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Lazio tra le richieste di Sarri e necessità finanziare: il crinale è sottile

La vittoria con il Lecce ha restituito fiducia all’ambiente, ma non ha cancellato i nodi economici che continuano a pesare sulla gestione della Lazio. Come sottolinea La Repubblica, nonostante i progressi sul campo e la buona risposta della squadra, la società deve fare i conti con una situazione finanziaria sempre più delicata.

L’indice del costo del lavoro allargato resta un tema centrale, soprattutto ora che le nuove regole federali impongono parametri più stringenti per tutti i club di Serie A. Una stretta che limita i margini di manovra di Lotito e obbliga a scelte tempestive per mettere in sicurezza il bilancio.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, dal 2025 il rapporto tra costi e ricavi dei club verrà ulteriormente irrigidito: l’obiettivo è garantire sostenibilità, ma per la Lazio significa dover incrementare le entrate in tempi rapidi. Il club non potrà più contare come in passato sulle plusvalenze generate dal settore giovanile, soprattutto dopo la riduzione degli spazi legati al movimento Under 21. In questo scenario, la dirigenza sarà costretta a valutare operazioni sul mercato in uscita per evitare il rischio di sanzioni e limitazioni future.

Le richieste tecniche di Sarri e le necessità economiche della società rischiano di procedere su binari paralleli. Per restare in linea con gli obblighi federali potrebbe essere necessario cedere un giocatore importante entro gennaio, così da ristabilire equilibrio tra costi e ricavi. Il club dovrà scegliere con attenzione: evitare di indebolire la rosa, ma allo stesso tempo reperire liquidità per non incorrere in penalizzazioni o blocchi operativi.

La Lazio si muove su un crinale sottile: restare competitiva e soddisfare Sarri, senza ignorare i vincoli economici. Lotito punta a trovare una soluzione che permetta di mantenere la rosa sufficientemente forte, ma allineata alle richieste della FIGC. Una corsa contro il tempo che accompagnerà i biancocelesti fino al mercato di gennaio.

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Lazio, ennesimo clean sheet: Provedel ha già eguagliato i big della Serie A e vuole ripetersi

Con Sarri è tornato titolare e le sue prove sono sempre di livello: Ivan si conferma giorno dopo giorno.

La solidità difensiva di mister Sarri è tornata protagonista: anche domenica contro il Lecce Provedel non ha subito gol (uno in avvio di gara, poi annullato). Sette clean sheets nelle prime dodici giornate: un andamento, evidenzia il Corriere dello Sport, non nuovo per la squadra di Sarri. Un dato che racconta più di mille analisi, perché riporta la mente a quella stagione magica, la 2022/23, in cui Ivan Provedel entrò di diritto nella storia del club (e del campionato)
raggiungendo quota 21 partite senza gol subiti in un singolo torneo, quota record per la Serie A raggiunta in precedenza solo da Cudicini, Rossi, Buffon e De Sanctis.

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Lazio, risposta Guendouzi: gol e traguardo personale raggiunto

Serata speciale per il francese: il motivo.

Un avvio di gara un po’ sottotono, poi la rete: Guendouzi è stato uno dei protagonisti della sfida di ieri contro il Lecce, vinta dai biancocelesti per 2-0. In un Olimpico con la Nord deserta, la Lazio ha battuto i salentini e si prepara così al meglio ai prossimi impegnativi confronti di campionato e Coppa Italia.

Oltre al gol il centrocampista laziale festeggia un record personale: ha segnato nella sua 104esima presenza in maglia biancoceleste, un numero che, come riporta Il Messaggero, rende quella della Lazio la maglia più indossata da Guendouzi in carriera.

LEGGI ANCHE: Guendouzi: “Punti fondamentali, possiamo migliorare. Futuro? Pensiamo solo…”

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Lazio-Lecce, possesso, tiri in porta ed occasioni limpide: i dati confermano il risveglio del gioco

La Lazio ha vinto e convinto contro il Lecce: i dati.

La Lazio vince 2-0 in casa contro i salentini: un pomeriggio in cui i padroni di casa hanno subito indirizzato la partita a loro favore, anche se il raddoppio è arrivato solo nel finale. Tuttavia il primo tempo della squadra di Sarri è stato di livello e i capitolini hanno registrato numeri mai sfiorati prima in questa stagione. Come riporta il Corriere dello Sport infatti, il dominio all’Olimpico è stato totale: 72% di possesso palla, 10 tiri a 0 e almeno cinque-sei occasioni limpide.

A questo il Corriere della Sera aggiunge che è dallo scorso febbraio, nella sfida contro il Monza, che la Lazio non chiudeva un primo tempo di Serie A con almeno 10 conclusioni senza concederne nemmeno una.

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Lazio, solo in dieci mila all’Olimpico: affondo Lotito, la frattura è totale

Il braccio di ferro tra società e tifosi non accenna a placarsi. Dopo giorni di silenzi e tensioni, la Lazio ha diffuso la propria posizione ufficiale sul “caso Paparelli”, tema che ha portato ieri allo stadio appena diecimila spettatori. La grande maggioranza dei sostenitori è rimasta fuori dal settore, aderendo allo sciopero annunciato dai gruppi organizzati. Nella nota divulgata in mattinata, il club denuncia “accuse infondate” e giudica “sbagliato” trasformare il ricordo di Vincenzo Paparelli in un pretesto polemico: per la società, uno striscione può essere autorizzato solo se presentato secondo le procedure, e chi non segue tali regole non può pretendere deroghe.

Claudio Lotito, intervenuto prima del fischio d’inizio, ha espresso un pensiero netto davanti alle telecamere: «Non comprendo le ragioni dello sciopero, non riguarda un gruppo di persone ma un comportamento fuori dalle norme. Io rispetto i tifosi, ma le regole valgono per tutti. Certe rivendicazioni non sono accettabili». Il presidente ha definito “falsa” la ricostruzione secondo cui sarebbe stata negata la memoria di Paparelli e ha ribadito che quattro rappresentanti della tifoseria avevano chiesto di essere presenti in campo, richiesta giudicata non opportuna nel contesto attuale.La famiglia Paparelli, viene precisato, è stata sempre rispettata e accolta in maniera formale, lontano da ogni uso strumentale della tragedia.

Per Lotito, il tentativo di alcuni gruppi di assumere un ruolo decisionale nel rapporto tra club e tifosi è “inammissibile”. La protesta si è fatta sentire: all’Olimpico si sono contate poco più di diecimila presenze, mentre i settori tradizionalmente più caldi  Curva Nord e Distinti, sono rimasti quasi deserti. I numeri del sondaggio interno alla nuova aquilotto Flaminia confermano il malcontento.Il presidente, però, tira dritto: «Nessuna intimidazione. La Lazio non può essere ostaggio di pochi». La frattura resta aperta e il clima, attorno alla squadra, continua a essere incandescente. Il Corriere dello Sport.

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Lazio, Dia e Noslin sotto esame: Sarri ha bisogno dei loro gol

Difesa registrata, attacco da migliorare: col Lecce si attendono risposte.

Con molta probabilità domani contro il Lecce Sarri ripartirà da Dia, con Castellanos ancora ai box che conta di tornare a disposizione per la prossima partita. Come sottolinea il Corriere della Sera, Dia ieri si è allenato per la prima volta in gruppo dopo gli impegni in nazionale, ma resta in vantaggio su Noslin, utilizzato appena per 68’ in questa stagione. La Lazio arriva alla partita ancora priva di Cancellieri, capocannoniere della squadra con 3 gol, e soprattutto Castellanos, molto più inserito di Dia negli schemi di Sarri. Domani non sono ammessi passi falsi ma né Dia, ancora dolorante alla caviglia, né Noslin, che probabilmente verrà utilizzato a gara in
corso, possono sbagliare.

Intanto, conclude il quotidiano, Lorenzo Insigne, col quale il club ha trovato un accordo, dovrebbe presto scavalcare Noslin nelle gerarchie sull’esterno. Per questo sia il senegalese che l’olandese dovranno lottare non soltanto con le difficoltà fin qui riscontrate, ma anche col tempo, che li metterà di fronte ad antagonisti agguerriti. La Lazio ha bisogno dei loro gol (Dia non segna da agosto, Noslin, in A, addirittura dall’ottobre del 2024), prima che Sarri si rivolga ad altri per risolvere i problemi offensivi della squadra. I biancocelesti non sono riusciti a segnare in ben 6 partite di campionato su 11.

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Lazio, per Sarri record in carriera: mai così a lungo su una panchina. E con il Lecce ha un tabù da sfatare

Record di panchine in un club per mister Sarri: il dato.

Il tecnico toscano è tornato sulla panchina della Lazio ed è rimasto nonostante il blocco del mercato di cui non era informato: lo ha fatto per amore del popolo biancoceleste, per il legame che lo unisce a questi colori con i quali sta per tagliare un traguardo importante.

Come evidenzia Il Messaggero, Sarri festeggia domani 149 panchine biancocelesti: è il suo matrimonio più longevo di sempre, seguono Napoli (148) ed Empoli (132). Mai era tornato dov’era stato bene, ma «l’amore per il popolo laziale» era troppo forte: «A Roma mi han fatto sentire a casa», ha ammesso Mau, oggi al 1181° giorno di Lazio con uno score di 69 vittorie, 33 pari e 46 ko (media 1,64). Il Sarri-bis è una scelta di cuore «poco furba», visti i record polverizzati dal 2021 a marzo 2024, dalla più alta media spettatori all’Olimpico (44.700 nel 2023/24) al record di incassi col Bayern, dai ritiri estivi più affollati al miglior piazzamento dopo i due scudetti. In un 2022/23 da sogno la sua creatura famelica si tolse sfizi illustri: ebbe la miglior difesa della storia laziale in una A con 20 squadre e il primato di porte inviolate (21) anche in trasferta (13), il minor numero di ko esterni (4) e il miglior trend contro le big. Eppure, l’orgoglio più grande e la più cocente delusione in 40 mesi al timone attengono al- la stracittadina. «Neanche battere il Bayern mi dà più gusto dei derby vinti», confidò il Comandante, che mai si era «vergognato tanto» come dopo il 3-0 giallorosso del marzo 2022. Domani, oltre al record da festeggiare, conclude il quotidiano, anche un tabù da sfatare: il Lecce è la sua bestia nera (già 2 pari e 4 ko).

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Lazio, manovre a centrocampo: Mandas può diventare una pedina di scambio

Il portiere greco potrebbe salutare Roma: su di lui un club di Serie A.

Resta da capire se e come la Lazio potrà muoversi a gennaio ma intanto Sarri ha le idee chiare. Come sottolinea Il Messaggero, la società lavora per sistemare il centrocampo. Come a Bergamo, anche dopo questa sosta si ripartirà da Basic, Cataldi e Guendouzi, contro il Lecce all’Olimpico. Sono gli stakanovisti intoccabili al momento, nonostante Vecino scalpiti per una maglia dall’inizio.

L’emergenza resta, vist anche l’assenza fino a gennaio di Rovella infatti si va verso il reintegro di Dele-Bashiru. Sarri, si legge, invocava una mezz’ala (di qualità) in più da giugno, ma ora sono molte di più le incognite lì in mezzo. Fra i nomi più graditi a Mau c’è sempre Ilic del Torino: non lo considera come il play ideale, ma potrebbe essere utile all’occorrenza anche in quel ruolo. La Lazio potrebbe tentare lo scambio con Noslin (ex pupillo di Baroni) per centrare l’obiettivo serbo e contemporaneamente evitare la minusvalenza dell’olandese nel bilancio.

In uscita, conclude il quotidiano, c’è anche Mandas (piace Stankovic al suo posto), ma la Lazio vuole cederlo solo a titolo definitivo. Qui potrebbe rientrare in ballo la Fiorentina, già in cerca del dopo De Gea, per un suggestivo baratto con Fagioli, gradito a Sarri dai tempi della Cremonese, proposto ma scartato a gennaio scorso a Formello per le complicate vicende extra campo.

La talent room sta seguendo il 20enne David Watson, paragonato in Scozia a Miller, in scadenza a giugno col Kilmarnock. Anche Belahyane è in uscita, Sarri non lo ha mai visto come vertice basso. È stato offerto Javier Fernández, 18enne del Bayern Monaco.

Il Sunderland è uscito allo scoperto, confessando l’interesse per Guendouzi ma, in caso di cessione, Sarri pretende un sostituto pronto e dello stesso livello. Il francese potrebbe pure partire per una cifra fra i 25 e i 30 milioni, la metà dei quali potrebbero essere reinvestiti su Giovanni Fabbian del Bologna, vecchio pallino da oltre un anno.

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Lazio, contro il Lecce ballottaggi per Sarri: Marusic certo di una maglia

Domani prima gara dopo la sosta: i dubbi del tecnico laziale.

Oggi torna in campo la Serie A, con la Lazio che domani ospiterà il Lecce. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, Sarri ha dei dubbi da sciogliere per quanto riguarda i terzini: Marusic sicuro di giocare, Tavares e Lazzari, invece, hanno iniziato lo sprint per prendersi l’altra maglia. A Sarri è rimasta la rifinitura per decidere a chi consegnarla. La sfida con il Lecce parte quindi con un duello interno sulle fasce: Nuno cerca il ritorno immediato, Lazzari vuole confermare la titolarità nelle ultime due gare. Il ballottaggio, in quel caso, era soltanto con Pellegrini, la cui candidatura al momento sembra leggermente staccata. Il portoghese era ancora ai box per l’infortunio rimediato dopo la trasferta di Bergamo, ha saltato 4 partite consecutive.

La seduta odierna quindi, conclude il quotidiano, definirà il piano e le mosse anti-Lecce. Davanti out Castellanos, Dia in pole su Noslin e Pedro. A centrocampo Guendouzi e Basic con Cataldi. Rovella è stato dimesso ieri dalla clinica Quisisana dopo l’operazione di giovedì. Gila-Romagnoli coppia centrale.

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Lazio, con il blocco del mercato squadra scontenta e deprezzata

Quanto accaduto in estate ha avuto ripercussioni sulla rosa: la situazione.

Nessuna mossa sul mercato in estate, giocatori oggi scontenti e che hanno perso valore. Come evidenzia il Corriere dello Sport, la Lazio fa i conti con sé stessa: vale per l’aspetto economico e l’umore della squadra. Sono allargate le ripercussioni di quanto successo negli ultimi dodici mesi. Il blocco del mercato la scorsa estate, quello probabile a saldo zero a gennaio, il divieto attuale sui rinnovi
(per il costo del lavoro allargato), le mancate promesse mantenute, l’eventualità di non centrare l’Europa per la seconda stagione consecutiva. Il malcontento rischia sempre più di prendere il sopravvento.

La Lazio, si legge, ha bisogno di cedere le pedine sacrificabili a gennaio, centrare plusvalenze e allo stesso tempo uscire rinforzata dalla sessione invernale di mercato. Un compito tutt’altro che agevole. Nella lista dei cedibili ci sono Tavares, Dele-Bashiru, Belahyane e Noslin. Il problema maggiore – paradosso – è rappresentato dai calciatori su cui il Comandante ha posto il veto. Sono gli inquieti del gruppo, o comunque quelli che devono risolvere le proprie posizioni senza che oggi ci siano le condizioni per farlo.


La difesa, conclude il quotidiano, è l’esempio della delicata situazione. Romagnoli da due anni aspetta premi non riconosciuti, concordati prima del campionato chiuso al secondo posto. Gila è in scadenza nel 2027, guadagna un milione di euro l’anno, uno degli ingaggi più bassi della rosa. Al momento il rinnovo è impossibile. Senza contare le fasce. Il contratto di Marusic, il più titolare tra i
terzini, scadrà a giugno. Stesso discorso Hysaj, nel suo caso però l’addio alleggerirebbe le casse di uno stipendio pesante.