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RASSEGNA STAMPA

Lazio, faccia a faccia Lotito-squadra: irritazione reciproca e possibile ritiro

Aria irrespirabile dalle parti di Formello. Il presidente Lotito è furioso con la squadra, per il risultato rimediato contro il Como. La squadra è irritata con lui, per il mercato che sta facendo. Sarri, da parte sua, prova a mediare ma difficilmente sarà sereno, in un momento come questo. Il presidente della Lazio ha tenuto un faccia a faccia con la squadra, giovedì pomeriggio, quando si è recato a Formello per incontrare Romagnoli e tentare di convincerlo a restare. Nel frangente ha anche ventilato l’ipotesi minacciosa di ritiro.

Già dopo il ko contro il Como, Claudio Lotito era stato chiaro, dicendo: “Fuori chi non ha voglia di restare!” Nella giornata di giovedì pomeriggio, poi, quando ha visitato la squadra a Formello per incontrare Romagnoli e chiarire la sua posizione, ha ribadito lo stesso concetto, di fronte ai calciatori.

Il discorso è stato diretto principalmente a chi non ha voglia di andare prossimamente in ritiro, possibilità che diverrà ancora più verosimile se la squadra continuasse a non ottenere risultati positivi. Lotito fa la voce grossa ma il problema ora, è anche l’ambiente che lui ha creato. Lo smantellamento sta facendo esplodere il dissenso e ha creato mugugni dentro lo spogliatoio. L’aria, come sottolinea Il Messaggero, è irrespirabile, e c’è il disorientamento più totale. Numerosi giocatori starebbero cercando possibili vie di fuga. Sarri, intanto, sta provando a motivare i reduci, ma senza più nemmeno Romagnoli, rischia davvero di crollare tutto.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lecce-Lazio, Rambaudi: “Allenatore e squadra devono estraniarsi da tutto. Servirà grande motivazione” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Non credo sia giusto programmare così, come sta facendo la Lazio. Speravo Lotito leggesse la situazione non solo da imprenditore ma anche da presidente tifoso, fino a qualche mese fa avevo fiducia. Se la strategia di questa società fosse chiara, la situazione non sarebbe così complicata.

Questa di Lecce è una gara da preparare al meglio, con gente che ha grande motivazione. Chi è un po’ frastornato, chi arriva in ritardo sulla palla, non deve scendere in campo. Si deve scendere in campo motivatissimi. Serviranno atteggiamento, spirito di gruppo, fame. Il tutto chiaramente abbinato ad un’organizzazione e alla qualità tecnica, particolare in cui sei superiore al Lecce ma comunque no basta. Allenatore e squadra devono estraniarsi da tutto e pensare che questa gara può essere una medicina, può dare ossigeno. Se scendi in campo con un alone di negatività, non si può giocare”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Romagnoli? Tutto assurdo, Lazio smantellata. Attenzione, si sta agendo con troppa superficialità” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La cessione di Romagnoli? In questo momento è tutto assurdo. Ci sono delle problematiche, ok, ma questo è smantellare. Attenzione, si sta agendo troppo in maniera superficiale, non da squadra che vuole tentare di fare il possibile per raggiungere gli obiettivi. L’atteggiamento piatto visto contro il Como è la conseguenza di tutto questo.

Al momento io non credo ci sia tanta differenza tra la Lazio e il Lecce, anche perché l’aspetto mentale conta tanto adesso. Sono molto preoccupato di questo. Sabato voglio vedere se ci sarà una reazione.

Qui non c’è logica. Tuttavia la squadra, anche se non è facile, deve essere brava ad estraniarsi. A Lecce devi vincere”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’Olimpico riabbraccia Cragnotti. L’invito dell’ex presidente: “Rimanete vicini alla squadra”

Il presidente più vincente della storia del club ieri allo stadio.

Due facce della stessa medaglia, o meglio, dello stesso club: da una parte uno dei presidenti più amati della storia della Lazio, sicuramente il più vincente, Sergio Cragnotti, dall’altra il patron più contestato di sempre, Claudio Lotito. All’Olimpico ad assistere alla sfida dei biancocelesti c’era uno spettatore d’eccezione: il presidente del secondo scudetto laziale appunto, invitato dal senatore. «Pregherei la Curva di stare vicino a questi giocatori – l’invito di Cragnotti – rivolgo un abbraccio ai tifosi della Lazio, che ci facciano volare come vola l’aquila». Poi un commento sulla Lazio di oggi, con riferimenti al passato: «Anche ai miei tempi era difficile fare il presidente. Per quanto riguarda gli arbitri, pure allora abbiamo perso diversi scudetti». Nel frattempo la Nord e tutto lo stadio hanno intonato cori per salutarlo ed omaggiarlo, senza però dimenticare la contestazione ai danni di Lotito; cori che si sono protratti fino al triplice fischio. Instancabili, a gran voce, i tifosi. Un legame ormai ridotto ai minimi termini, quello tra i sostenitori della Lazio e l’attuale proprietà, il tutto reso ancora più evidente dall’accoglienza calorosa riservata a chi i laziali li ha fatti sognare, in Italia ed in Europa, portando nella Capitale calciatori invidiati in tutto il mondo. IlTempo

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Briga: “Lazio, l’impegno di Sarri, la squadra smantellata, il progetto che non c’è… e si dà la colpa ai tifosi” (VD/AD)

MATTIA BRIGA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Sono laziale da prima che nascessi, visto che sono tutti laziali a casa mia. Io, papà e nonno, tre generazioni, il giorno dello scudetto ci siamo abbracciati tutti in campo quando aprirono i cancelli. Distinti nord parte Tevere, eravamo abbonati lì. Io a 8-9 anni andavo già in trasferta con papà.

I miei idoli? Beppe Signori il primo. A lui aggiungo anche Nesta, poi Klose.

La Lazio deve essere forte, ambiziosa. Sono dell”89, quindi nella mia testa la Lazio è una squadra che deve necessariamente calcare certi palcoscenici, come quelli degli anni 2000. Non mi voglio abituare, mi opporrò sempre alla mediocrità.

Lazio-Ancona 5-0, avevo 4 anni: questa è stata la mia prima partita. All’inizio ai gol ero spaventato, poi ci ho preso gusto (sorride, ndr).

In Tevere sì, sono stato vicino a Milinkovic. Ho sentito che il problema della Lazio è l’ambiente, che i calciatori non vengono per questo, poi Candreva, Rocchi, Radu vengono anche con i tifosi a seguire le partite.

Cosa mi piace della Lazio di oggi? Poco. Mi piace l’impegno di Sarri nel tirare fuori le cose belle da una squadra smantellata. Avevi Milinkovic, poi sostituito da Guendouzi, che a sua volta è stato sostituito da Taylor. Il progetto non c’è, questa è una squadra operaia. Il lavoro difensivo del mister è enorme, non mi diverto a vedere le partite perché non tiriamo mai ma questo è il compromesso. Voglio sempre vedere attaccamento da parte dei giocatori, come Guendo che ha giocato fino all’ultimo prima di partire per la Turchia: ha fatto una cosa bella, di cuore; se si fosse fatto male sarebbe saltato il trasferimento”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Vogliono migliorare il bilancio, non la squadra. Lotito ha detto che non avrebbe indebolito la Lazio ma… ” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vittoria arrivata con un briciolo di fortuna, quello che è mancato ultimamente. Partita con pochi spunti tecnici, il livello si è abbassato. La difesa ha funzionato, ennesima gara senza subire a dimostrazione che la squadra sa cosa fare dietro. Il problema è l’attacco: c’è un tridente che non spara. Ieri senza Zaccagni giocavano Isaksen, 2 gol, Cancellieri, 3, e Noslin 2. Totale 7 reti e Lautaro, attuale capocannoniere, ne ha fatti 10, quindi lui da solo vale più degli altri tre.

La Lazio ha un ottimo reparto difensivo, che si basa soprattutto sui due centrali e rischia di perderli entrambi. Non puoi permetterti il lusso di perdere a fine stagione sia Gila che Romagnoli. Il presidente ha detto che non avrebbe indebolito la squadra ma al momento è più debole di due settimane fa. Con il centrocampo Taylor, Guendouzi e Rovella avresti migliorato la situazione. Per me vogliono migliorare il bilancio e non la squadra”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Cancellieri: “Squadra sul pezzo ma manca cattiveria sotto porta. E sul ruolo di centravanti…”

L’attaccante biancoceleste ha così commentato a Lazio Style channel il pari casalingo con la Fiorentina:

“Le dinamiche sono sempre queste. Oggi dobbiamo guardare anche le cose buone che abbiamo fatto, ad esempio il grande primo tempo. C’abbiamo avuto diversi spunti, molte occasioni, tra cui quella con Gila, che ha subito una trattenuta. Se proprio devo trovare una critica, dico la cattiveria sotto porta, che ci avrebbe potuto portare in vantaggio già nel primo tempo. Ma ho visto comunque una Lazio sul pezzo.

Come mi sono trovato da centravanti? Quando l’avevo fatto con Sarri ero più piccolo, immaturo sotto il punto di vista tattico. Oggi mi sono trovato bene, devo cercare di sfruttare le mie caratteristiche. Giocare da punta o da esterno non fa differenza, come ho detto devo cercare di sfruttare quelle che sono le mie caratteristiche, dando un contributo maggiore alla squadra.

Se avessimo fatto gol nel primo tempo, non avremmo rubato nulla, abbiamo creato tante occasioni al di là di quelle che non sono andate in porto”.

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Lazio, Provedel è la certezza di questa squadra: lo certificano i dati

Garanzia tra i pali: Ivan è tornato ai suoi livelli e lo dimostrano i numeri.

Dopo una stagione altalenante, Provedel si è ripreso i pali. Come evidenzia il Corriere dello Sport è lui l’unico giocatore della rosa a non aver saltato neanche un minuto in Serie A e, con l’arrivo del Napoli all’Olimpico, si prepara a essere ancora una volta il valore aggiunto della squadra di Maurizio Sarri. Un’affidabilità raccontata da parate decisive in momenti delicati, ma anche da numeri che dipingono una stagione di altissimo livello, in cui si è ripreso la titolarità indiscussa della porta biancoceleste.

Provedel è tornato a essere un riferimento assoluto. I dati, si legge, lo certificano: è il primo portiere del campionato per clean sheet, a quota nove, e guida anche le classifiche più significative per valutare l’impatto reale di un estremo difensore. La sua percentuale di parate è dell’84,2%, la più alta in Serie A, mentre i gol evitati sono 7,73. Un numero che spiega meglio di ogni parola quanto il 31enne portiere di Pordenone incida sul rendimento della squadra. Il dato più impressionante riguarda proprio quello che viene definito XGoTC, ossia l’indice che misura la differenza tra i gol subiti e quelli “attesi” in base alla qualità dei tiri ricevuti. Provedel sotto questo aspetto è terzo in Europa (considerando i 5 migliori campionati): davanti a lui soltanto i colleghi Hervé dell’Angers (8,8) e Aarón del Real Oviedo (8,03). Per Sarri (e tutta la Lazio) è una sicurezza tecnica e mentale. Sapere di poter contare su un portiere che non solo para, ma lo fa nei momenti chiave, consente alla squadra di mantenere compattezza anche quando la pressione sale.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Isaksen: “Ho tanti amici in rosa, ci aiutiamo molto. Ecco qual è la squadra dei miei sogni…”

Isaksen protagonista dell’ultimo video su YouTube del canale danese ‘Jon og Drøger’.

“In squadra ho tanti buoni amici, per me è fantastico. Poi c’è anche un altro danese (Provstgaard, ndr.), ci aiutiamo molto. La famiglia e gli amici? Non è lo stesso vederli una volta al mese, quando abitavo ad Aarhus era diverso. Di questo sono un po’ triste, ma è il calcio è il mio sogno e la mia famiglia può fare tante belle esperienze e venirmi a vedere in campo. Il mio sogno come squadra in Europa? La mia famiglia è da sempre del Liverpool… ma non mio fratello, lui è dell’Arsenal (ride, ndr.)”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, grandi meriti a Sarri, alla squadra e ai tifosi. E sulle espulsioni…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di Parma è stata una partita che la Lazio stava conducendo bene poi sappiamo quello che è successo: di due rossi forse ce ne era mezzo. Il fallo di Basic ricorda quello, non punito, di Saelemaekers; con Zaccagni il Var sarebbe dovuto intervenire come ha fatto in Sassuolo-Lazio, ma ormai sappiamo come vanno questi episodi.

Questa è una squadra vera. Un grande merito va dato a Sarri: vedo una squadra che non concede, tutti sanno quello che devono fare, c’è una grande organizzazione tattica che sta permettendo alla Lazio di risalire piano piano la classifica. Merito di Sarri, della squadra e dei tifosi e qui mi fermo, altrimenti altri si prendono meriti che non hanno.

Sarri ha capito che è meglio tenere un profilo basso anche perché non è supportato dalla società”.