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Lazio, gestione Gila: verso il forfait con il Parma, conferma Provstgaard

Al termine della sosta per gli impegni delle nazionali, la Lazio ha ripreso le prove tattiche in vista della sfida di domani sera allo Stadio Olimpico contro il Parma. Nella giornata di oggi, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, è prevista la rifinitura alle 16:30, ma per Sarri restano ancora alcuni dubbi di formazione da sciogliere.

Il principale riguarda Mario Gila, ancora alle prese con la solita infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, che lo tiene in bilico in vista del match. Il difensore spagnolo, infatti, non ha lavorato in gruppo negli ultimi giorni e nella trasferta di Bologna era stato costretto a uscire già nel primo tempo.

Secondo il quotidiano non si tratta di un infortunio grave, ma le sue condizioni saranno monitorate con attenzione gestite in vista dei prossimi impegni, in particolare della semifinale di ritorno di Coppa Italia con l’Atalanta, considerata uno snodo fondamentale della stagione della Lazio. Al momento Provsgaard è in preallarme e, salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe partire titolare al fianco di Alessio Romagnoli al centro della difesa.

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Lazio-Parma, si rivede Basic. Dubbio Patric. Cataldi dal 1′, ballottaggio Pedro-Noslin

Vigilia di gara per i biancocelesti e Sarri studia le mosse anti-Parma.

Basic si è riunito ai compagni ieri pomeriggio completando la seduta:
torello, attivazione atletica e test tattici. Il croato, tra l’altro, come riporta il Corriere dello Sport, si è mosso da regista alternativo a Danilo Cataldi vista l’assenza in campo di Patric, vertice basso in mediana contro Milan e Bologna. Lo spagnolo è da valutare alla vigilia. Cataldi può spuntarla domani sera. La notizia positiva in più arriva dal recupero di Basic, che tornerà tra i convocati dopo quasi due mesi.

Rimane qualche dubbio di formazione, il primo, si legge, legato a Gila. Il centrale non si è ancora allenato con la rosa, non si tratta di un infortunio pesante, ma verrà gestito almeno fino alla semifinale di ritorno con l’Atalanta.

Fronte offensivo, conclude il quotidiano, Noslin ritrova la squadra contro cui aveva lasciato il segno nella gara d’andata, in una delle serate più emozionanti e significative della stagione biancoceleste. Sarri riflette. Senza Zaccagni, ancora ai box, la fascia sinistra è aperta. Il ballottaggio è proprio tra Pedro e Noslin, esperienza contro freschezza, affidabilità contro voglia di rilancio. Sono stati provati entrambi in quella posizione negli ultimi allenamenti.

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Lazio, dove eravamo rimasti: ora Sarri vuole mettere la quarta

Una Lazio rinata, rinvigorita, che sembra aver ritrovato vecchie certezze: tre vittorie di fila in campionato – contro Sassuolo, Milan e Bologna – con Sarri che ora va a caccia del poker. Serve crescere ancora in questo finale di stagione, serve chiudere al meglio delle possibilità, anche per arrivare nel migliore dei modi all’appuntamento contro l’Atalanta nella semifinale di Coppa Italia.

La Lazio si sta barcamenando tra mille difficoltà e Sarri, che da inizio stagione si è messo sulle spalle una situazione tutt’altro che facile, sembra aver dato una quadra alla squadra che prima non aveva. Tre vittorie di file con tre avversari complicati come Sassuolo, Milan e Bologna e crescita evidente nell’ultimo periodo. Il lavoro quotidiano sta pagando, la tenacia del tecnico toscano anche, ora serve soltanto un gran finale anche in ottica Coppa Italia.

La fase più complicata è ormai alle spalle. L’arrivo di Taylor ha sparigliato le carte, l’olandese è riuscito a dare qualità e quantità, riempiendo il centrocampo biancoceleste con maturità e sapienza tattica. E’ chiaro, però, che i miglioramenti della squadra vanno poi confermati domani, 4 aprile, contro il Parma in un Olimpico semideserto. Con la Lazio, Sarri, per ben due volte aveva raggiunto le quattro vittorie di fila nella stagione 2022/23, e domani ci riproverà.

Nella stagione precedente, invece, per intenderci quella delle sue dimissioni, Sarri ci riuscì tra dicembre e gennaio. Contro il Parma, ora, l’occasione è ghiottissima. La Lazio è arrivata alla 19a giornata con 25 punti conquistati, ovvero sia 1,31 punti di media a partita. L’accelerata c’è stata dopo, nel girone di ritorno, con 18 punti in 11 partite e la media di 1,63 punti a partita. La proiezione finale è di 31 punti.

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Italia, Gattuso (e Buffon) verso le dimissioni: iniziata la caccia al successore. Allegri e Conte i preferiti…

Il terremoto in Federazione sta per concretizzarsi con le sempre più imminenti dimissioni di Gattuso, Buffon e Gravina e, per questo, si sta già pensando a chi possa essere il nuovo Ct della NazionaleConte e Allegri sono in pole, anche se entrambi sono già allenatori di club.

Gennaro Gattuso rassegnerà le dimissioni dopo la disfatta di Zenica con la Bosnia, e con lui anche il capo delegazione Gigi Buffon e il presidente federale Gabriele Gravina. Per il dopo, si sta già pensando a chi potrà essere il profilo ideale per sostituire “Ringhio” e, tra i nomi che circolano, i più insistenti sono quelli di Antonio Conte e Massimiliano Allegri.

Parliamo di due nomi di primissimo livello, allenatori di prima fascia che – pur sotto contratto – non lascerebbero cadere nel vuoto una proposta seria di rifondazione della Nazionale e con un progetto ambizioso e stimolante. De Laurentiis certamente è un osso duro, l’ex allenatore di Juventus e Inter ha ancora un anno di contratto con i partenopei, ma le strade per lasciarsi si possono trovare.

Per Allegri, invece, la situazione è un po’ diversa. Tornato da 10 mesi sulla panchina del Milan, voluto da Tare e Cardinale, sembrerebbe alquanto affrettata e assurda la decisione di interrompere questo nuovo progetto dopo così poco tempo. Tempo al tempo, direbbe qualcuno. Prima il consiglio federale con le (quasi) scontate dimissioni, poi sarà il tempo delle valutazioni.

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Lazio, ballottaggio Cataldi-Patric: Sarri studia le mosse a centrocampo

Sabato la sfida casalinga contro il Parma: le valutazioni del tecnico in vista del match.

Cataldi torna a disposizione e si apre il ballottaggio in regia; ha recuperato dall’infortunio al polpaccio e ora sfida Patric, titolare contro Milan e Bologna, come vertice basso del terzetto in mediana. Sarri riporta il Corriere dello Sport, riflette: dopo la doppia seduta di ieri ha altri due allenamenti per tirare le somme in vista della partita di sabato con il Parma. Il tecnico si porta dietro il dubbio dettato dalle condizioni fisiche di Cataldi e dalla gestione della rosa nel mese di aprile: il 22 ci sarà il secondo round di Coppa Italia con l’Atalanta, vanno calcolati bene rischi e vantaggi dell’utilizzo dei calciatori appena rientrati. Meglio rilanciare subito il titolare del ruolo, frenato da Lazio-Sassuolo da una distrazione al soleo sinistro, oppure confermare per un’altra giornata Patric, che ha brillato nelle ultime due gare disputate? Oggi la squadra tornerà in campo alle 15, ma una decisione definitiva sarà presa soltanto dopo la rifinitura programmata per domani alle 16.30.

Cataldi, si legge, si è riaggregato lunedì. Tutto secondo i piani, ha sfruttato la prima settimana della sosta per completare il protocollo riabilitativo, poi – superato il weekend – ha svolto regolarmente gli allenamenti con il resto della rosa. Si è rimesso a disposizione, potrebbe riprendersi subito il posto oppure essere sganciato dalla panchina per un ritorno graduale, proprio per non correre pericoli in vista della semifinale di Bergamo. La Lazio ha tre match davanti prima dell’appuntamento clou alla New Balance Arena. Sarri non può perdere altri pezzi.

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Lazio-Parma, il dato dei tagliandi staccati a due giorni dalla gara

Olimpico ancora semi-vuoto: i biglietti staccati in vista di Lazio-Parma.

A due giorni dalla partita, riporta il Corriere dello Sport, sono quasi 4.000 i biglietti venduti per Lazio-Parma, in programma sabato 4 aprile alle 20.45. Una gara in cui la squadra di Maurizio Sarri proverà a centrare la quarta vittoria consecutiva, ma ancora una volta senza il supporto del proprio pubblico. Dopo la parantesi della sfida con il Milan, infatti, l’Olimpico tornerà a svuotarsi come forma di protesta da parte della tifoseria nei confronti del presidente Lotito.

I gruppi del tifo organizzato lo hanno comunicato da settimane, continueranno a non entrare allo stadio fino al termine della stagione. Le sole eccezioni – ma sono situazioni che saranno valutate solo più avanti – potranno essere il derby (che si giocherà formalmente in trasferta) e l’eventuale finale di Coppa Italia.

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Fallimento Italia, il giorno del passo indietro di Gravina ed il peso dei club: avanza Malagò

Il nuovo salto nel vuoto del nostro pallone, il più fragoroso, scuote i palazzi e apre la crisi: il tempo del dentro o fuori federale è in campo. Come è stato il risveglio dopo la ritirata di Zenica nelle stanze dei nostri club? L’opposizione permanente all’attuale governance della Lega Serie A parla dell’Italia come di “un giocattolo in mano ai bambini…” (Aurelio De Laurentiis dixit), la stragrande maggioranza riflette, si interroga, aspetta una mossa, di fatto, annunciata: le dimissioni di Gabriele Gravina. Niente strappi, niente stracci, ma ciò che appartiene ad una logica conseguenza: il passo indietro del presidente della Figc davanti all’opinione pubblica e in ossequio ad un’assunzione di responsabilità inevitabile davanti a quanto accaduto in Bosnia.

Il mandato dei club al presidente Ezio Maria Simonelli è nei fatti: ascoltare, all’ora di pranzo, le parole di chi ha in mano la Figc con il 98,7 per cento dei voti dall’urna del 3 febbraio dell’anno scorso e accettarne la decisione di farsi da parte. La Serie A, sul punto, si trova tutta sullo stesso fronte e sul fronte della politica con il governo in pressing sull’inquilino di via Allegri da tempi non sospetti: Gravina lasci, ha più volte sottolineato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Una comune posizione nata, però, dalla notte di Zenica, non certo da una strategia condivisa: a tenere unite la Serie A e il mondo delle istituzioni è solo il terzo Mondiale saltato per aria. Tradotto: i club hanno intenzione di rivendicare ancora con più forza tutta quella serie di richieste a chi ha in mano il governo del Paese per dare un senso ai loro sacrifici economici e, quindi, ai conti. Oltre Gravina c’è la necessità di una “rivoluzione”. E oltre Gravina c’è l’intenzione della Lega di indicare il nome del prossimo numero uno della Figc: il peso elettorale passato dal 12 al 18 per cento non può, per le società, costituire una semplice svolta numerica, ma deve trasformarsi in una reale occasione perché i club diventino la forza motrice dell’intero sistema.

La Serie A si è data appuntamento nel tardo pomeriggio per ciò che il suo presidente Simonelli riferirà sul vertice convocato tra i numeri uno delle varie componenti federali. L’Italia del pallone si prepara, così, ad una nuova tornata elettorale e, stavolta, la tornata elettorale dovrà avere un punto di partenza diverso: i club, sul tema, giocheranno la loro partita perché se la tradizione vuole che il nome del candidato forte sia espressione della Lega Dilettanti o della Lega Pro in base al già citato “peso”, la tradizione va spezzata. Un primo nome è già sulla scena: Giovanni Malagò. Si tratterebbe di un profilo che unisca conoscenze e managerialità, di un personaggio che ha vissuto molte, moltissime stagioni in questo mondo. Per qualcuno, però, puntare su un protagonista, recente, di un rapporto non proprio idilliaco con Abodi (vedi il caso della non rieleggibilità al vertice del Coni) possa rivelarsi un boomerang nel momento in cui con i palazzi della politica romana va, comunque, instaurato un dialogo per ottenere quello che i club chiedono. Di sicuro, la volontà di affidarsi a chi ha una visione lungimirante è ben presente all’interno della Lega. Gazzetta.it

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Lazio, Motta è pronto: il portiere a caccia di conferme e nuovi clean-sheet

Allarme rientrato per l’estremo difensore biancoceleste.


Edoardo Motta si è allenato e sarà regolarmente in campo contro il Parma al rientro dalla sosta. Le news da Formello confermano le buone sensazioni dei giorni precedenti, ma hanno comunque un peso specifico enorme per la Lazio. Il rientro anticipato dall’Under 21 aveva acceso qualche campanello d’allarme. Motta aveva lasciato il ritiro azzurro per via di una contusione, accompagnata da fastidi già accusati nelle scorse settimane con la Lazio. Il comunicato parlava di «riacutizzarsi di problemi preesistenti», una formulazione che inevitabilmente aveva generato prudenza. Nessun minuto giocato con l’Italia, panchina nella prima gara e poi il ritorno a Roma per evitare rischi. Una gestione conservativa, che oggi si rivela corretta.

Come riporta il Corriere dello Sport, gli accertamenti e il lavoro differenziato dei primi giorni hanno dato esito positivo: Motta ha smaltito i fastidi, si è riaggregato al gruppo e ha ripreso ad allenarsi. La lieve lombalgia segnalata nei giorni scorsi non rappresenta più un ostacolo. Il portiere è pronto, arruolabile, e difenderà i pali contro il Parma.

L’ex Reggiana è stato protagonista con il rigore parato contro il Bologna nell’ultimo match prima della sosta, ma anche con buone prestazioni contro il Milan nella gara precedente e prima ancora con il Sassuolo nel suo esordio assoluto con la Lazio. Motta, fin qui, ha risposto presente quando chiamato in causa. Non solo per le parate, ma per l’atteggiamento, la personalità, la capacità di restare dentro la partita anche nei momenti più delicati. Qualità non scontate per un portiere giovane, debuttante in Serie A, chiamato improvvisamente a prendersi responsabilità pesanti. Il suo rientro anticipato dall’Under 21, in questo senso, è stato anche un segnale di maturità. Meglio fermarsi, recuperare e tornare al 100% piuttosto che forzare e rischiare ricadute. Una scelta, conclude il quotidiano, condivisa tra staff medico e tecnico, che ora permette a Sarri di ripartire senza ulteriori preoccupazioni (almeno per quanto riguarda il ruolo del portiere). Sabato, all’Olimpico, toccherà ancora a lui. Con la responsabilità di difendere la porta e quella di confermare quanto di buono fatto finora. La Lazio riparte da qui. E da una certezza ritrovata.

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Lazio, Sarri tira le somme verso il Parma: oggi provino per Gila e Basic, riecco i nazionali

Tra rientri dagli impegni delle Nazionali e infortunati da valutare, Sarri oggi proverà a tirare le somme in vista di Lazio-Parma.

Sarri attende ancora il recupero pieno di Gila e Basic, ieri di nuovo impegnati in un lavoro differenziato. Entrambi, riporta il Corriere dello Sport, dovrebbero farcela a entrare nella lista dei convocati, ma si procede con cautela a causa degli ultimi rinvii, soprattutto da parte del croato, ormai fuori da quasi due mesi. La sua ultima presenza risale alla trasferta con la Juventus dell’8 febbraio (guaio all’adduttore).

La gestione di Gila, vista l’importanza del centrale, sarà cruciale nelle prossime due settimane. A Bologna era stato sostituito nel primo tempo per colpa della solita infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Un fastidio che l’aveva già condizionato dopo il confronto di campionato con l’Atalanta. Provstgaard rimane in preallarme. Gila e Basic svolgeranno un provino in campo, in giornata la Lazio potrebbe specificare attraverso un comunicato le condizioni degli infortunati e dei giocatori sulla via del rientro.

Intanto, conclude il quotidiano, oggi si rivedranno anche gli 8 nazionali: sono Provstgaard, Isaksen, Marusic, Hysaj, Dele-Bashiru, Dia, Ratkov e Przyborek. Sarri può iniziare a preparare la ripartenza con il Parma.

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Lazio, Taylor la prima pietra: la traccia da seguire per il futuro

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, la Lazio deve ripartire da acquisti come Kenneth Taylor. Quest’ultimo può prendere il posto dei calciatori importanti che in questi ultimi anni hanno lasciato la squadra biancoceleste, come Milinkovic-Savic, Luis Alberto e Guendouzi. L’olandese, al netto di possibili offerte davvero irrinunciabili, è tra i pochi intoccabili della squadra agli ordini di Sarri.

Il centrocampista ha tante similitudini con Sarri, così come le aveva con Farioli: nove gol e sei assist con l’Ajax del tecnico italiano. Taylor predilige quando lo si lancia verticalmente, così come si è visto nella doppietta rimediata al Bologna prima della sosta. Oltre ai due gol, però, l’olandese contro i felsinei è stato il secondo giocatore per chilometri percorsi: 12.393. Lui riesce a giocare anche ad uno-due tocchi, sa leggere gli spazi e sta iniziando ad esaudire una richiesta di Sarri alle sue mezzali: chiudere la linea di passaggio. Taylor, a differenza di quanto accade di solito con il tecnico toscano panchina, è stato subito lanciato in campo nella sfida con il Verona, ambientandosi così subito nel mondo Lazio.

Taylor ha firmato un contratto con la Lazio fino al 2030 con un ingaggio attuale da 1,4 milioni di euro che, tra bonus ed incentivi, può arrivare nel corso degli anni fino a 3,4 milioni di euro. Il club biancoceleste, di fatto, può costruire la squadra su di lui, con Rovella e Cataldi che continueranno ad essere i registi. Con Taylor, dunque, si è posata la prima pietra per completare la linea media di Sarri, a cui servirebbe un’altra mezzala. Sempre se l’ex allenatore di Napoli e Juventus dovesse restare alla guida della Lazio.