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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “La Lazio non si può permettere di perdere Sarri, ma non sono ottimista sulla sua permanenza” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Conference League non attecchisce a livello di fascino. La Coppa Italia ha più fascino, per ora. Questo non significa dover snobbare la prima. Ad ogni modo non è una competizione che per quest’anno può riguardare i biancocelesti.

La società Lazio non si può permettere di perdere Sarri; è una garanzia, soprattutto in un momento così difficile con la tifoseria. Lui è l’unica certezze, o quasi, che hai, insieme allo spogliatoio. Detto questo, non sono molto ottimista: credo sia molto difficile trattenerlo. Per un breve periodo la sua comunicazione è stata meno critica nei confronti della società, ultimamente è tornata quella di una volta. Con Sarri puoi sperare in una squadra più forte, senza di lui vai verso un ulteriore ridimensionamento”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, da Noslin a Maldini: arrivano segnali dall’attacco

La produzione offensiva aumenta esponenzialmente a gara in corso.

Dopo Noslin e Cancellieri, lunedì si sono sbloccati Pedro e Maldini. La Lazio, sottolinea Il Messaggero, viaggia verso tre primati negativi che farebbero la storia: quattordicesimo attacco di A, senza rappresentanti sui primi 50 gradini della classifica marcatori, al traguardo le reti del cannoniere più prolifico potrebbero contarsi sulle dita di una mano. Dopo le 14 del 2024/25, può spuntarla di nuovo lo spagnolo, in vetta (a quota 4) con Isaksen, Cancellieri, Noslin e Zaccagni ma con la miglior media realizzativa (un gol ogni 248′).

A cinque gare dal gong il casting è aperto; con l’Udinese, si legge, si è visto il sedicesimo tridente diverso dal I’. Il punto è che la produzione offensiva aumenta esponenzialmente a gara in corso. Ben 28 dei 42 sigilli stagionali arrivano nella ripresa, è la più alta percentuale in Italia (66%). Fragoroso il dato del 2026, quando in venti uscite la squadra ha siglato ventitré reti, solo quattro nei primi tempi (17%).

L’impatto dalla panchina di Pedro e Maldini, conclude il quotidiano, conferma quanto di recente palesato dagli ingressi di Noslin col Parma (gol), Cancellieri col Sassuolo (assist) e Dia con Atalanta (gol) e Bologna (assist): l’incidenza dei subentrati è elevata e il 13 maggio saranno decisivi in sedici. Ora le pedine da ritrovare sono anche le più schierate. Isaksen (21 dal 1) è reduce da un mese di apatia per la delusione con la Danimarca. Quando disponi-bile, Zaccagni è sempre partito dall’inizio (28 volte), ma il gol manca dal 4 dicembre. Dia non ha mai graffiato in tredici titolarità. Capitano e senegalese sono per Sarri due potenti amuleti: nelle trentasei sfide marchiate a fuoco dal 2023 la Lazio non ha conosciuto sconfitte. Averli al meglio per l’Inter può essere un asso nella manica.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Inter, il doppio ex Inzaghi: “Non tiferò, vinca il migliore”

Simone Inzaghi, ex centravanti e allenatore della Lazio, nonché ex tecnico dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista sulle colonne della Gazzetta dello Sport, nel corso della quale ha parlato anche della finale di Coppa Italia, in programma mercoledì 13 maggio, proprio tra i biancocelesti e i nerazzurri:

”Per chi tiferò? Per nessuno. Mi siedo in poltrona e mi godo lo spettacolo. Sono due club che mi hanno dato tanto, quindi vinca il migliore. In una finale tutto può succedere, chissà». Cuore a metà, dunque, per l’attuale allenatore dell’Al-Hilal, che preferisce non schierarsi né dalla parte della Lazio né da quella dell’Inter. Scelta inevitabile per un tecnico, un uomo, che ha scritto pagine importanti della storia dei biancocelesti prima e dei nerazzurri poi.

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AVVERSARIO

Inter, finale con la Lazio lontana per Çalhanoğlu: la situazione

Secondo il CdS, si riducono le possibilità di vedere Hakan Çalhanoğlu sul prato dell’Olimpico per la finale di Coppa Italia contro la Lazio. L’infortunio al soleo del turco, infatti, non va sottovalutato. Non si tratta del suo primo stop stagionale per un guaio fisico di questo tipo e, per questa ragione, si ricorrerà alla massima cautela. Non è da escludersi, dunque, la possibilità di rivedere in campo il numero venti dell’Inter direttamente nel continente americano, dove parteciperà al Mondiale con la maglia della Turchia.

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Lazio, Rovella tra Patric e Cataldi: ballottaggio finale con il terzo incomodo

Lo spagnolo, di partenza fuori ruolo, è diventato più di una semplice alternativa.

Un ballottaggio continuo che è la diretta conseguenza dell’ultimo periodo, come al solito vissuto in emergenza. Patric, di partenza fuori ruolo, è diventato più di una semplice alternativa. Sfida aperta con Cataldi, ora ai box per una sindrome influenzale e alle prese con fastidi muscolari che ne hanno condizionato l’utilizzo prima e dopo la semifinale di ritorno con l’Atalanta. Sul calendario la data cerchiata in rosso è quella del 13 maggio, Sarri deve studiare il piano per arrivare alla finale con l’Inter con la migliore formazione possibile a disposizione. Significa, evidenzia il Corriere dello Sport, almeno per il centrocampo, presentarsi al confronto con la doppia soluzione percorribile: lo spagnolo confermato come vertice basso, da sempre apprezzato dal Comandante, oppure restituire la titolarità a Cataldi, riferimento biancoceleste per tutta la stagione. Rovella, appena ritrovato dal lungo stop per la frattura scomposta della clavicola destra, rappresenta un’opzione in più, al momento solamente a partita in corso. Ha bisogno di ritrovare la forma smarrita, la sua annata è stata un calvario.

Il dubbio enorme per l’ultimo atto della Coppa Italia, conclude il quotidiano, è tra Patric e Cataldi, ieri ancora fermo a causa della febbre (con tosse annessa). Non gli ha permesso di entrare nella lista dei convocati anti-Udinese. Alla fine della sfida con i friulani è stato Sarri ad accendere il possibile allarme su Danilo. Sospetta pubalgia, non confermata da Formello.


Cataldi, a causa dell’indisponibilità dei compagni, in stagione non ha mai potuto rifiatare. Lunedì a Cremona, salvo sorprese, non verrà nemmeno convocato. Meglio non rischiare nulla, conclude il quotidiano, e comunque ogni riflessione verrà approfondita soltanto quando riuscirà a riaggregarsi alla rosa dall’influenza accusata lo scorso weekend. Patric, scelto dall’inizio in tre delle ultime quattro partite (compresa la trasferta di Bergamo), prova a sfruttare le chance arrivate all’improvviso.

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Lazio, sold out di Coppa Italia in 24 ore: ora si spera in altri posti

Uno stadio svuotato dalla protesta, tornato improvvisamente a riempirsi per una sola notte.

Il tempo di aprire la prelazione e i biglietti destinati ai tifosi della Lazio per la finale di Coppa Italia sono andati praticamente esauriti. Una corsa senza sosta, iniziata tra le code virtuali infinite di martedì e proseguita per tutta la notte, fino a svuotare quasi completamente la disponibilità messa a disposizione dalla Lega Serie A: circa 25.000 posti. Dopo le difficoltà iniziali sul circuito VivaTicket, come riporta il Corriere dello Sport, con attese superiori alle tre ore e decine di migliaia di utenti collegati (nei picchi si è arrivati anche a oltre 40.000), la vendita non si è mai fermata. Ieri mattina restavano appena 500 biglietti acquistabili. Poche ore dopo, in serata, erano scesi a poco più di 200, tutti concentrati in Tribuna Monte Mario. Destinati a sparire nel giro di pochissimo, fino al sold-out totale di questa fase.


Ma il quadro, si legge, potrebbe allargarsi ancora. Dopo la fase di prelazione, infatti, si aprirà quella di vendita libera, e lì potrebbero emergere nuove opportunità per i tifosi della Lazio. Il motivo è semplice: la risposta del lato interista, almeno finora, è stata decisamente più tiepida. Al momento, sono ancora oltre 10.000 i biglietti invenduti tra i settori destinati ai nerazzurri. Numeri che fanno riflettere e che potrebbero cambiare la composizione dell’Olimpico. Restano disponibili circa 3.300 posti in Tribuna Monte Mario, 850 in Tribuna Tevere, 3.500 nei Distinti sud-est e 2.800 nei Distinti sud-ovest. Solo la Curva Sud risulta esaurita. Una situazione che apre scenari interessanti. Parte di questi biglietti (verosimilmente quelli delle tribune) potrebbe essere rimessa in vendita libera, ampliando di fatto la possibilità per i tifosi laziali di aumentare ulteriormente la propria presenza. Un’ipotesi concreta, che renderebbe l’Olimpico ancora più sbilanciato a favore della squadra di Sarri.


Sarebbe, conclude il quotidiano, un’immagine forte, in contrasto con quanto visto negli ultimi mesi. Uno stadio svuotato dalla protesta, tornato improvvisamente a riempirsi per una sola notte. La più importante. Perché questo match rappresenta molto più di una partita. È l’unico momento, in questo finale di stagione, in cui il popolo biancoceleste tornerà compatto sugli spalti. Neanche il derby successivo farà eccezione: la linea della contestazione resterà, e i gruppi organizzati hanno già confermato l’assenza. Il 13 maggio, invece, sarà diverso. Sarà un’Olimpico pieno, vivo, coinvolto. Un Olimpico che tornerà a spingere, almeno per una gara. Una scelta consapevole, che non cancella il dissenso ma lo mette in pausa. Una notte sola. Ma abbastanza per fare la differenza.

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Lazio, Gila e Zaccagni verso il rientro: sono tornati parzialmente in gruppo

Sarri intanto ragiona sulle energie spese nelle ultime settimane.

Non hanno mai preoccupato, Zaccagni e Gila, come confidato da Sarri nella conferenza post-partita di lunedì. Ieri il capitano e lo spagnolo, riporta il Corriere dello Sport, hanno svolto parte della seduta con i compagni. A Formello – alle 15.30 – la Lazio si è ritrovata a seguito del giorno di riposo concesso dal Comandante. È stato il primo allenamento settimanale, tanti calciatori hanno lavorato a parte, la “separazione” della squadra è avvenuta dopo il calcolo della fatica accumulata nelle ultime due partite (i 120 minuti di Coppa, a cui si è aggiunto il monday night ravvicinato con l’Udinese).

Il piano, si legge, prevede per oggi un doppio appuntamento in campo, alle 10.30 e alle 15: in mattinata si lavorerà tatticamente (con la rosa divisa per reparti), nel pomeriggio invece tutti insieme per l’allenamento comune. Domani e sabato sedute alle 15.30, la rifinitura è programmata per domenica alle 11. Sarri ragiona sulle energie spese nelle ultime settimane. Alcuni hanno stretto i denti, altri hanno recuperato velocemente dagli infortuni. Nella preparazione e nelle scelte della trasferta di Cremona vanno tenuti in conto diversi aspetti, in primis la vicinanza con la finale di Coppa Italia con l’Inter.


L’obiettivo, conclude il quotidiano, è avere tutti a disposizione, e nelle migliori condizioni possibili, per il 13 maggio all’Olimpico. Ecco perché Zaccagni e Gila non sono stati presi in considerazione per l’ultima giornata con l’Udinese. Entrambi sono recuperabili per il match con la Cremonese. La loro gestione potrebbe comunque proseguire in questi giorni, la partita di lunedì permette di aspettare e non velocizzare alcun tipo di rientro. Lo stesso discorso vale per Marusic, anche lui ieri è stato impegnato in un lavoro a parte. Da qui in avanti le riflessioni e le rotazioni saranno tutte condizionate dalla finale con l’Inter.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Cremonese-Lazio, Rambaudi: “Motivazioni diverse, ma gara utile in vista della finale. L’obiettivo è…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Lunedì dovrai pensare ad entrare in campo cercando di fare la tua partita, poi è chiaro che le motivazioni potranno fare la differenza; loro si devono salvare, tu non hai nulla da chiedere al campionato. Inconsciamente puoi essere scarico. Dipende da come la indirizzi, ma non mi aspetto una bella partita.

Sarri metterà chi gli darà maggiori garanzie. Non puoi affrontare il campionato ‘tanto per’, devi cercare di tenere altra la concentrazione, facendo giocare chi sta meglio. Schierare solo non titolari non andrebbe bene.

La Cremonese non attaccherà, non ha quella qualità, sarà una squadra che giocherà in maniera equilibrata, che cercherà di sfruttare l’episodio. Alla Lazio servirà la leggerezza vista ultimamente, poi la gara andrà usata per migliorare negli ultimi metri.

L’obiettivo è portare tutti ad un livello ottimale alla finale, quindi le due gare che restano serviranno per questo”.

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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Primavera Lazio, negli ultimi due mesi meglio solo Juve e Napoli: i numeri confermano

Marzo e aprile sono stati due mesi da incorniciare per la Lazio di Maurizio Sarri, che, dopo un lungo percorso di crescita continua, si è affermata come una delle squadre più temibili, come confermato dai numeri. Nelle ultime sette giornate, infatti, l’andamento dei biancocelesti è stato addirittura da terzo posto.

I numeri della crescita della Lazio negli ultimi due mesi

Con 14 punti in classifica sui 21 disponibili, nella speciale classifica limitata alle ultime sette giornate di campionato la Lazio si collocherebbe in terza posizione, alle spalle di Juventus e Napoli. Il tutto, avendo affrontato anche squadre di primo livello, del calibro di Milan, Bologna e Napoli. Se si considera anche la doppia sfida delle semifinali di Coppa Italia, ecco che la Lazio ha perso un solo match (contro la Fiorentina) nelle ultime nove uscite fra tutte le competizioni, meglio di qualsiasi altro club di Serie A.

E’ questo il clamoroso dato riportato oggi dal Corriere della Sera, che sottolinea la netta ripresa degli uomini del tecnico Maurizio Sarri, in grado di guidare i suoi fuori dalla tempesta e dritti verso la finale di Coppa Italia. Ed è proprio la data del 13 maggio, giorno in cui si assegnerà la coccarda tricolore, il giorno cerchiato di rosso sul calendario dei biancocelesti. In vista dell’attesissima sfida, l’infermeria si va svuotando, l’Olimpico si va riempiendo, e il lavoro sul campo finalmente sta dando i frutti sperati. 

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ARBITRI

Lazio-Inter, prime indiscrezioni sul nome dell’arbitro della finale…

Per la finale di Coppa Italia tra la Lazio l’Inter bisogna registrare già indiscrezioni sul nome dell’arbitro che potrebbe dirigente questa gara così importante. Come riportato dal Corriere dello Sport, infatti, Dino Tommasi (che ha preso il posto di Rocchi come designatore) potrebbe scegliere Marco Guida come direttore di gara della finale di Coppa Italia tra la Lazio e l’Inter. Anche perché l’arbitro di Pompei non ha mai diretto la finale.