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Lazio, “rabbia” Provedel: “Commessi troppi errori evitabili. Arbitro? Non possiamo farci condizionare. Spero ci dia la carica…”

Provedel ai microfoni di Lazio Style al termine di Parma-Lazio: “Rabbia e rammarico perché siamo venuti qui con lo spirito giusto, purtroppo poi nei dettagli abbiamo peccato e abbiamo subito due gol, il terzo non lo considero, che potevamo evitare e non abbiamo capitalizzato quello che dovevamo. Mi auguro che questo ci dia solo grande carica a partire dalle gare che arrivano in questi giorni con il Napoli”.

“Lo spirito c’è, il gruppo è coeso segue il mister, sappiamo di dove avere grande umiltà e pedalare. Rimpianti? Questa deve essere la base da cui dobbiamo sempre partite, l’atteggiamento dove essere impeccabile e poi il resto è una conseguenza. Oggi abbiamo sbagliato qualcosa anche qualche errore di tecnico di troppo, faremo di tutto per migliorare a partire da domani”.

“Ritrovarsi in vantaggio a inizio gara e poi dopo poco trovarsi invece in svantaggio certamente condiziona ma adesso questo non può essere un alibi e non dobbiamo farci condizionare dagli eventi che non sono stato il nostro controllo. Abbiamo avuto un episodio favorevole e uno sfavorevole a causa nostra e alla fine da 0-1 ci siamo trovati 1-0”.

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Lazio, Provedel: “Avanti senza pensare alle aspettative. Abbiamo ancora margini di miglioramento…”

Il portiere della Lazio Ivan Provedel, ha rilasciato una lunga intervista al canal ufficiale biancoceleste Lazio Style.

Il clima generale

“E’ quello che cerchiamo di creare da diverso tempo, sono arrivati dei risultati positivi nell’ultimo tour de force. Ora stiamo ricaricando le pile e mettendo benzina nelle gambe, sta andando molto bene. È cambiato tanto l’organico rispetto alla scorsa stagione, sono arrivati giovani di prospettiva, che però devono ambientarsi con la squadra, la piazza e il campionato, l’unica cosa da fare ora e subito è seguire al massimo il mister, senza pensare alle aspettative. Non ci interessa, vogliamo fare del nostro meglio, poi i risultati sono una conseguenza. Per me è il terzo anno, alcuni sono qui da più tempo, hanno aiutato anche me quando sono arrivato. Noi dobbiamo spingere al massimo, di farlo nell’ottica di squadra, teoricamente facendo così ne traggono tutti vantaggio”.

Vivere Roma

“Qui sto molto bene, mi sto abituando ora al clima. Ero abituato più al freddo. Trovarsi bene in città ti aiuta a vivere meglio il lavoro e viceversa. Roma è tutta bellissima, mi dispiace un po’ non viverla in modo profondo, i ritmi sono serrati, quando abbiamo la mezza giornata libera mi riposo. Mi piacerebbe scoprirla meglio. Ogni tanto l’eccezione culinaria ci sta, l’amatriciana è la mia pasta preferita. Se me la immaginavo così? Quando sono arrivato ho fatto un salto grande rispetto allo Spezia, inizialmente pensavo solo a dimostrare di poterci stare. Credo di essermi portato avanti questa cosa qui, nel calcio in una piazza così conta solo quello che andrai a fare, il passato non conta. Anche ora penso solo a farmi trovare pronto in campo. Mi accorgo dell’affetto del pubblico, so che abbiamo tifosi che notano anche le piccole cose. I portieri qui hanno fatto la storia della Lazio e del calcio in generale. Il pubblico capisce lo spirito dei calciatori, questa cosa mi fa piacere, sono contento che in parte arrivi l’impegno che metto per la mia squadra”.

Un nuovo ciclo targato Baroni

“Adesso difendiamo diversamente perché è differente la richiesta. L’approccio non è lo stesso, due anni fa comunque abbiamo fatto il record di clean-sheet. Abbiamo avuto un periodo di adattamento e subìto qualche gol di troppo. Abbiamo preso le misure e ci stiamo muovendo meglio. Contro la Juve è stata una partita importante, ci ha fatto capire che ogni gara può prendere una piega diversa, dobbiamo rimanere svegli e capire come adattarci alle situazioni. Dobbiamo migliorare ancora tanto, ma la direzione è quella giusta. Siamo una squadra giovane, dove non ci sono tanti giocatori con esperienza, ci sono buoni margini di miglioramento da parte di tutti. Però non dobbiamo pensarci, non poniamoci limiti ma proviamo a fare il massimo giorno dopo giorno”.

Lazio-Bologna e l’Europa

“Contro il Bologna l’anno scorso è stata una gara amara, abbiamo subito un gol per un mio errore, ci poteva rimettere in un certo tipo di corsa e non è successo. Questa è un’altra partita, le due squadre sono cambiate molto, ci sono allenatori nuovi, il Bologna sta facendo bene da settimane anche se non sempre hanno ottenuto risultati. Per noi sarà tosta, ma di certo sarà tosta anche per loro. C’è una nuova formula in Europa, non si può affrontare il girone facendo i calcoli tra andata e ritorno, è un campionato a sé. Ci teniamo tanto, il mister ha il merito di far sentire tutti coinvolti e motivati. Fare bene in tutte le competizioni ci sprona a fare sempre meglio. Che effetto fa la classifica del girone? È gratificante, anche perché se lavori duro e poi non ottieni risultati può nascere un po’ di delusione. Ma se perdiamo una partita in più non dobbiamo deprimerci o al contrario esaltarci dopo una singola vittoria. Facciamo una gara alla volta, le abbiamo vinte tutte finora. Non pensiamo ora ai punti che servono per qualificarci. Spero che non servano le mie incursioni nell’area avversaria”.

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DICHIARAZIONI

Provedel: “Cavalchiamo l’onda restando umili. Neanche noi ci aspettavamo di trovarci a questo punto” (AUDIO)

Monza-Lazio 0-1, le parole di Provedel a Sky Sport: “Abbiamo fatto una gara solida e non è mancato lo spirito che va sempre alimentato. Obiettivi? C’è tanta strada da fare, siamo a un quarto del percorso e noi dobbiamo solo pensare a come fare le cose. Solo concentrandoci sul come fare le cose i risultati possono arrivare. Il focus si perde pensando solo ai risultati. Ci abbracciamo perché siamo contenti ma a parte gli scherzi, sicuramente a inizio stagione neanche noi ci saremmo spettati di trovarci a questo punto ma è frutto del lavoro. Questo ci da consapevolezza e quella fiducia che quando lavori duro i risultati arrivano. Dobbiamo cavalcare l’onda ma restare umili e solo così alla lunga potremo restare in alto”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, c’era una volta la porta inviolata: negli ultimi 60 anni…

Ormai la porta della Lazio non conosce tregua, nelle prime 8 giornate di campionato la squadra biancoceleste ha sempre subito goal. Come riportato da Il Messaggero per la Lazio la porta inviolata sta diventando un tabù. Negli ultimi 60 anni era successo solo due volte: nelle stagioni 1964/1965 e 2021-2022, nel primo anno di allenatore di Maurizio Sarri.

L’autogol di Gila contro la Juventus è l’ennesimo goal subito dalla Lazio in questa stagione. Anche nelle vittorie della squadra biancoceleste, la retroguardia si è fatta trovare impreparata. 

Nonostante il vantaggio in alcune partite la difesa sembra ancora non aver trovato i giusti automatismi, equilibri. Arrivando complessivamente a 12 goal subiti nelle prime 8 giornate del campionato di Serie A.

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DICHIARAZIONI

Provedel: “Peccato perché avevamo iniziato col piglio giusto. Autogol? C’è stata anche un po’ di sfortuna. E su Gila…”

Ko Lazio in casa della Juventus. I biancocelesti cadono nel finale con un autogol, dopo aver giocato per buona parte della partita in 10. Così a Dazn il portiere biancoceleste Ivan Provedel ha commentato la gara di Torino:

Autogol? Quando vado su una palla la chiamo, ma quando le azioni sono così veloci, in queste stadi, anche la comunicazione è difficile e si agisce d’istinto. Mi dispiace perché Gila ha fatto una buona partita, peccato che non sia riuscito a metterla fuori. E’ stata un po’ anche sfortuna.

E’ cambiato parecchio il gioco della Lazio rispetto allo scorso anno. Prima di tutto è c ambiato il mister, poi la squadra. Sono andati via grandissimi calciatori di esperienza. Sono arrivato giovani con qualità che verranno fuori. Abbiamo iniziato un percorso nuovo, il mister vuole partire da dietro. Abbiamo caratteristiche diverse che ci portano a cercare più la profondità.

Peccato, oggi abbiamo iniziato col piglio giusto poi con un uomo in meno chiaramente le cose cambiano“.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Zoff: “La Lazio non mi stupisce, complimenti a Baroni. Gazza da menare ed amare, Eriksson un signore” (AUDIO)

DINO ZOFF in collegamento a ‘NMM’ #radioseilazio

Se mi sono sentito più mister o più presidente? Direi che mi sono sempre sentito più Zoff.

Nella Lazio ho fatto tutto, nella Juventus sono stato allenatore e calciatore, sono due parentesi belle. Non saprei scegliere una delle due squadre, fanno parte della mia vita.

La Lazio di Baroni? Non mi sorprende, lui lo scorso anno ha fatto dei miracoli quindi fiducia l’avevo. Ad ogni modo è ancora presto, le difficoltà si vedranno più avanti. La squadra gioca bene, è piacevole da vedere: complimenti a lui.

Provedel e Mandas? Sono bravi tutti e due. Il secondo ha fatto vedere buone cose ma ovviamente ha giocato meno. Avere i portieri buoni è un bel vantaggio. Due portieri titolari è difficili averli; adesso con l’esasperazione del calcio può succedere di tutto, quindi un buon secondo ci vuole.

Costruzione da dietro? E’ una brutta cosa. Se la palla la tocca molto il portiere non si fa molto davanti. Sono aperto sempre alle novità, ma sono contro le esagerazioni. Molte volte le gare mi sembrano di allenamento. Fare mille passaggi fa perdere il bello del calcio.

La partita di sabato non sarà determinante però qualcosa può significare per entrambi i tecnici. La sconfitta nel calcio non significa molto, ma può minare l’entusiasmo. Fare un risultato buono è importante per tutte e due le squadre.

Per la Lazio un bel risultato può dare autostima e far aumentare l’entusiasmo del momento; alla Juve potrebbe aiutare per mantenere le aspettative. Le partite di ora sono indicative, le aspettative poi possono cambiare, guardiamo il Napoli dello scorso anno.

Gascoigne? Delle volte l’ho picchiato (ride ndr) ma io ho sempre avuto un debole per gli artisti. Faceva sempre le battute con le sue parole apprese in italiano. Trovava sempre il modo di farsi volere bene. In 10′ era tutto: forte, bugiardo… tutta la gamma dell’animo umano. Faceva impazzire di disperazione e felicità. Era da menargli e da incensarlo (ride ndr).

Eriksson? Un signore sotto tutti gli aspetti, era facile stare bene con lui.

Pronostico su Juventus-Lazio? Faccio il coniglio e dico x“.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Ballotta: “Lazio corale, ora tutti dalla parte di Baroni. Mandas dovrebbe giocare, ma per ora è giusto che Provedel…” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘SEI VOLTE BUONGIORNO’!

“Nel giudicare la Lazio serve un po’ di pazienza, i cambiamenti sono stati tanti. Baroni sta lavorando molto bene, ma siamo solo all’inizio della stagione. La mano del tecnico si vede, c’è serenità, c’è coralità e non solo la ricerca di individualità che risolvono la partita. Si vede che c’è un obiettivo comune, la predisposizione a giocare di squadra e questo è un elemento molto importante. Alla fine contano i fatti, è fuori dubbio che Baroni non aveva mai allenatore un club come la Lazio, ma questo comporta anche la motivazione di giocarti al meglio l’occasione. Si sta giocando bene le sue carte, sta dando oltre il massimo di quanto può dare. Ora sono tutti dalla sua parte, come è giusto che sia.

Ora c’è un’armonia di squadra diversa, poi ci sono alcuni singoli, come Dia, che sta sorprendendo in positivo. Ma, ripeto, è globalmente che sta piacendo la Lazio. Castellanos si è un po’ responsabilizzato con la partenza di Immobile. Ora sta rispondendo in maniera giusta, sta dimostrando di poter gestire alcune responsabilità importanti.

Pedro? Quelli di un’altra età servono sempre (ride, ndr). Ma non è scontato che quando hai maggiore caratura tu possa essere sempre positivo per far crescere gli altri. Lui è importante, uno dei pochi che può trasmettere alcuni concetti fondamentali nello spogliatoio.

Provedel escluso da Spalletti? Meriterebbe la Nazionale come anche altri portieri. Il problema del portiere è che numericamente devono esserci pochi. Di Gregorio si è meritato la Juventus dopo due anni eccezionali, ma anche Vicario e Meret meritano di essere considerati. C’è una generazione di portieri con tante possibili soluzioni diverse.

Provedel e Mandas? Oggi non puoi non alternare i giocatori. Il calendario si costringe e chiamare in causa due portieri all’altezza. Loro lo sono, penso che la Lazio stia operando nella maniera giusta. Mandas dovrebbe giocare per fare esperienza, ma al momento penso sia giusto non cambiare le gerarchie. Poi magari a fine stagione uno dei due cambierà squadra”.

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Lazio, Baroni dice ‘no’ alla staffetta Provedel-Mandas

Provedel e Mandas, non Provedel o Mandas. Niente tormentoni o tormenti. Non c’era e non ci sarà un portiere di campionato e uno di Coppa. E’ cambiato poco o nulla nel loro utilizzo dopo il lancio del greco in Europa, una specie di premio di produzione e alla comprensione per l’invisibilità: mancava solo lui (oltre Gigot) nella lista degli esordi. Provedel, inamovibile se non per casi occasionali e/o eccezionali, è il numero 1 assoluto, resta proprietario del posto in Italia e in Europa. Si parla di podio, non di semplice gerarchia. E Mandas è il suo vice. Eventuali staffette saranno valutate di volta in volta in base allo stato di forma. E’ stato fatto anche prima di Lazio-Nizza. Provedel, dopo lo stop di due mesi nel finale dello scorso anno, ha iniziato il ritiro fresco come una rosa e ha ripreso ritmo con le partite, giocando senza soluzione di continuità. La partita, per un portiere, è vitale. C’era stato lui ad Amburgo contro la Dinamo mentre prima della seconda partita europea s’è deciso che era il momento giusto per vedere all’opera anche Mandas. Caso ha voluto (se lo è stato) che il giorno dopo s’è discusso di nuovo del rinnovo di contratto con il padre e i suoi manager ricevuti a Formello (si va verso l’accordo fino al 2029). Chissà che non abbia influito anche quel post criptico e al tempo stesso subliminale firmato dal greco appena era stata ufficializzata la presenza di Provedel alla prima europea. Le debolezze sono umane. La coabitazione tra Provedel e Mandas resta pacifica, stanno dimostrando di saper rispettare i loro confini nonostante differenza di età (30 anni Provedel, 23 Mandas) e di esperienza. Baroni vuole che in questo ruolo i patti siano chiari, non estrae i nomi a sorte. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Con l’Empoli non era facile. Rovella stratosferico, Pedro campione. E su Isaksen e Provedel…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste dopo la vittoria della Lazio contro l’Empoli:

Il rigorista è quello che guarda sempre il portiere, fino all’ultimo; poi si può sbagliare, può essere bravo il portiere. Ieri è andata male a Castellanos, non ha calciato bene.

Tuttavia l’ultima giornata ci dice che il campionato è molto aperto e possono venire fuori valori nuovi dati anche dall’entusiasmo. Credo che la Lazio abbia fatto un passo avanti. Tanti punti interessanti sono venuti fuori ieri: la Lazio ha vinto la gara in modo graduale, venendo fuori piano piano da squadra che ha consapevolezza dei propri pregi e difetti; chi parla di turnover fa male, soprattutto ad inizio stagione. Chi gioca è in condizione, lo abbiamo visto e spesso fermarsi non fa bene ad alcuni giocatori.

La squadra ha fatto quello che doveva fare, con meno brillantezza ma bene. Vittoria meritata e momento meritato; la sosta viene al momento giusto.

Rovella startosferico, Guendo poco appariscente apparte gli ultimi 10′ ma mi è piaciuto molto; era al posto giusto nel momento giusto e anche lui aveva fatto tutta la partita in Copppa. Giocare fa bene, sta sul pezzo.

La gara con la Fiorentina è servita: la Lazio deve ringraziare quella partita perché anche il tecnico non ha capito diverse cose.

Isaksen non mi è piaciuto, anche Dia insufficiente; il senegalese quando lavora da trequarti manca in area. Poi però c’è anche da dire che stato decisivo nel rigore. E’ forte ma deve fare le cose che sa fare. Per il danese ci vuole tempo; lui può dare tanto. Deve capire qual è la cosa giusta da fare e farla; questo gli manca. Quando riesce a fare quello che deve, diventa determinante come a Firenze.

Noslin e Tchaouna non sono decisivi. Pedro, per esperienza e qualità, soprattutto ora che è in condizione e dopo l’importante rete di Coppa, è fondamentale. Gol voluto quello di ieri. E’ un campione.

Un altro riferimento è Gila, un altro ancora Rovella e anche Romagnoli. L’infortunio di Lazzari non mi preoccupa perché abbiamo un sostituto che deve ritrovare fiducia e saremo anche più forti quando Marusic tornerà ad avere fiducia in se stesso. E’ una certezza.

Cambiare fascia ad Isaksen? Non andrebbe bene per il gioco di Baroni. Entrare col piede buono ti fa accentrare e fare male, come vuole il tecnico. Ora comunque non si deve esagerare: il danese ha fatto male ieri ma non nelle altre partite. Simile a Lulic? Isaksen deve credere nelle sue qualità; ha due requisiti importanti: è velocissimo palla al piede e abbina a questo tecnica individuale. Si deve però prendere qualche responsabilità. Ci vuole pazienza ma le potenzialità ci sono; ha anche dei limiti ma credo siano dati più dalla timidezza.

Ieri la partita era difficile, giocare ora con l’Empoli è dura. Poi magari lotterà a metà classifica, ma ora non è facile giocarci contro.

Arbitri? Non voglio creare alibi, non voglio pensare che ce l’abbiano con la Lazio. Alla fine, al di là degli errori che ci sono con qualsiasi squadra, i valori vengono fuori.

Baroni è un allenatore bravo, che ha fatto calcio con obiettivi diversi da quelli della Lazio e li ha quasi sempre ottenuti; lui ha fatto sempre questo calcio, è la sua mentalità. Ora gli riesce meglio perché ha calciatori ottimi, che possono diventare grandi lavorando quotidianamente.

Ancora la Lazio ha fatto vedere il 60% di quello che è, ma servono entusiasmo, umiltà e voglia di stare insieme, oltre alle qualità tecnico-tattiche; particolari che adesso ci sono.

Provedel? Ha dei limiti, ma fino all’anno scorso parlavamo di uno dei portieri più bravi in circolazione. Dobbiamo capire se staccare la spina in Coppa gli ha portato problemi. Comunque non è affatto scarso, abbiamo due portieri forti“.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Empoli, Provedel pre-match: “Serve la gara perfetta, voglio dimostrare…”

Lazio-Empoli, Provedel nel pre-match ai microfoni di Lazio Style: “Servirà una gara perfetta, ci vuole grande attenzione e grande ritmo: una prestazione di squadra. Solo così possiamo fare risultato. Da ex, è passato tanto tempo, non ci voglio pensare, ora sono qua. Sono felice di essere alla Lazio e voglio dimostrare ogni giorno di meritare di essere qui”.