000 minuti in meno (991) rispetto al Taty, centravanti titolare. Una conferma in più della sua classe.

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SERIE A

Lazio-Lecce, le formazioni ufficiali: Tavares dal 1’, Pedro parte dalla panchina

Manca poco ormai all’ultima di campionato. La Lazio alle 20.45 affronterà il Lecce all’Olimpico con la speranza di ottenere un posto in Europa. Queste le formazioni ufficiali del match:

LAZIO (4-2-3-1): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Dia, Zaccagni; Castellanos.

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Guilbert, Baschirotto, Gaspar, Gallo; Coulibaly, Ramadani; Pierotti, Berisha, Karlsson; Krstovic.

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DICHIARAZIONI

L’ultimo sogno di Pedro: “Voglio vincere con la Lazio. Avremmo potuto alzare l’Europa League…”

Pedro è l’ospite del match program ufficiale della S.S.Lazio in vista del match di domani sera all’Olimpico contro il Lecce. Di seguito le dichiarazioni più significative del campione spagnolo.

“Dobbiamo giocare al massimo l’ultima partita della stagione, abbiamo ancora la possibilità di andare in Champions. Giocare in Europa anche l’anno prossimo dipende solo da noi”.

“Hai segnato 14 gol, non accadeva dal 2014: come sei cambiato? E’ cambiato tanto. Ho più esperienza ma con la Lazio mi sento davvero bene e mi diverto molto. So che ogni momento può essere l’ultimo. Baroni è stato determinante nel gestire il mio ruolo in campo  e con la squadra. Mi trovo benissimo con lui”.

“Ho ancora il rammarico per l’Europa League perché avremmo potuto arrivare in finale e vincerla. Purtroppo il calcio a volte è crudele. Con la Champions sarebbe un’ottima stagione. La Lazio deve avere la mentalità e la voglia di vincere un trofeo, ha un potenziale incredibile e calciatori di qualità”.

“Sono convinto si possa vincere, i nostri tifosi meriterebbero questa soddisfazione. Futuro? Mi piacerebbe tantissimo vincere un trofeo con la Lazio. Amo essere qui, non avrei mai pensato di terminare la mia carriera in questo storico club che mi stima tantissimo“.

GLP

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FORMELLO

FORMELLO – Lazio, gruppo quasi al completo per Baroni: Tavares e Dia ok per il Lecce

A Formello va in scena la penultima antivigilia della stagione. La Lazio affronterà il Lecce domenica alle 20.45 all’Olimpico, domani alle 16.30 invece, è prevista la rifinitura. Oggi Baroni riaccoglie in gruppo Pellegrini, Tavares e Dia. Praticamente il gruppo al completo, eccezion fatta per Vecino (oggi differenziato), oltre a Lazzari e Patric. Verosimilmente il tecnico fiorentino si affiderà ai migliori per chiudere con una vittoria davanti al suo pubblico la stagione. Mandas fra i pali, con Gila e Romagnoli davanti. La settimana di lavoro svolta da Tavares lo dovrebbe portare a scendere in campo dal 1′, esattamente come Marusic dal lato opposto, in luogo di Hysaj che partirà dalla panchina.

Rovella e Guendouzi mai in discussione, così come Zaccagni che si riprenderà la fascia sinistra, oltre a quella di capitano. Castellanos guiderà l’attacco, ma i dubbi sono sempre per due ruoli alle sue spalle. Ad oggi Pedro sembra avere qualche possibilità in più rispetto a Isaksen di partire dal 1′, ma niente è scontato. Il danese non sta attraversando un periodo di grande forma ed è reduce da un fastidio muscolare accusato la settimana scorsa. Nel ruolo di trequartista Dia sembra sempre il favorito: appare remota la possibilità di vedere Vecino come contro l’Inter, esattamente come quella di vederci Pedro, con Isaksen a destra.

Noslin e Tchaouna sono praticamente spariti dai radar in quest’ultima parte di stagione. Nessuno dei due è mai entrato nelle ultime tre partite, addirittura Tchaouna, ha collezionato 5 panchine nelle ultime 6 sfide, con soli 19′ giocati contro il Parma. Segnale chiaro da parte di Marco Baroni, una scelta – quella di privilegiare l’esperienza e la qualità dei più affidabili – per raggiungere un piazzamento europeo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Mandas: “Essere qui è un sogno. Pedro, Peruzzi, futuro e Ioannidis: vi dico tutto”

Da secondo a titolare inamovibile: Chrīstos Mandas si gode il momento e punta a finire bene la stagione con la sua Lazio. Il portiere greco si è raccontato a Il Tempo.


Iniziamo subito rispondendo a chi sostiene che lei sia troppo basso per essere un portiere di grande livello: ci dice la sua altezza reale?
«Sono alto tra 187 e 188, però la cosa importante sono le braccia. Sono quelle che fanno la differenza».
In che senso?
«Quando allungo le braccia raggiungo l’estensione di chi è parecchio più alto di me. L’ho fatto con un compagno di squadra che era alto 194 cm e alla fine eravamo uguali».
E poi l’altezza l’aiuta per essere più reattivo e agile…
«Il mio lavoro è proprio questo, cercare di sopperire a un limite fisico con la velocità e il fatto di essere più scattante. L’unico aspetto è relativo alle uscite, devo sempre prendere bene le misure».
Su cosa si sente di dover migliorare ancora?
«Sicuramente nel giocare con i piedi. Prima di venire alla Lazio non era così richiesto, mentre qui è fondamentale».
Che cosa differenzia Sarri da Baroni?
«Sarri voleva sempre un gioco corto, anche quando la squadra avversaria veniva molto alta. Con Baroni magari proviamo di più la palla lunga sull’attaccante, ma per entrambi la costruzione del portiere è molto importante».
In questo anche Provedel l’ha aiutata?
«Con lui ho un bellissimo rapporto ma la mia crescita è merito dei preparatori e di Baroni».
Molte persone paragonano il suo stile a quello di una leggenda come Peruzzi. C’è qualche similitudine?
«Sono giovane quindi ho visto poco di Peruzzi, ma so perfettamente quanto sia stato importante per la Lazio. Anche lui come me non era altissimo, ma aveva una cattiveria e una concentrazione incredibili. È sicuramente un modello».
A proposito di modelli, qual è il suo prototipo di portiere?
«Non ce n’è uno nello specifico. Cerco di rubare un po’ da tutti: ho studiato molto Buffon e Casillas, mentre per quanto riguarda le uscite mi piaceva molto Handanovic. Però il mio idolo non è un portiere».
Si spieghi meglio.
«Il mio idolo è Pedro. Vederlo giocare è uno spettacolo, soprattutto in allenamento. Io cerco sempre di infilarmi nella squadra dove c’è lui perché alla fine vince sempre. È veramente un fenomeno».
Che cosa vuol dire per lei essere il portiere della Lazio?
«È un sogno. Quando giocavo in Grecia avevo un preparatore dei portieri italiano e gli dicevo sempre: “io vorrei giocare in Serie A”. Quindi quando è arrivata la Lazio non ci credevo, ero troppo felice».
E da poco ha anche rinnovato il contratto fino al 2029…
«Naturalmente sono anche contento di questo, così posso essere anche più tranquillo. Io, ma anche la mia famiglia, che ogni volta che può mi viene a trovare a Roma. Sento la fiducia della società».
Pochi giorni fa Rovella, che è 2001 come lei, ha detto di voler rimanere per sempre alla Lazio. A sentirla parlare sembra che sia lo stesso per lei.
«Io qui sono molto felice, anche per me vale lo stesso discorso di Rove. Penso che sia per tutti i ragazzi che sono qui. Il centro sportivo è bello, lo stadio è bello, i tifosi sono belli, la pensiamo tutti così. Perché dovremmo voler andare via? Siamo in un grande club».
Però in estate era arrivata una chiamata dal Manchester City…
«Quello fa piacere, è normale. Se arriva l’occasione della vita è giusto fare le proprie valutazioni, ma io non sono più in una società piccola, quindi anche se dovesse arrivare la chiamata di un top club, il mio primo pensiero non sarebbe quello di andare via. La valuterei sapendo che qui sto benissimo, che la società ha un progetto per me e che mi ha fatto rinnovare il contratto».
Scopriamo qualcosa di più su di lei, torniamo a quando era bambino. Ha sempre fatto il portiere?
«In realtà fino ai 12/13 anni giocavo un tempo in attacco e un tempo in porta. Sin da piccolo avevo le gambe grosse quindi tiravo più forte dei miei coetanei, per questo mi mettevano in attacco, ma a 14 anni sono tornato tra i pali e non mi sono più mosso da lì».
Da Atene a Roma, le piace andare in giro per la città?
«Ho visto quello che c’era da vedere, diciamo da turista, ma non sono uno che esce la sera, preferisco rimanere a casa con la mia fidanzata. Se capita vado al ristornate una sera a settimana, sempre che il giorno dopo sia libero».
Si dice sempre che i portieri siano un po’ matti, lei però ci sembra molto tranquillo. È un’anomalia?
«In Grecia sono arrivato in prima squadra che ero ancora un ragazzino e c’erano i compagni più grandi che magari uscivano e mi portavano con loro. In quel momento ho capito che per fare strada dovevo rimanere lontano da locali e distrazioni varie».
L’unica libertà che si concede a questo punto sono i tatuaggi. A quale è più legato?
«Questi (mostra il braccio, ndr.) mi ricordano la Grecia. Ma il più importante è questo con mio padre. Lui è sempre presente, gli devo tutto».
A proposito di Grecia, alla Lazio piace tanto il suo compagno di Nazionale, Fotis Ioannidis, lo sapeva?
«Sì, certo. Con lui ne ho parlato anche la scorsa estate. Ovviamente anche per Fotis sarebbe un sogno venire in Serie A, ma non so se il Panathinaikos lo farà partire, è anche il capitano».
Che tipo di attaccante è?
«È un killer in area di rigore. Quest’anno ha segnato meno per colpa di un infortunio, ma vi assicuro che è molto forte. È bravo anche ad aiutare la squadra, a venire incontro e aprire gli spazi per i compagni».
E il suo rapporto con la Nazionale? Vuole diventare titolare anche lì?
«Siamo un gruppo molto giovane, abbiamo fatto tutto il percorso nelle giovanili insieme. Siamo amici, quindi per me è difficile sentire la rivalità con i miei compagni»..
La Grecia, appunto. Lei sa che i colori della Lazio sono ispirati proprio alla bandiera greca?
«Me lo ha detto un ragazzo appena sono arrivato a Formello, mi ha raccontato questa storia. Ho sentito subito dentro di me un legame speciale, come se qui stessi ancora a casa mia e potessi rimanere a vita».
A inizio stagione ha giocato solo in Europa, quando ha capito che stava per diventare il titolare? Cosa le ha detto Baroni?
«Non mi ha detto niente, ho capito che serviva il mio aiuto e ho cercato di farmi trovare pronto».
Però a Bergamo nessuno si aspettava il suo impiego…
«Cinque minuti prima della riunione tecnica mi ha chiamato per dirmi che avrei giocato, ma non mi ha detto qualcosa di particolare, solo di replicare in partita quello che faccio in allenamento».
Torniamo al suo esordio con la Lazio, il derby del 10 gennaio 2024. Che emozione è stata?
«È il momento in cui la mia carriera è cambiata. Però sono contento che fosse il derby, non l’ho vissuto con troppa pressione».
Tra le serate più difficili c’è senza dubbio quella con il Bodo?
«Arrivavamo dal 2-0 in trasferta ma credevamo fortemente nella rimonta. Quando abbiamo segnato il 3-0 eravamo convinti di avercela fatta, poi il gol a fine tempo supplementare c’ha distrutto. Lì sono finite tutte le energie».
Dal suo punto di vista cosa ricorda dei rigori?
«Avevo studiato gli avversari e la cosa incredibile è che gli unici due rigoristi hanno sbagliato entrambi. Gli altri non avevano mai tirato un rigore in carriera… il calcio è davvero inspiegabile».
Che voto sente di dare alla stagione della Lazio?
«È stata una stagione difficile, lunga e con tanti giocatori nuovi. Però penso che in campionato di 37 partite ne abbiamo fatte 28-30 molto buone e le altre invece no. Non sempre siamo riusciti a fare quello che ci chiede il mister».
E se alla fine dovesse essere Conference League?
«Preferisco non rispondere a questa domanda perché tutti nello spogliatoio pensiamo che la Champions sia ancora possibile, quindi ci proveremo fino alla fine».
Stagione quasi terminata, poi ci saranno gli impegni con le Nazionali, ma come trascorrerà le sue vacanze?
«Passerò del tempo tra qualche isoletta in Grecia, una piccola vacanza prima di tornare ad allenarmi in modo un po’ più serio quando tornerà ad Atene».
E invece un messaggio per i tifosi?
«Per me sono stati meravigliosi, ci hanno sempre supportato, specialmente nei momenti di difficoltà. Invece di fischiarci ci hanno sempre applaudito. Alcuni sono venuti persino in Norvegia anche se non avevano il biglietto per entrare allo stadio. Non li ringrazieremo mai abbastanza per quanto ci sono stati vicino».

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Con il Lecce contano solo i tre punti. Castellanos dà una grossa mano. E su Pedro…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Castellanos non sarà mai un goleador ma è giocatore che dà una grossa mano alla Lazio.

Domenica non conteranno le assenze, chi parte titolare o chi subentra: questa partita si deve vincere e basta.

I giocatori dovranno entrare convinti in campo. Non li voglio vedere come contro il Parma. Immaginiamo come staremmo se avessimo due punti in più. Meglio non ripensarci.

Pedro? Il tecnico vede che Pedro quando subentra risolve sempre le pratiche, quindi io fossi il lui lo metterei sempre nel secondo tempo. Entra sempre al 200%. Se però Baroni vede in allenamento che Isaksen, che a me non dispiace, non è pronto in questo momento in cui serve grinta e determinazione, meglio optare per Pedro. Queste cose le può decidere solo il tecnico in base a come li vede allenarsi.

Queste sono gare che vanno vinte subito, mi dispiace per il Lecce ma la Lazio deve pensare a vincere. A noi servono questi tre punti e basta. L’allenatore ha fatto un buon lavoro magari ha anche commesso degli errori, ma chi è che non li commette?”.