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RASSEGNA STAMPA

Lazio, diversi nodi da sciogliere: riflessioni per Zaccagni, Romagnoli potrebbe seguire Sarri

Diversi calciatori in dubbio per la prossima stagione: le ultime.

Tante incognite. La Lazio ha davanti a sé una lunga estate di riflessioni. Insofferenza e riflessioni per Zaccagni, riporta Il Messaggero, reduce da un’annata sconfortante chiusa con tredici sfide ai box, senza assist né reti da punti. Il capitano conosce l’apprezzamento del Napoli, è lusingato dalla corte del Marsiglia e disincantato dal sipario sul Sarri-bis. In poco tempo ha già visto andare via i senatori Milinkovic, Luis Alberto, Immobile, Anderson, Guendouzi, Vecino e Pedro, ora fiuta il rischio di una fascia potenzialmente ingabbiante. Proprio come l’anno di contratto rimasto a Romagnoli, che ritiene terminata la parentesi laziale.

Sarri, si legge, porterebbe con sé nella nuova avventura l’ex Milan, che però reclama il Qatar e assicura che l’Al-Sadd sia pronto a tornare alla carica dopo il pasticcio sul gong della finestra invernale. Mau proseguirebbe volentieri anche col convalescente Provedel, ma il 32enne non vorrebbe essere relegato a vice Carnesecchi e preferirebbe la titolarità, tra Lazio e Bologna (in pressing). L’agente di Gila vuole evitare fratture col club, che parte da una base d’asta di venti milioni, dovendo corrispondere il 50% della rivendita al Real Madrid. Il classe 2000 non ha fretta, ma neanche la minima voglia di negoziare un rinnovo anacronistico.

Cataldi andrà sotto i ferri già oggi a Barcellona: l’inizio di pubalgia l’ha tenuto fuori da metà aprile, da qui l’operazione a cui nell’ultimo anno si erano già sottoposti Zaccagni e Rovella. L’obiettivo è tornare ristabilito a metà luglio per il ritiro a Formello, che sarà preceduto da valutazioni sui campi di allenamento rese doverose dagli oltre cinquanta infortuni stagionali. Tra auspicati addii, spine contrattuali, malumori diffusi e problemi fisici, i nodi da sciogliere in fretta si moltiplicano. Visto il vento di massiccio rinnovamento e date le molteplici e articolate incombenze, la nuova stagione sembra lontana anni luce.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tante incognite in difesa: Romagnoli aspetta segnali dall’Al-Sadd, Napoli su Gila

A fine campionato in tanto inizieranno a pensare al futuro.

Tra i 2027 in scadenza c’è Romagnoli. Aspetta segnali dall’Al-Sadd dopo gennaio. Saltò tutto all’ultimo, ma il club promise al difensore di richiamarlo a giugno. Starà a Romagnoli decidere cosa fare. La guerra aveva frenato il desiderio di andare a Doha, Alessio, riporta il Corriere dello Sport, rifletterà di nuovo su tutto. Prima chiuderà il campionato, sabato tornerà in campo, nel derby era squalificato. Poi, come tanti altri compagni, inizierà a valutare il mercato. A gennaio, se rimarrà in estate, sarà nella condizione di trattare per giugno 2027 a parametro zero.

Gila invece, conclude il quotidiano, è sempre più un obiettivo del Napoli, potrebbe ritrovare Sarri. Sempre che Mau accetti di tornare da De Laurentiis.

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CALCIOMERCATO

Lazio, pista Romagnoli-Al Sadd pronta a riaprirsi: la situazione

Il futuro di Alessio Romagnoli, difensore centrale della Lazio, torna a essere un tema caldo in chiave mercato. Secondo quanto riportato su X da Nicolò Schira, l’Al Sadd sarebbe pronto a riaprire i colloqui per provare a ingaggiare il centrale biancoceleste. Il club qatariota avrebbe già incassato la disponibilità del giocatore, attirato da una proposta economicamente molto importante: contratto fino al 2029 da 6 milioni di euro a stagione.

Una pista che non nasce oggi e che negli ultimi mesi è già stata accostata con forza al difensore nei mesi del mercato invernale, tanto che il difensore aveva salutato i tifosi prima di essere trattenuto in extremis. Il nome dell’ex difensore di Milan e Sampdoria resta infatti tra quelli più delicati dentro la programmazione estiva della Lazio, soprattutto in un momento in cui la società dovrà valutare diversi scenari tra possibili uscite, ricostruzione della rosa e futuro tecnico ancora da definire.

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Lazio, tra rinnovi e saluti: nodi Romagnoli e Gila, valutazioni su Provedel e Nuno. Dubbio Zac

Giocatori che dal prossimo 30 giugno saranno liberi, ma pure le questioni riguardanti i big.

Senza Europa niente obbligo di riscatto. Daniel Maldini tornerà all’Atalanta. I 14 milioni verranno investiti su un attaccante con caratteristiche diverse. Sarà rivoluzione alla fine dell’anno. Hysaj e Pedro hanno già salutato (mercoledì la festa d’addio in un locale a Pigneto) mentre Basic, riporta Il Messaggero, aspetta di capire se quell’accordo che era stato trovato a gennaio è ancora valido. Pure in questo caso la sensazione è che il croato possa trovarsi a zero una sistemazione.

Ma, si legge, non ci sono solamente i giocatori che dal prossimo 30 giugno saranno liberi, esistono pure le questioni riguardanti i big come Gila e Romagnoli: spingeranno per l’addio. Alessio lo aveva fatto qualche mese fa, non riuscendo poi a sistemare gli ultimi dettagli; Mario, invece, è nel mirino di Milan e Inter e potrebbe avere anche delle offerte dall’estero.

Da tenere in considerazione, conclude il quotidiano, la posizione di Mattia Zaccagni: il capitano non sarebbe felice della piega che sta prendendo la Lazio e nonostante il suo accordo sia valido fino al 2029 non si può dare per certa la permanenza. Valutazioni verranno fatte su Provedel (scadenza 2027, Motta potrebbe essere promosso titolare) e anche su Nuno Tavares, per il quale potrebbero tornare a suonare sirene arabe o turche. Tutti in bilico. C’era da aspettarselo.

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Lazio, Romagnoli salta il derby e cerca il riscatto in finale

Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione.

Doveva essere la sua settimana da derby, due con l’Inter (da ex capitano del Milan) e quello romano a seguire. Non è iniziata come sperava Romagnoli, non è andata come avrebbe voluto. L’intervento su Bonny gli è costato il rosso sabato. Quello subito contro i nerazzurri, evidenzia il Corriere dello Sport, è l’ottavo rosso per la Lazio in questo campionato. Negli ultimi dieci anni, solo nella stagione 2015-16 i biancocelesti hanno fatto peggio (dieci espulsioni). Un’altra sanzione che peserà particolarmente, perché quel cartellino rosso ha conseguenze dirette. Il centrale salterà il derby contro la Roma (gli sarà inflitta una giornata di squalifica: si tratta di un grave fallo di gioco, non c’è condotta violenta), una partita che per lui vale inevitabilmente qualcosa in più. Una perdita pesante, non solo tecnica ma anche emotiva, per un giocatore che quella sfida la vive da tifoso prima ancora che da professionista.

Dentro questo scenario, comunque, c’è anche una notizia positiva. Il calendario offre immediatamente la possibilità di riscatto contro i nerazzurri. E proprio su mercoledì, conclude il quotidiano, si concentra tutta la sua attenzione, tutta la sua voglia di rivincita. Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione. E allora la finale diventa qualcosa di più di una partita. Diventa un passaggio personale, un’opportunità per rimettere le cose a posto, per dimostrare che quello scivolone in campionato è stata solo una parentesi. Romagnoli non si è mai tirato indietro. Non lo farà adesso. La possibilità di rivincita è già scritta nel calendario. Sta a lui trasformarla in una nuova storia.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “Fondamentale Romagnoli per come sta incidendo. Futuro? Diverse valutazioni da fare, anche sul centravanti” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Peccato per non aver accorciato ulteriormente sull’Atalanta, ma il pari ci sta. Serata incredibile, con un finale molto acceso.

Da capire meglio le condizioni di Cataldi che ieri non ha giocato per sintomi influenzali ma alla vigilia era in campo per l’allenamento. Sarri stesso ha detto che recupererà Gila e Zaccagni ma su Cataldi non ha dato certezze. So che è alle prese con un affaticamento, ma niente di preoccupante. A Bergamo è entrato in un momento delicato, quindi stava bene anche perché ha pure calciato il rigore. Al momento comunque il centrocampo è Basic, Patric e Taylor.

Sarri aveva ragione quando a gennaio diceva che senza Romagnoli sarebbe stata un’altra Lazio. Immaginare un Lazio, per come sta incidendo, senza Romagnoli sarebbe complicato.

Il mercato si programma prima, magari la qualificazione in Champions può spostare i piani, ma non la Coppa Italia. Delle valutazioni vanno fatte, la programmazione è fondamentale. In alcuni ruoli devi investire: la questione centravanti va chiarita, con Ratkov cosa si vuole fare?”.

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Lazio, dalla valigia pronta al primo gol stagionale: Romagnoli certezza e guida verso il rush finale

Il centrale è il pilastro della Lazio di Sarri, ieri l’ultima conferma.

Un gol pesante, il primo della sua stagione. Il primo, soprattutto, dopo tutto quello che è accaduto a gennaio. Sì, perché c’è stata una storia che sembrava già scritta, un addio annunciato, una valigia pronta. Nell’ultima sessione di mercato Romagnoli, sottolinea il Corriere dello Sport, era davvero a un passo dal lasciare la Lazio. Dopo la trasferta di Lecce aveva salutato tutti, con l’idea di trasferirsi negli Emirati Arabi Uniti, all’Al-Sadd di Roberto Mancini. E invece qualcosa non è andato come sembrava.

Ieri il gol, dentro una prestazione da leader difensivo, con senso di appartenenza, responsabilità. Prima della rete, c’era stata la solita prestazione da riferimento centrale. In coppia con Gila ha alzato un muro, leggendo in anticipo ogni movimento dell’Atalanta, chiudendo gli spazi, guidando la linea, con l’unico momento di vero pericolo rappresentato dal gol di Ederson poi cancellato dal Var. Romagnoli, però, non si è limitato a difendere. Ha sentito che era il momento di sbloccarsi anche dal punto di vista realizzativo, scegliendo il momento perfetto per segnare il suo primo gol stagionale, nella notte più importante.

In una stagione in cui tante certezze sono venute meno lui, conclude il quotidiano, è rimasto. Ha continuato a lavorare, a guidare, a mettersi al servizio della squadra. E anche a segnare nella partita più importante della stagione.

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Lazio, Sarri riparte dalla certezze: Gila e Romagnoli i pilastri anche in Coppa

Le speranze di qualificazione sono sulle spalle del tandem difensivo.

Proteggono e inorgogliscono, Gila e Romagnoli. Vanto della Lazio, gli si chiede di alzare il muro di fronte all’Atalanta. Il segreto svelato di Sarri, i due insostituibili. Si completano ed esaltano a vicenda. Velocità, forza fisica, intelligenza, esperienza: c’è il pacchetto completo di pregi al centro del reparto arretrato. Il punto di forza biancoceleste, che non teme confronti con le avversarie più attrezzate sulla carta e sul campo. Potevano dividersi a gennaio, evidenzia il Corriere dello Sport, sono rimasti insieme e ora provano a chiudere la stagione trascinando i compagni alla finalissima di Coppa Italia.


Romagnoli leader, senso della posizione e letture preventive. Gila marcatore, anticipi e velocità turbo. A Napoli non hanno fatto respirare Hojlund, limitato negli scatti e nel controllo della palla. Devono ripetersi a Bergamo, servono 90 minuti (o 120) dello stesso livello. Insieme, conclude il quotidiano, hanno disputato l’intera Coppa Italia: gli ottavi con il Milan, i quarti a Bologna, la semifinale d’andata con l’Atalanta. Le speranze di qualificazione sono sulle spalle del tandem difensivo: determinanti nel presente, ma con il futuro in bilico viste le rispettive situazioni contrattuali (sono in scadenza nel 2027). Firme a parte, ormai improbabili, possono lasciare un altro segno stasera spingendo la Lazio in finale.

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Lazio, fortino in trasferta. Romagnoli e Gila alzano un’altra diga

Il pass per l’ultimo atto di Coppa Italia dipenderà in gran parte da una diga fin qui sontuosa.

Otto porte inviolate fuori casa, la difesa bunker forgiata da Sarri si esalta nelle sfide di cartello. Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, ha imposto al Napoli di chiudere una gara interna di campionato senza tiri nello specchio a ventinove anni dall’ultima volta (nel 1997). La dominante prova di forza al Maradona è manifesto programmatico di una feroce solidità esterna che ora somiglia tremendamente all’annata del secondo posto. In diciassette partite fuori Roma la Lazio ha incassato appena dodici gol, proprio come nella stagione 2022/23, chiusa da vice-campioni d’Italia: è il miglior dato d’Europa dopo il Milan (11), si inchinano pure Arsenal, Como (13) e Inter (14).


I numeri difensivi dei tre impegni più recenti fanno ancora più rumore se registrati con Lazzari e Tavares: mai nel primo biennio laziale di Sarri si era visto il doppio terzino di spinta. Al netto della crescita di Provstgaard, il segreto della compattezza sta nell’intesa tra Gila e Romagnoli. Anticipi puntuali, tempismo perfetto nelle chiusure, aggressività nei duelli e pulizia nelle uscite: quando i due centrali in scadenza nel 2027 hanno giocato in coppia, la Lazio ha raccolto appena 17 palloni dalla rete. Sarebbe la miglior retroguardia del continente.

Non a caso, conclude il quotidiano, i tre freschi forfait dello spagnolo per infiammazione al ginocchio coincidevano con i ko di Torino e Firenze e il pari col Parma, mentre le due settimane di assenza dell’ex capitano del Milan dopo il mancato approdo in Qatar costavano due gol a partita con Genoa, Juve e Atalanta. Il rendimento del duo difensivo è il benaugurante asso nella manica per la New Balance Arena: nell’unica sconfitta stagionale con la Dea (lo 0-2 di San Valentino) mancò Romagnoli e Gila uscì al break per infortunio, ma in casa dei nerazzurri Sarri tiene chiusa la porta dal febbraio 2024. In tre incroci stagionali tra Atalanta e Lazio manca soltanto un risultato. E il pass per l’ultimo atto di Coppa Italia dipenderà in gran parte da una diga fin qui sontuosa.

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Lazio, il futuro di Romagnoli è sempre più lontano da Roma: ipotesi rescissione del contratto

Il centrale laziale potrebbe percorrere la via della rescissione unilaterale del contratto.

La difesa continua a essere la forza della Lazio e, con Gila ormai condizionato da una perenne infiammazione al tendine rotuleo, Romagnoli è l’unico pilastro. Incredibile ma vero, proprio Alessio che aveva già salutato tutti a Lecce, prima dell’incredibile colpo di scena nell’ultimo giorno del mercato d’inverno. Era tutto fatto con l’Al-Sadd, affare saltato sul gong solo per la mancata rinuncia a tre mensilità da parte del centrale di Anzio. Non si è mai ricomposta quella frattura con Lotito, riporta Il Messaggero, con il presidente che al momento non ha alcuna intenzione di rimettere sul piatto il rinnovo, nonostante la scadenza fra un anno.

Romagnoli si sta dimostrando un laziale vero, sta dando tutto per la maglia in campo, ma prima della fine della stagione, si legge, potrebbe percorrere la via (tramite l’art.17 della Fifa) della rescissione unilaterale del contratto. Lo scoppio della guerra in Medio Oriente ha infatti ridotto al minimo le sue chance di andare in Qatar a giugno. È presto comunque per parlarne, perché anche i movimenti in panchina potrebbero cambiare ogni scenario.