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‘NMM’ – D. Rossi: “Dia trequartista è la chiave, ora le risposte da Noslin…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Giusto non spostare Dia dalla trequarti, mi sembra la scelta più logica. Belahyane? La prima impressione è che possa far meglio accanto a Guendouzi che a Rovella, ma non abbiamo ancora il quadro completo. Importante, oltretutto, avere Pedro come jolly a gara in corso. Penso che nella testa di Baroni oggi ci sia la necessità di tenere Dia sotto punta, è quella la chiave. Su Noslin va fatto un plauso a Baroni per come si è ‘schierato’ a sua difesa dopo un inizio non scintillante, quando disse che la responsabilità era anche sua per non avergli trovato immediatamente un ruolo in cui utilizzarlo con continuità”.

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‘NMM’ – Leonardi: “Lazio, per me non sei una sorpresa. Giusto puntare sui giovani per non turbare gli equilibri…” (AUDIO)

PIETRO LEONARDI in collegamento a ‘NMM’

“La scorsa estate ebbi subito l’impressione che i criteri della Lazio nel fare mercato avrebbero dato i loro frutti. La società ha puntato su atletismo, profili giovani e rapidi. Nonostante lo scetticismo iniziale, la squadra ha subito risposto bene e ora si sta confermando. Il mercato di gennaio? Personalmente l’ho sempre considerato quello dei ‘disperati’, nel senso che la vera programmazione si effettua in estate, fra luglio e agosto. La Lazio non era, appunto, in condizioni disperate e quindi ha dato seguito alle manovre estive, puntando su giocatori futuribili. La cosa importante è, soprattutto, non rompere il giocattolo. In altre parole, non turbare gli equilibri dello spogliatoio e in tal senso, puntare su ragazzi in divenire, a mio avviso è la scelta giusta. Sorteggi? Li vivrò da sportivo, per il calcio italiano è importante che vadano avanti più squadre possibili col tricolore, al netto dell’uscita di scena di Atalanta, Milan e Juventus dalla Champions League”.

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‘QUELLI CHE…’ – Marchetti consiglia Provedel: “Anche io ho avuto un momento difficile alla Lazio, ecco cosa devi fare…” (AUDIO)

FEDERICO MARCHETTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sono a Malta, è stata una scelta anche per la famiglia; mio figlio qui impara bene l’inglese, sono arrivato con Luciano Zauri poi lui ora non c’è più ma io fino a giugno sarò qui. Mi diverto.

Seguo la Serie A, in primis la Lazio. Campionato sopra alle aspettative quello dei biancocelesti. Sapevo che il mister era molto preparato, chiaramente questa è una piazza importanti e per lui è la prima volta in un club superiore rispetto agli altri che aveva allenato. C’erano quindi dubbi su di lui, ma ha dimostrato subito di essersi integrato alla grande e poi ha fatto parlare il campo. Ha smentito tutti con lavoro e umiltà, complimenti a lui, ha dimostrato di essere un tecnico che può stare in un grande club.

Con me prima c’erano Vargic e Bizzari, poi Strakosha; nel mezzo Berisha e lui ha giocato molto quando ho vissuto un periodo personale complicato e non mi sentivo tranquillo, avevo chiesto al tecnico di stare fuori per recuperare la forma giusta. Mister Reja, che era subentrato a Petkovic, può confemarvi. E’ un grande uomo, mi chiedeva spesso come stessi, voleva che rientrassi. Allenatore e società, in accordo, sapevano tutto e mi sono tirato indietro dopo aver parlato con loro. Non dare tutto, mi sembrava un torto. Per me la squadra viene prima del resto e se le cose non sono ok è giusto ragionare da uomo e fare un passo indietro. Ho fatto un anno fuori rosa, Strakosha poi si era preso il posto.

La gara di Roma vinta quando giocavo col Cagliari? Rocchi tirò fuori un rigore, a Zarate lo parai. Lì mi sono detto che la Lazio era nel mio destino. Avevo parato di tutto.

Provedel? Ci sono annate e annate. Il nostro è un ruolo particolare, che vive di andamento di squadra e episodi. La sua annata non è fortunata. Vedo i gol che prende la Lazio, ci sono state molte situazioni borderline. Io da fuori possono solo dire che ha la mia stima, con il lavoro si è meritato la maglia da titolare. Ha abituato forse tutti troppo bene, ora sta vivendo un po’ di difficoltà, ma se si allena bene ed è positivo io non vedo motivi per cambiare. La vedo così, è rispetto. Se invece non la sta vivendo bene questa situazione, un po’ di riposo potrebbe rigenerarlo. Questo mi sento di dire da collega.

Quanto sarebbe importante che i tifosi lo elogiassero all’Olimpico? Sarebbe un bel segnale. Già solo a sentirvelo dire mi è venuta la pelle d’oca per la carica che trasmette il pubblico. Il portiere è un ruolo a sè. Provedel negli anni è sempre stato determinante, ora non deve strafare perché è peggio. Deve continuare a lavorare.

Un messaggio per lui? Ivan, sei forte, devi stare tranquillo. Pensa a lavorare che tutto si sistema.

Faccio un piccolo esempio? Maignan non sta facendo benissimo ma non è messo in discussione, Milano non è Roma. Tutto si sistemerà e tra qualche settimana parleremo di altro.

26 maggio 2013? E’ il momento più alto della mia storia alla Lazio. E’ stata scritta la storia, sono ricordi stupendi, indelebili, che porto sempre dentro. La nostra base è su Roma, torno spesso, e sentire l’affetto dopo 10 anni fa molto piacere, è un orgoglio.

L’azione dopo il nostro gol, a distanza di anni, la chiamo ‘la palla magica’. Il destino era quello, la Coppa ce la siamo meritata. Non ce lo meritavamo il pareggio loro in quel modo (sorride, ndr).

La maglia di Lulic? Era un talismano, la portavo sotto alla mia quando giocavo. Quando torno allo stadio a vedere la Lazio la metto“.

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‘SVB’ – Orsini: “Lazio in Champions? La quinta non entra. Provedel non è al meglio: il calcio non aspetta…” – (AUDIO)

La firma di RaiSport, Stefano Orsini, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”, per parlare di Venezia-Lazio  e della corsa Champions dopo l’eliminazione di Atalanta, Juventus e Milan.

“Il titolo Champions purtroppo è “Non entra la quinta”. Possiamo sperare solo in un crollo delle spagnole. Serve un miracolo, peccato perché entrano tanti soldi. Vedere le italiane uscire dalla Champions dispiace ma bisogna aprire una riflessione. Nel caso di Juve e Milan non è bastato investire a gennaio”.

“Derby di Europa League? Sulla carta quello della Roma sembrava il turno peggiore, ma il Porto ha venduto per 140 milioni indebolendosi. La Roma agli ottavi sarebbe l’avversario peggiore per la Lazio. Furbizia ed esperienza, i biancocelesti soffrono queste situazioni”.

“Provedel in dubbio? La Lazio ha fatto bene a puntarci, ma quest’anno è successo qualcosa. Potrebbe dipendere dal cambio di modulo oppure potrebbe esserci un problema del portiere a livello mentale. Se non cambia rendimento, è giusto pensare ad un cambio anche perché il calcio non aspetta. Io a Venezia punterei ancora su Provedel”.

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‘9 GENNAIO’ – Ballotta: “Provedel, momento delicato, è ora che deve dimostrare. Panchina? Dipende se ha ancora la fiducia di tutti…” (AUDIO)

Marco Ballotta in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“L’andamento della Lazio è buonissimo, lo si vede anche dalla posizione in classifica. Il percorso, al netto di qualche battuta a vuoto, è equilibrato e più che dignitoso. Per il quarto posto, vedo la Juventus che sta trovando stabilità. La vittoria contro l’Inter potrebbe per loro essere una scossa importante. Il resto l’ha fatto l’arrivo di Kolo Muani, mentre i problemi veri continua ad averli il Milan. Si nota da alcuni atteggiamenti che c’è qualcosa che non va all’interno. Il povero Conceiçao diventerà matto (ride, ndr). Qualcosa di pesante penso che nello spogliatoio ci sia stato, i giocatori di un certo livello come Hernandez non possono commettere questi errori. Qualcosa non quadra in linea generale, in un gruppo tutti devono avere un comportamento di un certo tipo. I problemi sono importanti, vado al di là del campo.

La stagione di Provedel? Ha abituato troppo bene. Quando è arrivato a colto l’occasione, ha fatto subito benissimo. Poi mantenere quel livello non è facile. Tutti i giocatori li valuto nel momento di difficoltà, quanto riescono a reagire. Quando capita qualche errore inizia l’esame, in particolare in una piazza come quello di Roma. Non so se lui riuscirà a farlo ora che sta attraversando un momento delicato.

Poi ci sta anche la possibilità di dare dei turni di riposo. Deve decidere il tecnico. E’ lui che deve capire se il portiere ha in mano la fiducia di tutti. Se la difesa ha poca fiducia del portiere può generare una sfiducia collettiva pericolosa. Un turno di riposo può essere necessario, ma anche deleterio. Intanto, è importante capire se in lui va tutto bene. Il campione lo vedi in questi momenti. Il portiere quando sbaglia lo sa, è inutile che in campo venga ripreso da compagni di squadra. Se Guendouzi ti si rivolta contro non è un bel segnale. Mandas? Ora da 6,5″.

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‘NMM’ – Liverani su Belahyane: “Venezia sarebbe l’ideale. Zero minuti in un mese fanno riflettere…” (AUDIO)

Fabio Liverani in collegamento a ‘NMM’

“Noslin al posto del Taty? Credo che sia il primo indiziato. Lui nasce attaccante centrale, anche se spesso è stato dirottato. A Verona Baroni lo utilizzava in quel ruolo, mi sembra una scelta per non stravolgere il gioco, molto logica. Dia, per le sue qualità, non è nel suo habitat naturale da prima punta. Lui deve dare pochi punti di riferimento e quando ha vicino un altro attaccante, è nel suo territorio tattico ideale. Inoltre, da anche equilibrio alla squadra nella fase di non possesso. Belahyane? Secondo me è la partita giusta per far vedere a che punto è il suo inserimento. E’ una gara importante che serve alla Lazio per mettere punti importanti e confermare la crescita. Se dovesse scegliere Dele-Bashiu, probabilmente è perché Reda non ha trasmesso grande fiducia in questo inizio di avventura. Al tempo stesso, c’è anche una gerarchia da rispettare. E’ chiaro che la Lazio ha un’identità ben precisa, per questo parlavamo di un giocatore simil-Vecino da prendere sul mercato. Non ha giocato un minuto da quasi un mese ed è fuori dalla lista UEFA. Credo sia lecito farsi delle domande, pur partendo dal presupposto che non deve per forza essere un punto fisso della squadra. Magari è la classica operazione per la nuova stagione: ci lavori in estate per inserirlo al meglio, vedremo…”

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‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, inizia il rettilineo finale. Contro il Venezia ci saranno spazi, ma guai ad essere…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Il quinto posto è molto a rischio in questo momento. Siamo sul rettilineo d’arrivo, bisogna sapere che ogni piccolo errore lo si paga a caro prezzo. Abbiamo visto un testa a testa continuo in quest’ultimo periodo. Attenzione al Venezia a tal proposito, perché è una squadra capace di tenere testa a tanti club e spesso e volentieri arriva con il risultato in bilico fino a gli ultimi minuti. Conosco Di Francesco, ci ho lavorato anche spalla a spalla. Lui ha questa idea di calcio molto propositiva e l’ha portata ovunque. Proverà a giocarsela a viso aperto anche sabato, senza dubbio”.

“Noslin? Loro verranno in pressione forte, è la loro indole e apriranno il campo. Mi fido delle scelte di Baroni, l’importante è che si sia consapevoli che il Venezia darà battaglia con i suoi mezzi. Ci sarà campo da attaccare, vero, ma bisogna essere bravi in costruzione e non rischiare inutilmente dei passaggi in questa fase. Classica partita da prendere con le molle. Non possiamo permetterci errori. Guai ad essere superficiali“.

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‘NMM’ – D. Rossi: “Lazio, ecco cosa devi fare per raggiungere la Champions. Nuovi arrivati? Logiche le scelte di Baroni” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

La Lazio col Napoli avrebbe meritato di più. A Conte mancavano dei giocatori, sapevamo che avrebbe cambiato sistema di gioco, quindi un po’ di preoccupazione c’era prima della gara ma la Lazio ha fatto il suo e meritava di più. I biancocelesti hanno ritrovato la brillantezza di chi era stato meno brillante ultimamente e ora possono creare problemi a chiunque.

Il mercato della Lazio è stato fatto in prospettiva e io penso sia anche giusto. E’ stato un mercato logico, non ha fatto un instant team, non potevano cambiare le gerarchie. Diversamente da ciò che invece hanno fatto Juventus e Milan.

La Lazio deve rimanere attaccata al carro fino ad aprile poi se le altre faranno meglio, tanto di cappello.

L’allenatore se ritiene pronto l’ultimo arrivato lo fa giocare. Io parto dal presupposto che ci sono dei colleghi che sono bravi e se fanno delle scelte c’è sempre una logica, che poi magari può essere sovvertita dalla partita. Tutti vogliamo vincere e gli allenatori mettono sempre in campo la miglior formazione possibile.

L’assenza di Castellanos pesante in chiave-Champions? E’ un giocatore particolare, agevolato molto da Dia. Però Dia non è Castellanos, è più una seconda punta. Sicuramente è una tegola pesante questo stop, ma gli infortuni ci sono durante la stagione; la speranza è che non starà fuori a lungo. Con adduttori, polpacci e quadricipiti bisogna stare attenti“.

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‘SVB’ – Signori: “Io nel settore giovanile della Lazio? I matrimoni si fanno in due. Baroni alla Zeman” – (AUDIO)

“E segna sempre lui…”, in arte Beppe Signori, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno” per parlare della sua quotidianeità e di un suo possibile ritorno alla Lazio.

“La mia giornata tipo è da nonno pensionato. Porto il bimbo all’asilo, non vado a vedere i cantieri. Poi ora programmo l’estate della mia academy. Sono una persona normale”.

“Sono orgoglioso di quanto accaduto, i tifosi che scendono in piazza per te vale più di 10 scudetti vinti. Rambaudi mister? Mi fa impressione, con lui ho condiviso tanto”.

“Attualmente in serie A la squadra che mi piace vedere di più è la Lazio, insieme con il Bologna. I felsinei con Italiano hanno una mentalità offensiva. I biancocelesti hanno cambiato atteggiamento, siamo passati dal possesso palla al “mi difendo attaccando” di Baroni. Noi siamo cresciuti con Zeman che era massima espressione di questo tipo di calcio”.  

“I giocatori hanno vissuto determinate situazioni, nessuno di quelli che escono da Coverciano, senza essere stati giocatori di livello, può portare queste conoscenze nel proprio bagaglio tecnico”.

“Signori nel settore giovanile della Lazio? Io non ambisco a cose fantascientifiche, tutti i matrimoni si fanno in due. Dal 2010 ho il patentino da allenatore, nel 2021 sono stato riabilitato dalla giustizia sportiva ma non sono arrivate molte chiamate. Normale che per una società investire su un ex giocatore piuttosto che su un ragazzo diplomato a Coverciano ha un peso diverso”.

“Un mio erede? C’è una carenza di mancini. L’ultimo che io ricordi era Pepito Rossi alla Fiorentina. Poi mi vengono in mente Conceicao e Berardi, grande mancini ma meno realizzatori del sottoscritto”.  

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‘NMM’ – Stendardo: “Ecco il miglior Isaksen, Ko Taty pesante ma le soluzioni ci sono” (AUDIO)

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘NMM’

Partita bella, equilibrata. Le due squadre si sono affrontate a viso aperto. Gran gol di Isaksen, gara positiva per i biancocelesti contro un Napoli un po’ in difficoltà.

E’ stata delle migliori partite di Isaksen; peccato per l’infortunio di Castellanos ma Dia si è mosso bene quando è entrato.

Noslin? Non ha avuto neanche il tempo di riscaldarsi, entrando così non è semplice per nessuno; lui può fare tutti i ruoli dell’attacco ma è stato condizionato anche dal mancato riscaldamento. Per me ha ampi margini di miglioramento.

Perdita Castellanos? Pesante, ma la Lazio ha più soluzioni davanti, con caratteristiche diverse. Non penso che un giocatore possa condizionare il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Sul primo gol si poteva fare qualcosa in più, Gila poteva muoversi meglio poi c’è da dire che Raspadori e Lukaku sono stati bravi; Marusic magari poteva intervenire. Sulla seconda rete è tutto un po’ fortuito, non si possono trovare grosse responsabilità“.