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‘NMM’ – Giordano: “La Lazio e i suoi tifosi sono la base per fare il salto. La società deve fare il primo passo e seguire un modello vincente” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “La Lazio deve cresce a livello europeo. Io sono convinto che potremmo farlo, perché la piazza è importante e la storia anche. La società non è indebitata, l’importante e voler migliorare, come insegna l’Atalanta. Gasperini parla giustamente di competenza e senso di appartenenza, sono le basi per crescere. Certo, è la società che deve fare il primo passo per arrivare a questi obiettivi. Partendo da uno sponsor ad esempio, ma ci sono sicuramente anche altre piccole grandi cose che potremmo migliorare. Ci sono tutte le componenti per fare il salto di qualità. Prendere ad esempio quello che ha fatto il Borussia Dortmund ad esempio, cercare un modello importante da seguire conscio che non sarai mai il PSG o il City”.

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‘SVB’ – 50 anni dal primo Scudetto, Frustalupi: “Papà faceva girare una Lazio speciale” (AUDIO)

Nicolò Frustalupi (vice Mazzarri) in collegamento a ‘SVB’

Domenica sarò all’Olimpico, sarò in campo per omaggiare la Lazio del primo scudetto e la memoria di mio padre Mario. Quando è venuto a mancare ero piccolo, avevo dodici anni, non mi ha parlato direttamente lui di quella squadra, era umile, non era uno che si vantava delle sue gesta. Mi sono informato io, ne so abbastanza e ne sono affascinato. Con il figlio di Re Cecconi c’è un rapporto che coltiviamo da tempo, ma nelle varie reunion che sono state fatte ho avuto modo di confrontarmi con gli ex compagni di papà.

Il ricordo di questo scudetto a distanza di 50 anni è una cosa speciale, ambiente e tifosi della Lazio sono diversi dagli altri. Il ruolo di papà di regista era quello che faceva girare la squadra, era un po’ l’allenatore in campo, cosa che i suoi ex compagni riconoscono. Questo mi riempie di orgoglio.

Ricordo che 20 anni fa, un massaggiatore mi raccontò che una volta papà giocò con un infortunio all’adduttore e chiese allo stesso massaggiatore di non dire nulla. Avrebbe comunque utilizzato l’altra gamba (ride, ndr). Lui utilizzava il destro ed il sinistro alla stessa maniera. Oggi non accadrebbe mai, il calcio è cambiato, così come il carattere di chi scende in campo. Prima tutto era mosso dalla passione. Quella di mio padre me la ricordo bene, lui ha continuato a giocare fino a 40 anni anche gli amici.

Mazzarri ed io mai vicini alla Lazio? Non lo so, quando lui faceva contratti ci avvisava sempre a cose fatte. Chiaro che ho pensato di ripercorrere anche la carriera di papà, mancano solo Lazio e Cesena per ripercorrere tutte le sue tappe”.

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‘NMM’ – Giordano: “Troppi passi falsi. Alla Lazio manca la malizia per fare partite sporche”

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “Passi falsi? Magari fosse solo Monza. Quando capisci che non è giornata e ti arriva quel regalo sui piedi di Vecino, poi andrebbe giocata un’altra partita. Una di quelle sporche, furbe. Il contrario può capitare quando c’è una gara pulita e molto tecnica, ma non era quello il caso. Non sfruttare quel regalo è un delitto. Secondo me è anche una questione di applicazione, non puoi portarti il nemico in casa, perché prima o poi paghi caro. La Lazio è una squadra fin troppo pulita, non ha giocatori che perdono un po’ di tempo con qualche malizia, anche nei momenti decisivi. E’ una caratteristica, fa parte del pacchetto”.

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‘NMM’ – 50 anni dal primo scudetto, Maestrelli: “Domenica il battesimo di una nuova generazione di laziali!” (AUDIO)

Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso Maestrelli che con la Lazio vinse il primo Scudetto, a Radiosei.

Massimo Maestrelli sarà presente al grande evento di domenica, per commemorare la grande Lazio del ’74 nel cinquantennale dallo Scudetto.

Massimo, possiamo immaginare i tuoi brividi…

“Ho provato grandi emozioni anche la scorsa stagione, quel ‘tranello’ di Roberto Rao che mi ha portato sotto la Curva Sud per tagliare il nastro, fui messo in mezzo (ride, ndr.) Fu un bagno d’amore, culminato con la bandiera di babbo in curva. Pensate che all’inizio Tommaso Maestrelli era preoccupato del suo arrivo a Roma. Penso che neanche il più ottimista dei tifosi poteva pensare ad un epilogo del genere. Sarri si è emozionato a stringere la mano di Gigi Martini, questo la dice lunga sull’impatto che ha avuto quella Lazio anche su chi viveva fuori dal nostro ambiente. Sarri manca, credo che anche a lui dispiaccia non esserci il 12 maggio. Penso che sia ferito, che questa vicenda delle dimissioni lo abbia toccato profondamente”.

I significati profondi, un passaggio generazionale

“Domenica rappresenta una nuova generazione di laziali. Tutti i genitori che porteranno i figli, a cui permetteranno di conoscere una storia incredibile e meravigliosa. Ancora non conosco i dettagli su quello che succederà, il programma. Sono sicuro che sarà un evento indimenticabile grazie a tute le iniziative. Lenzini fu forte ad imporsi, perché quando papà arrivò alla Lazio c’erano molti dubbi, anche da parte di Chinaglia. Tommaso aveva un profilo basso, mentre mister Lorenzo era di alto profilo. Lenzini si impuntò ed ebbe ragione. Era un uomo coraggioso. Quel giro di campo rimane inciso nella nostra storia. Spero di vedere tana gente domenica, persone che possano mettere da parte per qualche ora tutti i fastidi di questa stagione. Poi, sul campo, ancora confido in un finale diverso”.

Dario Cadeddu

08/05/2024

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‘QDL’ – Lino Della Corte (paracadutismo): “Vi racconto il lancio per lo scudetto del 1974”

Ci si avvicina ai festeggiamenti per lo scudetto che la Lazio ha vinto nel 1974, esattamente 50 anni fa. Durante la trasmissione “Quelli della libertà” è intervenuto Lino Della Corte, responsabile della Lazio Club Paracadutismo, per parlare proprio della festa scudetto della Lazio.

“Per me sarà uno dei lanci più belli di sempre. Grazie al comando generale dell’Arma dei Carabinieri che ci ha messo tutto a disposizione. Salteremo domenica mattina dalle 9:15 alle 9:30. Salterà tutto il team della Lazio e salterà il campione del mondo Giuseppe Tresoldi, colui che ha portato la bandiera a Mattarella il 2 giugno 2018. Porteremo un tricolore di 220 metri, poi riporteremo giù la bandiera che abbiamo già portato al primo ‘Di Padre In Figlio’ e seguiremo il tricolore fino all’atterraggio al centro del campo. So che verranno i ragazzi del Sodalizio con le bandiere storiche. L’entrata è limitata a 1000 persone per problemi di ordine pubblico. Ma il lancio lo si vedrà anche da fuori, salteremo da 1700 metri. Ci sarà una bravissima cantante che intonerà una bellissima canzone mentre scenderemo giù. Poi prenderemo la bandiera piccola e andremo al busto di Tommaso Maestrelli. Sarà una cosa semplice, bella e intima. E poi ci sarà una targa che porterà la Polisportiva. Le condizioni meteo sono buone, sarà una settimana biancoceleste. Noi integriamo la lazialità a 360°, vogliamo il cielo biancoceleste”.

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‘NMM’ – 50 anni dal primo scudetto, Martini: “Un romanzo unico, storie che ti prendono l’anima. Il binomio Maestrelli-Lenzini…” (AUDIO)

L’ex difensore della Lazio di Maestrelli, Luigi Martini, in collegamento a Radiosei

Una ricorrenza unica, emozionante

“Della nostra Lazio, la cosa meno importante era la questione tecnica, malgrado la presenza di grandi campioni. La cosa decisiva da sottolineare è che non esiste altra squadra della storia del calcio che abbia quel tipo di storia. Un romanzo incredibile, una storia unica, gente che si lanciava con il paracadute, ma soprattutto il lato umano di quella squadra. Chi nel mondo può dire di aver fatto quello che ha fatto Oddi, portando Giorgio e Pino a riposare con il Maestro nella stessa cappella. Con queste cose ci fai una serie televisiva infinita, è una storia che oscura tutto ed è la ragione per cui i tifosi non se lo dimenticano. Sono storie che ti prendono l’anima. Chi non si emoziona davanti a tutto questo sbaglia. Domenica all’Olimpico sarà una gioia, io devo tutto alla Lazio, parte tutto da lì, anche la mia carriera politica e da pilota. Quando penso a quella Lazio mi commuovo, i miei compagni sono stati più di amici. Quando penso a loro penso a qualcosa che è dentro di me”.

Lenzini, un Presidente spesso poco citato

“La figura del presidente Lenzini merita di essere portato al centro del romanzo. Il binomio con Maestrelli è stato incredibile, è stata una fusione perfetta. Tutti i venerdì andavo a casa sua, voleva sapere tutto, come andavano le cose, come andava con Chinaglia. Era un uomo di una forza morale incredibile, ho vissuto il declino con lui”.

Maestrelli, la svolta tattica

“La scelta di Maestrelli di spostarmi nel ruolo di terzino l’ho capita subito, ma non l’ho mai accettata (ride, ndr). In quegli anni i terzini spesso erano degli scarponi, mentre le mie caratteristiche erano molto offensive. Fu la grandezza di Maestrelli, la sua capacità di entrare dentro le persone con la sua persuasione, a convincermi”.

Dario Cadeddu

07/05/2024

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‘NMM’ – 50 anni dal primo scudetto, Nanni: “C’era voglia di ricambiare l’amore della gente. Oggi manca carattere, nessuno si incavola…” (AUDIO)

L’ex mediano della Lazio di Maestrelli, FRANCO NANNI, in collegamento a ‘NMM’!

“Sarò contento di partecipare alla festa di domenica per celebrare i 50 anni del nostro scudetto. Come si fa a mancare, altri 50 anni non si possono aspettare. sarà una cosa irripetibile. Come vado in giro per Roma tutti si ricordano quanto fatto, credo che dipenda dal fatto che eravamo attacchi alla maglia, eravamo in contatto con la gente, c’era la voglia di ricambiare il loro amore. Davamo quel qualcosa in più per renderli felici. Dal punto di vista tecnico, credo che quella grande Lazio plasmata da Maestrelli, sia nata prima dell’inizio del campionato. Eravamo partiti male e la fortuna ha voluto che a causa di alcune assenze, il mister ha rivisitato un po’ la squadra. Io venni spostato da mediano, ruolo in cui sono poi riuscito ad esprimere le mie potenzialità. Stessa cosa accadde a Martini che venne dirottato a terzino. Poi il campionato è iniziato così, con Maestrelli che trovò degli aggiustamenti importanti. Il resto lo fecero le sue intenzioni di comunicatore e motivatore. La Lazio di oggi? Manca gente di carattere, gente come Wilson e Chinaglia che spronano, stimolano, si arrabbiano. Qui non si incavola nessuno, nessuno che guarda in cagnesco per scuotere il gruppo”.

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‘QDL’ – Gene Gnocchi: “Sarri via per esasperazione. La Lazio con Lotito non vincerà mai lo scudetto”

Intervenuto in esclusiva in Quelli della Libertà, in onda su Radiosei tutti i giorni dalle 18.30 alle 20, Gene Gnocchi ha detto la sua sulla Lazio: “La Lazio ha sempre avuto un problema di giocatori. Ci sono Zaccagni, Luis Alberto e Felipe Anderson e so che nel vedere le partite dei biancocelesti ci si diverte. Ma ho la sensazione che non ci sia voglia di crescere. Da esterno mi sembra che manchi un po’ di ciccia. C’è un po’ di malumore, Luis Alberto, Guendouzi… Si capisce che non è un ambiente serenissimo. Mi sembra che con Lotito la Lazio non vincerà mai lo scudetto e non andrà mai in B. Sarri penso si sia dimesso per esasperazione. Lo scudetto del 1974? Sono sempre stato innamorato di D’Amico che ho conosciuto ed è sempre stato il giocatore che mi faceva sognare. Ho sempre amato quei giocatori lì. Chinaglia, Re Cecconi, Wilson… Erano tutti bravi, ma D’Amico era pazzesco. Dava l’idea di essere un bambino che però poteva vincere le partite da solo. Quella squadra sembrava una famiglia che però litigava”.

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‘NMM’ – Giordano: “Vincere a Monza per mettere pressione. Immobile dall’inizio ok, Colpani lo prenderei ad occhi chiusi” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “La Lazio deve continuare sulla scia dell’ultimo mese, a mettere pressione su chi ci precede. Il Bologna ha un bel margine, noi dobbiamo stare addosso a Roma e Atalanta. Loro punteranno alla Juve, noi dobbiamo mettere pressione senza fermarci. Bisogna ottenere i 3 punti. Ci saranno difficoltà, perché loro giocano un bel calcio senza grosse pressioni. C’è il rischio di vanificare questa rincorsa senza vincere, in ottica Champions, ma anche la possibilità di consolidare la posizione Europa League”.

“Immobile dal 1′? Vuol dire che Tudor l’ha visto bene e motivato. Che ha reagito bene dopo l’esclusione col Verona. Ci sta tutto, l’importante è avere fiducia nel tecnico e nelle sue scelte. Zaccagni in panchina? Giusto avere frecce a gara in corso. Le soluzioni sono necessarie, Tudor ne ha, anche a centrocampo. Sarà una gara di corsa e dinamismo. Colpani? E’ un giocatore di classe. Ha colpi e visione di gioco. Ricorda Berardi, con più classe e meno forza esplosiva. Può giocare anche di spalle e centralmente, ben calciatore in piena evoluzione. Il settore giovanile è di primo livello, lì a Bergamo lavorano bene e sodo. Lo prenderei ad occhi chiusi per la Lazio. Calcia bene anche i piazzati, vai sul sicuro”.

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Lazio, nuovo stadio Flaminio: presentazione progetto vicina, spunta un ‘no’ del Comune

Come anticipato negli scorsi mesi e più volte durante la trasmissione ‘SVB’ in onda su Radiosei e come confermato anche ieri dal Presidente Lotito, la Lazio a breve presenterà al Comune di Roma il progetto preliminare di ristrutturazione dello stadio Flaminio.

Spunta un particolare: tra le prescrizioni del Campidoglio ci sarebbe quella di non voler considerare in alcun modo l’ipotesi di realizzare in quella zona anche un centro commerciale, ma solo le opere necessarie e di corollario allo stadio stesso.

Alessio Buzzanca

(PUBBLICATO ALLE ORE 10,20)