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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Nel ricordo di Wilson. Cardone: “Definitiva leggenda”. Dalla Palma: “Uno dei più laziali di sempre. Se ne va con un rimpianto…” (AUDIO)

Alberto Dalla Palma ricorda Pino Wilson

“Una notizia che ci ha colpito. Pino era un uomo sano e coinvolto nella sua lazialità. Resta un vuoto grande, non ci rendiamo ancora conto quanto ci mancherà. Tanto duro in campo, tanto buono fuori. Era sempre il primo a presentarsi ad eventi e forum, anche del nostro giornale. Ricordo quando nel 2014 mi chiamò, stava costruendo una delle notti più belle della storia della Lazio. Aveva bisogno di un contatto con Mancini, non fu difficile accontentarlo. Da quella volta ci sono stati più contatti, penso che il suo grande rimpianto resterà sempre non aver potuto essere partecipe alla Lazio di oggi. Sarebbe stato un bel tramite con i tifosi, ma resta uno dei più grandi laziali di sempre. La manifestazione Di Padre in Figlio sarà irripetibile e questo lo dobbiamo a lui”

Giulio Cardone ricorda Pino Wilson

“E’ entrato nella leggenda in modo definitivo. Mi emoziona tanto l’idea ce venga seppellito a Prima Porta on Maestrelli e Giorgio. Questo rende l’idea, il senso della famiglia di quella squadra. E’ una cosa unica del calcio mondiale. Pino sarà per sempre con loro, tutti ne sono colpiti, anche chi non è laziale. E’ il senso di tutto. Mio papà quando ero piccolo mi chiedeva come potevo non essere della Lazio, mi diceva che sarebbe stato impossibile resistere perchè piano piano ti entra nel cuore. Era un profezia la sua.”

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Approccio col Cagliari fondamentale, temo contraccolpo psicologico. Joao Pedro? Magari!” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’


JOAO PEDRO


Sarebbe un gran colpo di mercato: prima punta, esterno, è uno che sa giocare a calcio. I numeri dicono che segna sempre, ha fatto tanto per il Cagliari e fornisce sempre prestazioni importanti. Ha messo in difficoltà difensori bravissimi come Koulibaly”.


SARA’ BATTAGLIA, SUL CAMPO


Mi aspetto un Cagliari migliorato sotto l’aspetto mentale, i risultati in tal senso danno una grossa mano. La Lazio non deve concedere spazi, loro avranno le loro occasioni. Partita equilibrata, meno occasioni rispetto al match contro il Napoli e grande aggressione in mezzo al campo. Se dovesse giocare Keita aspettiamoci tante palle in verticale. Sono curioso di veder l’approccio della Lazio, spero che non ci sia il contraccolpo psicologico visto che i biancocelesti hanno raccolto poco giocando bene. Bisogna tornare a Roma con i tre punti, questo è certo. Occhio, perché dietro si stanno avvicinando. Verona e Fiorentina sono vicine, anche per questo bisogna portare a casa la vittoria”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Guai a pensare che l’obiettivo Europa League non sia molto importante…” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

La designazione di Maresca due anno dopo quel Cagliari-Lazio? Io degli arbitri parlo poco prima, poi dopo giudico quanto fatto in campo. Proprio il tempo che è passato ci fa pensare che non possa essere condizionato. Io credo che la Lazio debba fare una grande gara dopo sei giorni di lavoro a Formello. Inizia questo mini-campionato da undici partite, vedremo quanti punti porterà alla Lazio. Se Roma ed Atalanta pareggiassero sarebbe un’opportunità di classifica per la Lazio. Se deve vincere una delle due, meglio che lo faccia l’Atalanta. Nella corsa all’Europa ci metto dentro anche la Fiorentina che verosimilmente non potrà andare in Europa dalla Coppa Italia. L’obiettivo Europa League è importante, è diventata una mini-Champions. E’ sbagliato pensare che non sia un obiettivo importante, se viene meno anche questo desiderio si sbaglia di grosso. C’è un derby da vincere, ma l’Europa ti porta anche una maggiore possibilità di natura economica

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Strakosha, accordo con un club di Premier. Complimenti a Sarri, ha migliorato Zacc”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Penso che alla fine tornerà a giocare titolare Acerbi. E’ vero che Sarri ha gradito la crescita di Luiz Felipe e Patric, errori individuali a parte, ma credo sarà l’occasione per rivedere Acerbi. Quella con Radu, Luiz Felipe e Marusic sarà la difesa titolare. Il dubbio riguarda l’attacco dove Pedro ci sarà, ma non è al massimo. Lo vedo titolare con Felipe Anderson pronto a subentrare dalla panchina. Sarà Pedro contro Joao Pedro (ride, ndr).

Zaccagni, esplosione grazie a Sarri

Finalmente ci sono alternative importanti offensive. Zaccagni è il più in forma, ha numeri incredibili malgrado le assenze di inizio campionato. E’ normale che il suo rendimento stia catturando l‘attenzione di grandi club, per la Lazio deve essere un grande orgoglio. Investire per lui sette milioni significa aver fatto un grande affare. Devo fare i complimenti a Sarri che ha sempre puntato su di lui nel ruolo di esterno nel 4-3-3. Da Verona ad inizio campionato mi segnalavano quanto venisse utilizzato non nel suo ruolo naturale. E’ evidente quanto questo ragazzo sia stato migliorato dal tecnico. E’ la grande qualità di Sarri che si sta confermando, aumentare rendimento e valore dei calciatori”

Strakosha verso la Premier

“Strakosha? Nessuno della Lazio l’ha mai confermato, ma sappiamo tra colleghi ci sia un accordo con un club di Premier. Tare tempo fa si era posto l’obiettivo di riprovarci, sembrava si fosse aperto uno spiraglio per il rinnovo contrattuale. L’ho sempre sentito più affranto sulla vicenda Luiz Felipe, forse perchè pensa ci siano ancora possibilità per il portiere”

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Colomba: “Lazio, a Cagliari sarà una battaglia per la sopravvivenza. Sarri? Ha cambiato la testa dei big” (AUDIO)

Franco Colomba, allenatore ed ex centrocampista, ai microfoni di Radiosei.

IL CALO DELLE BIG


“A turno il momento di crisi ce l’hanno avuto tutte le big. Dalla Juventus – ad inizio stagione – fino alle milanesi adesso. Stanno giocando entrambe al di sotto delle loro possibilità, ci sono state molte, troppe partite ravvicinate e il calo sembra effettivamente fisiologico. I tanti impegni sono un ostacolo per tutti, anche per la Lazio di Sarri. Forse si è lamentato troppo, ma c’è un fondo di verità. Ci sono giocatori che hanno passato un brutto periodo, ma adesso i biancocelesti hanno la possibilità di mostrare il loro vero volto”.


OSTACOLO CAGLIARI


Mi aspetto un Cagliari pronto a ripartire a fronte del possesso palla della Lazio. Quello di Mazzarri non è un calcio propositivo, cerca il contropiede veloce per sorprendere gli avversari adattandosi a loro. Il Cagliari ha trovato una solidità difensiva che prima non aveva, quella di sabato è una partita tutt’altro che scontata visto il momento di forma dei sardi. Quando si combatte per sopravvivere, sportivamente parlando, si è pronti a tutto. Le motivazioni fanno la differenza, alla Sardegna Arena sarà una lotta per la permanenza in Serie A per gli uomini di Mazzarri”.

LA TESTA FA LA DIFFERENZA

Il miglioramento della Lazio parte dalla testa: a volte un allenatore riesce a modificare l’approccio, a migliorare il rendimento e la continuità dei giocatori con grande estro e fantasia. Se un tecnico riesce a far breccia, il salto di qualità è dietro l’angolo. Luis Alberto, se trova la continuità e la voglia di mettersi a disposizione, fa fare il salto di qualità non solo a se stesso, ma all’intera squadra. E’ chiaro che servono tante buone prestazioni per costruire la continuità di rendimento, ma quando vedi i frutti – e penso a Milinkovic contro il Napoli – capisci che la strada è quella giusta“.

UN REGISTA PER LA LAZIO


“A me piace molto Lobotka del Napoli, che ha caratteristiche diverse rispetto al classico play. Torreira della Fiorentina, anche lui molto simile per caratteristiche. Serve in generale un giocatore di qualità capace di velocizzare o rallentare il gioco. Difensivamente preparati e predisposti a chiudere le traiettorie e leggere le situazioni. Contano molto anche le caratteristiche delle due mezze ali, che siano giocatori capaci di fare la differenza nella metà campo offensiva”.

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CALCIOMERCATO

Da esuberi a tesoretto? La Lazio tifa Muriqi e compagni

Denis Vavro è rinato al Copenaghen, club che lo ha lanciato. Gonzalo Escalante si è ritrovato in Liga, gioca e segna con l’Alaves. Vedat Muriqi sembra essere tornato di nuovo Pirata con la maglia del Maiorca. Tre esuberi alla Lazio che hanno ritrovato lo stessi lontano da Formello. Ceduti a gennaio in prestito, Lotito ora spera di monetizzare con una cessione definitiva in estate.

Il possibile tesoretto della Lazio

Muriqi è passato al Maiorca in prestito con diritto di riscatto. La cifra per acquistarlo definitivamente da parte del club spagnolo dovrebbe aggirarsi intorno ai 10-12 milioni di euro. Soldi importanti qualora entrassero nelle casse della Lazio in estate. Due gol e un assist per Vedat nelle prime tre partite giocate in Spagna. Sta rendendo e ha fatto innamorare i tifosi in pochissimo tempo. Discorso simile per Vavro, tornato in Danimarca, al Copenaghen, club che lo aveva lanciato. Un assist alla prima presenza, un gol alla seconda (su punizione). A Formello sperano venga riscattato, entrerebbero altri soldi a giugno. E pure Escalante nell’ultimo turno ha festeggiato il primo gol con la maglia dell’Alaves. Il centrocampista argentino vuole guadagnarsi la conferma in Spagna.

Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Missione Europa: Lotito mai tra le prime sei per tre anni di fila

Un punto in due partite: peggio della Lazio hanno fatto solo Empoli e Spezia. Sarri ne ha persi 2 su Fiorentina e Atalanta, 3 sulla Roma, le rivali dirette per la qualificazione alle prossime coppe. Il 7° posto è virtualmente un 8°, se i viola vinceranno il recupero con l’Udinese. Per avere la certezza di tornare in Europa per la sesta stagione di fila la Lazio deve finire davanti a 2 avversarie su 3; e per arrivare in EL, dove ha già giocato 84 partite in 9 edizioni, il 6° posto potrebbe non bastare se la Fiorentina dovesse finire dietro vincendo però la Coppa Italia. In quel caso sarebbe un piazzamento valido solo per l’accesso alla Conference ma permetterebbe comunque a Lotito di stabilire un piccolo record, perché da quando lui è presidente (2004) la Lazio non è mai arrivata tra le prime 6 per 3 campionati di fila. Per adesso il conto è fermo a quota 2, com’era già successo altre volte: 4a nel 2019-20 e 6a nel 2020-21. Un piazzamento tra le prime 6 sarebbe coerente col monte ingaggi (la Lazio ha il 6° della serie A) e il bacino d’utenza (come numero di tifosi, si gioca il 6°-7° posto con la Fiorentina). Certo, altri tempi rispetto all’era Cragnotti: fra il 1992 e il 2004 la Lazio finì 11 volte su 12 tra le prime 6, unica eccezione il 7° posto del 1997-98 quand’era in corsa per lo scudetto fino a 7 giornate dalla fine ma poi scivolò indietro, distratta dalla Coppa Italia (vinta) e dalla Coppa Uefa (persa solo in finale). CorriereDellaSera

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la rivincita di Radu: da ultimo a titolare. Ma in estate serve un terzino sinistro

I numeri, prima: fino a novembre solo 90 minuti in campo, da difensore centrale, nella disfatta di Verona (4-1). Poi, da dicembre a febbraio, 8 presenze con 432 minuti collezionati, soprattutto da terzino sinistro, con prove convincenti a discapito dei suoi 35 anni e mezzo. E 3 partite (Salernitana, Udinese e Atalanta) le ha saltate perché indisponibile (isolamento), altrimenti avrebbe aumentato la sua presenza in campo.

Dopo tre mesi nel dimenticatoio di Sarri, Radu ha riconquistato la fiducia del tecnico e ha ribaltato le gerarchie a sinistra nei successivi tre. Tanto che ha già firmato il rinnovo di contratto, attualmente in scadenza a giugno: la firma c’è, va solo depositato. Quantità ma anche qualità per un giocatore che, ormai a fine carriera, si è riadattato con successo come terzino dopo anni di ‘braccetto’ sinistro nella difesa a 3 di Inzaghi. A oggi è lui il titolare a sinistra, superato il fedelissimo di Sarri, Hysaj, che invece – dopo averle giocate quasi tutte – vive un momento di appannamento. 

Con tutto il rispetto per Radu, se un giocatore che a ottobre spegnerà 36 anni è tornato titolare in una squadra che vuole ambire all’Europa significa che qualcosa non va. Sarri lo sapeva, non è un segreto che abbia chiesto a gennaio un rinforzo a sinistra. La società ha tesserato Kamenovic, 21enne serbo mancino di piede, che può giocare in quella posizione ma non piace al tecnico, che l’aveva già bocciato durante il ritiro estivo. A giugno, se dovesse continuare il matrimonio tra Sarri e Lotito, la società dovrà accontentarlo. Il sogno del Comandante è Emerson, in prestito dal Chelsea al Lione. Arrivarci è difficile, ma non impossibile. Tuttomercatoweb.com

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone (la Repubblica): “Prossimo mercato? Sarà tormentone Milinkovic, Vecino pista concreta, Acerbi andrà via…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La situazione di Leiva che regge 70′ con l’infortunio di Cataldi per dieci giorni preoccupa. Luis Alberto da regista non è andato bene, comunque sia è una soluzione utilizzabile solo in caso di necessità o in cui devi recuperare il risultato. Inutile paragonare la rosa della Lazio a quella del Napoli, la differenza è chiara. Se la Lazio dovesse arrivare quarta sarebbe un’impresa, negli ultimi anni la Lazio ha fatto delle cose che vanno oltre le proprie possibilità economiche e di fatturato. La Lazio ha il dovere di arrivare sopra club come l’Atalanta, è in quel caso che dobbiamo porci delle domande ma non nel rapporto con le altre big. Quella è la linea che va seguita, la Lazio non può permettersi di sbagliare degli acquisti come quelli che non sbagliano mai i bergamaschi. Nella Lazio quel tipo di errori pesano di più rispetto alle big che hanno più risorse. Non a caso che da quando certi giocatori non hanno funzionato ci ritroviamo in una situazione più complessa. Detto questo, non è tutto da buttare.

Prossimo mercato Lazio, tutto intorno a Sergej

Lo immagino con il tormentone Milinkovic che ci perseguirà per mesi. Credo che sia ad una svolta clamorosa della sua carriera. Chiaramente lascerebbe la Lazio nel caso in cui arrivasse una grande d’Europa come il Manchester Utd che tra l’altro perderà Pogba. Intorno a lui ruoterà moltissimo, anche se Lotito continuerà a non fare sconti. Lì bisogna capire a quanto arriverà l’offerta. Certo è impensabile che possa andare via per una cifra inferiore a 60 milioni. L’alternativa è ritrovare il Tare che tira fuori colpi importanti a cifre buone. Vecino? Pista concreta, secondo me arriverà nel caso in cui gradisse la destinazione. Bisogna prendere assolutamente calciatori a cui la Lazio non stia stretta. Acerbi? Credo che al 99 per cento andrà via, c’è una situazione che lui non accetta. Ha sbagliato, chiesto scusa, ognuno si comporta come crede sia giusto, ma questi dovrebbero essere gli sviluppi”

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Lotito svicola, Sarri pensa al campo: il rinnovo slitta ancora

Da dicembre ad oggi sembra passata una vita. Il rinnovo di Sarri, se davvero non si è mai mosso dalle mani di Lotito, è sempre più avvolto dal mistero. Era stato annunciato dal presidente durante la cena di Natale e Mau s’era detto pronto a firmarlo. E’ rimasto campato in aria. Lotito non ne parla più, svicola. Sarri fa melina, da fine gennaio in poi è stato più diplomatico. Contano i fatti e del rinnovo finora non c’è stata traccia. E’ un chiaro segnale di sospensione della trattativa. Lotito e Sarri si sono visti più volte a Formello, capita spesso alle vigile delle partite. Parlano, ma di cosa? Si confrontano sulla squadra, accennano al futuro senza stringere. «Il futuro è adesso», è una delle frasi che Mau ha ripetuto più volte alla Lazio nelle ultime settimane.

Il futuro di Maurizio Sarri

Il futuro non è ancora stato definito contrattualmente tra società e allenatore. Non lo dicono, ma è scontato pensare che l’argomento è rimandato a data da destinarsi. Forse dopo il derby con la Roma del 20 marzo, chissà se direttamente a fine campionato. La Champions si è allontanata, l’avventura in Eurpa League si è conclusa. La Lazio oggi è settima e gli obiettivi fissati da Mau riguardano «la crescita come qualità di gioco». Oltre i concetti tattico-filosofici pesano i piazzamenti e la conferma dell’Europa League è necessaria anche per i bilanci. Corriere dello Sport