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FORMELLO

FORMELLO – Pedro e Tavares puntano il Lecce: Dia a parte, Pellegrini ok

Formello, giorno due di allenamento in vista dell’ultimo atto contro il Lecce. I biancocelesti cercato un successo interno che manca dalla gara contro il Monza, unico successo all’Olimpico, in Serie A, di tutto il girone di ritorno. Baroni ritrova Pedro: il canario è tornato a disposizione e ha lavorato in gruppo. Sulla via del recupero totale anche Nuno Tavares, che oggi ha svolto lavoro differenziato. Tornato in gruppo il suo collega Luca Pellegrini, anche se – a parità di condizione – Baroni dovrebbe scegliere il portoghese. Davanti a Mandas è favorita la coppia Gila-Romagnoli: lo spagnolo resta in ballottaggio con Gigot. Marusic favorito su Hysaj a destra.

A centrocampo verrà confermato il duo Rovella-Guendouzi, mentre qualche dubbio c’è sulla trequarti. Zaccagni è sicuro del posto e Isaksen ha più possibilità rispetto a Pedro di partite dall’inizio. Al centro invece, occhio alla possibile conferma di Vecino. Dia, infatti, oggi ha svolto lavoro differenziato. Come per Tavares a sinistra però, anche qui – a parità di condizione – sarà l’ex Salernitana a partire titolare, con Vecino pronto a fare il jolly. Castellanos, oggi regolarmente in campo, guiderà l’attacco. Baroni non sarà in panchina per via del cartellino rosso rimediato a San Siro: toccherà al suo vice Del Rosso dirigere le operazioni all’Olimpico, domenica alle 20.45.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Con il Lecce Tavares dal 1′ se sta bene, l’unico ballottaggio potrebbe essere Pedro-Isaksen. E sui cambi…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Se Tavares non ha problemi, giocherà dall’inizio. L’importante è che il ritmo che avrà sarà il suo e non blando; contro il Lecce devi cercare di alzare i ritmi, di avere velocità nel giro palla, di fare inserimenti rapidi senza palla, servirà gente brillante. Spero lui abbia acquisito brillantezza in settimana. Poi tornerà Zaccagni. Per quanto riguarda la formazione credo che l’unico dubbio sia Nuno e il resto della rosa verrà confermato.

Ci potrebbe essere il ballottaggio Pedro-Isaksen, credo che lo spagnolo sia un’arma vincente durante la gara ma si potrebbe anche sfruttare il suo entusiasmo.

Sostituzioni? Verranno fatte in base allo stato di forma dei giocatori. In base a ciò che possono dare. Dele-Bashiru magari può determinare un po’ con il tiro da fuori, con gli strappi; Noslin e Tchaouna hanno dimostrato di avere delle difficoltà, sono ancora un po’ ‘leggerini’. Se metti qualcuno è perché pensi possa darti qualcosa in più, altrimenti i cambi non li fai”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni saluta la stagione dalla tribuna. Con il Lecce Pedro dall’inizio?

Marco Baroni salterà l’ultima gara della stagione contro il Lecce: il tecnico è stato squalificato dopo l’espulsione rimediata a San Siro, al suo posto ci sarà il vice Fabrizio Del Rosso.

Saluterà il pubblico dell’Olimpico e la stagione della Lazio dalla tribuna, vista la squalifica rimediata a San Siro contro l’Inter. Chi invece sogna il gran finale è Pedro, reduce dalla doppietta all’Inter che lo ha portato a quota 10 gol in campionato: è il suo record personale in Serie A, superata la stagione 2021-2022 (9 reti).

Lo spagnolo non aveva mai raggiunto la doppia cifra nemmeno in Premier League, riuscendoci invece tre volte in Liga. Con Isaksen in calo, ora lo spagnolo è il favorito per partire dal primo minuto nella sfida decisiva che potrebbe valere tutto: Champions, Europa League, Conference o niente.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Lazio, serve un attaccante. Bene Mandas, dubito che Provedel resti. Gila ok. E su Pedro e Romagnoli…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Secondo me la partita meno scontata è Venezia-Juventus, perché la Juve di questo ultimo periodo non vince mai fuori casa; in una gara in cui il Venezia si gioca tutto, il risultato può ottenerlo. Ovvio che la logica vuole che la Juve ha il destino nelle sue mani. Tra Torino e Roma può starci un pari ma non è scontata neanche la gara della Lazio.

Sesto posto? Io già ad inizio campionato, in sede di pronostico, analizzando le figurine, ho detto che se la Lazio va oltre le sue possibilità ottiene il quarto posto ma comunque il suo range va dalla quarta all’ottava posizione, il sesto è un posto onorevole che magari in un’altra occasione ti avrebbe dato l’Europa League.

La Conference League è sempre una coppa, anche se darà pochi benefici durante la stagione. Devi preparare le sfide, andare lontano. Ha senso se la vinci, altrimenti ti toglie solo qualche punto in campionato.

Quest’anno ti mancano i gol di Immobile, gli assist di Luis Alberto, ti manca un giocatore totale come Milinkovic. Questo è una stagione di ricostruzione e non era scontato lottare fino all’ultimo anche per un posto in Champions.

Calciatori da cui ripartire? Partirei prima da un presupposto, il sistema di gioco da adottare: con un 4-4-1-1, promuovo i portieri, entrambi. Mandas ha preso la scena e c’è da vedere cosa fare con Provedel che dubito vorrà fare il secondo; promuovo Gila, prenderei un centrale a sinistra, in attesa di valutare Provstgaard. Romagnoli? Non lo vedo futuribile, è il presente.

Io valuto i giocatori in base all’affidabilità: la prima qualità del difensore deve essere l’attenzione.

Isaksen? Io ripartirei da lui, ma ho iniziato a parlare dei centrali perché io la squadra la valuto in base all’asse centrale, poi vediamo gli esterni. Se hai buoni terzini ma hai delle lacune al centro, parti male. Sulla base di questo Guendouzi e Rovella sono intoccabili, ma serve qualcuno al loro livello.

Io in questa Lazio di eccellenze ne vedo 2-3.

Prenderei una prima punta forte, il Castro della situazione. Non un giocatore da 40 milioni, ma uno che potrebbe sostituire Castellanos che ha fatto molto bene ma non mi sembra il terminale di una squadra che vuole migliorare. E poi andrei a vedere cosa mi offre il mercato. Dia lo terrei, ma prenderei una riserva come seconda punta. Pedro lo terrei ma è un discorso a parte, è quello che ha fatto meglio. Se il miglior giocatore, a livello di personalità e carisma, è stato un ragazzo di 38 anni un problema c’è”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito su Pedro: “Deciderà lui cosa fare, incomprensibile come la Roma…”

“Giù le mani da Pedro. Lotito continua a tenerselo stretto: «Non capisco come la Roma si sia fatta sfuggire un campione così – ripete di continuo – e sarà lui a decidere se continuare o meno»”. Queste le parole del presidente della Lazio Claudio Lotito, riportate nell’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “L’uomo del destino è Pedro”. Il patron biancoceleste ha quindi confermato l’apertura della società nei confronti dell’infinito campione spagnolo, che a fine stagione deciderà il suo futuro.

LEGGI ANCHE: Lazio, Pedro leggenda: fissato l’appuntamento per il rinnovo. Lotito proporrà anche un futuro nel club?

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STATISTICHE

Lazio, è la qualità a fare la differenza: Pedro, altra doppietta, record personale in biancoceleste e dopo Muriel…

Andrebbe clonato, ma al massimo sarà possibile trattenerlo per un altro anno. Ancora Pedro, altra doppietta chirurgica, la terza con la maglia della Lazio dopo quella al Parma ed al Monza. Ancora Pedrito alla Scala del Calcio dopo il rigore killer al Milan. Non basterà per la Champions, probabilmente anche per l’Europa League, ma è un chiaro monito alla società in chiave mercato. La qualità fa la differenza, è in quel “reparto” che si deve alzare il livello. Non sempre ci sarà lo spagnolo a salvare la Lazio in corso d’opera: altre due reti da subentrante, nove sui 10 complessivi – record personale in maglia biancoceleste, migliorato lo score del suo primo anno – . Meglio di lui solo Muriel nel 2019-20 con 11 marcature dalla panchina. Infinitamente Pedrito.

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CURIOSITA'

A Napoli è Pedro-mania: dopo la doppietta-scudetto i partenopei impazziscono per lui

Ha vinto tutto e rimane di un altro livello rispetto a buona parte dei suoi colleghi: Pedro si è preso la scena anche a San Siro.

Doppietta contro l’Inter a San Siro, dopo quella di poche settimane fa all’Olimpico contro il Parma, in totale 10 gol: sono finiti gli aggettivi per descrivere la grandezza di Pedro.

Ieri sera i suoi due gol hanno fermato l’Inter sul 2-2 e il Napoli ha festeggiato perché nonostante il pari in casa del Parma è ancora a +1 dai nerazzurri, quando manca una sola giornata al termine del campionato.

Ad ogni modo, inevitabilmente, lo spagnolo, oltre ad essere un idolo per la tifoseria laziale, da ieri sta ricevendo gli elogi anche dei partenopei.

Cori per Pedrito sulla base della famosissima canzone di Raffaella Carrà, applausi ed apprezzamenti… ma non solo. La città lo ha celebrato con una statuina in terracotta a San Gregorio Armeno.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, riparti da questo gruppo e da Baroni. Pedro come Pazzini” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

“Buona partita a livello tattico, poi il calcio dimostra che c’è sempre l’episodio che può cambiare tutto. La gara è stata preparata bene. Vecino aveva un doppio ruolo.

Per l’Inter era la gara della vita e la Lazio è andata in casa loro a fare 2-2. Qualità? Però vediamo la classifica ad una giornata dalla fine.

Ieri mancava anche la qualità di Zaccagni, te la dovevi giocare sulla tattica. La Lazio per me deve ripartire da oggi con questo gruppo e questo allenatore e migliorare dove può: così parte il progetto, la Lazio ha fatto bene quest’anno. Si poteva fare qualcosa in più ma è anche vero che in estate pensavamo tutti che avrebbe fatto qualcosa in meno.

Importante anche il rapporto: Baroni mi è sempre sembrato giusto per il gruppo, ho visto un gruppo unito. Serve continuità e partire da questo gruppo qui, che non è anziano. Serve ritrovare il numero 10, il tecnico ora sa gestire le situazioni, ha imparato a stare anche una pizza importante come questa. La società deve dargli una mano, cambiare allenatore non avrebbe senso.

Pedro per il Napoli è come per noi Pazzini.”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Pedro deve rimanere un altro anno. Bene Dia, Taty non perfetto. E su Tavares e Isaksen…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Partita di qualità per quello che la Lazio poteva dare, l’ha interpretata bene contro una squadra forte che ha messo i titolarissimi. La Lazio non li ha fatti giocare, il primo loro tiro è arrivato al 30′. Più o meno è stata fatta la gara di Bergamo. La Lazio ha avuto anche l’occasione per andare in vantaggio ma non l’ha sfruttata.

Il secondo tempo la Lazio ha creato, ha meritato. I biancocelesti stanno facendo un grande campionato, pensiamo a vincere la prossima poi si vedrà: chi avrebbe mai detto che a tre giornate dalla fine, con le partite che aveva, il Napoli collezionassi solo due pari, anziché 6 punti? Il calcio è strano.

Tavares è rientrato ma non era il solito; è un top nel suo ruolo, ma ieri non lo abbiamo visto così. Non credo sia solo un problema fisico, qui diventa una questione mentale.

Pedro è un giocatore che fa crescere tutti, si diverte giocando. Entra con motivazione. Lui è una certezza, un altro anno lo deve fare, è fondamentale. Serve prendere giocatori di quel livello, di quella esperienza.

Baroni ha aggiunto il fatto di lottare su tre competizioni, giocando sempre ad alti livello; ha avuto coraggio a mettere determinati giocatori.

Isaksen prima faceva solo il compitino, poi gli è scattata la molla. Ieri ha fatto una prestazione ottima, buona. La prova viene condizionata dal gol mancato.

Castellanos, bene nel movimento e nel sacrificio ma non mi sono piaciute alcune scelte in determinati momenti della partita.

Dia mi è piaciuto, ha interpretato bene il ruolo. Penso che il tecnico ha messo lui perché parte da esterno e può dare una mano ma è un attaccante, ragione da seconda punta, considerando poi che lì c’era Tavares”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Baroni in conferenza: “Guardo il percorso della squadra, il club giudicherà. Pedro? Vi spiego la sua grandezza…”

Il tecnico della Lazio Marco Baroni è intervenuto in conferenza stampa dopo la sfida in casa dell’Inter:

“Mi dispiace per l’espulsione mia e di Inzaghi. Lui è un allenatore pazzesco e fa qualcosa di straordinario. Ho visto tutta la panchina che si è alzata e ho detto che non potevano farlo. Secondo me però nessuno dei due meritava l’espulsione, abbiamo anche visto la partita fuori insieme.

Campionato dei rimpianti? Quando dai tutto non è così. Abbiamo ancora una partita e nulla toglie al percorso della squadra. Ho fatto i complimenti ai ragazzi perché l’Inter ha tutto: forza, struttura e qualità. Dovevamo stare sempre in partita e siamo andati sotto immeritatamente, al di là dell’occasione di Isaksen.

Attaccanti? Fino alla domenica scorsa eravamo il terzo attacco del campionato. Pedro era un po’ scivolato fuori e l’ho rimesso al centro del progetto perché è un modello di professionalità e dà sempre tutto. Giusto per spiegarvi la sua grandezza: aveva un problemino a un tendine e ha capito che forse doveva entrare a partita in corso. Un giocatore così è un modello.

Stagione? Quando la palla è in movimento si lavora forte. La mia attenzione è rivolta alla squadra. Io non sono un celebratore di me stesso e gli altri giudicheranno: dalla società ai giornalisti. Portando dei valori e numeri, difendo solo il lavoro della squadra. Questo l’ho sempre fatto anche in altre categorie. Figurarsi se non lo faccio con la Lazio. Abbiamo bisogno di migliorare e creare forte identità.

Rammarico per i gol su piazzato? Tutti patiscono l’Inter perché loro hanno uno stacco pazzesco. Qualcosa sapevamo che potevamo patire, abbiamo messo più centimetri possibili per provare a gestire le palle inattive.

Se mi aspettavo dopo la salvezza con il Verona di arrivare a questi livelli? Io non cambio il mio ideale di calcio. Ringrazio chi mi ha dato questa opportunità perché do e sto dando tutto me stesso. Questo è un campionato livellato in alto. La media punti per l’Europa credo sia 67. Io guardo al percorso della squadra e noi ci crediamo ancora fino all’ultimo secondo”.